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martedì 21 giugno 2016

LE MIE MADELEINES E QUELLE DI PROUST





Certo che Proust l'aveva proprio indovinata ! Ma anche la Muriel Barbery nel suo stupendo "Estasi culinarie" rende perfettamente tutto il mondo che ci può essere dietro (o dentro...) ad un sapore, ad un profumo di un cibo della nostra memoria.
"Un sapore dimenticato, annidato nel più profondo di me stesso e che,..., si manifesta come l'unica verità che in vita mia sia stata detta "
(cit."Estasi culinarie" Muriel Barbery)



Nel mio caso di ricordi associati al cibo ne ho molti e, dubitavate?, quasi tutti legati a sapori dolci e alla mia nonna : dolci dai nomi "strani" come la "pinza", la "rosgnazza" e poi gli gnocchi con le susine conditi con burro, pane grattato e...zucchero!!!
Poi strudel e "palacinche" ... tradizioni mitteleuropee , triestine, istriane che si mischiavano e formavano il mio palato.
Il mio orizzonte culinario si è ampliato con gli anni con la passione per la cucina che mi aveva catturato a partire dai quindici anni circa. 
Prima ragazzina inappetente e poi curiosa e creativa tra i fornelli,  aiutata soprattutto da  mia nonna e da mia zia.
Mi è capitato anni fa di cimentarmi in un piatto tipico di mia nonna che non mangiavo da anni. Da quando lei non c'è più nessuno cucina piùle sue ricette mentre io ogni tanto ci provo . Non è facile perché lei non ha lasciato tracce scritte e dosi e metodi erano raccontati senza troppa precisone rimanendo un ricordo vago nella mia mente.
Non avevo mai pensato di riportare il tutto su un quaderno perché , per me, mia nonna era immortale e ci sarebbe sempre stata...
Quando avevo assaggiato quello che avevo preparato (erano gli gnocchi con le susine) avevo provato un'emozione immensa! Avevo percepito il sapore che mi ricordavo, che si era fissato nella mia mente e che ritornava , proprio in quel momento, forte e totalizzante .
Un sapore perduto ma subito ritrovato al primo morso : una vera estasi culinaria!

Le madeleines non fanno parte dei miei ricordi legati al cibo, ma mi son sempre piaciute per la loro forma simpatica e il loro morbido sapore.




Complice uno stampo stra bello regalo di una carissima amica, mi è venuta voglia di prepararle .
La ricetta è semplice e con le dosi che ho scritto mi sono venute quasi quaranta madeleines piccine .
Di ricette ce ne sono tante versioni, la mia è un mix di quelle che ho provato ed è diventata la mia ricetta "ufficiale" :-)
Fate fondere il burro  e montate  le uova con lo zucchero . Aggiungete il burro a filo mentre continuate a montare con la frusta (io aiutata dal mio fido KA) . Aggiungete quindi gli altri ingredienti con una spatola e delicatamente rendete il composto omogeneo senza smontarlo.
Imburrate lo stampo e versate l'impasto , aiutandovi con due cucchiai o cucchiaini, senza riempire troppo gli incavi.
Forno 180°-200° (dipende dal forno) per 10 minuti e poi abbassare a 180°-160° per altri 5-10 minuti.
Questo dovrebbe permettere la formazione della tipica "gobbetta" . A me non esce sempre ma il sapore non ne risente!



Ma quanto sono eleganti questi dolcetti? La memoria proustiana mi rimanda non ad assaggi dolci ma a tomi da leggere, non propriamente leggiadri e coinvolgenti... a parte la pagina , famosa, a loro dedicata .
Ve la scrivo così da avere le due versioni di questi dolcetti : la mia pratica e mangereccia e quella di Proust, colta e raffinata entrambe però accomunate da un'eleganza esibita con nonchalance


