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domenica 22 marzo 2015
TORTA ALLA QUINOA, "THE GREEN KITCHEN" E REMINISCENZE NEW AGE...
Lo so, la quinoa adesso va di moda. Tutti la conoscono, tutti la cucinano.
Fa bene e si presta ad essere utilizzata in tantissimi modi che si scoprono , giorno dopo giorno, nella blogosfera, sui libri di cucina di "green mood", sulle riviste italiane e non...
Io l'avevo conosciuta anni e anni fa quando per trovarla dovevi davvero organizzare una spedizione alla Indiana Jones. Dovevi avere le "conoscenze giuste" che ti avrebbero indirizzato in un buio e minuscolo negozietto , situato in una via semi sconosciuta della città.
Oppure dovevi iscriverti a qualche corso di cucina macrobiotica in cui i partecipanti diventavano automaticamente "pusher" di questo o quell'alimento introvabile e sconosciuto ai più.
martedì 6 gennaio 2015
LA PRIMA TORTA DEL 2015 : UNA TORTA DI MELE OVVIAMENTE . UNA CROSTATA? FORSE , PERCHE' NON E' QUELLO CHE SEMBRA :-)
Il mio primo post "culinario" non poteva non essere un dolce , non poteva non avere come ingrediente principale le mele, non poteva che essere una crostata , per me, la torta per eccellenza!
E se complice ci aggiungiamo anche un libro bellissimo "tremendamente" francais, che contiene solo ricette di dolci con le mele e che mi è stato regalato da un' amica del cuore, allora preparare subito una torta è stato il minimo!
Innanzi tutto vorrei sprecare due parole sul libro : molto, molto carino! Foto, disegni e impaginazione, lo rendono simpatico e originale e devo dire che la casa editrice Marabout mi sorprende sempre piacevolmente con i suoi libri. Che si tratti di cucina o altro.
Spesso mi perdo sul loro sito e ad ogni pubblicazione che mi ispira ( e son davvero tante!) il rischio "aggiungi a carrello" è davvero altissimo! Per questo cerco di navigare in quelle acque con moderazione ...
Tornando alla ricetta : sembra una normale crostata ma non lo è ! Piccole differenze la rendono diversa sia come preparazione che come gusto!
Ecco quindi di cosa si tratta :
Torta del Bistrot
3 ore di preparazione di cui 1,10 di cottura e 1 di riposo
per 4-6 persone
Ingredienti:
150 gr di farina
1 pizzico di sale
1 cucchiaino di lievito per dolci
25 gr di zucchero
metà di un uovo sbattuto
2 cucchiaini di latte
75 gr di burro morbido + un tot per ungere la tortiera
Mele:
2 kg di mele (ho usato le mele golden)
1 cucchiaio di zucchero
1 limone
3 cucchiai di gelatina di mele o 6 di marmellata di albicocca (ho usato la marmellata di albicocca)
Scaldare il forno a 200°.
Mettere la farina, il sale e il lievito in una ciotola e in centro versare il latte, l'uovo e lo zucchero. Mescolare e poi aggiungere il burro a tocchetti e impastare il tutto (io ho usato il mio mitico Kitchen Aid)
Formare una palla e mettere a riposo in frigo per 1 ora.
Quindi stendere la pasta in uno stampo da 26 cm di diametro (io ho usato uno stampo da 22 cm e mi è avanzata un po' di pasta che ho utilizzato come vedrete poi...), copritela con la carta forno e mettete i pesetti di argilla per le cotture in bianco (se li avete. Io non li ho e quindi ho usato i classici e sempre perfetti fagioli secchi!) cuocete per circa 10 minuti , poi sfornate, togliete la carta e i pesetti/fagioli e rimettete in forno per circa 5 minuti.
Nel frattempo pelate e tagliate a cubetti 4-5 mele a cui aggiungerete il limone e il cucchiaio di zucchero . Fate cuocere a fuoco dolce per circa 15-20 minuti, fino a quando le mele non saranno morbide . Riducetele in purea che metterete sul fondo della torta.
Pelate e tagliate a spicchi fini le altre mele e disponetele a raggiera sopra la composta.
Abbassare il forno a 180° , infornare e cuocere per circa 35 minuti.
Fate scaldare la marmellata o la gelatina con 3 cucchiai di acqua e con questo "sciroppo" bagnate la torta appena uscita dal forno.
La prova assaggio è assolutamente superata! La composta sul fondo le dona l' "umidità" giusta e il lievito nell'impasto lo rende morbido e perfetto per accogliere le mele tagliate fini fini.
Una crosta ben cotta e croccante dà quel tocco in più che completa la torta del bistrot : morbida, croccante, dolce , "melosa"... perfetta per un tè !
La prova assaggio è assolutamente superata! La composta sul fondo le dona l' "umidità" giusta e il lievito nell'impasto lo rende morbido e perfetto per accogliere le mele tagliate fini fini.
Una crosta ben cotta e croccante dà quel tocco in più che completa la torta del bistrot : morbida, croccante, dolce , "melosa"... perfetta per un tè !
Come dicevo , ho avanzato un po' di pasta con cui ho fatto uno spartanissimo raviolo che ho farcito con la marmellata che ho utilizzato.
Adoro avanzare qualcosa quando cucino! Non sarà chic, ma spesso preparo piccoli assaggi dolci o salati davvero unici e irripetibili, sempre apprezzati dalla sottoscritta che si sente anche in pace con la coscienza nell'utilizzare gli ingredienti senza inutili sprechi!
Ebbene si ho un animo "green" fin da tempi antichi! Il mio passato vegetariano e macrobiotico nonché "new age", mi ha formato positivamente regalandomi profondo rispetto per la natura che ci circonda e le sue risorse.
E questo significa anche godersi questo "raviolo" inaspettato e, per questo, ancor più buono!
martedì 10 giugno 2014
TRENDY QUINOA CHE FA BENE ANCHE ALL'ANIMA...
Trendy nel senso che si vede ovunque ! È inevitabile in questo momento non parlare di quinoa. la si trova nei blogs, nelle riviste, in tv, nei libri di cucina …
E' una delle stars culinarie del momento soprattutto perché l’estate invita ad inventare piatti freschi e poco calorici in alternativa alla solita insalata di riso e di pasta .
