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giovedì 1 gennaio 2015

2015...



E' inutile proprio non ci riesco a non fare i buoni proponimenti per l'anno nuovo.
Ne ho bisogno. E' una necessità...dell'anima !
Pur sapendo di non rispettarli, o perlomeno non tutti, mi ritrovo ogni anno con la mia pagina bianca da riempire di "Cose da fare assolutamente in questo nuovo anno".

Quindi eccomi qua a metter giù una delle liste che mi piacciono di più perché ha in sé la voglia di cambiare, di fare cose nuove, di essere, dopotutto, migliore.

Primo proponimento: organizzare, organizzarmi. Non perdermi, ma fissare le priorità. In tutti i campi ma, in primis, quello lavorativo. Proponimento d'obbligo, viste le novità in questo campo. Più che un proponimento, questo lo vivo più come un "dovere" , una "conditio sine qua non" per riuscire a gestire tutto quello che mi gira ( e mi girerà, spero) intorno...

Secondo proponimento: non pretendere di perdere kg! Oramai è confermato : per me è una mission impossible, quindi basta bugie a me stessa. 'sti kg non li perderò mai, semmai potrei tentare con un proponimento tipo " mantenere i kg che ho,  cercando di non aumentarli", ecco, questo mi sembra più ragionevole.

e poi:
Cucinare di più. Riprendere possesso del "territorio cucina" abbandonato da troppo tempo. Certo non sarà facile, questo territorio non è mia unica proprietà . Dovrò forse lottare, impuntarmi un po' di più ma mi mancano troppo le mie cake therapy alle undici di sera , mi manca provare ricette lette qua e là, mi manca fare la spesa con un obiettivo culinario preciso e desiderato.

Sforzarmi di essere più "filosofa" ma per davvero. Dovrei avere dalla mia anche l'età ;-) sperando che il tempo, passi non  solo per far spuntare rughe e capelli bianchi, ma per regalarmi anche una consapevolezza nuova verso me stessa e gli altri.

Lasciarmi andare a frivolezze senza sensi di colpa e osare un po' di più. Che sia acquistare uno smalto colorato o partire  per un we "di fuga" insieme alle mie amiche.  Ma anche tagliarmi i capelli come non ho mai avuto il coraggio di fare o prendere decisioni senza pensare a tutte le possibili conseguenze (il più delle volte NON azzeccate!) e agire in modo più leggiadro.

Essere , intelligentemente, più egoista. E sono sicura che a tutte le donne che leggeranno queste parole non dovrò spiegare nulla sul significato "intrinseco" di questo pensiero.

Mentre scrivo il mio gatto, Eu, dormicchia aprendo ogni tanto un occhio, come se riuscisse a captare nell'aere quello che sto scrivendo.
Mi lancia occhiate sornione quasi a voler mettere in dubbio le mie parole.

Eh, no caro Eu questo anno me lo voglio proprio gestire bene! Tante le cose che ho in mente, tante le cose belle che vi racconterò , tanta la speranza per il futuro.

Eu si acciambella ben bene e si sistema pronto a farsi una dormita con i fiocchi. Lo prendo come un "ok, ci credo, adesso posso dormire tranquillo" anche se, conoscendo il tipo,  se la sta di sicuro ridendo sotto ai baffi, pensando ai suoi "solidissimi" proponimenti per il nuovo anno : pappa abbondante  + uscite da wild cat . Per lui una certezza senza paura di sconfitta.

A me non resta che la mia incrollabile fiducia nel domani...e magari, in qualche buona stella : potrebbe aiutare! ;-)

Buon Anno a tutti voi!





lunedì 3 marzo 2014

BISCOTTI CON UN PIZZICO DI ME...


 L'idea era di fare dei biscotti, i soliti biscotti. Ultimamente non ho molta fantasia anche perché, dovendo ottimizzare i secondi della giornata, non ho molto spazio per idee creative...
E poi questi biscotti mi piacciono tanto "fisicamente" nel senso che, da donna superficiale quale sono, amo il loro aspetto estetico ,classico, rassicurante.
La ricetta è facilissima: è in pratica la solita pasta frolla. Impasto che ognuno ha il suo, un po' come il sugo al pomodoro. Io uso sempre quello della mia zia Leru :

1 etto di burro
2 etto di farina
1 etto di zucchero (ma a volte anche meno)
1 uovo intero
un po' di buccia di limone grattugiata
un pizzico di sale

Ho proporzionato le dosi in quanto avevo mente di farne una discreta quantità anche perché ,questo biscotti vanno "doppiati" e quindi ne servono tanti.

Una volta composti , utilizzando una marmellata di fichi neri, acquistata durante uno dei miei tour francesi ,avevo avanzato ancora un po' di pasta frolla oltre a tutti i piccoli "tondini" che avevo dovuto togliere per fare il buco.
Quindi ecco "inventare" (si fa per dire) tre mini crostatine :ho rivestito alcuni stampini con la frolla, ho riempito con marmellata di pesche e ho "chiuso" le tortine con i "tondini" avanzati .
Ho fatto anche qualche cuoricino ricavandolo dall'impasto perché per la forma a cuore , nei dolci, ho una predilezione ...un po' come i pois che metterei dappertutto!




Quando preparo questi dolci semplici mi sento proprio in pace con il mondo.
Non mi devo cimentare in ricette difficili dall'esito incerto ma, al contrario, trovo la pace nel compiere gli stessi gesti, misurare le solite quantità, utilizzare gli stessi ingredienti come una sorta di rituale o di mantra .
Forse mi piace rifugiarmi in queste torte che sanno di casa, di cose non urlate, che sono un elogio all'essenziale ma soprattutto al semplice.
Sarà perché sono un po' stufa di estetismi culinari sempre più frequenti tra i blog , in tv , nelle riviste ,che mi fanno sentire sempre più "diversa" da chi cucina e lo fa da vero e proprio chef !
Forse anche per questo Le chat egoiste , ha voluto quest'anno cambiare un po' : non solo cucina (non sono davvero in grado di star dietro al livello delle bloggers bravissime e irraggiungibili ) ma anche altro . E quando decido di pubblicare una ricetta non lo faccio con l'intenzione di presentare un virtuosismo ,anche perché non sarei in grado ,ma piuttosto per condividere la mia normalità, le mie non ricette o magari perché , con la scusa della cucina , parlo di altro...
Anche in questo post quindi i biscotti sono una scusa.
Sono una scusa perché rappresentano un cambiamento .: li ho preparati per portarli in ufficio , il mio ex ufficio , per i miei colleghi, miei ex colleghi...
Da pochi giorni ho cambiato lavoro, mansioni, ufficio, colleghi, mondo...
Sono felice perché questo passo potrebbe significare avere ancora un futuro nella mia azienda , non ci sono certezze ma ci si deve aggrappare a tutto.
Però lasciare le persone che hanno condiviso con me , non solo il lavoro vero e proprio, ma i miei momenti carini e non , mi dispiace.
E non ho potuto far altro che preparare un dolce perché mentre impastavo e usavo gli stampini e componevo i biscotti aggiungevo anche un po' di me stessa .
Spero  non siano stati indigesti per qualcuno...non si sa mai ...ah ah ah..

