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venerdì 1 settembre 2017

DEL PIACERE DI FARE IL PANE E... DI ACQUISTARE LIBRI DI CUCINA...





Bello, troppo bello preparare il pane e bello, troppo bello comperare libri di cucina.
La soddisfazione che provo in entrambi i casi è massima. Sono, lo ammetto, piaceri diversi.
Nel fare il pane c’è l’azione, c’è il “movimento”, la sensazione tattile di impastare farina, acqua, lievito per creare qualcosa di unico e  speciale. ll profumo del pane appena sfornato è sublime e tocca le corde dell’anima.
Nell’acquistare libri di ricette c’è la passione e la curiosità verso tutto ciò che “sa di cucina” e, non utimo, l’amore “feticistico” dell’ “oggetto-libro”.
Impossibile per me entrare in una libreria non cercare il reparto food. Spesso è inesistente ma quando me ne capita uno di quelli speciali, mi perdo per ore …
Anche le librerie virtuali mi catturano e lì il panorama è davvero immenso e molto rischioso, i miei carrelli on -line sono imbarazzanti! Di solito parto cercando titoli o autori conosciuti per poi spaziare in tutto il mondo trasportata da copertine bellissime e invitanti. Quanti libri di cucina ho acquistato per il potere della loro cover? Tanti, troppi forse anche perché , a volte, bella è proprio solo la veste mentre i contenuti lasciano a desiderare.
Ma non importa perché a me sfogliare ricette, guardare foto che sono capolavori d’arte mi fa star bene. Immancabili sul mio comodino libri e riviste di food. Mi assicurano sonni sereni.
Ne ho di preferiti, ovvio, ma spesso ne prendo a caso uno dalla mia libreria e lo guardo come se fosse la prima volta (ehm a volte è proprio così…) , mi stacco dal mondo e preparo piatti virtuali organizzando banchetti da re.
Ho una libreria a loro dedicata , non ho mai contato quanti libri ci sono ma diciamo che son tantini… ai quali sommo raccolte di anni di riviste patinate di food, italiane e non .
Ogni tanto li sistemo e scopro tesori dimenticati : numeri de “La cucina italiana “ degli anni ’60, “Sale&pepe” dei favolosi anni ’80 quando, ancora ragazza, mi cimentavo nei primi esperimenti culinari e tanti altri ancora.

Amando anche preparare il pane ( e tutti i lievitati in genere…) ho parecchi libri sull’argomento e uno di  questi è “Di farina in farina “ di Marianna Franchi. Mi piacciono le foto, mi piacciono le ricette e ho messo talmente tanti “post-it” che lo spessore è diventato il doppio :-)

Questi panini li ho trovati proprio lì e ho leggermente modificato la ricetta, non me ne voglia l’autrice , è che son donna creativa :-) 


Filoncini di pane con farina di kamut  al parmigiano
(liberamente tratta dal libro “Di farina in farina” di Marianna Franchi 

300 gr farina di kamut
180 acqua tiepida
100 gr parmigiano grattugiato 
3 cucchiai di olio evo
1 cucchiaino di zucchero
20 gr di lievito di birra 
5 gr sale

Stemperare il lievito di birra con lo zucchero nell’acqua tiepida e farlo sciogliere.
Aggiungere la farina iniziando ad impastare. Unire il sale e l’olio e formare una palla.
Far lievitare un’oretta circa o fino a quando l’impasto non raddoppia di volume.

Riprendere l’impasto e sgonfiare con delicatezza e incorporare il parmigiano grattugiato.
Formare una palla e far lievitare per un’altra oretta o fino a quando l’impasto non raddoppia di volume.

Accendere il forno a 200°. Quando raggiunge la temperatura, vaporizzare con acqua . Chiudere lo sportello e riportare a 200°.
Formare dei filoncini ( o panini tondi) e mettere su una teglia rivestita di carta forno.
Infornare spruzzando ancora un pò d’acqua nel forno e sui panini. Chiudere lo sportello, portare la temperatura a 180° e cuocere per mezz’ora .
Sfornare e far raffreddare su una gratella .



Inutile dire che l’abbinata perfetta è gustarmi il pane appena sfornato (so che non si fa ma…come resistere????) sfogliando un libro ( ma anche di più) di cucina e incominciare a segnare tutte le ricette che vorrei fare, incollare post-it, scrivere liste “to-do” che diventano infinite … e stare bene, benissimo e perdere la connessione con il mondo, il concetto spazio-tempo e non voler più tornare da questo nirvana in cui la mia beatitudine è al massimo…

n.d.r.: questi stati di estasi finiscono quasi sempre con il desiderio dell’ennesimo libro di cucina , che soddisfo senza esitazioni, giudicandomi un caso senza speranza, a cui potrebbe essere pericoloso negare queste piccole gioie! Ma quanto sono brava a comprendermi e a volermi bene ??? ;-)    

domenica 11 ottobre 2015

PULL-APART BREAD ALLA CANNELLA : HO SCOPERTO UN MONDO NUOVO E...MI PIACE!!!

