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domenica 25 gennaio 2015

A ME PIACE ATTACCAR BOTTONE...:-)


Sono una sostenitrice delle cose semplici.Anche in cucina.
Pur amando sperimentare e provare ricette nuove e anche complicate , rimango sempre fedele alle preparazioni "basic" : quelle che avevo imparato da ragazzina da mia nonna, mia zia, mia mamma...

La più importante è sicuramente la pasta frolla e tutte le sue varianti che preparo spesso sia quando ho voglia di crostata che di biscotti.

Questa è la mia frolla basic alla quale aggiungo , secondo l'umore , altri ingredienti .
Può essere una grattugiata di buccia di limone, un po' di cannella, del cacao...






Questa ricetta (e anche i biscotti a forma di bottone) le avevo realizzate per un evento organizzato a dicembre , dal marchio Masala (cliccate sul nome e andate a dare un'occhiata al sito!!!), fortemente voluto e gestito dalla bravissima Rita che crea e confeziona borse, abiti, gioielli in quel di Biella.
Complice la mia amica Betty, sua assistente e collaboratrice, mi sono ritrovata a far parte di questa iniziativa con il mio piccolo contributo.

Insomma come sempre succede alla sottoscritta, quando mi trovo bene con le persone mi viene naturale attaccar bottone :-) e quindi mai come in questa occasione i miei biscotti sono stati perfetti.


In mezzo a tessuti, nastri, fili, perline, borse, abiti e passamenerie i miei biscotti sono sembrati ancor più belli!

Per me , che sono un po' "orso" e non amo troppo la mondanità questi biscotti hanno allietato una colazione, pasto della giornata che amo .
Trovo sempre romanticamente perfetta la colazione soprattutto se la si "arreda" con una tazza minimal, una tovaglia a pois (ca va sans dire!!!), una moscaiola blasonè (brand "Fiorirà un giardino") e un piattino della nonna , dolce e caro ricordo dei tempi andati...




giovedì 25 settembre 2014

ANSIA DA TAGLIO DI CAPELLI E...RICETTA BISCOTTI SABLE' BRETON





Ho tagliato i capelli. Corti. Abbastanza corti da aver avuto una piccola crisi di identità.
Si perché io con i capelli ho un rapporto strano che si avvicina molto all’ansia .
La notte prima di andare dal parrucchiere non dormo ,soprattutto se ho deciso di cambiare un po’ il colore o di spuntare i capelli.
Forse proprio per questo in questi  ultimi anni non ho mai variato più di tanto il mio look…
Colore (sempre lo stesso ) doveroso per coprire i tanti capelli bianchi e lunghezza “da signora” anche se i miei non sono capelli corposi e forti… un look rassicurante che mi regalava notti tranquille pre parrucchiere.
Ma sapete come siamo noi donne! Arriva sempre un momento in cui dobbiamo assolutamente far qualcosa di nuovo per i nostri capelli e il post vacanza è il periodo più pericoloso per prendere decisioni affrettate e drastiche.
Complici i parrucchieri che , appena sentono i verbi “spuntare” o  “tagliare” , si calano in “edward mani di forbice”, sentendosi  finalmente realizzati ed  esprimono tutta la loro verve creativa ,  presi da raptus artistico e scolpiscono, scalano, sforbiciano, sfilano a più non posso.
I risultati possono essere di due tipi: capolavori o disastri epocali. Non esiste la via di mezzo.
Proprio per questo il mio timido suggerimento per un taglio a carrè , molto basic, al collo si è trasformato in uno sforbiciamento selvaggio  in cui la mia parrucchiera si è cimentata divertendosi (secondo me) come una matta.
“vedrai non vorrai più tenere i capelli lunghi !”
“…si ma, non sfilzarmi i capelli altrimenti sembro un pulcino bagnato”
“no, tranquilla…”
E giù a tagliare e sforbiciare…
Il risultato? Al momento da shock, dopo il primo lavaggio da vera disperazione (ma che cavolo di taglio mi ha fatto????) e poi da rassegnazione positiva.
Spiego il concetto: è vero non terrò più i capelli lunghi, la mia parrucchiera aveva ragione. Il corto alleggerisce e fa giovane, è innegabile.
Il taglio però fa abbastanza schifo ma potenzialmente non è male . Mi dovrò quindi rassegnare a tenerlo così fino a quando, crescendo i capelli, potrà essere regolato come si deve e cioè tagliando le orrende “punte vuote” e riempiendo di più la testa.
Da qui la mia rassegnazione positiva perché, conto, in un paio di mesi (o tre) ,di raggiungere il taglio ottimale per me.
Comodo da lavare e asciugare e si comporta bene anche nei tragitti biciclettiferi (trad.: in bicicletta)  ,nota da non trascurare!