A me fare questi biscotti ha fatto bene : la cake therapy è per me fondamentale da sempre e la consiglio vivamente , anzi, faccio di più...ho fatto un piccolo disegno, una sorta di "tutorial"  che, con ironia,  fa capire ancor di più la semplicità di questi dolcetti.





giovedì 7 febbraio 2013

TORTABUONISSIMA




Questa torta non si può chiamare con altro nome: tortabuonissima, tutto attaccato. Peccato che non la mangerò mai più. Eh si, perché è una di quelle torte fatte con ingredienti un po’ “recuperati”, con dosi imprecise e per questo mai più ripetibili…
Oltre a questo, anche  l’atmosfera  di questa sera ha reso questa torta speciale ,perché anch’essa   è un ingrediente spesso irripetibile…

C’era una volta una signora che amava molto stare tra sé e sé…non era una misantropa o una acidissima donna (???) ma adorava godersi quella sorta di tempo sospeso nel quale non esistono rumori (tv, musica,ecc…) non esistono parole (dette e subìte) non esistono doveri, non esistono giustificazioni, non esistono sensi di colpa … quel tempo che spesso, troppo spesso, manca e concedersi attimi di “fuori dal mondo” è un lusso irraggiungibile.
Erano giorni, mesi, forse anni che non le accadeva una serata così.
La signora era quasi agitata alla prospettiva di avere per sé, solo per sé qualche ora solitaria nella quale perdersi.
La signora (chissà chi sarà mai J ) non poteva quindi non festeggiare preparando una torta : fare i dolci e mangiarli è una delle cose che ama di più !
Nessuna ricetta studiata, nessuna spesa premeditata solo quello che trovava in casa, nella dispensa, nel frigo…
È così che nascono le tortebuonisisme perché oltre agli ingredienti soliti si aggiunge l’estremo piacere, la gioia assoluta, il senso di leggiadra libertà che coinvolge chi, come questa signora, apprezza i momenti di solitudine creativa.
Ebbene si la signora in questione è la sottoscritta ;-) e questa è la ricetta che vi scrivo pur sapendo che non sarà precisa ma forse anche tra di voi ci sarà qualche altra signora che prenderà spunto dai miei ingredienti e li arricchirà con altri e ,nel suo tempo sospeso, creerà un’altra torta buonissima…

Ingredienti
200 gr di farina 00
2 uova
2 cucchiai di zucchero
1 cucchiaio di cedro candito
1 cucchiaio di arancia candita
2 cucchiai di uvetta
Latte q.b. (circa 150 ml)
Grissini ricoperti di cioccolato
2 cucchiaini di lievito per dolci
  
A natale ci erano stati regalati dei grissini rubatà ricoperti di cioccolato fondente della pasticceria Barbero di Asti. Prodotto gourmet e blasonè che avevo assaggiato apprezzandone il binomio dolce salato che tanto mi piace. Questi grissini però erano stati un po’ “dimenticati” prova ne è che proprio stasera mentre cercavo i canditi dentro alla dispensa , ecco sbucare il sacchetto con questi grissini.
Oh My God!!! Che spreco!!! Come ho fatto a dimenticarmi di questa prelibatezza!!!
Sacchetto aperto, fraganza che si è andata perdendo…
Automaticamente sono entrati a far parte della rosa degli ingredienti per la tortabuonissima . 
Erano circa 6 o 7 grissini che ho tritato.

 

Ho aggiunto al trito la farina, lo zucchero, i canditi e l’uvetta (che avevo tutti messi a mollo nell’acqua tiepida),il lievito e ho mescolato.
Ho quindi unito le due uova e il latte fino a formare un impasto morbido ma con carattere.

 

Ho foderato uno stampo da plum cake piccolo (cm 22x10) con la carta forno .
Forno a 180° per circa dieci minuti, poi l’ho abbassato un pochino e ho fatto cuocere il dolce per altri venti minuti. Ho fatto la prova dello stecchino , ho introdotto cioè  uno stuzzicadenti nell’impasto e quando è uscito asciutto ho sfornato la torta.
Innanzi tutto è cotta benissimo : bella fragrante fuori e morbida dentro: una goduria! È la prima volta che questo forno (che ho da quest’estate) cuoce così bene un dolce!
E poi il sapore!!! Dolce il giusto, i canditi e l’uvetta non sono stati prevaricanti ma hanno dato freschezza al dolce con il loro morbido sapore di frutta (assolutamente da far ammollare nell’acqua prima di metterli nell’impasto!). I grissini blasonès hanno regalato un profumo di cioccolato dosato ed elegante.



Ma che tortabuonissima!!! Il profumo della torta insieme al silenzio irreale mi fa star bene come da tempo non mi accadeva. Mi muovo leggera, silenziosa e riesco a sentire rumori lontani che mai percepisco…una bicicletta scivola  sul porfido  , i passi frettolosi di qualcuno che si avvia verso casa, un gufo (credo) lontano (che abiti le vecchie soffitte delle antiche case del centro?)
Eu questa sera non miagola noioso per uscire; dopo avermi assistito durante la preparazione del dolce si è messo qui  vicino  e dorme beato,  solo il rumore dei tasti del mio computer disturba  questa quiete…
Una fetta di torta, una tisana, pensieri che per questo tempo sospeso si trasformano in sogni leggiadri, in speranze per un futuro migliore, in progetti carini in cui voglio credere…

sabato 10 novembre 2012

SOLO PER ACCENDERE IL FORNO...IN UN GIORNO DI PIOGGIA


 
 
Solo per accendere il forno…solo perché questa fredda pioggia battente  mi fa nascere il desiderio di cucinare qualcosa di dolce e comfort. Amo queste giornate grigie, in cui stare rintanati in casa diventa per me un doveroso piacere. Guardo Eu, il mio gatto che dorme beato sul divano e non pensa minimamente ad uscire…come me.
 
 

Nemmeno io  ho voglia di uscire a fare spese mirate per ricette studiate a tavolino o copiate da riviste patinate . Vado in cucina, mi guardo intorno, apro antine, apro cassetti, apro il frigo…ed ecco che, poco a poco, trovo ingredienti utili…
 
Ecco che il rotolo di pasta sfoglia opportunamente avvolto e spalmato di marmellata di arance mi regala riccioli caldi e dorati. E la brisé che non mi ricordavo di avere diventa una torta di mele semplice e per questo sempre amata.
 
