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domenica 3 gennaio 2016

LES CHOUQUETTES E UNA PICCOLA MANSARDA SUI TETTI...MOLTO, MOLTO FRANCESE ..CA VA SANS DIRE ...


Come primo post dell'anno non potevo non scegliere qualcosa di dolce.
Primo perché di dolci vivrei e poi perché queste couquettes sono semplici e trendy, caratteristiche che me le fanno amore ancora di più vista la mia vita sempre più avara di sano tempo per me e per le cose che amo.

Solo grazie a qualche giorno di vacanza ho ritrovato ritmi e atmosfere che avevo dimenticato e quando mi stavo abituando eccomi ripiombare nella quotidianità che assorbe e un pochino annulla...

vabbè, ma bando alle ciance (come si diceva ai miei tempi, a Paperopoli) veniamo alla ricetta

CHOUQUETTES

Ingredienti:
2 uova
50 gr di burro
75 gr di farina
30 gr granella di zucchero
20 cl di acqua
1 pizzico di sale

Versare il burro e l'acqua in un pentolino e mettere sul fuoco . Quando inizia a bollire togliere dal fornello versare la farina in una sola volta e iniziare a mescolare finché non si forma una palla elastica che si stacca facilmente dalle pareti della pentola. Aggiungere quindi le uova senza smettere di mescolare  ,una per volta: quando l'impasto ne assorbe una , aggiungete l'altra.Unire il sale.
A questo punto prendete una simpatica sac à poche . Se volete potete metterci una bocchetta creativa, altrimenti va benissimo anche semplicemente tagliata (poco) .

Rivestite una teglia con carta forno e, con la sac à poche formate delle piccole palline ,  posizionate , abbastanza distanziate una dall'altra.
Spolverizzare con la granella di zucchero.







Informate a 180° per circa 15 minuti e comunque controllate che gonfino bene e che non colorino troppo.

Le chouquettes hanno davvero una "francesità" inside che le rende molto chic!
Perfette per un tè con le amiche o servite con il caffè per concludere una cena. Anche tra varie prelibatezze per un brunch non sfigurano di certo !
Sono veloci da fare, carine da vedere, buone da mangiare, riescono sempre (credetemi!) e fanno una gran scena!

Ricettina veloce e senza impegno per iniziare il 2016 su questo mio piccolo blog , troppo trascurato, a dire il vero.
Ubi maior...e quindi i miei passaggi da queste parti rischieranno di essere molto, molto sporadici ... 
Per fortuna però  avrò un altro piccolo luogo virtuale in cui poter esprimere le mie passioni :  la cucina, i libri, il design, la moda, le tendenze ...

Ci sarà una mansarda che vi aspetterà ogni mese sulla rivista "Fior fiore in cucina" .
Ci  saranno i miei disegni, i miei dolci, ci sarà anche Eu, il mio gatto egoista ispiratore di questo blog. Si parlerà di design (adoro!!) , di cucina, ovvio, e di tante altre cose...
Un po' qui, un po' sui social e un po' in mansarda potremo continuare a "vederci" e a chiacchierare come "ai tempi".

Vi aspetto.

A presto






lunedì 14 aprile 2014

UN P0' DI FATTI MIEI E...VOGLIA DI FARE GLI ECLAIRES...


Non amo particolarmente parlare di me ma quando ci sono cose carine da dire, allora mi vien voglia di condividerle in questo mio diario virtuale.
Indovinate un po' "che mare" è questo...
Secondo me , non lo indovinate perché anch'io sono rimasta stupita di trovare un angolo così a...Montecarlo , o MontecaVlo come dico io, scherzando.
Proprio vicino al Country, dove si stanno svolgendo gli open di tennis :i rolex-masters.
Prima di entrare , abbiamo preso un caffè in una sorta di "baracca" a picco su questo mare .
Da qui parte anche una passeggiata tra la natura che arriva fino a Mentone. Mi piacerebbe molto farla, magari la prossima volta ...



Ogni tanto si va a MontecaVlo , amici ci abitano,  e devo dire che ho scoperto un mondo,
a parte quello dorato e patinato che si conosce.


Innanzi tutto la mentalità dei fortunati abitanti , o perlomeno, di alcuni fortunati abitanti, è davvero easy e "semplice" . Accanto ai  tipi  che ostentano volgarmente ricchezze e privilegi, esistono
persone che si godono davvero le loro fortune gestendo le proprie vite senza apparire ma semplicemente godendo del bello.
Abitano in case da riviste patinate, vivono in questo ambiente curato e pulito, non hanno problemi di orari e di antipatiche incombenze, non hanno la preoccupazione dell'arrivare a fine mese, non hanno l'assillo del "come mi vesto?" . Vivono in sintonia con ciò che li circonda e occupano il tempo facendo quello che gli va.
Tantissimi fanno jogging lungomare  e altri, dotati di muta (in inverno), si fanno una sportiva nuotata , c'è chi gioca a tennis, chi cammina con i propri  cani , chi chiacchiera amabilmente  seduto su una panchina o in un bar di qualche hotel di star lusso, chi legge un libro su una panchina e chi, bè ovvio, va a farsi qualche giretto di shopping!
Il look però non è necessariamente quello da rivista glam, anzi! Certo ci sono anche bellissime donne e ragazze che sembrano uscite dalle pagine di Vogue! Ma esistono anche signore elegantissime con jeans , camicia e ai piedi ciabattine di Hermes portate con nonchalance ...
( del fatto che siano proprio "quelle" ciabattine, me ne accorgo io che c'ho un po' di manie e di desideri repressi in ambito di accessori  "blasonès"che rimarranno tali...sigh! )
Mi piace vedere persone che sanno portare oggetti e stili di vita assolutamente elevati e non alla portata di tutti , con naturalezza e signorilità, e a Montecarlo, di persone così ce ne sono tante e sono molte di più rispetto a quelle che esagerano e ostentano rendendosi volgari e fastidiose.