"Una sera d’inverno, appena rincasato, mia madre accorgendosi che avevo freddo, mi propose di prendere, contro la mia abitudine, un po’ di tè. Dapprima rifiutai, poi, non so perché, mutai parere. Mandò a prendere uno di quei dolci corti e paffuti, chiamati maddalene, che sembrano lo stampo della valva scanalata di una conchiglia di San Giacomo. E poco dopo, sentendomi triste per la giornata cupa e la prospettiva di un domani doloroso, portai macchinalmente alle labbra un cucchiaino del tè nel quale avevo lasciato inzuppare un pezzetto della maddalena. Ma appena la sorsata mescolata alle briciole del pasticcino toccò il mio palato, trasalii, attento al fenomeno straordinario che si svolgeva in me. Un delizioso piacere m’aveva invaso, isolato, senza nozione di causa. E subito, m’aveva reso indifferenti le vicessitudini, inoffensivi i rovesci, illusoria la brevità della vita inoffensivi i suoi disastri, illusoria la sua brevità, agendo nello stesso modo dell’amore, colmandomi di un’essenza preziosa: o meglio, quell’essenza non era dentro di me, io ero quell’essenzanon mi sentivo più mediocre, contingente, mortale. Da dove m’era potuta venire quella gioia violenta ? Sentivo che era connessa col gusto del tè e della maddalena. Ma lo superava infinitamente, non doveva essere della stessa natura. Da dove veniva ? Che senso aveva ? Dove fermarla ? Bevo una seconda sorsata, non ci trovo più nulla della prima, una terza che mi porta ancor meno della seconda. E tempo di smettere, la virtù della bevanda sembra diminuire. E’ chiaro che la verità che cerco non è in essa, ma in me. E’ stata lei a risvegliarla, ma non la conosce, e non può far altro che ripetere indefinitivamente, con la forza sempre crescente, quella medesima testimonianza che non so interpretare e che vorrei almeno essere in grado di richiederle e ritrovare intatta, a mia disposizione ( e proprio ora ), per uno schiarimento decisivo. Depongo la tazza e mi volgo al mio spirito. Tocca a lui trovare la verità…retrocedo mentalmente all’istante in cui ho preso la prima cucchiaiata di tè. Ritrovo il medesimo stato, senza alcuna nuova chiarezza. Chiedo al mio spirito uno sforzo di più…ma mi accorgo della fatica del mio spirito che non riesce; allora lo obbligo a prendersi quella distrazione che gli rifiutavo, a pensare ad altro, a rimettersi in forze prima di un supremo tentativo. Poi, per la seconda volta, fatto il vuoto davanti a lui, gli rimetto innanzi il sapore ancora recente di quella prima sorsata e sento in me il trasalimento di qualcosa che si sposta, che vorrebbe salire, che si è disormeggiato da una grande profondità; non so cosa sia, ma sale, lentamente; avverto la resistenza e odo il rumore degli spazi percorsi…All’improvviso il ricordo è davanti a me. Il gusto era quello del pezzetto di maddalena che a Combray, la domenica mattina, quando andavo a darle il buongiorno in camera sua, zia Leonia mi offriva dopo averlo inzuppato nel suo infuso di tè o di tiglio…."
("Dalla parte di Swann" - Marcel Proust)


martedì 31 maggio 2016

CHEESECAKE MERINGATA AL LIMONE : ODE ALL'ARMONIA COSMICA



Il modello di cheesecake che preferisco è quello senza cottura : questa per me è la cheesecake. Un dolce estivo, fresco che sa di sole e temperature miti.
Il caldo improvviso della settimana scorsa mi aveva ispirato per le due torte che avrei fatto per il we.
Una per sabato : cena a casa di amici per inaugurare la terrazza (prossimamente sul  blog )
Una per domenica : pranzo con i ragazzi ( i figli della famiglia allargata).

Che poi sia stato un we freddo e piovoso non diciamolo...oramai la spesa era stata fatta e così pure le torte preparate al sabato mattina iniziato con pallido sole che, sempre più pallido si è trasformato in temporale e quindi in pioggia torrenziale.

