Visualizzazione post con etichetta simpatiche manie. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta simpatiche manie. Mostra tutti i post

lunedì 31 marzo 2014

SSSSTTTT ...SEGRETO: HO UNA PUSHER CHE....

foto by my cell

Ebbene si sono entrata anch’io in un circolo vizioso da vera perdizione.
E come ogni vizio che si rispetti ho bisogno di un pusher anzi di UNA pusher…
No, non pensate male per carità…però sappiate che sto per raccontarvi una storia di vera dipendenza…
Un bel po’ di mesi fa, ero stata trasferita , per lavoro a Milano.
Nuove abitudini, nuovi orari, nuovi luoghi.
La zona non era centrale e quindi intorno a me più che altro uffici , no negozi , no barettini.
Ma un ‘edicola c’era ( e c’è) e questo è stato il luogo dove tutto è iniziato…
Mi ero fermata per acquistare una delle mie solite riviste di cucina che acquisto non tanto perché la ritengo eccellente ma perché è bella come “oggetto” , sa rinnovarsi e la prendo da anni…quindi le sono affezionata, vabbè lo dico è “Sale&pepe”…
Acquisto anche riviste per il mio ipad ma devo confessarvi che proprio non mi trovo : la cucina io la voglio sotto forma cartacea, non c’è storia.
Quando ho visto in bella vista, in questa edicola, “Elle a table” (una rivista mio mito alla quale ero abbonata su ipad) mi son detta : “non è possibile! Cartacea : la voglio! “
L’ho subito presa  e visto l’argomento dei due giornali acquistati , la chiacchiera con l’edicolaia è stata automatica.
E’ nato un simpatico feeling che si è concluso con un accordo: la signora mi avrebbe tenuto da parte 
Gli “Elle a table” a venire …

foto by my cell prima di dormire  : notare lenzuola corallo, una pazzia cromatica che mi devo ancora spiegare ,ma perfette con i colori della rivista ;-) !!!!

E così  mese dopo mese (anzi ogni due mesi perché la rivista francese esce ogni due mesi mannaggia!) la simpatica signora si ricordava di me e mi procurava il “mio” Elle a table…
Finchè un giorno dopo avermi dato le mie riviste ,con fare circospetto mi guarda e mi dice :
“senta ma…questo lo conosce?”
E sfila da sotto il banco un mitico “Saveurs”!
“No, non lo conosco, o meglio …non l’ho mai letto”
“Ma non è possibile! Questo è bellissimo! Lo sfogli….”
E già sapeva di avermi catturata con quest’esca dorata…
Inutile dirvi che all’abbonamento di Elle a table ho subito aggiunto quello di Saveurs.

Alla sera avevo sfogliato questa rivista che, ammetto, è davvero molto ma molto bella , ricca, fatta bene, originale e ha spesso una sorta di numeri speciali che avevo subito ritenuto impedibili.
Il giorno dopo ero ripassata  dall’edicola e avevo aggiunto anche l’abbonamento dei numeri speciali…
La pusher aveva stra vinto, oramai ero nelle sue …spire!
Ma siccome il destino è beffardo  ( e crudele!) era pronto per me un altro bel trasferimento in ufficio ! Niente di carino e appagante, anzi! Dovevo lasciare Milano e ritornare in sede (finchè dura…)…Quindi nella big apple nostrana ci sarei dovuta andare ogni tanto , perdendo la quotidianità alla quale mi stavo abituando ma soprattutto perdendo i contatti con la mia pusher!!!
Dopo questa notizia , ero subito andata a riferirle il tutto.
 Ci siamo scambiate i numeri di cellulari e lei , gentilissima mi dice:
-ma io le riviste gliele tengo lo stesso da parte. Quando verrà a Milano le verrà a ritirare …non si preoccupi.-
E io: - ma ci vorranno magari settimane….-
E lei:  - Non si preoccupi, le sue riviste gliele curerò io….-
E così è stato. Quando arrivano lei mi manda carinamente un sms con tanto di foto della copertina e io mi invento mille scuse per passare di lì…

Per l’ultimo “Saveurs” (proprio della scorsa settimana) ho deciso di farle una tortina , una semplice crostata…
Ne avevo fatta una grande per la famiglia e ne ho preparata una piccola per lei : l'ho fatta con la marmellata di more che profuma di primavera , secondo me ... 


foto by my cell

Lei si è quasi commossa e con occhi furbetti  ... ha sfilato da sotto il banco un’altra rivista francese di pasticceria , molto proffescional….con dolci da urlo…("Patisserie")
Secondo voi cos’ho fatto??

foto by my cell : sedile della macchina con riviste appena acquistate (me felice) 

Certo che si! Ho  preso anche quella …e temo che ce ne saranno prossimamente delle altre …
La mia edicolaia pusher mi ha parlato di riviste di food inglesi, australiane…insomma …mi preparo a fare un leasing per i miei prossimi acquisti da lei !

Se cucino poi qualche ricetta ??? Mah,…per ora ho preso molti appunti, ho messo tanti post-it tra le  pagine, ho migliorato il mio francese  e me le sfoglio alla sera prima di dormire per rilassarmi : sono meglio della tisana!
Quando riuscirò davvero a cucinare qualcosa vorrà di dire che :
 A) magicamente avrò trovato il tempo per farlo
 B) sarò riuscita a decidere che ricetta fare
 C) Sarò riuscita a riprendere i miei ritmi culinari che per mille e          più motivi si sono allentati
 D) Mi sarò rilassata 
 E) Avrò circa 80 anni …


In attesa di tutto ciò mi faccio una cultura di riviste di food internazionali ! E' sempre interessante e costruttivo ampliare i propri orizzonti, anche se tra il dire e il fare...
Ma non mi sento frustrata , per ora. Confido in un futuro tra forni e fornelli e immense librerie culinarie dove riporre con ordine e metodo tutto questo grande sapere che sto ...collezionando!



giovedì 21 novembre 2013

FRITTATA CHE SI CREDE UNA TORTA E...VOGLIO QUELLA BORSA!!!


È da tempo che non riesco a dedicarmi ai fornelli come vorrei…e quindi spesso cucino velocemente senza potermi permettere ricette blasonate da copiare a parte il discorso Starbooks (grazie di esistere) che mi regala momenti di immensa felicità nei quali posso ritornare la donna in cucina che ero…
Anyway…
Le rare volte che ho la cucina libera è difficile io abbia il tempo per “sfogarmi” e quindi mi ritrovo ad inventare piatti veloci e “parodiani” J…(n.d.r. : da Parodi) 
Come è stato per questa frittata che si crede una torta! Quandol’ho sfornata ho pensato ad un dolce mentre invece… 
Premetto che non sono una donna da ”secondi”. Amo fare tutti i tipi di dolci , poi arrivano i primi piatti e gli antipasti/assaggini/mise en bouche .
Ma i secondi proprio faccio fatica anche a pensarli. Unica eccezione :le verdure .
Apro il frigo sconosciuto, cerco di capire cosa c’è…pochi gli ingredienti famigliari ma controllando meglio ne trovo qualcuno  che chiede di essere utilizzato J ….
Ed ecco quindi che mi trasformo in una parodi per di più svuotafrigo (attività, quest’ultima, che amo tantissimo e mi dà una soddisfazione indicibile)
Un po’ mi vergogno a postare una ricetta così con tutto quello che si vede ultimamente sul web, ma ho sempre detto (e lo ribadisco) che questo mio blog è umile e senza pretese …si parla di cucina ma soprattutto con il cuore e senza sedersi su nessuna cattedra…J anzi!
Prendo 6 uova , un avanzo di gorgonzola , un avanzo di parmigiano.
Mi trasferisco nel reparto freezer e prendo (ebbene si, inorridite pure ) un sacchetto di cuori di carciofi surgelati che per preparazioni come queste son perfetti.
ed ecco le dosi per questa ricetta  molto creativa :
 
