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martedì 10 settembre 2013
LA QUINOA DELLO STARBOOKS ...IN RITARDO ...!!
strano , sono sempre puntuale, precisa, attenta (ah ah ah) ...strano essermi persa tra miliardi di cose e abbia dimenticato di schiacchiare un piccolo tasto con scritto "pubblica" per annunciarvi la partenza dello STARBOOKS di settembre che ho avuto l'onore di aprire...
mah?....
:-)
anche in ritardo ma vale la pena dare un'occhiata no???
QUINOA CIPOLLE E ZUCCHINE dal libro " River cottage every day"
mercoledì 27 febbraio 2013
STARBOOKS: LA TERZA RICETTA DEL MERAVIGLIOSO YOTAM: CHOCOLATE KRANTZ CAKE
Appena vista questa ricetta su “Jerusalem” ho pensato : è mia ! Ma non ero l’unica ad aver pensato così!
Però ,alla fine, sono riuscita ad aggiudicarmela e quindi un grazie alle mie amiche dello Starbooks che mi hanno regalato questa ricetta , rinunciando .
Che amo i dolci si sa, che adoro i lievitati anche , che solo la parola “cioccolato” mi manda in estasi… è cosa risaputa , quindi questa è LA ricetta.
Racchiude tutto quello che amo compreso il sapore finale che mi ha rimandata all’infanzia dove crescevo tra sapori “astroungarici” pur vivendo da tutt’altra parte. Ma cosa c’entra l’”astroungarico” con Yotam? C’entra,c’entra…
Almeno per me. Questa ricetta è similissima ad un dolce che faceva mia nonna : la rosgnazza. Sorta di pan brioche farcito, nel suo caso, con una crema di noci e semi di papavero. Il risultato finale era un rollè mentre questo è un intreccio un po’ più complicato.Il sapore e il profumo finale mi ha riportato a…tot anni fa…quando ,bambina (e non), mangiavo il dolce di mia nonna. Questo di Yotam è molto cioccolatoso e quindi per me è ancora più invitante !
Vi sembra difficile? Non credetelo! Forse un po’ lungo a causa delle doverose lievitazioni.
La parte più difficile è spostare il vostro intreccio nello stampo…ebbene si , ci vuole attenzione, delicatezza e …fretta ,altrimenti il rischio disfacimento è in agguato J
Parto subito con
la ricetta perché è un po’ lunghetta :
Ingredienti:
530 gr di farina (più per infarinare piano)
100 gr zucchero
2 cucchiai di lievito secco
La buccia gratuggiata di un piccolo limone
3 uova grandi (bio)
120 ml acqua
1/3 cucchiaio di sale
150 gr di burro , a temperatura ambiente, tagliato a cubetti
(2 cm ca)
Olio di girasole per ungere
Farcitura al cioccolato
50 gr zucchero a velo
30 gr cacao in polvere di ottima qualità
130 gr cioccolato di ottima qualità
120 gr di burro sciolto
100 gr noci pecan (non le avevo e ho utilizzato le noci
normali)
2 cucchiai zucchero
Sciroppo
260 gr zucchero
160 ml acqua
Per l’impasto : mettere nella ciotola della planetaria , la
farina, lo zucchero, il lievito e la buccia del limone. Utilizzare il gancio
per mescolare questi ingredienti (bassa velocità, per un minuto) aggiungere le
uova e l’acqua : stessa velocità per qualche secondo per poi aumentarla a media
velocità per 5 minuti. Aggiungere il sale e mettere il burro ,un po’ per volta ,continuando
ad impastare per 10 minuti a media
velocità fino a quando l’impasto diventa liscio, elastico e lucido. Se
l’impasto dovesse attaccarsi ai bordi della ciotola, mettete un po’ di farina.
Mettere la palla di pasta in una ciotola unta con olio di
girasole coprendo con pellicola e mettendo in frigo per mezza giornata,
preferibilmente per una notte.
Ungere due stampi da plumcake , (25cmx10cm) con olio
di girasole mettendo alla base un foglio di carta forno.
Dividere l’impasto in due e metterli nel frigo.
Preparate la “farcitura” : mescolare lo zucchero a velo con
il cacao in polvere. Far sciogliere il cioccolato con il burro (l’ho sciolto a
bagno maria) e aggiungetelo agli ingredienti “secchi”. Dovrete ottenere una crema
spalmabile (buuuuuuuonaaaaaa).
Prendete uno dei due pezz.io di impasto e stendetelo con il
mattarello a formare un rettangolo di circa 38 cm x 28 cm . fate in modo che il
lato più lungo sia davanti a voi.
A questo punto versare una parte della crema di cioccolato (la
metà) e stenderla con un coltello dopodiché aggiungere le noci, sparpagliandole
qua e là.
Infine spargete anche lo zucchero .
Bagnare con poca acqua i bordi prima di iniziare
l’”arrotolamento” …
Usando entrambe le mani dovete avvolgere la pasta formando
una sorta di rollè. Lato lungo verso di voi .
Prendete quindi un coltello molto affilato e tagliate le due
estermità del rotolo in modo da pareggiarlo e quindi tagliatelo in due .
A questo punto formate una treccia e mettetela nello stampo.
Quindi coprite con un
telo e fate lievitare per circa un’ora e
mezza. Il dolce dovrà crescere del 10-20% in più.
Fate lo stesso con l’altra metà dell’impasto.
Accendere il forno a 190° . Infornare i dolci posizionandoli a metà altezza .
Cuocere per circa 30 minuti o fino a quando , inserendo uno
stuzzicadenti nel dolce, esca asciutto.
Mentre le torte sono nel forno preparare lo sciroppo.
Mescolare acqua e zucchero in un pentolino e far cuocere a fuoco medio fino a
quando lo sciroppo inizia a bollire . quindi togliere dal fuoco e lasciar
raffreddare.
