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martedì 6 settembre 2016

LA RICETTA, IL BACKSTAGE, LO SHOWCOOKING ALL'INDIE MARKET A CASA BOSSI, NOVARA ...CURIOSI???:-)







Un post non solo per darvi una favolosa ricetta firmata Silvia Castelli, ma anche per raccontarvi l'esperienza allo Showcooking dell'Indie Market a Casa Bossi a Novara:
casa storica e dimora di personaggi importanti come il pittore Antonio Calderara e lo scrittore Sebastiano Vassalli.




Il mio compito quello di raccontarvi questa esperienza e,soprattutto, di darvi ingredienti e indicazioni per preparare la ricetta pensata e cucinata .

Innanzi tutto per me è stato un grande piacere avere conosciuto Silvia, persona preparatissima , simpatica e allegra che mi ha accolto con disponibilità totale tenendo conto che io dovevo "starle intorno" mentre cucinava  e avevo quindi un ruolo abbastanza "fastidioso.
Volevo gestire la mia presenza  nel più discreto modo possibile e devo dire che abbiamo trovato subito un feeling perfetto.
Prima di presentarvi la ricetta , voglio però raccontarvi velocemente un po' di "backstage" simpatico.
Come sempre succede contrattempi, problemi più o meno grandi capitano, si risolvono e diventano parte integrante dei ricordi .


Uno su tutti : il classico microfono che funzionava a scatti ...e qualcuno me lo dovrà spiegare , prima o poi, perché succede sempre  in maniera sistematica  :-) ! E' un classico che non tramonta mai e pure noi non ce lo siamo fatto mancare . Tutto risolto in brevissimo tempo grazie a Domenico, organizzatore, sostenitore e  deus ex machina di Casa Bossi, che ha tempestivamente risolto l'inghippo tecnico.


(nella foto la mia mano "invadente" con cellulare : personale  "strumento ufficiale" per questo evento ) 

Tranquillizzate dal problema microfono risolto, Silvia ha voluto fare il "check" di pentole e ingredienti e ...oddio! il sale! 
- Come il sale?
- Manca il sale...
Come cucinare senza sale? Impossibile!
Mi sono improvvisata ricercatrice dell'arca perduta e, novella Indiana Jones, mi sono fiondata a casa mia a recuperare l'ingrediente . Ehm , poca cosa , a dire il vero, in quanto (me fortunata) abito proprio lì vicino...
Ritornata con l'indispensabile bottino poteva iniziare lo  showcooking in cui Silvia doveva preparare un piatto utilizzando prodotti del nostro territorio.
Ma  adesso, bando alle ciance, come diceva zio Paperone a Paperopoli, ecco ingredienti, foto e soprattutto, la ricetta!

Cavatelli alla farina di riso Venere con crema di gorgonzola piccante , pere e rosmarino.


Ingredienti per 4 persone:

Per i cavatelli:

280 gr di farina di semola ri macinata Sen. Cappelli 
120 gr di farina di riso Venere
acqua tiepida qb
sale

Per la "crema":

30 gr di burro, 
20 gr di farina 00
3 dl di latte intero
150 gr di gorgonzola piccante 
2 pere Williams 
poco burro x il tegame
,rosmarino 
sale, pepe


Impastare le farine con acqua tiepida fino ad ottenere un impasto liscio ed elastico. Fare riposare 20 min avvolto il pellicola. 
Ricavare dal l'impasto dei tronchetti di circa 1 cm e fare i cavatelli strisciandoli sulla spianatoia. Infarinare bene per evitare che si appiccichino.



Fare una besciamella morbida con burro, farina e latte, sale e pepe e fondervi il gorgonzola piccante. 



 Ridurre le pere a dadini e saltarle in tegame antiaderente con poco burro e rosmarino
e regolare di sale e pepe.


Cuocere i cavatelli al dente in acqua bollente salata, saltare in tegame con le pere e impiattare con la fonduta di gorgonzola.
Il piatto non è difficile da preparare a parte forse la minima manualità necessaria per fare 
i cavatelli: niente di trascendentale, vi assicuro quindi non resta che provare per scoprire la facilità di esecuzione.
L'idea di utilizzare la farina di riso Venere l'ho trovata geniale : dona un sapore nuovo al piatto e regala una nota di colore che lo "arreda" e lo rende ancor più originale.
L'abbinata gorgonzola e pere, si sa, è un classico ma la scelta di creare una sorta di besciamella leggera con l'aggiunta del gorgonzola piccante l'ha resa originale . Inoltre le pere leggermente caramellate nel burro e rosmarino hanno profumato in modo deciso, ma non invasivo, il piatto.
Potevo non farmi ispirare da questi sapori perfettamente abbinati e dai colori (davvero molto glam devo ammettere!) per un disegno??
Certo che no, tanto che di disegni ne ho fatti ben due...:-)
questo per i cavatelli:


e questo per il sugo:


