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lunedì 16 settembre 2013

ARRIVA PIANO L'AUTUNNO MA SA ANCORA DI ESTATE...

 
 
E' stata tutta colpa di questa torta ...era appoggiata così, sul tavolo,  all'aria e il suo profumo si sentiva...
era lì su un tavolino di un mini risto in Provenza ed è lì che ho voluto fermarmi a mangiare
 

 

 
 
un semplice tavolo apparecchiato con con i colori dell'estate : l'azzuro del mare e il rosa delle bouganvilles




 
 
ho mangiato una fresca rilette accompagnata da insalata e da cipolle carammelate servite in un portauovo un pò abbondante



ho anche trovato la casa dei miei sogni : imposte aperte come  messaggio di invito   e l'aria allegra di un ombrellone per chiacchiere spensierate riparati dal sole caldo ...

sono solo piccoli ricordi d'estate in questi giorni in cui l'autuno sta piano piano facendosi strada e io gli faccio l'inchino aspettando i suoi stupendi colori  e la sua  aria freddina che obbliga a maglioni di lana portati con ancora un velo di abbronzatura che ci rende più belli, protetti e ben caldi anche dai ricordi dell'estate che ci portiamo dentro...

mercoledì 19 giugno 2013

IDEE SEMPRE PIU' FRESCHE ALLO STARBOOKS ...


Cosa ne dite di un fresco gelato con pesche e yogurt?? allora vi indirizzo al mitico STARBOOKS che questo mese ci rinfresca con le sue ricette ...gelatose!!!
Ho provato il peach frozen yogurt...:-)

giovedì 28 giugno 2012

MERCATINI: LUOGHI PERFETTI PER LA MIA SPESA PREFERITA!


mercatino a Valbonne

mercatino a Nizza
Se c’è una cosa che amo alla follia è far la spesa nei posti che mi piacciono, soprattutto adoro i mercati, quelli piccoli, curati, con i banchetti ricchi di cose buone e ,possibilmente, anche convenienti…

Nella mia città, a dire il vero non ne esistono , … persino lo storico “mercato coperto” ha perso molto del fascino e , purtroppo, della qualità che aveva un tempo e così vale anche  per  il “mercatino del macello”, piccolo, quasi chic ma senza più l’allure che tanto mi piaceva anni fa… nonostante tutto , entrambi rimangono un punto di riferimento interessante per alcuni prodotti.

Ma quando vado al mare è diverso.


 
Avevo già parlato tempo fa in questo post di questa azienda agricola che vende al pubblico prodotti assolutamente di stagione, super naturali. Nessuna location glamour per questo cassero che diventa una sorta di spaccio di frutta e verdura per “pochi” intimi che se ne escono con il sorriso sulle labbra con cassette colme di primizie a prezzi davvero convenienti!
Ovviamente i proprietari producono anche un ottimo olio extravergine di oliva , delicato  come l’olio ligure sa essere. Si riesce ad avere solo se la fortuna decide di volgere lo sguardo dalle vostre parti : la produzione è limitata e finisce subito!

Durante l'ultimo we marino non poteva mancare l’appuntamento da questo verduriere speciale e quindi ecco prendere le cipolle dolci, quelle grandi che sono di una qualità antica, così mi spiega la signora così come un certo tipo di pesca (non mi ricordo nome preciso) scura dentro , che sembra quasi marcia, ma buonissima.


Poi ho preso le patate , quelle vere , quelle che resistono tanto e sono belle sode e hanno sapore. Poi le carote, quelle con il bel ciuffo che si mangia sempre bugs bunny, poi le melanzane viola scurissimo (very glam), le mitiche trombette, le zucchine lunghe e strette tipiche della zona ,fiori di zucca, pomodori cuori di bue dalle mille sfumature di colore dal verde al rosso vivo, pere piccoline e profumate, basilico a profusione, prezzemolo….


Un trionfo per gli occhi e per lo stomaco…

Subito mi vengono in mente mille ricette da fare e mi riprometto di mettermi subito all’opera …poi , il mare, il sole, la voglia di relax ,  fanno optare per altre scelte…
Ed ecco che arriva in aiuto  un altro negozio carino , quello della pasta fresca …

Trenette fatte al momento ! eh, si l’omino prende la sfoglia già pronta e la mette nella macchina et voilà …ecco la pasta desiderata prendere forma.


E già che ci siamo perché non prendere anche due ravioli al branzino da condire  solo con olio buono e nulla più per non perdere il delicato sapore del pesce ?

foto by instagram

Un we all’insegna del dolce far niente senza perdere l’occasione di mangiare bene.

Ecco cosa ci siamo gustati con la nostra spesa marina, oltre ai ravioli (veramente delicati e buoni)

foto by instagram

Tagliolini con le gallinelle
Simply&easy

La cosa più “sbatti” è stata fare il pesce (fatto pulire dal pescivendolo)  che è stato semplicemente cotto in padella con un filo d’olio e spicchi d’aglio ( e confesso di aver passato la palla, pardon, le gallinelle,  alla dolcemetà )

In questa padella ci sono finiti i tagliolini una volta bolliti  accompagnati da una pioggia di prezzemolo fresco e profumato.

Nulla più.

Letture piacevoli, sole, bagni, cibo fresco e sano, la mente libera da pensieri, da elucubrazioni che inquinano : ecco questi momenti sono un dono che ogni tanto ci arriva inaspettato e, per questo, ancor più gradito.

domenica 27 maggio 2012

UNA CILIEGIA TIRA L'ALTRA...




Una giornata di sole dopo tante giornate di pioggia, ciliegie rosse e lucide : questo può bastare per sentirsi meglio!

Uno scolapasta “antico” dal caldo color vaniglia accoglie con eleganza i rossi frutti, dolci e buonissimi e più ne mangio più ne mangerei...
Adoro le ciliegie , preferisco mangiarle così, al naturale, ma adoro anche la marmellata fatta con poco, pochissimo zucchero perché mi piace percepire la memoria del frutto quando la mangio…


Per questo post solo immagini di colore e semplicità



Perché ho voglia di piccole cose, che mi fanno star bene perché mi piacerebbe ritrovare il coraggio di dire : sono davvero felice!


