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venerdì 30 settembre 2011

MA SARA' AUTUNNO??? SOTTOTITOLO: UNA RICETTA COME PRELUDIO

foto dal web qui e qui

Secondo me no:  sul mio balcone il fico d’india sta figliando, l'ulivo è un ‘esplosione di vitalità e i piccoli fiori bianchi del solanum non smettono di fiorire.


solo le erbe aromatiche patiscono un po’ dopo averci regalato profumi abbondanti, bè a parte il basilico che ancora prorompe…
Ma siamo proprio sicuri , sicuro di essere in autunno???
Per crederci un pochino ho voluto cucinare una ricetta da preludio autunnale .
Tra gli ingredienti , i fichi, che con i loro colori ricordano i boschi con la bruma, il freddo umido, il tappeto di foglie secche e regalano un dolce e ricco sapore che scalda .
E poi io adoro gli abbinamenti dolci/salati e questo lo è ma in modo discreto. Trovo che l’affumicato dello speck si sposi perfettamente con la crema di fichi e anche se non amo particolarmente la carne , questo piatto mi è piaciuto proprio tanto.

FETTINE CON SPECK E FICHI
(da Sale&Pepe di settembre 2011)
Ricetta per 4 persone:
8 Fettine di lonza di maiale (io ho usato la lonza ma potete usare quello che preferite)
8 Fettine di speck
10 Fichi
Olio
Sale
Rosmarino
Vino bianco

Mettete una fettina di speck su ogni fetta di carne fermandola con uno stizzicandenti. Nel frattempo mettere la polpa dei fichi in una ciotola e ridurla in purea.
Fate insaporire l’olio in padella con un rametto di rosmarino e una volta ben caldo, mettete le fettine di carne appoggiate dalla parte senza speck. Fate cuocere bene e poi le girate.
Una volta cotte le togliete dalla padella e le tenete al caldo. Nella stessa padella mettete la purea di fichi e due dita di vino bianco. Sfumate e salate pochino.
Rimettete le fettine in padella con fichi e fate saltare pochi secondi.

La foto di questa ricetta non c’è…l’ho bellamente cancellata sia dalla macchina fotografica che dal computer e non chiedetemi perché: non saprei rispondervi. Ho quindi messo foto rubate dal web per presentare gli ingredienti principali…
Il bello di questa ricetta è il tempo che occorre per prepararla: super velox e d’effetto, quindi anche senza immagini “vere” vi consiglio di farla.
Attendo le sere d’autunno , ho voglia di tinte sfocate, di colori soffusi. Ho voglia di sentire il profumo delle stoppie bruciate nei campi, ho voglia di mettermi un caldo maglione, ho voglia di scottarmi le dita per sbucciare le caldarroste, ho voglia di bere un bicchiere di vino rosso corposo e voluttuoso, ho voglia di leggere un “classico”, magari un libro di poesie nel quale trovare, una parola, un pensiero, un oggetto, una sensazione , per descrivere il mio stato d’animo…

Sono più miti le mattine
e più scure diventano le noci
e le bacche hanno un viso più rotondo.
La rosa non è più nella città.
L'acero indossa una sciarpa più gaia.
La campagna una gonna scarlatta,
Ed anch'io,per non essere antiquata,
Mi metterò un gioiello.


E. Dickinson


dal suggerimento di un'amica e per una giustissima causa, partecipo al contest della stefania:


contest (st)renne gluten free


martedì 12 luglio 2011

UNA CENETTA AL MARE...


Spesso mi ritrovo a fare i soliti piatti, primo perché m i piacciono e poi perché ci sono giorni in cui ho bisogno (più di altri) di…certezze.
Questo cake salato è una di quelle ricette di casa che amo preparare e che gratifica, sempre.
È una di quelle ricette very free, svuotafrigo ma anche “via libera alla creatività” e questo mi piace molto…oltre al fatto che la maggior parte delle volte questa sorta di quickly bread si possono mangiare sia caldi che freddi…insomma risolvono spesso aperitivi, antipasti, cenette easy tutto l’anno!
La ricetta base : del pane secco ammollato con il latte tiepido.
Le quantità sono, ehm, a discrezione…nel senso che la quantità di pane vi fa regolare il resto degli ingredienti .
Il risultato deve essere un composto comunque morbido e deve essere buono anche…da crudo: assaggiandone un pluc potete già avere un’idea di come diventerà da cotto e quindi può essere regolato strada facendo…insomma una sorta di work in progress che si concluderà con un perfetto cake salato o dolce.

