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giovedì 19 settembre 2013

martedì 10 settembre 2013

LA QUINOA DELLO STARBOOKS ...IN RITARDO ...!!



strano , sono sempre puntuale, precisa, attenta (ah ah ah)  ...strano essermi  persa tra miliardi di cose e abbia dimenticato di schiacchiare un piccolo tasto con scritto "pubblica" per annunciarvi la partenza dello STARBOOKS di settembre che ho avuto l'onore di aprire...
mah?....
:-)
anche in ritardo ma vale la pena  dare un'occhiata no???
QUINOA CIPOLLE E ZUCCHINE  dal libro " River cottage every day"

domenica 19 maggio 2013

AVANZI: MA QUANTO E' BELLO MANGIARLI A PRANZO, LA DOMENICA!!! :-)



Ci si alza magari più tardi del solito, si va a fare una passeggiata in centro, un mini giro in bici (se il tempo lo consente)o semplicemente ci si muove in casa con quella calma che non ci è propria durante la settimana lavorativa.

E a pranzo quanto bello è aprire il frigorifero e ritrovare avanzi “blasonès” (ovviamente!) della cena della sera prima! Un cena condivisa con amici che non si vedevano da tempo, piacevole e semplice.
Innanzi tutto mi ritrovo parte del pane preparato (poco a dire il vero…) . pane bianco con semi di girasole e germe di grano.

 

Per entrè una piccola ed innocente scenografia che altro non è che pasta fillo sistemata “ad arte” negli stampi per muffins , creando dei mini cestini: niente di più semplice! Due o tre fogli sovrapposti ,unti con burro o olio, tagliati a quadrato e sistemati in modo da sembrare piccolo fazzoletti eterei. Una spennellata  d’uovo e 7- 8 minuti in forno a 180°.
Una volta raffreddati li si riempie con cosa si vuole: per me un’insalata di puntarelle con acciughe, olio, sale , aglio…



e poi...un bel tagliere rustico per ospitare un "sano" salamino , una ciotola di puntarelle (per fare il bis...non si sa mai...) e il guacamole fatto dalla dolcemetà, buonissimo....posterò al più presto la ricetta perchè merita!



Un primo già fatto e ripetuto: ravioli di pesce, fatti dalla sottoscritta,  con sugo all’arancia e ai due basilici J (uno : il solito e l’altro quello greco trovato magicamente dalla dolcemetà)  la ricetta l’aveva già postata qui



Il dolce è stato un vassoio di paste portato da nostri amici che in questa domenica ci ha allietato il caffè…



Niente di più comodo e appagante che un pranzo di avanzi …ebbene si,  e  senza vergogna ammetto di essermelo goduto alla grande !
Buona settimana a tutti voi !


n.b..: le foto, come oramai sapete, sono rigorosamente fatte con il cellulare, senza particolari accorgimenti tecnici . E' una mia scelta , una mia "filosofia" delle immagini per "cogliere l'attimo" ...o forse più un'esigenza vista la mia totale negazione all'uso della macchina fotografica :-) 

martedì 2 aprile 2013

BISCOTTI ALLE OLIVE E NOCI CON MOUSSE DI FINOCCHIO DETOX ;-)



 

"Detox" perché i finocchi fanno bene , sono poco calorici, sono diuretici e drenanti: cosa volere di più! Certo trasformarli in una mousse invogliante ci vuole qualche “aiuto” : un formaggio cremoso e un poco di panna …poca cosa in fondo! Non abbiamo ancora letto sulle riviste articoli sulla “prova costume”, sulle diete miracolose che ti fanno perdere 10 kg in un week end , sulle creme magiche , intrugli preziosi e carissimi che ci possono regalare corpi da vera top model.



Io nel frattempo vi consiglio  questa ricettina detox, che poi tanto detox non è , ma con la scusa dei finocchi toccasana , mi fa sentire meno in colpa…bè poi l’abbinamento con questi sablés ,doveroso per carità, ma veramente poco “light” , non giustifica la sistemazione  della coscienza …però, vi assicuro, che l’umore migliora alla grande e alla prova costume ci si penserà più avanti !

Mousse ai finocchi  detox

 Ingredienti:
2 finocchi (maschi che sono meno fibrosi )
1 dl di panna (poco montata)
130 gr (circa) di philadelphia (o similia)
2 fogli di gelatina
Sale
Un ricciolo di burro

Pulire bene i finocchi, tagliarli a spicchi e farli bollire in acqua salata per  5 minuti.
Prendere una padella , metterci il ricciolo di burro e far dorare ,leggermente, i finocchi (scolati)
Montare leggermente la panna e tenere da parte e ammollare in acqua fredda i tre fogli di gelatina . Con un frullino ad immersione (leggi: minipimer) ridurre in purea la verdura e mettere in una ciotola.
Aggiungere il philadelphia facendo amalagamare bene il tutto e aggiustare di sale.
Unire la panna mescolando adagio (non è che il composto debba risultare gonfio ma nemmeno diventare molle e acquoso)
Prendere i fogli di gelatina ,strizzarli bene e farli sciogliere in una padellino quindi versarli nella ciotola . mescolare bene.
Foderare uno stampo , che vi piace, di misura  media con la pellicola : io ne ho usati due, ovali , con una lunghezza di circa 16 cm e profondi circa 6 cm (non sono  certo  stampi da mousse !!! ma questo è il bello della creatività!)