Ma l'ispirazione vera, quella che mi sta facendo scrivere di getto è stato lo spirito di questo evento, l'entusiasmo degli organizzatori che ringrazio, la disponibilità di Silvia e soprattutto la sua creatività e professionalità in cucina .
L'eccellenza dei prodotti della zona in cui vivo ha reso questo piatto ancor più buono grazie all'impegno di chi , giorno dopo giorno, studia e si prepara per offrire prodotti sempre migliori. 
L'amore per le cose semplici, fatte bene , che non dimenticano le tradizioni secolari , l'ho ritrovato forte nei sapori proposti da Silvia . 
Anche le crepe, le mura di Casa Bossi, mi hanno trasmesso il valore della bellezza semplice intorno a noi che spesso ci sfugge e che ho ritrovato anche tra i sorrisi dei bambini intenti nei laboratori organizzati ad hoc e tra le tante persone che hanno partecipato a questa giornata .
Non mi resta che dire un grazie a tutti e ad invitarvi a provare questo piatto di sicura riuscita.
Per quanto riguarda invece Silvia Castelli aggiungo che si occupa di eventi food e showcooking e vi lascio i suoi recapiti.


Per quanto mi riguarda spero ancora di incrociarla nel mio cammino per imparare da lei e per condividere esperienze simpatiche e ricche come questa.
Spero inoltre di poter ancora dare voce e sostegno all'impegno di chi si dedica a tenere vivi i luoghi di storia e cultura come è per la mia città la magica Casa Bossi.
Esistono luoghi nobilitati dal loro passato ma è la nota di cuore , l'intima essenza del posto, che si fissa nella memoria di chi la vive , anche per poco tempo.














sabato 25 aprile 2015

UN CLAFOUTIS PERFETTO PER UNA CENA CON LE AMICHE DEL CUORE



Avete  presente quando trovate la ricetta perfetta per un risotto, per una mousse, per un dolce, insomma, per un qualsiasi piatto che avete provato più volte e che vi usciva , si bene , ma mancava qualcosa…?
A volte erano i tempi di cottura a non convincerci, a volte la proporzione degli ingredienti oppure il gusto non proprio come avrebbe dovuto essere…
Ebbene,  io ho finalmente trovato la ricetta perfetta per uno dei dolci che più mi piacciono!
Il clafoutis io lo amo. Da sempre. Mi piace la consistenza, il dolce sapore di crepes ma con “spessore” e soprattutto mi piace perché è abbinato alla frutta , ingrediente che mi fa apprezzare ancor di più tutti i dolci che lo contemplano.
Questo che ho trovato è dosato perfettamente : uova, zucchero, frutta, consistenza, cottura  : tutto come piace a me.
E’ un dolce che sa di primavera e infatti tra i blogs , di questi tempi, se ne trovano parecchi in varie versioni.
Ed è proprio vagando sul web , tra i miei angolini preferiti  che scopro questa ricetta (che vi copioeincollo)

*** * ***

CLAFOUTIS  DI AMARENE E PERE

INGREDIENTI PER 6 PERSONE CIRCA

300 g di pere williams
120 g di amarene sciroppate
160 g di farina 00
200 ml di panna fresca
120 ml di latte
3 uova
150 g di zucchero
qualche goccia di estratto di vaniglia

burro per ungere lo stampo
Accendete il forno a 180°. Tagliate le pere a fettine sottili. Sbattete le uova con lo zucchero, poi aggiungete la farina setacciata mescolando. Unite a filo il latte e la panna, sempre mescolando e aggiungete l’essenza di vaniglia. Ungete una pirofila da forno oppure una padella di ghisa che vada in forno con del burro, disponete le pere sul fondo, poi versate il composto ed infine le amarene. Cuocete per 40 minuti circa, fino a quando vi sembrerà dorata.
*** * ***

Ma non solo! Scopro un blog bellissimo con foto romantiche, dai colori “antichi”, scattate con luci eleganti e inquadrature studiate con finta nochalance,  nelle quali traspare  la professionalità e l’arte dell’autrice : Antonella di Fotogrammi di zucchero.
Antonella è diventata subito  il mio nuovo mito soprattutto perché mi ha fatto questo regalo : il clafoutis perfetto! Un grazie pubblico a lei e al suo blog che vi consiglio di andare a vedere!

