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giovedì 1 febbraio 2018

IL MIO NUOVO STAMPO DA BUNDT CAKE PER UNA TORTA BUONISSIMA



Dopo tantissimo tempo ritorno al mio amato blog perchè ho bisogno di avere un luogo sicuro in cui trovare pace e certezze. Una di queste è senza dubbio quella relativa a ritrovare le ricette che scrivo su foglietti volanti e sistematicamente perdo. Proprio per questo, illo tempore, avevo deciso di aprire il mio blogghino : un contenitore aggiornato, preciso, sicuro, contenente  tutto quello che passava dalla mia cucina, pensieri compresi.
Ma, si sa, la vita a volte inventa inghippi che fanno modificare le tue abitudini, rallentare i tuoi tempi, cancellare, addirittura, spazi e luoghi...
Parto sempre con ottimi proponimenti quando mi metto ai fornelli! Mi dico "poi cara Robi scrivi bene la ricetta e la metti sul blog con qualche foto... ti metti lì tranquilla, ti regali un'oretta e via..."
Invece no. Un pò mi perdo tra altre cose da fare, un pò ci sono i doveri che son sempre di più che i piaceri, insomma mi ritrovo ancora con mille foglietti di appunti culinari, tutti da sistemare.

Le foto però quelle no, quelle le pubblico perchè è più facile, più veloce . Quindi sui miei profili "social" ( IG e FB) i miei esperimenti culinari son tutti documentati...peccato che spesso non abbia più le mie indicazioni di ingredienti, tempi&metodi ...

Mi sono imposta però di riportare qui, di lasciare una traccia rintracciabile, di questo dolce che ho trovato non buono, di più!
Da non sottovalutare lo stampo stupendo, regalo di un'amica : lo voglio appendere in cucina per poterlo guardare tutti i giorni e sospirare felice!



Quando decido di preparare un dolce che non ho mai fatto, per prima cosa, raccolgo informazioni ;-) : inizio a prendere tutti i miei libri, riviste, appunti di cucina. Vago tra blog di cui mi fido, e inizio a cercare ... Quindi  "comparo" le ricette : faccio proprio uno schema con ingredienti e quantità, divisi per ricetta e, dopo uno studio quasi serio, decido qual'è quella giusta, per me.

Ne trovo di molto simili, di totalmente diverse. Trovo quelle in cui il burro non esiste e quelle in cui è troppo protagonista . Trovo quelle in cui è indicato formato della tortiera ( dato per me importantissimo e spesso dimenticato...) e quelle in cui non se ne parla...

Insomma alla fine sono giunta ad elaborare la ricetta perfetta per il mio stampo che ha un diametro di cm 18,5 - capacità 1,4 litri.

Ingredienti 

150 gr  di zucchero
200 gr  di burro morbidissimo
3 uova 
120 gr di zucchero a velo
150 gr di farina 00
50 gr di cacao amaro
20 noci circa (un pò spezzettate e un pò no)





In una ciotola ( o nella planetaria, io ho fatto così) montare con una frusta il burro morbido con lo zucchero fino a renderlo bello gonfio. Quindi inserire le uova , una alla volta (se usate la planetaria, togliete la frusta e inserite il gancio a foglia) . Unire infine lo zucchero a velo.
In un'altra ciotola versare la farina e il cacao setacciati e unirli al composto morbido mescolando con una spatola. Unire infine le noci.



Nelle note allegate allo stampo c'era scritto di ungerlo con burro e cospargerlo di farina prima di versare l'impasto e così ho fatto.
L'ho cotto in forno a 180° per circa 45 minuti (ogni forno è fatto a modo suo quindi regolatevi con il vostro): in ogni caso la prova stecchino è sempre valida.


Ho fatto raffreddare il dolce nello stampo e quando era completamente freddo l'ho sformato senza nessuna difficoltà : è uscito così come lo vedete nelle foto, semplicemente perfetto!

