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sabato 29 novembre 2014

PEA SOUP, COMFORT FOOD, ... IN PIENO HYGGE STYLE! :-)

Complice il tempo , mi è venuta voglia di mangiare una zuppa.
So di essere "anomala" ma a me queste giornate piovose, grigie, buie , un po' mi piacciono.
Mi fanno venire voglia di casa, di stare al caldo e di condividere con chi si ama tempo ... soft.
Ho scoperto che questo mio "mood" è una filosofia danese (I love!!!) , ebbene si!
In una parola : HYGGE.

Se andate a cercare il significato troverete , pressapoco questi concetti:  "intimità, intesa come relax con amici o persone care possibilmente  gustando buon cibo.
Trovarsi in una fredda serata di pioggia, con i propri cari, è un vero momento "hygge", come anche fare grigliate immersi nella natura , sorseggiare una buona birra e concedersi momenti di "coccole" soft.

Ebbene , ho scoperto di essere "hygge" da sempre senza saperlo!

Tutta calata nella parte della perfetta danese :-), mi sono messa a preparare questa deliziosa zuppa, autentico comfort food...hygge!





Ingredienti per 4 persone:

300 gr di piselli secchi rotti
1 cipolla
1 gambo di sedano
1 carota
1 po' di sale grosso (un po' meno di un pugno scarso)
750 ml di acqua
pepe alla fine (se piace)

Non serve mettere a mollo i piselli che vanno però sciacquati sotto all'acqua fresca.
Si taglia la cipolla, il sedano, la carota e si mettono in una pentola.
Si aggiungono i piselli, l'acqua e il sale.
Portare ad ebollizione e poi calcolare circa mezz'ora di cottura , tempi che dimezzeranno, se utilizzerete la pentola a pressione .
Frullate il tutto con il minipimer o similia, una spruzzata di pepe e potrete gustare una zuppa davvero delicata e buonissima!

Guardo fuori dalla finestra : i colori sono smorzati dalla poca luce che rende tutto particolarmente raffinato ed elegante : i tetti, le strade riflettono le nubi grigie regalando una palette di colori in armonia perfetta.






In pieno hygge style è trascorsa questa mia giornata

Bè non solo per me...direi che anche Eu , il vero "chat egoiste", sposa la mia filosofia :



davvero hygge inside!!!

sabato 26 maggio 2012

IL "MIRACOLO" DELL'UOVO POCHE'...



Non sono mai e dico "mai", riuscita a fare un uovo in camicia come si deve .
Ho provato varie tecniche, ho modificato intensità di bollitura, vari tipi di aceto (vuoi mai?)…nothing to do…
L’uovo si disfava formando filamenti bianchi e giallini che si mischiavano nei vortici dell’acqua in ebollizione, creando masse ingestibili. Cercavo di recuperare il tutto con la schiumarola tentando di “comporre” un simil uovo ma i risultati erano pessimi e abbandonavo l’impresa buttando via tutto.
E dentro di me, soffrivo. Non è possibile non riuscire a fare un uovo in camicia !!! avevo  visto mille video , avevo letto mille trucchi del mestiere ma questa per me era sempre rimasta una “mission impossibile” fino a quando…

Gita lavorativa a Parigi (eh, si una volta nella vita era capitata proprio a me!!!) e tra le persone del gruppo avevo conosciuto  una simpatica coppia e avevo scoperto con piacere  , che erano ,non solo appassionati di cucina, ma che lui mi era fresco fresco di corso di cucina "blasoné".
E parla di qui e parla di là ecco saltar fuori il mitico uovo pochè. Altro non è che il “simpatico” uovo in camicia . O meglio , non è proprio la stessa cosa : l’uovo in camicia classico si fa con l’acqua che bolle, questo invece va fatto con l’acqua portata a bollore e poi spenta…mi sembra...
Vabbè, ma il “segreto” di questo mio uovo pochè non è assolutamente nell’ebollizione dell’acqua  ma nell’allestimento adottato per cuocerlo senza che si disfi tutto…
L’uovo va “confezionato” nella pellicola trasparente e così cotto!!!!
Fantastico vero???? Io adesso sono una donna felice e appagata! J a volte basta davvero poco nella vita…
Anyway
Ecco come ho fatto:
ho preso una tazza piccola e l’ho rivestita con un pezzo di pellicola abbondante. Ho rotto l’uovo dentro e l’ho sigillato formando un sacchettino con l’accortezza di far uscire bene l’aria (altrimenti il “sacchetto” una volta  messo nell’acqua, galleggia, l’ho provato personalmente !)
L’ho chiuso con quei laccetti dei sacchetti da freezer, altrimenti tendeva ad aprirsi.
Quando l’acqua si messa a sobbollire ho messo delicatamente il mio sacchettino nell’acqua. L’ho curato amorevolmente, girandolo ogni tanto aiutata da un cucchiaio affinché si cuocesse in modo omogeneo. Dopo circa 5 minuti abbondanti l’ho tirato fuori e , delicatissimamente, l’ho aperto.
Miracolo!!! Era intatto, forse un po’ mollino ma così deve essere, o no??? J


L’ ho accompagnato ad una crema di piselli fredda che adoro pur non amando particolarmente questa leguminosa .
Ecco la veloce ricetta:
Ingredienti:
250 gr piselli (io ho usato quelli surgelati)
Sale
olio
Panna vegetale
Ho cotto i piselli in una padellina con un filo d’olio . a cottura ultimata ho aggiunto la panna vegetale (che risulta più leggera e anche più liquida e per questo è perfetta)  e il sale.
Ho quindi frullato il tutto con il minipimer.
Fine.
Volendo fare i "sofistici" si potrebbe passare al colino il tutto per rendere questa crema vellutata e senza grumi (perché un po’ ce ne sono) ma a me piace la sua aria pseudo rustica , la sua consistenza materica che si sposa perfettamente con la morbida  presenza dell’uovo poché.
Insomma questa ricetta facile facile rischia di diventare un mio cavallo di battaglia e se poi ci si aggiunge anche una piccola manciata di germogli di trifoglio ( eh, si ho preso il germogliatore…ma questa è un’altra storia e probabilmente un altro post….) allora ecco che l’immagine di questo piatto diventa very chic!!!!!
Insomma anche con un banale ovetto si rischia un figurone tra i commensali…quindi assolutamente ricettina "to do"!

ed ecco il mio "saggio" set di polyvore...


meglio un uovo oggi...

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