Questo clafoutis  però è perfetto due volte perché è stato il dolce per una cena tra amiche , organizzata al volo.
Dobbiamo sempre incastrare mille cose e quindi risulta sempre difficile trovare “la” sera che vada bene a tutte … Magicamente è saltato fuori un mercoledì che ci ha viste libere tutte e quindi, come non approfittare???
Le mie amiche del cuore sono tante e non sempre riusciamo a trovarci proprio tutte . L’invito era solo per due di loro (quelle che riesco a frequentare di più)  e qualcuna di voi le conosce già, ne avevo parlato qui e anche qui. 
Una cena veloce, al limite del “frugale” . Tornata dall’ufficio con la mia super bici (chi mi segue su istagram ,la conosce bene, immortalandola quasi ogni giorno!)mi sono subito messa all’opera. A cucinare? Ma no! A disegnare  i menu!!! ;-)


Ho questa mania fin dai tempi antichi , tanto che riuscivo a disegnarli persino per le grigliate che si organizzavano ai tempi del liceo! Ovviamente allora facevano ridere queste cose  e venivano apprezzate solo da qualche amica. La maggior parte dei foglietti veniva “archiviata” nel sacco dei rifiuti dopo un rapido sguardo (ma forse nemmeno) . Io, che ero un cuor contento  e non mi curavo di tutto questo, imperterrita continuavo i miei … sfoghi creativi.



Gli anni sono passati, non sono più tanto “cuor contento” ma la mania per queste cose mi è rimasta ,tanto che per me è quasi impossibile non preparare un menu, o altre “cose disegnate”, per le cene che organizzo (ricordate le serate croque? qui e qui )
Diciamo quindi che l’impegno più grande è stato fare i disegni ;-)perché la cena era composta da :
asparagi con uova al tegamino (a d o r o )
burrata giusto per rinfrescare (deciso di presentarla dopo che avevo già scritto il menu!!! Disguidi che capitano !)
pane fatto in casa (ma con preparato per pane casereccio del pennymarket! Che comunque mi sento di consigliare!)


e poi il mitico calfoutis , preparato la sera (ehm ,notte) prima e solo spolverato (con grande mio piacere) di zucchero a velo per renderlo più elegante .




Inutile dirvi che ci siamo divertite tanto a parlare di tutto : cose belle , cose meno belle, remeber  e tutta una serie di argomenti , rigorosamente scollegati tra loro ma tra i quali , noi donne, ci  ritroviamo sempre senza perderci. In un susseguirsi di rimandi, collegamenti, affinità, metafore, le nostre parole “saltellavano” allegre tra abiti, profumi, figli, lavoro, mariti, temi sociali (ebbene si), botox (di altre), cellulite (nostra , sic!),vacanze, libri,sogni,...
Un vortice da  cui è bello farsi catturare e trasportare  in ogni dove…

domenica 12 aprile 2015

CLAFOUTIS CIOCCOLATO E PERE : IL MODO MIGLIORE PER INIZIARE UNA NUOVA SETTIMANA :-)


Premessa doverosa, anche se oramai non è una novità: io a fare le foto sono negata.
Riesco a tirar fuori (ogni tanto!) qualcosa di buono solo con il mio fido cellulare e quindi da anni oramai, le mie foto le faccio solo con questo potente mezzo tecnologico.

Ovviamente, adoro Instagram, luogo in cui non mi sento in colpa a non usare una reflex e scatto foto oramai senza ritegno!
Passo dal gatto di casa (banale?) agli angoli di casa, a scorci panoramici e scatti "artistici" (ah ah ah) , sfido la buona sorte mentre immortalo le mie uscite in bici e ho pure il coraggio (raramente a dire il vero) di lanciarmi in qualche selfie da "vergognarsi" (ho un'età per cui sarebbe doveroso esibire in modo parco e controllato la propria immagine) .

Il blog necessita però di foto , per documentare, per condividere, per "arredare" questo spazio che necessita di colore, immagini, testimonianze.

Dico sempre di non essere una food blogger , perché è la verità , non solo per le ricette assolutamente semplici e non "blasonèes" che pubblico ma soprattutto perché  le mie foto non sono all'altezza di quelle che si trovano oramai su tutti i blog che parlano di cucina (e non solo).
Ammiro, contemplo, invidio (benevolmente!!!) tutte le bravissime bloggers che pubblicano foto da rivista (anzi, spesso, più belle delle riviste!) e , credetemi, tutte le volte che mi ritrovo qui a scrivere e a caricare le mie, mi faccio le solite paranoie.
Spesso con luci sbagliate, anche sfocate (ebbene si!), con soggetti non centrati o storti...a volte faccio un disegno per raccontare quello che cucino perché mi viene più facile!

Però poi decido di darmi delle attenuanti e di consolarmi un po' : "...non sei una professionista...lo fai per diletto...l'importante è "comunicare", non hai velleità fa fotografa...ecc..."

Tutto questo noioso preambolo per dire che queste foto non rendono giustizia a questo clafoutis!
Capita che il cellulare mi regali tinte migliori, inquadrature più fortunate ...
Questa volta invece il mio clafoutis non è stato risaltato a dovere.




 Questo non mi impedirà però di parlarvene e di farvelo ammirare : qui sopra prima del forno
e qui sotto dopo la cottura



Bello, buono e pure facile : what else?