Ingredienti:
 
6 uova
 
Un pezzo di gorgonzola (sarà stato un etto) o usate qualsiasi formaggio vi piaccia nella dose che più vi ispira (trattasi di ricetta creativa …vi avevo avvisato) però deve avere carattere per contrastare il “dolce” dei carciofi
 
2 cucchiai di pane grattugiato
2 cucchiai di latte
2 cucchiai di farina autolievitante
(n.d.r. : i 2 cucchiai non sono studiati, né fanno parte di proporzioni doverose, come dicevo è una ricetta creativa e quando preparavo questa frittata mi sembrava che i 2 cucchiai fossero la dose giusta )
una confezione di cuori di carciofo surgelata (circa 300 gr)
 
aglio
 
olio extravergine di oliva
 
sale
 
mandorle
 
per prima cosa dovete far stufare i carciofi: olio + aglio in una padella . aggiungere i carciofi. Far cuocere per 5 minuti a fuoco vivo e poi coprire abbassando il fuoco.Salare alla fine . Non dovrebbero attaccarsi perché, essendo surgelati, rilasceranno poco per volta l’acqua  “inside”.
Dopo circa 20 minuti dovrebbero essere cotti (verificate! Non c’è niente di peggio di un surgelato cotto poco!!!) e fate raffreddare
Nel frattempo sbattete le 6 uova in una terrina e aggiungete : il formaggio a pezzi grossolani, il latte, il pane grattugiato, la farina, un pizzico di sale.
Trasferite questa "pastella" in una teglia (io pirofila , diametro 24 cm) rivestita di carta forno.
Quindi mettete gli spicchi di carciofo  a raggiera o come preferite.
Una spolverata di parmigiano e una ,abbondante, di mandorle tritate grossolanamente.
Forno a 180° per mezz’ora (controllate. Ogni forno ha i suoi tempi…)




 
 
La frittata , credendosi una torta, lieviterà anche un pochino aiutata dalla farina autolievitante e diventerà più “densa” inventandosi una consistenza simile ad un cake salato ma molto, molto più morbido…
Le mandorle ci faranno credere di decorare una torta  che sa di autunno e quando la sforneremo,  anche il colore, caldo, abbrustolito,  ci rimanderà a ricordi dolci … 
 
Tempi di realizzazione : al max un’oretta tra tutto. Quindi direi ottima per le serate in cui, post lavoro, si arriva trafelate e magari, con poca voglia di cucinare.
 
Se proprio non abbiamo gli ingredienti , una scappata al super vicino casa riusciamo sempre a farla  …come riusciamo, “per esempio”,  a far stare la corsa nel negozio del centro in cui abbiamo visto una borsa che dobbiamo assolutamente comprare anche a costo di presentarci un minuto prima della chiusura …per sentirci dire che proprio oggi ...l’abbiamo venduta signora!
 

Ma come???? Ma forse la riassortiremo però son borse particolari…non sappiamo..
e uscendo quasi con la morte nel cuore per non avere la borsa tra le mani , ci avviamo verso casa dove troveremo la realizzazione solo cucinando in tempi brevi questa frittata che si crede una torta con in mente la borsa che, mannaggia, non è nostra….ma domani sera post ufficio ripasseremo, vuoi mai che l’abbiano riassortita???



giovedì 10 maggio 2012

INVIDIA :-) IN INSALATA ..."STRANA"


Voglia di estate, di piatti freschi e colorati senza essere chiassosi .
Fino a che il tempo tiene (pare in arrivo ancora freddo e tempo così cosà) ecco una bella idea per un’insalata particolare che a me piace tanto.
La preparo da anni , da quando la mia amica rita me l’aveva “raccontata” e da allora è diventata la mia insalata “strana” J
Ingredienti:
indivia belga
noci
uvetta passa ammollata nell’acqua
sale
pepe (se vi va)
olio extra vergine di oliva 
preparare le insalate è la cosa più semplice del mondo e le quantità dei singoli ingredienti è a discrezione e secondo i proprio gusti.
Io amo tantissimo il binomio dolce/salato e quindi abbondo di uvetta che ben contrasta l’amaro dell’indivia e il condimento salato.
Noci: anche qui mi piace abbondare perché quel senso croccantino che ti capita in bocca arricchisce ancor di più il sapore.
L’indivia va tagliata a striscioline fini per rendere il piatto …chic! J
È un’insalata che non teme il tempo e con questo intendo che , se anche la preparate e condite un po’ prima , diventa ancor più buona perché gli ingredienti , nel frattempo, fanno amicizia e si amalgamano ancor meglio!
La foto è stata  fatta usando un banale tagliere di legno chiaro ma ho da tempo una sana invidia  causata  dalle  bellissime tavole dipinte di bianco decapato, azzurro polvere, rosa cipria che vedo tra i blog…figli di uno stylist sempre più accurato e glam!
Mi sono già “schedulata” in agenda un giretto al bricocenter per farmi tagliare  rettangoli di assi (plurale!!! Non uno solo!!!esagerata!!!)  di legnaccio e ho già preso nota delle nuances di colore che vorrei prendere per dipingerle.
Oltre a questo senso di inadeguatezza per il mio  style life ci aggiungo anche quello per la tipologia di “ricette” che posto…Mi prende  la vergogna per quello che propongo  davanti ai piatti che vedo nei blog per nulla inferiori alle opere dei grandi chefs !!! ma come si fa a cucinare tutti i giorni , o quasi, prelibatezze del genere ??? come fate??? Qual è il segreto???
Io da tempo completamente assorbita dal mio schifo di lavoro (che mi prosciuga ogni energia vitale senza la minima soddisfazione…ovvio, ma che ve lo sto a dire????) faccio fatica a cucinare anche una semplice pasta in bianco!!!

Quindi mi piacerebbe sapere quando andate a fare la spesa , come fate a calcolare perfettamente ingredienti , quantità, programmazione piatti e soprattutto quando cucinate , quando preparate croissants che devono lievitare 14 ore, quando preparate la sfoglia che va tirata a dovere, quando mi cucinate pesci, carni, verdure  protagonisti di ricette blasonate e  impegnative, quando preparate ravioli, pasta fatta in casa , quando mi fate  i capolavori in pasta di zucchero che mi incanto a vedere ??
È la mia invidia che parla : quando?????????:-)
Io che se compilo liste per la spesa dimentico sempre qualcosa e spesso proprio l’ingrediente principale del piatto che volevo fare!!! Per non parlare della “programmazione” dei miei piatti…
“stasera, cascasse il mondo, cucino ! arrivo a casa, doccetta , non guardo in faccia a nessuno e mi chiudo in cucina (nemmeno il gatto voglio!) e …creo!”
Immediatamente arriva la telefonata o la mail.
“stasera ci sono i ragazzi a cena  e , dato che dopo c’è la partita magari viene anche qualche loro amico, va bene???”
E subito dopo, ecco l’sms:
“mamy stasera ci sono a cena! Dopo viene anche l’arianna così ce la contiamo un po’ su tranquille”
Serie di faccine con sorrisi e cuoricini …che mi fanno sciogliere!!!
Quindi la mia serata pseudo solitaria (perché solitaria davvero non lo è mai) , diventa una serata con minimo 5 persone a cena, 1 cane e 1 gatto (che ogni tanto litigano )
La cena diventa una cena per gggggiovani J quindi : patatine, pasta con sughi easy, spiedini, bistecche impanate …
La cena 90 volte su 100 non la preparo io , a me tocca il riassetto post cena…
E la poesia , l’ispirazione da chef  svanisce, si volatilizza e io mi ritrovo, dopo aver sistemato tutto , ad accendere il mio computer o ad usare il mio blasonato ipad J e a guardare con invidia benevola i vostri blog perfetti, ricchi , interessanti, fashion….e allora vado in cucina e, disperata,  mi mangio…una fiesta!!!
E non va bene…………..
J
verde invidia

domenica 26 febbraio 2012

MUG PANTONE : UN COLORE,UNA COLAZIONE PER OGNI GIORNO DLLA SETTIMANA...



tutte le foto sono prese dal web


Da sempre adoro i mug, da sempre adoro i “pantoni”…io mi perdo a guardare qualsiasi pallette di colori in armonia, in tinta, sfumature in crescendo o in…diminuendo J
Quindi come non farmi catturare da queste bellissime tazze…per darmi una scusa per acquistarne ben 7 J, ho pensato di destinarne una per ogni giorno della settimana .
Ogni giorno ha un colore, un umore, un sapore,un profumo….




