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giovedì 21 novembre 2013

FRITTATA CHE SI CREDE UNA TORTA E...VOGLIO QUELLA BORSA!!!


È da tempo che non riesco a dedicarmi ai fornelli come vorrei…e quindi spesso cucino velocemente senza potermi permettere ricette blasonate da copiare a parte il discorso Starbooks (grazie di esistere) che mi regala momenti di immensa felicità nei quali posso ritornare la donna in cucina che ero…
Anyway…
Le rare volte che ho la cucina libera è difficile io abbia il tempo per “sfogarmi” e quindi mi ritrovo ad inventare piatti veloci e “parodiani” J…(n.d.r. : da Parodi) 
Come è stato per questa frittata che si crede una torta! Quandol’ho sfornata ho pensato ad un dolce mentre invece… 
Premetto che non sono una donna da ”secondi”. Amo fare tutti i tipi di dolci , poi arrivano i primi piatti e gli antipasti/assaggini/mise en bouche .
Ma i secondi proprio faccio fatica anche a pensarli. Unica eccezione :le verdure .
Apro il frigo sconosciuto, cerco di capire cosa c’è…pochi gli ingredienti famigliari ma controllando meglio ne trovo qualcuno  che chiede di essere utilizzato J ….
Ed ecco quindi che mi trasformo in una parodi per di più svuotafrigo (attività, quest’ultima, che amo tantissimo e mi dà una soddisfazione indicibile)
Un po’ mi vergogno a postare una ricetta così con tutto quello che si vede ultimamente sul web, ma ho sempre detto (e lo ribadisco) che questo mio blog è umile e senza pretese …si parla di cucina ma soprattutto con il cuore e senza sedersi su nessuna cattedra…J anzi!
Prendo 6 uova , un avanzo di gorgonzola , un avanzo di parmigiano.
Mi trasferisco nel reparto freezer e prendo (ebbene si, inorridite pure ) un sacchetto di cuori di carciofi surgelati che per preparazioni come queste son perfetti.
ed ecco le dosi per questa ricetta  molto creativa :
 
Ingredienti:
 
6 uova
 
Un pezzo di gorgonzola (sarà stato un etto) o usate qualsiasi formaggio vi piaccia nella dose che più vi ispira (trattasi di ricetta creativa …vi avevo avvisato) però deve avere carattere per contrastare il “dolce” dei carciofi
 
2 cucchiai di pane grattugiato
2 cucchiai di latte
2 cucchiai di farina autolievitante
(n.d.r. : i 2 cucchiai non sono studiati, né fanno parte di proporzioni doverose, come dicevo è una ricetta creativa e quando preparavo questa frittata mi sembrava che i 2 cucchiai fossero la dose giusta )
una confezione di cuori di carciofo surgelata (circa 300 gr)
 
aglio
 
olio extravergine di oliva
 
sale
 
mandorle
 
per prima cosa dovete far stufare i carciofi: olio + aglio in una padella . aggiungere i carciofi. Far cuocere per 5 minuti a fuoco vivo e poi coprire abbassando il fuoco.Salare alla fine . Non dovrebbero attaccarsi perché, essendo surgelati, rilasceranno poco per volta l’acqua  “inside”.
Dopo circa 20 minuti dovrebbero essere cotti (verificate! Non c’è niente di peggio di un surgelato cotto poco!!!) e fate raffreddare
Nel frattempo sbattete le 6 uova in una terrina e aggiungete : il formaggio a pezzi grossolani, il latte, il pane grattugiato, la farina, un pizzico di sale.
Trasferite questa "pastella" in una teglia (io pirofila , diametro 24 cm) rivestita di carta forno.
Quindi mettete gli spicchi di carciofo  a raggiera o come preferite.
Una spolverata di parmigiano e una ,abbondante, di mandorle tritate grossolanamente.
Forno a 180° per mezz’ora (controllate. Ogni forno ha i suoi tempi…)




 
 
La frittata , credendosi una torta, lieviterà anche un pochino aiutata dalla farina autolievitante e diventerà più “densa” inventandosi una consistenza simile ad un cake salato ma molto, molto più morbido…
Le mandorle ci faranno credere di decorare una torta  che sa di autunno e quando la sforneremo,  anche il colore, caldo, abbrustolito,  ci rimanderà a ricordi dolci … 
 
Tempi di realizzazione : al max un’oretta tra tutto. Quindi direi ottima per le serate in cui, post lavoro, si arriva trafelate e magari, con poca voglia di cucinare.
 
Se proprio non abbiamo gli ingredienti , una scappata al super vicino casa riusciamo sempre a farla  …come riusciamo, “per esempio”,  a far stare la corsa nel negozio del centro in cui abbiamo visto una borsa che dobbiamo assolutamente comprare anche a costo di presentarci un minuto prima della chiusura …per sentirci dire che proprio oggi ...l’abbiamo venduta signora!
 

Ma come???? Ma forse la riassortiremo però son borse particolari…non sappiamo..
e uscendo quasi con la morte nel cuore per non avere la borsa tra le mani , ci avviamo verso casa dove troveremo la realizzazione solo cucinando in tempi brevi questa frittata che si crede una torta con in mente la borsa che, mannaggia, non è nostra….ma domani sera post ufficio ripasseremo, vuoi mai che l’abbiano riassortita???



giovedì 7 febbraio 2013

TORTABUONISSIMA




Questa torta non si può chiamare con altro nome: tortabuonissima, tutto attaccato. Peccato che non la mangerò mai più. Eh si, perché è una di quelle torte fatte con ingredienti un po’ “recuperati”, con dosi imprecise e per questo mai più ripetibili…
Oltre a questo, anche  l’atmosfera  di questa sera ha reso questa torta speciale ,perché anch’essa   è un ingrediente spesso irripetibile…