Le case come dicevo sono da urlo : terrazzi , giardini pensili, viste stupende ma non solo grattacieli modernissimi, dai balconi di cristallo ! Un po' nascoste , nelle vie secondarie ecco "casette" pacate, "antiche", quasi anonime che nascondono giardini , orti e frutteti...come questo scorcio



Limoni e cedri e una spirea fioritissima per un semplice giardino con tanto di casetta degli attrezzi, scale e inaffiatoi di plastica  e dietro al muretto si intravede una piscina coperta dove i fortunati proprietari si mantengono in forma tutti i giorni facendo vasche rilassanti all'ombra di semplici alberelli.

I negozi sono quelli patinati e super frequentati da miliardari e miliardarie annoiate e shopping addicted ma esistono anche negozietti inaspettati. Come la piccola   bolulangerie molto semplice in cui questo eclair  mi stava chiamando! Una vetrina da negozio di paese in cui baguettes e dolcetti erano esposti in modo nemmeno tanto elegante ! Sono entrata per prendere del pane ma poi ho chiesto :"...et un eclair s'il vous plait"  e la signora : "vanille, cafè, chocolat ...?"
e io :"uhm...vanille!"
Ed ecco che mi sono gustata il ripieno di crema alla vaniglia , la glassa bianca e zuccherosa e la sua morbidezza , mentre facevo una pausa tra le  blasonate  partite e gli  allenamenti di tennis del torneo.




Certo la vita a Montecavlo non è proprio semplice come la descrivo! Ma a me piace questo...cotè ;-) e in questo week end ho voluto trattenere queste sensazioni e condividerle .

Aver gustato questo eclair mi ha fatto venir voglia di mettermi a farli...e per questo mi sto documentando, sto studiano, sto cercando la ricetta giusta...e quando la troverò ve la presenterò con soddisfazione e piacere!

Per ora dovrete accontentarvi di questa foto ... e di questo disegno :-)



mercoledì 19 settembre 2012

STARBOOKS :CROQUE MADAME MUFFINS DI RACHEL KHOO



Eccoci alla seconda ricetta dello STARBOOKS  di settembre.
Diciamo che per me questa ricetta è la Rachel Khoo : il primo   video che ho visto è stato quello dei croques madame, la prima sua ricetta che mi ha colpito (positivamente) e incuriosito è stata questa, quindi ringrazio di cuore le amiche “starbookiane” per avermi dato la possibilità di scegliere e fare questo piatto.

la Rachel li inserisce  nel capitolo “snack time” dove ci stanno alla grande ma non amando particolarmente gli spuntini durante il giorno, io li gusterei volentieri in una cenetta easy accompagnati da una fresca insalata.
Questi croques c'entrano poco con i muffins veri e propri...probabilmente la Rachel ha deciso di chiamarli così in quanto allestiti e cucinati negli stampini ,appunto,da muffins,  per rendere il risultato finale un pò più scenico...
Ingredienti:
6 grandi fette di pan carrè senza la crosta
3 cucchiai da tavola di burro fuso
75 gr di prosciutto tagliato a cubetti o a striscioline
6 uova piccole
Per la salsa mornay :
1 cucchiaio da tavola di burro (circa 20 gr)
1 cucchiaio da tavola di farina
200 ml latte tiepido
½ cucchiaino di mostarda di digione
½ cucchiaino di noce moscata
30 gr di groviera  grattugiato (o   o anche parmigiano o cheddar)
Sale e pepe

Per fare la salsa : sciogliere  il burro in una pentola a fiamma bassa. Aggiungere farina e mescolare energicamente fino ad ottenere una pasta liscia. spegnere il fuoco e far raffreddare per 2 minuti. Gradualmente aggiungere il latte mescolando. Rimettere la pentola sul fuoco , aggiungere la mostarda e la noce moscata e far cuocere a fuoco lento  mescolando per 10  minuti fino a quando la salsa si è addensata, senza bruciarsi,  con la consistenza di una salsa al pomodoro . spegnere il fuoco. Aggiungere il formaggio grattugiato (tenendone da parte un po’ per la guarnizione) ..se la salsa è troppo densa aggiungere un po’ di latte, se è troppo grumosa, passarla al colino.

Accendere il forno a 180°. Appiattire le fette di pan carrè con un matterello. Quindi spalmarle , in entrambi i lati, con il burro fuso.

Disporre in uno stampo di muffins le 6 fette di pane mettendoli negli appositi vani facendo aderire il pane bene al fondo aiutandosi con un piccolo bicchiere. Distribuire il prosciutto a dadini nei “cestini” quindi rompere un uovo per ogni muffin (se le uova sono troppo grandi, togliere un po’ di albume prima di versale) .mettere due cucchiai di salsa sopra alle uova e cospargere con formaggio grattugiato e pepe.

Cuocere in forno circa 15/20 minuti, dipende da quanto cotto piaccia l’uovo.

Servire immediatamente…

 

.L’idea mi piace quindi per me, la Rachel, prende una stelletta.
Purtroppo però non mi sono assolutamente trovata con le dosi :

la salsa: se si seguono quantità e ingredienti riportati, la salsa mornay potrebbe essere sufficiente per 12 muffins (non 6) e forse più.
Nel suo video, infatti, lei il latte lo aggiunge a occhio mentre mescola …
Quindi io dimezzerei le dosi di sicuro.
Ho utilizzato gli stampi per muffins in silicone , e tenendo conto che devono essere riempiti con pane, prosciutto a pezzetti e  uovo, al massimo ci stanno due cucchiai, scarsi,  per croque…

75 gr di prosciutto tagliato a cubetti o a strisce : troppo anche questo.
Mi è persino venuto il dubbio che lei avesse usato stampi di profondità diversa ma, riguardando il video, ho visto che erano esattamente come i miei (solo non di silicone)

Miei errori: ho acquistato il pan carrè di formato “normale” e non quello in grande fette come c’è scritto negli ingredienti…ho unito due fette piccole con il mattarello mentre le schiacciavo e devo dire che la resa è stata discreta, quindi, se per caso non doveste avere le fette di pane “large” sappiate che potete fare come ho fatto io!