LUNEDI’ : bè, che colore poteva avere questo giorno per una lunatica come me? Nata di lunedì ma è un giorno che proprio odio, la sindrome da inizio settimana mi colpisce puntuale e quindi ecco che scelgo un grigio per il mug del lunedì…pur essendo uno dei miei colori preferiti, un colore che indosso spessissimo .Incarna bene anche  il colore del  mio umore di lunedì…colazione??? Super velox…un caffè macchiato e via…




MARTEDì : azzurro polvere…la nebbia dell’umore si dipana lasciando intravedere un azzurro appena accennato a significare che, ebbene si, hai preso coscienza che la settimana è partita, che devi fartene una ragione…nello stesso tempo si sta infondendo quasi una piacevole speranza che qualcosa di carino succeda in questa settimana agli albori. Colazione: un caldo tè e magari qualche dolce biscotto preparato la sera prima , perché oggi si ha bisogno di coccole...

MERCOLEDIì questo giorno non mi piace per la durezza del suo nome ma è indubbio che rappresenta un po’ la metà del cammino .Ci vedo bene un bel color zafferano che mi sa un pò di deserto…si perché sei a metà della settimana ma la faccenda è ancora lunga e di oasi all'orizzonte non ne vedo...
Colazione : un bel cappuccino schiumoso e ricco ma abbinato ad uno yogurt leggero ,magari con qualche fiocco di cerale…

GIOVEDI’ : e qui siamo davvero al cuore della settimana , ed ecco la scelta della mia palette cadere su un bellissimo color corallo. Non amo il rosso ma questa tinta ,invece, mi piace tantissimo.
Se scarto quindi un cuore rosso fiammante approvo a mille invece un cuore corallo, che ha in sé anche un po’ di…memoria del mare…
Colazione: tè verde e una fetta di torta al limone con glassa bianca dolcissima …toni agrumati che sposano il corallo per un’illusione di estate…



VENERDì: bè, qui si va alla grande! La discesa è di quelle ripide e mi immagino quelle strade di montagna tutte curve , ma in discesa !!! Mi vedo immersa nel verde! Ed ecco il colore della speranza tingersi di toni trendy e il mio  mug diventa color pistacchio…
Colazione : oggi caffè d’orzo con fette biscottate e la marmellata magari regalo di un’amica , di quelle profumate e originali : alle mele e menta…buonissima e fresca …


SABATO:  si ha voglia di fare , di lasciarsi andare, di esagerare. Perché non scegliere una tazza fucsia??? Una tazza da Paris Hilton per concedersi una colazione frou frou , senza tempo, comodamente sedute magari sfogliando una rivista patinata easy e ricca di immagini da sogno
Colazione: come rinunciare ai muffins con creme burrose e decorati con codettes di cioccolato fondente???un cappuccio con cacao completa il sabato mattina,  esagerato preludio di una serata mondana…forse…
DOMENICA: il mio non colore preferito è il bianco ma il mug della serie pantone bianco, mi sembrava proprio uno spreco e allora alla domenica ho dedicato questo tono…turchese tiffany che mi piace molto…mug perfetto per una cioccolata che ,con il suo marrone scuro, regala l’abbinamento giusto che dà quel tocco di pacata eleganza al petit dejeuner domenicale…deliziose brioches, marmellate varie e un libro da assaporare insieme a queste  dolcezze su una tovaglia retrò…

e poi...si ricomincia
buona settimana












martedì 13 settembre 2011

SE IL BUONGIORNO SI VEDE DAL MATTINO...



Ovviamente al mattino non ho tempo da perdere anzi. Faccio sempre più fatica ad alzarmi e poi devo fare le corse per arrivare in ufficio ad un’ora , quantomeno, decorosa!
Stamattina alle solite “cose da fare” se n’erano aggiunte due : fare la foto alla torta (anche perché sarebbe stata la mia colazione e quindi l’avrei tagliata e mangiata…) e doccia&capelli che pigramente avevo saltato la sera .
Tempo a disposizione: un’ora o giù di lì.
Mi sono svegliata alle 6 e , come faccio sempre, rimanendo a letto , ho iniziato a programmare la giornata : foto, trucco e parrucco, look della giornata…
Ho pensato a come ambientare la foto, come farla, che oggetti recuperare, se farla con il cellulare o prendere la super blasonata macchina fotografica della dolcemetà (che non so usare…), poi ho pensato a come mi sarei vestita….si lo so è da paranoia, molto da paranoia….ma io mi devo alzare a devo avere già un’idea di come mi agghinderò. Lasciamo perdere che nove volte su dieci la camicia che voglio mettere è da stirare da lavare e dato che me ne accorgo al momento della “vestizione” scatta automatico il panico da look , proprio come questa mattina.
La causa scatenante? Un semplicissimo abitino nero, scollo tondo , maniche a tre quarti, corto il giusto, che avevo deciso (nella mente) sarebbe stato perfetto per oggi , visto che , in pausa pranzo vado(PURE!) in palestra e non voglio complicanze nello svestirmi e rivestirmi (il tempo, come sempre, è cronometrato!)
Ma …sorpresa! L ‘abitino nero non si trova . dove sarà? Sta a vedere che l’ho lasciato al mare, si, è proprio così. Ed ecco che …ha inizio il delirio che mi vede aprire armadio e cassetti guardare disperata il tutto e pronunciare la fatidica frase “ …sgrunt, non ho niente da mettermi!!” segue un tornado di cambi, degno di un backstage di una sfilata di haute couture.
Magliette, pantaloni, gonne, cinture, abiti e anche scarpe (da abbinare, of course!) intorno a me che , disperata, mi sento inadeguata in ogni capo che indosso, oltre a continuare a guardare l’orologio per rendermi conto che il tempo passa inesorabilmente e dovrei darmi una mossa …
Invece di decidere in fretta, tutto si complica per la disperazione legata alla mia persona del tipo: sono grassa, non sto bene con niente, guarda che fianchi, guarda che rughe, odio il mio doppio mento che mi invecchia di cent’anni (come minimo!), come sto male con ‘sta gonna, che schifo ‘sti pantaloni…e così via fino a quando mi accorgo che , per fortuna, ho già fatto la doccia ma, per sfortuna, non ho ancora asciugato i capelli….
Lascio in stand by scelta look e corro in bagno per il secondo delirio della mattina: i capelli.
Ho sempre invidiato chi con un colpo di spazzola e un giro di phon è perfetta…onde che cadono morbide dove vuoi tu, capelli dritti e lisci naturalmente…i miei capelli sono né lisci né dritti ma sicuramente crespi e sicuramente pieni di rose in posti assurdi. Se li asciugo naturalmente potrei sembrare la sorella gemella di maga magò (ma lei sarebbe la sorella bella) , se tento una piega è sempre una sorpresa. Potrebbe uscirmi perfetta o un disastro, la mia capigliatura non assicura nulla, dipende …dal tempo, dall’umidità, dall’umore (forse), da non so cosa….
Stamattina , avendo approcciato al phon con già una discreta carica di stress, i miei poveri capelli ne hanno risentito regalandomi uno pseudo carrè scalato (bel taglio, per carità) mosso dove non doveva essere, piatto dove non doveva essere ma uniformemente crespo :-(
Esco dal bagno e ripiombo in camera , guardo il delirio di vestiti sul letto....oh perdincibacco (no, non ho detto così….) le foto!!!!!!
Vado in cucina , guardo la torta già tagliata perché …già mangiata…anyway…
Prendo il cellulare così faccio prima….impossibile ! Troppa poca luce ed escono solo foto mosse …sento i capelli che si stanno increspando sempre di più…
Corro a prendere macchina fotografica super mega tecnologica professionale e riprovo…accendo computer per scaricare i miei capolavori e controllare esito …su 15 foto 3 sono a fuoco le altre no, no comment…
Mi prende lo sconforto: ok le foto vanno bene così…
Carico foto su chiavetta, spengo computer, ritiro macchina fotografica…
Ritorno in camera, guardo orologio: gasp!! tempo scaduto, da un bel po’ !!!!!
Scelgo d’istinto : si è lui, come ho fatto a non pensarci prima!!!L’abito di Michelle Obama !Eh, si, scusate se ho comperato un abito (fondo nero con pois beige e bluette ) uguale a quello indossato dalla first lady americana durante un intervista in tv, precisamente al Today show della nbc. Lei lo portava con cintura corallo (inclusa) io l’ho tolta. È un abito comodissimo, simpaticamente romantico, perfetto con ballerine o sandali super semplici .
Preferirei sentirmi Jackie ‘O (che è una delle mie icone preferite) ma anche la Michelle mi va bene…esco finalmente da casa in super ritardo, prendo la macchina , “ acc…ma com’è sporca qui urge lavaggio” (ehm…un’altra mia mania, la macchina pulita!)
Salgo, accendo e mi dirigo in ufficio. Lungo il tragitto c’è un autolavaggio, che faccio???
Bè, tardi per tardi…
Arrivata in ufficio (non dico quando…) con macchina lucida e splendente e vestita da first lady sono soddisfatta e , finalmente, rilassata…
Bè rilassata è una parola grossa….tanto che mi stavo bellamente dimenticando della