Ero già emozionata nel vederlo! Questa forma così elegante e vagamente barocca mi piace tantissimo ma lo stupore ancora più grande è stato quando l'ho assaggiato! 
Credo sia uno dei dolci più buoni che io abbia mai mangiato: proporzioni zucchero, burro, cacao esatte! Le nocciole sono una piacevole sorpresa che si incontra quando lo si gusta!
La consistenza è quella di un dolce compatto, dalla superficie solida ma con il cuore morbido ( ma non "molle")

Insomma , da rifare , rifare e ancora rifare :-).

Credo che questo stampo sarà utilizzato molto spesso nella mia cucina  e sono già alla ricerca del prossimo dolce da fare...anzi, credo che utilizzerò una ricetta già fatta e che amo ( torta di carote)  che voglio però presentare con una veste nuova. Come ben sappiamo, l'immagine è tutto e anche l'occhio vuole sempre la sua parte, o no???;-)


p.s. : come si vede nella seconda foto, mi sono imposta di raccogliere i miei appunti di cucina  (ovviamente sono ricette disegnate!!) in un quadernetto anziché i soliti foglietti...questo dovrebbe aiutarmi un pò a non perdere dati importanti. Conterei però di riportarli, prima o poi, anche sul blog ...ma non ho fatto a me stessa,  promesse in merito, vedremo....;-) 

domenica 15 gennaio 2017

VIENNESE TARTLETS: PiU' LE SFORNO E PIU' LE SFORNEREI ...PERCHE? FACILI, SUPER VELOCI E SOPRATTUTTO BUONISSIME!!!




Povero il mio piccolo blogghino abbandonato da troppo tempo! Tante cose son successe dall'ultimo post. Tante brutte e tante belle.
Il tempo come sempre scorre veloce e cattura anche i nanosecondi che pensavi di poter dedicare alle cose che ami.
Quindi eccomi qui a rincorrere il tempo come il Bianconiglio e il Cappellaio Matto di Alice nel Paese delle Meraviglie, !
Correndo dietro a lui non posso che portare dei dolcetti per il tè :-)

L'ispiratore  è stato un libro mitico : "Delia's cake" di Delia Smith.
Glasse, creme, cioccolati, farine, burro,  che si trasformano in un tripudio di torte, muffins, dolcetti vari.
Se mai lo sfoglierete non potrete non mettervi subito all'opera, anche correndo contro il tempo!
Ma questi dolcetti vi vengono in aiuto! Facilissimi e veloci da fare, due pregi da non sottovalutare che vi aiuteranno a prendere sottobraccio il fugace Tempo, almeno per un pò...




Viennese Tartlets

Ingredienti per 12 dolcetti:

175 gr di burro morbido
60 gr di zucchero a velo
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
150 gr di farina con lievito
40 gr di maizena 
marmellata del gusto che più vi piace

Montare a crema il burro morbido con lo zucchero a velo e la vaniglia. Aggiungere quindi la farina e la maizena.
Riempire uno stampo da muffins (12 oppure due da 6) con i pirottini di carta oleata che riempirete , per 3/4 , con l'impasto. Quest'ultimo avrà una consistenza morbida ma non molle, tipo una polenta densa.
Con un cucchiaio leggermente inumidito fare un incavo al centro, sarà lo spazio destinato alla marmellata .
Infornate a 180° per circa 12/15 minuti.
Il centro risulterà  più morbido: tutto a posto, così deve essere.
Fate raffreddare i dolcetti e riempite dunque l'incavo con la marmellata.
Cospargete abbondantemente di zucchero a velo e preparatevi ad assaggiare i dolcetti più morbidi e svenevoli mai mangiati!
Provate e mi direte!

Dato che sto ammorbando il web "postando" queste "Viennese Tartlets" ogni due per tre, capirete quanto io confermi quello che ho scritto...
In attesa di vedere le vostre foto sui social in cui riconoscere questi dolcetti, vi regalo uno stralcio di un altro mitico libro :-) ...