  
Era davvero da tantissimo tempo che volevo provare a farlo. Guardavo le ricette e le foto sul web e rimanevo incantata dall'idea : morbidissime fette farcite (dolci o salate) presentate come una sorta di pane "sfogliabile": era il Pull Apart Bread.

Complice una domenica tranquilla a casa in compagnia anche di Marie Antoinette (alias Alexa Chung, alias mia figlia...), mi sono messa a farlo.
Mentre la mia "bambina" studiava io preparavo questo pull-apart bread alla cannella :  questi ritmi e atmosfere  mi hanno fatto ritornare indietro nel tempo quando cucinare con lei vicina, era la normalità. Sono passati gli anni e sono cambiate situazioni e location, ma per me i momenti trascorsi con lei sono (e saranno) sempre momenti speciali, di silenziosa condivisione e di spazi in cui sentire la sua presenza  come un  puro e naturale completamento di me.

Tornando alla ricetta, ho preparato la "mia" pasta del pain brioche e ho solo deciso come farcirlo.
Quindi vi consiglio di fare altrettanto: seguite la vostra ricetta "base" per il pain brioche o trovatene una che vi piace.

Questa la mia:

Ingredienti:

530 gr di farina (più per infarinare piano)
100 gr zucchero
2 cucchiai di lievito secco
La buccia gratuggiata di un piccolo limone
3 uova grandi (bio)
120 ml acqua
1/3 cucchiaio di sale
150 gr di burro , a temperatura ambiente, tagliato a cubetti (2 cm ca)


Mettere nella ciotola della planetaria , la farina, lo zucchero, il lievito e la buccia del limone. Utilizzare il gancio per mescolare questi ingredienti (bassa velocità, per un minuto) aggiungere le uova e l’acqua : stessa velocità per qualche secondo per poi aumentarla a media velocità per 5 minuti. Aggiungere il sale e mettere il burro ,un po’ per volta ,continuando ad impastare per 10  minuti a media velocità fino a quando l’impasto diventa liscio, elastico e lucido. Se l’impasto dovesse attaccarsi ai bordi della ciotola, mettete un po’ di farina.

Mettere la palla di pasta in una ciotola unta con olio di girasole coprendo con pellicola e mettendo in frigo per mezza giornata, preferibilmente per una notte.Impastate , mettete a lievitare e quindi stendete la pasta in un rettangolo dallo spessore di circa un centimetro.

Questa dose è molto abbondante quindi sappiatelo se deciderete per questa : la pasta che avanzerà la potrete utilizzare per preparare qualche altra prelibatezza!

 Per la farcia le dosi che ho usato sono le seguenti:

200 gr di zucchero
60 gr di burro sciolto
2 cucchiaini di cannella
1/2 cucchiaino di noce moscata

Mescolate il tutto e stendetelo sul vostro rettangolo di pasta  (il mio 30 x 40 cm).




Questo rettangolo andrà tagliato in strisce di circa 5 cm di altezza,  che andranno sovrapposte una all'altra e questa è la parte più difficile!;-)



Vi assicuro che  ho avuto qualche difficoltà! Le strisce farcite sono "molli", lunghette e pure pesanti, un mix di caratteristiche poco consone ad essere agevolmente gestite.
Innanzi tutto , vi consiglio di infarinare bene il piano di lavoro per evitare che le suddette si attacchino pure! Per metterle una sopra all'altra ,io mi sono aiutata con una spatola (quella per spalmare le creme sopra alla torte , per intenderci) e ho cercato di fare il movimento più veloce possibile. La farcia che ogni tanto mi cadeva la raccoglievo e la rimettevo sulla pasta.

Questi strati andranno tagliati in fette ( le mie erano di circa 5 cm).




Le difficoltà non sono finite: queste fette andranno collocate nel vostro stampo imburrato,  in verticale ,una dietro l'altra. Anche questo passaggio va fatto molto in fretta altrimenti le fette si apriranno.
La dimensione dello stampo dovrà essere più sul piccolo che sul grande : le fette più saranno vicine tra  loro, meglio sarà perché così  facendo il "pane" sarà più "compatto".
Io ho usato uno stampo da 22x9x6, foderato con carta forno  e le mie fette sono state tutte  vicine-vicine e belle compatte!