Ma questo fa parte del mio corredo cromosomico che prevede da sempre,  che nulla si incastri come dovrebbe! Ci sono abituata e non mi resta che adattarmi a questa dura realtà.


La prima cheesecake che vi racconto è questa : la meringata al limone.
Non è scenica? Proprio per questo, sfogliando il libro "Cheesecakes" di Hannah Miles, l' ho scelta!
A dire il vero i ciuffi di meringa erano diversi ma non ho ancora preso il "bocchettone" ad hoc e quindi ne ho utilizzato uno simile...

L'ho scelta anche per uno dei suoi ingredienti : il lemon curd. Non l'avevo mai assaggiato e mi incuriosiva. Non l'ho preparato "hand made" ma l'ho acquistato pronto.
Devo confessarvi che non mi fa impazzire ma io non amo in generale le torte troppo "limonose".
Però questa era davvero troppo intrigante da fare e in questa mi sono cimentata non senza un vago timore di...flop!



Gli ingredienti non sono pochi ma la ricetta , credete, è meno complessa di quello che sembra.

Ingredienti:

Per il guscio di biscotto:
300 gr di biscotti secchi tipo Digestive o integrali (per me biscotti secchi "normali")
150 gr di burro fuso
4 cucchiai (abbondanti) di lemon curd

Per il ripieno:
6 fogli di gelatina
300 gr di formaggio spalmabile
250 gr di ricotta
150 gr di panna acida (per me yogurt magro)
100 gr di zucchero
la scorza grattugiata e il succo di 2 limoni (medio piccoli)
60 ml di acqua

Per la copertura meringata:
150 gr di zucchero
60 gr di sciroppo di mais o golden syrup (per me golden syrup)
3 albumi

tortiera a cerniera di cm 23 di diametro , imburrata e rivestita di carta forno




Iniziare preparando il guscio e già qui io sono abbastanza imbranata. Devo scoprire il sistema per farlo regolare con lo stesso spessore sia per base che per i lati e se qualcuno di voi conosce il segreto vi prego di rendermi partecipe :-)
Tritare i biscotti nel robot da cucina per renderli fini . Versarli in una ciotola e unire il burro fuso. Mescolare, versate nella tortiera (imburrata e con carta forno) e formate il guscio foderando bene anche le pareti (almeno 3-4 cm) . Versate il lemon curd sulla base e mettete in frigorifero.

Ammollate i fogli di gelatina in acqua fredda. Lavorate il formaggio spalmabile, la ricotta, la panna acida (per me yogurt) e lo zucchero in una ciotola capiente fino ad ottenere un composto morbido e cremoso e unite la scorza del limone.

Mettete il succo del limone e 60 ml di acqua in una ciotola e scaldate a bagnomaria. Strizzate i fogli di gelatina e uniteli al succo di limone caldo mescolando finché non sono sciolti.
Passateli al setaccio e uniteli al composto di formaggio mescolando bene.

Versate il ripieno nel guscio e mettete in frigorifero per almeno 4-5 ore , meglio se tutta la notte .



Per la copertura meringata scaldate lo zucchero, lo sciroppo di mais (o golden syrup) e 4 cucchiai di acqua in un pentolino finché lo zucchero si scioglie e poi portate a bollore.
Montate a neve gli albumi. Versate lo sciroppo  di zucchero caldo negli albumi, poco alla volta e a filo, continuando a montare finché la meringa si raffredda ed è compatta e lucida. Ci vorranno circa 10 minuti.

Mettete la meringa nella tasca da pasticcere  e ricoprite la cheesecake di ciuffi alti. 
Colorite la meringa con il mitico (almeno per la sottoscritta!) cannello oppure mettetela sotto al grill caldo qualche minuto , fino a quando non si colora come desiderate.
Conservare la cheesecake in frigorifero se non la consumate subito.



Che dire? Per me è stata una soddisfazione creare  questa torta. E' stato bello vederla prendere forma passaggio dopo passaggio e ho raggiunto l'apoteosi nel momento in cui ho messo la meringa nella sac à poche e mi sono data alla pazza gioia creando simil girandole come se fossero rose, colorandole poi con il mio cannello, attrezzo che mi fa sentire una donna speciale in cucina!