"Se tu conoscessi il Tempo come lo conosco io" disse il Cappellaio "non ne parleresti con tanta confidenza"
"Non so che vuoi dire" disse Alice.
"Certo che non lo sai!" disse il Cappellaio , agitando sprezzante il capo. "Scommetto che non ci hai nemmeno mai parlato, col Tempo!"
"Forse no," rispose prudente Alice "ma son che devo batterlo quando ho lezione di musica."
"Ah! Questo spiega tutto" disse il Cappellaio. "Non gli va di essere battuto. Se invece ti fossi mantenuta in buoni rapporti con lui, lui farebbe fare al tuo orologio tutto quello che vuoi tu. Per esempio metti siano le nove di mattina, l'ora di cominciare le lezioni : basta che gli sussurri una parolina, al Tempo, ed ecco che le ore volano via in un battibaleno..."

("Alice nel Paese delle Meraviglie ", Lewis Carroll )

martedì 21 giugno 2016

LE MIE MADELEINES E QUELLE DI PROUST





Certo che Proust l'aveva proprio indovinata ! Ma anche la Muriel Barbery nel suo stupendo "Estasi culinarie" rende perfettamente tutto il mondo che ci può essere dietro (o dentro...) ad un sapore, ad un profumo di un cibo della nostra memoria.
"Un sapore dimenticato, annidato nel più profondo di me stesso e che,..., si manifesta come l'unica verità che in vita mia sia stata detta "
(cit."Estasi culinarie" Muriel Barbery)



Nel mio caso di ricordi associati al cibo ne ho molti e, dubitavate?, quasi tutti legati a sapori dolci e alla mia nonna : dolci dai nomi "strani" come la "pinza", la "rosgnazza" e poi gli gnocchi con le susine conditi con burro, pane grattato e...zucchero!!!
Poi strudel e "palacinche" ... tradizioni mitteleuropee , triestine, istriane che si mischiavano e formavano il mio palato.
Il mio orizzonte culinario si è ampliato con gli anni con la passione per la cucina che mi aveva catturato a partire dai quindici anni circa. 
Prima ragazzina inappetente e poi curiosa e creativa tra i fornelli,  aiutata soprattutto da  mia nonna e da mia zia.
Mi è capitato anni fa di cimentarmi in un piatto tipico di mia nonna che non mangiavo da anni. Da quando lei non c'è più nessuno cucina piùle sue ricette mentre io ogni tanto ci provo . Non è facile perché lei non ha lasciato tracce scritte e dosi e metodi erano raccontati senza troppa precisone rimanendo un ricordo vago nella mia mente.
Non avevo mai pensato di riportare il tutto su un quaderno perché , per me, mia nonna era immortale e ci sarebbe sempre stata...
Quando avevo assaggiato quello che avevo preparato (erano gli gnocchi con le susine) avevo provato un'emozione immensa! Avevo percepito il sapore che mi ricordavo, che si era fissato nella mia mente e che ritornava , proprio in quel momento, forte e totalizzante .
Un sapore perduto ma subito ritrovato al primo morso : una vera estasi culinaria!

Le madeleines non fanno parte dei miei ricordi legati al cibo, ma mi son sempre piaciute per la loro forma simpatica e il loro morbido sapore.




Complice uno stampo stra bello regalo di una carissima amica, mi è venuta voglia di prepararle .
La ricetta è semplice e con le dosi che ho scritto mi sono venute quasi quaranta madeleines piccine .
Di ricette ce ne sono tante versioni, la mia è un mix di quelle che ho provato ed è diventata la mia ricetta "ufficiale" :-)
Fate fondere il burro  e montate  le uova con lo zucchero . Aggiungete il burro a filo mentre continuate a montare con la frusta (io aiutata dal mio fido KA) . Aggiungete quindi gli altri ingredienti con una spatola e delicatamente rendete il composto omogeneo senza smontarlo.
Imburrate lo stampo e versate l'impasto , aiutandovi con due cucchiai o cucchiaini, senza riempire troppo gli incavi.
Forno 180°-200° (dipende dal forno) per 10 minuti e poi abbassare a 180°-160° per altri 5-10 minuti.
Questo dovrebbe permettere la formazione della tipica "gobbetta" . A me non esce sempre ma il sapore non ne risente!