TORTA YOGURT E MARMELLATA DI PRUGNE
(unità di misura : il vasetto dello yogurt)
yogurt intero naturale: 1 vasetto
olio di semi di mais: 1 vasetto
zucchero semolato fine: 2 vasetti
farina 00: 3 vasetti
uova: 2
marmellata: 2 o 3 cucchiai
latte: 1/3 di vasetto
lievito vanigliato: 1 bustina

Accendete il forno a 180°. Imburrate e infarinate uno stampo da plumcake. Versate in una ciotola lo yogurt, l'olio, lo zucchero, la farina setacciata, le uova intere e il latte. Lavorate con lo sbattitore elettrico finché il composto non è ben gonfio. Aggiungete il lievito setacciato e mescolate bene. Vesate nello stampo , mettete le cucchiaiate di marmellata e girate con un cucchiaino formando dei pseudo disegni a spirale, in modo da distribuirla, in ordine sparso, nell’impasto . infornate subito. Cuocete per 35-40 minuti e lasciare raffreddare su una gratella.

p.s.: doverosa precisazione , giusto per ridimensionare il tutto : l’abito è di una catena low cost : H&M, ! :-)

domenica 23 gennaio 2011

RISOTTO CON ASPARAGI E SCAMPI...

Non so perché ma è un periodo che mi ispirano i risotti…sarà che l’inverno mi sembra la stagione più appropriata per cucinarli, sarà che mi sembra di trovare glia abbinamenti perfetti ….
Questa ricetta però è stata, in parte, ispirata dal Simone (si, il Rugiati) che ogni tanto guardo alla tv quando sono ospite da chi ha sky (trad.: quando vado dalla dolcemetà). Il Simone ha utilizzato questo brodo per una ricetta con il cous cous e, forse , le seppie, non ricordo…io l’ho copiata e leggermente modificata solo per il tipo di pesci utilizzati.
Ero convinta che questo brodo fosse troppo forte e sapesse troppo di pesce…eh, si perché io sono una di quelle persone che ama il pesce che…non sa di pesce. Non so se ho reso l’idea ;-)
Altra ispirazione è stata la quantità industriale di riso presente nella dispensa della dolcemetà.
E qui è doverosa una spiegazione:
Durante le feste di natale , tra le mille cose interessanti che ho fatto (????) ho anche tentato di sistemare un po’ cassetti e armadietti della di lui cucina…per prima cosa ho notato che non esisteva assolutamente nessuna regola fissa di stoccaggio merci . Per esempio : il caffè.
Una volta può essere messo nell’armadietto in alto a destra insieme a sale, pepe, olio …e un’altra volta messo nel cestello in basso a sinistra dove c’è la pasta…oppure, why not?, appoggiato “ma solo momentaneamente (????)” sopra la cappa , nel mobiletto dei piatti….
Sono entrata in panico totale! Io non sono assolutamente ordinata ma per alcune cose sono super maniacale e la sistemazione cucina è una di queste….
Mai e poi mai metterei il caffè con sale e olio! Il caffè lo associo al dolce e quindi lo metto tra gli zuccheri, granelle di nocciola, lieviti per torte …insomma tutto ciò che ha a che fare con preparazione di torte & c
Per contro il the, che a ben guardare, potrebbe essere messo insieme al caffè…lo metto vicino a biscotti e tortine , alle tisane e ai mieli.
È vero ognuno ha le proprie idee ma , almeno , dico io, mettere le provviste sempre allo stesso posto in modo da accorgersi se ci sono scorte o meno…per quanto riguarda ,ad esempio, il riso ne ho trovati, sparsi per la cucina , ben 6 kg, per un totale di 6 confezioni ubicate a volte nel cestello della pasta, a volte nel ripiano delle patatine, salse e schifezze varie, a volte dove capita….
Con voce assolutamente NON amorevole ho intimato : per un po’ di mesi togliere dalla lista della spesa la parola RISO !
Inutile dire che la risposta è stata “ehm…ma quale lista?” ma lasciamo stare le liste perché questa è un’altra storia!
È stato un pomeriggio molto difficile perché quando io entro nella fase “voglio sistemare il mondo” non mi ferma nessuno e non solo smonto , ricolloco, cambio idea , non sto ferma un attimo ma non sto nemmeno zitta , commentando di continuo.
Insopportabile io, stoico lui : è riuscito a non alzare nemmeno la voce, io mi sarei mandata a stendere! :-)
Ma il risultato mi ha soddisfatta: armadietti divisi per “categorie” e cassetti “monotematici” organizzati e ordinati!! Non sono arrivata a stoccare per ordine alfabetico come faceva il protagonista di “Turista per caso” ma c’è mancato poco!!! :-)
Fare il riso alla sera è stato d’obbligo aiutata anche da quel caro ragazzo del Simone , un po’ fuori di testa ma simpatico( e se avessi “qualche” anno di meno credo farei pazzie per uno così ) che con la sua ricetta mi ha ispirato !

