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domenica 1 novembre 2015

UN PICCOLO "PECCATO" PER (RI) PRESENTARE UN LIBRO ASSOLUTAMENTE DA LEGGERE :-)



Si lo so, non si dovrebbe fare ma , chiedo venia!
Tempo non ne ho , o meglio, ne ho pochissimo!!! Cose che vorrei fare, condividere, raccontare : tantissime, ma come fare ad organizzare tutto? 
Quindi ho deciso di fare una cosa che non andrebbe fatta (forse), che non avrebbe senso (forse).
Insomma qual'è questo "peccato" terribile che sto per fare ..."hic et nunc"??
Serve un minimo di antefatto: non so voi ma io, ogni tanto, mi vado rileggere i primi post che scrivevo. Scopro argomenti carini, ricette di cui mi ero dimenticata (ebbene si, pure questo!!!) ma soprattutto trovo recensioni di libri . 

giovedì 21 maggio 2015

TINTE CHE AMO, UN TOCCO DI VERDE, UNA TORTA AL CIOCCOLATO E BELLE NOVITA'...



Si lo so, non sono foto molto primaverili/estive…ma io queste tinte le amo sempre: estate, autunno ,inverno e primavera.
Complice un libro bellissimo : “A life less ordinary” mi sono persa in queste atmosfere mentre  avevo una torta nel forno, poco estiva pure questa! 
Torta al cioccolato: color marrone scuro… 
Mentre sfogliavo il libro, lo sguardo si è posato su uno dei miei ultimi acquisti : un meraviglioso tagliere (anzi ne ho presi due) color grigio tortora decapato.


Ho sfornato la torta che ho lasciato nella carta forno che aveva assunto quel colore stupendo del  post cottura (e se fosse stata un po’ più bruciacchiata l’avrei preferita!)
Guardando il balcone ho subito adocchiato la sedia di legno (un po' rovinato) , il tavolino "vissuto" e il pavimento di sasso .
Cellulare alla mano è ufficialmente partita la modalità “scattofotografico”  e questi  sono i risultati…
Ho fotografato anche alcune pagine a caso e solo dopo averle riviste mi sono accorta che una aveva un piccolo tocco di verde che quasi nemmeno si  notava.


Solo una scritta bianca per percepire quel tono di verde che mi piace così tanto in questo momento.
Sono nel mood “verdino” e che mi segue sui social (FB, Pinterest, IG) se n’è già accorto…
Non so come mai, perché questo colore non ha mai catturato la mia attenzione, anzi, l’avevo sempre considerato un colore “difficile”.
Certo il verdino che mi piace è molto tenue e ha impercettibili “tracce” di grigio che lo spengono un po’, poco giallo e un po’ di blu.

Il verde rinfresca, illumina, rappresenta, per me,  la vita open air a contatto con la natura nel pieno rispetto delle sue risorse .
Il verde delle aromatiche è tra i miei preferiti perché profuma con intensità e con aromi diversi ma sempre unici e connotati.
Non solo, il tocco di verde sui piatti aggiunge quel tocco che li rende più eleganti, completi, saporiti, freschi.
Come non ispirarmi un disegno? ;-)



E a proposito di disegni approfitto per raccontarvi questa cosa carina.
Da un po' di tempo collaboro con l’azienda Masala, brand giovane e originale che propone accessori (borse, bijoux, abiti) 
Nella barra a fianco ho inserito la foto della prima maglietta realizzata per la festa della mamma: una mamma multitasking ma non per questo poco attenta al look! Anzi!!
Se cliccate sulla foto , il link vi rimanda alla loro pagina e scoprirete come fare per acquistarla.
Sono molto felice di questa collaborazione, in primis, perché ho a che fare con amiche oltre che persone speciali e poi perché mi permettono di realizzare i disegni in piena libertà.
Insomma posso sfogare al massimo la mia “vena creativa” !
Nel loro sito , come dicevo, non solo magliette ma tanti accessori carini e originalissimi creati dalla fondatrice ,  Rita Mancini, stilista e creatrice del brand.
Rita  è riuscita a concretizzare le sue idee, creando e cucendo accessori particolari aiutata dalla suo estro artistico, la sua curiosità verso la sperimentazione, con particolare riguardo al  riciclo di materiali considerati insignificanti agli occhi degli altri . Un modo “green” di pensare e realizzare idee che bene si associa al mio mood del momento!
Abbiamo iniziato ad attaccar bottone …e non la smettiamo più ;-)!
E per l’EXPO grandi novità: stay tuned!!


E dopo questa chiacchierata prendiamoci un buon caffè, rigorosamente con la moka (io mi son stufata di tutte ‘ste cialde!) e con tazzine, ovviamente, verdi!  

Ed ecco, in ultimo,  la ricetta :

Ricetta torta al cioccolato (semplice, veloce e sempre buona)

Il vasetto di yogurt servirà come misurino:
1 vasetto di yogurt magro 
2 vasetti   di farina 
2 vasetti di zucchero 
1 vasetto  di cacao
3 uova intere
1 vasetto di olio di semi (girasole per me)
1 bustina di lievito 

Ho aggiunto anche qualche goccia di cioccolato fondente (per non farsi mancare nulla).
Mescolare gli ingredienti partendo dalle uova e dallo zucchero e aggiungere ,mano a mano, i restanti.
Forno a 180° per circa 40 minuti (fare prova stecchino) 
Tortiera alta a cerniera da 20 cm di diametro

domenica 29 giugno 2014

DI LIBRI...





