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martedì 31 maggio 2016

CHEESECAKE MERINGATA AL LIMONE : ODE ALL'ARMONIA COSMICA



Il modello di cheesecake che preferisco è quello senza cottura : questa per me è la cheesecake. Un dolce estivo, fresco che sa di sole e temperature miti.
Il caldo improvviso della settimana scorsa mi aveva ispirato per le due torte che avrei fatto per il we.
Una per sabato : cena a casa di amici per inaugurare la terrazza (prossimamente sul  blog )
Una per domenica : pranzo con i ragazzi ( i figli della famiglia allargata).

Che poi sia stato un we freddo e piovoso non diciamolo...oramai la spesa era stata fatta e così pure le torte preparate al sabato mattina iniziato con pallido sole che, sempre più pallido si è trasformato in temporale e quindi in pioggia torrenziale.

Ma questo fa parte del mio corredo cromosomico che prevede da sempre,  che nulla si incastri come dovrebbe! Ci sono abituata e non mi resta che adattarmi a questa dura realtà.


La prima cheesecake che vi racconto è questa : la meringata al limone.
Non è scenica? Proprio per questo, sfogliando il libro "Cheesecakes" di Hannah Miles, l' ho scelta!
A dire il vero i ciuffi di meringa erano diversi ma non ho ancora preso il "bocchettone" ad hoc e quindi ne ho utilizzato uno simile...

L'ho scelta anche per uno dei suoi ingredienti : il lemon curd. Non l'avevo mai assaggiato e mi incuriosiva. Non l'ho preparato "hand made" ma l'ho acquistato pronto.
Devo confessarvi che non mi fa impazzire ma io non amo in generale le torte troppo "limonose".
Però questa era davvero troppo intrigante da fare e in questa mi sono cimentata non senza un vago timore di...flop!



Gli ingredienti non sono pochi ma la ricetta , credete, è meno complessa di quello che sembra.

Ingredienti:

Per il guscio di biscotto:
300 gr di biscotti secchi tipo Digestive o integrali (per me biscotti secchi "normali")
150 gr di burro fuso
4 cucchiai (abbondanti) di lemon curd

Per il ripieno:
6 fogli di gelatina
300 gr di formaggio spalmabile
250 gr di ricotta
150 gr di panna acida (per me yogurt magro)
100 gr di zucchero
la scorza grattugiata e il succo di 2 limoni (medio piccoli)
60 ml di acqua

Per la copertura meringata:
150 gr di zucchero
60 gr di sciroppo di mais o golden syrup (per me golden syrup)
3 albumi

tortiera a cerniera di cm 23 di diametro , imburrata e rivestita di carta forno




Iniziare preparando il guscio e già qui io sono abbastanza imbranata. Devo scoprire il sistema per farlo regolare con lo stesso spessore sia per base che per i lati e se qualcuno di voi conosce il segreto vi prego di rendermi partecipe :-)
Tritare i biscotti nel robot da cucina per renderli fini . Versarli in una ciotola e unire il burro fuso. Mescolare, versate nella tortiera (imburrata e con carta forno) e formate il guscio foderando bene anche le pareti (almeno 3-4 cm) . Versate il lemon curd sulla base e mettete in frigorifero.

Ammollate i fogli di gelatina in acqua fredda. Lavorate il formaggio spalmabile, la ricotta, la panna acida (per me yogurt) e lo zucchero in una ciotola capiente fino ad ottenere un composto morbido e cremoso e unite la scorza del limone.

Mettete il succo del limone e 60 ml di acqua in una ciotola e scaldate a bagnomaria. Strizzate i fogli di gelatina e uniteli al succo di limone caldo mescolando finché non sono sciolti.
Passateli al setaccio e uniteli al composto di formaggio mescolando bene.

Versate il ripieno nel guscio e mettete in frigorifero per almeno 4-5 ore , meglio se tutta la notte .



Per la copertura meringata scaldate lo zucchero, lo sciroppo di mais (o golden syrup) e 4 cucchiai di acqua in un pentolino finché lo zucchero si scioglie e poi portate a bollore.
Montate a neve gli albumi. Versate lo sciroppo  di zucchero caldo negli albumi, poco alla volta e a filo, continuando a montare finché la meringa si raffredda ed è compatta e lucida. Ci vorranno circa 10 minuti.

Mettete la meringa nella tasca da pasticcere  e ricoprite la cheesecake di ciuffi alti. 
Colorite la meringa con il mitico (almeno per la sottoscritta!) cannello oppure mettetela sotto al grill caldo qualche minuto , fino a quando non si colora come desiderate.
Conservare la cheesecake in frigorifero se non la consumate subito.



Che dire? Per me è stata una soddisfazione creare  questa torta. E' stato bello vederla prendere forma passaggio dopo passaggio e ho raggiunto l'apoteosi nel momento in cui ho messo la meringa nella sac à poche e mi sono data alla pazza gioia creando simil girandole come se fossero rose, colorandole poi con il mio cannello, attrezzo che mi fa sentire una donna speciale in cucina!

La meringa preparata con questo sciroppo zuccheroso è buonissima! E' stata scambiata per soffice panna montata ed ha completato il mix di sapori e consistenze.