Quindi ecco qui gli ingredienti
Per circa 4 persone
500 gr riso carnaroli
1 mazzetto di asparagi (siamo , cioè la dolcemetà, è riuscito a trovarlo fresco ma vanno bene anche quelli surgelati…ubi maior…)
un tot di scampi

un tot di cicale
sedano carota cipolla

sale


Per il brodo: sedano , carota e cipolla tagliate a tocchetti e fatte rosolare con burro e olio. Poi aggiungere le cicale , le teste dei gamberoni e far rosolare ancora qualche minuto dopodiché mettere l’acqua fino a coprire il tutto. Far cuocere per circa un ora abbondante. Salare a piacimento.
Cuocere gli asparagi al vapore e tagliarli poi a tocchetti.
Pulire le mazzancolle.
Per il risotto: burro e olio in una padella in cui far tostare il riso. Quindi sfumare con un bicchiere di vino bianco e iniziare poi a cuocerlo con il brodo . Dopo 10 minuti di cottura aggiungere gli asparagi e 5 minuti prima della fine cottura aggiungere le mazzancolle.
Il riso sarà cotto dopo circa 20 minuti ma conviene sempre assaggiarlo. Io lo amo al dente e il confine tra la cottura che ritengo ideale e quella che me lo rende “scotto” è minimo…
Non ho aggiunto formaggio (parmigiano) ma nessuno vieta di farlo : de gustibus…
Il brodo di pesce mi ha dato proprio soddisfazione : delicatissimo ma saporito al punto giusto e soprattutto perfetto per questo riso che ci ha regalato un gusto elegante e raffinato con l’armonia perfetta dei sapori,
Inutile dire che al momento di ritirare il rimanente ½ kg di riso ho sfoderato il peggio che, a volte, c’è in me , domandando :
“dove deve essere messo il riso?” assumendo toni e atteggiamenti da perfetta maestrina della penna rossa.
risposta con risatina “ devo proprio dirtelo???”
è inutile , la sindrome da goliardico peter pan non lo abbandonerà mai…e io che impazzisco per i tipi intellettualoidi e super seri! :-)
ma forse me la sono andata a cercare....;-)

domenica 12 dicembre 2010

A MILANO DA LADURE'E...


Lo so che sul web ci vuole discrezione. Va bene condividere , fare un po’ di sano outing ,ma nei giusti limiti. Questa volta però non posso resistere devo descrivere un’esperienza importante…la mia prima volta con Ladurée !!! anzi se proprio devo dirla tutta la mia prima volta con il macaron di Ladurée!!! ;-)
Da tempo ero venuta a conoscenza di questi dolci che avevo ammirato nel film “Marie Antoinette” della Sofia (Coppola, n.d.r.) ma non li avevo mai assaggiati . Entrando nel magico mondo dei food ‘s blog, sono entrata ancora di più in questo universo dei macarons ,imparando a conoscere i gusti particolarissimi , le mille ricette nelle quali bravissime food bloggers si cimentano .
Mi incantano soprattutto per i loro colori: perfetti, abbinati in modo armonico tra il guscio e la ganache al loro interno. Un dolce very glam , che ha l’immagine del prodotto di classe, destinato ai pochi che lo possono capire, una delizia solo per palati sopraffini e, inoltre, preparati sull’argomento! Eh, si perché voi non sapete le volte che ho nominato la parola “macarons” e ho visto intorno a me sguardi persi nel nulla abbinati anche a qualche sorriso sarcastico
“ i… che??????’”
Anatema!! Come possibile???non conoscere i macarons? Ladurèe? Pierre Hermé?
Leggo poi l’anno scorso che hanno aperto a Milano (praticamente sotto casa!!!) un negozio di Ladurée!!! Come non andarci, visto che sono a pochi kilometri dalla grande mela “milanesa” ??
Ci ho impiegato comunque qualche mese per organizzare la “gita” o meglio il “pellegrinaggio” in questo luogo (di ) “cult” :-)))
Finalmente , sabato, in piena bolgia natalizia ci vado accompagnata dalla dolcemetà che , pur avendomi sentito mille volte dire “macarons” non ha ancora ben chiaro cosa sia….anyway…
L’importante ,per lui, è aver scoperto che si trova in una zona dove è ubicato anche un mega store di prodotti elettronici (sancta sanctorum per lui) : e quindi la par condicio è stata rispettata!
Entriamo nella viuzza e….rimango subito male perché proprio a fianco del blasonato negozio , ma proprio attaccata attaccata c’è…una pescheria!!! Sarà anche una delle più belle , ricche, fresche , rinomate pescherie de milan, ma vendono pur sempre…pesce e la location è quella che è!
:-( delusione!
Poi entro da Ladurée , ore 9,45, porta aperta :
“Siamo chiusi! Apriamo alle 10” mi dice una tipa secca, con rossetto bordeaux , con tono gracchioso e “vagamente” antipatico!
Altra deluzione! Ma come??? Io mi aspettavo commesse caramellose come i macarons! Gentili e con parole profumate di vaniglia e cioccolato….
Che si fa? Bè, si va allo store tecnologico, nel quale abbiamo perso un po’ (un bel po’) di tempo tanto che, ad un certo punto, mi sono fiondata al bar (dello store) e mi sono fatta cappuccio e brioche con marmellata (rigorosamente surgelata) buonissima! :-)
Ritentiamo da Ladurèe: c’era gente (tutte donne) entriamo e io inizio a bearmi di quel luogo: i colori dell’arredamento, le scatole sistemate con grazia, i macarons di mille colori e gusti nel banco,il profumo da pasticceria nell’aria….sento di avere lo sguardo sognante.
La dolcemetà mi dice : io aspetto fuori!
Che onta! Come si fa ??? Sarà forse perché di fronte c’è una famosissima gastronomia milanese con vetrine altrettanto goduriose ricche di “salato”, gusto che più si addice alla dolcemetà?
Mah, io intanto mi guardo intorno e noto che si è aggiunta un’altra commessa che sembra più gentile della prima che si è piazzata invece, con aria superiore al mondo, alla cassa (ovvio!!! Donna venale e insensibile!!!!)
Tocca a me…non so davvero cosa prendere (bè, visti anche i costi non proprio easy!!!)…decido di prendere una scatoletta piccina per Marie Antoinette. La sua omonima amava questi dolci.
Li scelgo per colore :cioccolato (marrone), rosa (un bel fucsia carico) e vaniglia (un ecru molto natural) …e poi per me, prendo un sacchetto con otto macarons : cioccolato, pistacchio, rosa, frutti rossi, vaniglia, cardamomo, frutto della passione, limone.
Finalmente li assaggerò, finalmente scoprirò sapore e consistenza!
Sono uscita orgogliosa sentendomi molto chic ,con il mio sacchetto manco fosse quello di Cartier!! Abbiamo fatto veloci altre due commissioni e quando siamo saliti in macchina, non ho resistito e ho voluto assaggiarne subito uno.
Ho aperto il scchetto e, a caso, ho preso un macaron, il mio primo macaron.
Sapete che gusto mi è capitato??? Alla rosa!!!! Fantastico, sublime, originale…il primo morso mi ha fatto conoscere questa consistenza leggermente croccante ma subito morbida e dopo pochissimo ecco sopraggiungere anche il sapore della ganche…deliziosa, burrosa il giusto, fresca
Senza rendermene conto (ehm…come faccio spesso!!!) mi sono messa a sospirare e a fare “versi” che avrebbero potuto essere interpretati in modo equivoco, ma so che mi capite, e la mia esternazione era dovuta alle mille sensazioni che questo dolce mi trasmetteva, non ultima, l’emozione di mangiare proprio quel macaron, proprio di quella pasticceria…
Pensavo fosse stucchevole, certo è dolce, ma io adoro le cose dolci e quindi è stato come me l’aspettavo: dolcissimo ma non nauseante, raffinato, strano, nuovo.
La dolcemetà si stava seriamente preoccupando della mia reazione tanto che, ad un certo punto, mi aveva comunicato che lui, quella sera si sarebbe travestito da macaron sperando di destare in me le stesse sensazioni !
Uomini......
E la reazione della mia blasonata figlia ???
Arrivo a casa .
Location: cucina, lei seduta al tavolo con suo portatile, tazza con caffè lungo e piattino nel quale scorgo resti di briciole cioccolatose ( trad. : fetta di pan carrè abbrustolita con nutella)
Azione : io che le porgo il sacchetto con la scatola , scelta con la stampa della “sua” carrozza regale, a sottolineare il binomio macarons/marie antoinette… (caso mai non fosse chiaro!)
E lei ?
“ non vorrari farmi credere che l’hai preso per me??? L’avrai preso per il blog , così puoi fare le foto e io sono stata una scusa….”
Indegna oltre che odiosa regina capricciosa ,insensibile e…..ingrata!!!
Certo che la foto per il blog era d’obbligo ma il mio era un pensiero sincero, da mamma…
Dico : “ma non l’assaggi?”
“No, ha l’aria di essere dolcissimissimo…magari più tardi…”
E con questo credo non ci sia nulla da aggiungere…

