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sabato 9 novembre 2013

PARLIAMO DI FILM DI...ALTA CUCINA???








 
Ultimamente  mi piacciono solo film francesi…non so perché…

Lievi, tenere commedie nelle quali sguazzo e ci sto bene…

Avevo già parlato di “Emotivi anonimi”,  “Il segreto della felicità”, “Chef”…ed ora vi parlo de “La cuoca del presidente”.

Ho letto varie recensioni per capire da che parte mi sarei schierata e ho scoperto che non posso schierarmi con nessuna critica letta perché in nessuna mi ritrovo.

 In generale è un film che non è piaciuto  : lo hanno giudicato noioso a causa delle tante ricette presentate in modo maniacale (???) e per l’approccio al cibo in generale : troppo esagerato e totalizzante.
Non sono assolutamente d’accordo. Gli chef e chi cucina ad alti livelli hanno un rapporto con il cibo totalizzante , paranoico e pignolo nel senso positivo di questi concetti.
E  se il film lo dirige anche un regista ,Christian Vincent, che è anche appassionato di cucina e ,pare, ottimo cuoco, era ovvio che ogni immagine ,ogni scena rendesse il cibo un protagonista assoluto .

E sono proprio questi sentimenti che vengono descritti in questo film che per me invece è una chicca. 

Ho letto davvero di tutto nelle critiche : c’è chi ha paragonato il film alla prova del cuoco e Catherine Frot ad Antonella Clerici (????) …c’è chi ha addirittura visto un “amoreggiamento” tra il presidente e la sua cuoca …c’è chi ha trovato noioso  il film e algida la protagonista…
Per me nulla di tutto questo.

Hortense è una donna che lascia tutto per fare la cuoca del presidente della repubblica francese ,un incarico prestigioso che subito genera invidia agli altri chef dell’Eliseo (tutti uomini) generando inevitabili  lotte di potere.

Hortense ama la cucina e cucinare , è precisa , attenta, scrupolosa , rigida , questo si, nel suo considerarsi la migliore ( ed ha ragione). Proprio per questa sua “rettitudine” questo suo amore vero per il cibo e per il suo lavoro ,non resiste in quell’ambiente fatto di cattiverie e di sgambetti assai poco galanti.

I suoi piatti devono destare sentimenti e ricordi ,  devono  creare un legame sottile tra il cibo e il commensale perché è questo il messaggio  ,è questa la sua filosofia in cucina , è questo il suo modo per  dare , di  offrire, di regalare un’emozione, un piacere agli altri.

Il cibo è il tramite attraverso cui lei comunica ed è proprio per questo che tra lei e il presidente si crea un feeling speciale fatto di sapori riscoperti e di condivisioni intime comunicate attraverso una fetta di pane spalmata di burro e scaglie di tartufo, senza parlare 

Non è così che cucinano e lavorano gli chef dell’Eliseo e lei porta, inevitabilmente,  scompiglio con il suo modo di pensare e agire. 

Lascerà con dolore questa mansione per andare a fare la cuoca in Antartide  presso una base scientifica proponendo i suoi blasonatissimi piatti

Ogni suo gesto è intriso di passione verso quello che fa e proprio per questo si sente inadeguata per quel mondo che è più apparenza che sostanza, più opportunismo che generosità  e più maschile che femminile, ebbene si… la differenza tra i sessi io l’ho percepita in questo film in cui questo ruolo prettamente maschile nelle cucine, soprattutto se si tratta di cucine blasonate, viene tenacemente difeso a discapito della capacità di Hortense.


Hortense è la bravissima attrice Catherine Frot che a me piace tanto… e certamente, la sua presenza ha contribuito a farmi piacere ancora di più questo film.

La storia è comunque ispirata ad una storia vera quella di Danièle Mazet-Delpeuch, cuoca personale del presidente Francois Mitterdand dal 1988 al 1990.

Il film si è avvalso anche della collaborazione attiva della stessa Delpeuch. Letto sul web:  «Ho trascorso una settimana al fianco di Danièle Delpeuch. Mi ha insegnato il piacere dei gesti, dei colori e delle forme delle pietanze. E ho imparato davvero a preparare il cavolo farcito al salmone. Era una delle scene importanti del film: si doveva vedere mentre lo preparavo», rivela l’attrice.
sempre la Delpeuch ha chiesto di cancellare dalla sceneggiatura dettagli troppo “reali” , il film doveva ispirarsi alla sua storia non a raccontarla per filo e per segno.(per questo c’è il libro “Mes carnets de cuisine, Du Perigord a l’Elysèe”) 