Dolce meringa, aspro limone, morbido ripieno, guscio croccante!

Contrasti che si bilanciano, opposti che si attraggono, diversità che si compensano per creare un'armonia cosmica che si percepisce fin dal primo assaggio e...costringe tutti, ebbene si, a chiedere il bis !!! 






domenica 28 giugno 2015

HEALTHY FOOD: RISO AL LIMONE E CREMA DI PISELLI ALLA MENTA + POLPETTINE DI LENTICCHIE ROSSE



Mi piace trovare tempo per me, per la mia cucina. Non capita molto spesso per mille e più motivi ma quando succede , sono felice.
Amo cucinare da sempre ma non  per tante persone o meglio, non ne sono capace.
Mi piace invitare amici ma quando si è in tanti il piacere si trasforma in ansia quindi ,per me, il numero massimo di commensali è otto, ma sei sarebbe meglio.
Da sempre i miei migliori manicaretti li ho cucinati per due ,al massimo quattro persone.
Amo cucinare quantità minime, spesso utilizzavo per la tavola, addirittura i piattini per la frutta che trovo di misura perfetta  e mi piacciono tantissimo con un sottopiatto  (così finalmente si vede bene! Con i piatti piani spesso si nascondono troppo!) 
Certo non per tutti i piatti che preparo! Per esempio di pizze&focacce ne farei mille teglie (ognuna con ingredienti di versi!)per non parlare dei dolci! A stento mi sono abituata a fare dolci in teglia dall’esiguo diametro di 20 cm , anche se ammetto, adesso sono totalmente convertita a  queste misure!
Poi  piuttosto che preparare un ricco primo e un grande secondo o imbastire un pranzo/cena a più portate generose , amo fare tanti piccoli assaggi e riservare un solo piatto importante che può essere un primo, un secondo oppure un dolce.
Insomma mi piace un po’ lo stile “tavolo delle bambole” in cui ciotoline, piattini, cocottine  contengono di tutto un po’ e sono il preludio o il coronamento  del piatto principe della cena o del pranzo.

Qualche giorno fa mi sono trovata a preparare , anche in poco tempo, un pranzetto semplice e soprattutto healthy e "green" ,essendoci a pranzo la mia adorata figlia che è vegetariana. Non mi dispiace affatto cucinare questi piatti che piacciono tanto anche me e che ricordano i miei tempi new age e macrobiotici durante i quali avevo imparato tante ricette sfiziose e avevo conosciuto un mondo di ingredienti sconosciuti ai più (a quei tempi...).

Eravamo in tre a tavola e quindi il numero era perfetto ;-) 

Ho dato libero sfogo alla fantasia e devo dire che l’insieme mi è piaciuto.

Ecco il menu:



Riso al limone e timo in crema di piselli alla menta
Polpette di lenticchie rosse e kummel con pomodorini appena colti dall’ "ortoinbalcone"
Basic cheesecake

gli ingredienti sono per quattro persone


Riso al limone e timo 
Crema di piselli 
alla menta 

Riso al limone 
circa 240 gr di riso basmati
foglioline di timo (quantità a piacere)
buccia di un limone grattugiata
il succo di mezzo limone
un filo d’olio evo
sale


far bollire il riso in acqua salata. Nel frattempo mettere l’olio in una padella con il timo e la buccia del limone e far insaporire quindi spegnere. Una volta cotto e scolato il riso farlo saltare in padella spremendo il mezzo limone. 

Crema di piselli alla menta
250 gr di piselli secchi rotti
Sale
3 o 4 foglie di menta

Far bollire in piselli in acqua, ci vorrà circa mezz’ora (non serve metterli in ammollo) . Quindi scolateli tenendo un po’ di acqua di cottura .
Mettete il tutto in un mixer e riducete in purea grossolana . Salate e mettete le foglie di menta lavate pestandole un pochino in modo da sprigionare il loro profumo (poi potete toglierle) .





Polpettine di lenticchie rosse 

kummel  

(Il kummel è spesso confuso con un'altra spezia, il cumino, noto anche come cumino comune: il primo ha colore più scuro e sapore meno piccante, oltre ad avere semi di minori dimensioni rispetto al secondo. Il malinteso è favorito dal fatto che in molte lingue europee le due piante hanno un nome assai simile e un uso altrettanto diffuso. Il kummel , a parte ricordarmi la mia nonna e la mia infanzia/giovinezza, è molto profumato , sa di finocchio e di … sapori austriaci e io lo amo tantissimo)

circa 250 gr di lenticchie rosse
1 uovo intero
Parmigiano reggiano (io ho aggiunto anche un avanzo di formaggio sempre grattugiato) 
Sale
Kummel
Olio evo



Far bollire le lenticchie in acqua , ci vorranno max 10  minuti. Scolarle ben bene e metterle in una larga ciotola per farle raffreddare . Unire quindi l’uovo, il parmigiano , il sale e i semi di kummel .
Formare un impasto abbastanza consistente per fare delle polpettine , se così non fosse (come capita di solito) aggiungere qualche cucchiaio di pan grattato e/o farina.