Buona settimana a voi


cherry...glam...

venerdì 18 maggio 2012

UNA TORTA DEDICATA AL MIO AMICO ERNST KNAM...:-)



Ebbene si, scusate se sono amica di Ernst Knam…
Da poco bazzico su FB dove riesco (a fatica) a gestire qualche contatto in più perché lì con un “mi piace” fai capire che ci sei, sei sul pezzo e ,visto il periodo frenetico,  mi consente di dare segnali  di vita a chi voglio bene con un …click!
Fagocitata da un mondo  che poco mi appartiene ogni nanosecondo che passa è vitale soprattutto se riguarda argomenti che mi piacciono, ed ecco che FB, twitter, pinterest, arrivano in aiuto…
Tornando a Ernst… come spesso succede sul social network più famoso al mondo mi esce un giorno  la “proposta” : potresti conoscere Ernst Knam chiedi l’amicizia ...
Chi io???? Penso
Poi, in un lampo lampante, vado sul suo profilo e ritrovo tanti nomi amici e altri  più o meno conosciuti , con tanto di commenti , foto, ricette e mi dico : why not? Io che sono così restìa a concedere amicizie, a condividere pubblicamente, io che sono così “orsa” e non amo apparire eccomi cliccare ed inviare la mia richiesta di amicizia a ‘sto uomo che, oltre ad essere pasticcere ( e quindi per me parte già con mille punti di bonus) non è nemmeno malaccio…

Il giorno dopo , come sempre, vado in ufficio .Quando proprio non ce la faccio a reggere più l’ambiente&lagente,   mi “assento” con il mio mega (o forse dovrei dire “mela”)  cellulare ;-) e vado a leggere le notizie delle mie amiche su FB ed ecco che leggo: Ernst Knam ha accettato la tua amicizia, scrivi sulla sua bacheca.
Cosa??? Ha accettato proprio la mia, dico, la mia amicizia!!! Che carinoooooooooooo!!!
Pensa la donna stordita (cioè io) fermamente convinta che lui, proprio lui, digiti e invi nell’etere le richieste di amicizia, sicuramente filtrate dopo attento studio (di che cosa poi???) e giunga a volere me nella sua “cumpa” di FB!!!!
Lo so sono stupida ma io voglio continuare a pensarla così, tanto non faccio male a nessuno…guardo sul mio diario feisbucchiano la sua foto(appppperò)che indica che tra le mie ultime attività J c’è l’essere in una certa confidenza con lui.
E son soddisfazioni!!!!!

Detto ciò , è ovvio, anzi, è ovvissimo, che sono andata subito a ripescare alcuni suoi  libretti che avevo  acquistato e in onore di questa nostra amicizia così manifesta e pubblica , avevo programmato una serie di ricette in suo onore…
Ma il tempo è tiranno e la vita ci gioca sempre brutti scherzi e …vabbè, morale …non ho studiato! Non sono preparata…non ce l’ho fatta a fare proprio una sua ricetta ma ho fatto un dolce e , giuro, l’ho pensato intensamente, ma così intensamente che alla fine mi sono convinta che questa è la ricetta che lui avrebbe voluto fare o che avrà sicuramente fatto senza pubblicizzarla troppo perché fa parte di quelle piccole , semplici chicche che regala solo a pochi intimi J….



Ecco quindi la mia  torta cubettosamente alle mele, dedicata a lui, il mio amico Ernst Knam :

Ingredienti
Mele (quante?dipende da quanto farete grande la torta…)
Zucchero rapadura
Marmellata
poco burro per cuocere le mele
Pasta brisè secondo la propria ricetta . la mia (per una torta di circa 24 cm di diametro):
200 gr farina
100 gr burro
50 ml acqua fredda da frigo
a volte aggiungo un po’ di zucchero

ecco come faccio la mia pasta brisè super velox : metto in una ciotola il burro e la farina ( a volte aggiungo lo zucchero ma questa volta non l’ho messo) e con le mani mescolo il tutto con le mani, fino a creare un composto sbricioloso. A questo punto verso l’acqua fredda da frigo e mescolo al fine di ottenere un  impasto bello morbido ed elastico che stendo subito nella teglia unta di burro e metto in frigo per almeno 1 oretta.
Nel frattempo ho tagliato  le mele a cubetti e le ho fatte cuocere leggermente in una pentolina con burro e qualche cucchiaio di zucchero rapadura, che  è uno zucchero che si trova comunemente nei supermercati ed ha un sapore di caramello che lo rende particolarmente profumato .Una volta raffreddate le mele ho aggiunto un cucchiaio di marmellata (avevo aperto :pesche e fichi: un'abbinata blasonata del Moreno )
Ho quindi preso la mia base di pasta brisè dal frigo e ci ho messo le mele.
In forno a 180° per circa mezz’ora.
Di solito mi piace spolverare di zucchero a velo le mie torte di mele, in prims  perché adoro usare lo spargizucchero J e poi perché quel tocco di bianco dona eleganza ,ma in questo caso ho preferito lasciare la mia tortina al naturale, priva di orpelli;  dopotutto è pur sempre una torta che ho dedicato ad un uomo!!! ;-)


un pò sciura...

domenica 15 aprile 2012

UNA FRANGIPANE DATATA ...2001 :-) PER L'EMMETI' ovvero:PEACH IN SYRUP FRANGIPANE TARTLETS

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Per me ci voleva una domenica così ! Una domenica per stare in casa senza cercare troppe scuse, una domenica per trovare il tempo di fare tutto quello che non si riesce durante la settimana comprese le cose carine J !!!

Piove ,piove e la gatta non si muove…tranne Eu il mio gatto che ,agitato come sempre, reclama l’uscita. Eh no caro gattone, oggi a casa pure tu !!E dopo averlo “gentilmente” invitato ad uscire sul balcone sotto scroscio torrenziale (traduzione: preso e messo sotto l’acqua per qualche secondo!) per fargli capire che forse era meglio desistere,   l’ho visto meditare un sano ripensamento (traduzione : miagolata terrificante, della serie ma che……fai??? )  che l’ha visto dirigersi , come una saetta, sul divano.
Bene: gatto sistemato , beato e “tranzollo” e io? Bè io mi dedico all’emmetì di aprile, of course!!