Ecco la ricetta che ho preso da un blog del quale non ricordo il nome!!! Chiedo venia e scusa a chi potrà riconoscersi nella ricetta !
Purtroppo di tempo per vagare tra i miei amati blog ne ho assai poco e capita che trovando una ricetta interessante , una segnalazione importante, una frase carina,  io faccia un "copiaincolla" su una pagina bianca in cui, tempo dopo,  ritrovo tutti questi "ritagli" virtuali senza la ... paternità!

E' comunque una ricetta che vi consiglio davvero di fare : ottima!
E poi il binomio "pere-cioccolato" è una delle poche certezze della vita !

E finalmente ecco la ricetta :

CLAFOUTIS AL CIOCCOLATO E PERE

Ingredienti:
50 gr farina di riso
25 gr cacao in polvere
75 gr du zucchero
1 cucchiaio di estratto di vaniglia
3 uova intere
250 ml di panna liquida
170 gr di cioccolato fondente a pezzetti(per me 200 gr - fondente al 70%)
20 gr di burro
2 pere 

teglia da 22 cm di diametro

Scaldiamo il forno a 180°.
In un pentolino facciamo bollire la panna . Togliamo dal fuoco e aggiungiamo il cioccolato a pezzetti. Mescoliamo per farlo sciogliere bene e lasciamo raffreddare.
In una ciotola mettiamo la farina di riso, il cacao e lo zucchero, aggiungere l'estratto di vaniglia e le uova. Mescoliamo e amalgamiamo bene tutti gli ingredienti. Uniamo la panna e il cioccolato raffreddato.
Imburriamo una teglia con i bordi un po' alti e versiamo il composto. Peliamo le pere, tagliamole come ci piace (io la prossima volta non le taglierò così sottili ma le lascerò come minimo a quarti) e affondiamole nel morbido impasto. 
Cuocere per 25/30 minuti fino a quando il clafoutis sarà bello gonfio e dorato.

Semplicemente favoloso e perfetto per iniziare una nuova settimana...



sabato 14 marzo 2015

LA TORTA DEL BABBO...ANCHE SE PER ME E' DA SEMPRE LA TORTA DI PERE DELLA ZIA LERU


Ci sono dolci che non sono semplicemente "dolci". Non solo mero risultato di alchimie di ingredienti noti: burro, farina, zucchero uova e...pere.
No, questa torta è molto ma molto di più. Per me.
Devo ritornare indietro nel tempo e nemmeno di poco.
Ero una bambina di circa cinque o sei anni e come sempre trascorrevo qualche giorno al "mio" lago: il lago di Como (ramo di Lecco) in una delle case che ho amato e amo di più.

Ero insieme ai miei adorati zii e sapevo che mi sarei divertita  un sacco con mio zio, "bambino" inside, e avrei mangiato cose prelibate cucinate dalla mia zia Leru, cuoca eccellente e  mia zia preferita!

E proprio tra i mille manicaretti avevo assaggiato per la prima volta questa torta buonissima che da allora si è impressa nella mia mente e sarebbe diventata, per me,  la torta per eccellenza , una delle mie tante  madeleines di proustiana memoria.




Questa torta, in realtà, non è farina (giusto per rimanere in tema) del sacco della zia Leru ma è una ricetta di sua suocera (tipa "peperina" ma che era un'ottima cuoca) toscanaccia come suo marito e , ovviamente mio zio , il loro figliolo .
Il nome "ufficiale" di questo dolce è : "la torta del babbo", perché era la torta preferita del papà di mio zio (n.d.r.:cosa che ho scoperto pochi giorni fa!)

Ai tempi, nella casa al lago ci si ritrovava tutti, suoceri di mia zia compresi e quindi era d'obbligo preparare questa pseudo crostata visto che "il babbo" voleva solo questa!
E io ero ben felice di gustarne fette generose che sapevano di pere e di crema ma anche di giornate a scorrazzare tra i prati, di passeggiate tra gli ulivi con viste del lago mozzafiato, di partite a carte (si giocava a "famiglia" con carte che avevano come illustrazioni le farfalle...carte che sono ancora nei cassetti del mobile in cucina ), di serate piene di lucciole e di grilli canterini, di libertà di giocare , andare e venire in questo paesino senza auto e senza pericoli...

Per tanti anni l'avevo gustata con immenso piacere  ma era da tanto , troppo tempo che non la mangiavo e, pensandoci bene,  non avevo mai avuto la ricetta!