Uova: il formato delle mie uova era standard ma, un uovo intero più gli altri ingredienti, non ci sarebbe stato nella formina da muffin. Ho fatto un po’ di “cinema” per togliere un po’ d’albume da ogni uovo e dopo un primo tentativo fallito ,così ho fatto: ho messo un tuorlo in ogni croque , tenendo gli albumi in una ciotola. Albumi che ho poi versato un po’ per ogni muffin ,dosandolo così  al meglio. 

Nonostante le dosi da rivedere la ritengo comunque una  ricetta  da fare e rifare : simpatica  , tutto sommato, veloce e di sicuro effetto!
E poi, particolare da non sottovalutare,  sono davvero buoni !!!
(p.s.: ho fatto le foto senza cospargerli di pepe ma ci vuole!!! non dimenticatelo…voi!)

E ora ecco i link per le altre favolose ricette delle mie amiche /colleghe dello starbooks:

Menu Turistico  - Soupe au pistou

Vissi d'arte e di cucina - Nids de tartiflette (nidi di formaggio e patate)

La Apple Pie di Mary Pie - Sabayon aux Saint-Jacques 

Patty di Andante con gusto - Soufflé au fromage

L'Araba di Arabafelice in cucina! - Pain Briè

Ale di Ale only kitchen - Gratin de choufleur avec une chapelure aux noisette

La Gaia Celiaca - Poluet au citron et lavande

 e...un mon petit dessin pour vous et…bon apetit !


mercoledì 12 settembre 2012

STARBOOKS DI SETTEMBRE 2012 : RACHEL KHOO

 
 
 
Che la Rachel Khoo mi incuriosisse era abbastanza normale. Vive in Francia, cucina in una micro cucina (almeno … au debut) ha un viso simpatico ,non porta la taglia 38…insomma erano tante le cose che me la facevano risultare simpatica ma mai, dico MAI, avrei pensato di entrare a far parte dello starbooks per provare le sue ricette!

Innanzi tutto sono stra felice di far parte di questo gruppo e spero di esserne all’altezza.

Il primo piatto che posto è un semplicissimo piatto di pesce ,in pratica una non ricetta ma con quel quid in più, smaccatamente francais che rende queste moules speciali.

Le foto, per scelta, le ho fatte con il cellulare.
Personalmente non ho il coraggio  di  far parte delle blogger/fotografe professioniste (che confesso di invidiare "un petit peu")  a causa della mia totale incapacità di gestire una macchina fotografica e soprattutto dal riuscire a tirar fuori qualcosa di decente…quindi chiedo venia!

La ricetta è la seguente :

Moules Marinières
mussels with white wine

Ingredienti

2 kg di cozze
1 cipolla affettata sottilmente
1 bulbo di finocchio affettato sottilmente (se piace. la Rachel lo mette tra gli ingredienti perchè trova l’abbinata finocchio/creme fraiche perfetto)
1 cucchiaio di burro
1 foglia di alloro
2 rametti di timo fresco ( o anche secco)
160 ml vino bianco secco
160 gr di creme fraiche
Prezzemolo

Pulire le cozze . in una larga padella mettere la cipolla e il finocchio e far cuocere con il burro , aggiungere quindi la foglia di alloro e il timo. Quando la cipolla e il finocchio sono trasparenti, aggiungere il vino e in seguito le cozze pulite. Alzare il fuoco e coprire con un coperchio. Cuocere per 3 o 4 minuti, o fino a quando le cosse si saranno aperte.


Quindi togliere l’alloro e il rametto di timo e scartare le cozze che non si sono aperte.
Mescolare insieme alla creme fraiche e servire immediatamente cosparse di prezzemolo tritato .
Servire con fette di pane abbrustolito.

Questa non ricetta mi ha fatto scoprire la creme fraiche abbinata alle cozze che mai e poi mai avrei pensata. Devo ammettere invece che il sughetto che si crea è delizioso e vi assicuro che il “crusty bread” lo consumerete tutto per fare scarpetta lasciando il vostro piatto pulitissimo.



Un altro fatto positivo di questa non ricetta è il tempo : 15 minuti di preparazione e circa 10 minuti di cottura che ne fanno una rapida soluzione per cene improvvisate (previo passaggio al super o in pescheria per acquistare cozze freschissime)

Non so quanto sia francais questo piatto..personalmente, senza nessuna ricerca in merito, penso alle cozze alla marinara come un piatto mediterraneo…certo che il tocco “creme fraiche” fa la differenza!  e visto che con le foto sono un disastro non mi resta che prendere foglio e pennelli...J

e ora vi invito ad andare a gustarvi le altre ricette dello STARBOOK :

Menu Turistico: le Salse - Salse madri
Ale only Kitchen:  - Pissaladière
 La Gaia Celiaca  - Lentilles du Puy avec un fromage de chevre, betteraves et une vinaigrette d'aneth
Arabafelice in cucina - Creme Vichyssoisse au chou-fleur glacè
vissid'arte e di cucina - Cake au saucissons sec avec pistaches et prunes
l'applepie di mary pie - Endives au jambon
andante con gusto - Creme caramel


e...Bon Apetit !

lunedì 3 settembre 2012

TARTE TATIN MON AMOUR.......

 
 
Un rientro difficile come da tempo non mi capitava!che fatica!!
 Ma non di questo voglio parlare ma di questa favolosa tatin che ,purtroppo, non ho fatto io ma che mi offre  la scusa di parlare di uno  dei dolci che più amo.
In primis ,lo amo, perché ci sono le mele e io adoro tutti, ma proprio tutti, i dolci che annoverano tra gli ingredienti questo frutto semplice .

Di tatin ne ho fatte tante ma mai, e dico mai, una , riuscita come dico io.
Ho letto ricette varie e diverse tra loro, ho caramellato le mele in diversi modi (tutti un flop per la sottoscritta) ho provato e riprovato : il nulla cosmico.
Le torte erano tutte mangiabilissime, per carità, ma non avevano quel quid indispensabile per essere considerate vere e proprie tatin d.o.c. J

Allora io le tatin le prendo spesso anche al ristorante, nei bar, nelle pasticcerie perché spero di scoprire magari qualche segreto in più, di copiare un qualcosa , di trovare la retta via per permettermi  la riuscita di questo dolce.
E in questa mia ricerca spesso incontro tatin finte, pseudo tatin, tatin che sono in realtà crostate o tutta un’altra cosa ma quando mi imbatto in quelle tatin vere io vado in estasi : mele morbide , caramellate il giusto, pasta con il suo carattere ma nello stesso tempo friabile e fresca, sughetto dolce ed ambrato , che avvolge ancor di più i sapori di questo dolce rendendoli unici e una vera goduria per il palato.

