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domenica 8 febbraio 2015

I LOVE PASTINA ...


E' grave? :-)
Spero di no, perché io, da sempre, la pastina la amo.
Questo non è assolutamente un post per una ricetta quanto piuttosto di una certa "filosofia" di pensiero...

Innanzi tutto va detto che io , da bambina, sono cresciuta a zuppe. Inappetente e svogliata mangiavo volentieri dolci (eh...bè...) e minestre.
Campionessa di zuppe speciali era mia nonna che da buona "crucca" mi preparava minestre d'orzo, di crauti e fagioli, di patate e speck...tutte con profumi e sapori che non riesco più a ritrovare .

La "banale" minestrina era opera invece della mia mamma, che non ha mai amato cucinare anche se ,per dovere, sapeva essere una cuoca eccellente.

Adesso, sarà l'età :-) ,  mi viene sempre più voglia di questo piatto, se possiamo chiamarlo tale.

Stelline, anellini, "grumini", quadrucci, risoni, filini...ma che bei nomi hanno le paste per fare la pastina? Sembrano usciti da qualche fiaba...

E  confesso anche che la preferisco con il brodo vegetale, quello leggero leggero che si fa veloce con la pentola a pressione mettendo una zucchina, una carota, una cipolla, un gambo di sedano e magari una piccola patata.

Non metto nemmeno il formaggio grattugiato, la mangio così .

Il vapore che esce dal piatto, e i formati di pasta così carini, la rendono quasi elegante . E se poi utilizziamo uno di quei bei cucchiai , un po' vecchi, pesanti, quelli delle nostre nonne, allora l'atmosfera mi piace ancor di più!

Più volte ho scritto e sostengo fermamente che sono le cose semplici ad essere le più appaganti.
Niente sofismi culinari ma solo una sorta di "tabula rasa" per azzerare ogni cosa.
Riparto dalla pastina e ritorno bambina, senza vergognarmi per questo. E mi sento bene.

Complice una foto scattata per caso e una prova "calligrafica" (non me ne vogliano gli esperti!!!) eccomi a pubblicare un post sulla pastina!!!

Cose strane succedono a Le Chat Egoiste!!!

mercoledì 10 aprile 2013

SEULEMENT UNE CRêPE... E UN LIBRO CONSIGLIATO...



Non vi capita mai di avere dei periodi in cui cucinate sempre la stessa cosa? Può essere un primo piatto, un secondo o, nel mio caso, un dolce.
Ho i periodi torte di  mele, di crostate , di dolci al cioccolato e adesso ho il periodo…crêpes!!!
Rigorosamente con la marmellata però!
È un retaggio della mia infanzia quando la mia adorata nonna mi faceva le palacinche (crêpes) !!!
Le farciva solo con la marmellata , le spolverava di zucchero a velo ed erano le merende più ambite!

Una dolce coccola velocissima da farsi e altrettanto veloce da…consumarsi…
Anyway…ecco gli ingredienti per circa 10/12 crêpes (ho usato una padellina  antiaderente dal diametro di circa 20 cm)

Ingredienti:
150 gr farina 0
350 ml latte
50 ml acqua
2 uova intere
½ cucchiaino di sale
Burro (possibilmente chiarificato- ghee) per ungere la padella

Sbattete bene le uova in una ciotola . Aggiungete quindi il latte, l’acqua il sale e , facendo cadere a pioggia la farina poco per volta, mescolate bene con una frusta.
Far riposare almeno un’ora.

Io mi aiuto con un frullino old style ( Il KA, per me,  è “troppo” per questa veloce preparazione) e metto gli ingredienti dentro ad un bricco di plastica così riesco a frullare tutto senza lanciare intorno la pastella e doso la mia crêpe rovesciandola  direttamente  nel padellino.




Ungete la vostra padella e versate un po’ di pastella facendola roteare bene in modo da distribuirsi bene su tutta la superficie . Quando è cotta la girate (con una paletta, con un coperchio o, se siete brave, facendola volare in aria ) e la cuocete anche sull’altro lato.
Disponetela su un  piatto e continuate cosi fino ad esaurimento pastella.

A questo punto le vostre crêpes possono essere farcite sia con ripieno dolce che salato.


Io, ovviamente, vado sul dolce e , in questo caso vado su una marmellata di fragole (non fatta da me, ma ugualmente buona)
Una spolverata bianca di zucchero a velo rende chic la mia palacinca proustiana.


Chiudo gli occhi e ritrovo le luci, i colori, i rumori di quando, bambina, facevo merenda a casa della mia nonna. Il potere del cibo è fortissimo ed ha la capacità di trasportare in un’altra dimensione .
Non servono piatti speciali per i ricordi piacevolmente incancellabili…

A questo proposito vi consiglio vivamente di leggere il libro della Muriel Burberry
“Estasi culinarie” che ho trovato più bello del famoso “L’eleganza del riccio”
(volevo scrivervi qualche passo ma, mi sono accorta che l'ho prestato ... )






domenica 27 gennaio 2013

PIES DI MELE SEMPLICI E COMFORT: PERCHE' OGGI NE AVEVO BISOGNO...


Oggi immagini e poche parole per questo post di domenica.
Una domenica di doveroso riposo nella quale avevo il bisogno, la necessità di sentire il profumo di torta appena sfornata.
Quindi il pensiero è stato :  crostatine di frolla semplici e …comfort!
La ricetta? Quella di Michel Roux, ca va sans dire !