Come dico sempre : a me questa sfida ha insegnato e insegna tanto e se devo trovare il merito principale a questa iniziativa è proprio quella di dare l’opportunità di mettersi alla prova e di sperimentare ricette mai fatte. Il frangipane era una di quelle cose (come milioni di altre…) che avevo segnato nei miei quaderni “to do” di questi ultimi … dieci anni! Anzi, a dire la verità dovrei dire undici anni! Come faccio ad essere così precisa?? Anno 2001 , rivista “ Waitrose food illustrated”, mese : agosto : tra le pagine trovo  foto bellissime  e ricette interessanti tra cui  quella delle “Apricot frangipane tartlets”. La ricetta o meglio, l’idea di provare questa ricetta me la porto dietro da quell’anno  e doveva capitare questo emmetì per farmela ritrovare ma soprattutto di farmi venire la voglia di  metterla in pratica , finalmente!
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Ho seguito la ricetta di Ambra per quanto riguarda la frolla e il frangipane e quindi vi rimando al suo precisissimo  post per dosi&metodi  e  poi ho seguito la english recipe…
(Unica nota : nella mia crema  frangipane non ho messo nessun profumo se non un po’ di buccia di limone ,come nella frolla) .
Essendo la rivista del mese di agosto e prevedendo albicocche fresche mi ha un po’ spiazzato…guardando fuori dalla finestra vedevo immagini che mi facevano pensare al freddo e grigio autunno e intanto cercavo di trovare un’alternativa carina e originale per le mie tartlets…nessun lampo di genio , nessun ingrediente magico ma improvvisamente mi viene in mente di  un acquisto fatto tempo fa (NON nel 2001, tranquille!!)  con la scusa del “non si sa mai”. Sto parlando di un vaso di pesche sciroppate, delizia per Marie Antoinette (ebbene si…) ma assolutamente “out” per me,  ma ingrediente che spesso mi aveva risolto un dessert veloce per ospiti improvvisi.
Quindi le mie sono diventate :

peach in syrup frangipane tartlets.

dopo aver cotto in bianco le tortine (ho usato stampi antiaderenti , imburrati a dovere e infarinati) ho messo nei “gusci”(ehm…pastry caseJ ) la crema frangipane . ho tagliato le pesche in piccoli spicchi e li ho sistemati “on  top” J

Ho cotto le tortine per circa 20 minuti (abbondanti) nel forno a 170° (il mio che è super potente…altrimenti credo vada benissimo un classico 180°)
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Queste tartlets mi hanno dato una grandissima soddisfazione soprattutto dopo averle assaggiate: ma che delizia è la crema frangipane??? Che mix unico la frolla con questa crema alle mandorle??? Mangiavo la mia tortina quasi ad occhi chiusi, stupita per questo gusto così avvolgente…
E proprio mentre mi gustavo questo dolce ecco venirmi in mente nuove possibili varianti per farcire questa torta : marmellate, cioccolati aromatizzati, frutta di tutti i tipi…idee che puntualmente ho segnato sul quaderno “to do”del 2012 …chissà se dovrò aspettare ancora dieci anni per metterle in pratica?

 e  questo è il mio contributo "glam" per l'emmetì di aprile...
torta frangipane e voglia di primavera...

sabato 31 marzo 2012

RISOTTO PRIMAVERILE ALLE FRAGOLE CON ACETO BALSAMICO E UN PO’ DI SANO REMEBER…



Un semplice risotto alle fragole insaporito da un tocco di aceto balsamico che farà anche trendy ma mi ha colorato il riso di un "marroncino" che proprio non mi è piaciuto ,andando a rovinare l’immagine di fresca primavera che volevo evocasse questo risotto…
Il sapore era però intrigante e ammetto che il dolce acido dell’aceto si sposava benissimo con il dolce acido delle fragole.
Un risotto che faccio da anni che faceva parte degli esperimenti che facevo da ragazza quando mi mettevo ai fornelli scoprendo mondi nuovi, perché “a quei tempi” un risotto alle fragole era visto in modo…dubbioso!

Ingredienti per 4 persone

350 gr di riso carnaroli
1 cestino di fragole pulite e tagliate a pezzetti
aceto balsamico

Olio extravergine di oliva
1 piccola robiola
Sale e pepe
Brodo vegetale (io utilizzo spesso anche i dadi preferibilmente biologici)

In una pentola avete il brodo ben caldo : fiamma al minimo.
In una padella dai bordi alti, mettete un filo d’olio , lo fate scaldare un poco e mettete il riso a tostare due minuti. Non faccio il soffritto per questo risotto (come per tanti altri) e, credetemi, il risultato finale non ne risente per niente.
Bagnate quindi il riso con un po’ di aceto balsamico , mescolate e iniziate la cottura del risotto mettendo un mestolo di brodo per volta , facendolo assorbire fino a fine cottura.
Circa 5 minuti prima di terminare il vostro risotto mettete le fragole e infine il formaggio tipo robiola .Fate mantecare il tempo necessario per avere un perfetto risotto all’onda.
Et voilà il vostro riso primaverile è pronto…non ci starebbero male anche due on tre foglioline di menta , ora che ci penso…o anche di citronella…o prezzemolo…o basilico…o tutte insieme
La prossima volta niente aceto balsamico ma erbette fresche per trasformarlo da risotto primaverile in risotto estivo…

Ritornando al remember :I miei , "a quei tempi", al sabato e alla domenica uscivano a cena per provare ristoranti nuovi o per ritrovare conferme in luoghi divenuti famigliari con gli anni, in cui , cuoco, camerieri e clienti (nella fattispecie : i miei parents) erano diventati quasi amici…
Quando non mi univo ai “ragazzi” (mi piaceva un sacco uscire a cena insieme a loro , ma dovevo rispettare la loro privacy e farmi i fatti miei…o no?) , stavo a casa e….sperimentavo…Erano i favolosi (in tutti i sensi , per me ) anni 80 : giovincella mi gustavo una vita senza problemi che mi vedeva piena di interessi tra cui quello nuovo della cucina che condividevo invitando amici a cena . Avevo iniziato a dire il vero anni prima : avevo 15 anni quando ho cucinato per la prima volta da sola e, scusate se ho fatto …la zuppa inglese! Ebbene si! Avevo preparato proprio la crema pasticcera alla vaniglia e al cioccolato che avevo alternato a strati tra i savoiardi bagnati nell’alkermes…era stata una soddisfazione senza eguali e da lì era iniziata la mia “carriera “ culinaria…