Coprire e mettere nel frigorifero almeno un paio d’ore (io ho preparato la mousse in giorno prima)

Servire con rametti di timo e pistacchi tritati per decorare : io non li ho messi perché ai miei commensali non piacevano e quindi…nella foto niente macchia di colore !
Perfetta anche una coppa di cristallo dove far scivolare la mousse da una sac a poche per una presentazione più  elegante e chic!


 



Sablés alle olive nere

Ingredienti:
225 gr di farina
80 gr. gherigli di noci
70 gr grana padano
60 gr olive nere denocciolate tritate 
1 uovo
200 gr burro

Passate al mixer le noci fino ad ottenere una polvere fine. Sciogliete il burro a bagnomaria (io l'ho sciolto nel microonde) e aggiungetelo alle noci tritate. Aggiungete il formaggio grattugiato, le olive tritate e  l'uovo.
lavorate bene il tutto  e unite la farina poco per volta.

Risulterà un impasto  abbastanza molliccio con il quale farete una sorta di filone che avvolgerete nella pellicola.
Vi consiglio di preparare già il foglio di pellicola sul tagliere e dare la forma aiutandovi con il "domopack" stesso (l’impasto appiccica un po’) . Quindi sigillate bene il tutto  e mettete in frigorifero a riposare almeno 1 ora . Io l’ho lasciato di più ma non succede nulla, anzi, il vostro filone può rimanere due o tre  giorni in frigo e ,al bisogno, può essere utilizzato per cuocere e sfornare freschi biscotti.



Una volta raffreddato infatti, si presta perfettamente ad essere tagliato in rondelle ( dipende da quando “rotondo”avete fatto il vostro filone) di circa mezzo centimetro di altezza .
E se non lo tagliate tutto, lo riponete in frigo per la prossima infornata.

Forno 180° per circa 10/15 minuti.
Lasciate raffreddare bene prima di rimuovere i sablés dalla piastra : sono delicatissimi (con tutto quel burro!!!)
Veloci e comodi da fare questi biscotti possono risolvere un aperitivo improvviso o completare un pranzo rustico con taglieri di formaggi e salumi. 

Il sapore è particolare e intenso, li trovo dunque perfetti da abbinare a sapori non prevaricanti.
Ottime le tome di capra ma anche le mousse di verdure come questa al finocchio che con la sua elegante cremosità e il suo gusto delicato permette un matrimonio di successo…e con i tempi che corrono, non è cosa da poco!

mercoledì 21 novembre 2012

STARBOOKS LA SECONDA RICETTA:RAPE,PANNA,PANCETTA...

Ed eccoci al secondo appuntamento del nostro amato starbooks ed ecco le ricette imperdibili  che vi invito a leggere e a ...fare :

Vissi di cucina - Popcorn salato al cioccolato

Mapi La Apple Pie di Mary Pie - Crisp Cinnamon Cookies

Arabafelice - Pulla Bread

Ema Arricciaspiccia - Gingerbread town

Dani Menu turistico - Oat cookies

Andante con gusto - Vanilla cookies

Ale only kitchen  - Petti d'anatra al forno con chips di topinambur


 Per la  seconda ricetta di questo Starbooks  ho scelto un altro piatto salato, rapido e dal sapore particolare . ingrediente principale: la rapa.
Non amo questa radice e l’unico ricordo che ho,  sono le minestre di rape e patate che mi faceva mia nonna. Quelle mi piacevano soprattutto perché me le faceva lei J e poi perché sapeva insaporirle in modo speciale rendendole particolari e gustose. Mia nonna era slava con  “ramificazioni “ genealogiche astroungariche e quindi sono cresciuta con questi gusti diversi dalla zona in cui sono vissuta e vivo  ( il Piemonte , per inciso)

Questa ricetta la dedico a lei, a questa donna straordinaria , dalla vita da romanzo. Una donna semplice ma con un infinità generosità e  con la saggezza grande degli umili che mi ha insegnato tanto senza saperlo .Mi sento orgogliosa della mia discendenza incasinata e “mistissima” e soprattutto orgogliosa di discendere da lei che rappresenta l’essenza delle donne della mia famiglia : donne fortemente indipendenti,   che sembrano brusche  e  asettiche di sentimenti ma che in realtà sono capaci di affetti esagerati che tengono però gelosamente e discretamente  ben nascosti.
A pochi eletti  l’onore di conoscerci davvero ma per tutti la disponibilità e la condivisione di quello che abbiamo.
Tornando alle nostre rape…eccomi quindi a sfogliare questo libro e ritrovare similitudini di atmosfere e di sapori, eccomi dunque a scegliere le rape, che, come “immagine” mi piacciono tantissimo (uff…la solita donna superficiale  J … )


foto presa dal web
Pochi gli :

Ingredienti:
1 kg di rape
Sale (non precisata la quantità)
300 gr di pancetta in un’unica fetta
200 ml di panna da cucina
½  cucchiaino di noce moscata
Pepe nero

E veloce l’esecuzione :

Lavare le rape e tagliare la cima e il fondo. Se le rape sono grandi, tagliarle a metà e/o in quarti senza pelarle. Farle bollire in acqua salata per circa 10-15 minuti , fino a quando saranno tenere, quindi scolarle.
Nel frattempo tagliare il pezzo di pancetta in cubozzi e farli frigugliare (termine tecnico J ) in padella senza aggiungere condimento.
Scaldare il forno a 200°.
Mettere le rape bollite in una pirofila, mescolarle con la pancetta compresa di condimento .
Versare la panna in un pentolino e far scaldare fino a quando diventa densa poi aggiungere salee noce moscata.
Aggiungere la panna alle rape e alla pancetta mescolando bene il tutto.
Infornare per 10 minuti.