Una telefonata alla mia zia Leru ed ecco qui gli ingredienti ed esecuzione :

- Ciao zia come va? volevo chiederti la ricetta di quella buonissima crostata con le pere che facevi al lago ai tempi, ti ricordi?
- Robertina!!! (ehm, si mia zia mi chiama così...) Ti stavo pensando! Ma certo che mi ricordo della torta, l'ho fatto proprio qualche giorno fa...non è una crostata però...
- si vabbè...
- è la torta del babbo..
- del babbo?Ma dai? Per me è da sempre la tua torta di pere!!!
- eh no, è la sua !  la si faceva perché piaceva a lui. Era d'obbligo farla altrimenti lui se la prendeva! diceva : Io voglio la mi torta! e allora si doveva prepararla...
- la vorrei fare , mi dici gli ingredienti?
- Aspetta che vado a prendere il mio quaderno, che la mia memoria a volte va e viene, lì invece c'è scritto tutto!
allora prendi:

per la pasta :
100 gr di burro
200 gr di farina
1 tuorlo
100 ml d'acqua
un pluc di sale (n.d.r.: pluc: unità di misura usata dalla mia nonna e poi da tutte noi della famiglia che indica un "pizzico)

Lo sai no? Prima mescoli burro, sale e farina con le mani e riduci in briciole, poi metti il tuorlo e aggiungi l'acqua al bisogno. La pasta dovrà essere molto morbida.
Ungi una teglia e stendi con le mani la pasta. Deve essere più sottile possibile, mi raccomando!
Il babbo criticava sempre se la si faceva troppo alta!

poi tagli le pere a fettine sottili sottili e le sistemi bene ... poi tu sei un'artista e lo sai fare bene!!
-ma va, che artista !!!
- si, si tu sei un'artista, lo so...so tante cose io...
- che pere zia? qualsiasi?
- sarebbero perfette le williams o le abate ...ma van bene tutte, non facciamo i difficili!

Poi devi preparare la crema :
30 gr di burro
100 gr di zucchero
1 uovo

sta a sentire bene come devi farla : metti il burro in un pentolino e fai sciogliere bene e lo fai rosolare per bene .
- come rosolare?
- quasi come fare il burro fuso...ma non troppo eh! A questo punto ci versi lo zucchero e , sempre sul fuoco, mescoli bene. Quando è tutto mescolato togli dal fuoco e metti l'uovo intero e mescoli ben bene. Versi questa crema sulla torta sopra alle pere. Forno medio...
- medio quanto?
- medio...diciamo 170-180 gradi, per circa 45 minuti. Dovrà avere un aspetto dorato, ben cotta!
- dai ci provo, poi ti faccio sapere
- ti verrà buonissima...e poi è facilissima
- si, per te tutto è facile...
- quello che ci piace è sempre facile!
...




E così ho fatto. Ho seguito tutto alla lettera. Ho usato una teglia di 24 cm di diametro . La pasta è venuta sottile (non sottilissima come diceva mia zia Leru ma perfetta ugualmente)
La base assomiglia molto ad una sfoglia ma più "corposa" : fantastica.
La "crema" descritta non è una vera e propria crema : l'aspetto è quello dell'uovo sbattuto con lo zucchero. A cucchiaiate  si versa sopra alle pere fino ad esaurimento.

Il sapore di questa torta mi ha portata lontano. La dolcezza dell'insieme della pasta con  le pere e la crema è unica!Non c'è che dire, "il babbo" la sapeva lunga e mia zia è davvero la memoria storica delle ricette di tutta la mia famiglia. 

In questa torta ci metto tanti miei amori: in primis, la zia Leru, poi la casa del lago, i bei ricordi, il preparare dolci...
e vi regalo questa ricetta che vi consiglio di provare : poi mi direte!!!





martedì 9 dicembre 2014

TORTA GLAM CON PERA CARAMMELLATA E GRANO SARACENO , PROGETTI E IDEE PER GUARDAROBA A/I 2015


Di solito non ho bisogno di scuse per fare un dolce ma le lezioni di inglese serali lo sono diventate
Vi avevo già parlato dei muffins  e ora vi racconto questa torta “glam”.
Eh, si perché l’autrice del libro, dal quale ho preso la ricetta, è Amber Rose che è stata chef a casa di Jude Law e Stella Mc Cartney!


Di sicuro questi due personaggi  sono sensibili alla vita “natural style” perché la nostra Amber cucina in modo attento alla materia prima e alle possibili alternative “integrali” dei cibi, ma soprattutto dei dolci.
Argomento che mi intriga visto che cucino spesso torte e C.,  e sapere della possibilità di prepararle in modo più “healty” mi fa ancor più piacere.

Poi però , le torte son torte, e quindi concediamoci dolci sapori e profumi burrosi perché , si sa, fanno bene anche all’anima.
E questo la Amber lo sa e quindi “corregge” sostituendo la farina bianca con quelle più “alternative” e al posto dello zucchero usa lo sciroppo d’acero (che fa un gran bene!) ma il burro rimane burro, che , per me, è una gran cosa!

Inoltre ha un gusto elegante e basic , che amo molto. Perfetto per questi dolci che sanno di casa, di forno “normale” , senza sofismi  e senza attrezzature particolari.