In forno a 180° per circa mezz'ora. Dopo circa 15 minuti io ho coperto il mio pull-apart bread con l'alluminio perché rischiavo di bruciarlo.





L'aspetto di questo pane è assolutamente originale e inoltre si può decidere di farcirlo come ci piace di più : dolce usando come base un pain brioche oppure salato usando come base un'impasto di pane classico.
In entrambi i casi si mangerà sfogliando le morbide e farcite fette in un "continuum" che si vorrebbe senza fine ;-) 


Per me una scoperta davvero favolosa: mai più senza! 




venerdì 25 settembre 2015

Appuntamento ad un Café Littéraire veramente speciale ...



Lei nel tempo libero fa il gatto mentre io mi nascondo dietro ad uno chat egoiste: quale incontro migliore?
Punti in comune tanti, a partire dal nome, a partire dai felini adorati e dall’amore per i libri.
Curiosa di incontrarla, onorata del suo invito, al suo Cafè Littéraire !
Non ho dovuto decidere a lungo su cosa portare come piccolo pensiero.
Quando penso alla parola “amicizia” mi viene in mente il pane ma anche quando penso alla parola “semplice” mi viene in mente il pane…adesso che ci penso, dire:“pane”, evoca in me una serie di parole che sottindendono emozioni forti, positive, che fanno bene al cuore.( e non importa se in sole due righe ho scritto “parola/e” troppe volte…) 
Perfetto per lei, persona speciale, pacata ma intensa, simpatica e sensibile, gattosa al punto giusto.


Ho preparato quindi del pane. Perché mi rappresenta anche un po' :morbido ma croccante, tinta naturale, gusto basic che sta bene con tutto, poco appariscente.
Il pane sa di casa, di momenti quieti, di pazienza, di tempi suoi, di silenzio.
Il pane è condivisione, è chiacchiera di cose che si amano, è caldo, confortante.
Ha un’energia sottile e  discreta; racconta, sottovoce, qualcosa di chi l’ha preparato. Non svela proprio tutto ma se lo mangi percepisci i sorrisi di chi l’ha impastato, cogli lo sguardo attento di chi ha controllato la cottura, senti il sapore del primo morso, quello dell’assaggio doveroso, il momento più bello e intenso.

Dalla Roberta porto del pane e una piccola , brevissima frase di un libro carino :
“La regina dei sogni “ di Divakaruni Chitra B.

“Finchè al mondo esisterà il pane fresco…le cose non potranno mai guastarsi in maniera irreparabile”

E con questo bellissimo pensiero positivo mi preparo.

Eu si struscia sulle gambe e mi guarda e dice :
- io non vengo eh? Io adesso me ne esco, vado a farmi il solito giro e ci si vede stasera … forse    domani, dipende come va…
- sempre il solito wild cat! Possibile che tra tutti i gatti sulla terra a me sia toccato quello più….gatto???
I suoi occhi diventano fessure e con un mezzo sorriso mi dice:
- chi si somiglia si piglia.
Faccio spallucce . Lo accompagno alla porta , lui fugge come un razzo, felice, libero. Lo capisco, lo approvo…lo  invidio.
Ritorno in cucina prendo il pacchetto per la mia amica, lo annuso. Adoro da sempre il profumo del pane! Sa di amore , di cose semplici ma “profonde”.

Se regalo pane significa qualcosa, significa che sono felice, significa che la persona che lo riceverà è importante per me, significa che regalerò un po’ di me.

Decido un look comodo, fa ancora caldo : vada per  pantaloni corti, morbidi mocassini  ma metto un  golfino !



Impacchetto il pane (cosa che adoro fare!!! Impacchetterei ogni cosa!!!), prendo i sacchetti, raggiungo la mia bici. Riempio cestino e borse con l’ancora tiepido regalo e parto…libera come Eu!


Sono sicura che sarà un incontro magico, ricco di “ma dai? Anch’io!!!!!” e di carezze fatte ai mici di casa (peggio per Eu che non è voluto venire!)e poi parole, parole, parole scambiate sbocconcellando semplice pane senza accorgersi che il tempo passa…
La sua grande casa è luminosa, si sta bene, anzi si sta “gattosamente” bene che vuol dir molto di più!
Il tempo vola troppo in fretta…
-Come??? Già ora di tornare ??? Noooo… Facciamo un’altra volta? Però presto!!! Promesso? – dico 
-Promesso- dice la Roby 

Non posso non lasciarle un piccolo disegno, fatto al momento sulle pagine del mio quadernetto che ho sempre con me insieme a matite e colori...