Ma quanto sono eleganti questi dolcetti? La memoria proustiana mi rimanda non ad assaggi dolci ma a tomi da leggere, non propriamente leggiadri e coinvolgenti... a parte la pagina , famosa, a loro dedicata .
Ve la scrivo così da avere le due versioni di questi dolcetti : la mia pratica e mangereccia e quella di Proust, colta e raffinata entrambe però accomunate da un'eleganza esibita con nonchalance


"Una sera d’inverno, appena rincasato, mia madre accorgendosi che avevo freddo, mi propose di prendere, contro la mia abitudine, un po’ di tè. Dapprima rifiutai, poi, non so perché, mutai parere. Mandò a prendere uno di quei dolci corti e paffuti, chiamati maddalene, che sembrano lo stampo della valva scanalata di una conchiglia di San Giacomo. E poco dopo, sentendomi triste per la giornata cupa e la prospettiva di un domani doloroso, portai macchinalmente alle labbra un cucchiaino del tè nel quale avevo lasciato inzuppare un pezzetto della maddalena. Ma appena la sorsata mescolata alle briciole del pasticcino toccò il mio palato, trasalii, attento al fenomeno straordinario che si svolgeva in me. Un delizioso piacere m’aveva invaso, isolato, senza nozione di causa. E subito, m’aveva reso indifferenti le vicessitudini, inoffensivi i rovesci, illusoria la brevità della vita inoffensivi i suoi disastri, illusoria la sua brevità, agendo nello stesso modo dell’amore, colmandomi di un’essenza preziosa: o meglio, quell’essenza non era dentro di me, io ero quell’essenzanon mi sentivo più mediocre, contingente, mortale. Da dove m’era potuta venire quella gioia violenta ? Sentivo che era connessa col gusto del tè e della maddalena. Ma lo superava infinitamente, non doveva essere della stessa natura. Da dove veniva ? Che senso aveva ? Dove fermarla ? Bevo una seconda sorsata, non ci trovo più nulla della prima, una terza che mi porta ancor meno della seconda. E tempo di smettere, la virtù della bevanda sembra diminuire. E’ chiaro che la verità che cerco non è in essa, ma in me. E’ stata lei a risvegliarla, ma non la conosce, e non può far altro che ripetere indefinitivamente, con la forza sempre crescente, quella medesima testimonianza che non so interpretare e che vorrei almeno essere in grado di richiederle e ritrovare intatta, a mia disposizione ( e proprio ora ), per uno schiarimento decisivo. Depongo la tazza e mi volgo al mio spirito. Tocca a lui trovare la verità…retrocedo mentalmente all’istante in cui ho preso la prima cucchiaiata di tè. Ritrovo il medesimo stato, senza alcuna nuova chiarezza. Chiedo al mio spirito uno sforzo di più…ma mi accorgo della fatica del mio spirito che non riesce; allora lo obbligo a prendersi quella distrazione che gli rifiutavo, a pensare ad altro, a rimettersi in forze prima di un supremo tentativo. Poi, per la seconda volta, fatto il vuoto davanti a lui, gli rimetto innanzi il sapore ancora recente di quella prima sorsata e sento in me il trasalimento di qualcosa che si sposta, che vorrebbe salire, che si è disormeggiato da una grande profondità; non so cosa sia, ma sale, lentamente; avverto la resistenza e odo il rumore degli spazi percorsi…All’improvviso il ricordo è davanti a me. Il gusto era quello del pezzetto di maddalena che a Combray, la domenica mattina, quando andavo a darle il buongiorno in camera sua, zia Leonia mi offriva dopo averlo inzuppato nel suo infuso di tè o di tiglio…."
("Dalla parte di Swann" - Marcel Proust)


giovedì 9 giugno 2016

CIOCCOLATO ADDICTED? QUESTA SPIDERWEB CHEESECAKE E' PER VOI...;-)