TORTA CON PERA CARAMMELLATA E GRANO SARACENO

Ingredienti per 8-10 persone
150 burro ammorbidito
75 gr farina di grano saraceno setacciata
2 uova grandi da allevamento all'aperto
1/2 cucchiaino di lievito in polvere
75 gr di mandorle finemente tritate
una buona presa di cannella macinata
125 gr di sciroppa d'acero o di miele

PER LE PERE CARAMMELLATE
3 pere (meglio se Conference)
2 baccelli di cardamomo (facoltativi...io non li ho messi)
25 gr di burro
2 cucchiai di sciroppo d'acero o di miele

Preriscaldare il forno a 170°. Ungete e infarinate una tortiera da 22 cm di diamtero con il fondo removibile. (io ne ho utilizzate 2 : una da 16 cm e l'altra da 18 cm)

Si inizia con le pere caramellate: sbucciatele, tagliatele in 4 parti e togliete il torsolo.Se utilizzate i semi di cardamomo, tritateli in un mortaio fino a ridurli in polvere. Scaldate una padella e metteteci i semi macinati, il burro e lo sciroppo d'acero (o il miele). Non appena il composto comincia a sciogliersi e a sfrigolare, disponete le pere in circolo (lato piatto ricolto verso il basso e parte sottile che converge verso il centro (questo consente di dare un colore uniforme alle pere e ad evitare che si disfino). Cuocete 5-6 minuti per ogni lato . Quindi, togliete la padella dal fuoco.

In una ciotola lavorate il burro con un frullino elettrico fino a quando sarà chiaro e soffice. Aggiungete 2-3 cucchiai di farina e le uova, una alla volta, sbattendo. Continuate fino ad ottenere un composto soffice e spumoso (se vi sembra sul punto di impazzire aggiungete un altro cucchiaio di farina).
Mescolate il resto della farina, il lievito , le mandorle, la cannella e lo sciroppo d'acero (o il miele).

Trasferite il composto nella tortiera e spianate la superficie con il dorso di un cucchiaio o una spatola.
Facendo attenzione a non romperle, sistemate le pere sopra il composto a raggiera e versate sopra il liquido (sugoso ! )  rimasto.
Infornate 40-50 minuti o fino a quando uno stecco infilato nel centro non uscirà asciutto.

Togliere dal forno e lasciar raffreddare 10 minuti nella tortiera prima di estrarre il dolce. Quindi lasciatelo raffreddare completamente sopra ad una griglia metallica.

La Amber consiglia di servire questa torta con panna montata a neve non troppo ferma o con un cucchiaio di creme fraiche.  Questo perché la torta non è particolarmente dolce (anzi) e proprio per questo trovo che la spolverata di zucchero a velo, oltre a conferirle un'aria romanticamente chic, sia doverosa e necessaria!




Come vedete dalle foto di torte ne ho fatte però due….
Una ,più grande, per i corso di english mentre l’altra,  più piccina, era per la mia “amicadellago” .

Ci siamo viste per un piacevolissimo sabato creativo durante il quale abbiamo parlato di torte e biscotti (ovvio), di progetti creativi,                                                                                    




(e questa foto è un'anteprima ...stay tuned!!!!)

Abbiamo parlato anche di libri di cucina (of course) di scarpe e vestiti (siam sempre donne !)…
Il tempo è volato e la mia wish list per look invernale è aumentata grazie ai preziosi suggerimenti della mia amica che adesso giro a voi !

A/I 2014-2015

Questa borsa “nordica” abbastanza capiente come tutte le mie borse peraltro : soffro di sindrome da lumaca (devo portarmi sempre dietro la mia casa …ah ah ah)


Modello super basic del brand  "5 Preview" (acquistabile anche su internet sul sito ufficiale!)


Queste calze stupende , da mettere rigorosamente con slip –on o con mocassino moda!
Collezione Alessandro Dell’Acqua




Questa gonna romanticamente rosa che vedo perfetta con un pull nero basic
sempre della Collezione Alessandro Dell'acqua





foto piccina ma non ne ho trovate di più grandi e nitide su internet (chiedo venia).
Ma è talmente bella questa gonna che ho voluto anche solo farvela immaginare un pochino...


Riassumendo : -)

Torta glam, vagamente scenografica ma con ingredienti "poveri" e semplici . Da concedersi prima delle prossime abbuffate natalizie e perfetta per la colazione!
                         
Progetti carini per rendere ancora più piacevole il tempo al Varenna Caffè Bistrot
 ( istagram.com/varennacaffe) ...ne parlerò tra pochissimo sul mio blog anche per farvi respirare l'aria di Natale sul lago , con gli allestimenti ad hoc che, grazie al gusto e alla classe della mia amica (nonché proprietaria del bistrot), sono sempre eleganti e chic.

E per finire , piccoli consigli  per qualche regalo  da trovare sotto l'albero.

Un post che mescola cose carine con il comune denominatore di far bene al cuore, allo spirito , agli occhi.
Circondarsi di cose belle, che ci fanno stare bene è un privilegio ma anche un diritto che dobbiamo concederci.