Riprendo la bici, accendo le luci, saluto con la mano e già penso a quale pane portare la prossima volta , poi un libro,intero non una frase, e poi forse convincerò Eu a venire con me , e poi….



domenica 1 febbraio 2015

PANE SENZA IMPASTO: EBBENE SI, HO PROVATO ANCH'IO :-)


Cosaaa??? Un pane senza impasto??? Cioè vuol dire che non posso usare il mio mitico, adorato, unico Kitchen Aid????
Non se ne parla!
Uno dei motivi per cui mi piace fare il pane è proprio il piacere di impastarlo! Che spesso mi affidi in toto al mio fido KA o che gli faccia fare la parte più faticosa e io finisca poi di impastare con le mie mani , mi sembra (sembrava) impossibile tralasciare questa parte importantissima della mia panificazione casalinga.
Ma si sa, la curiosità è femmina e a furia di leggere sui blog le ricette del pane senza impasto con risultati più che ottimi, mi son decisa anch'io.



Diciamo che la decisione è stata dettata da più cose : innanzi tutto la possibilità di acquistare un nuovo libro di cucina ;-) ,  nello specifico : "Pane senza impasto" di Jim Lahey  ma non solo!!! La possibilità di acquistare anche una pentola ad hoc per cuocere il suddetto pane nel forno!!!
Non possiedo (per ora!!!) una "Staub" ma la desidero da tempo , quindi adesso non è una questione di "sfizio" ma è pura necessità! So che mi capite! Ora il vero dilemma sarà : di che colore la prendo??? :-)
Ma non è finita qui !!! Ultima possibilità , quella di "ostentare " un'amicizia importante con una blogger che stimo tantissimo a cui vi rimando per la ricetta in quanto l'ho seguita passo passo...
il blog è "Chiarapassion" e QUI vi indico il link per la ricetta di questo pane .



Quindi questo mio post non presenterà la ricetta ma sarà una raccolta di emozioni perché vanno condivise assolutamente!
Innanzi tutto non fatevi prendere mai dallo sconforto quando vi accorgerete che l'impasto (se vogliamo chiamarlo tale) sarà mollissimo . Trattenetevi dall'aggiungere la farina : tranquilli!
Le ore di lievitazione sono davvero tante (da 12 a 18 ore...) quindi bisogna organizzare bene i tempi.
Dopo questa prima lievitazione ne servirà un'altra di circa due ore a cui si dovrà aggiungere un'altra ora (circa) per la cottura.
Assolutamente un pane impegnativo!

Altro momento di panico (almeno per me) dopo le mitiche 18 ore mi sono ritrovata un "impasto" molle e imprendibile con le mani!
Ho fatto la brava e non ho aggiunto farina ma ho rovesciato il tutto su un piano molto infarinato e, aiutandomi con un "raschietto di plastica", (sorta di spatola che usano di solito panettieri e pasticceri) sono riuscita a gestire il tutto.
Ho piegato il pane come insegna Jim Lahey e l'ho messo a lievitare altre due ore.




Non avendo ancora la mitica "cocotta"per cuocerlo nel forno, ho utilizzato una pirofila alta , da soufflé, e un coperchio di alluminio.
Terminata la cottura non credevo ai miei occhi: ma questo è un pane da panetteria!!! Semplicemente bellissimo !
Il verdetto finale sarebbe stato al taglio ...
Con impazienza ho aspettato che si raffreddasse per bene , non vi dico la fatica a trattenersi dall'assaggiare subito, uscito dal forno questo pane dorato e profumato!
Finalmente l'ho tagliato e lo stupore è diventato ancor più grande !
Una crosta croccante ma non dura, una mollica morbida ma ben cotta con tutti i "buchini" perfetti!!!
Me felice!!!



Inutile dirvi che questa pagnotta è stata letteralmente divorata per cena: nessuna briciola rimasta!
Anche perché le poche (due!) fettine rimaste sono state "testate " sia con marmellata che con crema di nocciole : potevo non farlo??? Potevo scrivervi di questo pane senza aggiungere che è perfetto da spalmare con creme e cremine dolci e/o salate?
Certo che no!
Ovviamente un pane così non poteva non ispirarmi anche per i miei disegni che rimarranno a conferma di questo successo  visto che di pane , a parte queste due foto fatte al volo, non esiste altra "prova".

Riassumendo:
Pane assolutamente da provare, da fare, ma sopratutto, da gustare!

Libro: "messo nel carrello" con un click ;-)

Pentola : in attesa di decidere il colore della mia prima Staub, ho scoperto di avere un tot di punti della Esselunga per prendere una sorta di "campana " con base,  di terracotta (Emile Henri) , creata per far lievitare e far cuocere il pane e quindi la testerò.