Ai tempi la ricetta della frolla era quella di mia zia Leru che ,in pratica, è uguale a quella di Roux , ma senza l’acqua e con una dose di zucchero diversa.
La zia Leru è sempre tra i primissimi posti dei miei affetti  e non mi sento di “tradirla” usando da tempo quest’altra versione per la pasta frolla :

Ingredienti:
250 gr di farina
125 gr di burro, ammorbidito ,tagliato a pezzettini
1 uovo
1 cucchiaio di zucchero
½ cucchiaino di sale
40 ml di acqua fredda

Riporto le indicazioni di Roux:
versate la farina a fontanan sul piano di lavoro. Mettete al centro il burro, l’uovo ,lo zucchero  e il sale, poi mescolateli e lavorateli con la punta delle dita.

Lavorate l’impasto delicatamente finchè assume una consistenza grumosa. A ggiungete l’acqua fredda e incorporatela delicatamente con la punta delle dita finchè l’impasto comincia a stare insieme.

Spingete lontano da voi l’impasto con il palmo della mano, lavorando di polso, per 4 o 5 volte, finchè è liscio. Formate una palla, avvolgetela nella pellicola e mettetela in frigorifero fino al momento dell’uso.
(Frolla&Sfoglia – Michel Roux)

Io ho farcito le mie pies con mele tagliate a cubozzi , mescolate con cannella, un ricciolo di burro e un cucchiaio di marmellata di prugne.




Le ho spennellate con uovo sbattuto e le ho ricoperte con un velo di zucchero di canna granuloso.
15 minuti in forno a 180°



Per le foto centrini fatti all’uncinetto dalla mia adorata nonna Angela.



per questa tortina , piccoli cuori per un bordo romantico...


per questa tortina un classico intreccio...


per questa invece un cuore rubato ...


Tortine per l’anima , per sentire vicini gli affetti veri che saranno sempre nel mio cuore.
Per respirare il caldo profumo della cannella e del burro come essenza vitale per guardare la vita con un sorriso. Nonostante tutto.




domenica 9 dicembre 2012

RISOTTO GORGONZOLA E NOCI PER UNO "SURPRISE DINNER" SPECIALE TRA AMICI E PIZZI DEL CUORE...

 


Il giretto in centro è quasi d’obbligo in questi we pre natalizi: per regali , per incontrare persone, per fare due passi e prendere un po’ di aria … gelida!
E infatti abbiamo incontrato l’amica Rita con consorte ed organizzare una cenetta è stato un attimo.

Mi piacciono tantissimo questi inviti non “premeditati”J  ! Innanzi tutto perché mi permettono di gestirli senza la solita ansia da prestazione che un po’ mi prende quando devo preparare cene prefissate che, seppur senza la pretesa di fare piatti da chef blasonato, mi impegnano in menu particolari ai quali mi dedico con estrema gioia ma anche con un filo di apprensione…

Invece i “surprise dinner” J mi ispirano! Spesso la cena è uno dei più classici e spudorati “svuota frigo” anche se, capitando di solito di sabato, può esistere il vantaggio della spesa del fine settimana. Per noi un po’ così è stato: la dolcemetà aveva acquistato proprio al mattino carne ad hoc per preparare  un morbidissimo bollito che avremmo gustato con la classica mostarda e il “bagnet” (bagnetto: salsa tipica fatta con prezzemolo, acciughe, olio , sale e tanto, tanto ma tanto aglio J )
Di sicuro lo avremmo proposto per cena e per primo?

Un piatto veloce , tipico e perfetto da fare mentre con gli amici si gusta un aperitivo : un risotto!
E giusto per stare leggeri in previsione di prossime libagioni natalizie perché non farlo al gorgonzola e…noci?? J

E mentre prendevamo l’aperitivo cuocevo il risotto con l’ottimo brodo del bollito.

 
 

Eh, si perché il risotto va fatto al momento e va curato, con attenzione  con il solito amore. E tra un cetriolino e un bastoncino di speck, tra una chiacchiera e una risata il risotto si è cotto alla perfezione!

Ingredienti per 5 persone (tra gli invitati, udite udite, anche Marie Antoinette!)
 
500 gr riso carnaroli
2 hg gorgonzola dolce
Olio evo
Un goccio di vino bianco
4 O 5 noci
Brodo (nel mio caso , del bollito)

Ogni risotto che si rispetti prevede un soffritto che io però spesso ometto (ebbene si) . Il risotto non ne risentirà molto se si prevede di farlo con qualche ingrediente ben saporito e,in questo caso, direi che il formaggio gorgonzola in quanto a sapore la sa lunga!

Faccio scaldare un po’ d’olio e tosto il riso qualche minuto, bagno con il vino bianco e faccio evaporare inizio poi ad aggiungere il brodo, poco per volta, facendolo assorbire per bene, fino al termine della cottura (circa 20 minuti) . Dopo circa 15 minuti, aggiungo il gorgonzola a pezzetti, che si scioglierà creando una deliziosa crema.
Qualche geriglio di noce darà quel tocco in più che lo renderà particolare e sfizioso!
(se amate particolarmente le noci non è un delitto abbondare!! anzi !!!)

Preparare il riso in compagnia è ancora più bello :il tempo passa e l’appetito aumenta!

Alla tavolata si è aggiunta anche Marie Antoinette prima di dileguarsi nella sera mondana che i sabati sera promettono sempre!
 
 
Per la tavola un tocco di pizzo che amo particolarmente: centrini di filo di cotone che aveva fatto la mia adorata nonna Angela. Ogni volta che li guardo, che li uso,  è un pensiero speciale per lei. Rigorosamente diversi uno dall’altro sia per motivo che per dimensione rendono ancora più unici i posti a tavola…perché ognuno di noi è diverso e tra le unicità dei miei amici scopro i vari  feelings che mi uniscono  a loro e i pizzi della mia nonna rendono l’atmosfera ancora più calda e piena di affetto.

Un risotto semplice, centrini con una storia, Marie Antoinette, “vecchi” amici…ingredienti perfetti per questo surprise dinner  ! Da rifare!!!
 

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