Ritornando ai favolosi anni 80: i miei esperimenti spaziavano dai dolci (mia passione) ai salati, con la predilezione ,che ancora oggi mi appartiene, per i primi piatti.
Ricordo ancora le pennette alla vodka (ricetta bellamente inventata e assai gradita, ai tempi, agli amici che avevano colto l’occasione per finirsi la bottiglia come….aperitivo!!!!) e soprattutto il mega flop del risotto alla crema di kiwi…..:-(
Dovete sapere che il mio adorato papy lavorava in ambito dolciario , per cui a casa mia era normale essere sommersi di cioccolato (wonderfull time!!!!) e di prodotti di laboratorio per pasticceria e gelateria…
Quando mi ero trovata tra le mani un vasetto campione con la scritta “ crema di kiwi” , non avevo resistito dal provarla per un…risotto!!!
Ricordo che  assagiandone il contenuto,  non era proprio quello che mi sarei aspettata : era troppo dolce e troppo concentrato ma l'avevo utilizzato lo stesso.
Mi aveva spiegato poi il mio caro papy che quella era una “base” per preparare il gelato al kiwi alla quale andava aggiunto il frutto vero e proprio e gli altri ingredienti base per il gelato e di quella "crema" ne serviva proprio una minima quantità. Io invece avevo abbondato nella dose cucinando uno stucchevole risotto dal colore vagamente ….marziano e assai poco invitante ma soprattutto immangiabile !
Tra gli esperimenti riusciti, c’era stato invece, il risotto alle fragole che, una volta provato , era diventato un mio classico che proponevo spesso.
Ed ancora oggi diventa quasi un appuntamento fisso di primavera.
Così è stato anche per quest’anno.

Insieme al risotto sono fioriti anche i tulipani dal colore e dalla varietà a…sorpresa.



Non c’è niente di più bello che piantare bulbi all’inizio dell’inverno e veder magicamente comparire ,alla prima aria tiepida, fiori multicolore…
Inutile dirvi che la mia richiesta al vivaista era stata : “vorrei dei tulipani dal colore bianco (ovvio!!!mio "non colore" preferito), al massimo rosa pallido e poi vorrei quella qualità viola scuro, quasi nero con i petali frastagliati.”





Eccomi accontentata : tulipani gialli e rossi e, per sbaglio, un pervinca…di petali sfrangiati nemmeno l’ombra come pure di tulipani immacolati…

Ma questa è la natura…libera e selvaggia :-)

Ho piantato anche dei mughetti (inequivocabilmente bianchi….spero!) ma non sono ancora fioriti…
Chissà cosa sbucherà fuori ??

domenica 25 marzo 2012

DONNE (ST)RAORDINARIE : ALEXANDRA DAVID NEEL E LA BACCA DELLA FELICITA’: DETOX, ANTIAGE E …GLUTEN FREE! WHAT ELSE!!!!

  

Ho scoperto quasi per caso le bacche di goji, anzi, se devo proprio dirla tutta me ne avevano date una piccola manciata ad una fiera e non le avevo degnate di uno sguardo fino a quando, settimana scorsa, ho letto una ricetta che le contemplava.

La ricetta arriva dal ELLE A TABLE di marzo e ve la riporto :

Ingredienti : 

100 gr di riso
1 litro di latte di riso
50 gr di bacche di goji
150 gr di fragole e/o lamponi
½ cucchiaino di essenza di vaniglia
1 pizzico di pepe nero
Due pezzetti di scorza di limone

 Portare il latte ad ebollizione con la scorza del limone, il pepe e l’essenza di vaniglia. Quindi versare il riso . dopo circa 10 minuti unire le bacche di goji e far cuocere fino a quando il riso avrà assorbito il latte .
Togliere le bucce di limone e aggiungere fragole o altri frutti rossi a piacimento.
Si mangia tiepido o freddo…

Non penserete per caso di mangiare uno spuntino qualsiasi???? Nossignori!
Questa ricetta è il nonplusultra degli antiossidanti, antiinfiammatori, anti invecchiamento, anti tutti i mali del mondo e , non ultimo ci aggiungo anche proprietà considerate “magiche” per merito della bacca di goji considerata  un elisir di lunga vita e portatrice di felicità.



Questa bacca nasce in Tibet e da più di mille anni è un alimento consumato delle popolazioni Himalayane e tibetane : per i suoi benefici e le sue proprietà viene considerata “tra le fonti di cibo più sane esistenti sulla Terra “
Inoltre è un ottimo spuntino gluten free e quindi non posso non partecipare al contest della mia cara amica Stefania con questo mio post…


Trovare una donna famosa da legare a questa ricetta non è stato facile e , ammetto, di aver preso una strada lunga e tortuosa per trovare un nesso con questo piatto, strada che mi ha portata dritta in Tibet , inseguendo l’avventurosa vita di….Alexandra David Neel, scrittrice ed esploratrice francese (1868-1969).

Donna intelligente e sempre assetata di novità , dopo aver girato in lungo e in largo per l’Europa,  grazie ad una eredità proveniente dalla nonna materna, viaggiò per tutta l'India, dove rimase affascinata dalla musica tibetana e dalle tecniche di meditazione . Con la promessa di fare ritorno in Asia, si trasferì in Africa settentrionale dove si diede allo studio del Corano, e, trasferitasi a Tunisi conobbe l'ingegnere ferroviario Philippe Néel che sposò nel 1904. Ben presto la vita matrimoniale si rivelò insoddisfacente per il suo carattere sempre alla ricerca  di novità e viaggi, per questo motivo, d'accordo con suo marito, si trasferì nuovamente in Inghilterra per apprendere in maniera approfondita la lingua inglese, fondamentale per gli studi di orientalistica, di cui era appassionata. Dal 1914 al 1916 visse in eremitaggio in una caverna nel Sikkim praticando esercizi spirituali con un monaco tibetano che divenne il suo compagno di vita e avventure e che in seguito adottò come figlio.

Impossibilitata  a tornare in Europa a causa della guerra si recò in Giappone. Là decise di andare a visitare Lhasa. Si recò a Pechino e di lì, travestita da tibetana, attraversò la Cina in piena guerra  civile e a piedi raggiunse Lhasa.

Morì a cento anni in Provenza.
(notizie prese dal web)

Vi consiglio di leggere il suo libro  : "Viaggio di una parigina a Lhasa" , l'avevo letto anni fa ed ero stata letteralmente rapita dalla storia e dalla figura di questa donna .

Il filo conduttore tra la mia donna straordianaria e la mia semplice ricetta è il Tibet e il suo magico frutto :
le bacche di goji, che assomigliano all’uvetta sultanina ma sono rosse



                                                                         (foto presa dal web)

In netto anticipo sulle diete “a prova di bikini” eccoci tutte in grado di precorrere i tempi e , soprattutto di essere à la page  e very trendy :-) : pare che tante vips (tra cui,l’immancabile Madonna) siano fans di queste bacche…ed io sono fan anche della mitica Alexandra che con la sua vita fuori dagli schemi ci ha regalato un esempio di vita coraggiosa , intraprendente , unica e degna di entrare a far parte delle donne (st)raordinarie  del contest della mia amica Stefania!