L’autrice ce la presenta come la sua versione rustica quindi niente raffinatezze nordiche alla Renè Redzepi , celebre chef del Noma di Cophenaghen ,che pure lui prepara le  rape ma con porridge di miglio e formaggio di capra e non solo….
( piccola digressione:  comunque a me questo chef incuriosisce :piatti preparati con  muschi e licheni, bacche “strane”, germogli, funghi … mah ???  )

La ricetta non mi è dispiaciuta anche se le rape, secondo me, andavano pelate (  ma è un questione di gusti ) : conservando la buccia è rimasto abbastanza intenso il sapore “amaro” della radice.
Il mix di sapori invece l’ ho trovato vincente e simpatico : il “dolce” della panna , il “saporito” della pancetta ben si sposano con le rape , in questo piatto  inequivocabilmente invernale, da neve…

Mi sento poi di fare un’altra osservazione positiva (provata dalle mie ricette  “postate” ad oggi ) :   la velocità e la semplicità di esecuzione , comune denominatore che ho riscontrato anche in altri piatti descritti nel libro. Ritengo sia un particolare da non sottovalutare , soprattutto parlando di ricette che potrebbero benissimo far parte delle nostre libagioni natalizie . Una possibilità in più di presentare nella  nostra tavola piatti nuovi e originali senza doverci impegnare più di  tanto. Viste le vite frenetiche dei più , che nel periodo di feste diventano ancor più intense, questa caratteristica la trovo un “plus” interessante…

mercoledì 14 novembre 2012

STARBOOKS DI NOVEMBRE : CALDO NORD :-)

Che io avessi la “passione nordica” non è mai stato un segreto, che vorrei vivere all’ikea nemmeno . a questo possiamo aggiungere che, toccatemi tutte le feste ma non il Natale,  …quindi come non rimanere affascinata da un libro di cucina dal titolo. “Scandinavian  Christmas”??

È stato difficile scegliere tre ricette perché le avrei fatte tutte…e mi sono trattenuta dal non scegliere tutti dolci…
Prima però di presentare il mio piatto vi presento le ricette delle amiche dello Starbooks, assolutamente da non perdere per immergervi sempre più nella calda atmosfera nordica :

cristina vissi di cucina: Hallon cookies (biscotti al lampone)

Ale only kitchen : Spiced Christmas cake

Arricciaspiccia:meatballs e pickled beetroot

Arabafelice  Almond Iced Hearts

La Apple Pie di Mary Pie Apple Æbleskivers

Andante con gusto  Brown Cookies

 Menu turistico : Pepparkakor

 
e la favolosa Gaia??? la Gaia è in vacanza ma la aspettiamo prestissimo !!!
 
e ora tocca a me e  apro le danze di questo starbooks con questo favoloso :

Red Cabbage
Ingredienti:

50    gr di burro salato
2-2,5 kg di cavolo rosso ,senza la parte bianca coriacea , affettato finemente
1 cipolla tritata finemente
8 chiodi di garofano
2 foglie di alloro
100 gr di zucchero
1 stecca di vaniglia
100 ml di liquore di ribes nero  : ho utilizzato la creme de cassis de Dijon-“l’heritier guyot”(che vi consiglio anche per prepararvi un favoloso kir royal (con champagne) o un kir pétillant (con spumante) : proporzioni : 1/10 creme de cassis – 9/10 vino )
100 ml acqua
1 cucchiaio di grasso di anatra (omesso , sorry…)
Sale
Pepe nero 

La preparazione è semplicissima : sciogliere il burro in una casseruola capiente e mettere il cavolo tagliato fine, far cuocere fino a quando diventa lucido. Aggiungere quindi tutti i restanti ingredienti. Coprire e far cuocere a fuoco lento per almeno 2 ore. Prima di servire cospargere il cavolo con una generosa macinata di sale e di pepe.

 


Ci tengo a precisare che questa è una ricetta molto nordica, dal gusto molto particolare : il risultato è sostanzialmente un  cavolo dolce che profuma di ribes e accompagna elegantemente  carni e formaggi.
Si lo so non è un dolce ma ...è dolce lo stesso. Cosa ci posso fare se naturalmente mi viene da scegliere ricette poco saporite, non piccanti e inequivocabilmente dolci???
Confesso che a catturare la mia attenzione è stata anche la tinta superba di questo cavolo .

Un piatto insolito per sapore e colore : non il solito rosso natalizio ma una tinta più fredda , più modaiola che potrebbe rendere la tavola delle feste più “glam”!
Un piacere quindi non solo per il palato ma per la vista !