Ci vogliamo aggiungere della creme fraiche? Oppure del gelato alla vaniglia? Fate pure …io mi godo la tarte tatin anche senza niente…
Di questa torta mi piace anche l’aspetto: la pasta che crea onde irregolari, sorta di smerli disordinati che trattengono le mele caramellate disposte senza troppa cura.

Una torta shabby chic, imperfetta nell’immagine,  da gustare possibilmente tiepida perché possa scaldare l’anima più in fretta, regalando quel senso di soddisfazione mista a voluttà che ti fa star bene!
 


Questa che ho fotografato, come ben si vede, era dotata di gelato alla vaniglia , superbo pure lui…

La cornice era di tutto rispetto, pur non essendo una patria di gourmandises… l ’aria della Francia  scivola comunque  su questa costa,  “blasonèes” (a tutti gli effetti), non sempre elegante come dovrebbe ma con il fascino del lusso sfrenato che rende tutto più affascinante.

Sarà anche per questo,  che il suo gusto mi ha catturato oltre misura? Che forse le birkin che sfilavano sotto ai miei occhi, portate con nonchalance con mises da mare , abbiano reso l’atmosfera così chic da apprezzare la mia tatin oltre misura ? J

En tout cas, vi assicuro che era diiiiiiiviiiiinaaaaaaaa!

Quindi nessuna ricetta per questo breve post  , nessuna idea da copiare ma, al contrario una richiesta di aiuto per me food blogger anomala , poco esperta e maldestra , che approccia al cibo con passione e curiosità senza avere la pretesa da grande chef ma che vorrebbe riuscire a fare una tatin come si deve!!!

Mi aiutate? Chiedo quindi  a voi, blogger serie , di svelarmi i vostri segreti J

In  attesa di pubblicare la mia tarte tatin non mi resta che…disegnarla J  
 

domenica 6 novembre 2011

UN PAIN BRIOCHE SOTTO LA PIOGGIA...



Impossibile uscire e quindi si sta a casa con la tristezza delle immagini di una Liguria in ginocchio e con la paura per lo stato d’allerta per alcune regioni a rischio innondazione.
Non ho voglia di far nulla complice un mal di testa “dei miei” ma tra una tregua e l’altra ,non posso non fare almeno un veloce e confortevole (per l’animo) dolce…
In pratica è una non ricetta perché ho utilizzato un preparato acquistato durante una delle mie gite in Francia . L’avevo già sperimentato qui e mi ero ripromessa di riprendere questo magico sacchettino con magica farina alla quale va aggiunto solo il latte e un po’ di burro.
I sacchettini in realtà erano tanti, ognuno con un preparato diverso: pani rustici, dolci, ecc... e io mi sono fatta ispirare da questo panbrioche campagnolo...
La fatica maggiore l’ho lasciata al mio fidato KA senza togliermi però il piacere di impastare da me qualche minuto la palla di pasta che sentivo bella, liscia e compatta tra le mani.
L’ho fatta lievita per circa 2 ore e poi ne ho fatto 4 palline che ho messo in uno stampo da plumcake. Altra lievitatura di circa un’ora e poi 35 minuti in forno a 180°. Dopo 10 minuti di cottura però,  ho coperto la superficie con la carta stagnola perché si stava bruciando.
Queste le quantità:
350 gr preparato Francine “Brioche de campagne”(e scusate il nome che è già una piccola poesia…)
200 ml di latte tiepido
75 gr di burro morbido
Un po’ di latte per spennellare l’impasto prima di metterlo in forno 

Un altro ingrediente indispensabile sarebbe quello di convincere , chi vi accompagna in gita, di fermarsi in un supermercato della zona , “giusto per dare un’occhio” , ben sapendo che dietro questa vostra “innocente” curiosità si cela invece la voglia spasmodica di acquistare quei mille prodottini che sono introvabili nei nostri supermercati  italici J
Si lo so, ci sono anche molte più “schifezze” già pronte che di solito, non finiscono nei nostri abituali carrelli ma, si sa, l’occasione fa l’uomo ladro e la donna approfittatrice, dico io ,  e quindi , oltre a questi deliziosi (molto francesi) sacchetti di farina , ho messo nel carrello: crepes integrali già pronte (che si possono anche surgelare!!!) madeleines ai mille gusti, biscotti bretoni, formaggi impanati da gustare come aperitivo , salse più o meno conosciute, miele di lavanda,  e mille altre cose delle quali un po’ mi vergogno e terrò segrete!! J


Il pan brioche mi piace tantissimo, non mi piace troppo dolce e infatti quando lo preparo senza “farine magiche” ci metto poco zucchero così lo posso abbinare sia a marmellate e creme cioccolatose che a saporiti patè…in questo caso preferisco tostarlo , trovo che la croccantezza si sposi meglio con il salato.
Devo dire che questa farina compresa di tutto , ha il giusto grado di zucchero , cioè non è troppo dolce e , soprattutto, ha un profumo delizioso che,  una volta sfornato il pan brioche,  si espande per la casa.
Continua a piovere in questa buia domenica dai ritmi rallentati e un pò mi crogiolo in questo stacco dal mondo, unico momento di quiete (nonostante il mal di testa...) nella vita frenetica e sempre di corsa che non ti permette di capire cosa sia ,in fondo, la felicità : forse .. anche fare un pain brioche ?

lunedì 11 luglio 2011

ET VOILA..LE VRAI CHAT EGOISTE :-)




Prima o poi dovevo farlo. Era doveroso.
La presentazione dell’ispiratore del blog…ecco qui il vero chat egoiste…
La foto è opera di Marie Antoinette fatta con il suo mitico i-phone (che è una parte di lei…):-)

