Poche righe per un post non previsto, non programmato.
Ma mi sono sentita di scrivere due righe di commento a
questo libro che mi ha allietato e mi ha tenuto compagnia per due giorni.
Di una modernità unica pur essendo scritto nel 1958 , ci
regalo una NY femminile nella quale le protagoniste intrecciano le loro storie.
Donne intraprendenti, in carriera , con il mito del
matrimonio e con l’idea dell’amore vero dentro di sé.
Donne d’altri tempi ma molto più vicine a noi di quanto ci
si possa immaginare. E gli uomini? Eh si ci sono anche loro e anche in questo
caso ,nulla di nuovo sotto al sole! Uomini egoisti ma anche uomini sensibili, unici. Uomini opportunisti
e sfacciati, uomini profondi e uomini superficiali che hanno quel dono innato di
non saper mai capire la vera natura della donna che amano, o credono di amare.
Un libro che si legge velocemente e che ci fa apprezzare il
modo discreto di descrivere una sorta di “sex and the city” senza per forza
utilizzare situazioni estreme, volgari particolarmente eccessive.
Per me nessun paragone tra Carrie e le sue tre amiche Miranda , Charlotte e Samantha !
Vincono di sicuro Caroline, April, Gregg, Mart Agnes,
Barbara…con la loro classe, il loro educato modo di fare, la loro delicatezza di sentimenti. La loro ingenuità
che traspare anche nelle piccole lotte
di potere , ci regala donne più “terrene”, fallibili e deboli che riescono però
a guardare avanti , a testa alta dimostrandosi forti e determinate.
Un libro iniziato nell’anno vecchio ma finito in questo
nuovo…quindi lo considero il primo libro del 2013 e lo ritengo un ottimo segno
! J
"Il meglio della vita" Rona Jaffe
Incipit:
"Ogni mattina , alle nove meno un quarto, si vedono emergere dalle viscere della metropolitana, uscire in fila dalla Grand Central Station, attraversare Lexington Avenue, Park Avenue, Madison Avenuem la Quinta Strada : centinaia e centinaia di ragazze. Alcune sono scattanti, altre imbronciate,altre hanno l'aria di chi non è ancora sceso dal letto. Alcune sono in piedi dalle sei e mezzo, quelle che fanno la spola da Brooklyn, da Yonkers, dal New Jersey, da Staten Island, dal Connecticut. Hanno sotto il braccio i giornali del mattino e la borsetta piena di roba.Alcune indossano stinti soprabiti di lana rosa o verdina, scarpe fuori moda col cinturino alla caviglia e nascondono sotto un fazzoletto i capelli ancora avvolti nei bigodini. Altre sfoggiano eleganti completi neri (magari dell'anno prima, ma chin può dirlo?), guanti di capretto e si portano il pranzo nei cestini di carta a fiori acquistati al Bonwit Teller. Quattrini i tasca non ne hanno molti.Alle otto e tre quarti di mercoledì mattina, 2 gennaio 1952, una ragazza di vent'anni, Caroline Bender, uscì dalla Grand Central Station e si avviò verso il centro, nella direzione di Radio City."