Mi viene un po’ da sorridere perché durante il mio periodo new age (circa 15/20 anni fa) la quinoa era conosciuta solo da pochi intimi oltre ad essere difficile da trovare .
esistevano negozi biologici che assomigliavano di più a luoghi per incontri da moto carbonaro…
essenziali, scarni, diasadorni, nascosti. Spesso in questi luoghi si tenevano anche incontri “impegnati” : corsi di yoga e meditazione e corsi di cucina (ayurvedica, macrobiotica,…), corsi sull’utilizzo delle erbe , fiori di Bach…
Inutile dire che io ero spesso presente e la mia dieta era composta da bistecche di soia, brodo di miso, prugne humeboshi, miglio,quinoa, farro, alghe strane, funghi shiitake ...
insomma tutte queste cosine che adesso sono molto “in” ma che allora erano davvero “strane cose”.
Quindi ora , spesso sorrido, davanti alle ricette che propongono piatti a me conosciuti che diventano un veicolo per “remeber” a volte carini…
Mi ricordo l’indirizzo , quasi segreto, dove acquistare il pane con il lievito madre : era davvero buonissimo!
Lo faceva un figlio dei fiori , in casa (oddio!!! Oggi non sarebbe possibile! Dovessero scoprirlo farebbero subito chiudere questo…”spaccio”!!!) , si trovava solo due giorni alla settimana, non si poteva prenotarlo (per una questione “ideologica”!) e quindi se arrivavi in tempo lo trovavi , altrimenti … nada!
E quando facevi i corsi di cucina ti insegnavano anche a mescolare gli ingredienti in modo da infondere energia positiva e armonia al cibo : il movimento a spirale , movimento archetipo dell’universo…
Ti insegnavano a mangiare lento , con calma e concentrazione per consapevolizzarti sia dei sapori che dell’energia sottile presente nel piatto.
Avevo anche frequentato una scuola di naturopatia che mi ha lasciato un approccio di profondo rispetto per il cibo, per la natura e per tutte queste discipline di vita .
Purtroppo sentivo, in quei tempi, il peso di un certo atteggiamento “integralista” che non è assolutamente nelle mie corde! Ed è proprio per questo che piano piano, mi ero allontanata .
Questo però non ha significato dimenticare quello che avevo imparato anche in ambito culinario.
e ritrovare ingredienti amici tra le pagine di un giornale e tra i blogs, mi rende solo felice e mi fa ritornare la voglia di avere una dispensa più “natural” e salutare.
In pratica una “non-ricetta” veloce, pratica e anche buona!
Meglio utilizzare le zucchine tonde , sono più “comode” per contenere il ripieno e sono anche più belle da vedere ☺
Non indico quantità perché tutto dipende dalla grandezza delle zucchine e gli ingredienti aggiuntivi non hanno bisogno di un peso ben determinato.
l'unica nota che vi dò è che per queste zucchine di grandezza media ho utilizzato 200 gr di quinoa però ho avanzato un po' di ripieno (poco male ci farò delle polpettine...)
Ho fatto cuocere la quinoa in acqua (con poco sale) per circa 10 minuti (deve rimanere un po’ al dente)
In una padella ho fatto imbiondire uno spicchio d’aglio in due cucchiai di olio d’oliva extravergine e ho fatto insaporire la polpa . Ho aggiunto un bel po’ di foglie di timo, sale e pepe.
In una pirofila coperta con carta forno ho messo le mie mezze zucchine .
Alla polpa ho aggiunto del parmigiano grattugiato , sale e pepe e la la quinoa scolata e ho riempito le mie zucchine.
Filo d’olio , altro formaggio e altro timo e per circa venti minuti in forno a 180°.
Ricetta creativa in quanto il ripieno può essere modificato a piacere , arricchendolo di ingredienti o anche solo di profumi.
Un buon "pain de campagne" ha accompagnato queste zucchine : farina che arriva dalla Francia (a d o r o!) regalo gradito di un'altra amica che si ricorda sempre di me e mi coccola con farine altre mille gourmandises francesi (visto che abita in Costa Azzurra...)
quindi sia zucchine che farina con un'energia sottile davvero grande : cibo buono per il corpo e per l'anima!
domenica 11 maggio 2014
DELLA SERIE "UN PO' DI FATTI MIEI" : LE SCATOLE ...RUBATE!!! ;-)
Non sono una donna di casa e con questo intendo che non amo far le pulizie e far ordine di continuo ma ho diverse "psicosi casalinghe": adoro, ma davvero, fare i lavori "grandi" tipo pulire a fondo la cucina, svuotando tutti, e dico tutti, gli armadietti e cassetti.
Amo fare il cambio degli armadi che sistemo con i maglioni , le camice e gli abiti appesi in gradazione di colore ...
Un'altra cosa che mi piace tantissimo fare è sistemare le... "mie cose" cioè tutto quello che mi interessa e accumulo nel corso dei giorni, mesi, anni : soprattutto ritagli di giornali relativi ad argomenti tipo cucina, design, moda, ...
Fondamentalmente non sono ordinata , accumulo cose formando "blocchi" qua e là per la casa ma arriva un momento in cui sento la necessità di sistemare un po' il tutto.
Ed è quello che ho fatto complici queste bellissime scatole che ho, ehm, rubato.
Mi spiego subito: mesi fa , stavo facendo un piacevole giro serale in centro nella mia città con amici, quando ho visto davanti ad un negozio di abiti queste scatole.
Sono scatole per camice che evidentemente la commessa aveva messo fuori per buttarle.
Io e le donzelle del gruppo ci eravamo fermate e le avevamo "analizzate".
Formato perfetto (gli A4 ci stanno ), altezza discreta con possibilità di impilarne un tot senza risultare fastidiose, colore fa vo lo so , un rosa cipria intenso in diverse nouances.
Che fare? Ci siamo guardate e ... ce le siamo divise : eravamo in tre e in pratica abbiamo provveduto noi a ... smaltire questi "rifiuti" !!!
Confesso che non le ho "sfruttate" subito... ma per fare queste cose ci vogliono i momenti "giusti", so che mi capite!!!
E cosa ci ho messo dentro queste scatole???
PAPER
In questa ho messo dei campionari di carte . Uno strascico di "deformazione professionale" (con la carta ci lavoro ) che mi porto anche a casa dove posso però divertirmi di più . Palette ci colori nelle quali mi perdo. Tipologie dalle texture e dal tatto originali.
Mi servono come spunto per qualche disegno o per idee creative che mi diverto a preparare : che sia un biglietto di auguri, un invito simpatico, dei menu per cene informali ...
DESIGN
In un un'altra scatola ci ho messo idee rubate alle riviste (numerose!!!) che acquisto relative al tema : design, lifestyle, oggetti per la casa, articoli di archistar e creativi , soprattutto dell'Europa del Nord...
CUCINA&C
In questa, sempre ritagli di giornale ma relativi alla cucina! Possono essere ricette o anche articoli su personaggi che ruotano attorno al mondo del food..