C’era una volta una signora che amava molto stare tra sé e sé…non era una misantropa o una acidissima donna (???) ma adorava godersi quella sorta di tempo sospeso nel quale non esistono rumori (tv, musica,ecc…) non esistono parole (dette e subìte) non esistono doveri, non esistono giustificazioni, non esistono sensi di colpa … quel tempo che spesso, troppo spesso, manca e concedersi attimi di “fuori dal mondo” è un lusso irraggiungibile.
Erano giorni, mesi, forse anni che non le accadeva una serata così.
La signora era quasi agitata alla prospettiva di avere per sé, solo per sé qualche ora solitaria nella quale perdersi.
La signora (chissà chi sarà mai J ) non poteva quindi non festeggiare preparando una torta : fare i dolci e mangiarli è una delle cose che ama di più !
Nessuna ricetta studiata, nessuna spesa premeditata solo quello che trovava in casa, nella dispensa, nel frigo…
È così che nascono le tortebuonisisme perché oltre agli ingredienti soliti si aggiunge l’estremo piacere, la gioia assoluta, il senso di leggiadra libertà che coinvolge chi, come questa signora, apprezza i momenti di solitudine creativa.
Ebbene si la signora in questione è la sottoscritta ;-) e questa è la ricetta che vi scrivo pur sapendo che non sarà precisa ma forse anche tra di voi ci sarà qualche altra signora che prenderà spunto dai miei ingredienti e li arricchirà con altri e ,nel suo tempo sospeso, creerà un’altra torta buonissima…

Ingredienti
200 gr di farina 00
2 uova
2 cucchiai di zucchero
1 cucchiaio di cedro candito
1 cucchiaio di arancia candita
2 cucchiai di uvetta
Latte q.b. (circa 150 ml)
Grissini ricoperti di cioccolato
2 cucchiaini di lievito per dolci
  
A natale ci erano stati regalati dei grissini rubatà ricoperti di cioccolato fondente della pasticceria Barbero di Asti. Prodotto gourmet e blasonè che avevo assaggiato apprezzandone il binomio dolce salato che tanto mi piace. Questi grissini però erano stati un po’ “dimenticati” prova ne è che proprio stasera mentre cercavo i canditi dentro alla dispensa , ecco sbucare il sacchetto con questi grissini.
Oh My God!!! Che spreco!!! Come ho fatto a dimenticarmi di questa prelibatezza!!!
Sacchetto aperto, fraganza che si è andata perdendo…
Automaticamente sono entrati a far parte della rosa degli ingredienti per la tortabuonissima . 
Erano circa 6 o 7 grissini che ho tritato.

 

Ho aggiunto al trito la farina, lo zucchero, i canditi e l’uvetta (che avevo tutti messi a mollo nell’acqua tiepida),il lievito e ho mescolato.
Ho quindi unito le due uova e il latte fino a formare un impasto morbido ma con carattere.

 

Ho foderato uno stampo da plum cake piccolo (cm 22x10) con la carta forno .
Forno a 180° per circa dieci minuti, poi l’ho abbassato un pochino e ho fatto cuocere il dolce per altri venti minuti. Ho fatto la prova dello stecchino , ho introdotto cioè  uno stuzzicadenti nell’impasto e quando è uscito asciutto ho sfornato la torta.
Innanzi tutto è cotta benissimo : bella fragrante fuori e morbida dentro: una goduria! È la prima volta che questo forno (che ho da quest’estate) cuoce così bene un dolce!
E poi il sapore!!! Dolce il giusto, i canditi e l’uvetta non sono stati prevaricanti ma hanno dato freschezza al dolce con il loro morbido sapore di frutta (assolutamente da far ammollare nell’acqua prima di metterli nell’impasto!). I grissini blasonès hanno regalato un profumo di cioccolato dosato ed elegante.



Ma che tortabuonissima!!! Il profumo della torta insieme al silenzio irreale mi fa star bene come da tempo non mi accadeva. Mi muovo leggera, silenziosa e riesco a sentire rumori lontani che mai percepisco…una bicicletta scivola  sul porfido  , i passi frettolosi di qualcuno che si avvia verso casa, un gufo (credo) lontano (che abiti le vecchie soffitte delle antiche case del centro?)
Eu questa sera non miagola noioso per uscire; dopo avermi assistito durante la preparazione del dolce si è messo qui  vicino  e dorme beato,  solo il rumore dei tasti del mio computer disturba  questa quiete…
Una fetta di torta, una tisana, pensieri che per questo tempo sospeso si trasformano in sogni leggiadri, in speranze per un futuro migliore, in progetti carini in cui voglio credere…

martedì 12 luglio 2011

UNA CENETTA AL MARE...


Spesso mi ritrovo a fare i soliti piatti, primo perché m i piacciono e poi perché ci sono giorni in cui ho bisogno (più di altri) di…certezze.
Questo cake salato è una di quelle ricette di casa che amo preparare e che gratifica, sempre.
È una di quelle ricette very free, svuotafrigo ma anche “via libera alla creatività” e questo mi piace molto…oltre al fatto che la maggior parte delle volte questa sorta di quickly bread si possono mangiare sia caldi che freddi…insomma risolvono spesso aperitivi, antipasti, cenette easy tutto l’anno!
La ricetta base : del pane secco ammollato con il latte tiepido.
Le quantità sono, ehm, a discrezione…nel senso che la quantità di pane vi fa regolare il resto degli ingredienti .
Il risultato deve essere un composto comunque morbido e deve essere buono anche…da crudo: assaggiandone un pluc potete già avere un’idea di come diventerà da cotto e quindi può essere regolato strada facendo…insomma una sorta di work in progress che si concluderà con un perfetto cake salato o dolce.