Formare mini polpettine da cuocere in forno per circa 20 minuti a 180° dopo averle irorate con un filo di olio e cosparse ancora di kummel..




Ho servito la crema di piselli profumata alla menta, tiepida e ho messo il riso caldo (fatto saltare all’ultimo momento in modo da sprigionare il profumo del limone )a mò di cupolotta.
Andavano mangiati, inizialmente ognuno per proprio conto per percepire la differenza di profumi (limonoso e mentoso) per poi unirli in un sapore fresco e estivo.

Le polpette mangiate calde calde dal forno erano perfette abbinate ai pomodorini, appena raccolti dal balcone ma sarebbero state in sintonia con qualsiasi verdura in insalata.
Non sono male anche fredde ma in questo caso direi di “pucciarle” in qualche salsa “handmade” di pomodoro o/e peperone o/e melanzana o/e zucchina…o anche in un “irriverente” ketchup piccante ;-)

Sono stata proprio soddisfatta da queste ricettine veloci e semplici ma soprattutto , profumatissime!
Pochi condimenti, cotture healthy, materia prima genuina hanno regalato un pranzetto proprio piacevole.

E adesso che ho ripreso il mio mood culinario sto già segnando le prossime ricette minimal : ingredienti semplici con un occhio al benessere e alla qualità, dosi discrete per potersi concedere qualche sfizio in più senza strafare … insomma, da donna “basic” quale sono , la mia non può che essere  una cucina “ Less is more”








domenica 29 marzo 2015

BEN ARRIVATA PRIMAVERA : TORTA AL LIMONE CON LA PENTOLA FORNETTO






Ancora lei : la pentola fornetto! Ebbene si, grazie a Giuliana del blog "Di cuore", da quando me l' ha fatta conoscere, sforno torte soffici, alte come non mai ma soprattutto , buonissime!!
E poi, ma quanto belle sono??
Questa, al limone, la definirei, "country chic"! I suoi ingredienti sono semplici e basic, l'aspetto è "tradizionale" , con il calore tipico delle cose "di campagna".
 Anche un semplice ciambellone diventa  elegante e perfetto non solo per una merende per i bambini ma anche per un tè con le amiche o per un brunch domenicale, com'è stato per la sottoscritta che ha festeggiato questo clima primaverile gustando qualche ( eh, si una sola non basta!!) fetta, questa mattina!

La ricetta è copiata  da quella di Giuliana e riportata qui, ma se volete ammirare il suo capolavoro vi consiglio di andare a vedere il post originale e a gustarvi il suo delizioso blog!



Come potete notare non ci sono uova quindi la magia è ancor più grande!

Ho preparato anche una glassa al limone al volo e con questo intendo senza dosi precise ma solo "sensazioni" : succo di limone (abbastanza) e zucchero a velo, emulsionati e poi fatti colare voluttuosamente sopra alla torta.
Ho aggiunto una coreografica pioggia di granella di zucchero e semi di papavero e la mia torta è diventata molto country chic!




Come potete notare da quest'ultima foto l'abbiamo gustata alla grande e confesso che non ci siamo fermati qui...;-)


lunedì 28 aprile 2014

SPAGHETTI VELOCI E SAPORITI...I MIEI PREFERITI (PURE CON LA RIMA!!!) ;-)





I miei spaghetti preferiti….
Perché lo sono? Bè, innanzi tutto perché sono super veloci, poi sono saporitissimi e hanno un gusto originale .

E poi perché è uno dei piatti che mi mette in pace con il mondo! Ha un mix di sapori perfetto ! E’ il piatto che mi cucino (cucinavo…) quando sono (ero) a cena da sola….quando ho poco tempo ma voglio/pretendo/esigo soddisfazione da quello che mangio .
È un piatto che basta. Un primo che appaga ma che con il suo sapore molto saporito chiama poi un doveroso dolce, piccolo, coccoloso…anche solo un cioccolatino ma deve essere  chic e dal gusto pieno.


È un primo piatto che può salvare anche una cena improvvisata, informale ma senza perdere quel tocco di originalità e buon gusto che  non deve mai mancare.
I colori sono perfetti. Il giallo caldo degli spaghetti, il marrone  dell’acciuga e il caldo beige delle mandorle tostate  …e se proprio volessimo aggiungere altre tinte, le uniche concessioni sarebbero il  giallo acceso della buccia di limone  e il verde brillante del prezzemolo :  optionals da utilizzare secondo l’umore del momento.



A me piacciono anche “basic” ma è indubbio che la buccia del limone apporta freschezza a questo piatto dal sapore saporitissimo  e il prezzemolo lo caratterizzerebbe  ancor di più , portando il gusto e l’olfatto agli angoli dei giardini dedicati alle aromatiche .