Quando sfornate le torte spennellatele con lo sciroppo , mantenendole nel loro stampo .
È importante utilizzare tutto lo sciroppo ,facendolo
assorbire poco per volta.
Far intiepidire i dolci nello stampo per poi toglierli e
farli raffreddare completamente su una gratella.
Note: un pò colpa del forno (che non riesco ancora a ben regolare) e un pò mia (ho fatto mille cose tra cui c'era anche quella di controllare i dolci nel forno) i dolci sono bruciati un pochino! ma vi garantisco che il sapore non è stato compromesso e i krantz sono stati letteralmente spazzati in poco tempo!
Ricetta ineccepibile per dosi e metodo : nulla da segnalare se non , la generosa perfezione !
E siamo giunte , purtroppo, alla fine di questo Starbooks e mi
spiace tantissimo lasciare Yotam ! Mi è piaciuto tanto questo libro che non parla
solo di cucina e di ricette ma ci racconta della quotidianità di un paese
affascinante. Foto bellissime e colorate ci hanno fatto entrare in una magica atmosfera orientaleggiante e poi… di lui, Yotam, che dire? Chef
generoso, preciso, ricco di consigli…credo ci abbia stregate un po’ tutte.
Ma essendo noi donne serie, tutte d’un pezzo e soprattutto
,incorruttibili, non ci siamo fatte incantare ! Noi dobbiamo cogliere l’essenza, la vera capacità e soprattutto l’amore e la
passione con cui i “blasonès” scrivono i loro libri di cucina e Yotam è di certo tra questi.
Un libro scritto con amore per la sua terra,per il suo
lavoro, per la sua vita…per me , un 10 magna cum laude!!!
ed ecco l'ultimo appuntamento con Yotam anche per le altre amiche dello starbooks :
Ema - Arricciaspiccia - Basic Hummus
Cristina - Vissi...- Pollo arrosto con topinambur e limone
Mapi - La Apple Pie di Mary Pie - Budino di riso al cardamomo con pistacchi e acqua di rose
La gaia celiaca: - Mejadra
Ale only kitchen - Polpette al limone e porri
Arabafelice - Kofta b'siniyah
Andante con gusto - Pollo all'Arak e clementine
Menu turistico - torta al fieno greco
ta ta ta ta :
...e infine è con grande emozione che vi presento il banner dello STARBOOKS REDONE !!
E' un mio piccolo contributo per un'idea grandiosa come grandioso è lo STARBOOKS.
Di cosa si tratta ? Ne avevo già parlato qui ma per dettagli precisi vi rimando al post su Menuturistico dove potrete trovare il prezioso elenco dei libri e delle ricette pubblicate ,nonchè il rimando ai vari blog delle starbookers.
In breve: il primo mercoledì del mese (quello in cui non si pubblica lo STARBOOKS) chi vorrà replicare una ricetta dello starbooks passato , potrà farlo. Valgono le ricette tratte da tutti i libri recensiti comprese quelle già da noi proposte.
Doveroso lasciare il vostro link ad almeno uno dei nostri blog per permetterci una visita e inserire nel vostro blog , il nostro banner :
buon STARBOOKS REDONE !!!!
mercoledì 20 febbraio 2013
STARBOOKS: LE BURNT AUBERGINE WITH GARLIC,LEMON E...:-)
Mi cospargo il capo di cenere : ho fatto questa ricetta
senza un ingrediente ma, “signora
maestra ho la “giustifica” “ :-) eh, si così si diceva … e io voglio spiegarvi perché
non ho potuto mettere i grani di melagrana richiesti da Yotam.
Vivo in una graziosa città di provincia che però è , come dice Marie Antoinette, una città
depressa.
Non ci sono iniziative carine e quelle poche che organizzano
non vengono pubblicizzate oppure si conoscono dopo due o tre giorni che sono
state fatte. Per quanto riguarda i negozi di prelibatezze culinarie poi, è il
nulla cosmico. Ci scusiamo dicendo che “è la vicinanza con Milano” ma devo
ancora capire come città di provincia ugualmente vicine alla nostrana Big Apple siano invece dotate di ogni confort
gastronomico.
Sono anni che sto aspettando con ansia l’apertura di una
esselunga (super che adoro fin da bambina) che non abbiamo e i gli altri
supermercati spesso e volentieri non
sono forniti come desidererei.
Dopo aver girovagato per questi supermercati e qualche
negozio di frutta e verdura senza trovare i rossi grani , avevo organizzato una
gita ad una esselunga limitrofa : per
Yotam, questo ed altro :-) !
Certa, certissima di trovare ,anche non in periodo natalizio,
la famosa melagrana, entro nel reparto frutta e verdura serena e tranquilla.
Mi innervosisco un po’ quando mi accorgo di non vedere da
nessuna parte il frutto ambito.
Vado al reparto “macedonie” e vedo il cartellino con scritto
“grani di melagrana”, sorrido …per poco: lo spazio a loro destinato è vuoto!!!
Subito alla ricerca di un omino, salvatore della mia vita, druido
dei grani di melagrana . Eccolo!!!
“Mi scusi, ho visto che avete i grani di melagrana ma nello
scaffale non ce n’è più. Potrebbe gentilmente prendermene una confezione in
magazzino?” con sguardo vagamente da triglia lessa supplicante.
Lui: “Certo! Vado a vedere”
Ma come è gentile, com’è carino, come è da… esselunga ! :-)
Lo seguo con lo sguardo quasi innamorato e pregusto già il momento
di tenere tra le mani i preziosi grani.
“Mi spiace signora, ma non ce n’è più e non sono nemmeno in
ordine. Ci sarà da aspettare natale prossimo!!!” dice sorridendo…
Nooooooooooooooooooo!!! Senza grani di melagrana
nooooooooooooo!!