BY ME
Un'altra scatola per i miei schizzi, i miei bozzetti e appunti grafici..
VARIE
per finire una scatola generica di "varie" dove ho raccolto tutte le immagini, gli articoli di quello che non riuscivo a "catalogare" nelle altre ... una sorta di "mi piace" feisbucchiano, un po' generico ma che ha il suo perché ...
Alla fine ero molto soddisfatta dal mio lavoro anche perché spesso, queste "raccolte" le "sfoglio" proprio come si sfoglia un giornale e ogni volta ci trovo qualcosa in più! Un'idea, un colore, una ricetta, una foto che mi erano sfuggite o che guardo con occhi nuovi...
Ogni volta che apro una di queste scatole mi si apre un mondo che trascrivo nei miei quadernetti moleskine , che tengo tutti belli in fila nella mia mini libreria in camera da letto, insieme a ...
Ma questa è un'altra storia e prima o poi vi racconterò anche questa mia altra mania...
Vi anticipo solo che , tanto tempo fa, durante il mio "periodo new age", avevo seguito un corso di fengh shui , sorta di "arte" cinese applicata allo spazio in cui si vive , in cui , posizione, orientamento, forme , tipi di oggetti, determinano l'armonia dell'ambiente con noi stessi.
Non essendo per natura un'integralista , non ho mai sposato in toto questa teoria , ma il fengh shui ha condizionato non poco il mio concetto di ordine e pulizia nella mia casa... e anche queste bellissime scatole rosa cipria ne fanno parte!
domenica 23 marzo 2014
BASTA UN POCO DI ZUCCHERO PER RINGIOVANIRE UNA TORTA DEI MIEI "TEMPI ANDATI"...
La ricetta di questa torta l'ho trovata mentre facevo la polvere! Ebbene si!
Stavo spolverando la libreria della cucina e quando svolgo questa noiosissima attività mi perdo tra i dorsi dei libri e capita che molli lo straccetto e mi metta a leggere...a sfogliare...e così ho fatto. Non ho preso però un testo blasonato, di quelli che ostento con orgoglio ma ho preso uno dei miei "quadernetti", quelli vecchiotti in cui mi segnavo le ricette , strappavo pagine dai giornali , scrivevo sui foglietti e li "archiviavo" tra le pagine . Erano anni lontani dall'era dei blogs ma proprio questi quaderni sono stati la loro ispirazione. Quante di noi hanno iniziato a scrivere sul web per avere un archivio più comodo delle loro ricette raccolte nei corso degli anni?
Sfogliando questo quaderno mi sono accorta che avevo fatto pochissimi dei piatti descritti (quasi tutti dolci) e quindi ho voluto subito provare uno.
Credits: photo by lechategoiste.tumblr.com
Le ricette rispecchiavano la mia "filosofia" culinaria del periodo che era quello ..."new age" : tanti i piatti vegetariani e i dolci "alternativi" a base di vari cerali...come questa torta ai fiocchi di avena.
Il procedimento è tipo quello della torta di pane ma iniziamo dagli ingredienti :
300 gr fiocchi di avena
1 lt di latte
zucchero a piacere (c'era scritto) : io ho messo 3 cucchiai
2 uova
1 bustina di lievito
uvetta ammollata
buccia di un limone
mettere i fiocchi di avena in una ciotola capiente e aggiungere il litro di latte e lasciar assorbire (almeno mezz'ora). dico subito che un litro è troppo . Voi utilizzatene quanto serve a coprire i fiocchi aggiungedone al bisogno.
In sostanza i fiocchi devono risultare imbevuti quasi a formare una sorta di "pappetta" alla quale si aggiungono le due uova, lo zucchero ,il lievito, l'uvetta mollata e la buccia grattugiata di un limone.
Mescolare bene il tutto e mettere in una tortiera dai bordi alti (preferibilmente apribile) imburrata , da 24 cm di diametro. Forno a 180° per almeno 40 minuti.
Avendo utilizzato un litro di latte la mia torta è risultata liquida prima di entrare in forno e non si è cotta bene o piuttosto è rimasta troppo morbida anche se a me non dispiace anche così.
3 cucchiai di zucchero sono pochi : il gusto è decisamente poco...invitante quindi ho pensato di cospargerla con un po' di zucchero a velo per renderla più dolce.
Assaggiandola ho riconosciuto un sapore dei tempi che corrispondeva ai miei gusti di allora . Adesso sono senz'altro più pretenziosa in fatto di torte & C. :-) e quindi questa è davvero troppo "natural style" ma spolverizzata con un po' di zucchero a velo le si regala una ventata di ...giovinezza rendendola più alla moda :-) !
Se poi vi piace il porridge , e io lo amo, questa torta vi stupirà piacevolmente. Perfetta per colazione accompagnata da una semplice tazza di latte!
Non è propriamente bella da vedere , il suo aspetto è un po' "dimesso" e va un po' controcorrente rispetto ai dolci quasi "finti" che vanno tanto di moda oggi. Di certo non sono stata capace di valorizzarla al meglio con inquadrature studiate perché fotografo sempre e solo con il cellulare incurante della luce , più o meno presente, nella stanza.
Ma amo queste foto-verità che non inventano niente ma presentano le cose come sono: la mia torta è uscita con una bella crepa, il fondo della tortiera ha i resti della fetta tagliata e lascia immaginare che si sia anche un po' attaccata (infatti è così) pur avendolo unto a dovere.
E' una torta semplice che oserei definire quasi light , una torta che è un pensiero filosofico : ci consiglia prodotti sani e gusti sobri per niente elaborati.
Trattengo come pensiero positivo la sobrietà che è una qualità che apprezzo molto ma che incontro raramente .
Vi auguro quindi una buona settimana cercando la sobrietà intorno a voi...
Credits: photo by lechategoiste.tumblr.com
lunedì 10 marzo 2014
SENTO LA PRIMAVERA E VOGLIO PARLARE DEL MIO...VERDE PASSATO...
Amo la natura, amo le piante, amo i fiori...Per tanti anni ho avuto la fortuna di avere un giardino e di poterlo curare . Ho piantato rose antiche meravigliose dono di amiche speciali. Ho seguito la crescita di ogni piccolo seme che , crescendo, si trasformava in un miracolo.
foto by tumblr
Da sempre quindi io desidero per me un fazzoletto di terra verde.
Un piccolo angolo di terra che sa di terra, dove posso sporcarmi le mani, fare esperimenti botanici, gioire per un piccola gemma ...