L’ho fatto salato.
ho strizzato bene il pane e ho aggiunto:
un uovo
una confezione di feta
olive taggiasche
qualche cappero sottosale sciacquato
sale
pepe

Questo cake alle olive e feta mi ha completato una cenetta in terrazza, al mare. Le foto sono "azzurre" perchè le ho fatte al calar del sole e , anche se non sono stilisticamente perfette, mi piacciono proprio per questa tinta che sa ancora più di ...mare :-)


Un primo di pesce , veloce e gradevole e un secondo , sempre di pesce, alla griglia.
I gusti delicati dei piatti richiedevano una nota più caratteristica che questo cake ha saputo dare sposando il salatino della feta al saporito sapore (perdonate la allitterazione :-) ) delle olive taggiasche.
La pasta è una semplice zucchine e gamberi:
zucchine fatte rosolare con olio e aglio in padella nella quale ho messo , pochi minuti prima di scolare la pasta anche i gamberi. Ho salato e ho buttato la pasta al dente facendola “risottare” qualche minuto in padella.
Una bella spolverata di pepe , prezzemolo a volontà …et voilà, pronto!



I pesci erano dei branzini che si sono cotti da soli (o quasi...erano curati a vista dall'occhio esperto ed attento della dolcemetà, "the grigliaman" ) sulla griglia del barbecue… dalla foto sembrano un po’ bruciaticci ma vi assicuro che una volta spellati erano deliziosi!
Ripieni con un semplice trito di aglio, prezzemolo, pangrattato, sale e pepe ,una volta portati in tavola, puliti e conditi con un filo d’olio extravergine d’oliva, hanno sprigionato tutto il loro profumo …
Il cake è servito come antipasto mentre preparavo la pasta e come cosina da sbocconcellare durante la cena.
Il vino: un fresco rosè provenzale che è quello che ultimamente preferisco, leggero che sa di estate e di vacanza.
Mi ripeto, lo so, ma chiedo venia (sono anziana :-)  ), sempre più la vita mi dà conferme in questo senso: nelle piccole e semplici cose sta l’essenza della vita…un profumo, un colore, un sapore non elaborato , un piatto non complicato ma che regala attimi di vero piacere che diventa ancora più grande se è condiviso con le persone che amiamo…
Quella sera al mare , per me, è stata davvero una serata fantastica insieme a persone alle quali voglio bene ma mi ha regalato una gioia ancora più grande …sarà forse perché, udite udite, era presente anche la mia Marie Antoinette….???? ;-)

martedì 3 maggio 2011

DI MELANZANE, DI KARMA E DI GALLINE...


Melanzana serale perché la cena è slittata in là come orario e quindi la foto è una foto…crepuscolare o forse addirittura notturna…
Come capita a tutte , credo , si relega al post ufficio le mille incombenze da fare, commissioni che ci toccano. Oltre ad incasinarmi la vita inserendo nella lista troppe righe , sbaglio spesso le valutazioni cronologiche degli impegni presi e spesso accade che l’impegno nr. 1 per il quale avevo calcolato un tempo di circa 15 minuti si prolungi a…un’ora…e così via.
Se gli impegni sono legati agli orari dei negozi, sono fritta! Nel senso che oltre alle 19.30 non posso sforare a meno di gestirli al centro commerciale che, nella mia zona è unico e chiude alle 21.
Cenare alle nove non capita spessissimo ma è un’eventualità che mi ritrovo dover gestire più di quanto io abbia mai pensato. Dico questo perché albergherebbe in me lo spirito della gallina .
E per “spirito da gallina” intendo questo: mi pesa di meno svegliarmi presto invece che andare a letto tardi, tendenzialmente potrei cenare anche alle 17 (“con le galline” come si dice…) e andare a letto alle 20….
Insomma la mia vita sarebbe una sana vita da pollaio nella quale non mi farei mancare l’incontro a beccare e chiacchierare nell’aia con le altre amiche galline ! Orari consoni alla mia natura, stile di vita sano, in campagna, all’aria aperta…
Invece il mio karma, ha previsto che la mia reincarnazione non fosse nel mondo dei polli ma mi ha fatto reincarnare in una donna…bè che un po’ polla a volte è!!!
I miei orari campagnoli sono quindi una chimera : cene ad ore assurde e dopo cena tra lavatrici, stiraggi e….web (si, lo ammetto) faccio le ore piccole, piccolissime…
Al mattino vorrei stare a letto fino a tardi per riprendermi un po’, ma non si può e quindi si entra un po’ inconsapevolmente e un po’ no, nel circolo vizioso di vita frenetica, stressante, assolutamente al passo con i tempi!
Oltre ad essere arrivata a casa tardi avevo anche una fame da lupi che non poteva essere soddisfatta a dovere , avendo fatto la spesa di super corsa senza potermi concentrare come di solito ho bisogno.
Apro un’altra parentesi: ma non vi capita di andare a fare la spesa tutti, e dico , tutti i santi giorni???
A me si! Perché dimentico sempre qualcosa, o mi viene in mente di cucinare qualcosa di particolare e allora faccio le spese “poco serie” ,prendo le cose al volo ,senza logica, senza …studio.
Ecco , la sera della parmigiana NON avevo fatto una spesa “seria” , di quelle che ti senti soddisfatta, quella in cui compri tutte le cosette giuste e riesci anche a fare un pò di scorta (un mito!!!) e ti ricordi pure del prodotto che rende le tende bianche (quello che dimentico sempre) e …della sabbia del gatto (che per fortuna è spesso in giro altrimenti povero ….) che pesa una cifra e non mi piace comprare e quindi il mio inconscio la scarta a priori dalla lista.
Ho aperto il frigorifero e ho visto un’ottima confezione di melanzane grigliate surgelate. Inorridite pure, non mi formalizzo! :-)
Ho scongelato la busta  nel micro (non mi piace ma , a mali estremi….) ho preso una mozzarella, una confezione di pelati a pezzi, parmigiano, pan grattato, olio extravergine d’oliva, sale, pepe.
Questa è la mia versione light , quindi le melanzane non sono fritte :
nella pirofila ho messo un filo d’olio , poi ho messo le fette di melanzana, un po’ di pangrattato, poi i pelati, sale, un filo d’olio e la mozzarella tagliata a dadini e il parmigiano.
Poi ho fatto un altro stato di melanzane, sale, olio , pelati e parmigiano bello abbondante.
In sostanza ho fatto solo due strati di melanzane , in mezzo ai quali ho messo la mozzarella.
in forno a 180° per circa mezz’ora o fino a quando la superficie risulta ben rosolata.
Me le sono proprio gustate! Sarà stata la stanchezza ma mi sono proprio piaciute: era da tempo che non mi venivano così bene!!! Cotte al punto giusto, pomodoro non bruciato (eh, si perché a volte mi capita),mozzarella svenuta al punto giusto!
Ho pensato: bè, se fossi una gallina non le mangerei le melanzane alla parmigiana…quindi va là che questo giro di reincarnazione karmica non mi è andato poi così male!
Morale: meglio un uovo oggi che una gallina ….nella prossima vita! ;-)