Come faccio??? Non potevo assolutamente permettermi altre gite all’”estero” alla ricerca della melagrana perduta , la dolcemetà non ce l’avrebbe fatta. Incompresa e delusa sono ritornata a casa e ho deciso di fare lo stesso il piatto (anche perché l’unico giorno free per cucinare era sabato pomeriggio: o così o pomì) chiedo venia…
Come faccio??? Non potevo assolutamente permettermi altre gite all’”estero” alla ricerca della melagrana perduta , la dolcemetà non ce l’avrebbe fatta. Incompresa e delusa sono ritornata a casa e ho deciso di fare lo stesso il piatto (anche perché l’unico giorno free per cucinare era sabato pomeriggio: o così o pomì) chiedo venia…
In questa “insalata” la melanzana la fa da protagonista e devo dire
che probabilmente i grani di melagrana non avrebbero modificato più di tanto
questo piatto dalle caratteristiche di gusto affumicate , piccanti , mentose
(di menta), agliose (di aglio) …ma, confesso, lo dico anche a mia difesa!!!
Il segreto del successo di questa ricetta è, in effetti
(come dice giustamente Yotam) la cottura delle melanzane che devono
grigliare benissimo. Ottimo sarebbe un barbecue ma nel libro vengono descritte
: la cottura su una piastra a gas coperta con foglio protettivo o la cottura con un classico forno elettrico.
Cottura :
con la piastra :
disporre le melanzane direttamente sulla superficie (protetta da carta stagnola
unta) e cuocerle per 15-18 minuti a
fuoco moderato fino a quando diventano morbide ,girandole di tanto in tanto.
Con il forno : segnare le melanzane con un
coltello con tagli profondi e metterle in una teglia , rivestita di carta da
forno. Opzione grill per circa un’ora quindi girarle per circa 20 minuti.
Togliere le melanzane dal forno e farle raffreddare.
Dopodiché tagliarle e scavare la polpa . scartare la buccia e mettere la polpa
in un colino per circa un’ora per togliere più acqua possibile.
Metterle in una ciotola e aggiungere l’aglio schiacciato ,
la buccia e il succo del limone, l’olio extravergine di oliva,1/2 cucchiaino di
sale e una buona macinata di pepe nero.
Mescolare bene e lasciate le melanzane a marinare per
un’ora.
Tritare il prezzemolo e la menta (adoro questi profumi !)
Prima di servire mescolare con le erbe , quindi spargere i
semi di melagrana ( ebbene si) e altre
erbe per decorare.
Nonostante la mia pecca (mea culpa) queste melanzane sono
stra buone. Accompagnano ottimamente carni e pesci ma io non le ho disdegnate
con del buon formaggio stagionato!
Che dire? Un altro dieci e lode per "Jerusalem", libro che mi
sorprende piacevolmente ad ogni ricetta che faccio e ad ogni ricetta che leggo
dalla mie amiche dello starbooks che vi invito ad andare a trovare per scoprire
nuovi profumi, nuovi sapori, nuove alchimie, del magico Yotam:
mercoledì 13 febbraio 2013
STARBOOKS: SAFFRON RICE ...DI YOTAM !
Lo confesso fin da subito: io Yotam lo adoro. Mi sta
simpatico per il suo sorriso, la sua eleganza e, ovviamente, per la sua
bravura, la sua professionalità e per le sue colorate e saporite ricette.
Quindi, lo dichiaro fin da subito, il mio approccio a “Jerusalem” è quello da donna innamorata…
Altra notizia importante : Yotam l’ho conosciuto proprio
grazie al fantastico gruppo dello Starbooks ! il libro? “Plenty”…e anticipando
lo starbooks REDONE avevo provato due o tre ricette postate dalle ragazze…
È stato difficilissimo scegliere solo tre ricette di
“Jerusalem” …ma , a fatica, ce l’ho fatta.
Inizio con un riso, profumatissimo, delizioso, che vi
consiglio di fare vivamente…
E’ un piatto ispirato
alla ricetta dello “shirin polo”, piatto della tradizione persiana. L’originale
include arancia candita, ciliegie, mirtilli e mandorle e spesso viene servito
durante i matrimoni.
A questa versione si possono aggiungere mirtilli, fette di
albicocche secche … insomma tutto ciò
che può aggiungere dolcezza ! Questa ricetta rispecchia molto la sensibilità
culinaria dell’Iraq, Iran e del Nord Africa che ama abbinare i sapori dolci con
quelli salati.
Un’altra alternativa potrebbe essere quella ispirata al
baghali polo, piatto iraniano a base di riso che tralascia mirtilli e
pistacchi e aggiunge solo fave cotte e sbucciate.
SAFFRON
RICE WITH BARBERRIES, PISTACHIO & MIXED ERBS
Ingredienti:
40gr burro
360 riso basmati (sciacquato con acqua fredda e scolato per
bene)
560 ml acqua bollita
1cucchiaio pistilli zafferano sciolti per 30 minuti in 3 cucchiai
di acqua bollente(io ho utilizzato due bustine)
40 gr di crespini secchi
: (da wikipedia : il
crespino è una bacca che “matura” in
estate tra giugno e luglio, i frutti hanno un sapore fortemente acido e non sono molto buoni. In
autunno, i frutti si addolciscono e possono venir usati per preparare
marmellate e sciroppi dal sapore forte e gradevole. In ogni caso solitamente i
frutti non si consumano allo stato fresco. Sono molto ricchi di acido
malico ( e a
questo si deve il loro sapore acido ) e di vitamina
C. )
Io non li ho trovati e ho quindi seguito il suggerimento di
Yotam che dice di sostituirli con del ribes secco (secondo me vanno bene anche
i mirtilli secchi e se trovate quelli rossi, ancora meglio!) ammollato nel succo di limone e così ho fatto
.