L’ho fatto salato.
ho strizzato bene il pane e ho aggiunto:
un uovo
una confezione di feta
olive taggiasche
qualche cappero sottosale sciacquato
sale
pepe

Questo cake alle olive e feta mi ha completato una cenetta in terrazza, al mare. Le foto sono "azzurre" perchè le ho fatte al calar del sole e , anche se non sono stilisticamente perfette, mi piacciono proprio per questa tinta che sa ancora più di ...mare :-)


Un primo di pesce , veloce e gradevole e un secondo , sempre di pesce, alla griglia.
I gusti delicati dei piatti richiedevano una nota più caratteristica che questo cake ha saputo dare sposando il salatino della feta al saporito sapore (perdonate la allitterazione :-) ) delle olive taggiasche.
La pasta è una semplice zucchine e gamberi:
zucchine fatte rosolare con olio e aglio in padella nella quale ho messo , pochi minuti prima di scolare la pasta anche i gamberi. Ho salato e ho buttato la pasta al dente facendola “risottare” qualche minuto in padella.
Una bella spolverata di pepe , prezzemolo a volontà …et voilà, pronto!



I pesci erano dei branzini che si sono cotti da soli (o quasi...erano curati a vista dall'occhio esperto ed attento della dolcemetà, "the grigliaman" ) sulla griglia del barbecue… dalla foto sembrano un po’ bruciaticci ma vi assicuro che una volta spellati erano deliziosi!
Ripieni con un semplice trito di aglio, prezzemolo, pangrattato, sale e pepe ,una volta portati in tavola, puliti e conditi con un filo d’olio extravergine d’oliva, hanno sprigionato tutto il loro profumo …
Il cake è servito come antipasto mentre preparavo la pasta e come cosina da sbocconcellare durante la cena.
Il vino: un fresco rosè provenzale che è quello che ultimamente preferisco, leggero che sa di estate e di vacanza.
Mi ripeto, lo so, ma chiedo venia (sono anziana :-)  ), sempre più la vita mi dà conferme in questo senso: nelle piccole e semplici cose sta l’essenza della vita…un profumo, un colore, un sapore non elaborato , un piatto non complicato ma che regala attimi di vero piacere che diventa ancora più grande se è condiviso con le persone che amiamo…
Quella sera al mare , per me, è stata davvero una serata fantastica insieme a persone alle quali voglio bene ma mi ha regalato una gioia ancora più grande …sarà forse perché, udite udite, era presente anche la mia Marie Antoinette….???? ;-)

martedì 3 maggio 2011

DI MELANZANE, DI KARMA E DI GALLINE...