Un piatto che cucina lento e regala il piacere della sorpresa finale !Lentezza  della quale abbiamo bisogno  noi persone sempre di corsa con mille cose da fare.
Una lentezza che diventa un rifugio dove regalarci  tempo …e mentre il mio cavolo rosso cuoceva piano piano, sono riuscita a sfogliarmi con piacere questo libro dall'atmosfera calda e nordica, dalle immagini nevose e culinariamente invitanti , ma non solo!
Ho iniziato un piccolo lavoro all’uncinetto (vecchio amore), ho iniziato il libro della Alicia (Gimenez Bartlett – “Exit” – n.d.r.)  e mi sono anche “persa” a “giocare” con l’ipad…

Quindi consiglio questa ricetta soprattutto per prendersi il tempo per pensare a sé, per godersi due ore fuori dal mondo e riempirle solo di cose che ci piacciono. Una “cavolo rosso – therapy” che ci farà apprezzare ancora di più il gusto caldo e coccoloso di questo piatto… 



mercoledì 24 ottobre 2012

STARBOOKS DI OTTOBRE: ECCO LA TERZA RICETTA





Lo sapevo. Lo sentivo che la figuraccia  era in agguato (mia non della Martha, tengo a precisare fin da subito!) .Oramai convinta delle dosi americane  della Martha, very large, leggo gli ingredienti predisposta …all’abbondanza.
Ovviamente :
“24 large button mushroons” vengono da me tradotti come 24 grandi (grandissimi) funghi, confortata anche dalla foto del libro che me ne presenta  solo 3 , in un piatto.


Ecco la foto del libro (fatta male, vabbè...:-) 

Essendo in questo momento della mia vita , super presa in ufficio ho dovuto demandare, mio magrado, l’acquisto degli ingredienti per questa ricetta,  alla dolce metà istruendola a dovere :
“ mi raccomando i funghi devono essere tipo gli champignons ma molto, molto più grandi”
“più grandi quanto?”
“grandi grandi. I più grandi che trovi!”
 okkkkkey….quanti?” risponde con tono paziente , ehm,  finto paziente…
“ 24”
“24????????”
“ si dai, lo sai che gli americani mangiano tanto e hanno dosi esagerate!!”
“sei sicura???”
“ceeeeerto!!! Che sono sicura” con il solito tono della saputella che si sta spazientendo…
“si ma ...scusa, non è che ne puoi fare, chessò, 10 ???”
“cooooosa??? Ma allora non hai capito cos’è lo starbooks!!! Si deve testare una ricetta seguendola riga per riga, virgola per virgola , in modo super preciso, proprio per capire se tutto è chiaro, corrisponde a verità, è corretto, bla …bla…bla”
“si, si ho capito” taglia corto, pensando sicuramente che i matti è meglio non contraddirli…
(Lo so che ha pensato esattamente così!!!) :-)

Arrivata a casa vedo  tutti quei funghi giganti,  penso. : apperò!!! ‘sti americani!! Bell’appetito!!!
Ma non dico nulla . prendo “american’s food”, apro a pagina 233 e mi  accingo a prepare la ricetta .
Ecco ingredienti e preparazione , paro paro dal libro :

 Ingredienti:
24 funghi champignons
1 cucchiaio da cucina di olio extravergine di oliva più un tot per irorare pre cottura al forno
Circa 200 gr di salsiccia (senza “pelle”)
2 spicchi d’aglio tritati
1 scalogno grande
1 cucchiaio di prezzemolo fresco finemente tritato
2 cucchiaini di origano fresco finemente tritato più qualche foglia per guarnire (io ho utilizzato il timo: l’avevo fresco e bellissimo sul balcone…)
1 uovo grande
2 cucchiai di pan grattato
2 cucchiai di parmigiano grattugiato 

Scaldare il forno a 180°.oliare una teglia  da 23 ai 30 cm di diametro. Pulire i funghi e togliere i gambi che triterete fini .
In un tegame scaldare l’olio a fuoco medio cuocete la salsiccia ,schiacciandola con una forchetta, per circa 5 minuti. Aggiungere quindi l’aglio, lo scalogno e i gambi tritati dei funghi. Condire con sale e pepe.
Ridurre il fuoco e cuocere il tutto affinche i gambi risultino teneri, mescolando ogni tanto (circa 4/6 minuti)
Trasferire il tutto in una ciotola , aggiungere prezzemolo e origano (io ,timo) tritati e far raffreddare.
Dopodiché aggiungere l’uovo sbattuto , il pan grattato e il parmigiano grattugiato,mescolare bene il tutto.
Mettere  le cappelle dei funghi nella teglia , salarle e peparle quindi riempirle con il composto .
Cospargerle d’olio e infornarle per circa 25/30 minuti.
Servire  decorando con foglioline di origano (io : timo) .