La location: cucina post cheese cake serale
Personaggi ed interpreti:
special guest star: Eu (le chat)
la mamy (alias laroby)
marie antoinette
the…kitchen aid !!!

potevo non avere un gatto che ama i…dolci??? Certo che no! E se Eu non è proprio il gatto che vorrei (vi dirò il perchè…) almeno da questo lato mi dà una certa soddisfazione. Quando cucino lui arriva e si mette comodo da qualche parte . finge di dormire o di non badare a quello che succede intorno a lui , è invece attento e ogni tanto alza il muso e annusa l’aria cercando di captare sentori cioccolatosi e zuccherini… sperando di poter dare una leccatina a qualche avanzo cremoso o biscottoso…
so che gli fa male ma , una volta ogni tanto ci sta : povero gatto!!!:-)
mentre stavo “smontando” il KA per pulirlo , Eu è salito sulla penisola annusando estasiato ,e quando ho tolto la frusta ancora un po’ carica di panna montata si avvicinato e ... ha fatto quello che di solito (lo confesso) faccio io!!! :-)
quindi quale rappresentante migliore per un blog di cucina???
Il nome del blog però ha “origini” lontante…
Tanto, tanto tempo fa…(eh, , si fa per dire…)
Capitava che mi venisse l’ispirazione per una cenetta sfiziosa, un pranzo creativo e cucinavo per me e Marie Antoinette piattini carini , presentati ogni volta in modo diverso sfruttando tutti i possibili abbinamenti tra i miei piatti, bicchieri, orpelli decorativi vari, fiori…
Una di queste sere , mentre stavo apparecchiando “giocavo” con la petite reine facendo finta di avere un ristorante e lei era la mia cliente…
Ad un certo punto lei, prende una lavagnetta che avevamo appesa in cucina e scrive il menu…
Poi “ bè, ma dobbiamo anche scegliere un bel nome per questo ristorante!!!”
“è vero”avevo detto
In quel momento era entrato in cucina Eu, con il suo passo arrogante, si era “strusciato” tra le mie gambe. Colpita da questa gesto di affetto mi ero chinata per accarezzarlo ma….zac…una bella morsicata!!! Mi aveva guardato andando vicino alle sue ciotoline : aveva fame quindi la sua “carezza” era solo dettata da una sua esigenza ben precisa: cibo!
“Gatto prepotente e ed egoista!!!” avevo detto
“Possiamo chiamarlo “al gatto egoista”! “ aveva detto Marie Antoinette
“Cosa?”
“Ma…il ristorante!!”
“ Carino …” e in quel momento mi era venuta l’ispirazione francese “ Non è meglio “le chat egoiste”? sembra più…raffinato!!"
“Siii, le chat egoiste!!”
E con il gessetto lo aveva scritto sulla lavagna….e per un po’ era rimasta così appesa in cucina…
Eu è un gatto un po’, come dire?, odioso e non proprio il gatto che speravo di avere :è prepotente, egoistissimo, mordace non in senso lato , graffiante non in senso lato, selvatico, non si lascia accarezzare, antipatico…. Insomma non è un bel gattone sornione e coccoloso (che è quello che avrei desiderato)
Da allora sono passati un po’ di mesi prima dell’apertura del blog ma il giorno fatidico del mio ingresso a blogger, è stato naturale registrare il mio spazio virtuale con “le chat egoiste”….
Certo il termine “egoiste” , non è propriamente da blog di cucina e può trarre d’inganno…ma
era il nome del nostro (mio e di Marie Antointette) ristorante finto e ci immaginavamo il locale, piccolo, carino, vagamente francais con questo gattone indifferente al mondo che ogni tanto faceva la sua apparizione….
Ho pensato qualche volta di cambiare nome al mio blog, soprattutto quando mi prende il solito calo di autostima (spessissimo) davanti a nomi e grafiche più eleganti e …ad hoc!ma….non ci riesco! :-)
Non posso proprio…
Quindi più che mai doveroso dedico questo post a Eu , ispiratore nonostante tutto , e anche alla mia petite reine (che ora tanto petite non è più…) creatrice insieme alla sottoscritta di :

Le chat egoiste



lunedì 20 giugno 2011

LA MIA PRIMA MADELEINE...............


Non so da quanto tempo, volevo preparare le madeleines. Non tanto per provare la ricetta in sé ma quanto per il …Proust! Mi ricordo nitida la prima volta che avevo letto la pagina che descriveva il momento diventato famoso :


"Ma nello stesso istante in cui il liquido al quale erano mischiate le briciole del dolce raggiunse il mio palato, io trasalii, attratto da qualcosa di straordinario che accadeva dentro di me. Una deliziosa voluttà mi aveva invaso, staccata da qualsiasi nozione della sua causa. Di colpo aveva reso indifferenti le vicissitudini della vita, inoffensivi i suoi disastri, illusoria la sua brevità, agendo nello stesso modo dell’amore, colmandomi di un’essenza preziosa: o meglio, quell’essenza non era dentro di me, IO ero quell’essenza. Avevo smesso di sentirmi mediocre, contingente, mortale. Da dove era potuta giungermi una gioia così potente? Sentivo che era legata al sapore del tè e del dolce, ma lo superava infinitamente, non doveva condividerne la natura. Da dove veniva? Bevo una seconda sorsata nella quale non trovo nulla di più che nella prima, una terza che mi dà un po’ meno della seconda. E’ tempo che mi fermi, la virtù del filtro sembra diminuire. E’ chiaro che la verità che cerco non è lì dentro, ma in me.”