Morale:
Il libro mi arriverà a breve e appena riuscirò ad organizzarmi per tempo (18 ore + 2ore  + 1 ora + varie cose nel mezzo) proverò di certo un'altra ricetta del Jim e vi terrò assolutamente  aggiornati con foto &disegni!!!





domenica 16 novembre 2014

PANE E CANDELE




Ecco due cose che mi piacciono : pane e candele.
Sono entrambi “caldi”, sanno di casa, fanno atmosfera …

È impensabile che io esca dall’ikea  , senza una candela e da  quando ho scoperto anche quelle  di zara home, i miei bottini sono sempre più ricchi.
Queste ultime, più raffinate sia nelle profumazioni che nell’allestimento, arredano ogni angolo della casa.
Quelle dell’ikea, più basic, rendono caldo anche il semplice vasetto della marmellata, al quale assolutamente, non tolgo l’etichetta  perché mi piace racconti di sé.

Di questa mia passione (insana) sono a conoscenza amici e parenti ed ecco la mia Marie Antoinette arrivare con una candela blasonata di Diptyque, dal profumo intenso ed elegante



e la mia amica Elly  me ne porta addirittura due : una alla vaniglia e una al cappuccino : dolcissime come l’aria di un  laboratorio di pasticceria.


E poi ci sono quelle che mi regalo come questa , rosa e primaverile anche nel profumo : la tengo nel mio studio dove rendo più romantica la tecnologia con raccoglitori dalla carta fiorata ,  cestini di vimini con ortensie secche e  oggettini di ceramica dai colori delicati…


Non ho buttato nemmeno la sua scatola che mi piace da matti , ricorda i fiori di Gucci o i tessuti Sanderson   e i colori accesi di certi foulard di Hermes…



E poi c’è il pane.



A d  o r o fare il pane e inebriarmi del suo profumo e assaggiarne subito un pezzo appena sfornato (lo so che non si fa…ma non resisto!!) e appoggiarlo sulla griglia di legno , materiale perfetto per accogliere questo prodigio della natura : semplice e  caldo sia nei colori , sia nel sapore.

E del pane mi piace anche l’aspetto ruvido, rustico, campagnolo , perché così è ancora più “pane”.
Quindi mi piace ancor di più preparare pani con farine integrali, con semi e semini, con lievito madre , che regala un gusto un po’ più acido . Pani dalla crosta dura, croccante, forte e sicura. Pani dall’interno morbido, ricco di “buchi” conseguenza di una lievitatura perfetta.

Fare il pane è alchimìa, fare il pane è soddisfazione per la propria autostima , fare il pane è un regalo a chi si vuol bene, fare il pane è amore puro.

Finchè al mondo esisterà il pane fresco… le cose non potranno mai guastarsi in maniera irreparabile”
“La regina dei sogni” C.B.Divakaruni

lunedì 15 settembre 2014

ALTRA "SERATA CROQUES" : ALLEGRIA E FELICITA' ASSICURATE! :-)


Lo so, non è un post originale...nel senso che di serate "croque monsieur" ne avete già sentito parlare da queste parti ...
ma cosa ci posso fare se le trovo perfette per trascorrere del "quality time" con amici, senza troppo impegno , condividendo insieme a loro la preparazione creando così una pseudo cena a più mani in cui ci si rilassa e ci si diverte !!!

Come ho sempre sostenuto la differenza "vera" sta nel pane fatto in casa : questo renderà innegabilmente i vostri "croques" diversi e "glam", altro che banali toast!!


Quindi scegliete la ricetta che più vi piace e preparate il pane da voi.Oggi tutti lo sanno fare e per quelli meno esperti, esistono ottime macchine per pane che impastano, lievitano, cuociono il pane già nel formato "da toast" : what else???

Per questa serata non ho potuto non fare i soliti biglietti che caratterizzano queste mie  serate:
c'era stata la serata delle tovagliette disegnate e quella con i "ticket" per prenotarsi i croques in preparazione ...
questa volta ho disegnato dei piccoli menu ...


Ci vuole proprio poco, non serve essere artisti!! E poi i vostri ospiti avranno un ricordo carino di questa "quasi cena".