p.s.: dei macarons presi ne ho avanzati due , (gli altri li ho mangiati mentre scrivevo questo post : uno più buono dell'altro!) che porterò domani in ufficio per una mia collega anche lei “malata” di macarons, di Ladurèe , di Hermè… dopotutto è un mondo per molti ma non per tutti…no???? :-)

ppss: rientrata da una serata con amici Marie Antoinette mi ha ora comunicato che, nel pomeriggio, aveva assaggiato un macaron...e con tono annoiato ricco di "smrff" "offffff" "bahhhh" ha aggiunto: si non è male ma è....dolcissimo!!! (storcendo la bocca in modo leggermente schifato)

e, guardandola dirigersi verso i suoi appartamenti lasciandomi al mio computer, io mi chiedo dove ho sbagliato.... :-)))

giovedì 2 dicembre 2010

TORTA AL TRENDY PISTACCHIO






C’è chi cucina dolci perché è goloso e usa determinati ingredienti per una sorta di professionale ricercatezza del gusto, dell’abbinamento perfetto, per l’armonia dei sapori.
Io li cucino perché sono golosa e spesso uso gli ingredienti per la loro forma ma soprattutto per il loro colore.
Il pistacchio, per esempio, mi fa letteralmente impazzire per il suo verde !
Lo scelgo come sceglierei una sciarpa, un golf, una borsa che deve dare un tocco di classe al mio look. Studio gli abbinamenti come quando scelgo le calze e le cinture da abbinare al contenuto del mio armadio, vagliando le possibilità, l’armonia cromatica e l’effetto finale.
Questa torta l’ho pensata come se fosse un abito, anzi no, come se fosse un look composto da abito e accessori. Ho pensato soprattutto ai colori e il mio mitico pistacchio di Bronte, dà quel “plus” che trasforma questa torta con glassa al cioccolato in qualcosa di più…
Il pistacchio fa parte anche degli ingredienti dell’impasto che hanno colorato di un bellissimo verde autunnale anche l’interno…che non ho potuto fotografare perché questa torta era un regalo per una cara coppia di amici , il carlo e la roby, nonché i proprietari della pentola magica!
L’ho fatta con amore quindi la carico di un significato profondo oltre ad essere stata molto soddisfatta del risultato dell’immagine finale!
Anni fa ho lavorato nel campo della moda e vi assicuro che il film “il diavolo veste prada” è acqua di rose in confronto al vero clima che si respira in certi ambienti. Facevo l’assistente dell’assistente :-) di campionario. Quindi : incontri con stilista, scelta dei tessuti e, infine, la parte più bella : gli abbinamenti colore !!! impazzivo per puntare con gli spilli sullo schizzo i vari pezzi di tessuto, attaccare con lo scotch i bottoni scelti in perfetta armonia di forma e colore con il tutto…
Mi piaceva e mi veniva abbastanza naturale ma il clima era così pesante , così schiavizzante e da casta (bè io ero ovviamente una “paria”), che non ho retto…e mi sono ritrovata a lavorare tra i libri, ambiente più consono alla mia personalità anche se con mansioni non proprio creative come speravo …:-(
Del periodo “moda” (ma credo sia anche una questione genetica!) mi sono trascinata un cura maniacale e psicotica per gli abbinamenti dei colori.
Non potrei mai uscire di casa (ma nemmeno stare in casa!) con colori non in equilibrio tra loro! Mi viene una sorta di malessere…fisico!! Ricordo anni fa che una mattina sono arrivata in ufficio vestita di nero con un paio di collant blu scurissimo. Evidentemente al mattino tra le mille cose da fare (avevo anche marie antoinette piccolina) non avevo prestato troppa attenzione alle calze ma una volta arrivata in ufficio, orrore, mi sono accorta. Solo io avvertivo quella sfumatura blu scurissima che, in effetti, poteva venir scambiata per un nero (sapete che di neri che ne sono tantissimi…con diverse “luci”…) . Nessuno se ne era accorto, , ma io non ce l’avevo fatta.
Morale : con in mano un permesso (non retribuito, ovvio) ero corsa a casa a cambiare le calze….
Ritornando alla torta ,una volta sfornata , non potendo tagliarne una fetta e godermi il bellissimo colore dell’interno (come mi hanno poi confermato essere il carlo e la roby), ho avuto l’idea di “colorare “ un po’ la superficie di questo dolce. La glassa cioccolatosa ben si prestava al verde del pistacchio che ha anche piccole venature quasi color ciclamino e delle nouances color nocciola/marrone…
Lo sfondo è un foglio di carta per decoupage trovato per caso rovistando nei cassetti di rattan (made ikea) della mia libreria (made ikea) : escono sempre sorprese ! nastri , fiocchi, fiori secchi, bacche, carte veline…quasi come la borsa di mary poppins (un altro mio mito!)
Trovo che il rosa antico dei ramage un po’ new romantic, stia benissimo con l’opulenza vagamente barocca di questa torta e si abbini al poco color fucsia/ciclamino dei pistacchi…peccato la foto che avevo immaginato diversa,ma oramai lo sapete, questo è uno dei miei talloni d’achille , confessato e ammesso (di fronte all’evidenza!)…
Il mio look mentre cucinavo questa torta??? Ma di certo in tinta con il tutto: leggins marron glacè, t-shirt marrone scuro e un cardigan color cammello e, udite udite, orecchini bijoux verdi…eh bè… altrimenti che psycotic-color woman sarei !!!!:-)


Ingredienti:

200 gr farina (io ho usato quella auto lievitante)
200 gr zucchero
2 uova intere
200 gr burro
100 gr di pistacchi di Bronte macinati
50 gr latte
La scorza di mezzo limone (grande) grattugiata
Un pizzico di sale

per la glassa:
100 gr cioccolato fondente 70%
un pezzo di burro ( a occhio , ma non siate tirchi!)

In una ciotola mettete le uova e lo zucchero e montatelo fino ad ottenere un composto chiaro e schiumoso. Aggiungete il limone grattugiato, il burro morbido a pezzi, il pizzico di sale e mescolate. Aggiungete la farina setacciata, i pistachi, il preparato in pasta e il latte. Quando avrete un composto ben amalgamato versatelo in una tortiera a cerniera dal diametro 20 cm (unta con un po’ di burro).Infornate a 160° per circa 50 minuti.Sfornare la torta e fatela raffreddare prima di sformarla.
Per la glassa : fondere a bagnomaria il cioccolato con il burro.far raffreddare un pochino e versare voluttuosamente (eh, si altrimenti non vale!!!) sulla torta...

Dopodichè , in preda ad un impeto cromatico/goloso/artistico, spolverizzate con pistacchi un pò tritati e un pò no...