lunedì 21 febbraio 2011

ONLYFISH&CHIPS : MT FEBBRAIO ;-)


mtfebbraio


Mt di febbraio….sempre più difficile! Ma cosa mi invento??? Ispirazione : zero!
Allora sai che faccio? Scrivo e dico che non partecipo, che è un periodo in cui sono super presa, ho la macchina fotografica rotta , il forno che cuoce male e in più non riesco a fare la spesa come vorrei…e poi? Bè, poi c’è Marie Antoinette che è in fase di esami e quindi è nervosa e mi crea ansia…poi c’è la dolcemetà che è anche lui stanco per lavoro con ovvie conseguenze e poi….bè poi c’è anche il mio di lavoro che mi rende una donna …distrutta….e non vogliamo parlare di Eu (il gatto)??? Che egoista comanda e condiziona tutti: miao di qua e miao di là….
Non male come quadretto! Eh, si questa volta non ce la faccio proprio a partecipare all MT di febbraio…
Non ci riesco, non posso non partecipare a questa simpatica sfida nella quale la famiglia dei partecipanti si allarga sempre più. È una questione di onore…o forse solo di puro piacere perché in fin dei conti mi diverto ad inventare piatti e parole…anzi, proprio dopo una giornata intensa che è addirittura un lunedì, dopo aver digerito grane in ufficio, fatto un blitz in pausa pranzo ad iscrivermi in palestra (eh si….!) , fatto un altro blitz a vedere lavoro dell’imbianchino post ufficio, eccomi arrivare a casa pronta per…bagno rilassante + candele….ops…no, volevo dire, per mettermi grintosa ai fornelli per assolvere al dovere/piacere della sfida!
Apro il frigo : desolazione!!! È vero!! Sabato non ero andata al super !!! e adesso non me la sento di riprendere macchina e affrontare semafori e rotonde per andare al centro commerciale.
I limiti stimolano la creatività: così diceva il mio insegnante di un corso di poesia che avevo frequentato anni fa (si, ho fatto pure questo!!!) quindi forza e coraggio…
Ho per errore guardato le ricette già postate e sono rimasta estasiata dagli abbinamenti, dai colori, dalle foto …per me per questo MT delle polpette sarà una ricetta svuota frigo….vuoto :che è un tutto un programma!!!!

Ingredienti o "La parca dispensa mette a disposizione":

filetto di merluzzo surgelato
gamberetti surgelati
limone (1)
uovo (1)
alloro (3 foglie)
aglio (mezza testa …)
patate (4)
parmigiano
pane grattugiato
sale
pepe
olio extravergine di oliva

n.b.: i numeri non sono le quantità da utilizzare per la ricetta ma sono le quantità effettive presenti nel mio tristerrimo frigorifero!

cuocio al vapore il filetto di merluzzo e i gamberetti con alloro. Nel frattempo, oltre ad accendere il forno a 200°, taglio a dischi le patate e le sbollento in acqua leggermente salata poi le scolo e compongo dei….mini ziggurat (non so perché mi sono venuti in mente gli ziggurat sumeri…qui c’è da capire bene perché….mah?) mettendo un cerchio sopra l’altro tenendoli fermi con uno stuzzicadenti, li cospargo di olio e spolverizzo con parmigiano. Metto in forno.
Prendo il pesce cotto e lo frullo poi lo metto in una terrina con l’uovo, un po’ di parmigiano, sale, aglio , limone grattugiato, pepe e pane grattugiato e formo delle polpette che cuocerò nel forno.
Tempo : circa 20 minuti per gli ziggurat di patate e altrettanti 20 minuti per le polpette.