Le ricette provate sono sempre tratte dal mitico librino (che vi consiglio) :
"Croque- monsieur"
di Sylvie Girard-Lagorce
edito da Guido Tommasi

Questi i croque preparati:

Croque-monsieur al cheddar e chutney d'ananas
sapori particolari per questo croque! Il chutney ve l'ho già raccontato qui.
Il resto vien da sè : si spalma il chutney sulla fetta di pane e si adagia il cheddar quindi si copre con l'altra fetta . La ricetta dice di imburrare esternamente le fette di pane e di cuocere il croque in padella, io l'ho invece cotto nella griglia ad hoc senza imburrarlo. Direi buono lo stesso :-)

Croque -monsieur al prosciutto crudo e cantal con salsa alla senape e tarassaco
il cantale è un formaggio simile alla fontina ed è proprio questa che ho usato.
questa ricetta prevede anche un'ottima salsina che è andata a ruba anche da sola, spalmata su fette di pane abbrustolito !!!
cremina : 100 gr gherigli di noce - 4 cucchiai di panna  liquida - 2 cucchiai di senape :
tritate i gherigli di noce , mescolateli con la panna e con la senape .
spalmate questa salsa sulla fetta di pane .
sull'altra fetta mettete il tarassaco (io ho usato il cicorino) e dello scalogno, quindi aggiungete il prosciutto crudo ed il formaggio. Chiudete con la fetta spalmata di salsa e mettete nella griglia per toast.

Niente di più facile e simpatico per prepararli insieme ad amici .
E mentre si prepara, si beve un bel bicchiere di vino in compagnia, ci si racconta cose, si ride, si scherza e si ha la consapevolezza, chiara e ben nitida che  proprio nelle piccole cose si trova la felicità.
Un toast , un buon bicchiere , amici veri, chiacchiere e...io mi sento una donna fortunata!
Provate ad organizzare una serata croques e poi mi direte : allegria e felicità garantite!!!

martedì 10 giugno 2014

TRENDY QUINOA CHE FA BENE ANCHE ALL'ANIMA...


Trendy nel senso che  si vede ovunque ! È inevitabile in questo momento non parlare di quinoa. la si trova  nei blogs, nelle riviste, in tv, nei libri di cucina …

E' una delle stars culinarie del momento soprattutto perché l’estate invita ad inventare piatti freschi e poco calorici in alternativa alla solita insalata di riso e di pasta .
Mi viene un po’ da sorridere perché durante il mio periodo new age (circa 15/20 anni fa) la quinoa era conosciuta solo da pochi intimi oltre ad essere difficile da trovare .
esistevano negozi biologici che assomigliavano di più a luoghi per incontri da moto carbonaro…
essenziali, scarni, diasadorni, nascosti. Spesso in questi luoghi si tenevano anche incontri “impegnati” : corsi di yoga e meditazione e corsi di cucina (ayurvedica, macrobiotica,…), corsi sull’utilizzo delle erbe , fiori di Bach…
Inutile dire che io ero spesso presente e la mia dieta era composta da bistecche di soia, brodo di miso, prugne humeboshi, miglio,quinoa, farro, alghe strane, funghi shiitake ...
insomma tutte queste cosine che adesso sono molto “in” ma che allora erano davvero “strane cose”.

Quindi ora , spesso sorrido, davanti alle ricette che propongono piatti a me conosciuti che diventano un veicolo per  “remeber” a volte carini…
Mi ricordo l’indirizzo , quasi segreto, dove acquistare il pane con il lievito madre : era davvero buonissimo!
Lo faceva un figlio dei fiori , in casa (oddio!!! Oggi non sarebbe possibile! Dovessero scoprirlo farebbero subito chiudere questo…”spaccio”!!!) , si trovava solo due giorni alla settimana, non si poteva prenotarlo (per una questione “ideologica”!) e quindi se arrivavi in tempo lo trovavi , altrimenti … nada!
E quando facevi i corsi di cucina ti insegnavano anche a mescolare gli ingredienti in modo da infondere energia positiva e armonia al cibo : il movimento a spirale , movimento archetipo dell’universo…
Ti insegnavano a mangiare lento , con calma e concentrazione per  consapevolizzarti sia dei sapori che dell’energia sottile presente nel piatto.
Avevo  anche frequentato una scuola di naturopatia che mi ha lasciato un approccio di profondo rispetto per il cibo, per la natura e per tutte queste discipline di vita .
Purtroppo sentivo, in quei tempi, il peso di un certo atteggiamento “integralista” che non è assolutamente nelle mie corde! Ed è proprio per questo che piano piano, mi ero allontanata .
Questo però non ha significato dimenticare quello che avevo imparato anche in ambito culinario.
e ritrovare ingredienti amici tra le pagine di un giornale e tra i blogs, mi rende solo felice e mi fa ritornare la voglia di avere una dispensa più “natural” e salutare.