E’ da tanto che non scrivo di libri, bè è semplice: non leggo più come un tempo.
Di questo mi spiace tantissimo, ero una lettrice vorace e instancabile. 
In questo momento, per me,  è difficile trovare tempo “sospeso” in cui dedicarsi solo alla lettura in piacevole ozio letterario. 
Ogni tanto però,  magicamente, si apre ,come un squarcio nel cielo, un “buco nero spazio temporale” ,che mi regala la possibilità di isolarmi dal mondo e leggere un libro.
In tre ore.
Si, perché questo è quanto ho impiegato a leggere il libro “IL REALITY DELLA PAURA” di Giulio Galli.
Nota doverosa: è un libro di un esordiente  e  ultimamente,  i libri di scrittori sconosciuti ,mi danno una grande soddisfazione ! Ne ho  letti diversi di  piccole e grandi case editrici ,  accompagnata sempre da un vago scetticismo di base che però non ha mai trovato conferma : i libri letti si sono sempre dimostrati all’altezza della situazione e mi hanno delusa molto più spesso quelli  di nomi noti  e blasonat! 
anyway…

Tornando a  questo libro ,vi posso dire poco della trama perché il rischio di “spoilerare” è alto. Tanta l’azione, tanti i colpi di scena ed è difficile tenere la bocca chiusa e non svelare qualche indizio che sarebbe meglio non conoscere.

Impossibile   confrontarlo   con  “Dieci piccoli indiani”, il piccolo capolavoro letterario 
della mitica Agatha Christie , anche se  in questo romanzo si ritrovano dieci persone in balìa di un killer che spargerà terrore e panico.

“Il reality della paura” è altro, è diverso.

La location : un’isola selvaggia nell’arcipelago delle Bahamas.
L’occasione: partecipare ad un reality show che promette un’unicità spettacolare .
La curiosità e la speranza di una vittoria carica d’oro e di fama , spinge dieci persone a presentarsi all’audizione che altro non è che un colloquio , in una stanza semi vuota, con una voce .
Nonostante la stranezza della situazione e la poca chiarezza sul  tutto ,i dieci si imbarcano in questa avventura che tutto sarà ,tranne che piacevole e spensierata.
Avranno la conferma che qualcosa non va quando, approdando sull’isola , la voce metallica che li aveva accolti nell’audizione, spiegherà  loro il meccanismo di questo “gioco” : tra di loro si nasconde un killer che ha il compito di ammazzarli tutti e l’unica possibilità di salvezza consiste nell’individuarlo e di eliminarlo prima che sia lui a farlo.
Da qui è tutto un susseguirsi di colpi di scena che si protraggono fino all’ultima pagina del libro.

Io, come dicevo, l’ho letto in tre ore .Scritto in modo scorrevole , con un occhio volto anche al risvolto psicologico dei personaggi e dell’azione : la brutalità e l’efferatezza nascondono risvolti inquietanti ed è più questo che mi ha colpito piuttosto che il dato oggettivo dei fatti. 
I “fatti”sono a volte forti e cruenti peraltro molto ben gestiti e contenuti come piace a me : non riesco a leggere trame troppo violente o esplicite , amo molto di più i gialli “leggeri” alla Christie o alla Raisin , per dire, o quelli più “intimisti” (per esempio, uno su tutti Sandor Marai con il suo “Le braci” o anche “La variante luneburg di Maurensig o “Atteggiamento sospetto” della Muriel Spark…) , che sono forse più “forti” degli altri, ma mi evitano immagini raccapriccianti che non reggo!

“il reality della paura” inoltre è un libro molto “cinematografico” nel senso che si presta molto ad essere “visualizzato” come se fosse un film : le parole studiate , i periodi, la punteggiatura , la struttura , sembrano quelle tipiche della sceneggiatura e mi è venuto naturale  immaginare set ed attori !
Di certo avrebbe potuto essere un libro con il numero doppio di pagine : di storie parallele , di sviluppi incrociati di plot ,ce ne sarebbero stati . Le 256 pagine scorrono , come dicevo,  velocissime, ho avvertito una sensazione simile alla corsa affannata : mai una tregua, mai momenti di “tranquillità”, nessuna pausa, solo la voglia di arrivare alla fine come se fosse una “liberazione” : scoprire cosa si nasconde dietro alla voce, chi è il killer, perché questo reality…
Queste domande avranno tutte una risposta?

Lascio questo dubbio nell’etere e lascio a voi la curiosità di leggere questo libro.

Ecco a voi l’incipit de :
Il reality della paura - Giulio Galli

Prologo

“ti supplico non ammazzarmi!”
Agitato da un tremito evidente, non osava guardare negli occhi il suo nemico. Era curvo su se stesso,il capo chino, le dita convulsamente intrecciate in atto di preghiera. Aveva molto freddo, eppure si trovavano su un’isola tropicale,in pieno giorno, e la temperatura era sicuramente superiore ai trenta gradi. Solo loro due.
Una voce calma, sicura, replicò: “Sei tu che hai la pistola. Che aspetti ad usarla?”
Era vero. L’arma giaceva ai piedi dell’uomo terrorizzato, in mezzo ad una sabbia finissima, dal riverbero abbagliante. L’avversario invece stringeva un pugnale militare, dalla lama seghettata, e non aveva altro per offendere.

Il poveretto era scosso da brividi profondi. Si sforzava di trovare una via di uscita, ma non riusciva assolutamente a riflettere. Assieme alla paura, provava incredulità : come aveva fatto a cacciarsi in quella situazione? Tutti quei morti…e nessuna possibilità di aiuto. Due settimane prima gli era parso di toccare il cielo con un dito. poi l’incubo. Costante, martellante, devastante. Ora era lì, davanti a un killer che aveva ingannato e ucciso senza mai farsi scoprire.





Inoltre approfitto per segnalare, a chi si trovasse in zona Novara , che il 3 luglio alle ore 18,30 presso la libreria "La Talpa" si terrà un incontro con l'autore e io farò di tutto per esserci!

mercoledì 10 luglio 2013

BUONE VACANZE E...UN LIBRO :-)


E' giunto il tempo di andare in vacanza anche se , a dire la verità, è un pò che latito e da questo mio amato blog per...cause di forza maggiore...
spero in questi mesi di "ferie" di trovare l'energia e il tempo per organizzare al meglio questo mio spazio/rifugio che tanto mi ha dato e tanto mi dà...
vi saluto quindi augurando a tutti voi : buone vacanze!

ma vi lascio con una piccola rece, un libro perfetto per l'estate. un libro che fa sorridere e fa star bene...