Commenti miei:
dopo aver preparato il ripieno secondo la ricetta ne guardo la quantità nella mia ciotola e guardo le mie 24 cappelle di fungo (diametro circa 6 cm)  che aspettano nelle teglie (plurale…of course!!!)
“ma non è che ho sbagliato le cups e le ounces ?”
Ricontrollo. Tutto ok. Cosa può essere successo???
Grazie all’alter ego della Martha, come oramai considero la Stefania, scopro che
“button mushrooms” sono in effetti i classici champignon…i funghi piccini piccini, tanto chic e tanto carucci…
La Martha con “large button mushrooms” evidentemente, voleva dire di considerare quelli più grandini dovendo essere ripieni…
Anyway…
Dei 24 funghi acquistati ne ho riempiti, ehm, 8… per i rimanenti ho dovuto inventarmi un “allestimento” alternativo e per fortuna avevamo a cena amici che , oltre ad aver gradito gli 8 funghi (che in pratica ci siamo quasi litigati…) mi hanno permesso di smaltire  i restanti 16.
Ma cosa farei io senza gli amici???? :-)
Tralascio commenti/battute  della dolcemetà che ha comunque gradito i funghi come il resto dei commensali…

A parte questo mio misunderstanding, la ricetta è veloce  e, vi assicuro, buonissima.
laMartha ne consiglia anche una  versione "vegetable" …
nel ripieno si metterà:
1 piccola cipolla tritata
1 gambo di sedano tritato
Sale e pepe
I gambi dei funghi
Circa 110 gr di noci tritate
Il procedimento  rimane lo stesso. 
Morale di questo Starbooks:
libro eccellente, preciso, curioso, invitante.
Confesso che non ero attratta dalla cucina americana e da questo libro , pur considerando la Martha un’icona : ho dovuto ricredermi, guardando la quantità di “memo” colorati che ho messo nelle pagine delle ricette che vorrei fare…
Molte delle quali sono state interpretate in modo fantastico dalle mie amiche dello starbooks che, come sempre, vi invito ad andare a trovare :

La Apple Pie di Mary Pie - Zesty crab cakes

Arabafelice - Pike Place Fish and Chips

Andante con gusto - Maple bundt cake -

Ale only kitchen - Buffalo chicken Wings

Arricciaspiccia - Skillet cornbread

Vissi d'arte e di cucina - Pigs in a blanket

Menuturistico - Sweet Potatoes Pie

La Gaia Celiaca - Caramelized onion dip and onion crisps





giovedì 28 giugno 2012

MERCATINI: LUOGHI PERFETTI PER LA MIA SPESA PREFERITA!


mercatino a Valbonne

mercatino a Nizza
Se c’è una cosa che amo alla follia è far la spesa nei posti che mi piacciono, soprattutto adoro i mercati, quelli piccoli, curati, con i banchetti ricchi di cose buone e ,possibilmente, anche convenienti…

Nella mia città, a dire il vero non ne esistono , … persino lo storico “mercato coperto” ha perso molto del fascino e , purtroppo, della qualità che aveva un tempo e così vale anche  per  il “mercatino del macello”, piccolo, quasi chic ma senza più l’allure che tanto mi piaceva anni fa… nonostante tutto , entrambi rimangono un punto di riferimento interessante per alcuni prodotti.

Ma quando vado al mare è diverso.


 
Avevo già parlato tempo fa in questo post di questa azienda agricola che vende al pubblico prodotti assolutamente di stagione, super naturali. Nessuna location glamour per questo cassero che diventa una sorta di spaccio di frutta e verdura per “pochi” intimi che se ne escono con il sorriso sulle labbra con cassette colme di primizie a prezzi davvero convenienti!
Ovviamente i proprietari producono anche un ottimo olio extravergine di oliva , delicato  come l’olio ligure sa essere. Si riesce ad avere solo se la fortuna decide di volgere lo sguardo dalle vostre parti : la produzione è limitata e finisce subito!

Durante l'ultimo we marino non poteva mancare l’appuntamento da questo verduriere speciale e quindi ecco prendere le cipolle dolci, quelle grandi che sono di una qualità antica, così mi spiega la signora così come un certo tipo di pesca (non mi ricordo nome preciso) scura dentro , che sembra quasi marcia, ma buonissima.


Poi ho preso le patate , quelle vere , quelle che resistono tanto e sono belle sode e hanno sapore. Poi le carote, quelle con il bel ciuffo che si mangia sempre bugs bunny, poi le melanzane viola scurissimo (very glam), le mitiche trombette, le zucchine lunghe e strette tipiche della zona ,fiori di zucca, pomodori cuori di bue dalle mille sfumature di colore dal verde al rosso vivo, pere piccoline e profumate, basilico a profusione, prezzemolo….


Un trionfo per gli occhi e per lo stomaco…

Subito mi vengono in mente mille ricette da fare e mi riprometto di mettermi subito all’opera …poi , il mare, il sole, la voglia di relax ,  fanno optare per altre scelte…
Ed ecco che arriva in aiuto  un altro negozio carino , quello della pasta fresca …

Trenette fatte al momento ! eh, si l’omino prende la sfoglia già pronta e la mette nella macchina et voilà …ecco la pasta desiderata prendere forma.


E già che ci siamo perché non prendere anche due ravioli al branzino da condire  solo con olio buono e nulla più per non perdere il delicato sapore del pesce ?

foto by instagram

Un we all’insegna del dolce far niente senza perdere l’occasione di mangiare bene.

Ecco cosa ci siamo gustati con la nostra spesa marina, oltre ai ravioli (veramente delicati e buoni)

foto by instagram

Tagliolini con le gallinelle
Simply&easy

La cosa più “sbatti” è stata fare il pesce (fatto pulire dal pescivendolo)  che è stato semplicemente cotto in padella con un filo d’olio e spicchi d’aglio ( e confesso di aver passato la palla, pardon, le gallinelle,  alla dolcemetà )

In questa padella ci sono finiti i tagliolini una volta bolliti  accompagnati da una pioggia di prezzemolo fresco e profumato.

Nulla più.