Se nella vita c'è di mezzo il cioccolato, io sto bene. Punto.
Non esiste per me piacere più grande che mangiare (termine riduttivo!!!) un pezzo di cioccolato.
Impossibile quindi resistere a questa torta mentre sfogliavo, più o meno distrattamente, uno dei miei libri preferiti : "Cakes" della mitica Martha Stewart.
Ero nel mood cheesecake perchè pensavo fosse davvero arrivata l'estate e dovendo preparare due dolci in un week end , avevo optato per fresche cheesecake.
Quella al limone (appena pubblicata)  e questa , preparata per inaugurare il terrazzo di amici con una bella cenetta all'aperto.

Devo forse dire che nel mezzo della cena ha piovuto? Devo forse sottolineare che abbiamo dovuto sgomberare a razzo il suddetto terrazzo ? E devo forse aggiungere che abbiamo dovuto anche metterci un  golf vista la temperatura autunnale conseguente?
Ma devo anche dire che la torta, nonostante il mood poco estivo, è stata apprezzata alla grande!

Io mi sento di dire senza paura che questa è la più buonerrima cheesecake che abbia  mai mangiato.
Veloce da preparare , come tutte quelle modello "no-bake", con l'originalità del "guscio" preparato con i wafer al cioccolato! Ma quanto è geniale la Martha?



Oltre a questo particolare godurioso c'è anche una favolosa ganache che aggiunge cioccolato a cioccolato come se non ce ne fosse abbastanza!
Ma si sa, il cioccolato è una delle cose che non basta mai e non mi stancherò mai e poi mai di acquistarlo in dosi imbarazzanti e soprattutto di mangiarlo senza  tanti scrupoli. Poi da quando la mia mamy mi ha detto che fa benissimo allo spirito e non fa nemmeno ingrassare, chi mi ferma più?
L'importante è crederci è questa è una delle convinzioni più salde della mia vita!


Ecco la ricetta, più lunga a dire che a fare ...
Premessa : ho apportato qua e là piccole modifiche alla ricetta originale della Martha, ma sostanzialmente il concetto è lo stesso ;-)

No-bake Spiderweb Cheesecake

Per la base:
170 gr di burro sciolto
250 gr di wafer al cioccolato tritati finemente 
40 gr di zucchero
1 pizzico abbondante di sale

per la ganache.
120 gr di cioccolato fondente al 70% spezzato
120 gr di panna

per la farcia:
400 gr di formaggio morbido 
6 fogli di colla di pesce 
200 ml di panna 
200 gr di zucchero
un pizzico di sale
un goccio di limone

Teglia da 24-26 cm di diametro 

Foderare con la carta a forno la vostra tortiera preferibilmente con bordo apribile anzi, meglio quelle non tanto alte e con fondo amovibile visto che l'altezza del guscio non deve essere particolarmente elevata.
Sciogliere il burro e tritare i wafer nel robot di cucina. Mettere burro, wafer, zucchero e sale in una ciotola . Amalgamare bene e foderare la vostra tortiera prevedendo dei bordi di circa 2-3 dita max.
Mettere in frigorifero.

Preparare la ganache: Portare a ebollizione la panna e versarla sul cioccolato spezzettato e messo in una ciotola. Mescolare bene fino  quando il composto risulta bello liscio.
Tenere da parte due cucchiai per la decorazione finale e mettere in frigorifero.

Preparare la "farcia": ammollare i fogli di colla di pesce in acqua fredda. Nel frattempo mescolare in una ciotola il formaggio con lo zucchero, il sale e il goccio di limone. Montate la panna con una frusta e aggiungetela al composto.
Strizzate i fogli di gelatina e fateli scaldare con due cucchiai di acqua in modo da farla sciogliere bene.
Filtratela attraverso un colino e aggiungetela alla crema mescolando bene.