 
I colori di casa si scaldano per il colore delle luci accese e accentuano ancor di più il contrasto con il buio di fuori.
Il rumore della pioggia mi è sempre piaciuto e mi fa star bene. Questa atmosfera si addice per questa giornata di calma, di pace , di solitudine magica  che mi sto godendo appieno.
 
 
foto presa da qui

 

 

 
 

 

mercoledì 17 ottobre 2012

STARBOOK DI OTTOBRE 2012 :OATMEAL RAISIN COOKIES


Siamo arrivate al secondo appuntamento con il nostro STARBOOKS ed ecco gli appuntamenti ai quali non potete assolutamente mancare :

La Apple Pie di Mary Pie - Tamale Pie

Arabafelice - Coconut cake

Andante con gusto - Buttermilk Fried Chicken

Ale only kitchen - New England clam chowder e Frittelline di mais e cipolle

Arricciaspiccia -Indian Pudding

Vissi d'arte e di cucina -Torta di ananas rovesciata

Menuturistico -Hamburger

La Gaia Celiaca -Caramel Corn Ice Cream


Per la sottoscritta , biscotti , ebbene si  ancora dolci.

Ma per me la cucina americana è uguale a dolci  e sarà che vivrei solo di quelli e quindi sono le prime ricette che guardo in un libro. In questo “American’s food”  della Martha di ricette dolci ce ne sono in gran quantità e tutte invitanti,goduriose e assolutamente no light!!!

Questi biscotti in più,  mi davano l’impressione di essere “sani”, dopotutto tra gli ingredienti avevo letto : “fiocchi d’avena” e “germe di grano”…tralasciando  di soffermarmi sulla discreta quantità di burro e di zucchero…anyway…

Ma non solo, il giorno in cui mi ero messa a prepararli, non avevo letto la riga in neretto, corpo maggiore del resto del testo, alla fine della ricetta che diceva pressappoco così:

MAKE ABOUT 5 DOZEN

Quindi, sappiate che le dosi indicate vi faranno sfornare circa una sessantina di biscotti…J
Tranquilli, verranno sicuramente consumati, certo è che 5 dozzine di biscotti è una quantità di tutto rispetto oltre a non essere assolutamente…”light” ;-)
Bando alle ciance ecco gli:

Ingredienti:

270 gr di fiocchi d’avena
120 gr di farina + 2 cucchiai da minestra
40 gr circa di germe di grano
1 cucchiaino di lievito
1 cucchiaino di bicarbonato
½ cucchiaino di cannella in polvere
172 cucchiaino di sale fino (apperò...) :-)
EHM...grazie per avermi segnalato che FORSE la quantità è 1/2 cucchiaino di sale :)
240 gr di burro morbido
200 gr zucchero semolato
200 gr di zucchero di canna
2 uova grandi
1 cucchino di estratto di vaniglia (io ho utilizzato la bacca)
2oo gr circa di uvetta sultanina (io l’ho ammorbidita nell’acqua) 

Accendere il forno a 180°mettendo le griglia in alto e in basso .

Mescolare insieme i fiocchi d’avena,la farina, il germe di grano, il lievito, il bicarbonato, la cannella in polvere e il sale in una grande (grandissima, aggiungo io) ciotola.

Con un mixer , alla velocità media, montare il burro insieme ai due zuccheri. Aggiungere le uova e la vaniglia e mescolare  molto bene il composto. Ridurre la velocità del mixer e aggiungere  gli ingredienti “secchi” della  ciotola grande e le uvette. Mescolare bene il tutto ( io l’ho fatto non con il mixer, ma con  una spatola ) in modo da ottenere un composto ben amalgamato.
Il risultato finale è un insieme un po’ appicicaticcio, compatto, abbastanza morbido ma non “svenevole”.
A questo punto la ricetta dice di utilizzare quell’attrezzo per fare le palline di gelato (non conosco il nome “tecnico”) per  prendere un po’ del composto e metterlo sulla teglia (che avevate foderato con carta forno) tenendo una distanza da un “mucchietto” all’altro di circa 5 cm. Perché l'impasto tende a “sedersi” ed allargarsi.

Io però non avevo il “prezioso” aggeggio e quindi ho utilizzato un cucchiaio , facendo scivolare il composto aiutandomi con un altro cucchiaio.

La distanza che ho tenuto è stata di circa 2- 3 cm  ed è stata ok, anche perché i miei biscotti erano abbastanza compatti da non allargarsi molto.
Infornare i biscotti e cuocerli per circa 12/14 minuti controllando che diventino ben dorati in modo uniforme.
Sfornarli e lasciarli raffreddare 5 minuti, poi prenderli con una paletta (perché saranno ancora “mollini” …trad: un poco morbidi)  e trasferirli su una gratella affinchè si raffreddino completamente.
Il libro dice che questi biscotti si conservano per tre giorni in un contenitore ermetico ma io vi assicuro che in una scatola di latta resistono per ben più giorni anche se è difficile resistere a non mangiarli!!!
Nota carina: essendomi accorta (lo so, sono “vagamente” stordita..) solo dopo aver preparato l’impasto,  della  quintupla dozzina di biscotti che ne sarebbe uscita, confesso che mi era venuto un po’ il panico.
In casa sono l’unica estimatrice di prodotti altamente glicemici ma mangiarmi da sola tutti quei biscotti sarebbe stata una bella impresa (ehm, non dimenticate che la mia ricetta precedente era stata la favolosa mile high apple pie!!!)insomma era davvero troppo anche per me.
A cosa servono le vere amiche se non aiutarti nel momento del bisogno? Eccomi  quindi fare due o tre telefonate dove  chiedevo alle mie adorate amiche di passare da me per  urgenza da surplus da ...produzione dolciaria!
I miei biscotti, tutti vestiti a festa e infiocchettati sono stati quindi distribuiti regalando dolcezza alle persone che amo.


Qui i pro e i (pochissimi) contro di questi “oatmeal raisin cookies” :

- La facilità e la velocità di esecuzione (pro)
- Gusto originale e  buonissimo a parte il ½ cucchiaino di sale che ridurrei al mio famoso “pluc” , cioè, giusto un mini pizzico o  un “non niente” di sale per dirla alla Fabio Picchi (contro)
- Ma soprattutto per la automatica e necessaria condivisione che rende ancor più bello cucinare (super pro)

Nella preparazione alchemica di questi biscotti c’era una piccola parte di me che insieme agli altri ingredienti li ha resi ancor più adatti come regalo alle amiche del cuore .
I rimanenti biscotti sono stati assaggiati, mangiati, gustati e apprezzati da tutta la “famiglia” allargata : persino la dolcemetà che non ama i dolci se li è mangiati, anche i di lui pargoli li hanno apprezzati e, udite udite, anche Marie Antoinette li ha graditi segnalando però il problema “sale” (di cui sopra) e consigliando una nuova versione che vede le gocce di cioccolato sostituire l’uvetta…