Era da tempo che non leggevo un libretto così piacevole e carino. Se dovessi riassumerlo in una parola , direi : delizioso.
Niente di che , per carità, ma ogni tanto questi simpatici romanzi fanno bene al cuore !
Brevemente la sinossi: Miss Pettigrew è una donna ( definita) di mezza età alla ricerca disperata di un lavoro e come tutte le mattine, si reca alla ufficio di collocamento sperando in un  impiego  come   istitutrice , ruolo per il quale si candida...
Ma quella mattina di novembre riserverà alla nostra cara miss un mucchio di sorprese .
Si deve presentare ad un indirizzo di una zona ricca ed elegante di Londra . Non appena viene ad aprirle la porta miss LaFosse , Miss Pettigrew rimane affascinata dalla bellezza di questa donna ma non solo...entra subito in un vortice di situazioni, emozioni, sconvolgimenti, stili di vita che mettono in discussione tutti gli insegnamenti bigotti della sua povera mamma facendole scoprire un mondo che la affascinerà poco a poco.
Non ci saranno bambini da istruire ma al contrario si troverà a gestire triangoli ( ma forse anche poligoni!!!) amorosi con inevitabili qui pro quo, conoscerà il piacere dei cocktail bevuti ad ogni ora del giorno e si troverà inaspettatamente ad essere una presenza indispensabile e molto considerata di miss LaFosse con la quale trascorrerà un' indimenticabile giornata che le regalerà un futuro insperato...
La trama del libro si svolge infatti, in un solo giorno e anche questo coinvolge ancor più il lettore che si sente risucchiato da questa girandola di avvenimenti che accadono in una sola giornata.

Non vado oltre e non mi sento di rovinarvi la sorpresa dicendo che è un libro che finisce bene e queste sono cose che fan piacere  soprattutto se a goderne è una signorina di una non ben definita mezza età, grigia e marrone , con l autostima sotto ai piedi, incapace di godersi la vita sia per problemi concretamente economici sia per l educazione ricevuta .

Una donna che scopre nel corso di questa magica giornata doti che non sapeva di avere , in primis, quella di sentirsi sicura e allegramente disinibita in situazioni ...da film!
Non ultima anche la gioia di scoprirsi una donna attraente ed elegante .
Il contegno dimesso,la ritrosa timidezza, la figura trasandata spariranno pagina dopo pagina.


Miss Pettigrew si trasformerà in donna elegante, dotata di estremo senso pratico e fine intuizione .
Affascinerà gli ambienti altolocati  nei quali si destreggerà abilmente e, pur sentendosi spesso " fuori luogo" , saprà mascherare con la sua intelligenza il disagio e trasformerà la sua inadeguatezza in simpatia .
 Scritto in modo scorrevole, ironico con un sottile e sofisticato umorismo è un lettura che mi sento di consigliare .

Come sempre la copertina ha giocato un ruolo determinante per la mia scelta (ribadisco  sono una donna superficiale :-)   : in bianco e nero , con l’immagine di una donna di altri tempi dallo sguardo timido. Una foto raffinata che mi ha colpita.




Confesso di aver scelto questo libro , anche  per questo commento riportato in quarta di coperta :

"Il romanzo di Winifred d Watson è un elogio alle opportunità che la vita a volte stranamente ci riserva. Leggendolo  si finisce col credere davvero che tutto sia possibile " The Times

Come non leggere un libro presentato così?

Non vi scrivo ,come altre volte, l’incipit, ma qualche riga che ho trovato simpatica.

dopo i trentacinque” cominciò a recitare miss Dubarry “ bisogna essere parche con il trucco. Non c’è niente di peggio di una donna di mezza età con troppo trucco in faccia : accentua gli anni , anziché attenuarli. Solo le facce giovanissime, senza rughe, possono permettersi l’enfasi lussureggiante di molti cosmetici. L’effetto deve essere delicato, artistico e adombrare l’eventualità che possa anche essere naturale, affinché l’osservatore rimanga lì a chiedersi se si tratta di natura o di arte “


Che dire? Psicologia femminile allo stato puro! ;-)


martedì 30 aprile 2013

DI LIBRI : "NON SO NIENTE DI TE"- PAOLA MASTROCOLA



Era davvero da tanto che non leggevo un libro così…coinvolgente.
Per la trama, certo , ma anche per una serie di riflessioni, elucubrazioni, pensieri che mi hanno tenuta incollata a questo libro, tanto da leggerlo in due giorni, o meglio, in due sere!
Così recita la sinossi nelle alette della copertina  :

È un mattino di novembre. Nella sala di uno dei più prestigiosi college di Oxford, centinaia di persone aspettano l'inizio di una conferenza. Dopo qualche minuto entrano - nel silenzio generale - decine e decine di pecore. Bianche, lanose, ordinate, moderatamente belanti. Le guida Filippo Cantirami, giovane economista italiano, che come nulla fosse comincia il suo intervento sulla crisi dei mercati. Inizia così il nuovo romanzo di Paola Mastrocola. Quella incredibile invasione di pecore getterà nel caos i genitori Cantirami, convinti che il figlio modello sia a Stanford a finire un dottorato, e che si ritrovano all'improvviso spiazzati e in ansia. Cosa combina Fil, dov'è finito, chi è veramente? E chi è quel suo compagno Jeremy con il quale ha stretto un patto, che cosa si sono scambiati i due ragazzi, qual è il loro segreto? Fil sembra sparito nel nulla, perduto in un mistero. Imprendibile. E intanto, sullo sfondo, la crisi dei nostri giorni. …”