Mi era piaciuto e non poteva essere altrimenti visto che a quell’epoca ,avevo circa 16 anni , ero innamorata della letteratura francese dell’800 e dei primi del ‘900. Leggevo pagine e pagine di romanzi (en francais, ca va sans dire!!) e mi perdevo tra le parole , le trame, le elucubrazioni…
Parallelamente nasceva la mia passione per la cucina che aveva avuto il suo incipit (giusto per stare in tema di libri) a 15 anni, durante un sabato piovoso nel quale mi ero cimentata nel mio primo piatto cucinato da sola che non poteva essere altro che un dolce : la zuppa inglese. Dolce trendy, ai tempi , che mi aveva dato una soddisfazione infinita…ma questa è un’altra storia…
Della pagina di Proust oltre al lato psicoromanticoletterario del tutto, mi aveva incuriosito questo dolcetto che avevo immaginato, in un primo momento, come una sorta di tortina  bassa e tonda, morbida e profumata…
Quando avevo scoperto che le madeleines avevano in realtà un’altra forma, ci ero quasi rimasta male! Non li avevo ritenuto dolci da tè e mi sembravano …bruttini e insignificanti.
Ma la moda era diversa…ero ancora negli anni ’70 quando non esistevano cupcakes, muffins, macarons….e le torte “belle” erano quelle che si prendevano rigorosamente in pasticceria alla domenica ,anzi la “modernità” consisteva nel prendere le paste invece del dolce .
Insomma la madeleine in quegli anni, per me, “stonava” e io non l’avevo presa in considerazione per i miei progetti culinari di allora.
Ma adesso è da tempo nella mia lista “to do” e, complice la mia cara amica Elisa , cuoca e devota al KA, che mi ha regalato un favoloso stampo per madeleines, ecco mettermi alla prova.
La ricetta l’ho copiata dal primo libro della cavoletta , con una piccola variante, non ho usato l’acqua di rose ma l’aroma di arancio e non ho usato il miele ma ho aumentato la dose di zucchero.
Inutile dire che ho deciso di farle senza prepararmi, cioè mi sono arrangiata con quello che avevo in casa senza pre-spesa ad hoc (insomma….come sempre!)

Ingredienti per circa 50 mini madeleines : il mio stampo è per questo tipo: petites et gracieuses :-)


farina 120g
uova 2
burro 100g
zucchero 60 gr
lievito per dolci 1 cucchiaino scarso
aroma fiori d’arancio 1 boccettina
sale una presa

Rompere le uova in una ciotola capiente, unire lo zucchero, il sale e sbattere con una forchetta.. Unire il burro morbido e l’aroma di arancio, sbattere ancora. Aggiungere poi la farina e il lievito, mescolare . Tenere questo composto al frigorifero per una notte. (io l’ho lasciato 2 ore circa)
Cottura (e qui è il complicato):
accendere il forno e portarlo a 250°, distribuire l’impasto nelle formine da madeleines e infornare. Dopo 5 minuti circa le madeleines dovrebbero essere gonfie, abbassate subito il forno a 180° e sfornate dopo 5 minuti. Le madeleines devono essere dorate ma non troppo, giusto sui bordi. Lasciar raffreddare su una griglia .
Così ho fatto e devo dire che qualche “gobbetta” è riuscita bene, devo perfezionare il tutto, ma come prima volta sono abbastanza soddisfatta.

Ho già puntato un libretto interessante di ricette di sole madeleines sia dolci che salate e mi intriga molto…basta poco, in effetti, a farmi intrigare da un libro , se è di cucina poi, con foto carine…è fatta! Vediamo se per queste madeleines , sarà un vero amore o sarà un cotta passeggera , per Proust , ai tempi, era stato amore per le prime pagine per poi diventare quasi “leggera insofferenza” mano a mano che andavo avanti nella lettura…ma non si poteva dire! E quindi lo decantavo come andava fatto… anche le madeleines le ritengo un po’….sopravvalutate (non è il caso di Proust, sia chiaro, è un parere molto personale il fatto che non mi faccia impazzire!) ma è indubbia la loro originalità della forma che le promuove tra il dolcetti trendy del momento e noi ben sappiamo quanto questo influenzi gli esperimenti culinari di noi cuoche glamour !!! :-)



lunedì 18 aprile 2011

QU'EST-CE QUE C'EST? MAIS, UNE RILETTE... NATURELLEMENT :-) !