N.B.: le foto non rendono giustizia ma vi assicuro che era una torta che...tentava parecchio!!! non fosse altro per l'abinamento dei colori!!! :-)))
Si lo so, sono irrecuperabile!!!

giovedì 18 novembre 2010

PANE NOTTURNO...



EbBene si anche per il pane, per me, vale il discorso della cake therapy, per ben due fondamentali motivi.
Il primo : fare il pane è terapeutico e mi fa star bene e poi , preferibilmente lo faccio di sera/notte Non esagero a dire “notte” in quanto come ben sapete il tempo delle lievitazioni , quelli devono essere e, non solo, spesso variano (prolungandosi…) a causa della temperatura esterna, dell’umidità, delle…paturnie nell’aria. Si, perché di tutti cibi ,il pane è quello che , sempre secondo la sottoscritta, percepisce di più le “energie sottili” della panificatrice e con questo intendo affermare che sei hai le .... in giostra è meglio non fare il pane ma forse è meglio mettersi sul divano a leggere un bel libro, uscire a farsi una corsetta (che scarica) , farsi un bagno caldo corredato da candele,ecc….
Questo però, paturnie a prescindere, non è stato caricato da influssi grevi ,piuttosto è stato un pane stranamente trascurato a causa le circa mille altre “cosette” che avevo da fare quella sera (pre party - vedi post precedente)…
Di solito il pane io lo amo e lo accudisco dal primo momento della preparazione. Da quando preparo gli ingredienti…mi muovo già in modo lento, armonioso, pieno d’amore vero verso quello che sarà il mio pane e durante le lievitazioni lo seguo, lo controllo, lo accarezzo, rispettando i suoi tempi e le sue richieste.
Con questo pane non è stato così, o meglio, all’inizio l’amore c’era (ehm…come sempre nella vita…) anche perché il pane alle noci è il mio preferito, sia da fare che da mangiare, poi…bè poi mi sono persa (ehm…come a volte accade nella vita…) . Insieme alla sua preparazione avevo da preparare altri due cake, una decina di tartellette di brisè (che andavano cotte in bianco) + il “ragù” di castagne che avrebbe accompagnato un saporito cotechino (inserito poi nelle tartellette con il suddetto ragù)
Inoltre, perché no?, ho caricato una lavatrice, dimenticando di togliere dallo stendino i panni già asciutti (che ho tolto poi al volo, quando i nuovi panni lavati e umidi chiedevano asilo per essere stesi ) , ho sistemato rumenta ( o pattume,o scovazze o…immondizia) differenziata (traduzione: 6 viaggi ,carica come un cammello , da casa al cortile , con Eu, il gatto che simpaticamente giocava tra le mie gambe con il rischio di inciampo…)
Non contenta , e assolutamente dimentica del mio pane che lievitava da troppo tempo, ho deciso anche di farmi una frettolosa manicure : mi ero illusa che il più era fatto e che era finalmente giunto il tempo per me.
Mi ricordo del pane: acc…..!!!Andata bene! Lo ritrovo lievitato benissimo: il panetto è bello gonfio e morbido, una goduria! Lo sgonfio delicatamente preparandolo alla seconda lievitazione dandogli già la forma desiderata : treccia.
Ricopro e…accendo il computer!!! Errore, anzi, errorissimo! I minuti, le ore volano . Mi muovo leggiadra tra un sito e un altro, tra un blog e un video su youtube…ma non solo!!!
Udite, udite , Marie Antoinette decide proprio in quel momento (ore circa 22,30) di sconvolgere la sua camera : spostare il letto e la scrivania e il comodino e la cassettiera…insomma un mini trasloco.
Temendo di sicuro rimostranze dei “simpatici” vicini per rumori “fuori orario” con il rischio di sfratto immediato, tento di convincere la petite reine di rimandare a…data da destinarsi.
Non se ne parla nemmeno! La regina ha deciso, punto e basta.
Trovarci entrambe (era inevitabile che il “popolino” venisse coinvolto nelle grandi manovre di palazzo….) immerse tra scatole, abat-jour, cuscini, libri, ecc….è stato un attimo…
“sposta di qui”
“no, gira di là”
“ahia, mi fai male…ferma …ferma….così mi pesti un ditoooooo”
“miiiiiiiiii…che imbranata!!! Lascia stare , faccio io… tu sei anziana…”
Inutile che indichi chi diceva cosa, di sicuro lo avete capito!
Morale, sfidando il verdetto della possibile riunione di condominio straordinaria che verrà di sicuro indetta dopo il casotto che abbiamo fatto, siamo riuscite a sistemare il tutto verso quasi mezzanotte!
Stremate e totalmente insoddisfatte (urge nuova sistemazione) ,ci siamo buttate sul divano.
“faccio una tisana?” dico
“oh, si grazie cara”fa Marie Antoinette
appena entro in cucina: IL PANE!!!! Oh my God!!!!!
Stralievitato…troppo!!! Perchè il rischio è lo sgonfiamento repentino al primo cambio di temperatura, come, in effetti, è stato!!!
Non solo, vista l’ora e la stanchezza, l’idea di dover aspettare che fosse cotto, mi faceva venire una leggera nausea…
Ho fatto le tisane, per la precisione: camomilla a me (doverosa!) e tisana al finocchio a Marie Antoinette.
Lei poi si è ritirata nei suoi appartamenti , ala nord/ est del castello…e io mi sono ritirata nelle cucine ala nord/nord fino a completa cottura del pane, rigorosamente seduta al tavolo per non addormentarmi!
Il mio pane alle noci, nonostante sia stato trascurato ,si è comportato bene e mi ha regalato un profumo rassicurante e caldo , una croccantezza quasi da forno a legna e un sapore sublime…
Cosa ho fatto nel mentre???? Ho preso una delle mie adorate (famigerate) moleskine delle liste e ho iniziato : titolo “cose da fare”
Masochista??? Forse un cicinin (trad.: pochino) ma dovevo occupare quel tempo con qualcosa di carino, stimolante e energizzante, come sono , per me, le liste “whath-to-do”….
Morale: dopo la cottura del pane sono riuscita a stare in cucina un’altra mezzo’ora buona : ehm…dovevo completare , come piace a me , la lista…altrimenti che senso aveva , o no???
p.s.: secondo me la camomilla ha su di me un effetto contrario…la prossima volta provo con …una tanica di caffè, vuoi mai che mi rilassi ???:-)))))

venerdì 5 novembre 2010

CAKE DI CASTAGNE E..."SIMPATICHE MANIE" :-)



Una delle mille cose che amo mangiare sono le castagne! Mi piacciono abbrustolite, mi piacciono bollite, mi piacciono sotto forma di pane o torta , mi piacciono come sono fatte, mi piace l’idea che sono protette dal ricco, mi piacciono i loro colori, mi piacciono i boschi in cui abitano, mi piace il periodo in cui appaiono .
Solo il castagnaccio non mi piace, non so perché , ma trovo il suo gusto troppo forte , troppo “impastato”…o forse ne ho sempre assaggiati di mal fatti…chissà.
Girovagando qua e là tra i blog ho incrociato questa ricetta che copio .Ho fatto qualche variante tipo la proporzione tra le farine e il gusto di marmellata che ho utilizzato: quella di uva spina .