A questo punto non resta che comporre la cheesecake. Tirate fuori dal frigorifero il guscio e la ganache che servirà a comporre il primo strato della torta : spalmatela bene sulla base di wafer
dopodiché versate la crema , livellate bene e procedete con il decoro.
Io ho utilizzato una sorta di piccolo cono fatto con la carta forno , l'ho riempito con la ganache messa da parte e ho fatto un taglio sulla punta in modo da far uscire un filo di cioccolato.
Ho "disegnato" una spirale (un po' storterella, ma va bene lo stesso!) e poi con uno stuzzicadenti lungo o anche con un cortello, fate delle righe che partono dal centro e vanno verso ai bordi , creando una sorta di ragnatela.

Mettete in frigorifero per almeno 5 ore, meglio se tutta la notte.

Per le foto ho usato menta e more ma solo per esigenze di "scena"...la torta è perfetta così come descritta nella ricetta!

La consistenza della base è davvero particolare e a me è piaciuta tantissimo tanto che, senza problemi , ho fatto il bis servendomi due belle fette , assolutamente convinta  che il cioccolato fa, soprattutto   bene alla mia anima e non mi fa ingrassare ...  :-)



P.S. : Anche prepararla è un piacere ! Non avete idea di che impegno ci voglia a pulire bene la ciotola della ganache!!! Ovviamente aiutatevi con un cucchiaio e poi...con le dita ;-)







domenica 8 marzo 2015

UN PAN BRIOCHE PERFETTO PER ME : IL PAN BRIOCHE PER TIPI PIGRI ;-)


Che la colazione sia il mio pasto preferito non è certo un segreto e se riesco anche a preparare un dolce da mangiare al mattino appena sveglia, allora è PERFETTA!
Tra le mie mille passioni ci sono i lievitati : pani e dolci.
Purtroppo ho spesso l'inconveniente di non avere il tempo necessario per dedicarmi a queste preparazioni che richiedono attenzione, pazienza e ore (tante) a disposizione.

Ma ogni tanto ce la faccio e, complice un libro che amo, sono riuscita a regalarmi questo favoloso pan brioche che mi renderà il lunedì meno difficile del solito .

Il libro è "Fragole a merenda" , libro che tengo sul comodino perché lo trovo non solo un libro di cucina ricco di ricette una più invitante dell'altra, ma anche un libro da leggere piacevolmente grazie alle sue pagine ricche di aneddoti e storie perfette come lettura serale per assicurarmi sogni sereni!
Il mix di foto bellissime , di ricette e di scrittura scorrevole, lo trovo assolutamente vincente. Posso aprire una pagina a caso e iniziare a leggere simpatici racconti oppure posso trovare  una di quelle immagini in cui perdermi (non dimentichiamo che la maggior parte sono foto di dolci!!!) e pianificare quando e come proverò quei biscotti o quel pane .


Quindi questa mattina dovevo assolutamente preparare la ricetta letta la sera prima che mi aveva colpito dal titolo:
"Pan brioche per tipi pigri". Ma allora è il mio, e la  prova ve la fornisco subito :
ecco qui la pagina con la ricetta e gli ingredienti a riprova che la mia indole "vagamente" pigra mi ha suggerito di fare una foto, piuttosto che trascrivere il tutto! ;-)


Grazie a questa foto ci sono anche i consigli dell'autrice , Sabrine d'Aubergine, particolare assolutamente da non sottovalutare!



Ed eccolo qui il mio impasto non impastato che lievita coperto dalla pellicola e da uno strofinaccio "ad hoc" :-)
Ma mentre preparavo questo pan brioche mi era venuto in mente che non avrei potuto rispettare i tempi di lievitazione in quanto avevamo previsto una piacevole gita al lago con amici con il conseguente aumento di ore a lei dedicati!
Ahi ahi...il mio povero pan brioche era a rischio di "flop" ma, da donna fiduciosa e ottimista (quale, di solito non sono!) ho confidato nell'impasto (quasi) certa di non sbagliarmi!