30 gr di aneto tritato finemente
20 gr di cerfoglio tritato finemente
10 gr di dragoncello tritato finemente
60 gr di pistacchi ridotti in scaglie e leggermente tostati
(io li ho lasciati interi: mi piace troppo sentire appieno il loro sapore!!!)
Sale (1 cucchiaino) e pepe bianco macinato al momento
Fate sciogliere il burro in una padella media, quindi
aggiungere il riso e mescolarlo bene al burro.
Aggiungere l’acqua bollente con un cucchiaino di sale e un
po’ di pepe. Mescolare bene e coprire con un coperchio. Far cuocere a fuoco
lento per 15 minuti. Durante questo tempo non togliere assolutamente il
coperchio per permettere al riso di cuocere anche grazie al vapore.
Terminati i 15 minuti, togliere la padella dal fuoco
(l’acqua sarà stata assorbita tutta dal riso) e aggiungere lo zafferano
(sciolto nell’acqua) solo su una parte del riso (circa un quarto) , in modo da
lasciare la maggior parte bianca. Coprire immediatamente con uno strofinaccio e
con il coperchio, per 5-10 minuti.
Con un cucchiaio grande togliere dalla padella il riso bianco
e metterlo in una grande ciotola e sgranarlo con una forchetta . scolare i
crespini/ribes e metterli nel riso aggiungere tutte le erbe tritate (un profumo
favoloso!) e una parte di pistacchi (tenerne un po’ per guarnire )
Mescolare bene il tutto e aggiungere, delicatamente il riso
giallo.
Servire in un largo piatto e decorare con i pistacchi
rimasti.
Il riso va servito caldo o a temperatura ambiente.
Note:
Crespino : bacca molto di moda ultimamente ma con un suo
perché. Il suo intenso sapore acidulo dovrebbe caratterizzare il piatto rendendolo un ingrediente “must
have” ma qualora non riusciste a trovarlo, come la sottoscritta, usate
l’alternativa che ho scritto negli ingredienti, vi assicuro che è davvero
fantastica . Mi sono comunque promessa di cercarli questi “barberries” e rifarò
questo riso per capire se la differenza è sostanziale o meno.
Le dosi sono perfette come i tempi di cottura. Da questo
momento il riso basmati lo cuocerò sempre in questo modo. Riso saporito e cotto
al punto giusto.
Il mix di sapori perfetto : temevo che solo un cucchiaino di
sale fosse troppo poco ma il gusto
deciso e profumato delle erbe è servito
meravigliosamente a rendere saporito questo piatto.
Il ribes ,in sostituzione dei barberries, si è rivelato
vincente : ha apportato al piatto l’acidità necessaria (data dal succo di
limone della “marinatura”)mescolata a l retrogusto dolce della bacca .
I pistacchi , dal deciso carattere, hanno aggiunto la
croccantezza per regalare a questo riso un’altra nota originale.
Freschezza, acidità, dolcezza, sapidità, croccantezza…un
piatto intenso di sensazioni rese ancor più magiche dagli splendidi colori !!!
Giallo intenso, verde scuro, verde pistacchio, rosa
ciclamino, bianco…un festa per gli occhi oltre che per il palato.
Yotam consiglia un largo piatto per servire questo riso e
gli dò ragione ma , non so perchè, ho deciso di impiattare il tutto in una
ciotola dal delicato color azzurro polvere…forse perché ai colori di questo
riso mancava il colore del cielo e questo colore , secondo me, completava la
palette !
E ora non vi resta che scoprire le altre meraviglie di
“Jerusalem” dalle altre amiche dello Starbooks:
Mapi La Apple Pie di Mary Pie - Quaglie brasate con albicocche secche e ribes
Arricciaspiccia - basmati & wild rice with chickpeas, currants & herbs
Arabafelice -Ghraybeh
Ale only kitchen - Falafel
La Gaia Celiaca - Balilah
Vissi di cucina - Spice cookies
mercoledì 16 gennaio 2013
STARBOOKS DI GENNAIO :ATMOSFERA ELEGANTE E SOFISTICATA:FILET MIGNON CON FOIE GRAS E SALSA AL TARTUFO
Atmosfera elegante e sofisticata per questo Starbooks di
gennaio e anche la mia "copertina" risente della patina , un pò romantica, dei tempi andati...
“Downton Abbey” :sapevo che questa serie televisiva mi
avrebbe catturata. Da sempre sono affascinata dalle atmosfere very english
soprattutto quelle storiche, arricchite da scenari naturalistici e da mises eleganti e sofisticate. Mi piace anche quel modo di fare distaccato e
aristocratico inside J che traspare dai personaggi, contessa Violet in
testa (personaggio che adoro!!!) .
Mi sono persa in ogni puntata tra i velluti e pizzi degli abiti
delle protagoniste e sono rimasta rapita dalle mises en place , dall’etichetta
rigida, dal modo intelligente e
ricercato nel parlare , dall’umiltà elegante della servitù, dalla tolleranza
moderna dei conti di Grantham… probabilmente la realtà era ben altra cosa ai quei
tempi e questo è proprio un film!
Però mi piace e la trama mi ha oramai catturata e attendo
trepidante la prossima serie obbligandomi a non cercare su internet eventuali
anticipazioni in merito!
Con piacere ho rivisto tra il cast , uno dei mesi
di…"Calendar’s girls"…, la vice preside di Hogwards,e ho scoperto che prossimamente
ci sarà anche…Irma la rossa ;-)….niente male !!!
Quindi quando per lo Starbooks di gennaio si era prospettata
l’idea di testare questo libro, non ho potuto dire no! Anzi!!! Emozionatissima
l’ho sfogliato e con altrettanta emozione ho iniziato a leggere le ricette.