Letture piacevoli, sole, bagni, cibo fresco e sano, la mente libera da pensieri, da elucubrazioni che inquinano : ecco questi momenti sono un dono che ogni tanto ci arriva inaspettato e, per questo, ancor più gradito.

lunedì 25 giugno 2012

SCALOPPE PEACE&LOVE PER L'EMMETI'...

IMG_0186

Eccomi qui…sempre di corsa , sempre all’ultimo (quasi)!

Dopo aver appurato che qualsiasi idea avessi e che ritenessi moooolto originale per questo MT era/è già stata utilizzata da altri,  ho cucinato queste scaloppe “modello base” ma new age/hippy inside
Mi spiego…
Modello base : con questo intendo la classica ricetta da scaloppa,  presentata con precisione  da elisa nel suo post…quindi burro, deglassamento, brodo vegetale ,ecc…
New age: in memoria di un mio recente passato di vegetariana e di follower di qualsiasi disciplina new age (dai fiori di bach, all’aurasoma, allo yoga, alla dieta macrobiotica, ecc…ecc…) ecco l’utilizzo del seitan, preparato proteico ricavato dal glutine che sa del sapore di quello che ci metti vicino J ma che a me piace!!!
Hippy: Eh si perché l’ho pure abbellita con coreografici fiori secchi commestibili per completare la filosofia alimentare  da “figli dei fiori”  insita nel mio piatto…

Insieme a questa ventata di cibo alternativo ecco  semplici e quanto mai banali zucchine, con il plus però di essere del modello “trombetta” acquistate dal verduriere mito delmare
Indi per cui , fondamentalmente, la mia scaloppa dell ‘MT di questo mese non è niente di più che la ricetta presentata da elisa ma  in veste, diciamo , newage/hippy !

Ingredienti
1 confezione di seitan (circa 250 gr sotto forma di 3 alte fette )
burro q.b.
3-4 cucchiai di farina
1 bicchiere vino bianco secco
2 zucchine “trombetta”
1 spicchio d'aglio
brodo vegetale (zucchina,carota
,cipolla,sedano)
olio evo q.b.
sale q.b.

Mondare e lavare le zucchine, tagliarle a rondelle  e rosolarle in padella con uno spicchio d'aglio in camicia, un filo d'olio extravergine d’olio . Aggiustare di sale e tenere da parte.
Tagliare in due le fette "spesse" di seitan in modo da ricavare una sorta di scaloppa doc :-)
Infarinare il seitan; in una padella  far scaldare un pezzo di burro e rosolare le scaloppine a fuoco vivace da entrambi i lati. Salare e tenere da parte. A questo punto dedicarsi alla salsa: deglassare il fondo di cottura con il vino bianco secco , lasciare evaporare leggermente e unire il fondo di cucina (in questo caso brodo di verdura); far bollire per qualche minuto, in modo da restringere la salsa, dopodiché aggiungere una noce di burro e ruotare la padella per emulsionare.Versare la salsa sulle scaloppine, che avremo rimesso in padella.

Una scaloppa peace&love , molto natural e bio ma anche green J ….insomma un  piatto banale, in fondo,  per il quale potrebbe essere  sufficiente una  presentazione particolare  per sperare di fargli acquistare un’aura di originalità e di diversità che potrebbe  farlo  uscire dal coro….

Certo il coro dell’MT è diventato di alto, altissimo livello! Vogliamo dire una sorta  di un “va pensiero sull’ali dorate…”??’ e diciamolo!
Nonostante la mia scaloppa possa canticchiare invece timidamente un “mi ricordo montagne verdi…” per esaltare l’aspetto "biologicamente correct" J, io la presento lo stesso e la faccio sgomitare tra i partecipanti di questa sfida.
La scaloppa peace&love , si sa, è contro la violenza e la guerra e quindi sgomiterà con gentilezza  e filosofica eleganza …
Il suo motto ??? …l’importante non è vincere ma partecipare…ca va sans dire!!!

peace&love

giovedì 10 maggio 2012

INVIDIA :-) IN INSALATA ..."STRANA"


Voglia di estate, di piatti freschi e colorati senza essere chiassosi .
Fino a che il tempo tiene (pare in arrivo ancora freddo e tempo così cosà) ecco una bella idea per un’insalata particolare che a me piace tanto.
La preparo da anni , da quando la mia amica rita me l’aveva “raccontata” e da allora è diventata la mia insalata “strana” J
Ingredienti:
indivia belga
noci
uvetta passa ammollata nell’acqua
sale
pepe (se vi va)
olio extra vergine di oliva 
preparare le insalate è la cosa più semplice del mondo e le quantità dei singoli ingredienti è a discrezione e secondo i proprio gusti.
Io amo tantissimo il binomio dolce/salato e quindi abbondo di uvetta che ben contrasta l’amaro dell’indivia e il condimento salato.
Noci: anche qui mi piace abbondare perché quel senso croccantino che ti capita in bocca arricchisce ancor di più il sapore.
L’indivia va tagliata a striscioline fini per rendere il piatto …chic! J
È un’insalata che non teme il tempo e con questo intendo che , se anche la preparate e condite un po’ prima , diventa ancor più buona perché gli ingredienti , nel frattempo, fanno amicizia e si amalgamano ancor meglio!
La foto è stata  fatta usando un banale tagliere di legno chiaro ma ho da tempo una sana invidia  causata  dalle  bellissime tavole dipinte di bianco decapato, azzurro polvere, rosa cipria che vedo tra i blog…figli di uno stylist sempre più accurato e glam!
Mi sono già “schedulata” in agenda un giretto al bricocenter per farmi tagliare  rettangoli di assi (plurale!!! Non uno solo!!!esagerata!!!)  di legnaccio e ho già preso nota delle nuances di colore che vorrei prendere per dipingerle.
Oltre a questo senso di inadeguatezza per il mio  style life ci aggiungo anche quello per la tipologia di “ricette” che posto…Mi prende  la vergogna per quello che propongo  davanti ai piatti che vedo nei blog per nulla inferiori alle opere dei grandi chefs !!! ma come si fa a cucinare tutti i giorni , o quasi, prelibatezze del genere ??? come fate??? Qual è il segreto???
Io da tempo completamente assorbita dal mio schifo di lavoro (che mi prosciuga ogni energia vitale senza la minima soddisfazione…ovvio, ma che ve lo sto a dire????) faccio fatica a cucinare anche una semplice pasta in bianco!!!