Anche la mia piccola regina che, come ben sapete,  raramente si abbassa alla manovalanza culinaria (anche si tratti solo di pensieri e parole)  si è fatta coinvolgere da questi cookies…e questo basti per farveli assolutamente provare !

mercoledì 10 ottobre 2012

STARBOOKS DI OTTOBRE :MARTHA'S AMERICAN FOOD



Perché ho scelto questa ricetta? Bè perché io amo tutti i dolci con le mele, perché ritengo che questo dolce ben rappresenti la cucina americana e perché mi sento ,a volte, nonna papera inside e questa torta mi ricorda tanto quella che faceva e che avrei voluto assaggiare da bambina quando leggevo il mitico topolino. Che io volessi abitare a paperopoli non è un segreto , che fare proprio quella torta è un piacere sottile ed intenso è un’altra verità  che provo quando la cucino.
Prima però di avvicinarmi alla cucina americana grazie a questo bellissimo libro della Martha, le mie apple pie erano basse …buone per carità ma , diverse.
La Martha è un mio mito da tempo quindi ammetto di fare un po' fatica a dare un giudizio imparziale e non di parte !!! Anni di esperienza , professionalità e grandi successi ne fanno una donna di potere in ambito culinario e di style life .

Ricetta semplice quindi nessuna insidia nascosta per questa mile-high apple pie.
A parte la difficoltà delle conversioni ( in america si pesa in cup,once, tablespoon, teaspoon) per la sottoscritta! J
Quindi per la mia prima ricetta tratta da “American’s food” della Martha, nulla da eccepire forse aumenterei la dose per la  pasta brisèe , ma io amo sempre abbondare “quam deficere”…per poter avere la scusa per tirar fuori qualche biscotto o una piccola base per un’altra tortina…
Vi assicuro che il profumo che si spande per casa e quanto di più “comfort” si possa immaginare, e questo profumo continua ad avvolgervi per lungo tempo in quanto  questo dolce lo sprigiona fino a quando non si raffredda completamente  J

Questa torta è l’apoteosi delle apple pies e ve la presento invitandovi a provarla : assolutamente TO DO !!!

Mile –high apple pie 

Ingredienti:
per la pasta:

450 gr farina
1 cucchiaino e mezzo di sale
1 cucchiaio e mezzo di zucchero
340 gr di burro
Da 125 a 190  ml acqua gelata 

Preparare la pasta : mettete la farina, il sale, lo zucchero e il burro a temperatura ambiente e mescolate il tutto (anche con le mani) fino a quando diventa un composto sbricioloso.
Aggiungete quindi l’acqua gelata e formate una palla liscia  dovete formare due dischi dallo spessore di circa 3 mm:
 un disco di circa 35 cm di diametro con cui foderare   una teglia dal diametro di 24 cm , facendo sbordare la pasta di almeno 2,5 cm. Coprire con pellicola e mettere in frigo.
L’altro  disco sarà di circa 40 cm di diametro da coprire  con pellicola e mettere anche questa  a riposare in frigo, per almeno 1 ora.

Ingredienti per
Ripieno:

60 gr farina
14 mele granny smith o imperatore
Il succo di 2 limoni
200 gr di zucchero più qualche cucchiaio per rifinire il dolce
2 cucchiaini di cannella macinata
Circa 50 gr di burro tagliato in piccoli pezzi
1 uovo grande 

Sbucciate le mele e tagliatele in spicchi sottili. Questo lungo lavoro è molto…zen…(l’importante è esserne convinti!)
Mettete gli spicchi in una grande ciotola, spremete il succo dei 2 limoni e versatelo sulle mele. Aggiungere la farina,lo zucchero e la cannella e mescolare bene il tutto.
Prendere la teglia dal frigo e riempire con il composto di mele formando un mucchio alto .
Prendere il burro tagliato a tocchetti e disporlo qua e là tra le mele.

A questo punto prendete l’altro disco di pasta e, aiutandovi con un mattarello sul quale  lo avvolgerete , lo stendete sopra alle mele. Premete bene con le dita affinchè i due dischi si uniscano bene. Tagliate la pasta in eccesso con una forbice e rivoltate la pasta verso l’interno per formare un bordo più spesso che potrete ingentilire a piacere con smerli,tagli con lama del coltello o lasciarlo liscio.
Con il coltello praticate dei tagli sulla superficie e con la pasta rimasta potete decorare con foglie (o quello che vi piace ) saldando i decori con l’acqua.

A questo punto spennellate tutto con uovo sbattuto e per concludere versate qualche cucchiaino di zucchero sulla superficie  per formare una sorta di “glassa” croccante .
Forno : per i primi 15 minuti a 200 ° finchè il nostro dolce diventa bello dorato. Quindi abbassare il forno a 180° per circa 45 minuti. 

Questa torta è un vero spettacolo per gli occhi ma soprattutto per il palato!ve la consiglio di cuore
E ora ecco le sorprese delle mie amiche dello starbooks con un benvenuto speciale ad Emanuela di Arricciaspiccia :

Arabafelice - Classic Potato Salad

La Apple Pie di Mary Pie - Petti d pollo grigliati con glassa speziata alle pesche

la gaia celiaca - Peach and bluberry cobbler

menuturistico - Blueberries Pancakes

Ale only kitchen - Hazelnut cookies

Arricciaspiccia - Fried rice with shrimp and snow peas

Andante con gusto - Meat loaf with mashed potatoes

Vissi d'arte e di cucina - Alexis' Egg Salad Sandwiches

domenica 10 giugno 2012

ESPERIMENTO DI LIEVITATURA IN ...FRIGO. RISULTATO? UN PANE...MAGICO! :-)




Cosa c’è di più terapeutico di fare un dolce o, ancora meglio, il pane? Per me non c’è niente al mondo meglio di questo! Reduce da giorni in cui non ero proprio in forma, ecco riprendere contatto con il mondo . l’aver voglia di cucinare è sempre un ottimo segno dopo giornate da ameba…malata!!!! J
L’idea di preparare qualcosa arriva sempre ad orari inaspettati e scomodi (sera inoltrata per esempio..)  e così è stato anche questa volta, in più ancora qualche strascico di stanchezza da convalescente non mi permetteva di essere nel pieno delle mie energie , . nonostante tutto ciò ho deciso di fare un pane e , vista la situazione, di fare anche un esperimento.

Fare il pane mi piace anche per il tempo che serve affinchè la nostra pasta lieviti a dovere, coccolata e accudita più di un bambino. Va impastata bene (io mi faccio aiutare dal KA ma “finisco” di impastare  io prima di mettere il panetto a lievitare…perché voglio sentire l’impasto sotte le mie mani , perché si deve creare quel rapporto utile ed indispensabile alla buona riuscita del tutto)
Va fatta lievitare secondo i tempi prestabiliti (almeno un’ora e mezza) ,va ripresa , rimaneggiata con delicatezza e poi messa ancora a lievitare  fino al momento topico che è il suo ingresso nel forno!
Ma l’altra sera non avevo tempo di seguire così amorevolmente  il mio pane quindi ho sperimentato la lievitazione a freddo : nel frigorifero!