Quando sforno il tutto mi accorgo della banalità immane delle ricetta e dell’immagine assolutamente poco trendy, glamour e…à la page….
“che tristezza!!! Fa tanto take away…” dico
Arriva Marie Antoinette che mi guarda e mi dice : ma no dai, mamy, non è poi così malaccio…. è un fish and chips ma più…elegante!
Ecco è proprio così….onlyfish&chips!
Prendo coraggio e con il cellulare (l’avevo detto no che ho la macchina fotografica rotta???) scatto due o tre foto : una peggio dell’altra.
Di sicuro sarò subito scartata (giustamente) dalla giuria… ma albano, docet : bocciato subito ma recuperato e non solo , giunto comunque tra i primi tre di sanremo…
Direi che non sarebbe malaccio….
Quando si dice ……ehm….la fortuna !! :-)

e con questa ricetta e una grande faccia di tolla , ma sempre felice di far parte del gruppo, partecipo all' mt di febbraio


domenica 9 gennaio 2011

RICETTE...HIPPIES :-)



Come primo post dopo le vacanza di Natale sembrerà forse irriverente o poco elegante scrivere di avanzi ma , non so voi, io adoro le ricette “svuota frigo”, di qualsiasi ricetta si tratti: dolce, salata, agrodolce…
Innanzi tutto queste ricette mi fanno sentire a posto con la mia coscienza: non si butta via niente ma si “ricicla” in modo creativo creando piatti unici (nel vero senso della parola!) e ci si sente “verdi inside” ;-) e poi questi sono avanzi blasonati che hanno ancora in sé il fasto dei pasti delle grandi feste .
Diciamo che la ricetta principe del riciclo creativo è la famosa torta di pane nella quale ci finisce tutto, ma proprio tutto (di mangereccio ovvio!)
Nei giorni passati però ho superato me stessa perché ho “mischiato” anche vari tipi di pane, dolci e salati: pane con olive nere, pane bianco, pan di spezie e pure del pane di segale. A questo variopinto mix ho aggiunto “solo” del formaggio dal gusto abbastanza delicato , quindi solo al pane la responsabilità di guidare i sapori offrendo ora il salato dell’oliva ora il dolce del pan di spezie . Il tutto unito dal formaggio che morbidamente ha abbracciato l’impasto senza prevaricare nessun gusto.
titolo : Seulement...fromage...et des pains ;-)
Sapete una cosa? Non era nemmeno tanto male! Di una banalità disarmante ma con una nota di carattere che ha reso unico e di sicuro irripetibile questo cake ai pani misti.
Il problema di queste ricette è…l’immagine! A parte il fatto che è very rustica ma questo va benissimo ,la cosa grave è che si somigliano tutte! Poca differenza tra la torta di pane al cioccolato e uvetta e quella con pane di segale , speck e parmigiano! Bisogna giocare con la location e la ….presentation (licenza poetica…) queste torte di pane vanno presentate una volta in forma tonda, un’altra rettangolare o quadrata, oppure tagliata in triangoli, rombi, oppure in fette sottili, in fette spesse magari intercalate da una verdurina o un prosciutto (se salate) o fichi secchi e creme pasticcere (se dolci), bisogna “arredarle” per far capire che sono diverse tra loro , che hanno un carattere ben determinato e, soprattutto, unico!
Questa ho deciso di tagliarla a fette, intercalate con un …nulla cosmico. Non solo! Ho usato un fantastico piatto di…carta! Tutto ciò per enfatizzare ancora di più il messaggio “povero” di questo cake, ricco però di riflessioni ecologiche (riciclo) , morali (non buttar via il cibo) nonché storiche (rimando alle guerre nelle quali il cibo scarseggiava )…non male eh???:-)
Sempre rapita oramai dalla psicosi “svuota frigo” (o forse da mera necessità…) ecco un’altra ricetta di sicuro effetto scenico :
Croissants con cuore rosa ;-)
Prosciutto: un avanzo natalizio
Robiola: idem. Era servita per la mousse al salmone (buonina !!)
Pasta brisèe: ehm…dimenticata nel frigo…e, lo ammetto, scaduta da 2 giorni! Sic…
(ma ha assolto decorosamente al suo compito, regalandomi cornetti fragranti e friabili al punto giusto, o quasi !)
Il tocco in più è stato innanzi tutto decidere di fare dei croissants anziché la solita torta tonda e poi utilizzare il mitico papavero!! Ma quanto è bello??? Mi rapisce il suo colore nero/viola/blu per non parlare dell’effetto (detto anche “porca figura”, termine rubato a illustri amiche di blog!) che fa in ogni occasione! Qui era doveroso in quanto, una volta spennellata la pasta con l’uovo, avevo visto un rapido cedimento della medesima con rischio di svenire ancor di più durante la cottura , regalandomi alla fine dei cornetti spatasciati (diciamo molli…) e mi son detta: “bè, almeno agghindiamoli un po’, così magari si nota di meno la….caduta di tono e di stile!”
Ed ecco che con fare leggermente scenico ho sparso i miei semi di papavero sui mini croissants…
Saggia decisione perché, in effetti ,un po’ di svenimento c’è stato ma il tocco di colore dei semini distrae l’occhio attento ed indagatore…ehm, o no???
Foto da svuota frigo e quindi “interpretate”come sorta di “memo” , foglietti volanti, poco importanti da buttare dopo aver fatto la ricetta anche perché mai e poi mai avremo gli stessi ingredienti in medesime dosi, in condimenti non replicabili . Ricette rigorosamente “ad occhio”, ricette “rischiose” perché il risultato finale non sempre è positivo ma di sicuro ricette dalla forte personalità , ricette originali , ricette colorate e allegre, ricette “doverose” (verificare date di scadenza e colorito più o meno preoccupante degli alimenti) , ricette ecologicamente corrette,insomma potrei definirle "ricette hippies" che mi suggeriscono questo augurio per il nuovo anno da poco iniziato :
PEACE & LOVE :-)




venerdì 10 settembre 2010

TORTA PANELATTE



Non so perché, ho voglia di cucinare solo dolci. Mi sforzo di pensare a ricette salate: primi, secondi, ma poi finisco sempre con il preparare solo dolci…o meglio le “cose salate” che faccio, al momento, non sono degne di blog :-)
Anche questa volta un dolce svuotafrigo ma è proprio nell’essenza della torta di pane avere questa caratteristica.
Questa è senza cacao ,la chiamo : torta panelatte.