Ho sempre avuto un debole per i garden centre e per tutti gli attrezzi di giardinaggio. A partire dai semplici guanti, alle cesoie, agli inaffiatoi...
Li compro anche se non ho giardino, li compro anche se non ho un terrazzo, li compro per il mio piccolo balcone.
Ho un verde passato...ebbene si, un passato importante e che rappresenta un forte lato del mio carattere , forse perché sono del segno del toro, segno di Terra, nel quale mi riconosco molto.
Tanti anni fa ho dipinto erbari e manuali di erboristeria e ho ampliato la mia conoscenza di fiori&piante. Ogni fiore che dipingevo diventava un mondo ed ho imparato un sacco di cose! Ho scoperto piante magiche (per esempio il timo : è la pianta delle fate!) o piante che ...leggono il futuro : addormentarsi la notte di san Giovanni con una foglia di alloro sotto al cuscino permetterebbe di sognare il futuro sposo...
Tanti anni fa ho fatto quadretti con i fiori pressati, avevo due presse delle quali andavo molto orgogliosa e passavo il tempo a raccogliere fiori e foglie. Ho riempito amiche e parenti dei miei quadretti che, con il tempo ahimè ( o per fortuna) sono ingialliti , diventando tristi e sono stati gettati via...
Tanti anni fa ho anche seccato dei fiori :ortensie , rose e lavanda soprattutto. Pendevano fiori in ogni angolo della casa (allora vivevo in campagna) e c'era un'atmosfera romantica ...fino a quando l'atmosfera si era trasformata in qualcosa di ...polveroso ...e poi la moda dei fiori secchi stava passando ...
Tanti anni fa mi sono messa in testa di "fare l'orto" e grazie alla mia vicina di casa avevo studiato lune e concimi naturali. Arrivavo a casa dall'ufficio e andavo a curare le mie aiuole di insalata, le mie melanzane, i miei pomodori.
Tanti anni fa mi sono messa a dipingere piatti, tazze e...tutto quello che trovavo. Soggetti floreali perlopiù che copiavo dai numerosi libri e riviste di giardinaggio che acquistavo.
Ho conosciuto la paesaggista Vita Sackeville-West, Paolo Pejrone, ho conosciuto illustratori che mi hanno "segnata" : Marjolien Bastin soprattutto...la mia verde passione si era trasferita anche su carta e tra gli acquerelli . E anche oggi ,ogni tanto, mi "scappa" un fiore disegnato...
E quando mi è capitata sotto agli occhi quella frase carina di Audrey Hebpurn : "piantare un giardino significa credere nel futuro" , tutto è ritornato a galla... forse anche perché è uscito il sole e sento aria di primavera... e ho scritto di getto questo post.
E se non siete esperti giardinieri , bè allora andate su questo sito "le piante donano gioia" e scaricatevi un simpatico librino (free) a cura del prestigioso Flower Council of Holland. E' un e.book con consigli, schede, aneddoti , consigli per il verde domestico.
Voglio contagiarvi un po' con la mia verde malattia perché " Chi coltiva un giardino coltiva la felicità"
martedì 22 maggio 2012
REMINISCENZE NEW AGE PER I MIEI BUDINI DELL'EMMETI....
Budino salato??? Proprio io??? No, non ce la posso fare…per
me il budino è dolce. Punto.
Ma, come sempre accade nella mia vita, non esiste situazione
nella quale sono fermamente convinta di una cosa per fare esattamente il
contrario!Quindi eccomi qui!
Dunque budino salato, con verdure, legumi, frutta e poi con
anche un “complemento”, biscotto, chutney, salsa….
Belli, bellissimi i budini della Francesca !!!
Belli, bellissimi i budini della Francesca !!!
Uhm….qui c’è da pensarla bene! Fermo restando che il mio
motto per l’MT è “l’importante è partecipare” , questa volta ho provato
ingredienti studiati per trovare un connubio di sapori interessante.Mi ha aiutato il mio passato "new age" e macrobiotico che mi ha portato ad acquistare una confezione di seitan a fette, una sorta di "imitazione" di prosciutto che lo ricorda solo per l'immagine e assai poco per il gusto. Ho sempre amato il seitan e ancora oggi , ogni tanto, lo cucino. è un ingrediente eclettico , sano e che regala ricette sfiziose!
L’aspetto dei miei budini non rende l’idea del suo contenuto , pur avendo avuto Marie Antoinette come assistente alle foto : l’ora tarda non ci ha aiutate e quindi il colore (nonostante qualche aggiustata con Photoshop) non è proprio quello “live” J
Ingredienti per 6 budini :
100gr ricotta
2 uova
100 gr seitan a fette (si trova nei negozi di prodotti biologici,macrobiotici,ecc...)
Mezza scatola di ceci
Prugne secche
Sale (poco)
foglioline di menta
Ho tritato fine il seitan, ho tritato fini 4 prugne secche,
ho frullato (con un goccio d’acqua) i ceci.
Ho messo le mie “polpe” in tre ciotoline. Ho poi mescolato
la ricotta con le due uova , ottenendo una bella crema alla quale ho aggiunto
le mie tre polpe. Ho assaggiato e ho regolato di sale
Ho riempito uno stampo in silicone ad hoc e ho cotto , come
da disposizioni, i miei budini in forno a bagno maria per circa mezz’ora.
Ho preso altre prugne e le ho tagliate grossolanamente con
qualche foglia di menta e con questo composto ho servito i budini.
Curiosa come una volpe ho voluto assaggiare subito questo
piatto, inventato per l’occasione confidando nell’abbinata dolce/salata che mi
piace sempre tanto.
Bè, erano mangiabilissimi!!!:-) Marie Antoinette mi aveva ,
ovviamente, bocciato le prugne! Lei regina pragmatica e “classica”, non ama
questi voli pindarici culinari tanto che , ha bellamente scartato la mia
decorazione e composta annessa…
A parte la ricetta , in questa serata ci siamo proprio
divertire a fare le foto creando set personalissimi , criticando sempre l’ideee
dell’altra… lei più dissacrante e volutamente lontana dalle mie idee modello "DonnaHay"...
Ho scelto alla fine una foto molto molto classica per i miei budini, ma vi
regalo anche queste , scattate dalla petite reine un po’ “innovative” e poco
“food stylist” J
“mamma ma pubblica una foto diversa dal solito!!!! Le fai
tutte uguali!!!!”
“ma noooo, non devi fotografare me!!!!” ho detto
E lei ridendo continuava a bersagliarmi di foto ! inutile
dirvi che non amo essere fotografata ma mi sono divertita un sacco nel fare
foto, improbabili ( e impresentabili) per il blog, ma che sono rimaste nel mio archivio a memoria di
una serata carina e simpatica.