Ma non solo, per rendere l’esperimento ancora più interessante, ho utilizzato un misto di farine integrali quindi con un potere lievitante minore della farina bianca manitoba.
E ho aggiunto pure  dell’uvetta sultanina ammollata che lo  avrebbe reso ancora più “pesante”…
“se lievita questo panetto, lieviterà qualsiasi tipo di pane” mi sono detta e animata dalla speranza più ottimistica mi sono messa all’opera.

Ingredienti:
250 gr di farine di farro, segale, integrale(generica) e farina 0 nelle seguenti proporzioni:
50 gr farina di farro
50 gr. farina di segale
50 gr farina integrale
100 gr farina 0 manitoba
120 ml acqua tiepida
5 gr lievito granulare
Una manciata di uvetta sultanina
3 rametti di rosmarino
Olio extravergine di oliva
1 cucchiaino scarso di sale fine 

Per prima cosa ho messo in ammollo in acqua tiepida l’uvetta (circa 15 minuti)  . ho quindi preso le foglie del rosmarino e le ho tritate fini fini. Poi ho iniziato a fare il mio impasto mettendo nel vaso del KA : le farine ,il lievito, il rosmarino tritato. Ho strizzato bene l’uvetta e l’ho infarinata , quindi l’ho versata insieme alle farine . ho aggiunto l’olio, l’acqua tiepida e,infine, il sale. Ho azionato il KA fino a quando ho visto formarsi una palla della consistenza perfetta. A quel punto l’ho tirata fuori dalla ciotola d’acciaio e l’ho impastata con le mani per un altro po’…mi scuso per l’imprecisione dei tempi ma , dato che faccio il pane da circa vent’anni, ed ogni volta è una nuova storia ,non ho tempi fissi e stabiliti, come non ho quantità fisse e stabilite che dipendono molto dall’umidità, dal tipo di ingredienti , dal mio umore…

Il pane è un processo alchemico dove insieme alle farine, ai  lieviti, alle acque utilizzate c’è la nostra  parte “sottile” che influenza il procedimento e la resa finale. Nessuno riuscirà a farmi togliere dalla testa questa mia idea. Il pane che sforniamo ha una parte di noi che a volte lo rende superbo, a volte accettabile e a volte…da buttar via.
C'è un pizzico di magia intorno a noi, ogni volta che facciamo il pane...
Sapevo di rischiare il flop : non ero in formissima, tentavo una lievitatura poco naturale, i miei soliti tempi sarebbero stati sfalsati…chissà cosa sarebbe successo?
Una volta reso il panetto liscio e morbido  ,l’ho messo in una ciotola infarinata, l’ho coperto con la pellicola e, ebbene si, l’ho messo in frigo.
Erano circa le 22,30 di sera…
Mattino , ore 8,30.  Apro il frigo con il timore di trovare la mia adorata palla di pane uguale alla sera prima senza segni di “gonfiamento” e invece…
Il pane aveva lievitato benissimo gonfiando pure la pellicola! L’ho tirato fuori e l’ho lasciato per qualche minuto a temperatura ambiente affinchè si acclimatasse, ho tolto la pellicola e ho tolto il panetto soffice e raddoppiato (come minimo!!!) e l’ho sgonfiato leggermente e delicatamente ,impastandolo un poco. Ho quindi dato la forma di due belle pagnottine che ho messo sulla placca del forno, rivestita con carta oleata. Ho praticato con la forbice tre tagli e le  ho  fatte riposare per circa un’ora abbondante, coperte da uno strofinaccio

Forno a 180° (il mio è potente) pagnotte infornate e cotte per circa 20/25 minuti. Non le  ho spennellate  né con  uovo, né latte, né acqua perché non volevo rischiare che l’ottima lievitatura “sgonfiasse” a causa del liquido aggiunto  “on the top” (anche se poco) …

Il risultato direi non male!!! J mi sono gustata questo pane appena sfornato (come faccio sempre) e devo dire che era davvero buono, magico...
L' abbinata uvetta e rosmarino mi è piaciuta da impazzire anche se trovo sia ancor più perfetta con la farina manitoba e basta. La prepotenza di gusto delle farine integrali ha invaso un po’ troppo il contrasto dolce/erborinato dell’uva passa e del rosmarino.
Da provare quindi la versione “pane bianco”, pane più discreto e generoso nel concedere il ruolo da protagonista agli altri ingredienti aggiunti.

Poteva mancare il mio set di polyvore in onore al mio pane  ?

panemagico

venerdì 27 aprile 2012

UNA TORTA "DI CASA" E...LE CHAT EGOISTE SI CONCEDE UNA PICCOLA VACANZA...


Un post veloce…scritto tra una lavatrice da fare e una valigia da preparare…una ricetta di qualche giorno fa , di un we , di quelli freddi e piovosi ai quali  eravamo abituati!
Era un dolcetto di quelli che si fanno ad occhi chiusi con il solo particolare di un’aggiunta di frutti di bosco avanzati …
L’impasto è quello classico della torta casalinga con lo yogurt , quella torta che a me fa tanto “casa”:

Ingredienti :

150 gr farina
1 vasetto di yogurt magro
½ vasetto (dello yogurt) di olio di semi
1 uovo
1 bustina di lievito per dolci
Scorza di limone grattugiata
Frutti di bosco …qua e là

Si mescolano gli ingredienti tutti insieme . quindi si versano in una teglia o in stampini (che ci piacciono tanto!!!) io ho utilizzato quelli che ho in alluminio , dopo averli imburrati generosamente e averli cosparsi con pan grattato…
Dopo aver messo l’impasto (molto morbido)nello stampo,  ho messo “qua e là” i frutti di bosco che sono diventati parte della mia tortina…
Forno a 180° per circa mezz’ora …ma con controllo! Se lo stampo è piccolo (come il mio) possono essere sufficienti anche 20 minuti tenendo sempre conto che ogni forno ha il suo carattere !!!

Insieme a questa tortina “di casa” ci sta bene un buon tè,o una bella tisana : ne avevo in casa proprio una ai frutti bosco e bacche di rosa canina (ricchissima di vitamina C)


In compagnia di un bel libro, di pensieri carini, di idee , di progetti che mi annoto scrupolosamente sui miei amati “quaderni” (che diventano sempre più ricchi di parole ,poche delle quali si trasformano davvero in “fare”), questo dolce diventa  una perfetta cake therapy!

Ne parlo ,anzi, ne scrivo, e vorrei averne un pezzetto da sbocconcellare ora…concedendomi una pausa dai preparativi pre viaggio.