Appena rientrati  a casa  ho subito controllato la mia ciotola che mi ha regalato comunque un lievitato degno di questo nome! Un po' grumoso ma comunque morbido e facile da impastare e da trasformare in tre palle che ho riposto nello stampo.

Ho spennellato la superficie con latte anziché uova sbattute perché mi ero dimenticata di tenerne da parte un poco di quelle usate e l'ho infornato per i tempi indicati.


Ed ecco il risultato! Direi niente male! Ovviamente l'ho assaggiato e l'ho trovato perfetto.

Domani mattina me ne taglierò una fetta che farcirò con marmellata o con crema di nocciole e me la gusterò con il mio amato tè. 
Di certo domani sarà un lunedì dall'incipit piacevole che mi servirà ad affrontare meglio la giornata e la settimana!

Faccio parte delle persone che soffrono di "sindrome da lunedì": fin dai tempi del liceo, per me, la domenica notte è praticamente insonne al pensiero della settimana che inizia...

Confido in questo pan brioche per rendermi meno "blue" questo lunedì ...
Auguro invece a tutti voi : buona settimana!




domenica 25 gennaio 2015

A ME PIACE ATTACCAR BOTTONE...:-)


Sono una sostenitrice delle cose semplici.Anche in cucina.
Pur amando sperimentare e provare ricette nuove e anche complicate , rimango sempre fedele alle preparazioni "basic" : quelle che avevo imparato da ragazzina da mia nonna, mia zia, mia mamma...

La più importante è sicuramente la pasta frolla e tutte le sue varianti che preparo spesso sia quando ho voglia di crostata che di biscotti.

Questa è la mia frolla basic alla quale aggiungo , secondo l'umore , altri ingredienti .
Può essere una grattugiata di buccia di limone, un po' di cannella, del cacao...






Questa ricetta (e anche i biscotti a forma di bottone) le avevo realizzate per un evento organizzato a dicembre , dal marchio Masala (cliccate sul nome e andate a dare un'occhiata al sito!!!), fortemente voluto e gestito dalla bravissima Rita che crea e confeziona borse, abiti, gioielli in quel di Biella.
Complice la mia amica Betty, sua assistente e collaboratrice, mi sono ritrovata a far parte di questa iniziativa con il mio piccolo contributo.

Insomma come sempre succede alla sottoscritta, quando mi trovo bene con le persone mi viene naturale attaccar bottone :-) e quindi mai come in questa occasione i miei biscotti sono stati perfetti.


In mezzo a tessuti, nastri, fili, perline, borse, abiti e passamenerie i miei biscotti sono sembrati ancor più belli!

Per me , che sono un po' "orso" e non amo troppo la mondanità questi biscotti hanno allietato una colazione, pasto della giornata che amo .
Trovo sempre romanticamente perfetta la colazione soprattutto se la si "arreda" con una tazza minimal, una tovaglia a pois (ca va sans dire!!!), una moscaiola blasonè (brand "Fiorirà un giardino") e un piattino della nonna , dolce e caro ricordo dei tempi andati...




martedì 2 aprile 2013

BISCOTTI ALLE OLIVE E NOCI CON MOUSSE DI FINOCCHIO DETOX ;-)



 

"Detox" perché i finocchi fanno bene , sono poco calorici, sono diuretici e drenanti: cosa volere di più! Certo trasformarli in una mousse invogliante ci vuole qualche “aiuto” : un formaggio cremoso e un poco di panna …poca cosa in fondo! Non abbiamo ancora letto sulle riviste articoli sulla “prova costume”, sulle diete miracolose che ti fanno perdere 10 kg in un week end , sulle creme magiche , intrugli preziosi e carissimi che ci possono regalare corpi da vera top model.