Ecco quindi che ho preparato queste zucchine ripiene , perfette anche da portare in ufficio come “schiscetta” (e su questo argomento, anch’esso moooolto trendy  farò presto un altro post…)
In pratica una “non-ricetta” veloce, pratica e anche buona!
Meglio utilizzare le zucchine tonde , sono più “comode” per contenere il ripieno e sono anche più belle da vedere ☺ 

Non indico quantità perché tutto dipende dalla grandezza delle zucchine e gli ingredienti aggiuntivi non hanno bisogno di un peso ben determinato.
l'unica nota che vi dò è che per queste zucchine di grandezza media ho utilizzato 200 gr di quinoa però ho avanzato un po' di ripieno (poco male ci farò delle polpettine...)

Ho tagliato in due le zucchine  e ho scavato la polpa tenendola da parte .
Ho fatto cuocere la quinoa in acqua (con poco sale) per circa 10 minuti (deve rimanere un po’ al dente)
In una padella ho fatto imbiondire uno spicchio d’aglio in due  cucchiai di olio d’oliva extravergine e ho fatto insaporire la polpa . Ho aggiunto un bel po’ di foglie di timo, sale e pepe.
In una pirofila coperta con carta forno ho messo le mie mezze zucchine . 
Alla polpa ho aggiunto del parmigiano grattugiato , sale e pepe e la  la quinoa scolata e ho riempito le mie zucchine.
Filo d’olio , altro formaggio e altro timo e per circa venti minuti in forno a 180°.




Buone calde ma anche fredde,  accompagnate con del formaggio  sono un pranzo eccellente e soprattutto salutare… 
Ricetta creativa in quanto il ripieno può essere modificato a piacere ,  arricchendolo di ingredienti o anche solo di profumi.




Ricetta con una forte valenza sottile per me…queste zucchine sono stato un dono della mia amica del lago e provengono dal suo orto : quindi valgono doppio!!!

Un buon "pain de campagne" ha accompagnato queste zucchine : farina che arriva dalla Francia (a d o r o!) regalo gradito di un'altra amica che si ricorda sempre di me e mi coccola con farine altre mille gourmandises francesi (visto che abita in Costa Azzurra...)



quindi sia zucchine che farina con un'energia sottile davvero grande : cibo buono per il corpo e per l'anima!

domenica 4 maggio 2014

SERATA "CROQUE MONSIEUR", ORMAI , UN CLASSICO... ;-)




Non c'è niente di più bello che invitare amici per cena, pranzo o ...pic-nic indoor ...
Spesso organizzo le serate "Croque Monsieur" ispirata da un libretto tanto ma tanto carino con idee per toast davvero sfiziose, facili e originali.
Il libretto in questione è questo qui:


image


Quindi per me e i miei amici le serate "croque" sono diventate oramai dei "classici"

La "conditio sine qua non" però  è fare il pane in casa, quindi non il pancarrè comperato e già questo rende il toast diverso.


L'altra sera quindi avevamo a disposizione un serie di pani da farcire e quindi il divertimento era assicurato! Scegliere la farcitura è davvero stimolante e creativo!

Come sempre la "mise en place" è una delle cose che più mi piace fare , sia si tratti da imbastire una tavola chic che una semplice ...ehm, tavola calda!

La serata "Croque Monsieur" l'avevo già fatta tempo fa e avevo disegnato le tovagliette su una carta da pacco (la banale millerighe avana...) 
Il soggetto scelto era un "monsieur" con tuba , baffi ed occhiali! Una mise davvero chic per dei "banali" toast!



La tovaglia  (sempre fatta dalla sottoscritta) era un tessuto ikea (I love) , uno scozzese bianco, grigio e nero che avevo trovato rustico ma nello stesso tempo elegante.

Quindi anche per questa seconda tornata di "Croque" dovevo inventarmi qualcosa...

Per comodità, avevo deciso di "disegnarmi" gli appunti delle varie farciture ,  su strisce di carta che avevo appeso al frigo (e devo dire che è stata un'idea davvero pratica!)
Con i ritagli della carta, mentre aspettavo i miei amici, mi sono messa a fare una sorta di "tickets" senza pensare che sarebbero diventati i segnaposto...


Ho iniziato a fare la scritta, poi ci ho messo una cornice e ,in alcuni, ho fatto alcune righe...
tagliati male e fatti in fretta avevano avuto l'aria vissuta che serviva per questa tavola informale!


Ho utilizzato, come sorta di piatto,  le bellissime "tavolette" di legno acquistate alla mitica Lidl (ad una cifra ...imbarazzante ) , ho appoggiato un tovagliolo marrone e...il ticket !
Serve davvero poco a fare un po' di scena!!