Eh si, le chat egoiste si prende una piccola vacanza…e una pausa da tutto ciò che è tecnologico…
“via dalla pazza folla”…per ritrovare ritmi più consoni e magari quella noia piacevole, quel dolce far niente , quella pace ,  che  fa ritrovare noi stessi …

A presto!!!


domenica 22 aprile 2012

UNA NON RICETTA PER FESTEGGIARE LA MIA FELICITA' "INSIDE"...

Domenica mattina .Una domenica mattina speciale perchè piena ,pienissima di sensazioni, emozioni, felicità dei ricordi  un sabato uniko! Si, proprio con la kappa J J J
Bè sabato ho avuto l’onore di essere stata invitata ad  un  incontro tra bloggers …magico!
A parte qualche vecchia amica che mi sopporta già da tempo,  le altre ragazze sono state una piacevolissima sorpesa!!! Non sto ad elencare nomi e blog perché mi piace mantenere una certa riservatezza e  discrezione che  una giornata così , secondo me, merita,  ma confesso che mi piacerebbe dedicare ad ognuna delle partecipanti un pensiero “pubblico” per far sapere al mondo che esistono donne speciali e soprattutto per sottolineare il feeling che si crea in modo immediato e naturale tra persone affini.
Mi sono svegliata con questa “felcità inside” e ,dato che la colazione è il pasto che preferisco, ho voluto regalarmene una all’altezza del mio stato d’animo…
A dire il vero questo mio stato d’animo meritava di più ma la dura realtà doveva fare i conti con il fatto che preparare un dolce ad hoc avrebbe avuto bisogno di tempi tecnici e ingredienti  che non potevo permettermi e quindi ecco questa “ricetta- non ricetta”, insomma una…”parodata” J
Ricetta e  cronaca del mio risveglio :
svegliata con un sorriso ebete sulle labbra (cosa che, ammetto, mi capita molto di rado…)figlio della giornata di cui sopra
andata  in cucina con la voglia di fare una colazione come si deve , ho quindi  aperto il frigorifero e ho scoperto con immenso piacere di aver acquistato un rotolo di pasta sfoglia già steso.
Mi sono accorta anche di non aver ancora aperto una marmellata alla pesca super blasonée (dono di natale)  nientepopodimenoche  , di…Moreno Cedroni!!!
Ho acceso il forno : 180° e mi sono messa a preparare queste  mini brioches :
ho steso la sfoglia e l’ho tagliata  in modo da ricavarne dei triangoli (tagliarla a metà, poi a un quarto, e così via …io ho ottenuto 8 triangoli)
ho messo  un cucchiaino di marmellata nella parte più larga della sfoglia e l’ ho poi avvolta creando questi  mini croissants.
Ho infornato per circa 10 minuti (il mio forno è super potente quindi potrebbero richiedere tempo maggiore…) una doverosa e scenica spruzzata di zucchero a velo , et voilà…


La mia colazione era all’altezza del mio umore …mi sono coccolata preparandomi un ottimo cappuccio (che bevo solo di domenica per dare una connotazione diversa a questo giorno di “vacanza”…si lo so, ho “qualche” mania…)
Ma non solo…mentre assaggiavo i miei dolcetti , che , vi dirò, non erano niente male, mi sono sfogliata qualche rivista (di cucina, of course…) cercando di fissare qualche idea per i miei prossimi piatti e, nel frattempo (siamo o non siamo multitasking???)  mi sono concessa qualche sbirciata a FB …
Che bel sabato e che serena domenica !!!
E, dopo giorni di tempo incerto , questo we ci ha regalato  anche il sole…e mi viene in mente questo proverbio che ben si addice :
una vita senza amici è una vita senza sole
(proverbio tedesco)

il risveglio perfetto

giovedì 9 febbraio 2012

BISCOTTI DI (QUASI) PASTA MANDORLA FEMMINILISSIMI...


Il tempo manca sempre di più… la voglia di cucinare no ma è relegata in ultima fila L
quindi cucino, se riesco ad organizzarmi bene, nei we oppure ad orari assurdi…

Questi biscottini sono .. biscottini notturni, fatti in momento di …voglia culinaria  nel pieno della quale mi sono accorta di non avere tutta la quantità di farina di mandorle ma solo la metà…
ed ecco sfoderare un inaspettato impeto creativo (data l’ora tarda) e decidere, così sui due piedi , di utilizzare la farina di riso…
La ricetta me l’ha data una cara nuova  amica, la Licia, donna dolcissima dallo sguardo profondamente azzurroverde  , conosciuta grazie all’Ale. Inutile dirvi che gli argomenti preferiti ruotano intorno al cibo e anche i nostri incontri sono stati legati a piacevolissime tavole imbandite.
Ho assaggiato i suoi biscotti, deliziosi, morbidi, eleganti e le ho chiesto la ricetta : eccola di suo pugno presentata a voi con una classico "copia e incolla":

Paste di mandorla:
farina di mandorle gr. 300 : (io ho utilizzato 150 gr farina di mandorle e 150 gr di farina di riso
zucchero gr. 300)
albumi 3 (se le uova sono grandi, prima di aggiungere il terzo albume, controlla la consistenza dell'impasto)
un aroma a piacere (io ho utilizzato la scorza di arancia.....)

Amalgama tutti gli ingredienti, fino ad ottenere una consistenza non collosa.
Con le mani umide, forma tanti piccoli cilindri. Sistemali in una teglia, ben distanziati, su carta forno, aggiungendo una mandorla (io non le avevo ed ho aggiunto una nocciola)  al centro del biscotto.
Inforna a 150° per circa un quarto d'ora (devono rimanere bianchi e morbidi). Prima di toglierli dalla teglia, aspetta che siano tiepidi!

Alcune golose varianti:
sostituire metà della farina i mandorle con pari dose di farina di pistacchi;
stesso impasto base (senza la mandorla intera), ricoperto di cioccolata fondente;
stesso impasto base, sostituendo la mandorla intera con tanti pinoli, infilzati a mo' di aculei di porcospino.
più tutto quello che ti suggerirà la tua fantasia!!!!!

Sono sue anche le “golose varianti” che approvo alla grande!Nonostante io non abbia potuto , per cause di forza maggiore, seguire la sua ricetta , devo dire che i biscotti sono stati apprezzati e anzi, io aggiungerei tra queste “varianti” anche quella con la farina di riso , che trovo perfetta per questo genere di dolcetti.