Quindi ecco l’ennesima magia dell’Emmeti : una scusa per condividere momenti di vita con chi si ama e se poi si tratta pure di una blasonata come solo Marie Antoinette sa essere, la magia diventa ancora più….magica! J
martedì 1 novembre 2011
PASTA CON FARINA DI CASTAGNE FATTA IN CASA E...KARMA YOGA :-)
Una ricetta a metà, "un work in progress” o semplicemente un occupare il tempo facendo una cosa che piace, ritrovando una lentezza terapeutica per un periodo “intenso” per me.
Il fatto nr. 1 scatenante: la mia amica Donata mi ha regalato un’ottima farina di castagne, ma non di quella "modello supermercato", nossignori, una di quelle vere, fatte macinando le castagne ottenendo così non una “talco farina” ma una farina un po’ grossolana ma profumatissima e speciale.Non posso vantare tradizioni di famiglia in cui donne di casa mi hanno erudito nel fare la pasta ma posso solo dire che ,anni e anni fa, avevo seguito un corso di “cucina mediterranea vegetariana” (allora andava “troppo” di moda…) nel quale ci avevano insegnato anche a preparare la pasta all’uovo, non tirata a mano con mattarello, ma con la macchina ad hoc (però rigorosamente a manovella…per mantenere quello spirito country e easy che tanto ci piaceva negli anni new age)
Ho quindi rispolverato la mia vecchia Olympia (così si chiama …ma non faccio pubblcità è diventato il suo nome proprio …) e , questa volta con l’aiuto del mio mitico KA, che ha magistralmente impastato, ho fatto i ravioli di farina di castagne con ripieno ai funghi (+ tagliatelle).
Prima di scrivere la semplicissima ricetta ,due parole per condividere alcune mie riflessioni .
Perché a me la sfoglia inizia a venir “giusta” dopo la terza striscia? Mi spiego: preparo la prima “striscia” di sfoglia : uno sfacelo, ma la rammendo….preparo la seconda: idem come sopra.
La terza, così cosà…poi tutte perfette…
E impastando e “sfogliando”, sono giunta a questa conclusione:
quando incomincio , ho le “fregole” (come diceva mia nonna) nel senso che voglio fare tutto in fretta…:passo la pasta nei rulli troppo velocemente , non la piego come si dovrebbe, sono disattenta e maldestra …poi mano a mano che il tempo passa, mi rilasso, trovo il piacere di perdermi nei movimenti che si fanno sempre più precisi e attenti, la mente ed il corpo si fanno cullare dai minuti scanditi dai ritmi dell’ impastare, infarinare, tirare, piegare , donandomi una calma e una consapevolezza del movimento che diventa quasi un rito : un karma yoga perfetto !
Eh si, “karma yoga” ,lo yoga dell’azione, strumento per raggiungere l’obiettivo finale della propria autorealizzazion, ma ,cosa più importante, è che l’azione svolta mediante il karma yoga è un’azione meditativa , un momento sacro che ci unisce con…l’universo.
E se pensate che stiamo parlando di ravioli, direi che non è affatto male!:-)
Quindi ho ritrovato ,piano piano, la manualità necessaria per rendere i miei ravioli presentabili e ,di sicuro, carichi di energia positiva e…cosmica.
La ricetta è semplicissima .
Il ripieno è un po’ una “parodata” (ehm…da Parodi, la Benedetta…) , non inorridite, credo che dentro ognuna di noi si celi, almeno ogni tanto, una piccola parodi che apre buste surgelate e usa preparati già…”cotti&magiati” J e io, lo confesso, non sono da meno….ma a me non pubblicano libri di ricette…..sgrunt! ops, scusate…mi ero lasciata prendere da ragionamenti poco da karma yoga…J
Dicevo, per il ripieno dei miei ravioli ho utilizzato, ebbene sì, i funghi secchi , au lieu , di quelli freschi, belli, porcini veri, profumati, …
E ho aggiunto loro nessun formaggio blasonato, particolare, originale ma bensi il formaggio della Kaori (per chi se la ricorda…) cioè quello tipo philadephia ma proprio uguale uguale…insomma, si proprio lui!
Dopo questi mea culpa ecco :
Ingredienti e tempi&metodi :
per la pasta :
4 uova
200 gr farina 0
200 gr farina di castagne
Ripieno:
funghi secchi ammolati in acqua tiepida (ne ho messi circa 3 manciate)
aglio
olio extravergine d’oliva
3 cucchiai di formaggio bianco spalmabile tipo J Philadelphia
sale
La pasta all’uovo è semplicissima da fare . si impasta bene, non fa grumi, insomma, riesce sempre, anche se con questa mia farina di castagne non era proprio liscia e levigata ma proprio lì stava la sua peculiarità
Una volta pronto il panetto, io lo avvolgo nella pellicola e ne prendo un pezzo per volta che lavoro nella macchina .
Ricavo sfoglie che metterò nella ravioliera, farcirò con l’impasto, ricoprirò con altra sfoglia e farò i miei ravioli che dividerò con una rotella dentata ad hoc.
Il segreto di sfoglie perfette sta nel ripiegarle sempre prima di metterle nei rulli , in 3 parti , in modo da conferire alla pasta la consistenza e l’elasticità giuste.
Ripieno : in una padella far soffriggere l’aglio nell’olio , versare quindi i funghi scolati e sciacquati bene . far cuocere stufando , aggiungendo l ‘acqua (filtrata) dell’ammollo dei funghi.
Una volta cotti li trito leggermente (non proprio una poltiglia …) e unisco il formaggio e doso di sale…
Fine….

Con la quantità di pasta che ho fatto, mi sono usciti circa 50 ravioli, di taglia media, e tagliatelle per 3 persone…
Per questo post ,nessuna foto di piatti cucinati ….mi ispirava fissare il momento della preparazione che, in questo caso, è quella che conta. E’ lì che mettiamo un pezzo del nostro cuore, tra i rulli della macchina, i pizzichi di farina con la quale accarezziamo le sfoglie … è lì che mettiamo un po’ dei nostri sorrisi quando siamo felici del risultato,quando la trasparenza e la sottigliezza della pasta ci rendono soddisfatte…è lì che un poco della nostra anima da cuoca si mescola agli attrezzi , che guardiamo come preziosi alleati nel compimento di questa piccola alchimia grazie anche ad ingredienti semplici che ci regalano piatti unici che sono un vero dono per noi e per gli altri.
e per concludere "a tema" :
pienamente dall'anima e trova appagamento solo nell'anima,
non esiste dovere.