E questo è il mio set Polyvore per questo post:

omaggio ad alexandra david neel

domenica 5 febbraio 2012

MITICHE "DOMENICHE VUOTE" E MUFFINS ALLE PERE E LAMPONI...


Perché, vorrei sapere perché io non riesco ad avere una domenica vuota? E per vuota intendo una di quelle domeniche in cui puoi permetterti un dolce far niente. Attività concesse: leggere, cucinare qualcosa di easy, possibilmente zuccheroso (per me..) con il solo scopo di mangiarlo, comodamente sedute sul divano sfogliando una delle innumerevoli riviste (ancora cellophanate) che attendono degna attenzione da tempo…nessun impegno, nessuna incombenza antipatica…solo tempo “noioso” per te stessa. Ci potrei aggiungere anche qualche “divertissement” da beauty farm casalinga: uno scrub fatto con sale  e olio di lavanda,una pulizia del viso su pentola con camomilla e amido, una bella maschera al miele …senza sottovalutare la prova di qualche smalto coloratissimo comperato in un momento di follia e mai messo (e che mai metterai) e l’impacco ai capelli che il parrucchiere ti aveva regalato per natale e che non avevi ancora degnato di uno sguardo..
E come non pensare alla possibilità di aggiornare con calma la tua libreria virtuale su anobii che trascuri da mesi e mesi ? in assoluto silenzio (per me) passare in rassegna gli ultimi (ma anche i penultimi…) libri presi e con  finta “ennui”  , caricarli nel suddetto sito…scoprendo titoli dimenticati e sentendo forte la voglia di aprire un piccola libreria e vagare con la fantasia e trasformare la libreria in una pasticceria e poi in un B&B di charme e poi invece no, cancellare tutto e inventarsi un “non luogo” in un “non tempo” circondata da tutto ciò che ti piace …(avrei scelto come vicino di casa javier bardem…secondo me è….molto simpatico ;-) !!!!)


E mentre pensi a tutto questo ti stai godendo questa domenica “vuota” da riempire solo con quello che ti va, che vuoi, che ti appassiona…
E invece no! Invece devi ritrovare queste sensazioni incastrandole in mezzo a : lavatrici (che ieri non hai avuto tempo di fare perché hai dovuto assolutamente andare per commissioni che non riesci mai ad organizzare  durante la settimana) le quali lavatrici implicano l’azione di stendere e quindi quella dello stirare…attività alla quale mi sono dedicata in quanto la pila in lavanderia rischiava di travolgere che  arrischiasse il passaggio in zona…
E mentre lavi e stiri , pensi : vogliamo non dare una passatina al parquet che sembra sempre (dico SEMPRE) pieno di polvere? Insomma ,dopo queste attività estenuanti, ti ritrovi a preparare un dolce veloce quasi senza accorgerti perché è una necessità dell’anima…
E intanto che cuoce nel forno , ti crei un piccolo angolo nel quale concentrare la tua “domenica vuota e allora la riempi di : computer portatile,macchina fotografica , ipad , cellulare agenda , libretti appunti, agenda delle ricette moleskine (carina!!!), le tue “scelte editoriali “( articoli, immagini ,ricette, prese/strappate da varie riviste ...) …e tra una mail, uno scatto fotografico, una controllatina ai muffins, un sms, due righe scritte …la tua domenica vuota si riempie…a dismisura 
Fino a quando ti accorgi che la, luce del giorno si sta trasformando in crepuscolo serale e decidi finalmente di fare l’unica cosa giusta di questa domenica vuota in modo sbagliato…
Ti prendi un bel piattino , una forchettina blasonée , la tazza da tè in porcellana , quella con i mesi e con i fiori…prendi un “gennaio” con dipinti i bucaneve ..
Ti gusti i tuoi muffins (semplici ma sempre buoni)e filosoficamente fai tua,  la massima



Ingredienti:
220 gr farina auto lievitante
120 gr burro sciolto nel microonde
100 gr zucchero
1 pizzico di sale
1, dl si latte
1 uovo
Una manciatina di lamponi
Pera tagliata a tocchetti (se è troppo dura o cuocetela in un po’ d’acqua oppure nel microonde)

Ricetta facilissima che tutti sanno fare: mescolare gli ingredienti secchi in una ciotola : farina, zucchero,sale . io ho messo anche i lamponi e i pezzetti di pera
Mescolare ingredienti liquidi in altra ciotola: burro, uovo, latte.
Travasare gli ingredienti liquidi in quelli solidi, mescolare quel tanto che basta per amalgamare gli ingredienti .
Riempire gli stampini di silicone con i pirottini di carta oleata e poi  con l’impasto.
Cottura : circa venti minuti (controllate) a forno a 180°.
Pronti ! Buoni, rassicuranti…perfetti per un tè , per la colazione, per ….riempire le "domeniche vuote"… (javier bardem a prescindere ;-) …)

venerdì 27 gennaio 2012

OCCHIO, MALOCCHIO, PREZZEMOLO E FINOCCHIO... AUGURI ALE!!!



« Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio,
ego me baptizzo contro il malocchio.
Puh! Puh!
E con il peperoncino e un po' d'insaléta
ti protegge la Madonna dell'Incoronéta;
con l'olio, il sale, e l'aceto
ti protegge la Madonna dello Sterpeto;
corrrrrno di bue, latte screméto,
proteggi questa chésa dall'innominéto. »