La foto è ,pure lei, notturna e fatta con il cellulare …ma pur nella sua “non precisione” rappresenta bene quel momento della mia giornata…un momento che amo, nel quale sto bene…Silenzio, poche luci, i profumi del dolce sfornato mentre si raffredda sulla gratella mentre sistemo velocemente la cucina da teglie , mestoli e cucchiai ancora sporchi di impasto,ritiro barattoli di farina, di  zucchero, cerco un piatto dove riporre i biscotti per la colazione della mattina dopo che già mi pregusto…


Eccoli lì, nel mio piattino “tortoroso” J (color tortora) che mi piace tanto  e le mie amiche ben lo sanno!!! io che ho  dipinto  “tortoroso” anche qualche parete di  casa (me ne avrei volute dipingere di più…), io che amo questa tinta che trovo  elegante, calda,   perfetta abbinata ai neri, ai grigi, ai marroni ma anche ai blu, per non parlare di tutte le sfumature del beige e del mio non –colore preferito: il bianco. Tortora:tinta che amo tantissimo nell’arredamento, un po’ meno nel vestire (perché “sbatte” un po’…) ma che mi rappresenta perfettamente con i suoi toni :
caldi e freddi
chiari e scuri
invernali ed estivi
una tinta quindi femminile che racchiude in sé gli opposti come solo noi donne sappiamo fare offrendo un’immagine  ancora più misteriosa ed intrigante …e mentre elucubro sul fascino femminile e sul colore tortora , quasi senza accorgermi, mi sto mangiando un biscotto dopo l’altro…e mi accorgo che, senza volere, l’inmmagine delle mie paste mandorla rispecchia davvero tanto l’universo femminile …una sorta di “minne” inconsapevoli…
Non ditemi poi che cucinare non  è una sorta di magica alchimia di ingredienti e energie sottili che intrecciandosi con i pensieri creano piatti unici….e la “fisicità” di questi biscotti ne è la prova tangibile ! J

martedì 20 settembre 2011

DI CUPCAKES E DI FAVOLE...









Avevo scritto, qualche tempo fa, che mi ero stufata di cupcakes, bicchierini, fingers food, di monoporzioni in generale…ma si sa, la volubilità è femmina e io, fedelissima ai luoghi comuni eccomi qui con un' ode alle cupecakes. Why? Bè, innanzi tutto perché la Paola, un’altra carissima amica , mi è appena tornata da Londra con foto stupende, che pubblicherò presto : foto di dolci , soprattutto cupcakes…perché?? Perchè sono comunque di moda, arredano e fanno scena! Insomma W le cupcakes!
 Credete forse che l’avevo stressata prima di partire con frasi tipo “ti prego fai qualche bella foto di dolci!!” oppure pensate forse che le avevo chiesto “ehm…non è che mi porti uno di quei vasetti con tutte , ma proprio tutte, le spezie per fare un apple crumble come si deve?” Ebbene si,  ho fatto proprio così. La poverina è partita con le mie mille richieste , espresse con una sfrontatezza che , di solito, non mi appartiene , accompagnate dalla frase : "ma non sbatterti troppo!!! Per carità…”
Ovvio che celava un “ti prego, ti prego, ti prego…trovami quelle deliziose spezie e fammi foto di torte, tortine, pasticcerie …”
Così è stato! Le spezie , delle quali sono orgogliosissima, me le ha prese (angelo di ragazza) così pure arriveranno  le foto .
Che dire? Elegante e sofisticata donna, la Paola, mi ha fatto un regalo davvero grande, condividendo la sua vacanza londinese e ricordandosi di me . Un onore che merita un grazie pubblico!
Non so se la sua prossima gita “fuori porta” implichi un avviso alla sottoscritta :il rischio che le chieda altri ingredienti “introvabili ” dalle mie parti , è praticamente certo….:-)

Ma ,parlando di cupcakes, non potevo non riportare sul mio blog , a testimonianza che “buon sangue non mente” , l’avvenimento dell’anno ma forse anche del secolo: Marie Antoinette ha fatto le cupcakes!!!!!!!!!!!!



Regina poco avvezza alle “cose di cucina” (da leggere in tono vagamente infastidito…) , blasonata figlia che non ha mai amato sporcarsi le mani con farina, uova, zucchero,ecc….ebbene, lei, proprio lei , durante una “trasferta” da amiche , lontana da casa, ad un mio sms nel quale le chiedevo come stava , mi ha risposto, udite udite : sto facendo le cupcakes!!!!!
( e carissimi amici (lei e loro) di blog mi sono testimoni!!!)
Il primo pensiero è stato: oddio cosa sta per succedere???
Ma non solo : è seguito mms con foto dei  deliziosi dolcetti, nel quale, in effetti, ammetteva la quasi estraneità all’azione ma io sono passata oltre e ho tenuto in considerazione solo ed unicamente il fatto che comunque lei era lì con le sue amiche , in una cucina, a gestire ingredienti, a pesare , a mescolare anche se da aiutante in seconda….
Le foto testimoniano il loro lavoro che devo dire : eccellente , creativo e, assolutamente, à la page!!
Una frase di Marie Antoinette, quando era piccina picciò era “mamma , guarda che si cambia!” e veniva detta di solito, quando le preparavo qualcosa da mangiare che fino al giorno prima piaceva e il giorno dopo rifiutava.
“ma come?” dicevo” non ti piaceva questa tal cosa?”
E lei “ma mamma, guarda che si cambia!”
La piccola filosofa aveva forse ragione? Vuoi mai che adesso la mia Marie Anoinette si metta a farsi da sola i… macarons??? ;-)
Ai tempi speravo di avere una figlia che amasse il disegno quando dipingevo ad acquerello e mettevo sul tavolo fogli, pastelli, pennelli convinta che avesse il sacro fuoco dell’arte…
Ai tempi speravo rimanesse incantata mentre impastavo il pane o decoravo una torta o che il profumo della marmellata sul fuoco la richiamasse , modello pifferaio magico, in cucina attratta dalla voglia di sapere cosa e come veniva preparata quella delizia…
Nossignori, non era proprio così, non è mai stato così…
Ma adesso di fronte a questo scoop degno dei migliori gossip , cosa posso pensare???
Di sicuro mi posso aggrappare alla possibilità che qualche minuscola fiammella io l’abbia accesa e nel profondo , scaldi una piccolissima passione che si potrebbe trasformare nell' aver voglia di cucinare qualche cosa per chi ami…
Insomma , vuoi mai che , prima o poi, la petite reine , mi prepari una torta …una torta per la sua mamy????
Quando e se mai sarà , organizzerò …un ballo al castello! Inviterò Cenerentola (sperando che adesso non se la tiri troppo) , Biancaneve con tutti i nani (anche se non credo si sentiranno a loro agio al castello,sono pur sempre boscaioli…) ,pure Raperonzolo (sperando che inciampi nei suoi favolosi capelli…si lo so , parlo per invidia ) e tutti i principi azzurri e pure i ranocchi ancora da trasformare, qualche fata, qualche strega (par condicio)…tutti a festeggiare la torta di Marie Antoinette che sarà bellissima e buonissima e soprattutto….fatta per me!
Si lo so, è il mio grande problema….nonostante tutto, credo ancora nelle favole!!!!!!!!!!! :-)

martedì 13 settembre 2011

SE IL BUONGIORNO SI VEDE DAL MATTINO...