Costui non ha scopi di guadagno nel mondo facendo
un'azione né perde qualcosa non compiendo azioni.
Egli non dipende da alcuno per nessuna cosa.
Compi dunque sempre le buone azioni materiali (karyam)
e le azioni spirituali (karman) senza attaccamento.
Facendo tutte le azioni senza attaccamento, si ottiene il Supremo».
(Bhagavad Gita III,17-19)
mercoledì 10 novembre 2010
SPAGHETTI DI SOIA REMEMBER...

Ancora oriente? Certo! Fa parte della mia terapia zen (???) :-) . Quindi dovete sopportare questo mio ritorno alle origini, inteso come un remember dei mie tempi new age, indiani, ayurvedici, ricchi di insegnamenti filosofici che…non sono “quasi” mai riuscita mettere in pratica. Fare il vuoto mentale, respirare nel modo corretto per caricarsi di energia vitale, cucinare cibi sani e sattvici…ecc…ecc…(non ce la posso fare….)
Mi ricordo , anni fa, di uno stage di yoga ad Anghiari, in provincia di Arezzo, al quale avevo partecipato con la mia insegnante di yoga, i miei compagni di corso e una donna indiana , Jayashri o giù di lì (non ricordo bene il nome) esperta di massaggio ayurvedico e di meditazione.
Era stata un’esperienza interessantissima durante la quale avevo avvertito netto lo stacco dalla solita vita, grazie anche al silenziosissimo e bellissimo luogo dove ci trovavamo.
La giornata iniziava presto alla mattina con una seduta di yoga e una breve meditazione, poi la colazione e poi ancora yoga fino a pranzo . Nel pomeriggio si riprendeva verso le 16 ancora con lo yoga e con qualche nozione di massaggio ayurvedico, meditazione e poi cena. Al termine della cena c’era chi si ritirava per fare esercizi di “ricarica” per reiki, ma io non ero tra quelli. Io passeggiavo nella sera intorno a questo casolare riattato in cima alla collina, tra ulivi e piante secolari. Qua e là c’erano silhouette di ferro rappresentanti fate ed elfi e c’erano piccole statue di angeli accanto a fontanelle dalle quali sgorgava acqua canterina.
Mi sembrava di essere in un luogo magico e incantato e quando la luce scompariva arrivavano le lucciole (era il mese di maggio) a rendere ancora più speciale l’atmosfera di quel luogo. Tra le tante esperienze di quei giorni ce ne sono state anche di culinarie…:-) si fa per dire !!!
La Jayashri aveva preparato ,una volta , delle verdure speziate e leggermente piccanti: tutto insipido ma buonino. Una sera mi ero proposta di cucinare ,essendo questo compito da gestire a rotazione (in realtà abbiamo sempre cucinato io e la tipa indiana, ….gli altri meditavano!!!).
Cosa fare? Gli ingredienti a disposizione erano , in pratica, verdure, semi di ogni tipo, farina (rigorosamente integrale e macinata a pietra) , olio…ma avevo scovato una mega confezione di spaghetti di soia…
Avevo quindi preparato questi spaghetti cinesi…
Titolo: il mio ristorante ritrovato ;-)
Spaghetti di soia 500 gr
4 zucchine medie
5 carote medie
3 porri grandini
olio
sale
salsa di soia
le dosi sono per circa 6 persone.
Mentre mettete a bollire l’acqua per gli spaghetti con un pizzico di sale, scaldate in una larga padella l’olio . aggiungete poi i porri, tagliati finissimi, e fate appassire leggermente . poi aggiungete anche le carote e le zucchine tagliate a julienne.
Salate e unite la salsa di soia…ad occhio…tanto se dovesse mancare potete sempre aggiungerla nei piatti alla fine.
Quando l’acqua bolle buttate la pasta e ,una volta cotta, la tuffate nella padella e la fate saltare con le verdure .
Fine
Questo piatto ha poco di sattvico o di macrobiotico ma ha comunque un gusto particolare (dato perlopiù dalla salsa di soia) ed è saporito. Quando lo avevo cucinato al ritiro di yoga, era stato letteralmente spazzato via…
Tenete conto che le persone che erano insieme a me, vivevano di cereali macinati al momento messi nel latte o addirittura nel tè verde !!! (bleah!) , piluccavano verdure crude, c’era chi non mangiava nemmeno i latticini, e chi guardava male pasta e riso “raffinati”…
Il sale era bandito come pure lo zucchero!!!(ma come potevo resistere????me lo chiedo ancora oggi….)
Ma si sa, la carne è debole (eh, si anche per dei vegetariani incalliti!!!!) e quindi, quando il profumo degli spaghetti con verdure, si era sparso per la casa erano arrivati tutti pronti a mangiare un piatto che, tutto sommato, metteva in pace la loro coscienza very green con la possibilità di godere un po’ di gusto!
Anch’io all’epoca ero vegetariana ma ero già in fase calante e da lì a poco avrei abbandonato questo modus mangiandi per dedicarmi a cibi nettamente più sostanziosi (e gratificanti!!!) abbracciando, udite udite, la cucina inglese che non conoscevo, che ho apprezzato e apprezzo tutt’ora, grazie alla mia amica Jenny , allora mia vicina di casa, che mi aveva erudito sul golden syrup, sui jelly,sul mincemeat, sul lemon curd,e sui favolosi prodotti duchy originals, ecc…..ma questa è un’altra storia…:-)
venerdì 10 settembre 2010
TORTA PANELATTE


Non so perché, ho voglia di cucinare solo dolci. Mi sforzo di pensare a ricette salate: primi, secondi, ma poi finisco sempre con il preparare solo dolci…o meglio le “cose salate” che faccio, al momento, non sono degne di blog :-)
Anche questa volta un dolce svuotafrigo ma è proprio nell’essenza della torta di pane avere questa caratteristica.
Questa è senza cacao ,la chiamo : torta panelatte.
Gli ingredienti sono :
indispensabili:
pane avanzato
latte
1 uovo
zucchero
da aggiungere a scelta:
(per me questa volta):
uvetta
muesli (due “avanzi” : uno con scaglie di cioccolato e uno con frutta secca)
cannella
le dosi non sono indicate perché questa torta è “free” nel senso che ognuno se la dosa da sé. Per esempio io metto sempre un uovo solo a prescindere dalla quantità del pane. Mi serve per legare meglio il tutto , ma nessuno vieta di metterne di più.
Anche lo zucchero è a discrezione dello chef :-) . per sapere se la quantità va bene, assaggio (elegantemente però!) l’impasto e mi regolo.