Melanzana serale perché la cena è slittata in là come orario e quindi la foto è una foto…crepuscolare o forse addirittura notturna…
Come capita a tutte , credo , si relega al post ufficio le mille incombenze da fare, commissioni che ci toccano. Oltre ad incasinarmi la vita inserendo nella lista troppe righe , sbaglio spesso le valutazioni cronologiche degli impegni presi e spesso accade che l’impegno nr. 1 per il quale avevo calcolato un tempo di circa 15 minuti si prolungi a…un’ora…e così via.
Se gli impegni sono legati agli orari dei negozi, sono fritta! Nel senso che oltre alle 19.30 non posso sforare a meno di gestirli al centro commerciale che, nella mia zona è unico e chiude alle 21.
Cenare alle nove non capita spessissimo ma è un’eventualità che mi ritrovo dover gestire più di quanto io abbia mai pensato. Dico questo perché albergherebbe in me lo spirito della gallina .
E per “spirito da gallina” intendo questo: mi pesa di meno svegliarmi presto invece che andare a letto tardi, tendenzialmente potrei cenare anche alle 17 (“con le galline” come si dice…) e andare a letto alle 20….
Insomma la mia vita sarebbe una sana vita da pollaio nella quale non mi farei mancare l’incontro a beccare e chiacchierare nell’aia con le altre amiche galline ! Orari consoni alla mia natura, stile di vita sano, in campagna, all’aria aperta…
Invece il mio karma, ha previsto che la mia reincarnazione non fosse nel mondo dei polli ma mi ha fatto reincarnare in una donna…bè che un po’ polla a volte è!!!
I miei orari campagnoli sono quindi una chimera : cene ad ore assurde e dopo cena tra lavatrici, stiraggi e….web (si, lo ammetto) faccio le ore piccole, piccolissime…
Al mattino vorrei stare a letto fino a tardi per riprendermi un po’, ma non si può e quindi si entra un po’ inconsapevolmente e un po’ no, nel circolo vizioso di vita frenetica, stressante, assolutamente al passo con i tempi!
Oltre ad essere arrivata a casa tardi avevo anche una fame da lupi che non poteva essere soddisfatta a dovere , avendo fatto la spesa di super corsa senza potermi concentrare come di solito ho bisogno.
Apro un’altra parentesi: ma non vi capita di andare a fare la spesa tutti, e dico , tutti i santi giorni???
A me si! Perché dimentico sempre qualcosa, o mi viene in mente di cucinare qualcosa di particolare e allora faccio le spese “poco serie” ,prendo le cose al volo ,senza logica, senza …studio.
Ecco , la sera della parmigiana NON avevo fatto una spesa “seria” , di quelle che ti senti soddisfatta, quella in cui compri tutte le cosette giuste e riesci anche a fare un pò di scorta (un mito!!!) e ti ricordi pure del prodotto che rende le tende bianche (quello che dimentico sempre) e …della sabbia del gatto (che per fortuna è spesso in giro altrimenti povero ….) che pesa una cifra e non mi piace comprare e quindi il mio inconscio la scarta a priori dalla lista.
Ho aperto il frigorifero e ho visto un’ottima confezione di melanzane grigliate surgelate. Inorridite pure, non mi formalizzo! :-)
Ho scongelato la busta  nel micro (non mi piace ma , a mali estremi….) ho preso una mozzarella, una confezione di pelati a pezzi, parmigiano, pan grattato, olio extravergine d’oliva, sale, pepe.
Questa è la mia versione light , quindi le melanzane non sono fritte :
nella pirofila ho messo un filo d’olio , poi ho messo le fette di melanzana, un po’ di pangrattato, poi i pelati, sale, un filo d’olio e la mozzarella tagliata a dadini e il parmigiano.
Poi ho fatto un altro stato di melanzane, sale, olio , pelati e parmigiano bello abbondante.
In sostanza ho fatto solo due strati di melanzane , in mezzo ai quali ho messo la mozzarella.
in forno a 180° per circa mezz’ora o fino a quando la superficie risulta ben rosolata.
Me le sono proprio gustate! Sarà stata la stanchezza ma mi sono proprio piaciute: era da tempo che non mi venivano così bene!!! Cotte al punto giusto, pomodoro non bruciato (eh, si perché a volte mi capita),mozzarella svenuta al punto giusto!
Ho pensato: bè, se fossi una gallina non le mangerei le melanzane alla parmigiana…quindi va là che questo giro di reincarnazione karmica non mi è andato poi così male!
Morale: meglio un uovo oggi che una gallina ….nella prossima vita! ;-)






mercoledì 16 febbraio 2011

PASTA CON LE TRIGLIE E UN PENSIERO DA "CAMBIO VITA" EPOCALE...:-)