 “Rilette” è un nome che già di per sé mi piace : è più trendy di “mousse” che è un po’ inflazionata . Inoltre questa rilette fa parte di un libro che adoro : per le foto, le ambientazioni e la semplicità e la fattibilità delle ricette riportate : provare per credere!
Il libro è “Garden party”, “leggermente” blasoné (chi di voi non ha un podere in Normandia/Bretagna dove invitare amici per feste chiccosissime presentando deliziosi piatti cucinati da voi ????) del quale avevo parlato qui
La pagina delle rilettes l’avevo segnata subito : una più invitante dell’altra e una più semplice dell’altra: c’è quella al salmone, al tonno, alle sardine  e quella allo sgombro.
Eccomi dunque ad organizzare un pranzo per il compleanno di mia sorella con nostri parents e parenti.
Tempo poco , casa non ancora come dovrebbe essere ma mi sono impegnata ugualmente anche se non ho potuto soddisfare tutte le mie mille manìe che sfodero quando si deve apparecchiare, presentare, cucinare…
Non dispongo (e non ho mai disposto!) di tante e belle stoviglie , di tanti e bei servizi di posate e bicchieri, di tovaglie e argenterie e quindi da sempre le mie sono state tavole creative …per forza!
Ma come diceva un mio insegnante , è proprio nei limiti che esce la creatività vera . Parole sante e forte di questo concetto, mi sono sempre inventata abbinamenti e presentazioni sfruttando di base quello che avevo, aggiungendo, qua e là, vari orpelli decorativi…
Per esempio nel caso specifico , eravamo in 9 con solo 6 sottopiatti uguali…e gli altri 3???
Ne ho presi altri super economicissimi (6) diversi e li ho alternati. La fortuna vuole che nei miei acquisti , non mi discosti dai soliti colori che riesco ad abbinare senza choc cromatici! (come faccio peraltro anche nel mio abbigliamento : difficile non riuscire ad abbinare nero, beige, grigio e bianco….)
Dato che siamo in primavera la tavola è stata ecru, bianco e varie tonalità di verde .
Sottopiatti di legno chiaro e sottopiatti di rafia verde scuro , piatti bianchi, tovaglioli verde prato con fiocchetto di rafia naturale, tovaglia ecru e coprimacchia bianca con radi disegni (tipo stencil ) verdi …very simple.
Il menu tradizionale (il parentado è abbastanza “old” e non ama le novità culinarie…sigh!) quanto basta per poter introdurre un qualcosa di nuovo :
lasagne al pesto e ricotta (un classico)
vitel tonné (da menu anni ’70 ma veramente buono…carne tenerissima e salsa tonnata perfetta! Mi faccio i complimenti da sola perché io la carne non la so cucinare e ogni volta che ci azzecco mi sembra…un miracolo!)
rotolo di pan carrè con salmone e rucola (grazie a ely)
classica frittata con la mentuccia (toscana! Quella “vera”!!!!)
la mitica rilette di sgombro : new entry
dolce: la charlotte della zia leru (che ha portato da milano, fatta cone le sue mani d’oro) anche questa molto anni ’70 e molto , per noi di famiglia, classica per i compleanni (vedi compleanno della mia mamy)
Devo dire che questa rilette ha avuto un successo insperato! Servita con crostini di pane abbrustolito ha fatto la sua bella figura e , sapendo che era una ricetta del “Garden party” io ero molto soddisfatta di averla proposta ai miei , ….che nemmeno hanno la più pallida idea di cosa sia “Garden party”, anyway….!
Quando l’ho portata in tavola e ho detto “ Qui poi c’è anche una rilette di sgombro” con finta nonchalance cercando di darmi un po’ di tono blasonè :-) , mio zio mi ha guardato preoccupato e mi ha detto “ una che????”
e io “una rilette…” e poi non lo volevo dire ma ho aggiunto” una specie di mousse”
Un “ahhhhh” rilassato è uscito dalle sue labbra che tradotto voleva dire: stiamo tranquilli allora….
Anche perché anni fa avevo proposto , sempre a questo zio, durante un pranzo, un tortino di verdura e di miglio che lui aveva trovato buono ma quando aveva saputo gli ingredienti si era seriamente offeso e mi aveva detto “Ma come???? Mi dai da mangiare la roba che si dà ai canarini????”
Quindi era seriamente preoccupato della natura della “rilette” e probabilmente ha temuto si trattasse della pappa di Eu (mon chat egoiste !!!)
Marie Antoinette non ama troppo il pesce ma ha gradito, anche solo per il nome francais… :-)
E devo dire che ieri ha addirittura posato la sua regale corona per darmi una mano sia a servire che a sparecchiare…temo in arrivo glaciazioni improvvise da “The day after tomorrow”…
Ma forse è solo la mia cattiveria e ingratitudine a farmi parlare così : dovrei essere onorata del comportamento della petite reine che con grazia ed eleganza mi ha sparecchiato piatti e bicchieri persino con il sorriso sulle labbra…mah???
Potere della blasonata rilette???

Ingredienti:
2/4 sgombri (circa 1 kg)
timo (io avevo l'origano...)
alloro
50 gr burro morbido
1 bicchiere vino bianco
il succo di 1 limone
150 gr crème fraiche
1 mazzetto erba cipollina (che non avevo...)
4 scalogni
sale e pepe

accendere in forno a 210° (così dice la ricetta, io l'ho messo a 180°). lavare gli sgombri e metterli in una pirofila con timo (io,origano) scalogni tritati, alloro e bagnarli con il vino. cucocerli in forno per circa 15 minuti. fate raffreddare in un piatto :togliere la pelle, le lische, i profumi e schiacciate i filetti con una forchetta incorporando il burro morbido. salate e pepate  unite il sugo di cottura (io non l'ho fatto...) , il succo del limone, la crème fraiche e l'erba cipollina (che ci stava di un bene!!!ma io non avevo...) mescolare bene il tutto , schiacciare in una terrina e mettere in frigo per almeno 12 ore (conviene prepararla il giorno prima così sarà perfetta!)

domenica 12 settembre 2010

PESCE DE LUXE :-)


Mi capita di rado una full immersion nel lusso come ho fatto questo week end al mare. La meta? Ma Montecarlo,ovvio!!! ;-)
A parte il fatto che appena metto piede nel principato mi stupisco dell’ordine, delle cose belle che si vedono in giro e parlo di macchine, di barche, di persone, di case, di fiori, di giardini, …
Incuranti di ciò, moi avec mon fiancè e sa soeur, ci siamo fatti in giro di shopping (virtuale!!!) nei negozi blasonati del principato.
Quindi via libera da louis vuitton, hermes, prada e gucci…negozi nei quali vale la pena entrare non solo per guardare con desiderio ogni cosa ma anche per rendersi conto che esistono persone che tranquillamente comperano 2 borse per volta corredate di cintura e, why not, scarpa coordinata!
Appperò!!! Mi sono persa tra i foulards di hermes e se solo avessi avuto la possibilità di prenderne almeno uno, non avrei saputo quale scegliere ! da prada ho lasciato il cuore per un paio di ballerine con fiocco di vernice che erano fatte per me, giuro!!!
Alla fine mi sono tolta la soddisfazione di regalarmi qualcosa e allora siamo entrati da… “U”.
Qu’ est-ce que c’est? Direte voi ! Ma è un supermercato !!! :-) Qui ho trovato il sale rosa himalayano ad un prezzo accettabile e ho trovato anche le confezioni di farina dotate di lievito e di annessi e connessi per fare il pane ai cereali e il pan brioche!!!
Oltre a questo ho acquistato anche due o tre formaggi francesi di quelli belli tosti che vi “profumano” il frigorifero ( e non solo) per giorni!! Non sono stata abbastanza glamour??? Diciamo che ho voluto essere esageratamente snob :-)
Borsa di vuitton??? Banale! Un acquisto “al volo” da Cartier : esagerato! Qualsiasi cosa da Hermes? Bah, magari un’altra volta!
E con i nostri sacchetti di plastica verde siamo ritornati verso casa e dimenticando scarpe, gioielli e borse (bè, insomma , si fa per dire..) , abbiamo pensato di organizzare una bella cenetta …