Come sempre vi lascio  una ricetta che è  un pretesto per raccontare un po’ di fatti miei….
Ricetta presa da un sito  fantastico di una cara amica :oggi pane domani salame  . Ho avuto l’onore di incontrarla anni fa (siamo quasi vicine di casa) e da allora il suo blog/sito è diventato sempre più grande e ricco ed è per me un appuntamento fisso. Lei è un’ottima fotografa e una cuoca precisa e creativa , instancabile e appassionata  ma soprattutto è una bella persona.
Dico questo con sincerità, non è piaggerìa, anche perché lungi da me dall’incensare food bloggers senza motivo! Anzi, come ho detto molte volte, non amo questo mondo o meglio non amo come si è trasformato in questi ultimi tempi e la scelta delle fodd bloggers  da seguire e , soprattutto stimare,  diventa ,  per i miei personali gusti,  sempre più difficile.
Ma io son strana  … sarà letà???? ;-)



Dolcetti veloci e molto carini da vedere ! I miei hanno poche mandorle perché , come sempre, al momento di farli mi sono accorta di non avere in casa la quantità necessaria…
Per dosi, ingredienti ed esecuzione vi rimando direttamente al sito della Sonia : OPDS (oggi pane e domani)…le sue foto vi faranno capire meglio il risultato che si può ottenere! 
lo ho usato una marmellata di mirtilli e ognuno può mettere quella che vuole!
Io ho fatto biscotti più piccoli e subito me ne sono pentita perché devono essere di misura media non mignon!
Sono stati comunque apprezzati da chi li ha assaggiati ,in primis dalla sottoscritta che ne ha assaggiato subito uno appena uscito dal forno : delicious!!!
Ve li consiglio: veloci , buoni e tanto tanto carini e chic , what else?





mercoledì 17 ottobre 2012

STARBOOK DI OTTOBRE 2012 :OATMEAL RAISIN COOKIES


Siamo arrivate al secondo appuntamento con il nostro STARBOOKS ed ecco gli appuntamenti ai quali non potete assolutamente mancare :

La Apple Pie di Mary Pie - Tamale Pie

Arabafelice - Coconut cake

Andante con gusto - Buttermilk Fried Chicken

Ale only kitchen - New England clam chowder e Frittelline di mais e cipolle

Arricciaspiccia -Indian Pudding

Vissi d'arte e di cucina -Torta di ananas rovesciata

Menuturistico -Hamburger

La Gaia Celiaca -Caramel Corn Ice Cream


Per la sottoscritta , biscotti , ebbene si  ancora dolci.

Ma per me la cucina americana è uguale a dolci  e sarà che vivrei solo di quelli e quindi sono le prime ricette che guardo in un libro. In questo “American’s food”  della Martha di ricette dolci ce ne sono in gran quantità e tutte invitanti,goduriose e assolutamente no light!!!