Per gli ingrediente “a scelta” vale un po’ tutto certo non va messo l’avanzo di cotechino con l’avanzo dell’ovetto kinder , anche se, vuoi mai che ne esca un gusto assolutamente new e trendyssimo!!! ;-)
Confesso che la torta è stata un pretesto o meglio due pretesti! Uno, finire qualche avanzo e il secondo immortalare i nuovi piatti acquistati da… zara home , uno dei miei posti preferiti : da autentica “perdizione” ! Da lì e’ impossibile che io esca senza aver comprato nulla! Negozio con “cose” bellissime: dai tessili per la casa , piatti, bicchieri, posate…non proprio a buon mercato ma diciamo con compromessi fattibili!
Un altro motivo per cui io, a zara home, ci andrei ad abitare , è il fatto che è tutto diviso per colore!! C’è l’angolo “naturale” , quello colorato, quello “total white” e io mi beo in questo equilibrio cromatico, in questo gusto, in questa classe .
Basta poco per sentirsi meglio e i colori aiutano , eccome!!!
Dopotutto la cromoterapia insegna!
Fin dai tempi antichi l’influenza dei colori sulla salute e sullo stato d’animo d’animo dell’uomo ha da sempre avuto grande importanza
Il nostro organismo può assorbire in modo benefico i colori in vari modi:
attraverso la luce del sole, attraverso il cibo, attraverso gli abiti e anche attraverso i colori del proprio arredamento. Ogni colore ha una funzione ed è legato ad organi precisi del nostro corpo,alcune tinte ci stabilizzano altri ci scombussolano. Dipende dallo stato d’animo del momento o dal fatto che abbiamo qualche piccolo disturbo psicosomatico .
Io di disturbi psicosomatici ne ho a iosa, posso tranquillamente affermare che sono la “psicosomaticità” in persona! :-) e quando sono in un ambiente con dissonanze cromatiche (per il mio gusto !) sto fisicamente male. È grave soprattutto perché ho scoperto che non ci sono cure ma solo palliativi , uno di questi può essere ,appunto, una full immertion a zara home o in luoghi ad hoc, oppure può essere sufficiente guardare immagini di ambienti che mi piacciono (riviste, blog…) giusto per ritrovare la sensazione di benessere che spesso manca (mi manca!) anyway…
Ritornando ai miei meravigliosi piatti , devo ammettere che avevo scelto un altro modello, molto più raffinato e molto più…caro ma sballavano troppo il mio “conto economico”!!! :-)

Quindi ho scelto questi stile : “japan/english fusion” .Quanti ne ho presi?? Bè, due, che domanda!! Perché da quando sono diventata una psicotica da foto per blog sono alla costante ricerca di “supporti” carini e originali ma non posso permettermi per euro e logistica , decine di servizi nuovi!!!
Anzi a dire la verità ne avevo preso solo uno ma mia figlia, alias marie antoinette, mi aveva detto :
“ma come?? Uno solo ???”
E poi senza aspettare risposta (ma quanto mi è intelligente da uno a dieci???) ha concluso:
“no, non mi dirai che ti serve solo per le foto del blog !! ”
con sorriso da “mi ha beccato con il dito nella marmellata”, ho detto :
“ in effetti…forse è più carino prenderne due, così li usiamo anche per noi.”
Lei:”che onore!!! Non sforziamoci troppo…” con tono volutamente enfatico e “leggermente” sarcastico ma , cosa volete, la mia regina, oltre ad essere bella, intelligente e nobile , ha pure il dono dell’ironia !!!
I miei piatti serviranno quindi per cene “intime” mamma/figlia oppure per cene romantiche…
Per cene da mega outing con amiche, ho preso invece dei favolosi piatti di carta abbinati a tovaglioli trendyssimi che, quando fotograferò, vi lascerò stupiti!!
L’arte di arrangiarsi può dare risultati insperati rivelando, in effetti, una piacevole aura di chiccheria e “nobiltà” , insomma , sono pur sempre la mamma di una regina!!! :-)
venerdì 25 giugno 2010
POLPETTE DI CECI SATTVICHE :-)

Ho un passato “new age”, ebbene si. Anni fa oltre ad essere vegetariana, praticavo con costanza lo yoga (ora con meno costanza!) e ho seguito vari corsi a partire da un corso di naturopatia che comprendeva : fiori di bach, ayurveda, studio dei chakra,ecc… tutto interessantissimo . Un bagaglio culturale e di stile di vita che fa parte di me anche se, ad un certo punto, l’ho abbandonato : il rischio era di diventare troppo rigida e asceta e queste caratteristiche non fanno parte del mio dna!
Evidentemente n on riesco ad elevarmi oltre al primo chakra !! :-)
Sono troppo “materiale” : mi piace la terra (sono ,non a caso, del segno del toro) il suo odore , mi piace lavorare nel giardino (quando ce l’avevo…) e sporcarmi le mani.
Così come amo il cibo, tutto e oggi , non riesco nemmeno a pensare di escludere dalla mia alimentazione nulla. Sono una golosa inside oltre ad essere curiosa e attratta dalle novità culinarie.. .
Ho seguito, ai tempi, vari corsi di cucina ,molto easy e tutti legati alla macrobiotica, cucina vegetariana, ayurvedica, per l’anima….
Mi interessava molto, e mi incuriosisce tuttora, il risvolto “sottile” degli alimenti, il significato ancestrale e magico racchiuso in quello che mangiamo.
Il cibo è “Prana” : energia. Utilizzando gli ingredienti giusti possiamo immettere nel nostro organismo non solo proteine, carboidrati, grassi necessari per vivere ma possiamo anche migliorare le funzioni mentali e spirituali.
E anche il modo e l’amore con cui si cucina modifica l’energia dei nostri piatti (ma questo è un discorso lunghissimo sul quale potrei parlare ore…quindi lo…rimandiamo!:-) )
La mia ricettina facile e veloce è una summa di ingredienti sattvici cioè che portano alla felicità.
L’ayurveda distingue vari gruppi di alimenti e i “sattvici” sono i principali e i più importanti, dovrebbero fare parte dei nostri pasti quotidianamente.
Mantengono il corpo in buona salute, ne aumentano la forza, il vigore,la vitalità creando un equilibrio fisico e un armonia tra il corpo, la mente, l’anima.
I cibi sattvici sono cereali integrali, legumi, noci, semi, frutta e verdura fresca e matura, spezie leggere ed erbe aromatiche.
Ingredienti:
ceci (anche quelli in scatola vanno bene anche se l’ayurveda avrebbe da ridire!)