Non è facile scrivere un post di auguri di buon compleanno per una persona speciale.
Essendo il mio, un piccolo un blog nel quale si parla anche di cucina, non potevo non pensare di regalare alla mia amica Ale  un piatto scaramantico J
Ecco quindi il mio risotto alla melograna .
Prima di descrivere la semplice ricetta , solo una piccola nota per dimostrare ,con un certo orgoglio, un certo feeling con la festeggiata. Il  braccialetto che ho voluto fotografare accanto al piatto è il mio, lo porto sempre …e ,come potete notare ,è composto da charms…
Uno con la lettera identificativa (robi) e poi??? Cornetto e ferro di cavallo, dono di Marie Antoniette  a questa mamy che ogni tanto (spesso…) è vittima di sfighe qua e là..
Quindi cara Ale oltre a mille punti in comune , di cui vado immensamente fiera, eccone un altro del quale faremmo volentieri a meno : essere predilette dal destino…ehm, avverso…J
Per fortuna la nostra filosofia di vita ,allenata da dure prove ci permette di essere superiori e di affrontare al meglio gli intoppi che ci capitano….ma adesso basta!!!
Con un titolo di post così, un banner (bellissimo!!!) così, una poesia così…non c’è più storia!
Perché il melograno? Il melograno è un frutto magico che attira la fortuna,,,può bastare??? J
. Con il suo aspetto elegante arricchisce qualsiasi preparazione sia come orpello decorativo che come ingrediente vero e proprio. Volevo trovare per la mia amica Ale ,  un qualcosa che portasse bene ma che avesse  anche un’allure chic , perché  a lei, donna elegante, da perle e ballerine, si addice un’atmosfera simpatica senza però rinunciare alla classe.
Quindi ecco un piatto di cristallo perché volevo per lei qualcosa di prezioso, uno sfondo nero perché è il colore del mitico tubino di Givenchy (che ci piace un sacco!!!) e riso e melograno per augurarle oltre che buon compleanno una….fortuna cosmica!


Ingredienti per due
160gr riso carnaroli
Brodo vegetale
2 piccoli formaggi caprini freschi(di quelli stra buoni)
2 melograni
Pepe
Olio extravergine d’oliva
Per prima cosa ho ho tolto i semi a due melograni e ne ho frullato una parte , diciamo ¼ , i chicchi rimanenti li ho poi usati come decorazione e aggiunti al riso.
Per questo risotto non ho fatto il soffritto, (mi capita spesso di fare così, si lo so…inorridite pure!)
Ho messo un poco d’olio in una padella e ho fatto imbiondire il riso qualche minuto. Ho aggiunto il succo del melograno filtrato.Ho quindi aggiunto il brodo vegetale , un mestolo per volta , aggiungendone un altro a liquido assorbito.
Dopo circa 15 minuti ho aggiunto i due piccoli formaggini caprini e ho cucinato il risotto ancora per 5 minuti fino a quando non è risultato cotto al dente.
L’allestimento è stato  aggiungere i chicchi del melograno rimasto e pepe a piacere.
E’ un risotto piacevolmente delicato, semplice ma originale e non sfigura in una cena blasonée J
Concludo questo post di auguri fatti con il cuore con questo proverbio spagnolo:
per te Ale, auguri!!!!
“Fare amicizia è un bene
Avere un’amicizia è un dono
Conservare un’amicizia è una virtù
Essere un amico è un onore “

venerdì 30 settembre 2011

MA SARA' AUTUNNO??? SOTTOTITOLO: UNA RICETTA COME PRELUDIO

foto dal web qui e qui

Secondo me no:  sul mio balcone il fico d’india sta figliando, l'ulivo è un ‘esplosione di vitalità e i piccoli fiori bianchi del solanum non smettono di fiorire.


solo le erbe aromatiche patiscono un po’ dopo averci regalato profumi abbondanti, bè a parte il basilico che ancora prorompe…
Ma siamo proprio sicuri , sicuro di essere in autunno???
Per crederci un pochino ho voluto cucinare una ricetta da preludio autunnale .
Tra gli ingredienti , i fichi, che con i loro colori ricordano i boschi con la bruma, il freddo umido, il tappeto di foglie secche e regalano un dolce e ricco sapore che scalda .
E poi io adoro gli abbinamenti dolci/salati e questo lo è ma in modo discreto. Trovo che l’affumicato dello speck si sposi perfettamente con la crema di fichi e anche se non amo particolarmente la carne , questo piatto mi è piaciuto proprio tanto.

FETTINE CON SPECK E FICHI
(da Sale&Pepe di settembre 2011)
Ricetta per 4 persone:
8 Fettine di lonza di maiale (io ho usato la lonza ma potete usare quello che preferite)
8 Fettine di speck
10 Fichi
Olio
Sale
Rosmarino
Vino bianco

Mettete una fettina di speck su ogni fetta di carne fermandola con uno stizzicandenti. Nel frattempo mettere la polpa dei fichi in una ciotola e ridurla in purea.
Fate insaporire l’olio in padella con un rametto di rosmarino e una volta ben caldo, mettete le fettine di carne appoggiate dalla parte senza speck. Fate cuocere bene e poi le girate.
Una volta cotte le togliete dalla padella e le tenete al caldo. Nella stessa padella mettete la purea di fichi e due dita di vino bianco. Sfumate e salate pochino.
Rimettete le fettine in padella con fichi e fate saltare pochi secondi.

La foto di questa ricetta non c’è…l’ho bellamente cancellata sia dalla macchina fotografica che dal computer e non chiedetemi perché: non saprei rispondervi. Ho quindi messo foto rubate dal web per presentare gli ingredienti principali…
Il bello di questa ricetta è il tempo che occorre per prepararla: super velox e d’effetto, quindi anche senza immagini “vere” vi consiglio di farla.
Attendo le sere d’autunno , ho voglia di tinte sfocate, di colori soffusi. Ho voglia di sentire il profumo delle stoppie bruciate nei campi, ho voglia di mettermi un caldo maglione, ho voglia di scottarmi le dita per sbucciare le caldarroste, ho voglia di bere un bicchiere di vino rosso corposo e voluttuoso, ho voglia di leggere un “classico”, magari un libro di poesie nel quale trovare, una parola, un pensiero, un oggetto, una sensazione , per descrivere il mio stato d’animo…

Sono più miti le mattine
e più scure diventano le noci
e le bacche hanno un viso più rotondo.
La rosa non è più nella città.
L'acero indossa una sciarpa più gaia.
La campagna una gonna scarlatta,
Ed anch'io,per non essere antiquata,
Mi metterò un gioiello.