Questi biscotti in più,  mi davano l’impressione di essere “sani”, dopotutto tra gli ingredienti avevo letto : “fiocchi d’avena” e “germe di grano”…tralasciando  di soffermarmi sulla discreta quantità di burro e di zucchero…anyway…

Ma non solo, il giorno in cui mi ero messa a prepararli, non avevo letto la riga in neretto, corpo maggiore del resto del testo, alla fine della ricetta che diceva pressappoco così:

MAKE ABOUT 5 DOZEN

Quindi, sappiate che le dosi indicate vi faranno sfornare circa una sessantina di biscotti…J
Tranquilli, verranno sicuramente consumati, certo è che 5 dozzine di biscotti è una quantità di tutto rispetto oltre a non essere assolutamente…”light” ;-)
Bando alle ciance ecco gli:

Ingredienti:

270 gr di fiocchi d’avena
120 gr di farina + 2 cucchiai da minestra
40 gr circa di germe di grano
1 cucchiaino di lievito
1 cucchiaino di bicarbonato
½ cucchiaino di cannella in polvere
172 cucchiaino di sale fino (apperò...) :-)
EHM...grazie per avermi segnalato che FORSE la quantità è 1/2 cucchiaino di sale :)
240 gr di burro morbido
200 gr zucchero semolato
200 gr di zucchero di canna
2 uova grandi
1 cucchino di estratto di vaniglia (io ho utilizzato la bacca)
2oo gr circa di uvetta sultanina (io l’ho ammorbidita nell’acqua) 

Accendere il forno a 180°mettendo le griglia in alto e in basso .

Mescolare insieme i fiocchi d’avena,la farina, il germe di grano, il lievito, il bicarbonato, la cannella in polvere e il sale in una grande (grandissima, aggiungo io) ciotola.

Con un mixer , alla velocità media, montare il burro insieme ai due zuccheri. Aggiungere le uova e la vaniglia e mescolare  molto bene il composto. Ridurre la velocità del mixer e aggiungere  gli ingredienti “secchi” della  ciotola grande e le uvette. Mescolare bene il tutto ( io l’ho fatto non con il mixer, ma con  una spatola ) in modo da ottenere un composto ben amalgamato.
Il risultato finale è un insieme un po’ appicicaticcio, compatto, abbastanza morbido ma non “svenevole”.
A questo punto la ricetta dice di utilizzare quell’attrezzo per fare le palline di gelato (non conosco il nome “tecnico”) per  prendere un po’ del composto e metterlo sulla teglia (che avevate foderato con carta forno) tenendo una distanza da un “mucchietto” all’altro di circa 5 cm. Perché l'impasto tende a “sedersi” ed allargarsi.

Io però non avevo il “prezioso” aggeggio e quindi ho utilizzato un cucchiaio , facendo scivolare il composto aiutandomi con un altro cucchiaio.

La distanza che ho tenuto è stata di circa 2- 3 cm  ed è stata ok, anche perché i miei biscotti erano abbastanza compatti da non allargarsi molto.
Infornare i biscotti e cuocerli per circa 12/14 minuti controllando che diventino ben dorati in modo uniforme.
Sfornarli e lasciarli raffreddare 5 minuti, poi prenderli con una paletta (perché saranno ancora “mollini” …trad: un poco morbidi)  e trasferirli su una gratella affinchè si raffreddino completamente.
Il libro dice che questi biscotti si conservano per tre giorni in un contenitore ermetico ma io vi assicuro che in una scatola di latta resistono per ben più giorni anche se è difficile resistere a non mangiarli!!!
Nota carina: essendomi accorta (lo so, sono “vagamente” stordita..) solo dopo aver preparato l’impasto,  della  quintupla dozzina di biscotti che ne sarebbe uscita, confesso che mi era venuto un po’ il panico.
In casa sono l’unica estimatrice di prodotti altamente glicemici ma mangiarmi da sola tutti quei biscotti sarebbe stata una bella impresa (ehm, non dimenticate che la mia ricetta precedente era stata la favolosa mile high apple pie!!!)insomma era davvero troppo anche per me.
A cosa servono le vere amiche se non aiutarti nel momento del bisogno? Eccomi  quindi fare due o tre telefonate dove  chiedevo alle mie adorate amiche di passare da me per  urgenza da surplus da ...produzione dolciaria!
I miei biscotti, tutti vestiti a festa e infiocchettati sono stati quindi distribuiti regalando dolcezza alle persone che amo.