In copertina , sotto al titolo, scritto in piccolo sulla sinistra “ qualcuno ha la vita che vorrebbe?”
Ecco in questa piccola frase c’ è il libro. Una sorta di cammino verso la consapevolezza di sé, di quello che si desidera veramente e che spesso non si riesce a fare per condizionamenti sociali, per amore verso chi ci sta intorno, per non deludere qualcuno, perché così deve essere e…basta.
Spesso però questi comportamenti dettati da un gigantesco spirito di adattamento sconvolgono le menti, tutto quello che ci sta intorno perde un senso (se mai ce l’ha avuto) , si desidera il silenzio, la solitudine, l’attesa , il “tempo perso”… ed è proprio questo che succede a Fil, figlio adorato e amato, nel quale la famiglia aveva riposto tutte le aspettative per una vita di successo e di notorietà. Ma Fil non è questo che vuole e se le sue scelte, quelle vere, vorranno dire rottura con i suoi affetti e  sconvolgimenti di vita ,lui è disposto ad affrontarli pur di essere quello che davvero vuole essere.
Un libro per i giovani e i meno giovani perché ognuno, nei personaggi descritti, può trovare qualcosa di sé, qualcosa che non hai mai avuto il coraggio di fare, qualcosa a cui ha rinunciato in nome di sterili risultati.
Un libro in cui i figli potrebbero capire i genitori e viceversa. Un libro che trasuda senso di libertà in ogni riga raccontata, sentita, vissuta.
L’amore ,quello vero, quello che sgorga spontaneo, libero da condizionamenti è, secondo me,  il motore della storia.
L’amore puro , la passione per la natura, per lo studio, per le piccole cose della vita, per una ragazza, vista una sola volta ma che Fil sa che cambierà per sempre la sua vita,questi sono i segnali che condurranno  il protagonista a vivere come desidera .
 Parallelamente anche la sua famiglia, distrutta inizialmente dal dolore di sentirsi traditi dal figlio, fratello, nipote , amato, trova un significato in tutta questa storia surreale.  

un genitore non sa cos’è il meglio per suo figlio. Non lo può sapere. È Dio? Legge nella sfera di cristallo? No, è solo un genitore. Allora dovrebbe starsene a guardare e basta, in silenzio e con  grande calma. Un po’ come si sta davanti al mare a guardare il mare. Si guarda il mare. Basta. “

E ancora:

“un figlio che non continua il padre spezza una linea. La rompe. È un elemento di rottura, un figlio così, si può dire? L’ho pensato spesso. Ma adesso non è più così….questo pensa Fil…”

Ho letto con avidità questi pensieri, queste riflessioni che facevo mie adattandole alle mie esperienze di vita … arrivata alle ultime pagine mi sono commossa. Non per la situazione descritta ma per quanto mi era rimasto dentro.
L’insoddisfazione che spesso mi accompagna è di certo figlia di un carattere “adattabile” ma … con rabbia repressa. L’incapacità di sconvolgere le “regole” del gioco, di saper rinunciare a qualcosa per essere davvero quello che si vuole mi appartiene ed ho invidiato molto Fil e le sue pecore , la sua forza e il suo coraggio di dire no ad un mondo a lui ostile, a lui lontano.
Quando ho terminato il libro (con un discreto magone) , ho spento la luce e ho pensato a quante volte i momenti  di “vaghezza” in cui ci sente persi e senza meta , nascondano in realtà un’energia e un potenziale unico.
E ancor più mi ha toccato il concetto del lusso del tempo “perso”, in cui chiunque può permettersi di fare o non fare quello che vuole : la vera libertà per Fil, ma anche per tutti noi. Non un “far niente” fine a se stesso ma una sorta di “nulla creativo” in cui prendersi il tempo per decidere la direzione da prendere.
è quello il tempo vero. Il tempo che (Fil) non ha…Sa solo che lo vuole, lui, adesso, quel tempo.”



Simpaticamente :
Unica nota “negativa” (si fa per dire)  : le pecore della copertina.
Perché se nel libro sono descritte le pecore suffolk  (quelle belle con il muso e le zampe nere) hanno messo pecore “normali”???nulla contro questi ovini ma , volete mettere l’impatto visivo delle altre??? J



mercoledì 10 aprile 2013

SEULEMENT UNE CRêPE... E UN LIBRO CONSIGLIATO...



Non vi capita mai di avere dei periodi in cui cucinate sempre la stessa cosa? Può essere un primo piatto, un secondo o, nel mio caso, un dolce.
Ho i periodi torte di  mele, di crostate , di dolci al cioccolato e adesso ho il periodo…crêpes!!!
Rigorosamente con la marmellata però!
È un retaggio della mia infanzia quando la mia adorata nonna mi faceva le palacinche (crêpes) !!!
Le farciva solo con la marmellata , le spolverava di zucchero a velo ed erano le merende più ambite!

Una dolce coccola velocissima da farsi e altrettanto veloce da…consumarsi…
Anyway…ecco gli ingredienti per circa 10/12 crêpes (ho usato una padellina  antiaderente dal diametro di circa 20 cm)

Ingredienti:
150 gr farina 0
350 ml latte
50 ml acqua
2 uova intere
½ cucchiaino di sale
Burro (possibilmente chiarificato- ghee) per ungere la padella

Sbattete bene le uova in una ciotola . Aggiungete quindi il latte, l’acqua il sale e , facendo cadere a pioggia la farina poco per volta, mescolate bene con una frusta.
Far riposare almeno un’ora.

Io mi aiuto con un frullino old style ( Il KA, per me,  è “troppo” per questa veloce preparazione) e metto gli ingredienti dentro ad un bricco di plastica così riesco a frullare tutto senza lanciare intorno la pastella e doso la mia crêpe rovesciandola  direttamente  nel padellino.




Ungete la vostra padella e versate un po’ di pastella facendola roteare bene in modo da distribuirsi bene su tutta la superficie . Quando è cotta la girate (con una paletta, con un coperchio o, se siete brave, facendola volare in aria ) e la cuocete anche sull’altro lato.
Disponetela su un  piatto e continuate cosi fino ad esaurimento pastella.

A questo punto le vostre crêpes possono essere farcite sia con ripieno dolce che salato.


Io, ovviamente, vado sul dolce e , in questo caso vado su una marmellata di fragole (non fatta da me, ma ugualmente buona)
Una spolverata bianca di zucchero a velo rende chic la mia palacinca proustiana.