Ingredienti per una persona (ah ah ah):
80 gr di spaghetti nr. 5 (ma se son 100 gr si mangiano tutti!!!)
3 -4 acciughe sottolio
Un cucchiaino abbondante di pasta di acciuga (la migliore )
Poco olio extravergine di oliva
Una manciata di mandorle tagliate a lamelle
Buccia di limone grattugiata
Prezzemolo (se piace)

Mentre la pasta cuoce : tagliate i filetti di acciuga più fini che potete (io non uso il mixer, li taglio a mano perché comunque , cuocendo, si disfano un pochino) .Scaldate una padella e metteteci un filo di olio extravergine di oliva, i filetti di acciuga e la pasta di acciuga . Stemperare il tutto con un cucchiaio di legno…spegnere il fuoco.
In una padellina (o nel forno come siete più comodi) tostate le lamelle di mandorle e tenetele da parte.
Se volete aggiungere il prezzemolo , tritatene una quantità che vi aggrada.
Nel frattempo la pasta sarà cotta. Prima di scolarla , riaccendete la padella con il “sugo” di acciughe a fuoco vivo e tuffateci poi la pasta ben scolata. Fate saltare due minuti due , deve solo insaporirsi.
Mettere nel piatto e  spolverizzare con il limone grattugiato e le mandorle tostate e, se volete , il prezzemolo.


È un mix di sapori e di consistenze . Lo spaghetto deve essere cotto al dente in modo perfetto , la purea di acciughe deve essere cremosa ma con micro pezzetti di acciuga qua e là per non perdere l’identità e, infine , le mandorle devono essere  croccanti e abbrustolite a dovere .
Quindi tre consistenze diverse ma in armonia.
Accompagnate questo piatto con un bianco leggermente frizzante , bello fresco e profumato come un gewurtraminer Gewurztraminer… e ,come dicevo all’inizio , dopo avrete di sicuro voglia di compensare il gusto con qualcosa di dolce: no, non dovrete cucinare nulla…sarà sufficiente farvi un regalo : un giro nella vostra cioccolateria preferita per acquistare i cioccolatini che vi piacciono.



mercoledì 5 giugno 2013

REDONE ANCH'IO! POLLO ALLA LAVANDA E LIMONE DELLA RACHEL KHOO


Anch'io partecipo allo STARBOOKS REDONE 

THE LITTLE PARIS KITCHEN
Rachel Khoo

POLLO AL LIMONE E LAVANDA 


La carinissima Rachel non aveva passato tanto indenne gli esami del severo gruppo dello starbooks ma a me, ve lo dico in un orecchio, questa tipetta piace.
Mi piace per la sua immagine, mi piacciono  le sue forme generose che la rendono “umana”, mi piace  per il fatto che cucina in una micro cucina (sarà un leggenda metropolitana ???) 


e per il fatto che sprizza “francesità” da tutti i pori e io subisco da sempre il fascino di questo paese…
Detto ciò, ci tengo a ricordare che, per quanto riguarda le ricette che avevo provato : nulla da dire.







Tutte riuscite, tutte carucce e tutte buone ma…mai come questo pollo alla lavanda che ho già fatto e rifatto varie volte.
Mi piace perché è innanzi tutto facile, veloce, profumatissimo e pure buono.
L’ho fatto sia in forno (come da sua ricetta) ma l’ho fatto anche in padella (avevo il forno rotto …che ho dovuto poi cambiare) ed è venuto ugualmente buono, anzi, se proprio devo dirlo , forse più buono perché in padella ero riuscita a curarlo di più, a girarlo al momento giusto, ad aggiungere un goccio di acqua se asciugava troppo…
Del forno ci si deve fidare. Si controlla  certo,  ma attraverso il vetro della  porta chiusa dalla quale guardare ogni tanto cosa succede.

Ingredienti :
1 pollo tagliato in 8-10 pezzi (io ho usato solo le coscette)
una  generosa manciata di sale

Per la marinata:
2 cucchiai di lavanda esiccata
4 cucchiai di olio extravergine di oliva
4 cucchiai di miele di lavanda (o altro miele morbido, che cola : io ho usato miele d’acacia)
2 rametti di timo
Il succo e la buccia grattugiata di un limone

Schiacciare in un mortaio la lavanda e metterla in una larga ciotola con olio, miele, timo e limone (succo e buccia): questa è la marinata dove dovete mettere il pollo.
La Rachel nel suo video , usa un sacchetto di plastica dove mette il pollo e rovescia la marinata. Chiude il sacchetto e distribuisce bene il tutto.
Accendere in forno a 200°
Dopo 30 minuti (o al massimo 4 ore, ma io l’ho lasciato anche molto di più) togliere i pezzi di pollo e metterli in una pirofila insieme alla marinata, salare generosamente e pepare.
Cuocere per circa 45 minuti, girando all’ occorrenza .
Controllate la cottura del pollo con uno stecchino assicurandovi che l’interno non sia rosa ma sia ben cotto.
Servire il pollo con il sughetto delizioso che si formerà.
Da servire con un contorno classico di patate o una fresca insalta.


Di questa ricetta  mi fanno impazzire anche  i colori  della marinata
 Mi piace aggiungere il voluttuoso miele che scivola dal cucchiaio e raggiunge il viola della lavanda ,il verde del timo e il giallo del limone coprendoli con eleganza…
e non pensate che il sapore di lavanda regali un gusto di...sapone :-) al piatto!!! nossignori, non è proprio così anche se vi confesso di averlo pensato anch'io!!