Quindi mi piacerebbe sapere quando andate a fare la spesa , come fate a calcolare perfettamente ingredienti , quantità, programmazione piatti e soprattutto quando cucinate , quando preparate croissants che devono lievitare 14 ore, quando preparate la sfoglia che va tirata a dovere, quando mi cucinate pesci, carni, verdure  protagonisti di ricette blasonate e  impegnative, quando preparate ravioli, pasta fatta in casa , quando mi fate  i capolavori in pasta di zucchero che mi incanto a vedere ??
È la mia invidia che parla : quando?????????:-)
Io che se compilo liste per la spesa dimentico sempre qualcosa e spesso proprio l’ingrediente principale del piatto che volevo fare!!! Per non parlare della “programmazione” dei miei piatti…
“stasera, cascasse il mondo, cucino ! arrivo a casa, doccetta , non guardo in faccia a nessuno e mi chiudo in cucina (nemmeno il gatto voglio!) e …creo!”
Immediatamente arriva la telefonata o la mail.
“stasera ci sono i ragazzi a cena  e , dato che dopo c’è la partita magari viene anche qualche loro amico, va bene???”
E subito dopo, ecco l’sms:
“mamy stasera ci sono a cena! Dopo viene anche l’arianna così ce la contiamo un po’ su tranquille”
Serie di faccine con sorrisi e cuoricini …che mi fanno sciogliere!!!
Quindi la mia serata pseudo solitaria (perché solitaria davvero non lo è mai) , diventa una serata con minimo 5 persone a cena, 1 cane e 1 gatto (che ogni tanto litigano )
La cena diventa una cena per gggggiovani J quindi : patatine, pasta con sughi easy, spiedini, bistecche impanate …
La cena 90 volte su 100 non la preparo io , a me tocca il riassetto post cena…
E la poesia , l’ispirazione da chef  svanisce, si volatilizza e io mi ritrovo, dopo aver sistemato tutto , ad accendere il mio computer o ad usare il mio blasonato ipad J e a guardare con invidia benevola i vostri blog perfetti, ricchi , interessanti, fashion….e allora vado in cucina e, disperata,  mi mangio…una fiesta!!!
E non va bene…………..
J
verde invidia

lunedì 9 aprile 2012

FRITTATA DI "LUARTIS"...BLASONATISSIMA :-)


Sono o non sono la mamma di Marie Antoinette? Sia chiaro che nessuno può uguagliare la regalità della mia petite reine ma è comunque figlia mia e di sicuro anche qualche mio gene ha contribuito  a regalarle  il suo essere…regina inside! Perché queste parole?
 Si sa che a pasquetta è giorno di fritatta e , dalle nostre parti, si usa prepararla con il “luartis” (in dialetto) : che ingrediente strano sarà mai?
È il germoglio di luppolo selvatico, chiamato anche bruscandolo o lovertisio . Si trova lungo le siepi e le rive dei canali . E’ un’erba  avvolgente che si inerpica avviluppandosi alle erbe vicine.


Purtroppo di tempo per vagare romanticamente tra le campagne intorno casa e raccogliere personalmenete i loertis, non ne ho (strano…) e questi germogli raramente si trovano dal fruttivendolo, quindi non la faccio quasi mai, per non dire mai e i ricordi legati a questo piatto devo cercarli nella mia infanzia.
Si usano oltre che per preparare frittate , per risotti e minestre. Ha un sapore che ricorda lontanamente l’asparago, infatti viene spesso erroneamente chiamato “asparago selvatico” ,  ma il suo sapore è più delicato
Questa doverosa premessa era per raccontarvi come ma soprattutto DOVE li ho trovati ( e ho avuto il coraggio di  acquistarli).
Sabato . Milano: la nostra big apple. In pieno centro , tra negozi griffatissimi e chic non posso non  fare un giro anche da Ladurée  (Marie Antoinette…obblige!) e da Peck: luogo nel quale mi perdo…
Peck è un negozio storico di Milano , una gastronomia chic-chissima, che si trova nella centralissima via Spadari (proprio di fronte a Ladurée), una libidine per occhi e palato , tutti i prodotti più blasonès  ci sono e fate conto che, scontrino alla mano, J  è come  se si facesse la spesa da…Cartier !