Rientrati a casa la sorella della mia dolce metà ci ha gentilmente invitato da lei con la scusa che aveva proprio comperato quella mattina dei favolosi ravioli di pesce da cucinare con sugo di mare (un misto di pesce preparato dal suo pescivendolo di fiducia) e cozze alla marinara ! Cosa c’è di meglio di una bella pasta con pesce quando si è al mare? Se poi il clima serale regala anche una leggera arietta e si riesce a stare in casa senza buttarsi nella mischia estiva in compagnia di persone piacevoli, è ancora meglio !La location è di tutto rispetto : un portico riparato dal vento con vista sul mare tra gelsomini e bouganville , illuminato con deliziose lanterne e una tavola apparecchiata con gusto provenzale che regala colori che scaldano il cuore! Menu perfetto e ambientazione elegante e easy : ingredienti per una semplice cenetta deliziosa degna di un ristorante gourmand! La ricetta non c'è...nel senso che non l'ho preparata io, essendo ospite , quindi vi dovete accontentare della foto e credere alle mie parole: piatto delicato e buonissimo!!
Il tutto annaffiato da un fresco roseè provenzale , preso dal mio fiancè al mitico “U” , che ha completato l’atmosfera !
E’ bello stare insieme tra persone in armonia, scaldare l’amicizia con chiacchiere e un sano bicchiere di vino… e a ben pensarci tutte le belle cose viste nei negozi nel pomeriggio sarebbero state superflue…
Aveva ragione oscar wilde ad affermare : La felicita' non e' avere quello che si desidera, ma desiderare quello che si ha.

Certo che però quelle ballerine erano davvero carine….:-))))

giovedì 1 luglio 2010

PETIT DEJEUNER E BALLERINE...


Che cosa c’entra le petit dejeuner con le ballerine? C’entra, c’entra…soprattutto per un discorso di “francesità”…e di cose che mi piacciono…
Non voglio assolutamente discutere sulla simpatia o meno dei francesi, non voglio fare discorsi, sociali, men che meno politici…
Ci sono situazioni, oggetti, colori, che, non so perché, associo alla “francesità”.
E' un concetto molto personale non oggettivo, potrei non trovare “francesI” i ponti sulla Senna ma i tetti con sfondo di cielo grigio si , a prescindere dal luogo in cuI si trovino, oppure le librerie piccole sono per me “francesi” , così come le rare (dalle mie parti) sale da te.
Alcune vetrine allestite in modo particolare, alcuni colori, alcuni sapori, tipo il burro soprattutto, hanno in sè la "francesità".
Insomma niente di razionale, di scientificamente e geograficamente provato, frutto della mia mente… diciamo,...creativa! :-)))
Quindi parlare di petit dejeuner è il minimo! Primo per il nome così francesamente musicale e poetico e poi perché è il pasto che amo di più e che non potrei mai saltare, soprattutto per un problema di calo di zuccheri, quindi , durante la settimana , anche se di fretta è un appuntamento obbligatorio.
Ma il vero piacere della colazione esce in tutto il suo splendore durante le vacanze o durante il week end quando il tempo può scorrere più lento e ci si può permettere il lusso di un petit dejeuner come piace a noi. Basta poco per me : te o caffè , pane ,burro e marmellata come la colazione della foto che ho scattato in un delizioso bar di Nizza .
E magari un bel libro (il giornale no, mi mette troppa ansia oltre a sporcarmi le mani di inchiostro!!)
O una rivista patinata di cucina , arredamento, insomma quelle che di solito si comperano (che compro) e non si ha mai il tempo di leggere (che non ho mai il tempo di leggere) che si accumulano ,a volte , ancora cellophanate . Magari accanto alla persona alla quale si vuole bene , una presenza che allieta questo momento senza intaccare la pseudo solitudine della lettura . Una persona alla quale si può donare uno sguardo di affetto mentre si imburra una fetta o si beve un buon caffè. Una sorta di tempo sospeso fatto di silenzi (in questo momento doverosi), di sguardi, di gustose e dolci coccole sotto forma di torte e biscotti .
Ogni tanto fa parte del mio petit dejouner una torta che ho fatto la sera prima , oppure compaiono una serie di confetture nuove e particolari .
A volte ho il pane fresco fatto da me: alle noci, ai cerali, al latte : a volte lo abbrustolisco e lo spalmo di burro (quello speciale !!!) che si scioglie subito al contatto del calore del pane che lo assorbe diventando ancora più buono. Poi è il turno della marmellata che metto poca perché altrimenti mi sparisce il sapore del burro che voglio sentire…:-)
Queste sensazioni, questi sapori racchiudono nella loro raffinata semplicità l’eleganza che è insita nella piccole cose che rendono preziosi questi momenti.

Il mio quadretto sulla “francesità” termina con l’elogio alle ballerine , le mie scarpe “ufficiali” da …sempre, con leggera concessione ai mocassini…comunque mai tacchi (non sono in grado!!!)…e credo che da questa foto si capisca!!!


Quando tempo fa mi era preso il raptus da sistemazione armadio , mi ero dedicata anche alla sistemazione scarpe e le scatole erano quasi tutte “pretty ballerinas” una fonte inesauribile di colori, idee, fiocchi, fibbie, che rendono speciale e unico ogni modello!
Le ultime sono beige con fiocco di corda (per non smentirmi nemmeno sul colore!!!) ma ne ho adocchiate già un paio color lampone di camoscio, morbidissime!!! Un colore per me azzardato che però potrei concedermi per accendere di luce estiva i miei beige, bianco, grigio polvere…:-)
Vedrei bene l’abbinamento dei colori delle mie ballerine con altrettanti macarons (tipicamente francesi!!!) in tinta , dolci che mi fanno impazzire per la loro immagine (non ne ho mai mangiato uno e mai mi metterò a farli!)



Da queste parole (troppe???) forse traspare anche il fatto che sono in leggero stand by per quanto riguarda ricette e cucina e …
E’ un momento “strano”, non proprio facile …che passerà…
Panta rei!
Mi accingo a voltare un’altra pagina e ad incominciare un altro foglio bianco della mia vita…

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