Insomma con questa ricetta mi sento di riabilitare un po’ la Rachel che oltrettutto ha pensato ad un libro graficamente carino. Foto piacevoli che spaziano dal cibo , a luoghi più o meno conosciuti di Parigi e dintorni. Lei spesso presente è sempre sorridente ,colorata e very glam . Suoi i minuti disegni dei risguardi del libro :  altro plus originale.


Il libro è un cartonato stampato su una carta patinata opaca che lo rende assolutamente à la page .
L’avevo acquistato in inglese e tornassi indietro lo vorrei in lingua francese per meglio calarmi nella parte quando mi capita di sfogliarlo e di trovare ancora qualche ricetta che mi ispira…
Altra nota positiva : la copertina. Un collage di immagini e tratti grafici che mi avrebbe colpita (e affondata) starbooks a prescindere…



Insomma la donna superficiale che alberga in me esce fuori e dimentica il rigore di pesi, misure, cotture e ingredienti e si lascia catturare da mondi più frivoli fatti di scorci di mercatini parigini, locali in riva alla Senna e serate tra amici trascorse in deliziose mansarde con viste mozzafiato con mises tremendamente alla moda ma portate con quella elegante  nonchalance très très  francaise …




mercoledì 20 febbraio 2013

STARBOOKS: LE BURNT AUBERGINE WITH GARLIC,LEMON E...:-)



Mi cospargo il capo di cenere : ho fatto questa ricetta senza un ingrediente ma,  “signora maestra ho la “giustifica” “ :-) eh, si così si diceva … e io voglio spiegarvi perché non ho potuto mettere i grani di melagrana richiesti da Yotam.
Vivo in una graziosa città di provincia che però è  , come dice Marie Antoinette, una città depressa.
Non ci sono iniziative carine e quelle poche che organizzano non vengono pubblicizzate oppure   si conoscono dopo due o tre giorni che sono state fatte. Per quanto riguarda i negozi di prelibatezze culinarie poi, è il nulla cosmico. Ci scusiamo dicendo che “è la vicinanza con Milano” ma devo ancora capire come città di provincia ugualmente vicine alla nostrana  Big Apple siano invece dotate di ogni confort gastronomico.
Sono anni che sto aspettando con ansia l’apertura di una esselunga (super che adoro fin da bambina) che non abbiamo e i gli altri supermercati  spesso e volentieri non sono forniti come desidererei.
Dopo aver girovagato per questi supermercati e qualche negozio di frutta e verdura senza trovare i rossi grani , avevo organizzato una gita ad una esselunga limitrofa  : per Yotam, questo ed altro :-) !
Certa, certissima di trovare ,anche non in periodo natalizio, la famosa melagrana, entro nel reparto frutta e verdura serena e tranquilla.
Mi innervosisco un po’ quando mi accorgo di non vedere da nessuna parte il frutto ambito.
Vado al reparto “macedonie” e vedo il cartellino con scritto “grani di melagrana”, sorrido …per poco: lo spazio a loro destinato è vuoto!!!
Subito alla ricerca di un omino, salvatore della mia vita, druido dei grani di melagrana . Eccolo!!!
“Mi scusi, ho visto che avete i grani di melagrana ma nello scaffale non ce n’è più. Potrebbe gentilmente prendermene una confezione in magazzino?” con sguardo vagamente da triglia lessa supplicante.
Lui: “Certo! Vado a vedere”
Ma come è gentile, com’è carino, come è da… esselunga ! :-)
Lo seguo con lo sguardo quasi innamorato e pregusto già il momento di tenere tra le mani i preziosi grani.
“Mi spiace signora, ma non ce n’è più e non sono nemmeno in ordine. Ci sarà da aspettare natale prossimo!!!” dice sorridendo…
Nooooooooooooooooooo!!! Senza grani di melagrana nooooooooooooo!!

Come faccio??? Non potevo assolutamente permettermi altre gite all’”estero” alla ricerca della melagrana perduta , la dolcemetà non ce l’avrebbe fatta. Incompresa e delusa sono ritornata a casa e ho deciso di fare lo stesso il piatto (anche perché l’unico giorno free per cucinare era sabato pomeriggio: o così o pomì) chiedo venia…

In questa  “insalata”  la melanzana la fa da protagonista e devo dire che probabilmente i grani di melagrana non avrebbero modificato più di tanto questo piatto dalle caratteristiche di gusto affumicate , piccanti , mentose (di menta), agliose (di aglio) …ma, confesso,  lo dico anche a mia difesa!!!

Il segreto del successo di questa ricetta è, in effetti (come dice  giustamente Yotam)  la cottura delle melanzane che devono grigliare benissimo. Ottimo sarebbe un barbecue ma nel libro vengono descritte : la cottura su una piastra a gas coperta con foglio protettivo o  la cottura con  un classico forno elettrico.
Ecco gli ingredienti:



Cottura :
con la piastra  : disporre le melanzane direttamente sulla superficie (protetta da carta stagnola unta)  e cuocerle per 15-18 minuti a fuoco moderato fino a quando diventano morbide ,girandole di tanto in tanto.
Con il forno : segnare le melanzane con un coltello con tagli profondi e metterle in una teglia , rivestita di carta da forno. Opzione grill per circa un’ora quindi girarle per circa 20 minuti.