E. Dickinson


dal suggerimento di un'amica e per una giustissima causa, partecipo al contest della stefania:


contest (st)renne gluten free


martedì 27 settembre 2011

UNA CALDA MACEDONIA PER L'MT


Si lo so, sono andata di sicuro fuori tema ma io non ce la faccio a non partecipare all'MT , perchè mai come in questo "gioco" , l'importante , per me,  è partecipare e quindi eccomi qui con questa calda macedonia e un "remember" , non vogliatemene !..
Il mio primissimo post di “cucina” non era degno di nota, l’avevo letto solo io e i “parenti stretti” . Era una sorta di prova tecnica per rendermi conto (incredula) che ero riuscita a “fare un blog”…
Questo primo post parlava di …frutta cotta , precismente mele cotte (che adoro!)
Non ho mai festeggiato i compleanni di blog , non amo particolarmente certe ricorrenze a meno non siano compleanni o anniversari epocali , ma questo MT mi ha dato lo spunto per ricordare quel post con tenerezza e per parlare della mia macedonia…cotta :-)
A parte le torte, quelle semplici “da casa”, il confort food per eccellenza, per me, sono le mele cotte (o la frutta ,in generale) con i chiodi di garofano e la buccia di limone.
Il profumo che si spande dal padellino che uso, rigorosamente di smalto , rigorosamente della mia nonna , è unico e mi riporta al passato. Mia nonna aveva sempre pronta la frutta cotta e me la proponeva per merenda, dopo pranzo, dopo cena…
Le mie amichette la mangiavano solo quando erano malate e ne parlavano come di una schifezza , e , dicevano “è un mangiare da ospedale”
Io le guardavo stupite perché , per me, era tra le cose che mi piacevano di più, insieme ai dolci, ovvio!
Quando dal cesto di frutta rimangono l’ultima pera, l’ultima mela …automaticamente vanno a finire nel mitico padellino con un po’ d’acqua, buccia di limone e chiodi di garofano e, quando sono un po’ “blue” , anche del sano zucchero…
Mi piace mangiarla sia tiepida che fredda , la frutta non deve essere cotta troppo , deve mantenere la giusta consistenza.
Più frutta si usa più la macedonia cotta più è buona e si può trasformare per davvero in un dessert piacevole e light (sarà un caso che l’etichetta scelta per il mio primo post di cucina, mele cotte, era stato “dolci” ?)
L’MT prevedeva una salsa, una riduzione, da accompagnamento e mi prendo una licenza poetica nel dire che l’acqua profumata nella quale la servo funge da salsina.
La frutta utilizzata : mele, pere e prugne "Regina Claudia" . Scorza di limone e chiodi di garofano per profumare.
Per questa occasione speciale, la accompagno a un nido di meringa con nevicata di cacao amaro perché , oltre a fare scena, si può sbriciolare nella ciotola assicurando una macedonia cotta dolce e sensuale, poco dietetica ma che regala una soddisfazione glicemica niente male!
Cara Fabiana , ti prego, non inorridire ! io mi inchino ai tuoi tagli e intagli che, simili a merletti , mi lasciano sempre senza parole e con una punta :-) di sana invidia, ma non sarò mai capace di tanto!
Quindi ho tagliato meglio che ho potuto la frutta che ho cotto beandomi del profumo limonoso e speziato che si spandeva nell’aria…
I nidi di meringa sono stati un esperimento non riuscito ( e quando becco la Csaba la sistemo!) : sono usciti bruciati, per questo era doverosa la nevicata di cacao amaro …ma avrei potuto dire che l’effetto era voluto per rendere più caldo tutto quel bianco che, in effetti, sparava un po’ troppo….:-))))))
Signora maestra non ne tenga conto per il voto :-) ! Valgono solo come eventuale proposta , come orpello decorativo…:-)
Dopotutto l’MT  parla di “macedonia” non di “mini pavlove”…vero?????

giovedì 28 luglio 2011

DI SORBETTO AL MANGO, PANE, SCORTE E ANCHE DI JAVIER BARDEM…



È estate…o meglio, dovrebbe essere estate. Le temperature sono primaverili, l’aria è tersa , il cielo è irlandese : muta continuamente da grigio ad azzurro regalando scrosci di pioggia, temperature autunnali e sprazzi di sole caldo e piacevole.
Ammetto che questa estate mi piace. La preferisco di gran lunga alle giornate assolate, calde ed afosissime durante le quali non si respira dall’umidità nell’aria.
Le serate sono spesse rese fresche anche da leggeri venticelli che tentano l’utilizzo del forno (che adoro) ed è proprio quello che ho fatto questa settimana , sfornando due pani (che non ho fotografato, ma che vi racconto) con un esperimento…
I pani che ho preparato sono stati : uno alle olive nere, origano e timo e un altro ai semi di girasole.
L’esperimento: preparare l’impasto il giorno prima e farlo lievitare nel frigorifero.
Ero molto scettica e soprattutto, preoccupata visto che i pani servivano per una cena da me organizzata per i miei amici (eravamo in dieci)
E se il risultato si fosse rivelato un flop ?…bè, avrei aperto qualche sacchetto di granetti utilizzando così parte della scorta da “allarme rosso attacco alla terra” della dolcemetà (qui si aprirebbe una parentesi lunga e logorroica ma sul suo concetto di scorta varrebbe la pena di sprecare qualche parola e allungare questa parentesi.
Il trasloco recente è stato la cartina tornasole di questa “psicosi” : avevo trovato kg e kg di pasta : TUTTE pennette rigate!!!!!!!!!!!!!!!! Le stiamo consumando ancora oggi. E che dire del pan carrè????
“sai…per quando arrivano i ragazzi (figli vari)….” In questo caso, purtroppo , diverse (taccio il numero) confezioni sono state doverosamente gettate nel pattume…per non parlare , reggetevi forte, dei detersivi per lavare A MANO!!! Questo rimane un mistero insondabile! Ma quando mai lui si è messo a fare il bucato a mano?????? E poi : detersivo aroma therapy, super delicato, con olio di jojoba…che pensasse fossero dei…bagnoschiuma????? Chiudo la parentesi solo perché andrei avanti per…km!) :-)
Dicevamo…il pane ….
Ho preparato i miei due impasti e li ho messi in frigo, in due ciotole coperte con la pellicola, li ho salutati con amore incrociando le dita e sono andata a nanna…
Il giorno dopo, post ufficio, sono andata (sempre a dita incrociate) a recuperare i miei panetti .
Non erano gonfi come me li sarei aspettati ma erano comunque lievitati.
Li ho fatti stare a temperatura ambiente per circa mezz’ora e li ho quindi sgonfiati e ho dato loro la forma desiderata. Li ho messi nelle teglie , li ho coperti e ho acceso il forno. Li ho cotti secondo i miei tempi canonici : forno 180° per circa 20/30 minuti.
Diciamo che il risultato finale non è stato del tutto negativo (non ne è avanzata una briciola) ma quando preparo il pane con i tempi&metodi tradizionali, l’impasto lievita in modo eccezionale e il risultato è di sicuro un pane più “leggero” e fragrante.
Non ho quindi dovuto aprire i sacchetti dei granetti per i quali dovrò pensare al più presto un modo per utilizzarli, magari una sorta di crumble salato…:-)
A questo punto del post , oltre a pensare che non possiedo il dono della linearità mentale, della coerenza e della precisione, penserete che ho pubblicato una foto sbagliata che non c’entra un emerito con il tutto.
Ebbene si, avete ragione! Ma , giuro, ero partita con il voler scrivere tutt’altro e poi ….mi sono persa…
Tenterò di far finta di niente e vi chiedo di imitarmi e con un leggero colpetto di tosse, che equivale a dire : “ehm, scusate….dov’ero rimasta???” , riparto...
Estate….anche se non è calda e afosa, un sorbetto di frutta ci sta, soprattutto se questo sorbetto è il più buono mai assaggiato prima.
Non è però farina del mio sacco ma del mio amico Carlo Maria che, durante la grigliata chez lui, ha preparato in diretta questo sorbetto al mango.