Gli ingredienti sono :
indispensabili:
pane avanzato
latte
1 uovo
zucchero

da aggiungere a scelta:
(per me questa volta):
uvetta
muesli (due “avanzi” : uno con scaglie di cioccolato e uno con frutta secca)
cannella

le dosi non sono indicate perché questa torta è “free” nel senso che ognuno se la dosa da sé. Per esempio io metto sempre un uovo solo a prescindere dalla quantità del pane. Mi serve per legare meglio il tutto , ma nessuno vieta di metterne di più.
Anche lo zucchero è a discrezione dello chef :-) . per sapere se la quantità va bene, assaggio (elegantemente però!) l’impasto e mi regolo.
Per gli ingrediente “a scelta” vale un po’ tutto certo non va messo l’avanzo di cotechino con l’avanzo dell’ovetto kinder , anche se, vuoi mai che ne esca un gusto assolutamente new e trendyssimo!!! ;-)
Confesso che la torta è stata un pretesto o meglio due pretesti! Uno, finire qualche avanzo e il secondo immortalare i nuovi piatti acquistati da… zara home , uno dei miei posti preferiti : da autentica “perdizione” ! Da lì e’ impossibile che io esca senza aver comprato nulla! Negozio con “cose” bellissime: dai tessili per la casa , piatti, bicchieri, posate…non proprio a buon mercato ma diciamo con compromessi fattibili!
Un altro motivo per cui io, a zara home, ci andrei ad abitare , è il fatto che è tutto diviso per colore!! C’è l’angolo “naturale” , quello colorato, quello “total white” e io mi beo in questo equilibrio cromatico, in questo gusto, in questa classe .
Basta poco per sentirsi meglio e i colori aiutano , eccome!!!
Dopotutto la cromoterapia insegna!
Fin dai tempi antichi l’influenza dei colori sulla salute e sullo stato d’animo d’animo dell’uomo ha da sempre avuto grande importanza
Il nostro organismo può assorbire in modo benefico i colori in vari modi:
attraverso la luce del sole, attraverso il cibo, attraverso gli abiti e anche attraverso i colori del proprio arredamento. Ogni colore ha una funzione ed è legato ad organi precisi del nostro corpo,alcune tinte ci stabilizzano altri ci scombussolano. Dipende dallo stato d’animo del momento o dal fatto che abbiamo qualche piccolo disturbo psicosomatico .
Io di disturbi psicosomatici ne ho a iosa, posso tranquillamente affermare che sono la “psicosomaticità” in persona! :-) e quando sono in un ambiente con dissonanze cromatiche (per il mio gusto !) sto fisicamente male. È grave soprattutto perché ho scoperto che non ci sono cure ma solo palliativi , uno di questi può essere ,appunto, una full immertion a zara home o in luoghi ad hoc, oppure può essere sufficiente guardare immagini di ambienti che mi piacciono (riviste, blog…) giusto per ritrovare la sensazione di benessere che spesso manca (mi manca!) anyway…
Ritornando ai miei meravigliosi piatti , devo ammettere che avevo scelto un altro modello, molto più raffinato e molto più…caro ma sballavano troppo il mio “conto economico”!!! :-)




Quindi ho scelto questi stile : “japan/english fusion” .Quanti ne ho presi?? Bè, due, che domanda!! Perché da quando sono diventata una psicotica da foto per blog sono alla costante ricerca di “supporti” carini e originali ma non posso permettermi per euro e logistica , decine di servizi nuovi!!!
Anzi a dire la verità ne avevo preso solo uno ma mia figlia, alias marie antoinette, mi aveva detto :
“ma come?? Uno solo ???”
E poi senza aspettare risposta (ma quanto mi è intelligente da uno a dieci???) ha concluso:
“no, non mi dirai che ti serve solo per le foto del blog !! ”
con sorriso da “mi ha beccato con il dito nella marmellata”, ho detto :
“ in effetti…forse è più carino prenderne due, così li usiamo anche per noi.”
Lei:”che onore!!! Non sforziamoci troppo…” con tono volutamente enfatico e “leggermente” sarcastico ma , cosa volete, la mia regina, oltre ad essere bella, intelligente e nobile , ha pure il dono dell’ironia !!!
I miei piatti serviranno quindi per cene “intime” mamma/figlia oppure per cene romantiche…
Per cene da mega outing con amiche, ho preso invece dei favolosi piatti di carta abbinati a tovaglioli trendyssimi che, quando fotograferò, vi lascerò stupiti!!
L’arte di arrangiarsi può dare risultati insperati rivelando, in effetti, una piacevole aura di chiccheria e “nobiltà” , insomma , sono pur sempre la mamma di una regina!!! :-)

lunedì 30 agosto 2010

CAKE THERAPY...IN THE PAST ...