Togliere le melanzane dal forno e farle raffreddare. Dopodiché tagliarle e scavare la polpa . scartare la buccia e mettere la polpa in un colino per circa un’ora per togliere più acqua possibile.
Metterle in una ciotola e aggiungere l’aglio schiacciato , la buccia e il succo del limone, l’olio extravergine di oliva,1/2 cucchiaino di sale e una buona macinata di pepe nero.
Mescolare bene e lasciate le melanzane a marinare per un’ora.
Tritare il prezzemolo e la menta (adoro questi profumi !)
Prima di servire mescolare con le erbe , quindi spargere i semi di melagrana ( ebbene si)  e altre erbe per decorare.

 

Nonostante la mia pecca (mea culpa) queste melanzane sono stra buone. Accompagnano ottimamente carni e pesci ma io non le ho disdegnate con del buon formaggio stagionato!



Che dire? Un altro dieci e lode per "Jerusalem", libro che mi sorprende piacevolmente ad ogni ricetta che faccio e ad ogni ricetta che leggo dalla mie amiche dello starbooks che vi invito ad andare a trovare per scoprire nuovi profumi, nuovi sapori, nuove alchimie,  del magico Yotam:













domenica 30 settembre 2012

BISCUITS MAISON...



 

Bello troppo bello quando dopo una giornata intensa di lavoro, in cui tutto, ma proprio tutto è andato storto, ricevi una telefonata della mamy “è arrivato il solito pacchetto dei libri per te”

Alleluia , allora qualcuno che mi vuole bene lassù da qualche parte esiste.

Mi ero quasi dimenticata (cosa che non capita, quasi mai) di questo mio acquisto…tra libri di cucina e romanzi vari ecco sbucar fuori questo “oggetto del desiderio” che era nella mia wish list da tempo : il timbrino per i biscotti. Ebbene si, impazzisco per questo genere di orpelli culinari e se questi hanno anche un ‘…"allure etrangère",  ancora meglio!

Che il tibrino in questione fosse accompagnato da un mini librino di ricette , era passato in secondo, secondissimo piano  anche se , una volta giunta a casa, è proprio da lui che ho preso la ricetta per i biscotti che ho fatto praticamente subito.

Come non sperimentare  l’emozione di “timbrare” i propri biscotti nientepopodimenoche con la scritta “biscuits maison” ???

La prima ricetta è a pag. 12 :

Biscuits au citron
E quindi, che “biscuits au citron” siano…

Ingredienti:
1 limone non trattato
80 gr di burro
120 gr di zucchero
1 uovo
180 gr farina setacciata
Zucchero a velo (facoltativo)
Lemon curd (che io non ho usato) 

Grattugiare la buccia del limone. Lavorare il burro a pomata , aggiungere lo zucchero e continuare a mescolare. Quando sono ben amalgamati aggiungere l’uovo intero e la buccia del limone. Aggiungere la farina poco per volta senza smettere di impastare con le mani.
Lasciar riposare la pasta nel frigorifero per circa 30 minuti.
Scaldare il forno a 180°. Ricoprire una teglia con carta forno.
Stendere quindi la pasta conuno spessore di 4 o 5 mm, tagliarla con l’aiuto di un bicchiere . quindi con somma felicità (nota mia ) timbrate!!!! J
Mettete i biscotti sulla teglia e infornateli per circa 10 minuti.
Una volta sfornati lasciateli raffreddare su una gratella ed eventualmentespolverizzateli con zucchero a velo.
La ricetta prevedeva di abbinarli due a due con una farcia di lemon curd,io però li ho lasciati così “al naturale”

Ho steso la pasta troppo sottile che , con il burro , secondo me,  troppo poco  ha  fatto sì che i bisoctti fossero un po’ troppo secchi, qualche grammo in più avrebbe sicuro giovato e dato la morbidezza giusta .
 
 
 

Ma per questi biscotti “timbrati” il gusto aveva si la sua importanza ma non era la cosa primaria per me ; la soddisfazione è stata quella di poter utilizzare il timbro e verificare la riuscita perfetta !

Il librino porta altre ricette carine di biscotti ma pochi “timbrabili” J vabbè…

Qualsiasi base di frolla o brisè, naturale ,al cioccolato o come volete voi si può trasformare in un biscotto “firmato” e “timbrato” …le amiche sono avvisate : sono in arrivo quintalate di biscotti “personalizzati” …

lunedì 5 dicembre 2011

ROSE E VIOLE A DICEMBRE...