Qui i pro e i (pochissimi) contro di questi “oatmeal raisin cookies” :

- La facilità e la velocità di esecuzione (pro)
- Gusto originale e  buonissimo a parte il ½ cucchiaino di sale che ridurrei al mio famoso “pluc” , cioè, giusto un mini pizzico o  un “non niente” di sale per dirla alla Fabio Picchi (contro)
- Ma soprattutto per la automatica e necessaria condivisione che rende ancor più bello cucinare (super pro)

Nella preparazione alchemica di questi biscotti c’era una piccola parte di me che insieme agli altri ingredienti li ha resi ancor più adatti come regalo alle amiche del cuore .
I rimanenti biscotti sono stati assaggiati, mangiati, gustati e apprezzati da tutta la “famiglia” allargata : persino la dolcemetà che non ama i dolci se li è mangiati, anche i di lui pargoli li hanno apprezzati e, udite udite, anche Marie Antoinette li ha graditi segnalando però il problema “sale” (di cui sopra) e consigliando una nuova versione che vede le gocce di cioccolato sostituire l’uvetta…

Anche la mia piccola regina che, come ben sapete,  raramente si abbassa alla manovalanza culinaria (anche si tratti solo di pensieri e parole)  si è fatta coinvolgere da questi cookies…e questo basti per farveli assolutamente provare !

domenica 30 settembre 2012

BISCUITS MAISON...



 

Bello troppo bello quando dopo una giornata intensa di lavoro, in cui tutto, ma proprio tutto è andato storto, ricevi una telefonata della mamy “è arrivato il solito pacchetto dei libri per te”

Alleluia , allora qualcuno che mi vuole bene lassù da qualche parte esiste.

Mi ero quasi dimenticata (cosa che non capita, quasi mai) di questo mio acquisto…tra libri di cucina e romanzi vari ecco sbucar fuori questo “oggetto del desiderio” che era nella mia wish list da tempo : il timbrino per i biscotti. Ebbene si, impazzisco per questo genere di orpelli culinari e se questi hanno anche un ‘…"allure etrangère",  ancora meglio!

Che il tibrino in questione fosse accompagnato da un mini librino di ricette , era passato in secondo, secondissimo piano  anche se , una volta giunta a casa, è proprio da lui che ho preso la ricetta per i biscotti che ho fatto praticamente subito.

Come non sperimentare  l’emozione di “timbrare” i propri biscotti nientepopodimenoche con la scritta “biscuits maison” ???

La prima ricetta è a pag. 12 :

Biscuits au citron
E quindi, che “biscuits au citron” siano…

Ingredienti:
1 limone non trattato
80 gr di burro
120 gr di zucchero
1 uovo
180 gr farina setacciata
Zucchero a velo (facoltativo)
Lemon curd (che io non ho usato) 

Grattugiare la buccia del limone. Lavorare il burro a pomata , aggiungere lo zucchero e continuare a mescolare. Quando sono ben amalgamati aggiungere l’uovo intero e la buccia del limone. Aggiungere la farina poco per volta senza smettere di impastare con le mani.
Lasciar riposare la pasta nel frigorifero per circa 30 minuti.
Scaldare il forno a 180°. Ricoprire una teglia con carta forno.
Stendere quindi la pasta conuno spessore di 4 o 5 mm, tagliarla con l’aiuto di un bicchiere . quindi con somma felicità (nota mia ) timbrate!!!! J
Mettete i biscotti sulla teglia e infornateli per circa 10 minuti.
Una volta sfornati lasciateli raffreddare su una gratella ed eventualmentespolverizzateli con zucchero a velo.
La ricetta prevedeva di abbinarli due a due con una farcia di lemon curd,io però li ho lasciati così “al naturale”

Ho steso la pasta troppo sottile che , con il burro , secondo me,  troppo poco  ha  fatto sì che i bisoctti fossero un po’ troppo secchi, qualche grammo in più avrebbe sicuro giovato e dato la morbidezza giusta .
 