Io nel frattempo vi consiglio  questa ricettina detox, che poi tanto detox non è , ma con la scusa dei finocchi toccasana , mi fa sentire meno in colpa…bè poi l’abbinamento con questi sablés ,doveroso per carità, ma veramente poco “light” , non giustifica la sistemazione  della coscienza …però, vi assicuro, che l’umore migliora alla grande e alla prova costume ci si penserà più avanti !

Mousse ai finocchi  detox

 Ingredienti:
2 finocchi (maschi che sono meno fibrosi )
1 dl di panna (poco montata)
130 gr (circa) di philadelphia (o similia)
2 fogli di gelatina
Sale
Un ricciolo di burro

Pulire bene i finocchi, tagliarli a spicchi e farli bollire in acqua salata per  5 minuti.
Prendere una padella , metterci il ricciolo di burro e far dorare ,leggermente, i finocchi (scolati)
Montare leggermente la panna e tenere da parte e ammollare in acqua fredda i tre fogli di gelatina . Con un frullino ad immersione (leggi: minipimer) ridurre in purea la verdura e mettere in una ciotola.
Aggiungere il philadelphia facendo amalagamare bene il tutto e aggiustare di sale.
Unire la panna mescolando adagio (non è che il composto debba risultare gonfio ma nemmeno diventare molle e acquoso)
Prendere i fogli di gelatina ,strizzarli bene e farli sciogliere in una padellino quindi versarli nella ciotola . mescolare bene.
Foderare uno stampo , che vi piace, di misura  media con la pellicola : io ne ho usati due, ovali , con una lunghezza di circa 16 cm e profondi circa 6 cm (non sono  certo  stampi da mousse !!! ma questo è il bello della creatività!)

Coprire e mettere nel frigorifero almeno un paio d’ore (io ho preparato la mousse in giorno prima)

Servire con rametti di timo e pistacchi tritati per decorare : io non li ho messi perché ai miei commensali non piacevano e quindi…nella foto niente macchia di colore !
Perfetta anche una coppa di cristallo dove far scivolare la mousse da una sac a poche per una presentazione più  elegante e chic!


 



Sablés alle olive nere

Ingredienti:
225 gr di farina
80 gr. gherigli di noci
70 gr grana padano
60 gr olive nere denocciolate tritate 
1 uovo
200 gr burro

Passate al mixer le noci fino ad ottenere una polvere fine. Sciogliete il burro a bagnomaria (io l'ho sciolto nel microonde) e aggiungetelo alle noci tritate. Aggiungete il formaggio grattugiato, le olive tritate e  l'uovo.
lavorate bene il tutto  e unite la farina poco per volta.

Risulterà un impasto  abbastanza molliccio con il quale farete una sorta di filone che avvolgerete nella pellicola.
Vi consiglio di preparare già il foglio di pellicola sul tagliere e dare la forma aiutandovi con il "domopack" stesso (l’impasto appiccica un po’) . Quindi sigillate bene il tutto  e mettete in frigorifero a riposare almeno 1 ora . Io l’ho lasciato di più ma non succede nulla, anzi, il vostro filone può rimanere due o tre  giorni in frigo e ,al bisogno, può essere utilizzato per cuocere e sfornare freschi biscotti.



Una volta raffreddato infatti, si presta perfettamente ad essere tagliato in rondelle ( dipende da quando “rotondo”avete fatto il vostro filone) di circa mezzo centimetro di altezza .
E se non lo tagliate tutto, lo riponete in frigo per la prossima infornata.

Forno 180° per circa 10/15 minuti.
Lasciate raffreddare bene prima di rimuovere i sablés dalla piastra : sono delicatissimi (con tutto quel burro!!!)
Veloci e comodi da fare questi biscotti possono risolvere un aperitivo improvviso o completare un pranzo rustico con taglieri di formaggi e salumi. 

Il sapore è particolare e intenso, li trovo dunque perfetti da abbinare a sapori non prevaricanti.
Ottime le tome di capra ma anche le mousse di verdure come questa al finocchio che con la sua elegante cremosità e il suo gusto delicato permette un matrimonio di successo…e con i tempi che corrono, non è cosa da poco!

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