Anche se un libro senza foto, in inglese (come capita sempre più
spesso tra le scelte dei libri al top…), con ricette di sicuro di carne,
cacciagione…piatti che non amo e che non ho mai cucinato, mi aveva un pò "spaventata"!
Inoltre ho un passato
da vegetariana che mi ha segnato J e la carne la mangio molto raramente .
Quando però ho tenuto tra le mani questa chicca di libro le
mie ansie e i miei dubbi sono spariti ! Ma non solo! La prima ricetta , che mi ha
colpita è stata addirittura un piatto di carne :
Filet mignon with foie gras and truffle sauce.
Filet mignon with foie gras and truffle sauce.
Si lo so, di sicuro , mi avrà colpito perché solo il nome è…molto
snob…J
e che dire degli ingredienti?? Aristocratici di certo.
L’atmosfera di Downton c’era eccome! E io ne sono stata
subito rapita…
Aggiungiamo che ho una passione sfrenata (ebbene si) per il
foie gras e da quando ho conosciuto il tartufo , anche questo è entrato a far
parte dei sapori che mi …ispirano!
Insomma non ho potuto non provare questo piatto.
Ammetto la mia ignoranza in tema di carni&C e quindi ho
dovuto chiedere consulenza alla dolcemetà che, al contrario, se ne intende e
vivrebbe di carne e …basta !
Il filetto l’ha comprato e cotto lui, lo confesso perché non
so dire bugie .
Gli ingredienti blasonati sono stati acquistati qua e là :
l’olio al tartufo bianco preso a Moncalvo, i tartufi neri da Procacci a Firenze
e il foie gras preso in un negozio
gourmand-chic a Milano .
Certo non è un piatto da fare tutti i giorni ,ma ,
credetemi, vale la pena ! Almeno una volta provatelo! Non è difficile da fare e
regala sapori unici e veramente eleganti!
Filet mignon con foie gras e salsa al tartufo
Ingredienti per 6 persone :
per la salsa :
120 gr di burro a temperatura ambiente
60 ml di olio al tartufo bianco
240 ml di vino bianco secco
2 cucchiaini di aglio tritato
2 cucchiaino di sale marino
1 cucchiaino di pepe bianco
160 ml circa di panna da cucina
1 o 2 piccoli tartufi neri affettati
15 gr di burro
15 ml di olio extravergine di oliva
6 filetti mignon (circa 900 gr) (la dolcemetà, ha cotto un pezzo intero e l’ha poi tagliato a fette)
Sale kosher e pepe bianco per insaporire
18 gr circa di foie gras tagliato in 6 fette
Procedimento
Per la salsa:
in una capiente terrina amalgamare il burro con l’olio
profumato al tartufo bianco. Formare quindi una sorta di tronco che avvolgerete
nella pellicola e metterete a raffreddare nel frigorifero.
In una casseruola mettete il vino e l’aglio tritato
aggiungendo il sale e il pepe bianco. Portate il liquido a bollore e fate
cuocere per circa 5 minuti .
Aggiungere quindi la panna e far cuocere ancora per 1-2
minuti.
Prendete il burro al tartufo e tagliatelo a fette che
metterete nella salsa , una alla volta, mescolando. Riducete la fiamma . quando
avrete amalgamato tutto il burro spegnere il fuoco e tenere la salsa al caldo.
Per la carne:
mettete il burro e l’olio extravergine di oliva in una larga
padella a fuoco medio. Condire le bistecche con sale e pepe e fatele cuocere
gentilmente per circa 10-12 minuti, girandole una volta sola , affinchè il
colore sia bruno ma l’interno rosa…
Mettere le bistecche al caldo e preparare il foie gras.
Maneggiare con estrema delicatezza le fette che saranno
state tagliate con un coltello molto affilato. Condite con sale e pepe saranno
da cuocere in una padellina antiaderente . Quando il foie gras cambierà colore , diventando di un bel dorato
scuro, sarà pronto.
Impiattare :
adagiare una fettina di foie gras sopra al filet mignon ,
quindi versare la salsa al tartufo e decorare con il tartufo nero tagliato a
fette.
Dall’intenso profumo (e sapore) di tartufo ma ugualmente
delicato e …poetico.
Le mie piccole varianti:
il filetto acquistato è stato cotto e solo dopo, tagliato a fette .
non è stato salato e pepato prima di cuocerlo ma è stato
condito dopo.
la mia cronologia:
ho preparato la salsa per prima (come da ricetta)
ho preparato il foie gras e per ultimo è stata cotta la carne: mi sembrava un peccato tenere il
filetto al caldo !
Mentre il foie gras rosolava per bene , il filetto cuoceva e
ho impiattato con gli ingredienti caldi e fumanti.
Un piatto davvero elegante e nobile , degno di una cena dai
conti di Grantham .
Mrs. Patmore , la
cuoca dell’aristocratica famiglia Crawley , ci svela i segreti di questa
ricetta per rendere anche le nostre cene indimenticabili e ,come viene scritto
nel libro, pare che la cuoca di Downton , riservasse questo ricco piatto nelle
cene in cui non erano previste molte portate in modo che gli ospiti non
potessero essere sazi e potessero godersi appieno questo delizioso filet
mignon.
Ora vi invito ad fare un aristocratico giro anche dalle
altre amiche dello Starbooks che per
questo mese si trasformano in vere Miladies , tutte velluti e broccati per
presentare i loro sontuosi ed eleganti piatti :
Menuturistico - Edwardian Tikka Masala Chicken
Menuturistico - Edwardian Tikka Masala Chicken
Arabafelice - Creamy Russet Leek Soup
La Apple Pie di Mary Pie - Grilled Duck Breasts with Blackberry Sauce
Vissi di cucina - Classic Vanilla Rice Pudding
Arricciaspiccia - Mrs.Isabel Crawlwy's Smoked Salmon Sandwich + Classic Cucumber Sandwich
Ale only kitchen - Soupe à l'Oignon
Andante con gusto - The grief apple tart
mercoledì 21 novembre 2012
STARBOOKS LA SECONDA RICETTA:RAPE,PANNA,PANCETTA...