La colpa è sua solo sua. Di quel meraviglioso attrezzino che mi pela il limone in un attimo regalandomi ciuffi eterei di buccia gialla.
Era nella mia wish list da anni ma, si sa, la vita è fatta di priorità L e il mio grattugino veniva sempre scalato da oggetti più “urgenti”…
Mandavo messaggi nell’etere che ,però, non venivano mai colti fino a quando , durante una delle mie elucubrazioni culinarie con  il mio amico Carlo Maria  è uscito fuori questo argomento:bucce di limone e arance…
Lui ,sensibile quanto me a ingredienti e oggettini da maniaci culinari ( e non son cose brutte… J ),  ha colto subito e mi ha regalato questo oggetto del desiderio!!!
Molto, molto felice quando l’ho ricevuto ,oltre al dono in sé, per questo feeling speciale che ci unisce e che rende questa amicizia importante.
Da quando posseggo questa magica grattugia mi impegno a cercare ricette che contemplino l’atto del grattugiare le scorze degli agrumi…
Cosa che peraltro mi capita di fare anche in ricette in cui non è richiesto, ma questo si chiama “tocco dello chef” che poi, se vogliamo, è quello che fa la differenza!!! J
Ritornando alle ricette ,  ecco capitarmi tra le mani (ehm sempre dalparrucchiere ) questi:
dolcetti soffici glassati al mandarino o meglio:

Rose soffici alla glassa al mandarino

Ingredienti:
120 gr burro morbido
120 gr zucchero
120 gr di farina 00
2 cucchiaini di lievito (io ho usato la farina autolievitante)
2 uova
Il succo di un mandarino

Glassa:
succo di 3 o 4 mandarini
80 gr zucchero


Montare il burro con lo zucchero quindi aggiungere le 2 uova, il succo del mandarino e la farina con il lievito. Versare il composto negli stampini , io ho usato quelli a forma di rosa, regalo di Marie Antoinette ma la ricetta prevedeva di utilizzare gli stampini in alluminio per babà, quelli piccoli (diam. 4 cm).
Cuocere in forno a 180° per circa venti minuti.
Nel frattempo preparare la glassa cuocendo a fiamma media lo zucchero con il succo dei 4 mandarini fino ad ottenere un composto bello denso.
Sfornati i dolci si mettono su una gratella e si ricoprono con lo sciroppo al mandarino.
Profumati e eleganti ,perfetti per un tè con le amiche ma anche per una colazione ricca e chic.
Il “tocco dello chef” è stato, grattugiare con la mitica grattugia di cui sopra, un po’ di buccia di limone che ho messo nell’impasto…non troppa però altrimenti mi sfalsava il sapore, nascondendo l’aroma del mandarino.
Non ho grattugiato la buccia del mandarino perché avevo quelli con buccia sottilissima e non si prestavano…magari con le clementine si riesce a fare! Ci proverò di sicuro…
Tutte le bucce grattugiabili ora sono allo studio J e diciamo che mi va di lusso visto il periodo natalizio nel quale il sapore agrumato ci sta eccome…di sicuro queste nuvole di bucce finiranno nel mio classico pandispezie, così come pure nel mio classico patè di Natale, creando una sorta di “rivisitazione”  necessaria per rendere più nuove queste mie vecchie ricette e per utilizzare più spesso la mitica grattugia…J
Un Natale che arriva in sordina regalandoci giornate con temperature molto al di sopra della media tanto che nei miei piccoli balconi le viole fioriscono prorompenti.


Mi hanno detto che la viola è un fiore d’inverno, che non teme il gelo ma anzi si fortifica grazie a lui ed è per questo che l’ho scelta aspettando nebbie e temperature glaciali  che tardano ad arrivare . Nel frattempo mi godo questo anomalo  cielo azzurro che sa di primavera e mi godo anche queste rose alla glassa di mandarino dal sapore dicembrino, in attesa di vedere la neve soffice e leggera come …la nuvola di limone della mia mitika grattugia….:-)


domenica 27 novembre 2011

ZUPPA DI LIMONE : UNA RICETTA "RUBATA" E..."PICCOLE" MANIE :-)