2 albumi
sale
pepe
farina
semi di sesamo
La ricetta l’ho fatta con i ceci in scatola (anni fa ,calata nel mio credo, non l’avrei mai fatto) quindi le dosi sono per questa versione.
Scolate i ceci e sciacquateli sotto l’acqua corrente. Metteteli in un mixer e frullateli con i due albumi, sale e pepe . Se piace si può aggiungere del cumino che dà un tocco più esotico o altra spezia tra le preferite. Se l’impasto dovesse risultare duro aggiungete un po’ d’acqua (ma non troppa, altrimenti diventa una pappetta molle e non va bene)
A questo composto dovrete aggiungere un po’ di farina e farne delle piccole polpette.
Nel frattempo fate bollire l’acqua con un goccio di olio e tuffate le polpette che saranno pronte quando verranno a galla.
Una volta scolate le passate nei semi di sesamo.
Potete mangiarle tiepide o anche fredde accompagnate da una fresca brunoise di pomodori condita solo con un po’ di olio extravergine di oliva, sale e basilico a volontà!

Un’alternativa più “invernale” vede queste polpette di ceci fatte stufare con la passata di pomodoro e servite con del riso basmati semplicemente bollito.
I ceci e i semi di sesamo sono gli ingredienti sattvici di questo piatto. Spero che queste polpettine ayurvediche siano in grado davvero di portare un po’ di felicità e armonia : Shanti !
Dimenticavo….e dei due tuorli avanzati ??? bè, visto che l’estate (almeno dalle mie parti ,ritarda ad arrivare) io li vedrei bene per una bella carbonara !
Spaghetti grossi e ruvidi + pancetta fatta sfrigugliare + tuorlo ,sale, parmigiano (mescolati a freddo) mega macinata di pepe e vai…………….!
Semplicemente accattivante e, certo, poco sattvica ma non so perché quando la mangio sprizzo lo stesso felicità da tutti i pori…..questo è bel mistero!!!
:-)
domenica 18 aprile 2010
RISOTTO VERDE : CROMOTERAPIA :-)

Il primo piatto che ho cucinato da sola , avevo 15 anni, è stato, ovviamente ,un dolce (la zuppa inglese!) ma il secondo è stato, ebbene si, un risotto !
Mia mamma è specialista di questo piatto e mio papà ne è un goloso estimatore, quindi spesso a casa mia si mangiava il risotto. Mi piaceva stare in cucina quando mia mamma cucinava ed ho imparato a fare il riso guardando lei.
Con gli anni ho imparato a farlo meglio, a cuocerlo con un brodo sopraffino utilizzando gli ingredienti migliori, le pentole giuste, i tempi giusti, riuscendo in mantecature giuste…
Il risotto che ho fatto questo week end è del modello“veloce”, nel senso che ho utilizzato un semplice e “vergognoso” brodo di dado che peraltro non disdegno. Preferisco i dadi vegetali (senza glutammato e biologici) perché con il loro gusto delicato danno il giusto apporto di sapore senza inquinare troppo gli altri ingredienti del piatto.
E poi avevo voglia di "verde" , colore che evoca la tranquillità e la pace , ma di questo dirò dopo...
Risotto verde con spinaci e gorgonzola
Ingredienti:
riso carnaroli
spinaci bolliti
gorgonzola
parmigiano reggiano
olio extravergine d’oliva
burro
scalogno
1 dado vegetale
vino bianco
Preparate il brodo vegetale : acqua + dado. Nella padella fate scaldare l’olio extravergine d’oliva e aggiungete lo scalogno tritato. Quando diventa biondo mettete il riso è fate tostare qualche minuto poi aggiungete il vino bianco e fate evaporare.
Poi aggiungete il brodo e mescolate fino a che non sia assorbito e poi aggiungete altro brodo , così fino a fine cottura (circa 20 minuti)
Dopo dieci minuti di cottura, mettete gli spinaci tritati grossolanamente.
Quando il riso è cotto spegnete il fuoco aggiungete il burro ,il parmigiano e il gorgonzola a pezzetti fate mantecare qualche minuto.
Poi mettete nei piatti e decorate con pezzetto di gorgonzola.
La cottura del riso è un gran dilemma. A me, per esempio , piace al dente e quindi continuo ad assaggiarlo per bloccare la cottura al punto giusto (per me!)
Non ho messo le quantità degli ingredienti non per mancanza di precisione (io peso tutto al grammo e mi diverto pure !) ma perché con il riso vado ad occhio…nel senso che peso il riso a tazzine del caffè, ma vale proprio la tazzina che uso io che è leggermente cilidrica e un po’ più grande del normale…una a commensale…
Gli spinaci : ne ho bolliti circa un chilo ma non li ho utilizzati tutti per il risotto, ne ho presi…un po’! sicura che sapete benissimo quantificare questo “po” :-)
Idem il gorgonzola : ne ho preso una fetta, una bella fetta (mi piace il gorgonzola!!! Quello bello “svenevole”…) ma anche in questo caso, non l’ho utilizzato tutto…
Insomma è una ricetta approssimativa, lo so e chiedo venia.
Poi ,come ben si sa, non sono proprio un mago con le foto e quando devo fotografare quello che cucino mi viene sempre una leggera gastrite…quando ho fatto questa foto il riso era appena fatto e fumava ancora…non ho aspettato e ho fatto la foto che sembra sfocata ma, vi giuro, è il vapore !!!
Purtroppo non avevo scatti alternativi, nel senso che tutti avevano il medesimo “effetto flou” e quindi… :-)
Il risotto in questione è un risotto , come ho detto,"verde" : i colori nell'alimentazione sono importanti perchè sono "energia sottile" e trasmettono grazie al potere alchemico della cucina i loro effetti .
Negli anni 40 il giapponese Georges Ohsawa giunse alla conclusione che "noi siamo quello che mangiamo" e fu allora che mise a punto il tipo di alimentazione che chiamò "macrobiotica" dal greco macro (grande) e bio (vita)
Anche la luce e i colori sono mossi dai movimenti YIN e YANG.
La frequenza elettromagnetica del colore verde è la più equilibrante di tutte essendo centrale nello spettro e contenendo le energie yin e yang allo stato potenziale.Il raggio verde ci riporta ipoteticamente verso quello stadio di immobilità energetica che si traduce in equilibrio e armonia.
Quindi non solo il risotto ci ha fatto star bene perchè, diciamolo, era proprio buonino in sè, ma di sicuro anche il "verde" ha aiutato!
E poi...com'è che si dice? Basta crederci!!! :-)
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