Ed eccoci al secondo appuntamento del nostro amato starbooks ed ecco le ricette imperdibili che vi invito a leggere e a ...fare :
Vissi di cucina - Popcorn salato al cioccolato
Mapi La Apple Pie di Mary Pie - Crisp Cinnamon Cookies
Arabafelice - Pulla Bread
Ema Arricciaspiccia - Gingerbread town
Dani Menu turistico - Oat cookies
Andante con gusto - Vanilla cookies
Ale only kitchen - Petti d'anatra al forno con chips di topinambur
Per la seconda ricetta di questo Starbooks ho scelto un altro piatto salato, rapido e dal sapore particolare . ingrediente principale: la rapa.
Vissi di cucina - Popcorn salato al cioccolato
Mapi La Apple Pie di Mary Pie - Crisp Cinnamon Cookies
Arabafelice - Pulla Bread
Ema Arricciaspiccia - Gingerbread town
Dani Menu turistico - Oat cookies
Andante con gusto - Vanilla cookies
Ale only kitchen - Petti d'anatra al forno con chips di topinambur
Per la seconda ricetta di questo Starbooks ho scelto un altro piatto salato, rapido e dal sapore particolare . ingrediente principale: la rapa.
Non amo questa radice e l’unico ricordo che ho, sono le minestre di rape e patate che mi
faceva mia nonna. Quelle mi piacevano soprattutto perché me le faceva lei J
e poi perché sapeva insaporirle in modo speciale rendendole particolari e
gustose. Mia nonna era slava con “ramificazioni “ genealogiche astroungariche e
quindi sono cresciuta con questi gusti diversi dalla zona in cui sono vissuta e
vivo ( il Piemonte , per inciso)
Questa ricetta la dedico a lei, a questa donna straordinaria
, dalla vita da romanzo. Una donna semplice ma con un infinità generosità e con la saggezza grande degli umili che mi ha
insegnato tanto senza saperlo .Mi sento orgogliosa della mia discendenza
incasinata e “mistissima” e soprattutto orgogliosa di discendere da lei che
rappresenta l’essenza delle donne della mia famiglia : donne fortemente
indipendenti, che sembrano brusche e
asettiche di sentimenti ma che in realtà sono capaci di affetti
esagerati che tengono però gelosamente e discretamente ben nascosti.
A pochi eletti
l’onore di conoscerci davvero ma per tutti la disponibilità e la
condivisione di quello che abbiamo.
Tornando alle nostre rape…eccomi quindi a sfogliare questo
libro e ritrovare similitudini di atmosfere e di sapori, eccomi dunque a
scegliere le rape, che, come “immagine” mi piacciono tantissimo (uff…la solita
donna superficiale J
… )
foto presa dal web
Pochi gli :
Ingredienti:
1 kg di rape
Sale (non precisata la quantità)
300 gr di pancetta in un’unica fetta
200 ml di panna da cucina
½ cucchiaino di noce
moscata
Pepe nero
E veloce l’esecuzione :
Lavare le rape e tagliare la cima e il fondo. Se le rape
sono grandi, tagliarle a metà e/o in quarti senza pelarle. Farle bollire in
acqua salata per circa 10-15 minuti , fino a quando saranno tenere, quindi
scolarle.
Nel frattempo tagliare il pezzo di pancetta in cubozzi e
farli frigugliare (termine tecnico J ) in padella senza
aggiungere condimento.Scaldare il forno a 200°.
Mettere le rape bollite in una pirofila, mescolarle con la
pancetta compresa di condimento .
Versare la panna in un pentolino e far scaldare fino a
quando diventa densa poi aggiungere salee noce moscata.
Aggiungere la panna alle rape e alla pancetta mescolando
bene il tutto.
Infornare per 10 minuti.
L’autrice ce la presenta come la sua versione rustica quindi
niente raffinatezze nordiche alla Renè Redzepi , celebre chef del Noma di
Cophenaghen ,che pure lui prepara le rape ma con porridge di miglio e formaggio di
capra e non solo….
( piccola digressione:
comunque a me questo chef incuriosisce :piatti preparati con muschi e licheni, bacche “strane”, germogli,
funghi … mah ??? )
La ricetta non mi è dispiaciuta anche se le rape, secondo me, andavano pelate ( ma è un questione di gusti ) : conservando la buccia è rimasto abbastanza intenso il sapore “amaro” della radice.
Il mix di sapori invece l’ ho trovato vincente e simpatico : il “dolce” della panna , il “saporito” della pancetta ben si sposano con le rape , in questo piatto inequivocabilmente invernale, da neve…
Mi sento poi di fare un’altra osservazione positiva (provata dalle
mie ricette “postate” ad oggi ) : la
velocità e la semplicità di esecuzione , comune denominatore che ho riscontrato
anche in altri piatti descritti nel libro. Ritengo sia un particolare da non
sottovalutare , soprattutto parlando di ricette che potrebbero benissimo far
parte delle nostre libagioni natalizie . Una possibilità in più di presentare
nella nostra tavola piatti nuovi e
originali senza doverci impegnare più di
tanto. Viste le vite frenetiche dei più , che nel periodo di feste
diventano ancor più intense, questa caratteristica la trovo un “plus”
interessante…
mercoledì 14 novembre 2012
STARBOOKS DI NOVEMBRE : CALDO NORD :-)
Che io avessi la “passione nordica” non è mai stato un segreto, che vorrei vivere all’ikea nemmeno . a questo possiamo aggiungere che, toccatemi tutte le feste ma non il Natale, …quindi come non rimanere affascinata da un libro di cucina dal titolo. “Scandinavian Christmas”??