La ricetta che ho trovato sul web è quella diventata “un classico” di questo film, io non l’ho ancora fatta e non so se mai la farò ma trovandola sul web ve la scrivo… caso mai qualcuno volesse cimentarsi soprattutto dopo aver visto il film e aver preso la giusta ispirazione…

 
Cavolo farcito al salmone
(ricetta presa da qui)
Per sei persone: prendete un salmone di circa 2 chili, sfilettatelo, mettete la testa e le lische a cuocere in 4 litri d’acqua fredda con un bouquet garni. Fate bollire per 15 minuti e poi filtrate il brodo che dovrà essere molto chiaro. Tagliate i filetti in trance dello spessore di circa 1 cm, salatele e pepatele. Prendete un cavolo verza e mettetelo intero nell’acqua bollente per tre minuti, poi passatelo sotto l’acqua fredda e immergetelo nuovamente nell’acqua bollente per altri tre minuti. Staccate le foglie più grandi e più belle lasciandole intere. Adagiate una “étamine” – panno bianco da cucina usato anche per filtrare – sopra uno scolapasta e iniziate a stendere uniformemente le foglie del cavolo, poi sovrapponete uno strato di trance di salmone, poi ancora cavolo e ancora salmone fino ad esaurimento, terminando con un doppio strato di cavolo. Sollevate i lembi del panno e chiudetelo in alto ben stretto con uno spago da cucina in modo che si formi una palla. Immergetelo nel brodo di pesce bollente e lasciate cuocere per 15 minuti. Tagliate il cavolo farcito in fette verticali come fosse una torta e servitelo con carote della valle della Loira tagliate a rondelle e cotte con cipolla e grasso d’oca. Se non risultasse semplice procurarvi le carote della Loira oppure il grasso d’oca, vi consentiamo di utilizzare le carote del vostro orto cotte con burro e olio extravergine di oliva.


Un Coulée de Serrant vigne antiche è il perfetto vino per gustare questo piatto...presidenziale.
 
Bon Appétit !

 

 

giovedì 31 ottobre 2013

REPETITA IUVANT??? :-)

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foto by my instagram 

No nessuna ricetta di pane alle noci.

Su questo blog l’avrò postata più di una volta di certo…come le crostate di mele …
 
 



o il pain brioche


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foto by my instagram 

Ma questo post non vuole essere un post da vera food blogger , quale non sono e mi sto accorgendo di questo sempre di più,  ogni giorno che passa …

È una riflessione di quanto io adori le “repetita”

Ecco le mie “preferite” :

Andare in vacanza sempre negli stessi luoghi
Andare nei ristoranti che conosco da una vita per ritrovare l’atmosfera famigliare che tanto mi piace
Fare le stesse strade

 
Ho guardato 100 volte questi film :



 
Tutto può succedere :(casa favolosa, e lei, la diane : un mito!!! È la donna che vorrei essere…)
C’è posta per te : (la Meg che mi piaceva e una storia  nella quale mi perdevo e che volevo anche per me)
007: la morte può attendere  (per un Pierce strepitoso!!!)
Gli Aristogatti (ricordi legati alla mia infanzia e anche a quella di mia figlia . quante volte lo abbiamo visto insieme cantando le canzoncine   conoscendo a memoria le battute)

 
 E poi i libri…ecco quelli che rileggo :
 


Cime tempestose : la storia d’amore per antonomasia
1984 : duro e crudo , spietatamente attuale , sempre.
Un incantevole aprile: un libro che mi mette sempre il buon umore e che alla fine mi fa stare meglio sia psicologicamente che fisicamente …
 

Sarà il bisogno di certezze, di luoghi sicuri, di sapere come va a finire

Da ragazza leggevo sempre l’ultimo capitolo dei libri prima di iniziarli quasi per paura della sorpresa finale, invece così ero tranquilla perché sapevo cosa mi aspettava e leggevo ugualmente  con piacere  persino i gialli …non che capissi sempre tutto dalle ultime pagine ! era più che altro una manìa che ho mantenuto per tantissimo tempo… 

Non ho problemi se qualcuno mi “spoilera” un film…anzi! Non provo il gusto per la sorpresa quanto assapori invece  il sapere già cosa mi aspetta, in un’attesa che non sa di ansia ma di dolce scorrere del tempo …non vorrei  colpi di scena nella mia vita.

Forse perché ne ho vissuti di grandi, assurdi, esagerati che mi hanno vista impotente a subire il volgere della situazione.