Chiudo gli occhi e ritrovo le luci, i colori, i rumori di quando, bambina, facevo merenda a casa della mia nonna. Il potere del cibo è fortissimo ed ha la capacità di trasportare in un’altra dimensione .
Non servono piatti speciali per i ricordi piacevolmente incancellabili…

A questo proposito vi consiglio vivamente di leggere il libro della Muriel Burberry
“Estasi culinarie” che ho trovato più bello del famoso “L’eleganza del riccio”
(volevo scrivervi qualche passo ma, mi sono accorta che l'ho prestato ... )






mercoledì 16 gennaio 2013

STARBOOKS DI GENNAIO :ATMOSFERA ELEGANTE E SOFISTICATA:FILET MIGNON CON FOIE GRAS E SALSA AL TARTUFO




Atmosfera elegante e sofisticata per questo Starbooks di gennaio e anche la mia "copertina" risente della patina , un pò romantica, dei tempi andati...

“Downton Abbey” :sapevo che questa serie televisiva mi avrebbe catturata. Da sempre sono affascinata dalle atmosfere very english soprattutto quelle storiche, arricchite da scenari naturalistici e da mises eleganti e sofisticate. Mi piace anche quel modo di fare distaccato e aristocratico inside J che traspare dai personaggi, contessa Violet in testa (personaggio che adoro!!!) .



Mi sono persa  in ogni puntata tra i velluti e pizzi degli abiti delle protagoniste e sono rimasta  rapita dalle mises en place , dall’etichetta rigida,  dal modo intelligente e ricercato nel parlare , dall’umiltà elegante della servitù, dalla tolleranza moderna dei conti di Grantham… probabilmente la realtà era ben altra cosa ai quei tempi e questo è proprio un film!
Però mi piace e la trama mi ha oramai catturata e attendo trepidante la prossima serie obbligandomi a non cercare su internet eventuali anticipazioni in merito!

Con piacere ho rivisto tra il cast , uno dei mesi di…"Calendar’s girls"…, la vice preside di Hogwards,e ho scoperto che prossimamente ci sarà anche…Irma la rossa ;-)….niente male !!!
Quindi quando per lo Starbooks di gennaio si era prospettata l’idea di testare questo libro, non ho potuto dire no! Anzi!!! Emozionatissima l’ho sfogliato e con altrettanta emozione ho iniziato a leggere le ricette.
Anche se un libro senza foto, in inglese (come capita sempre più spesso tra le scelte dei libri al top…), con ricette di sicuro di carne, cacciagione…piatti che non amo e che non ho mai cucinato, mi aveva un pò "spaventata"!
Inoltre ho  un passato da vegetariana che mi ha segnato J e la carne la mangio molto raramente .

Quando però ho tenuto tra le mani questa chicca di libro le mie ansie e i miei dubbi sono spariti ! Ma non solo! La prima ricetta , che mi ha colpita è stata addirittura un piatto di carne :
Filet mignon with foie gras and truffle sauce.

Si lo so, di sicuro , mi avrà colpito perché solo il nome è…molto snob…J e che dire degli ingredienti?? Aristocratici di certo.
L’atmosfera di Downton c’era eccome! E io ne sono stata subito rapita…
Aggiungiamo che ho una passione sfrenata (ebbene si) per il foie gras e da quando ho conosciuto il tartufo , anche questo è entrato a far parte dei sapori che mi …ispirano!

Insomma non ho potuto non provare questo piatto.

Ammetto la mia ignoranza in tema di carni&C e quindi ho dovuto chiedere consulenza alla dolcemetà che, al contrario, se ne intende e vivrebbe di carne e …basta !
Il filetto l’ha comprato e cotto lui, lo confesso perché non so dire bugie .

Gli ingredienti blasonati sono stati acquistati qua e là : l’olio al tartufo bianco preso a Moncalvo, i tartufi neri da Procacci a Firenze e il foie gras preso in un negozio  gourmand-chic  a Milano .
Certo non è un piatto da fare tutti i giorni ,ma , credetemi, vale la pena ! Almeno una volta provatelo! Non è difficile da fare e regala sapori unici e veramente eleganti!




 


Filet mignon con foie gras e salsa al tartufo

Ingredienti per 6 persone :

per la salsa :
120 gr di burro a temperatura ambiente
60 ml di olio al tartufo bianco
240 ml di vino bianco secco
2 cucchiaini di aglio tritato
2 cucchiaino di sale marino
1 cucchiaino di pepe bianco
160 ml circa di panna da cucina
1 o 2 piccoli tartufi neri affettati

 La carne :
15 gr di burro
15 ml di olio extravergine di oliva
6 filetti mignon (circa 900 gr) (la dolcemetà,  ha cotto un pezzo intero e l’ha  poi tagliato a fette)
Sale kosher e pepe bianco per insaporire
18 gr circa di foie gras tagliato in 6 fette

Procedimento

Per la salsa:
in una capiente terrina amalgamare il burro con l’olio profumato al tartufo bianco. Formare quindi una sorta di tronco che avvolgerete nella pellicola e metterete a raffreddare nel frigorifero.
In una casseruola mettete il vino e l’aglio tritato aggiungendo il sale e il pepe bianco. Portate il liquido a bollore e fate cuocere per circa 5 minuti .
Aggiungere quindi la panna e far cuocere ancora per 1-2 minuti.
Prendete il burro al tartufo e tagliatelo a fette che metterete nella salsa , una alla volta, mescolando. Riducete la fiamma . quando avrete amalgamato tutto il burro spegnere il fuoco e tenere la salsa al caldo.

Per la carne:
mettete il burro e l’olio extravergine di oliva in una larga padella a fuoco medio. Condire le bistecche con sale e pepe e fatele cuocere gentilmente per circa 10-12 minuti, girandole una volta sola , affinchè il colore sia bruno ma l’interno rosa…
Mettere le bistecche al caldo e preparare il foie gras.
Maneggiare con estrema delicatezza le fette che saranno state tagliate con un coltello molto affilato. Condite con sale e pepe saranno da cuocere in una padellina antiaderente . Quando il foie gras  cambierà colore , diventando di un bel dorato scuro, sarà pronto.

Impiattare :
adagiare una fettina di foie gras sopra al filet mignon , quindi versare la salsa al tartufo e decorare con il tartufo nero tagliato a fette.