La cena con amici , se il numero lo consente, si fa  rigorosamente in cucina ! E così è1 stato !
In mezzo al tavolo una farinata appena sfornata con tocco  verde di rosmarino, da gustarsi come "aperitivo" mentre i croques si scaldavano.


La foto è stata scattata dalla sottoscritta con il cellulare (come tutte le altre e come sempre...) senza badare allo...style life :-( ...quindi presenti in ordine sparso (in tutti i sensi!!!):
uno strofinaccio a quadretti beige e bianco in mezzo a dx
rotolo dello scottex (orrore!!!) in mezzo verso sx
piega di tovaglia ,ehm, stirata di fretta in primo piano
bicchieri blu assolutamente fuori tinta

Anyway....la cenetta è stata un successo lo stesso, grazie anche ai miei amici del cuore che sanno rendere speciali anche dei banali toast...banali si fa per dire...

ecco quelli che abbiamo provato :

1 :croque con gorgonzola, pere, noci e creme franche
2: croque con wurstel, groviera, crema composta da : formaggio spalmabile con cipollotto ed erba cipollina
3: croque con mortadella, cetrioli tagliati fini fini e crema composta da : ricotta, prezzemolo, pistacchi
4 : croque con tacchino tagliato a fette sottili e guacamole 

Le fette di pane si intendono tutte imburrate  per bene prima di farcirle .
si può scegliere se :
scaldarli in una padellina , in questo caso imburrare anche il lati "esterni" che croccheranno alla grande 
o
scaldarli su una piastra di quelle a chiusura , tipo quelle dei bar. In questo caso non è necessario (ma non obbligatorio!) imburrare il lato esterno del toast.

Noi li abbiamo scaldati sulla piastra , chiacchierando nel frattempo con i nostri amici con i quali si decideva  di quale ricetta fare il bis...
Da bere , ovviamente , birra  , per me cruda ! La adoro!

Solo a scrivere questo post mi viene voglia di organizzare un'altra serata così...le ricette nel librino sono tante e invitanti...tutte da provare !




lunedì 3 febbraio 2014

PANE "SVEDESE" SUPER VELOX ...;-)


Premessa: deve piacere. Deve piacere il gusto "forte" del pane di segale e dei cerali. Deve piacere la consistenza un po' "umida" e compatta. Deve piacere un retrogusto caramelloso e amaro nello stesso tempo. E se tutte queste caratteristiche piacciono, bè, questo è il vostro pane.

Ho già detto che adoro l'ikea? Si l'ho già detto, forse una milionata di volte . Mi piace perché è semplice, lineare, alla moda, di gusto nordico, easy e ...facile.
Si è facile perché i mobili si montano facilmente (bè, abbastanza facilmente) , perché puoi trasformare casa con due cuscini e una tenda nuova che riesci a farti da sola anche se non sei una sarta, perché puoi portarti la cucina (intesa sia come mobili che come cibo!) svedese in casa usando i loro surgelati e,  per questo, io non mi formalizzo di certo.

La bottega svedese è quindi un appuntamento irrinunciabile per me. Acquisto soprattutto marmellate , farine e una bevanda al gusto di sambuco che mi piace un sacco e mi fa sentire molto sweeden !

Il pane di questo post ha questa confezione :



la cosa molto simpatica è la preparazione .

Aprite la scatola e troverete "polvere" di farina mista ai cereali . Le istruzioni dicono di aggiungere solo acqua direttamente nella confezione che terrete ben chiusa e agiterete al fine di amalgamare bene il tutto.
Si otterrà una sorta di "pastella" dalla consistenza simile alla polenta morbida.
Il tutto verrà versato in uno stampo  e dopo 45 minuti di riposo, si infornerà a 200° per un'ora .
Fine! Facile vero? E senza pericolo di insuccessi! Questo pane riesce sempre!

Questo pane è perfetto con burro freschissimo e salmone (per rimanere in tema ikea) ma io lo trovo ottimo per il patè, tanto che è già da qualche Natale che lo propongo ai miei famigliari  che lo hanno accolto con entusiasmo nonostante la diffidenza iniziale.

Si sposa bene con marmellate e creme di nocciola e tagliato a cubetti piccini e tuffato in una ciotola di caffellatte fa ritornar bambini regalando però un sapore nuovo, più deciso che lo trasformo in nuova idea per una colazione originale.

E' un pane sano e ricco di fibre e ha un colore very chic...
Insomma ottima ricetta , originale e di sicuro successo! Come inziare la settimana meglio di così???? Buona settimana a tutti voi

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