Avrei preferito saperlo…avrei voluto essere avvisata… 

Avvenimenti personali a prescindere credo che io sia proprio nata così…e quindi le novità mi spaventano, non mi eccitano. Le “sorpresone” mi danno fastidio e non mi presto volentieri a far parte di questo genere di esternazioni , passando così  per una burbera, snob, asociale…ma non è così ;-)  

Ritornando al cibo , anche qui ho i miei “classici” che cucino ( e mangio) più spesso di altri ma , al contrario della mia vita,  la cucina mi intriga e mi incuriosisce e ,pur rimanendo una “tranquilla” anche in questo campo, mi concedo, ogni tanto,  qualche strappo alla regola…

Non per questo mi considero una donna “scontata” anzi! Dentro me alberga una donna inquieta e complicata …ma questa è un’altra storia…e la fine non è ancora stata scritta J



martedì 8 gennaio 2013

E SE PARLASSIMO DI FILM ?




Non è un caso se invece di postare una ricetta scrivo altro. "Le chat egoiste" in questo nuovo anno sarà diverso. Meno post dedicati alla cucina , sempre grande amore, ma  più chiacchiere su argomenti vari.
Perchè ne ho bisogno e visto che questo umile blog era nato come una sorta di diario/quaderno di appunti di tutto quello che mi veniva in mente,ecco riprendere i suoi connotati iniziali.
Ed eccomi quindi a parlare di ...tre film tre :-) 
Tre piccole chicche che mi hanno allietato e mi hanno lasciato quello strascico di impercettibile felicità che nasce dopo avere visto un bel film, letto un bel libro, fatto una cosa che ci piace…


 

Emotivi Anonimi

Film dolcissimo, in tutti sensi, visto che la protagonista è un’esperta maitre (mère???) chocolatier…
Angelique è afflitta però da un’insicurezza patologica con la quale deve combattere per  sopravvivere e che le farà perdere il lavoro che ama. Si troverà , per sbaglio, a fare la rappresentante per una piccola azienda  che produce cioccolatini  di proprietà di Jean Renè , personaggio  schivo e rigido che  nasconde  una timidezza da analisi. Personaggi al limite della favola, sapranno entrambi tirar fuori il carattere e la passione per raggiungere quello che desiderano, compreso far risorgere l’azienda di Jean Renè, che naviga in cattive acque. Questo lo sfondo per  una storia d’amore che sembra impossibile a causa della troppa emotività dei protagonisti ma che regalerà momenti divertenti e situazioni romanticamente surreali  ! finale :  stu- pen- do!


 
Lezioni di Felicità

Ed eccoci in un “quasi mondo di Amelie” che fa tanto commedia francese, però, vi assicuro,  godibilissima. Sarà che l’attrice protagonista, Catherine Frot ,  mi piace tantissimo e l’avevo già conosciuta ne “la volta pagine” nei panni della rigida e severa pianista . Qui ha un ruolo leggiadro e originale in cui  è una donna dall’approccio alla vita  assolutamente disarmante!
Odette è vedova , lavora come commessa al reparto maquillage di un centro commerciale. Due figli , una vita pesante e greve che  affronta con un ottimismo fuori luogo e smisurato. La sua passione sono i romanzi dello scrittore Balthazar Balsan, che allietano la sua solitaria e squallida vita  . Anche qui una storia d’amore assurda (???) un epilogo improbabile (???) ma che fa bene al cuore. la fine del film mi ha  anche un po’ commossa (ma sono anziana e sto perdendo colpi…lo ammetto) e mi ha regalato una lieve euforia magica che mi ha ricordato una sensazione che provavo da piccola quando mi raccontavano le favole. Mi rimaneva per un po’ un aura di magia che mi faceva credere che tutto nella vita sarebbe stato possibile … così è stato anche per questo film. Morale: pensavo di riuscire ad andare in camera da letto volando come Peter Pan…ma , strano, non è stato così.


 
Chef

Sostantivo super inflazionato, immagine super sfruttata. Oggi tutto quello che parla di food, specialmente se “blasonè” è trendy e va alla grande.
Questo però è un film francese e quindi, a suo modo, originale .
Gli ingredienti del “già visto” ci sono tutti: il giovane chef talentuoso ma sfortunato, il grande e famoso chef in crisi di indentità  che sta rischiando di perdere  il suo ristorante e le sue stelle….
Però , Jean Reno  e Michael Youn, gli attori protagonisti, sanno gestire questi luoghi comuni in modo simpatico e coinvolgente. Nulla di che ma l’ho trovato comunque un film gradevole. La morale? Largo ai giovani che non devono perdere però il rispetto per gli insegnamenti del passato.
Voto Jaen Reno: 10, soprattutto per la scelta di vita che deciderà di intraprendere (anche se era “vagamente” scontata…)

Tre film leggiadri per farci star bene e per concederci uno stacco doveroso che ognuno di noi si merita di tanto in tanto.  Consiglio una svenevole fetta di torta al cioccolato per meglio godere il momento ! :-)



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