 
 

Ma per questi biscotti “timbrati” il gusto aveva si la sua importanza ma non era la cosa primaria per me ; la soddisfazione è stata quella di poter utilizzare il timbro e verificare la riuscita perfetta !

Il librino porta altre ricette carine di biscotti ma pochi “timbrabili” J vabbè…

Qualsiasi base di frolla o brisè, naturale ,al cioccolato o come volete voi si può trasformare in un biscotto “firmato” e “timbrato” …le amiche sono avvisate : sono in arrivo quintalate di biscotti “personalizzati” …

giovedì 1 marzo 2012

BISCOTTI SBAGLIATI & ...CAOS DENTRO DI SE' :-)


 
Non ce  la faccio più! È inutile. Non ci riesco. Mi sveglio alla mattina piena di buoni propositi ma li perdo per strada durante il giorno…
Li perdo tra le riunioni infinite che non portano a nulla, li perdo tra le formule di excel (odio i numeri!!!), li perdo tra le bassezze d’ufficio, li perdo tra i mille impegni, i mille obblighi, i mille doveri che riempiono le mie giornate.
Difficile trovare tempo per me, difficile , a volte, anche sbocconcellare un panino per pranzo…come riuscire a dedicarmi alla mia amata cucina????
Quasi in modo vorace vago sul web, tra una pausa e l’altra, scarico ricette e immagini con la promessa di m ettermi ai fornelli al più presto, acquisto riviste che non avrò mai il tempo di leggere e segno sulla mia lista dei desideri di amazon tomi e tomi di letteratura, food stylist, cooking…
In questa frenesia di vita non perdo nemmeno un etto , anzi! Ho letto che è proprio lo stress a farti ingrassare. Ma come? Io da sempre nei miei momenti più “intensi” mi prosciugavo più di angelina jolie (scusate il paragone!), e invece ora funziona al contrario ???com’è questa storia???
Questo we sempre di corsa , mentre ero di ritorno da un mini viaggio in macchina , solitaria stavo guidando e man mano che si avvicinava la meta di casa, decidevo di fare dei biscotti.
“appena arrivo a casa, nemmeno mi cambio! mi metto subito all’opera!”
E infatti , così ho fatto.
Nella casa vuota , senza rumori l’ispirazione è aumentata e mi sono letteralmente buttata sulla mia raccolta di ricette : fogli, foglietti, portalistini trasformati in raccolte ad hoc, agende….ed ho scelto il modello dei biscotti da una foto che ,invitante, mi aveva colpita. Peccato che al servizio bellissimo, alle foto patinate dai toni soft e cipriati (ehm..da cipria) , non corrispondeva una ricetta precisa …anyway…sempre più spesso è così.
O forse sono io che ho l’intuito speciale per scegliere ricette sbagliate?
E quindi ecco i miei biscotti sbagliati ma corretti da un briciolo  di esperienza che dopo anni e anni di forno&fornelli si acquisisce…
Negli ingredienti avevano dimenticato, guarda un po’, l’uovo…il collante, l’ammorbidente del tutto…
Come si sarebbe potuto ,altrimenti, mettere l’impasto (tutto asciutto e bricioloso) nella sac à poche ???