Ultimamente le giornate che dedico a cucinare qualcosa di diverso e appagante sono il sabato e la domenica
Quindi riservo al week end ,non solo l’ispirazione ma , soprattutto l’esecuzione pratica delle mie idee culinarie.
Era da tempo che mi ero segnata di fare questa pasta. Ogni tanto sfoglio il mio quaderno in cui annoto tutto quello che vorrei fare…ricette e non solo…
Inoltre per sfoltire le pile di riviste di cucina, semel in anno, strappo le pagine che mi interessano e “compongo” dei book personali nei quali ritrovare le idee che prima o poi potrei cucinare.
Di questo refresh sono sempre contenta perché il risultato è visibile e lo spazio nella libreria è pronto ad accogliere nuove riviste in una sorta di ciclo infinito…
Questa è una ricetta super veloce e di grandissimo effetto, quindi perfetta per una cena anche importante oppure potrebbe sostituire degnamente anche la “aio&oio&peperoncino” : il tempo di esecuzione è lo stesso.
Solo gli ingredienti sono particolari, nel senso , che , di solito, io non ho le triglie fresche nel frigo…così come l’aneto fresco…
L’idea di provare proprio questa ricetta è arrivata però da una collega che ne parlava e ha fatto scattare in me la voglia di cimentarmi, finalmente in questo piatto.
Come dicevo cucino nei we , il perché è presto detto, o forse tanto presto non lo è….
Io e la mia dolcemetà viviamo in due case separate ma nei week end mi trasferisco nel suo castello e finalmente , senza stress, riesco ad avere ritmi e tempi normali .
Quindi viene meglio anche organizzare una cena tra amici o stare a cucinare insieme e godersi poi un bel film sul divano…lo so , niente di trascendentale per la maggior parte della gente ma, credetemi, a me, questo clima mi sa di “eccezione” e mi rilassa e mi fa venir voglia di mettermi ai fornelli tranquilla e serena…
Da qui (ma non solo) sta nascendo la decisione epocale di unire le forze e decidere per un'unica magione da condividere ( con mille beghe e problemi ma non è questa la sede per lasciar loro spazio) pur con tutte le paure e dubbi che mi attanagliano.
Sono un animale solitario e indipendente , morale: non sono una donna facile con la quale dividere la propria vita. L’ho ammesso, annunciato, scritto, sottoscritto quindi “uomo avvisato…” :-)
Pertanto il tempo che tanto ora mi manca per dedicarmi in modo rilassato ai miei interessi (leggi:soprattutto al mio blog!) è sostituito da valutazioni di preventivi di imbianchini, progetti di stanze, mobili da scartare o da implementare…così alle mille cose da fare si stanno aggiungendo anche queste, piacevoli per carità, ma impegnative , incombenze
Certo se mi volto indietro, abbino alla mie scelte importanti, grandi fregature ma…non importa , nella vita nulla accade per caso nel bene e nel male e con questa filosofia forse un po’ fatalista voglio affrontare il tempo che verrà.
E proprio immersa in questi pensieri da “cambio vita” ho cucinato questa pasta con le triglie semplicemente deliziosa e la sua ottima riuscita ho voluto leggerla come un buon augurio al mio futuro….

Ingredienti:
spaghetti alla chitarra
triglie pulite
uvetta ammollata
pinoli
capperi sotto sale
scalogno
aglio
aneto fresco
olio
sale

non posso indicare le quantità perché ,ho fatto tutto ad occhio e non mi sono annotata il peso delle triglie e degli altri ingredienti (ehm…ero nel castello e non avevo la mia pesa, il mio blocco per appunti, ecc…ecc…) gli spaghetti , per esempio, sono stati “pesati” a mano dalla dolcemetà…
ma sono sicura che ognuno di voi saprà tradurre il tutto in grammi, kg, pizzichi…
ho tritato lo scalogno ed ho schiacciato uno spicchio di aglio e li ho fatti soffriggere in una padella grande ,nell’olio (non siate tirchi, l’olio servirà per abbracciare e insaporire per bene la pasta che poi tufferete ) . Quando il tutto è ben rosolato di un bel colore biondo, mettete l’uvetta strizzata , i pinoli e i capperi e quando i sapori si saranno ben armonizzati regalando all’olio un sapore nuovo, ecco che entrano in scena le triglie : adagiate i filetti (prima dalla parte della pelle) e dopo pochi minuti li girate . non mescolate, lasciate i filetti interi che saranno cotti in 5 minuti quindi salate e spegnete.
Nel frattempo avrete portato a bollore la pasta con il sale e tuffato la pasta. Io ho scelto gli spaghetti alla chitarra perché rimangono al dente e trattengono bene i sughi ma il modello di pasta da utilizzare è…libero.
Quando scolate la pasta riaccendete il sugo e tuffatela in padella. A questo punto potete amalgamare il tutto “rompendo” anche i filetti di triglia.
Servite con aneto fresco tritato.
Mai citazione fu più appropriata per descrivere questo piatto:

“La semplicità è la sofisticazione suprema
Leonardo da Vinci

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