Una fetta di questa torta accompagnata ad una tazza di latte caldo , mentre si sfoglia il libro di Amebr Rose è già molto ... provatela e capirete!




giovedì 4 settembre 2014

TORTA SEMPLICE : NON CI SONO DA PESARE GLI INGREDIENTI E TUTTO DIVENTA PiU' FACILE

foto by my cell

Una torta semplice , una ricetta segnata sul mio librino delle ricette di anni e anni fa (allora i blog non esistevano!!!). Librino che  custodisco gelosamente , al quale sono affezionatissima!
La torta di un’amica, che ora non c’è più e mi ha insegnato tanto anche se ci eravamo frequentate poco . Donna impegnatissima, con una forte personalità, intelligente ,coraggiosa, entusiasta della vita  , dalla cultura immensa  ; viveva sei mesi l’anno , insieme al marito, in Africa , scorrazzando tra oasi e deserti con un camper attrezzato ad hoc .Coppia alchemica che frequentavo  quando rientravano dai loro viaggi. Erano persone speciali , dinamici, atletici pur avendo, allora,  60 anni e oltre …
Io allora ero giovincella e da poco mamma e amavo stare ai fornelli come lei.
Avevano una casa bellissima in collina dove orto biologico, frutteto e roseto la facevano da padroni.
Il loro prato veniva rasato da…due caprette ! Niente rasaerba per loro!!! Lei mi aveva fatto conoscere ed apprezzare le rose antiche grazie al mitico vivavio di Anna Peyron , sua amica e tante ricette natural style che apprezzavo  particolarmente essendo allora immersa nel mio periodo new age J
Cucinava benissimo. Ogni suo piatto aveva una storia  : una crema di nocciole (del suo giardino ovvio!) raccontava anche di un simpatico scoiattolo che le rubava dall’albero o una tajine di agnello e prugne che profumava di paesi lontani   era una scusa per parlare dei   loro viaggi…
E questa torta è una sua ricetta, una delle tante che aveva condiviso con me...
” torta semplice” , la intitolo perché si fa a cucchiaiate, perché gli ingredienti non sono “particolari” e non si pesano, perché mi trasmette il ricordo di lei e della sua solare semplicità
Ingredienti:
3 mele
3 pere
1 banana
6 cucchiai di zucchero
2 cucchiai di brandy 
1 cucchiaino di lievito per torte
4 cucchiai di farina
4 uova
1 cucchiaio di cannella
4 biscotti sbriciolati (ho usato i petits beurre)
1/2 bicchiere di latte
Affettate la frutta e mettetela in una terrina e quindi aggiungere : 6 cucchiai di zucchero e 2 cucchiai di brandy. Coprire e lasciar riposare per almeno un'ora.
Spolverizzare con un cucchiaio di lievito in polvere. Aggiungere i 4 cucchiai di farina, le 4 uova e il cucchiaio di cannella. Mescolare e unire i biscotti sbriciolati e il 1/2 bicchiere di latte.
versare in una teglia a cerniera imburrata diametro 24 cm- forno 180° - 45 minuti
La torta è del tipo morbido-umido quindi la prova stecchino non vale :-) 

 foto by my cell
E’ la prima volta che la faccio nonostante io l’abbia trascritta davvero tanti e tanti anni fa.
Non so perché quest’ultimo week end  mi  è venuta voglia di preparare  proprio questo dolce , di sfogliare quel librino vecchiotto e rovinato dove scrivevo e appiccicavo le ricette che mi piacevano.
Questa torta è  profumatissima di cannella  mi ha trasportato  nei racconti esotici della mia amica,   nei ricordi delle lunghe chiacchierate sotto il pergolato d’uva di casa sua o delle pagine scritte fitte fitte delle lettere che ci scrivevamo (non c’erano mail…) che ho ancora tutte .
La torta è buonissima,  morbida e “umida” come piacciono a me, sa tanto di cannella e credo che una cucchiaiata di cacao amaro ci starebbe bene e sono certa  che la mia amica apprezzerebbe anche questa versione…
Probabilmente avremmo assaggiato questa “new version” cioccolatosa sotto il suo pergolato, chiacchierando amabilmente, immerse nella natura, dimenticando i problemi e sognando un futuro migliore per tutti…


foto by my cell

mercoledì 5 marzo 2014

LA NY CHEESECAKE...NON PROPRIO UN SUCCESSO...





È la mia prima cheesecake cotta...e la terza  in totale.


La prima era stata quella della mitica nigella che avevo postato qui....la seconda qui

Secondo me la cheesecake è un dolce estivo, fresco, pur ricco dicalorie e non me lo vedo come un dolce da cuocere ma la vera nycheesecake va in forno e quindi in questo mi sono cimentata.

Confesso di aver aperto ben tre libri più ipad pronto a vagare nel webper completare le notizie, gli ingredienti, i tempi e i metodi ...

Risultato? Un po' di confusione ma gestita! Le ricette si somiglianotutte con qualche dettaglio di differenza quindi ho scelto quella dicui mi ispirava di più la foto (ovvio) e ho iniziato...