È stato difficile scegliere tre ricette perché le avrei fatte tutte…e mi sono trattenuta dal non scegliere tutti dolci…
Prima però di presentare il mio piatto vi presento le ricette delle amiche dello Starbooks, assolutamente da non perdere per immergervi sempre più nella calda atmosfera nordica :
cristina vissi di cucina: Hallon cookies (biscotti al lampone)
Ale only kitchen : Spiced Christmas cake
Arricciaspiccia:meatballs e pickled beetroot
Arabafelice Almond Iced Hearts
La Apple Pie di Mary Pie Apple Æbleskivers
Andante con gusto Brown Cookies
Menu turistico : Pepparkakor
e la favolosa Gaia??? la Gaia è in vacanza ma la aspettiamo prestissimo !!!
Prima però di presentare il mio piatto vi presento le ricette delle amiche dello Starbooks, assolutamente da non perdere per immergervi sempre più nella calda atmosfera nordica :
cristina vissi di cucina: Hallon cookies (biscotti al lampone)
Ale only kitchen : Spiced Christmas cake
Arricciaspiccia:meatballs e pickled beetroot
Arabafelice Almond Iced Hearts
La Apple Pie di Mary Pie Apple Æbleskivers
Andante con gusto Brown Cookies
Menu turistico : Pepparkakor
e la favolosa Gaia??? la Gaia è in vacanza ma la aspettiamo prestissimo !!!
e ora tocca a me e apro le danze di questo starbooks con questo favoloso :
Red Cabbage
Ingredienti:
50 gr di burro salato
2-2,5 kg di cavolo rosso ,senza la parte bianca coriacea , affettato finemente
1 cipolla tritata finemente
8 chiodi di garofano
2 foglie di alloro
100 gr di zucchero
1 stecca di vaniglia
100 ml di liquore di ribes nero : ho utilizzato la creme de cassis de Dijon-“l’heritier guyot”(che vi consiglio anche per prepararvi un favoloso kir royal (con champagne) o un kir pétillant (con spumante) : proporzioni : 1/10 creme de cassis – 9/10 vino )
100 ml acqua
1 cucchiaio di grasso di anatra (omesso , sorry…)
Sale
Pepe nero
La preparazione è semplicissima : sciogliere il burro in una casseruola capiente e mettere il cavolo tagliato fine, far cuocere fino a quando diventa lucido. Aggiungere quindi tutti i restanti ingredienti. Coprire e far cuocere a fuoco lento per almeno 2 ore. Prima di servire cospargere il cavolo con una generosa macinata di sale e di pepe.
Ci tengo a precisare che questa è una ricetta molto nordica, dal gusto molto particolare : il risultato è sostanzialmente un cavolo dolce che profuma di ribes e accompagna elegantemente carni e formaggi.
Si lo so non è un dolce ma ...è dolce lo stesso. Cosa ci posso fare se naturalmente mi viene da scegliere ricette poco saporite, non piccanti e inequivocabilmente dolci???
Confesso che a catturare la mia attenzione è stata anche la tinta superba di questo cavolo .
Un piatto insolito per sapore e colore : non il solito rosso natalizio ma una tinta più fredda , più modaiola che potrebbe rendere la tavola delle feste più “glam”!
Un piacere quindi non solo per il palato ma per la vista !
Un piatto che cucina lento e regala il piacere della sorpresa finale !Lentezza della quale abbiamo bisogno noi persone sempre di corsa con mille cose da fare.
Una lentezza che diventa un rifugio dove regalarci tempo …e mentre il mio cavolo rosso cuoceva piano piano, sono riuscita a sfogliarmi con piacere questo libro dall'atmosfera calda e nordica, dalle immagini nevose e culinariamente invitanti , ma non solo!
Una lentezza che diventa un rifugio dove regalarci tempo …e mentre il mio cavolo rosso cuoceva piano piano, sono riuscita a sfogliarmi con piacere questo libro dall'atmosfera calda e nordica, dalle immagini nevose e culinariamente invitanti , ma non solo!
Ho iniziato un piccolo lavoro all’uncinetto (vecchio amore), ho iniziato il libro della Alicia (Gimenez Bartlett – “Exit” – n.d.r.) e mi sono anche “persa” a “giocare” con l’ipad…
Quindi consiglio questa ricetta soprattutto per prendersi il tempo per pensare a sé, per godersi due ore fuori dal mondo e riempirle solo di cose che ci piacciono. Una “cavolo rosso – therapy” che ci farà apprezzare ancora di più il gusto caldo e coccoloso di questo piatto…
mercoledì 24 ottobre 2012
STARBOOKS DI OTTOBRE: ECCO LA TERZA RICETTA
Lo sapevo. Lo sentivo che la figuraccia era in agguato (mia non della Martha, tengo a precisare fin da subito!) .Oramai convinta delle
dosi americane della Martha, very large,
leggo gli ingredienti predisposta …all’abbondanza.
Ovviamente :
“24 large button mushroons” vengono da me tradotti come 24
grandi (grandissimi) funghi, confortata anche dalla foto del libro che me ne
presenta solo 3 , in un piatto.
Ecco la foto del libro (fatta male, vabbè...:-)
Essendo in questo momento della mia vita , super presa in
ufficio ho dovuto demandare, mio magrado, l’acquisto degli ingredienti per
questa ricetta, alla dolce metà
istruendola a dovere :
“ mi raccomando i funghi devono essere tipo gli champignons
ma molto, molto più grandi”
“più grandi quanto?”