Un piatto estremamente regale e da grande occasione.
Dall’intenso profumo (e sapore) di tartufo ma ugualmente delicato e …poetico. 

Le mie piccole varianti:
il filetto acquistato è stato cotto  e solo  dopo,  tagliato a fette .
non è stato salato e pepato prima di cuocerlo ma è stato condito dopo.
la mia cronologia:
ho preparato la salsa per prima (come da ricetta)
ho preparato il foie gras e per ultimo è stata cotta  la carne: mi sembrava un peccato tenere il filetto al caldo !
Mentre il foie gras rosolava per bene , il filetto cuoceva e ho impiattato con gli ingredienti caldi e fumanti. 

Un piatto davvero elegante e nobile , degno di una cena dai conti di  Grantham .

 Mrs. Patmore , la cuoca dell’aristocratica famiglia Crawley , ci svela i segreti di questa ricetta per rendere anche le nostre cene indimenticabili e ,come viene scritto nel libro, pare che la cuoca di Downton , riservasse questo ricco piatto nelle cene in cui non erano previste molte portate in modo che gli ospiti non potessero essere sazi e potessero godersi appieno questo delizioso filet mignon.

 Ora vi invito ad fare un aristocratico giro anche dalle altre amiche  dello Starbooks che per questo mese si trasformano  in  vere Miladies , tutte velluti e broccati per presentare i loro sontuosi ed eleganti piatti :

Menuturistico - Edwardian Tikka Masala Chicken


La Apple Pie di Mary Pie - Grilled Duck Breasts with Blackberry Sauce

Vissi di cucina - Classic Vanilla Rice Pudding


Ale only kitchen - Soupe à l'Oignon


Andante con gusto - The grief apple tart








martedì 1 gennaio 2013

DI LIBRI...


Poche righe per un post non previsto, non programmato.
Ma mi sono sentita di scrivere due righe di commento a questo libro che mi ha allietato e mi ha tenuto compagnia per  due giorni.

Di una modernità unica pur essendo scritto nel 1958 , ci regalo una NY femminile nella quale le protagoniste intrecciano le loro storie.

Donne intraprendenti, in carriera , con il mito del matrimonio e con l’idea dell’amore vero dentro di sé.
Donne d’altri tempi ma molto più vicine a noi di quanto ci si possa immaginare. E gli uomini? Eh si ci sono anche loro e anche in questo caso ,nulla di nuovo sotto al sole! Uomini egoisti ma anche  uomini sensibili, unici. Uomini opportunisti e sfacciati, uomini profondi e uomini superficiali che hanno quel dono innato di non saper mai capire la vera natura della donna che amano, o credono di amare.

Un libro che si legge velocemente e che ci fa apprezzare il modo discreto di descrivere una sorta di “sex and the city” senza per forza utilizzare situazioni estreme, volgari particolarmente eccessive.
Per me nessun paragone tra Carrie  e le sue tre amiche Miranda , Charlotte  e Samantha !
Vincono di sicuro Caroline, April, Gregg, Mart Agnes, Barbara…con la loro classe, il loro educato modo di fare, la loro  delicatezza di sentimenti. La loro ingenuità che  traspare anche nelle piccole lotte di potere , ci regala donne più “terrene”, fallibili e deboli che riescono però a guardare avanti , a testa alta dimostrandosi forti e determinate.

Un libro iniziato nell’anno vecchio ma finito in questo nuovo…quindi lo considero il primo libro del 2013 e lo ritengo un ottimo segno ! J

"Il meglio della vita" Rona Jaffe

Incipit:

"Ogni mattina , alle nove meno un quarto, si vedono emergere dalle viscere della metropolitana, uscire in fila dalla Grand Central Station, attraversare Lexington Avenue, Park Avenue, Madison Avenuem la Quinta Strada : centinaia e centinaia di ragazze. Alcune sono scattanti, altre imbronciate,altre hanno l'aria di chi non è ancora sceso dal letto. Alcune sono in piedi dalle sei e mezzo, quelle che fanno la spola da Brooklyn, da Yonkers, dal New Jersey, da Staten Island, dal Connecticut. Hanno sotto il braccio i giornali del mattino e la borsetta piena di roba.Alcune indossano stinti soprabiti di lana rosa o verdina, scarpe fuori moda col cinturino alla caviglia e nascondono sotto un fazzoletto i capelli ancora avvolti nei bigodini. Altre sfoggiano eleganti completi neri (magari dell'anno prima, ma chin può dirlo?), guanti di capretto e si portano il pranzo nei cestini di carta a fiori acquistati al Bonwit Teller. Quattrini i tasca non ne hanno molti.Alle otto e tre quarti di mercoledì mattina, 2 gennaio 1952, una ragazza di vent'anni, Caroline Bender, uscì dalla Grand Central Station e si avviò verso il centro, nella direzione di Radio City."
 

giovedì 1 novembre 2012

DI LIBRI: LE RONDINI NON SI SCONTRANO MAI

 