Ingredienti :


250 gr di burro morbido
60 gr zucchero a velo
220 gr di farina
90 gr di amido di mais
Estratto di vaniglia (io non ce l’avevo e ho grattugiato poca buccia di limone, giusto un giallo soffio..)
100 gr di cioccolato fondente
1 uovo interno (aggiunto da me ,ma non presente nella ricetta)



Si monta il burro a crema con una frusta con lo zucchero a velo . quindi si aggiunge la farina , l’amido, la buccia di limone e l’uovo. L’impasto deve risultare morbido per essere poi messo nella sac à poche (articolo che amo alla follia!!)…
Possiedo quelle “usa e getta” che allestisco con varie bocchette che compro ogni tanto, arricchendo così, il mio “magazzino”.
Quando qualcosa nasce “sbagliato” prosegue per questa strada e infatti ho contribuito anch’io ad aggiungere errori a questa ricetta…
Per la solita fretta ho preso la bocchetta non giusta e, ovviamente, me ne sono accorta quando avevo ben riempito la sac à poche …impensabile svuotarla!!
Ed ecco uscire degli striatissimi biscotti, sottili come NON dovevano essere…
Li ho cotti ugualmente nel forno a 180° per circa 20 minuti…ma bastava anche meno . l’immagine patinata li presentava molto pallidi e così li avrei voluti, ma oramai la strada dell’errore continuo era presa :-)
Usciti abbronzati dal forno, li ho messi su una gratella, a raffreddare e intanto ho sciolto il cioccolato fondente a bagnomaria, con il quale ho poi “decorato” (pucciandoci, ops, intingendo la punta ) i miei biscotti sbagliati.
Com'è che dice quella frase (inflazionatissima ma, in questo caso ad hoc...) del Nietzsche?
che bisogna avere un caos dentro di sè per generare una stella danzante?
ecco...il caos dentro di me ce l'ho (sicuro!!!) e mi ha fatto generare questi biscotti sbagliati, non proprio "danzanti" ma comunque carini...dai...!

giovedì 22 dicembre 2011

MI PIACE SEMPRE ATTACCAR BOTTONE CON VOI :-) E... TANTI TANTI AUGURI...



Non so se il modo di dire "attaccare bottone" valga per tutta Italia... Dalle mie parti significa chiacchierare ma  con una "leggera" connotazione  da pesante logorrea :-) ma , ribadisco, qui nel blog,  mi piace un sacco attacar bottone con tutte voi tra post, commenti, botte e risposte in un turbinìo di parole, impressioni, battute...
 Ancora biscotti ma  a forma di bottone :-) per farvi gli auguri e per offrirveli (virtualmente,purtroppo) come petit cadeau.
Questa volta un’altra ricetta “rubata” ma non da un libro ma dal web .
Una ricetta sicura (riportata pari pari) che vi consiglio : il profumo che si espande in casa è favoloso perché mischiato al burro ci sono anche le clementine che fanno tantissimo Natale!

Ingredienti:
200 g di farina db 00
100 g di burro freddo di frigo
80 g di zucchero a velo setacciato
2 tuorli
la scorza grattugiata di 2 clementine non trattate
2 cm di zenzero fresco grattugiato (ehm…non ce l’avevo…e non l’ho messo, ovvio!)
1 pizzico di sale

Con la planetaria, (utilizzate il gancio a k) e a bassa velocità, lavorate lo zucchero a velo insieme al burro a pezzetti.Unite i tuorli, uno alla volta, quando si saranno incorporati aggiungete la farina setacciata, la scorza grattugiata delle clementine e lo zenzero ed un pizzico di sale. Impastate fino a quando gli ingredienti saranno amalgamati ed otterrete una pasta lavorabile. Prelevatela dalla ciotola, formate la classica forma a palla e avvolgetela nella pellicola alimentare. Lasciate riposare in frigorifero per almeno 2 ore. (io l'ho lasciata riposare una notte)
Trascorso questo tempo scaldate il forno a 180° e stendete la pasta su di una spianatoia infarinata portando la sfoglia ad uno spessore di circa 4 mm. Servendovi dell’apposito stampo a timbro ritagliate tante sagome dalla pasta frolla fino ad esaurimento di tutta la pasta. Disponete le sagome su di una teglia rivestita di carta da forno distanziandole di circa 2-3 cm in modo da non farle attaccare e trasferitele in frigo per circa 10 minuti. Cuocete una teglia alla volta dapprima a 200°C per i primi 6 minuti poi proseguite la cottura per altri 10 minuti a 180°C o fino a quando vedrete una leggera doratura superficiale (controllateli anche sotto, non dovranno scurire).