“grandi grandi. I più grandi che trovi!”
okkkkkey….quanti?” risponde
con tono paziente , ehm, finto paziente…
“ 24”
“24????????”
“ si dai, lo sai che gli americani mangiano tanto e hanno
dosi esagerate!!”
“sei sicura???”
“ceeeeerto!!! Che sono sicura” con il solito tono della
saputella che si sta spazientendo…
“si ma ...scusa, non è che ne puoi fare, chessò, 10 ???”
“cooooosa??? Ma allora non hai capito cos’è lo starbooks!!!
Si deve testare una ricetta seguendola riga per riga, virgola per virgola , in modo super preciso, proprio per
capire se tutto è chiaro, corrisponde a verità, è corretto, bla …bla…bla”
“si, si ho capito” taglia corto, pensando sicuramente che i
matti è meglio non contraddirli…
(Lo so che ha pensato esattamente così!!!) :-)
Arrivata a casa vedo
tutti quei funghi giganti, penso.
: apperò!!! ‘sti americani!! Bell’appetito!!!
Ma non dico nulla . prendo “american’s food”, apro a pagina
233 e mi accingo a prepare la ricetta .
Ecco ingredienti e preparazione , paro paro dal libro :
24 funghi champignons
1 cucchiaio da cucina di olio extravergine di oliva più un
tot per irorare pre cottura al forno
Circa 200 gr di salsiccia (senza “pelle”)
2 spicchi d’aglio tritati
1 scalogno grande
1 cucchiaio di prezzemolo fresco finemente tritato
2 cucchiaini di origano fresco finemente tritato più qualche
foglia per guarnire (io ho utilizzato il timo: l’avevo fresco e bellissimo sul
balcone…)
1 uovo grande
2 cucchiai di pan grattato
2 cucchiai di parmigiano grattugiato
Scaldare il forno a 180°.oliare una teglia da 23 ai 30 cm di diametro. Pulire i funghi e
togliere i gambi che triterete fini .
In un tegame scaldare l’olio a fuoco medio cuocete la
salsiccia ,schiacciandola con una forchetta, per circa 5 minuti. Aggiungere
quindi l’aglio, lo scalogno e i gambi tritati dei funghi. Condire con sale e
pepe.
Ridurre il fuoco e cuocere il tutto affinche i gambi
risultino teneri, mescolando ogni tanto (circa 4/6 minuti)
Trasferire il tutto in una ciotola , aggiungere prezzemolo e
origano (io ,timo) tritati e far raffreddare.
Dopodiché aggiungere l’uovo sbattuto , il pan grattato e il
parmigiano grattugiato,mescolare bene il tutto.
Mettere le cappelle
dei funghi nella teglia , salarle e peparle quindi riempirle con il composto .
Cospargerle d’olio e infornarle per circa 25/30 minuti.
Servire decorando con
foglioline di origano (io : timo) .
Commenti miei:
dopo aver preparato il ripieno secondo la ricetta ne guardo
la quantità nella mia ciotola e guardo le mie 24 cappelle di fungo (diametro
circa 6 cm) che aspettano nelle teglie
(plurale…of course!!!)
“ma non è che ho sbagliato le cups e le ounces ?”
Ricontrollo. Tutto ok. Cosa può essere successo???
Grazie all’alter ego della Martha, come oramai considero la
Stefania, scopro che
“button mushrooms” sono in effetti i classici champignon…i
funghi piccini piccini, tanto chic e tanto carucci…
La Martha con “large button mushrooms” evidentemente, voleva
dire di considerare quelli più grandini dovendo essere ripieni…
Anyway…
Dei 24 funghi acquistati ne ho riempiti, ehm, 8… per i
rimanenti ho dovuto inventarmi un “allestimento” alternativo e per fortuna
avevamo a cena amici che , oltre ad aver gradito gli 8 funghi (che in pratica
ci siamo quasi litigati…) mi hanno permesso di smaltire i restanti 16.
Ma cosa farei io senza gli amici???? :-)
Tralascio commenti/battute della dolcemetà che ha comunque gradito i
funghi come il resto dei commensali…
A parte questo mio misunderstanding, la ricetta è
veloce e, vi assicuro, buonissima.
laMartha ne consiglia anche una versione "vegetable" …
nel ripieno si metterà:
1 piccola cipolla tritata
1 gambo di sedano tritato
Sale e pepe
I gambi dei funghi
Circa 110 gr di noci tritate
Il procedimento rimane lo stesso.
Morale di questo Starbooks:
libro eccellente, preciso, curioso, invitante.
Confesso che non ero attratta dalla cucina americana e da
questo libro , pur considerando la Martha un’icona : ho dovuto ricredermi,
guardando la quantità di “memo” colorati che ho messo nelle pagine delle
ricette che vorrei fare…
Molte delle quali sono state interpretate in modo fantastico
dalle mie amiche dello starbooks che, come sempre, vi invito ad andare a
trovare :
La Apple Pie di Mary Pie - Zesty crab cakes
Arabafelice - Pike Place Fish and Chips
Andante con gusto - Maple bundt cake -
Ale only kitchen - Buffalo chicken Wings
Arricciaspiccia - Skillet cornbread
Vissi d'arte e di cucina - Pigs in a blanket
Menuturistico - Sweet Potatoes Pie
La Gaia Celiaca - Caramelized onion dip and onion crisps
La Apple Pie di Mary Pie - Zesty crab cakes
Arabafelice - Pike Place Fish and Chips
Andante con gusto - Maple bundt cake -
Ale only kitchen - Buffalo chicken Wings
Arricciaspiccia - Skillet cornbread
Vissi d'arte e di cucina - Pigs in a blanket
Menuturistico - Sweet Potatoes Pie
La Gaia Celiaca - Caramelized onion dip and onion crisps
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