Ingredienti:
mango
ghiaccio
gelatiera

Non possiedo la gelatiera e non conosco procedure e dosi ma lui mi ha detto che è semplicissimo: basta versare mango e ghiaccio e…azionarela per un’oretta (ma forse anche di più) e questo è il risultato: un sorbetto cremosissimo, dal gusto fresco ma voluttuoso come quello di una crema morbida e vellutata…
Una vera libidine! Sono super tentata di prendermi la gelatiera (pur non amando particolarmente i gelati ) solo per ripetere questa ricetta fantastica.
Questo post dimostra ampiamente che la mia settimana vacanziera non è assolutamente stata sufficiente a farmi rilassare e riprendere …e come ben si evince , lo stato confusionale permane :-) , salto da un argomento ad un altro senza logica (apparente, mi giustifico io…)
A questo proposito: ho rivisto per la seconda volta , il film “mangia, prega , ama” e, al di là della quantità di luoghi comuni di cui è pieno questo film ,mi è piaciuto comunque, soprattutto nella parte finale in cui la protagonista si “ritrova” a Bali … e scusatela se in questo “ritrovarsi” ci sta pure un …Javier Bardem davvero affascinante !!!
Penso che a Bali , potrei “ritrovarmi” pure io…………….che dite????:-)

lunedì 28 febbraio 2011

LA CHARLOTTE DELLA ZIA LERU


Ci sono torte che hanno valenza proustiana …e questa è una di quelle.
L’autrice è la mia zia Leru che, in occasione del compleanno della mia mamy, ha fatto questa stupenda charlotte…
È una torta che non ha stagione è perfetta d’estate per la freschezza della frutta , è perfetta di inverno per la generosità della panna e dei savoiardi imbevuti di liquore.
È la torta che mi ricorda i pranzi in famiglia , tutti riuniti a casa da mia nonna e mia zia che arrivava da Milano con la charlotte mezza fatta! La cupola di savoiardi e frutta va tenuta in frigo fino al momento di mangiarla , poi si rovescia e , al momento, si monta la panna che la ricoprirà…
Durante il viaggio da Milano la torta era ben protetta e tenuta al fresco in modo da non arrivare sofferente e veniva subito messa in frigo e quando era giunto il momento topico, le donne di famiglia, (mia mamma, mia zia e mia nonna) andavano in cucina a completare questa dolce opera d’arte con la bianca e spumosa panna montata.
Ero bambina, magrissima e inappetente ma davanti a quel dolce non sapevo resistere.
Mi ricordo nitido il boccone voluttuoso , ricco di sapori freschi di frutta con una punta di liquore che non mi dava fastidio , ma anzi, rendeva il tutto ancora più…peccaminoso!!! E poi che dire quando ogni tanto si incontravano i pezzi di cioccolato fondente che scroccavano sotto i denti rendendo ancora più forte il contrasto con il morbido degli altri ingredienti.
La panna soffice avvolgeva il tutto in un abbraccio coccoloso e accendeva ancora di più i gusti: l’ananas sciroppato, le prugne cotte, le mele cotte, ogni frutto manteneva la sua identità sposandosi perfettamente con gli altri sapori e i poveri savoiardi resi vacui dal liquore, non potevano far altro che tenere uniti tutti gli ingredienti fino a quando , con un’abile cucchiaiata, inevitabilmente l’esile struttura cedeva e allora si raccoglieva frutta,biscotto, cioccolato, panna in un disordine dolce e godurioso…
Queste sensazioni le rivivo ogni volta che mangio questo dolce e rivivo anche i momenti passati in una sorta di remember a volte carico di piacevole nostalgia .
Una torta che consiglierei dopo un pranzo non troppo pesante perché, credetemi, una fetta sola non sarà sufficiente a farvi capire l’essenza di questa charlotte e dovendo, inevitabilmente fare il bis e forse il tris, è meglio lasciar…spazio! :-)

Ingredienti poco precisi perché è una ricetta “creativa”:
savoiardi (quanti bastano per foderare la vostra ciotola )
liquore preferito (anche alla frutta ,oppure grand marnier, cointreau, maraschino o marsala….)
panna da montare
zucchero a velo (poco)
mele cotte
pere cotte
ananas sciroppato
prugne cotte
cioccolato fondente a pezzetti

potete aggiungere , modificare il tipo di frutta che può essere sciroppata o cotta…
imbevete i savoiardi nel liquore (io lo allungo con un po’ d’acqua ad evitare che sia troppo forte) e foderate una ciotola . Avete intanto preparato la frutta che, come dicevo, può essere sciroppata e/o cotta e i pezzetti di cioccolato fondente. Riempite quindi la cupola di savoiardi con frutta e cioccolato pressando bene e chiudete con una sorta di coperchio sempre fatto di savoiardi imbevuti nel liquore.
Poi mettete in frigo almeno 2 o 3 ore, ma potete preparare il tutto anche il giorno prima.
Qualche minuto prima di mangiare il dolce tiratelo fuori dal frigorifero e sformatelo su un piatto . Dopodiché montate la panna con un po’ di zucchero e velo e ricoprite il dolce .
Et voilà..
Dolce facilissimo ma dall’effetto scenico strabiliante.
Di torte charlotte ne esistono tantissime versioni, io questa ve la consiglio per la semplicità di esecuzione e soprattutto per il sapore godurioso e ricco . Una torta creativa che si può modificare secondo del gusto o di quello che offre la dispensa. Da fare e da gustare almeno una volta nella vita…

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