Quindi passo agli auguri ufficiali :-) auguri che faccio di cuore a tutte voi con le quali ho scoperto un mondo!
:-)
Sono nate amicizie sincere e profonde che ho colto come un grande dono e che mi rendono felice!
Anzi, a volte , me la tiro un po’ quando ricevo commenti da chi stimo e ritengo super toste della blogosfera! Mi dico : ma davvero scrivono proprio a me , mi commentano proprio loro??? Ma davvero ci siamo viste, frequentate, telefonate, mail-ate?davvero mi hanno invitata ad incontri carini tra blogger? Ma davvero chi riceve centinaia di commenti viene a fare un giretto a...le chat egoiste???:-)

A voi  e alle mie amiche del cuore "storiche" ,che mi leggono e seguono con affetto, regalo parole rubate ad un editoriale di Massimo Granellini che giro come augurio per questo nuovo anno alle porte ,del quale si ha un po’ “paura” , per il clima greve nel quale siamo immersi…e che nessuno , ma proprio nessuno, si stanca di farcelo notare...
Ma noi donne toste non disperiamo, abbiamo sempre mille risorse inaspettate per combattere e stupire tutti, in primis proprio noi stesse! .-)))

si possono fare cose sfiziose a chilometro zero. Per esempio afferrare il tempo, governarne la fluidità e plasmarla ai nostri scopi. Smettere di lamentarsi, di fare le vittime, di aspettarsi dagli altri la soluzione dei nostri problemi. Diventare adulti. Profondi ma leggeri. Voler bene alle persone a cui si è scelto di voler bene. Leggere Charles Dickens o chi volete voi, purché oltre alla tecnica abbia un’anima, oltre al cinismo un sogno. E per quanto riguarda le profezie dei Maya, scoprire che il 21 dicembre 2012 non finirà un bel niente, semmai comincerà qualcosa. Qualcosa che sarebbe meglio far cominciare già adesso, anche dentro di noi.”


Auguri di Buon Natale e Sereno Nuovo Anno



foto presa dal web

domenica 18 dicembre 2011

PRODUZIONE NATALIZIA DI BISCOTTI HOMEMADE...QUASI :-) UN FLOP...


Nel pieno delirio dei regali di Natale che per me significa…home made!
Ed eccomi qui ad impastare e infornare biscotti dolci e salati.
Mi piace perdermi in questo lavoro frenetico scandito da tempi di lievitazione, di cottura, di riposo in frigo . Tempi che si incastrano uno nell’altro , ottimizzando l’utilizzo del forno, del mio mitico KA, di teglie e di stampi.
Io che mi muovo leggiadra (si fa per dire) tra tutto questo : dò un’occhiata alla ricetta, peso gli ingredienti, controllo la cottura nel forno e…mi accorgo che le favolose palline di farina di riso e pistacchi che avevo amorevolmente impastato e decorato ,  si sono unite tutte formando un unico ammasso !!! Ma come??? Nella ricetta, tratta da un libro conosciutissimo, di una blogger famosissima, non c’era un minimo accenno al fatto che l’impasto avrebbe potuto “lasciarsi andare “ e non un consiglio per mettere questo impasto, per esempio, in stampini da cioccolatini per mantenere la forma e soprattutto per evitare questa terribile …sorpresa!
Ho fatto comunque concludere la cottura e , dopo aver lasciato raffreddare il tutto, ho separato (per quanto fosse possibile) i “biscotti” …il gusto non male,  ma come presentarli???
Alle amiche del cuore , visto l’affetto che ci lega, ho confessato il fattaccio e ho osato presentarli lo stesso : siamo in piena crisi economica quindi non si butta via nulla, anche se indubbiamente, l’immagine dei miei doni è stata compromessa e, chi mi conosce, sa che questo è abbastanza uno smacco per la sottoscritta  J
Mi è sorto spontaneo il dubbio  : che forse non tutte le ricette riportate nei libri, riviste ,ecc…vengono effettivamente realizzate ? E mi è sorta spontanea la certezza che spesso le spiegazioni delle ricette siano molto, ma molto vaghe…anche da fonti insospettabili.
Non voglio fare la polemica perché siamo a Natale ma ammetto che la voglia di esternare qualche serena rimostranza ce l’avrei….anyway…
Per  la mia giornata biscottifera avevo scelto ben tre ricette da questo libro è la media di riuscita è stata di una su tre…
I biscotti erano:

biscotti di farina di riso ai pistacchi (di cui sopra…sigh! L )

sablés au fleur de sel (L)

girelle con tapenade, limone e parmiggiano  (ma si dai…)

E’ vero ho sbagliato. Possiedo libri con ricette di biscotti favolosi, uno su tutti “biscuits, sabés, cookies” della Martha (Stewart) , non solo, appena riesco acquisto la rivista “Elle a table” e io dove vado a prendere la ricetta per i sablés au fleur de sel????
Il risultato , che dalla foto non traspare , è un biscotto davvero molto secco, troppo…almeno per come intendo io la consistenza dei sablé!
Per i biscotti meglio riusciti una foto frettolosa , visto che li ho serviti quasi appena sfornati e ne ho tenuti  da parte  proprio quattro .


Quindi l’unica ricetta che riporto è proprio questa:
150 gr di farina
90 gr di burro
50 gr di parmigiano
Buccia grattugiata di un  limone (ne ho messa mezza: è più che sufficiente, per me)
Tapenade : che io ho fatto frullando 100 gr di olive nere denocciolate, un po’ di pasta d’acciughe, un cucchiaino di capperi sotto sale sciacquati e strizzati, olio.
Mescolare la farina con il parmigiano, la buccia di limone e un pizzico di sale. Aggiungere il burro a pezzetti e mescolare con mani fino ad ottenere un composto “bricioloso” al quale aggiungerete 2 o 3 cucchiai di acqua (io vi direi : fredda da frigo) per ottenere un impasto morbido che stenderete con il mattarello su un piano infarinato, formando un rettangolo di uno spessore di circa mezzo centimetro  (io l’ho fatto un po’ più sottile).
Quindi spalmate sopra la tapenade e arrotolate  formando un rotolo (ovvio! J ). Prendete un foglio di pellicola e avvolgetelo  e  mettete a riposare in frigo per circa un’ora (la ricetta dice due ore)
Trascorso il tempo di riposo in frigo , tagliate a rondelle che metterete su una placca con carta forno e cuocerete in forno a 180° per circa 20/25 minuti.
Confermo che usciranno circa 20 biscotti.
A parte questa “piccola” defaillance , la produzione di biscotti natalizi proseguirà nei prossimi giorni probabilmente anche  di…notte, visti i miei  impegni!!!
Ma anche così è bello ed ha comunque il suo perchè…: mi fa sentire un po’ folletto di Babbo Natale, instancabile e al lavoro senza sosta tutto il giorno e tutta la notte, con Eu (il mio gatto) che mi assiste (ma ogni tanto si lascia andare e si addormenta sulla sedia…) felice per poter mangiare qualche briciola caduta (è golosissimo di dolci) e contento di giocare con nastri, file di perline, carta velina con i quali impacchetto i biscotti .
Le prossime saranno le mie ricette “storiche” per Natale : pan di spezie in primis e poi toccherà ai patés e alle mousses…in attesa di farvi gli auguri “ufficiali” per le feste ! Alla prox…J

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