 
Laura Di Francesco
 
 
Il libro del quale vi voglio parlare è uno di quei libri  che io definisco   “a rischio” e con questo intendo  libri di scrittori esordienti, pubblicati da case editrici piccine  che possono nascondere insidie letterarie e trame illeggibili (lo dico per esperienza. Ho già dato…)
Non ho mai fatto la “razzista libresca” e con questo intendo che non ho mai avuto preconcetti su nessun libro. Certo, ho i miei gusti, le mie preferenze,i miei odi . Scelgo i libri per affinità con gli autori (quando li conosco) , per le sinossi che leggo, per le copertine (ebbene si!!! Rischiosissimo!!!) e per…gli affetti!|
La casa editrice Astragalo rappresenta la realizzazione di un sogno di una cara amica, l’Aessandra,  e seguo ogni sua iniziativa, ogni sua novità libraria.
Inoltre la Laura Di Francesco, l’ho anche conosciuta , “al volo” J  : stavo uscendo dall’ufficio dell’Alessandra e me l’ha presentata come  “il prossimo libro in uscita” . Di sicuro lei non si ricorderà (o forse si…) ma a me questa ragazza , carina, simpatica, gentile ed educata mi era subito piaciuta.
Il libro è leggero e scorre fluido e veloce. Vi basti sapere che l’ho aperto appena arrivata a casa, giusto per leggere le prime pagine e…non riuscivo a smettere! Si perché ci si ritrova nelle situazioni, nelle espressioni , nei pensieri di Azzurra (la protagonista )e si diventa subito curiosi e vagamente impiccioni nel voler sapere come andrà avanti la faccenda.
La scrittura è ricchissima di dialoghi che alleggeriscono molto il testo e costringono il lettore a maratone di “botta e risposta” che coinvolgono e che invitano a leggere ancora…
E proprio grazie a questo stile fresco, molto giovane e immediato si arriva in un attimo alla fine.
 Abbiamo un’amica del cuore in crisi amorosa, abbiamo una madre al suo appuntamento “al buio” con un uomo conosciuto in una chat, abbiamo , ebbene si, un trombamico, abbiamo una sorella lontana, un “fratellastro” bellssimo…questo il mondo che ruota intorno ad Azzurra, single  post convivenza con Stefano .
E qui si intrecciano storie, pensieri, riflessioni, tra qualche luogo comune  e qualche frizzante originalità ,comunque  tutto ben orchestrato da questa giovane scrittrice  che ha saputo gestire la trama al meglio  ma non solo : ci regala una protagonista  che, nonostante tutto, esce dalle righe, non è stereotipata e scontata, insomma Azzurra, alla fine sorprende . 
Dimenticate quindi i soliti libri con finale pseudo harmony (senza nulla togliere …) : alla fine Azzurra rimane coerente alla sua natura di donna seria, consapevole, desiderosa di cose belle per sé  e per gli altri che ama...
In sostanza la  domanda cosmica che si pone il libro è : si può amare ed essere liberi?
E qui che mi sono sentita presa in ballo, è questa la frase che aleggia  sempre tra le mie elucubrazioni preferite, ed è questa la domanda che spesso mi faccio e che rimane senza risposta.
Che si abbiano vent’anni o cinquanta, poco cambia,  l’amore è sempre una cosa seria così come la nostra libertà.
Un  libro quindi che mi sento di consigliare ,senza velleità da capolavoro letterario ma comunque un libro scritto bene (che non è cosa da poco!!!) , un libro da leggere in compagnia di un’ottima tazza di tè  (ma anche di  una cioccolata con panna…why not?) per regalarsi un quality time doveroso in questo mondo frenetico che impone soste piacevoli per noi e per la nostra anima.
 
 
una domenica pomeriggio...
 
Buona lettura !
 
 
 


martedì 10 luglio 2012

LIBRI DA MARE :-) E...BUONE VACANZE!




Come ultimo post pre vacanza estive , vi lascio, come oramai mia consuetudine una breve rece…anzi due.
L’estate è sinonimo  di relax e di tempo dedicato a sé e per questo , nel mio caso, i libri la fanno da padroni…
Il primo libro di cui vi parlo è l’ultimo di zafon:
Il prigioniero del cielo


Di questo scrittore aveo letto, ai tempi, l’ombra del vento .....e mi era piaciuto. Avevo quindi deciso d leggere altro di lui . Mi ero presa :  il principe della nebbia .  Un disastro! Ho fatto fatica a finirlo! Mi sono allontanata per un po’ di tempo da zafon ma  avevo deciso di dargli un' altra possibilità  quando era uscito il suo  " marina" che mi aveva incuriosito . .Dopo questa lettura avevo definitivamente depennato zafon tra gli scrittori interessanti! Sempre le stesse trame, lo stesso spirito noir gotico, gli stessi pazzi paranoici...insomma una noia mortale.
Mai e poi mai avrei acquistato un altro suo libro senonchè mi sono trovata il suo ultimo romanzo per  casa e ho voluto leggerlo lo stesso.
L’ho portato al mare dotata di titolo di scorta (quando sono dubbiosa su di un libro, ne porto sempre un altro qualora non dovessi riuscire a leggere il prescelto!)
Che dire? É stato esattamente come con il frappé.
Non amo particolarmente il frappè ma quando mi capita di prenderlo  é sempre la stessa storia:
Mi danno il bicchierone che guardo con aria preoccupata e penso, mescolando con la cannuccia : perché l ho preso? Non riuscirò mai a finirlo ...e intanto lo bevo e...lo finisco in un attimo !!! e alla fine, mi piace pure!!!
Con questo libro di zafon é stato lo stesso :)
Dubbiosa , incerta , prevenuta, l’ho iniziato con poche speranze e invece l ho letto in un giorno !

Complice una fresca brezza marina che conciliava il completo relax  e la trama  sufficientemente avvincente,   mi sono fatta catturare dalla lettura che mi ha trasportato alla fine del libro quasi senza accorgermi, come con il  frappé!
Quindi nonostante zafon l avessi depennato dal mio elenco di autori da leggere, mi sento di consigliare il suo ultimo romanzo. Lettura estiva, da ombrellone per carità senza particolare  velleità letteraria di alto livello , ma comunque una lettura scorrevole e piacevole...


Le letture “speciali” però sono ben altre e quindi vi consiglio davvero di cuore quest’altro libro:i casi dimenticati” di kate atkinson , consigliatomi da due care amiche fidatissime in materia, la cri e l'ale !

  
Un altro libro che si beve , ma non come il frappè!!! Questo si gusta , si assapora e quando si arriva alla fine quasi dispiace lasciarlo.

Tre casi  irrisolti di persone scomparse anni fa  che vengono riaperti e affidati a Jackson Brodie, un originale  investigatore privato che si trova coinvolto, non solo professionalmente,  nelle vicende dei personaggi implicati. Intrecci psicologici, certezze apparenti, personalità controverse,  sono lo sfondo di  questo romanzo che cattura dall’inizio alla fine. Non solo per le storie narrate che celano una verità che verrà a galla  poco per volta, ma anche per la caratterizzazione dei personaggi che ci regala  attori perfetti per questo thriller .Attori che riescono  alla fine,  non solo ad accettare la verità ma a ricostruirsi  una vita migliore…investigatore compreso!