E come ogni cake therapy che si rispetti anche questa era arrivata puntuale verso le 22/23 di sera di circa 10 giorni fa…
Tassativamente torta, tassativamente dolce. Questa volta anche leggermente “svuotafrigo” vista l’imminente partenza per l’ultima settimana di ferie al mare.
La base una briseè leggera , burro permettendo! ;-)
E per farcirla un avanzo di marmellata di fichi e una purea di mele che avevo comperato al super, di quelle già pronte perché mi piaceva mangiarle belle fresche al posto del gelato illudendomi di tenere a bada le calorie. Avevo caricato questa purea di aspettative molto alte che sono state, ovviamente , disattese! Ammetto che spesso dopo aver divorato la mini porzione mi prendeva ancora più forte la voglia di dolci e farsi un cucchiaio di nutella o un biscotto, era la normale compensazione! Morale : le calorie immesse aumentavano così come i kg! Con la scusa che “ad una certa età”, si sa, il metabolismo cambia, ogni tanto mento a me stessa ( e agli altri!) dicendo che mi doso nel mangiare ma si vede che il mio fisico non se ne accorge e prosegue con i suoi nuovi bioritmi (antipatici e ingrassanti!).
La realtà è invece ben diversa! La scusa per la mia coscienza è un’altra : “ma con tutte le rinunce che già si devono fare nella vita vuoi che rinunci anche ad un pezzo di cioccolato (ad una fettina di torta, ad un assaggio di mousse, ad un prosecchino fresco con abbinati anacardi e noccioline e salatini e patatine?????) ?”
Non riesco a rinunciare al cibo sfizioso ( e non) soprattutto ai dolci e spesso mi dico che sei fossi davvero obesa non riuscirei lo stesso a mettermi a dieta ! Mi ritengo quindi fortunata a non avere nemmeno antipatiche intolleranze alimentari e ad essere “morbida” secondo i canoni della classica donna mediterranea , un sorta elogio alle tradizioni storiche del proprio paese, e non è cosa da poco !
Potrei essere definita una donna burrosa. Mi piace definirmi così perché questa definizione profuma di torta o almeno mi piace credere che sia così. Lascia anche ad intendere che io non sia particolarmente efebica e in effetti questo è...
La mia morbidezza, tutto sommato, rende la mia immagine scorrevole, priva di spigoli e angoli . Sono una arco a tutto sesto e questa fluidità nelle forme potrebbe permettermi di vivere scivolando e glissando gli ostacoli della vita anche se non è proprio così.
Non sempre sono state così le mie forme.
Come una statuetta di creta mi sono plasmata nel tempo aiutata dal vento, dal mare, dalle tempeste e dalle bonacce.
Sono anche stata una donna spigolo/angolo e quando ero così sopravvivere era molto difficile.Il cibo non mi interessava ed era anzi un problema! (anatema!!!!) Anche l’aria che mi soffiava contro poteva incastrarsi e farmi male, ogni lieve soffio si incuneava, l’acqua ristagnava e le carezze, non creavano armonie …
Sono trascorsi anni, sono trascorse “ere”…

Ora sto cercando di imparare ad accettarmi e a gustarmi le mie torte con meno sensi di colpa del solito, tanto a rinunciare manco se ne parla!!!. Il cammino è lungo e in salita ma…ci provo! :-)
Ma ,bando alle ciacole (come avrebbe detto mia nonna) ecco qui la ricetta della torta :



Titolo: CUORE SPEZZATO…
Sottotitolo: …DAL DOVEROSO ASSAGGIO DELLO CHEF (ehm…cioè io!)


Ingredienti:
per la pasta:
200 gr. Farina 00
100 gr di burro
100 ml acqua fredda

ripieno :
aprire frigo/visionare dispensa e farsi ispirare…
mia ispirazione :
marmellata (aperta da poco) di fichi
1 confezione di purea di mele
zucchero a velo

In una ciotola raccogliere la farina e il burro a pezzi e amalgamare creando un composto sbricioloso al quale verrà aggiunta l’acqua fredda per renderlo morbido ed elastico (se serve aggiungere farina)
Formare una palla e lasciar riposare almeno mezz’ora in frigo.


Mescolare nel frattempo marmellata e purea e dopo aver steso la pasta nella tortiera prescelta , farcire la crostata.
Cuocere nel forno a 180 ° per circa mezz’ora e comunque fino a quando la superficie del dolce non risulto bella dorata.
Far raffreddare e spolverare con zucchero a velo.
Io non riesco quasi mai a far raffreddare il dolce perché, amando all’impazzata spargere lo zucchero a velo, non resisto. :-)
Afferro con bramosìa lo “spargino” e …mi sfogo !
Non solo , non riesco a non assaggiare subito quello che faccio (a meno di situazioni che lo impongono ), ed è un classico scottarsi labbra, lingua, dita….ma vuoi mettere il gusto e la soddisfazione ???
Per la cake therapy poi è un must to do l’assaggio da “ius primae noctis” da parte di chi l’ ha cucinato !!!
Sola nella mia cucina , di notte o a tarda sera, silenzio : come rinunciare alla verifica del risultato personalmente e in perfetta calma , gustandosi appieno l’armonia degli ingredienti ???
Una donna burrosa ( e non) dopo questo assaggio sarà felice e in pace con se stessa perché …

“se nessuno ti vede mentre lo mangi, quel dolce non ha calorie”
(anonimo)


sabato 12 giugno 2010

RECUPERO "ECOLOGICO" ;-)





Di sicuro a voi non capita spesso di dimenticare qualcosa nel frigorifero…a me si ! Tendo ad ingolfare il frigo tanto da non riuscire a vedere tutte le provviste (che termine obsoleto! Vero?) . A volte (eufemismo) qualcosa scappa dalla visuale ed ecco che il rischio muffa o deterioramento “immagine” diventa una certezza.
A volte l’oggetto in questione è proprio da buttare, a volte si riesce a “recuperare”.
E’ quello che è successo a due tomini che avevo in frigo da qualche giorno di troppo : da un lato di entrambi era comparso un campestre color verde… da due tomini ne ho fatto…uno, scartando le due metà “incriminate”. Ero casa da sola e quindi il piatto da creare sarebbe servito a sfamare solo la sottoscritta quindi con pochi ,pochissimi ingredienti mi sono preparata uno spuntino non male.