Spesso mi succede di strappare le pagine da giornali vari, quando vedo una ricetta che mi interessa Lo faccio per non costringermi a tenere quantità esagerate di riviste anche se questo espediente non mi esime dall’avere una libreria quasi a loro dedicata! Subisco il fascino dell’edicola in modo devastante! E quando mi capita di entrare in quei bellissimi store che vendono libri e riviste italiane ed estere la debacle finanziaria è certa!
Arrivo sempre alla cassa con un discreto numero di riviste e pure qualche libro non previsto a preventivo…
Ma mentre i libri mai e poi mai li butterei, mai e poi mai potrei strappar loro pagine, con le riviste vado giù più piatta J e strappo e butto… J))
Ultimamente però mi capita di farlo anche con riviste non…mie!
La mia mamy me lo avevo detto che nella vita andava così : passano gli anni e volano via i fremi inibitori… quindi eccomi andare dal parrucchiere e strappare pagine pure dalle sue riviste. L’educazione mi fa però chiedere il permesso…
“scusa Franco, posso strappare la pagina di questo giornale?” chiedo con un sorriso reso ancora più ebete dal fatto che ho i capelli divisi in ciocche contenute in carta stagnola e fermate qua e là da mollettoni …
Lui gentile  annuisce ma a volte mi fa notare che il giornale è proprio quello nuovo, non posso proprio aspettare di strapparla la prossima volta?
Eh no, caro Franco , la psicotica raccoglitrice di pagine di giornali deve avere subito l’oggetto del desiderio, non posso aspettare…
Invece : “ah, già scusa….andrò in edicola a prendere questo numero”
Grrrrrrrr
Inutile dirvi che uscita dal parrucchiere vado davvero  a comperare la rivista incriminata  
.Il problema grande è però dove mettere tutte queste pagine volanti, come raccoglierle in modo pratico, ordinato e possibilmente…elegante ! (noblesse obblige, sono pur sempre la mamma di Marie Antoinette! J )
Allora vado alla ricerca di “porta listini” (ho scoperto si chiamano così) sorta di raccoglitori con buste di plastica nelle quali inserire i fogli . Ovviamente cerco quelli con più  “pagine” e   personalizzo le  copertine ad hoc : ecco lanciarmi su internet scaricare un po’ di foto d’autore (trad: qualsiasi purchè NON mia!!!) e, utilizzando Photoshop o similia,  creo copertine a tema : “primi piatti” “ dolci” “ to do” (di questi “porta listini” ne avrò  non so quanti) “menu importanti”, ecc…..
Questi vanno riposti nella libreria delle riviste e la giusta rotazione sarebbe :
prendo le riviste di cucina che mi ispirano, le tengo intonse per qualche anno , poi durante pomeriggio domenicale uggioso, piovoso, grigio, prendo il malloppo e inizio le mie “scelte editoriali” strappando pagine a destra e a manca , cercando già di dividerle per tema .
a queste si devono aggiungere anche le pagine volanti che raccolgo ogni tanto (ogni giorno???) da giornali, stampate da internet,ecc….
lo scenario che si presenta mi vede seduta per terra in mezzo a montagne di fogli e foglietti, impegnatissima e serissima e, soprattutto, soddisfattissima quando butto via i “poveri resti” dei giornali e risistemo la libreria con la selezione  effettuata convinta di aver creato nuovi spazi per ….nuove riviste. Il più delle volte rimango amaramente delusa perché lo spazio ottenuto è molto inferiore alle aspettative  anche perchè il numero delle riviste che ritengo "da buttare" è sempre molto esiguo  e i “porta listini” nuovi sostituiscono bene o male lo spazio occupato precedentemente  dai giornali e oltretutto, stilisticamente parlando J, non sono proprio belli da vedere. Da qui un ulteriore studio per cercare di capire se è meglio metterli di taglio o di piatto…
insomma come potete immaginare non è cosa semplice , soprattutto è molto ma molto difficile trovare una ricetta perché non mi ricordo MAI dove posso averla archiviata , per cui, ogni tanto prendo una “raccolta” a caso e scopro pagine dimenticate e trovo idee insperate…
tra le mie pagine volanti (ancora da archiviare) ecco questa :

Zuppa di limone
(dosi per 4 persone)

ingredienti:
2 cucchiai di maizena
1 lt brodo di pollo
4 cucchiai di riso
1 limone
2 uova
Noce moscata
Sale
pepe

Sciogliere i 2 cucchiai di maizena in una ciotola con parte del brodo di pollo .
Il rimanente lo mettete sul fuoco e , al bollore, buttate i 4 cucchiai di riso. Per 10 minuti li fate cuocere a pentola coperta a fuoco basso. Poi togliete il coperchio e fate cuocere per altri 10 minuti abbondanti. Nel frattempo grattugiate la buccia del limone e ne se spremete metà, tenendo il tutto da parte.
In una ciotola sbattete le uova con una piccola frusta versando il succo del limone poco alla volta.
Regolate di sale e pepe profumate con la noce moscata e aggiungete la buccia del limone precedentemente grattugiata.
Quando il riso sarà ben cotto, più del normale , versate il poco brodo nel quale avevate fatto sciogliere la maizena  e mescolate con una frusta e  frullate il tutto con il minipimer ottenendo una crema alla quale aggiungerete anche la “salsa” al limone .
Rimettere la zuppa a fiamma bassa per far addensare e servire.
A me questa zuppa è venuta densissima quindi ritengo un “di più” aggiungere la maizena. Già il riso frullato dà la giusta densità a questo piatto, almeno , secondo me.
L’ho assaggiata molto curiosa e  mi è piaciuta tantissimo! Veloce da fare e d’effetto.
Perfetta con una veste rustica ma non male anche in veste più glam, servita in  tazze bianche moderne e lineari ma senza dimenticare un tocco di “ancien” che fa chic ed ecco perfetti i mestoli della nonna per servirla !


Il preambolo a questo piatto per dirvi che la ricetta di oggi proviene dalla pagina strappata ad  una rivista …del mitico parrucchiere…ma lui non lo sa…
di sicuro lo sa la signora che era seduta vicino a me che mi aveva  guardata  malissimo ma ho cercato di far finta di niente , non senza fatica .
In effetti non ero  proprio a mio agio ma anche per questo, la mia mamy, mi ha detto che con l’età si migliora! Passando gli anni dovrei riuscire a fare anche un sorrisino alla signora in causa e magari fare anche qualche battutina ironica!!! Wow!! Non vedo l’ora di avere 80 anni!!!


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