Ovviamente al mattino non ho tempo da perdere anzi. Faccio sempre più fatica ad alzarmi e poi devo fare le corse per arrivare in ufficio ad un’ora , quantomeno, decorosa!
Stamattina alle solite “cose da fare” se n’erano aggiunte due : fare la foto alla torta (anche perché sarebbe stata la mia colazione e quindi l’avrei tagliata e mangiata…) e doccia&capelli che pigramente avevo saltato la sera .
Tempo a disposizione: un’ora o giù di lì.
Mi sono svegliata alle 6 e , come faccio sempre, rimanendo a letto , ho iniziato a programmare la giornata : foto, trucco e parrucco, look della giornata…
Ho pensato a come ambientare la foto, come farla, che oggetti recuperare, se farla con il cellulare o prendere la super blasonata macchina fotografica della dolcemetà (che non so usare…), poi ho pensato a come mi sarei vestita….si lo so è da paranoia, molto da paranoia….ma io mi devo alzare a devo avere già un’idea di come mi agghinderò. Lasciamo perdere che nove volte su dieci la camicia che voglio mettere è da stirare da lavare e dato che me ne accorgo al momento della “vestizione” scatta automatico il panico da look , proprio come questa mattina.
La causa scatenante? Un semplicissimo abitino nero, scollo tondo , maniche a tre quarti, corto il giusto, che avevo deciso (nella mente) sarebbe stato perfetto per oggi , visto che , in pausa pranzo vado(PURE!) in palestra e non voglio complicanze nello svestirmi e rivestirmi (il tempo, come sempre, è cronometrato!)
Ma …sorpresa! L ‘abitino nero non si trova . dove sarà? Sta a vedere che l’ho lasciato al mare, si, è proprio così. Ed ecco che …ha inizio il delirio che mi vede aprire armadio e cassetti guardare disperata il tutto e pronunciare la fatidica frase “ …sgrunt, non ho niente da mettermi!!” segue un tornado di cambi, degno di un backstage di una sfilata di haute couture.
Magliette, pantaloni, gonne, cinture, abiti e anche scarpe (da abbinare, of course!) intorno a me che , disperata, mi sento inadeguata in ogni capo che indosso, oltre a continuare a guardare l’orologio per rendermi conto che il tempo passa inesorabilmente e dovrei darmi una mossa …
Invece di decidere in fretta, tutto si complica per la disperazione legata alla mia persona del tipo: sono grassa, non sto bene con niente, guarda che fianchi, guarda che rughe, odio il mio doppio mento che mi invecchia di cent’anni (come minimo!), come sto male con ‘sta gonna, che schifo ‘sti pantaloni…e così via fino a quando mi accorgo che , per fortuna, ho già fatto la doccia ma, per sfortuna, non ho ancora asciugato i capelli….
Lascio in stand by scelta look e corro in bagno per il secondo delirio della mattina: i capelli.
Ho sempre invidiato chi con un colpo di spazzola e un giro di phon è perfetta…onde che cadono morbide dove vuoi tu, capelli dritti e lisci naturalmente…i miei capelli sono né lisci né dritti ma sicuramente crespi e sicuramente pieni di rose in posti assurdi. Se li asciugo naturalmente potrei sembrare la sorella gemella di maga magò (ma lei sarebbe la sorella bella) , se tento una piega è sempre una sorpresa. Potrebbe uscirmi perfetta o un disastro, la mia capigliatura non assicura nulla, dipende …dal tempo, dall’umidità, dall’umore (forse), da non so cosa….
Stamattina , avendo approcciato al phon con già una discreta carica di stress, i miei poveri capelli ne hanno risentito regalandomi uno pseudo carrè scalato (bel taglio, per carità) mosso dove non doveva essere, piatto dove non doveva essere ma uniformemente crespo :-(
Esco dal bagno e ripiombo in camera , guardo il delirio di vestiti sul letto....oh perdincibacco (no, non ho detto così….) le foto!!!!!!
Vado in cucina , guardo la torta già tagliata perché …già mangiata…anyway…
Prendo il cellulare così faccio prima….impossibile ! Troppa poca luce ed escono solo foto mosse …sento i capelli che si stanno increspando sempre di più…
Corro a prendere macchina fotografica super mega tecnologica professionale e riprovo…accendo computer per scaricare i miei capolavori e controllare esito …su 15 foto 3 sono a fuoco le altre no, no comment…
Mi prende lo sconforto: ok le foto vanno bene così…
Carico foto su chiavetta, spengo computer, ritiro macchina fotografica…
Ritorno in camera, guardo orologio: gasp!! tempo scaduto, da un bel po’ !!!!!
Scelgo d’istinto : si è lui, come ho fatto a non pensarci prima!!!L’abito di Michelle Obama !Eh, si, scusate se ho comperato un abito (fondo nero con pois beige e bluette ) uguale a quello indossato dalla first lady americana durante un intervista in tv, precisamente al Today show della nbc. Lei lo portava con cintura corallo (inclusa) io l’ho tolta. È un abito comodissimo, simpaticamente romantico, perfetto con ballerine o sandali super semplici .
Preferirei sentirmi Jackie ‘O (che è una delle mie icone preferite) ma anche la Michelle mi va bene…esco finalmente da casa in super ritardo, prendo la macchina , “ acc…ma com’è sporca qui urge lavaggio” (ehm…un’altra mia mania, la macchina pulita!)
Salgo, accendo e mi dirigo in ufficio. Lungo il tragitto c’è un autolavaggio, che faccio???
Bè, tardi per tardi…
Arrivata in ufficio (non dico quando…) con macchina lucida e splendente e vestita da first lady sono soddisfatta e , finalmente, rilassata…
Bè rilassata è una parola grossa….tanto che mi stavo bellamente dimenticando della

TORTA YOGURT E MARMELLATA DI PRUGNE
(unità di misura : il vasetto dello yogurt)
yogurt intero naturale: 1 vasetto
olio di semi di mais: 1 vasetto
zucchero semolato fine: 2 vasetti
farina 00: 3 vasetti
uova: 2
marmellata: 2 o 3 cucchiai
latte: 1/3 di vasetto
lievito vanigliato: 1 bustina

Accendete il forno a 180°. Imburrate e infarinate uno stampo da plumcake. Versate in una ciotola lo yogurt, l'olio, lo zucchero, la farina setacciata, le uova intere e il latte. Lavorate con lo sbattitore elettrico finché il composto non è ben gonfio. Aggiungete il lievito setacciato e mescolate bene. Vesate nello stampo , mettete le cucchiaiate di marmellata e girate con un cucchiaino formando dei pseudo disegni a spirale, in modo da distribuirla, in ordine sparso, nell’impasto . infornate subito. Cuocete per 35-40 minuti e lasciare raffreddare su una gratella.

p.s.: doverosa precisazione , giusto per ridimensionare il tutto : l’abito è di una catena low cost : H&M, ! :-)

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