Ricetta
Tomino
Prosciutto cotto di Praga (io avevo quello ma bene qualsiasi affettato vi piaccia)
The end

:-)

Mettete l’affettato in mezzo al tomino e far scaldare 1 minuto al forno a microonde oppure mettetelo a grigliare in una bistecchiera anche se c’è il rischio , se non la certezza, che il formaggio si espanda per tutta la piastra e, a parte la puzza , ci vogliono tempo e muscoli per pulirla…
Ecco qui: finish ! io , da golosa quale sono, non ho resistito a non mettere un cucchiaino di marmellata di mandarino (adoro i formaggi abbinati a cose dolci: marmellate, mieli, mostarde, frutta…) non è che ci pagnasse poi così tanto ma fa parte del mio pensiero filosofico del “semel in anno…” che, come dico sempre, tanto “semel” non è… :-)

Oggi è l’ultimo giorno di scuola per Marie Antoinette , che dopo aver festeggiato ieri sera/notte con i compagni di scuola (ehm…e aver fatto quasi mattina) , stoicamente si è svegliata ed è andata ,ligia, a scuola…
Mi ha poi mandato sms per dirmi che non sarebbe rientrata a pranzo e quindi ho potuto sconvolgermi per bene nello smontare la casa per le solite pulizie (che sentitamente odio fare!) che non finiscono mai alle quali ho anche aggiunto il rinvaso del gelsomino e delle viole sul mio balcone … e già che ero ispirata (si fa per dire) ho dato una mano di bianco in un angolo del soffitto del bagno dove, tempo fa,avevo fatto trattamento antimuffa…
Che donna!! :-) che verza ! come mi dico io!! Alcune mie amiche trascorrono il sabato tra parrucchieri ed estetiste, altre poi se ne vanno in palestra e magari ci abbinano anche un giretto in centro…
Quindi loro non sono verze come la sottoscritta!
n.d.r. (doverosa) :
Verza (senza nulla togliere alla deliziosa verdura) :termine coniato anni e anni fa da me e un gruppo di amiche (verze) per indicare donna un po’ ingenua , forse troppo “corretta” perché votata a fare prima il dovere e poi, eventualmente il piacere, donna intelligente (almeno questo!!)ma, geneticamente portata alla pazienza e all’umiltà. Spesso con sindrome da crocerossina e con autostima scarsina…

Bè a parte questi pensieri di sana e benevola invidia rivolti a chi può permettersi di saltare il giro “mastro lindo”, la giornata si sta evolvendo in maniera piacevole…
Giretto dalla mia mamy e stasera cenetta romantica in trattoria :-)
Ah, Marie Antoinette è svenuta sul divano … si sa le regine si stancano tantissimo anche a divertirsi…noblesse obblige!! ;-))))

martedì 8 giugno 2010

SPEEDY AND EASY


Ieri sera sono arrivata a casa accaldata, trafelata e anche con mega mal di testa! L’unica cosa della quale avrei avuto voglia sarebbe stata quella di farmi una doccia e buttarmi sul divano.
Ma non sempre è possibile seguire gli istinti, chiamiamoli così, ma potremmo anche chiamarli desideri…
La mia “bambina” detta Marie Antoinette (per il suo essere regina inside!) era alle prese con svariate tavole da disegno da consegnare per oggi : sconvolta e distrutta per il gravoso compito (fatto e rifatto più volte) con la costante agitazione che precede il pre-maturità che mi regala il suo umore sempre al top per “schizzaggine” , toni bruschi e pesanti :-)
Ovvio che la mia stanchezza e tutto il resto sono ben poca cosa in confronto al suo stato d’animo, anzi sono il nulla cosmico! Quindi come si è abituate a fare spesso, ho messo in fondo alla lista i miei bisogni e mi sono dedicate a lei e alla cena…
Marie Antoinette non mangia molto, soprattutto in questo periodo e quindi cerco di fare piatti sfiziosi ma semplici , veloci da mangiare (con tutto quello che devo studiare non posso perdere tempo a mangiare!!) e ,soprattutto, che le piacciono.
D’estate faccio spesso il cous cous, il riso e la pasta in insalata e da tempo ho scoperto anche il grano (tipo bulghur) : facile da trovare in qualsiasi supermercato dato che anche marche famose di pasta, lo propongono.
Cuoce in fretta e si abbina con tutto .
La ricetta è del modello “svuotafrigo” cioè della serie : vediamo cosa c’è che deve essere mangiato…quindi…

Ingredienti:

Pomodori
Finocchi
Mozzarella
Grano
Mais
Olio extravergine
Sale
Timo


Mentre fate bollire l’acqua dove farete cuocere il grano (circa 10 minuti) , mettete in una capiente ciotola tutti gli ingredienti tagliati a cubetti, a fettine o come vi piace :-)
Scolate il grano e passatelo sotto l’acqua fredda e unitelo alla sorta di insalata che avrete preparato.
Aggiustate di olio, sale e mettete qualche fogliolina di timo fresco.
Et voilà…
Questa è stata la nostra fresca e super velox cenetta .


Io ho “arredato” un po’ il piatto, mi diverto a fare queste cose…quindi ho preso una fetta di pan carrè (che se se era tostata era meglio ma ….ve bene lo stesso!) e ho ritagliato un fiore e una stella utilizzando degli stampi della tupperware che ho da anni e anni !!
Giusto per fare un po’ di scena e per dare un valore aggiunto a questo piatto un po’ banale, lo ammetto!
Dopo ,Marie Antoinette è ritornata alle sue tavole da disegno e io , dopo aver sistemato cucina , varie&eventuali, sono riuscita a mettermi sul divano e prendere il mio libro in lettura : “cercando nel buio” di Elisabeth Gorge.
Trama abbastanza incasinata, troppi personaggi e , confesso, qualcuno l’ho “perso”, ma storia coinvolgente tanto da farmi finire il libro ( e me ne mancava un bel po’!) all’una di notte!!! Per me è la normalità : quando un libro mi prende non riesco a staccarmene…il tempo perde il suo senso e sono completamente assorbita dalla storia.
Per fortuna anche il mal di testa era scomparso e anche Marie Antoinette aveva finito i disegni e in piena notte , ventosa e fresca ci siamo concesse una tisana a completamento di una giornata intensa e stancante che meritava una coccola…e oggi si riparte! :-)

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