E con questi libri vi auguro buona estate e vi dico arrivederci a settembre!

buonevacanze

lunedì 14 maggio 2012

DI LIBRI...


 foto presa da qui


È un po’ di tempo che non parlo di libri. Rispetto a tempo fa  leggo di meno …purtroppo.
Ma quando magicamente riesco a trovare tempo per me, un  angolo di pace  nascosto al mondo dove  perdermi tra le mie passioni, ecco che la lettura diventa frenetica e mi beo nell’essere attorniata dai libri e nel leggere pagine e pagine e pagine…
Complice una settimana di doverosa pausa per rigenerarmi un poco, ecco i titoli dei libri che ho letto.

Gli occhi gialli dei coccodrilli : da tempo avevo preso questo libro che giaceva in libreria dimenticato…

Hunger games - : perché bisogna stare al passo con i tempi  con i prodotti mediatici “di moda”

Bel ami : ad un classico non si dice mai di no

Non avevo capito niente – diego de silva : non so perché J ma questo titolo mi aveva ispirato….

Un discreto numero di pagine lo ammetto ma sono scivolati lisci come l’olio…

 

BEL AMI : che dire di questo capolavoro di sentimenti, opportunismi,  quanto mai attuale? Scrittura elegante e raffinata degli scrittori d'altri tempi, "bel ami" rappresenta , tramite georges duroy, l'ambizione sfrenata, l'arrivismo senza scrupoli che alla fine risulta la strategia vincente per riuscire nella vita...
il personaggio che ho preferito? madeleine forestier, donna intelligente , affascinante e astuta con discrezione, assolutamente moderna e fuori dagli schemi.
Di questo romanzo è appena uscita la versione cinematografica che vorrò prima o poi vedere. L’attore scelto come protagonista (il famoso vampiro della saga ) non mi sembra adatto al ruolo…avrei visto meglio , per esempio, un jude low .
Il ruolo invece  della “mia” Madeleine ce l’ha Uma Thurman : perfetta!




HUNGER GAMES: potevo non portarmi in vacanza un libro/film? E con questo intendo quei libri, senza pretese letterarie, che ti regalano il piacere dello svago puro,  equivalente al guardarsi un bel film d’azione .Amo i racconti ambientati in mondi futuri, in realtà assurde ma forse non così impossibili Senza infamia nè lode ma ammetto   coinvolgente e appassionante : un reality show  :gli "hunger games" : con una selezione particolare :i "predestinati" hanno solo una regola : sopravvivere. Solo uno sarà il vincitore ,quello che rimarrà in vita. Lo trovo perfettamente adatto ad una versione cinematografica (come in effetti è stato) . ricco di immagini scenografiche, personaggi originali e ben connotati , lotte senza regole, il tutto condito con un pò di sentimentalismo che fa di questo libro un cocktail perfetto per un pubblico che ama i video games e i film d'azione con la morale di sempre : i buoni vincono. Sempre.
L’idea non è male e soprattutto è molto al passo con i tempi che vede i reality come fortunata forma di intrattenimento(???)…dopotutto il passato insegna : gladiatori e fiere fameliche riempivano il colosseo!!!
“panem et circenses” era  quello che ci voleva ai tempi dei romani ,   per un popolo che doveva dimenticare (e forse non sapere) i problemi politici ,sociali e laide faide degli imperatori dell’epoca. Che anche  oggi sia tristemente  così ???
Scusate la divagazione…tornando al libro , sappiate che fa parte di una trilogia e quindi la fine è…sospesa!!! L



NON AVEVO CAPITO NIENTE :ma quanto è bravo Diego De Silva? ma quanto è simpatico e, soprattutto, quanto scrive bene?ironico, pungente, sarcastico, intelligente. il protagonista del suo romanzo si chiama vincenzo malinconico, un avvocato fallito, separato da poco con due figli che si trova inaspettatamente a difendere un piccolo boss mafioso . questo fatto gli offre l'occasione di credere più in se stesso e aumentare un poco la sua autostima (oltre a far colpo su una collega molto carina e giudicata irraggiungibile) e mentre la trama scorre ,vincenzo filosofeggia sulla vita, la musica, il cibo, le persone,i figli, ...
tra le sue "elucubrazioni filosofiche" questa perla  : "mi debilitano i faccia a faccia con me stesso. specie quando ha ragione quell'altro" , anche a me capita sempre di giungere alla stessa conclusione !! J
da leggere .




Gli occhi gialli dei coccodrilli – se avessi dovuto acquistare questo libro per il titolo e per la copertina (orrenda) non l’avrei mai letto. Prova ne è che pur consigliato da un’amica fidata , giaceva da tempo nella mia libreria. Non mi ispirava.
Poi , come mi capita spesso, mi è venuta una voglia irrefrenabile di leggerlo . Niente di che, per carità e forse un carosello di troppi personaggi che all’inizio rischiano di confondere ma poi tutto diventa scorrevole. I protagonisti impari a conoscerli e a trattarli come conoscenti e diventi curioso di sapere come vanno a finire le loro vicende. Sono talmente “entrata” nel libro che mi sento quasi una vicina di casa di Josephine e ho bisogno di sapere gli sviluppi del tutto…inutile dire che ho già acquistato il secondo volume della trilogia. Per il terzo,  aspetto l’edizione economica non ancora in commercio , bello si ma non da “investire” per  la prima edizione!!! J

 

Aggiungo anche un titolo di un libro abbandonato : L'ULTIMA RIGA DELLE FAVOLE di Massimo Gramellini - ma cosa mi ha combinato il mio massimo gramellini??? quello che mi fa sorridere (a denti stretti) tutti i giorni con i suoi pungenti editoriali? questo libro per me è un inno alle banalità, una favola new age, una "profezia di celestino" del secondo millennio...non ce l'ho fatta a leggerlo tutto. Frasi fatte,luoghi comuni,  considerazioni scontate...proprio non mi è piaciuto e mi ha delusa !

Per ora è tutto...ed ecco il set di polyvore ...mix ideale di comodità , relax e, ovviamente libri...



di libri...

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