Ingredienti:
100 g di farina di castagne
50 g di farina di mais
100 g di farina autolievitante
3 uova (tuorli + bianco montato a neve)
1 yogurt bianco dolce
160 g di zucchero100 ml di olio di girasole
50 ml di latte
2 cucchiaia di marmellata di uva spina
Un pizzico di sale

Mescolare il tutto tranne gli albumi che sono da montare a neve e da incorporare all'impasto. Prima di infornare mettete due cucchiai di marmellata sul cake e variegate con una forchetta.
Forno a 180° per circa 1 ora (però gli ultimi 20 minuti ho coperto il cake con la stagnola e ho abbassato a 160° ).
A questa passione per le castagne se ne aggiunge una nuova nata dopo l’acquisto di una decina (eh, si mi sono fatta un po’ prendere…) di stampi in alluminio per plum cake che ho trovato e mi sono piaciuti un sacco! Dimensione giusta : né troppo piccoli né troppo grandi e poi comodissimi , leggeri, pratici . morale sto sfornando cake salati e dolci stressando tutti…
“organizziamo una cena ci siete ?”
e io “si! io faccio un cake!!”
pensiero di tutti : ancora????
Infatti sono rimasta a secco di questi preziosi stampi, banali lo so, ma per me è come aver scoperto …l’america!
L’ultimo rimasto lo utilizzato per questo dolce che vedo benissimo accompagnato ad un tè bianco delicatissimo e quindi poco invasivo e prepotente in modo da lasciare fare alla castagna la protagonista con la sola unica spalla della marmellata di uva spina che, leggermente asprina, ruba un po’ di luci della ribalta rispettando però l’ordine di…apparizione!
Oltre ai contenitori di alluminio, un’altra mia scoperta dell’america è stata : la farina autolievitante che prima snobbavo alla grande! Invece ora è diventata indispensabile per questi cake, per i muffins e per un sacco di altre preparazioni che richiedono una lievitatura anche leggera. trovo che queste farine siano migliori dell’utilizzo del lievito per dolci il quale, a volte, sa troppo di vaniglia e “scombina” gli equilibri dei sapori.


E infine, ultima passione del momento , ecco il te bianco.
Primo mi piace per il colore , non che il te abbia propriamente questo colore : si chiama "bianco" perché per ottenerlo vengono utilizzati esclusivamente i germogli (prima che si schiudano) che sono ricoperti di una lanugine bianca. Il bianco è il mio colore preferito. È un “non colore” che illumina, che è elegante, che sta bene con tutto, che è discreto.
È un tè moderatamente fermentato ed è una qualità molto rara e pregiata, tanto che in passato veniva bevuto solo alla corte imperiale , quindi perfetto anche per Marie Antoinette!Il tè bianco è una specialità cinese,povero di tannino, l’infuso è giallo con riflessi argento e il sapore , come dicevo, è delicatissimo.
Questo cake ha dunque racchiuso alcune mie ultime (ai deliri non c’è mai fine…) , simpatiche manie:
per la parte “tecnica” : farina autolievitante e stampi in alluminio ad hoc
per la parte immagine/colore: la castagna, il te bianco.
Per la parte “stylelife” ;-) : cosa ci poteva essere di meglio di un bellissimo mug (regalo di Marie Antoinette , elegante come lei sa essere) con un bel libro dalla copertina in tinta perfetta? ;-)
Questa armonia, questa “perfezione” mi riporta a quanto letto proprio oggi sul blog di una amica del cuore .
Ne riporto alcune righe :

“E’ umano cercare la perfezione, desiderare che tutto risponda nei minimi dettagli ai propri progetti, ai propri sogni. Le cose ben fatte danno un’indubbia gratificazione. Ma ostinarsi nel ricercarla a tutti i costi, la perfezione, accanirsi per realizzarla contro ogni ragionevole evidenza, diventa una malattia dell’anima. …Cerca piuttosto di ammettere che non tutto, non sempre, dipende da te. Affidati, accetta quello che non puoi cambiare. E starai meglio. Forse potrai essere addirittura felice.”

Tratto da “lo sguardo di Eva” di P.Oderda

La mia è pur sempre una perfezione imperfetta , manca sempre un dettaglio, un colore, un sapore per avere davvero quello che vorrei. Ma, filosoficamente parlando, faccio mio il pensiero di quanto sopra e, potere delle parole, sono già (quasi) felice! :-)

domenica 10 ottobre 2010

COSE...





Ho comperato una zuccheriera. Ho comperato una zuccheriera e un’alzatina. Ho comperato una zuccheriera, un’alzatina e mini stampini in silicone. Ho comperato una zuccheriera, un’alzatina,mini stampini in silicone e un set di cucchiaini di plastica colorati.
Cose. La necessità (prima) e la scusa (dopo) era la zuccheriera. Da tempo ne avevo bisogno e ne utilizzavo una in vetro presa senza sentimento che per fortuna :-) si è rotta…
La volevo “anonima”, ovviamente bianca e adattabile a qualsiasi tazza, tazzina ,tazzona.
Quelle che avevo adocchiato in giro erano firmatissime e costosissime. Più erano essenziali, come piace a me, più erano care : un antipatico controsenso significativo nel dimostrare che nella linearità e nella pulizia delle forme spesso è insita la vera eleganza e la firma di designers di classe.
Nella vita ho imparato che l’arte di arrangiarsi mista ad un briciolo di gusto dà risultati insperati e quindi, piena di belle speranze mi sono messa alla ricerca della simply zuccheriera. E quando dico “simply” è “simply” in tutto : design, materiale, colore e…prezzo.
E con un briciolo di fortuna, che non guasta mai, eccola :in uno scaffale di un supermercato (nemmeno troppo “in”!) . Faceva parte di uno stock di un altro store che, tempo fa,apparteneva allo stesso proprietario di questo nuovo super che, evidentemente, si è trovato qualche giacenza da smaltire…
Lo scaffale aveva un cartello : tutto al 50%.
La mia vista debole si è subito trasformata in un raggio laser a scansione rapidissima e precisissima: lo scaffale andava sondato al meglio! Ed ecco comparire l’alzatina , che nascosta dietro, ma proprio dietro , è diventata un pezzo indispensabile per la mia casa!
La prendo. Piccola, di sicuro poco pratica ma…perfetta per fare scena con mini dolcetti per caffè o per foto blog!



Ma non è finita qui ! sempre in questo luogo “banale” non certo foriero di oggetti glamour e trendy vedo…i pirottini in silicone a forma di…cuore: come resistere!! Si lo so, ne ho a casa altri più grandi, tondi, di carta, di pirex e anche in silicone ma…di un altro colore!!! Presi.
Poi altro raptus : e se tornassi indietro al “mitico” scaffale delle offerte? Vuoi mai che mi sono persa qualcosa??? Infatti…ecco in mezzo alle tovaglie (???) buttati lì per sbaglio o forse messi lì da una acquirente indecisa, un set di tre cucchiaini di plastica colorata (rosa fragola ,verde pistacchio e nero liquirizia) di sicuro l’ultimo “tris” rimasto e disdegnato dai più, ma non da me!!! Presi!!
Felice per questo piccolo malloppo ho continuato la mia spesa.
Minima spesa massima resa!!! Questo lo slogan coniato per l’occasione ! E sono riuscita a non rompere nulla! Ho temuto fino all’ultimo di fare una delle mie solite “volpate” :il classico è farmi scivolare il sacchetto per terra proprio quello con le bottiglie di vetro o con le uova ! Oppure metto quello che ritengo delicato nella mia borsa (giro sempre con borse/valigie) che scaravento, quando torno a casa, con gesto liberatorio dentro una culla antica che funge, in anticamera, da refugium peccatorum ;-) Spesso sento un “pling” o un “tonk” : “…..ops…..le uova! “ …acc….gli occhiali (senza custodia, ovvio!)….”
Invece non ho rotto nulla. Tutto integro e perfetto.
Per la foto ho usato anche un tovagliolo di carta…ehm…un’altra mia mania!!!Fonte di sostentamento : Ikea. Ce ne sono di quadrati grandi, quadrati piccoli, rettangolari... In tinta unita e a fantasie…non resisto : ne prendo a pacchi….sono leggeri e soprattutto non c’è il rischio di …romperli!!! :-)

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...