Premessa : non avevo la teglia diamtreo 20/22 cm come da ricetta ma o più piccola o più grande...ho deciso di usare la più piccola.

Ovviamente la "farcitura" era troppa ma non mi sono fatta problemi...l'ho trasformata in qualcosa che un giorno vi dirò...



Ingredienti:

per una teglia di cm 20-22 cm di diametro

per la crosta
300 gr di biscotti di farina integrale e frumento
sbriciolati finemente
80 gr di burro fuso
3 gr di cannella in polvere
1 cucchiaino di miele d'acacia

per la crema:
400 gr di formaggio fresco sfaldabile tipo robiola
300 gr di ricotta fresca
200 gr di zucchero bianco semolato 
150 ml di panna fresca 
40 gr di yogurt intero naturale
4 uova freschissime
la scorza di un limone grattugiato
 semi di bacello di vaniglia (per me un cucchiaino di estratto)
3 gr di farina bianca setacciata.

per la crosta :
mettere in una ciotola i biscotti sbriciolati, la cannella ,il miele e il burro fuso. lavorare il composto con le mani e distribuite il composto nella teglia imburrata e distribuitelo bene sia sulle pareti che sul fondo (per me un'impresa! non è proprio facile dosarlo al meglio!) mettere in frigo per mezz'ora.

per la crema:
amalgamare con un cucchiaio il formaggio con la ricotta, lo yogurt , lo zucchero,la scorza di limone grattugiata, i baccelli di vaniglia ,un uovo alla volta, la panna e, per ultima, la farina.
Versare la crema nello stampo e cuocere per 55 minuti: gli ultimi 5 minuti tenete il forno leggermente aperto per far uscire il vapore.

Sfornare la cheesecake e lasciatela raffreddare per 3/4 ore prima di riporla in frigorifero per altre 2-3 ore almeno.
toglietela dal frigo almeno 20 minuti prima di servirla.
Potete decorarla con marmellata di frutta o con una ganache al cioccolato.
conservarla in frigorifero e consumarla entro2-3 giorni al massimo


Controllavo la mia torta a vista d'occhio nel mio forno, proprioperché non mi dà mai la certezza di una cottura perfetta, anzi! E' un forno nuovo ma è stato un acquisto completamente sbagliato e adesso pago le conseguenze : ogni volta che cucino qualcosa sto in ansia per la riuscita .


A parte questo vedevo il centro della mia cheesecake sempre molle e per non rischiare di sfornare la torta non cotta ho aumentato i tempi regalandole un colore bello abbronzato, troppo abbronzato tanto che incottura si è crepata la superficie.







Per salvare l'immagine poco simile a quella del libro mi sono letteralmente aggrappata ad una versione di cheesecake della  Donna Hay prevista accompagnata con pere sciroppate al grand marnier: un abbinamento, ammetto, ben riuscito e soprattutto perfetto per coprire un "top" poco elegante...



Ingredienti: 

300 zucchero bianco

375 ml di acqua
125 ml di liquore all'arancia (per me grand marnier)
1 stecca di vaniglia (per me 1 cucchiaino di essenza)
2 stecche di cannella (io non l'ho messa essendoci già nei biscotti) 
la buccia di un'arancia 
2 pere 

mettere 125 ml di acqua e lo zucchero in una pentola  a fuoco basso e cuocere fino a che lo zucchero non sia tutto sciolto. aumentare il fuoco e portare a bollore. cuocere per  8-10 minuti fino a quando non diventa di un bel color caramello. togliere dal fuoco e, facendo attenzione, versare la rimanente acqua e il liquore. rimettere sul fuoco e aggiungere la vaniglia, la cannella, la buccia dell'arancia e le pere spelate e tagliate a fettine. Cuocere per circa 10 minuti, fino a quando le pere non risultino cotte . Togliere le pere e far cuocere ancora fino a che lo sciroppo non sia ridotto della metà (almeno 20 minuti)
Io ho dimezzato gli ingredienti dello sciroppo per due pere perché altrimenti lo sciroppo è davvero tanto (avevo già provato la ricetta della Donna Hay e avevo avanzato un sacco di sciroppo)


La torta è comunque piaciuta io l'ho trovata davvero molto ricca e sostanziosa perfetta per un pranzo come piace a me : amo farlo con cappuccio e brioche (non inorridite!!!)









come vedete da questa ultima foto , la consistenza della crema cotta non era affatto male . Solo la superficie non risultava bella pallida come avrebbe dovuto essere...che sia stato il forno, i (miei) tempi sbagliati, non so...tutto può essere...

si vede anche la "crosta" di biscotti non distribuita in modo uniforme ...

Insomma non è stato proprio un successo ma , come sempre succede dalle mie parti, la torta è stata decorosamente spazzata ... davanti a d un dolce , sappiate, che io non mi formalizzo .Mai! ;-)

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