Girando qua e là mi accorgo che esiste anche una zona “frutta&verdura” , un mini spazio, con prodotti ricercati e sistemati ordinatamente ,in cui ben 4 commessi fanno la gara per servirvi gentilissimamente…ebbene, proprio qui…li vedo : i luartis! Da Peck?????
Un erba così sconosciuta, così “povera”che fa bella mostra in un cesto di vimini con la studiata nonchalance  delle atmosfere very snob!

Che faccio? Li prendo. Faccio un leasing (tenendo conto della sproporzione del prezzo e del tipo di articolo)  e li prendo…e quando il commesso mi porge il sacchetto logato “Peck” quasi mi emoziono manco mi fossi comperata l’ultima borsa di Chloè !!!
Penso già alla mia blasonatissima frittata..solo uova, un pizzico di sale e i mitici luarits che vanno messi a crudo tagliati grossolanamente per non fargli  perdere il vago ricordo di essere un cibo contadino , rozzo, selvatico…
Questo binomio mi fa letteralmente impazzire : un’erba che si raccoglie  nei “rivoni” (siepi/rive) campagnoli acquistata ad un prezzo quasi  da …tartufo,in un luogo che è un mito per Milano,  con la consapevolezza di aver esagerato  ma anche con il piacere sottile per queste “piccole” manìe da foodie paranoica…incompresa ai più ma proprio per questo ancor  più “goduta” , per questa scelta da…mamma di Marie Antoinette J !!!
E’ ovvio che nessuno dei miei ospiti ha lontanamente captato la provenienza blasonée dell’ingrediente e se anche l’avessi ostentata non sarebbe stato un “plus” per la sottoscritta semmai l’esatto contrario J
Quindi, regalmente ho fatto scivolare il tutto…la frittata è stata apprezzata …. germoglio "povero" a prescindere!

Ed ecco il mio contributo glamour a questo piatto :
seeds

seeds by lechategoiste su Polyvore

mercoledì 22 febbraio 2012

JAMIE OLIVER : ...NON FA IMPAZZIRE ANCHE VOI 'STO RAGAZZO???:-)


Non so voi ma a me ,quel ragazzo mi fa impazzire. Jamie Oliver sprizza simpatia da tutti i pori e anche se non è “fine”  come piace a me e anche se la cucina è ben lontana dai miei gusti culinari,per me è un artista dei fornelli. I suoi piatti sembrano tavolozze di un pittore e mi affascinano più per i colori che per i sapori. L’uso esagerato che fa del peperoncino è assurdo per me ma è innegabile che quel tocco di rosso accende di emozione qualsiasi piatto!
Per non parlare delle verdure che raccoglie direttamente dal suo orto che diventano protagoniste nei suoi menu veloci e pseudo sani  Spezie, semi, profumi utilizzati con simpatia e coraggio con il suo modo di fare  “vagamente” wild sono un mix vincente.
Lo guardo spesso in tv con le sue mise assurde, con i suoi modi goffi di muoversi  che tradiscono esperienza e professionalità. Ho acquistato il suo libro “I miei menu da 30 minuti” e anche se conoscevo quasi a memoria le ricette (viste in tv) l’ho trovato un testo originale e ben fatto. Un difetto? Forse un po’ troppo “spiccio”, destinato a chi sa già cucinare ed ha già un’idea di come muoversi ai fornelli.
Proprio da questo libro  ho tratto la ricetta super velox di questo post…
Purtroppo ultimamente posso dedicarmi solo a questo tipo di ricette …tempo per me e perle cose che amo  pari a zero, abbinato ad un umore troppo spesso “blue” e ad una stanchezza esagerata…
Anyway...
Queste patate mi hanno fatto ritrovare la soddisfazione di un piatto ben riuscito che si gusta con piacere..
Ingredienti
1 kg di patate piuttosto piccole con buccia fine
Mezzo limone
Olio
Prezzemolo
Peperoncino (immancabile per Jamie)
sale

Lavare molto bene le patate. Tagliarle quindi in piccoli quarti senza togliere la buccia. Metterle in una ciotola /pirofila che può andare nel forno a microonde e mettere al centro, mezzo limone. Coprire con una pellicola e bucare con la punta del coltello qua e là.
Far cuocere alla potenza massima per circa 15 minuti.
Togliere la pellicola , e ,  aiutandovi con una pinza (perché scotta) , spremete il limone che risulterà un po’ “prosciugato” ma con ancora succo . Salate e aggiungete il prezzemolo tritato e il peperoncino fresco preso dalla piantina dell’orto di Jamie  J …oppure quello che avete in casa (io avevo davvero una piantina…un po’ rinsecchita a dire la verità ma mi ha fatto sentire molto “discepola” …)


Credetemi queste patate sono deliziose sia mangiate calde che fredde…hanno un sapore originale e davvero buonissimo! E che dire della cottura? Perfetta ! patate belle sode, compatte , insaporite lievemente dal limone e rese fresche dai profumi..un piatto per tutte le stagioni…

 “…potete anche essere le persone più impegnate del mondo, ma dovrete pur mangiare. Voglio dimostrarvi che in soli 20-30 minuti…potrete imbandire un banchetto con i controfiocchi”
I miei menu da 30 minuti- J.Oliver

Una ola per Jamie…J

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