La meringa preparata con questo sciroppo zuccheroso è buonissima! E' stata scambiata per soffice panna montata ed ha completato il mix di sapori e consistenze.

Dolce meringa, aspro limone, morbido ripieno, guscio croccante!

Contrasti che si bilanciano, opposti che si attraggono, diversità che si compensano per creare un'armonia cosmica che si percepisce fin dal primo assaggio e...costringe tutti, ebbene si, a chiedere il bis !!! 






domenica 3 gennaio 2016

LES CHOUQUETTES E UNA PICCOLA MANSARDA SUI TETTI...MOLTO, MOLTO FRANCESE ..CA VA SANS DIRE ...


Come primo post dell'anno non potevo non scegliere qualcosa di dolce.
Primo perché di dolci vivrei e poi perché queste couquettes sono semplici e trendy, caratteristiche che me le fanno amore ancora di più vista la mia vita sempre più avara di sano tempo per me e per le cose che amo.

Solo grazie a qualche giorno di vacanza ho ritrovato ritmi e atmosfere che avevo dimenticato e quando mi stavo abituando eccomi ripiombare nella quotidianità che assorbe e un pochino annulla...

vabbè, ma bando alle ciance (come si diceva ai miei tempi, a Paperopoli) veniamo alla ricetta

CHOUQUETTES

Ingredienti:
2 uova
50 gr di burro
75 gr di farina
30 gr granella di zucchero
20 cl di acqua
1 pizzico di sale

Versare il burro e l'acqua in un pentolino e mettere sul fuoco . Quando inizia a bollire togliere dal fornello versare la farina in una sola volta e iniziare a mescolare finché non si forma una palla elastica che si stacca facilmente dalle pareti della pentola. Aggiungere quindi le uova senza smettere di mescolare  ,una per volta: quando l'impasto ne assorbe una , aggiungete l'altra.Unire il sale.
A questo punto prendete una simpatica sac à poche . Se volete potete metterci una bocchetta creativa, altrimenti va benissimo anche semplicemente tagliata (poco) .

Rivestite una teglia con carta forno e, con la sac à poche formate delle piccole palline ,  posizionate , abbastanza distanziate una dall'altra.
Spolverizzare con la granella di zucchero.







Informate a 180° per circa 15 minuti e comunque controllate che gonfino bene e che non colorino troppo.

Le chouquettes hanno davvero una "francesità" inside che le rende molto chic!
Perfette per un tè con le amiche o servite con il caffè per concludere una cena. Anche tra varie prelibatezze per un brunch non sfigurano di certo !
Sono veloci da fare, carine da vedere, buone da mangiare, riescono sempre (credetemi!) e fanno una gran scena!

Ricettina veloce e senza impegno per iniziare il 2016 su questo mio piccolo blog , troppo trascurato, a dire il vero.
Ubi maior...e quindi i miei passaggi da queste parti rischieranno di essere molto, molto sporadici ... 
Per fortuna però  avrò un altro piccolo luogo virtuale in cui poter esprimere le mie passioni :  la cucina, i libri, il design, la moda, le tendenze ...

Ci sarà una mansarda che vi aspetterà ogni mese sulla rivista "Fior fiore in cucina" .
Ci  saranno i miei disegni, i miei dolci, ci sarà anche Eu, il mio gatto egoista ispiratore di questo blog. Si parlerà di design (adoro!!) , di cucina, ovvio, e di tante altre cose...
Un po' qui, un po' sui social e un po' in mansarda potremo continuare a "vederci" e a chiacchierare come "ai tempi".

Vi aspetto.

A presto






sabato 20 giugno 2015

ANCORA UNA TORTA DI MELE...MELOSISSIMA :-)


Ancora una torta di mele.
Mi ritrovo sempre, quasi sempre, a far torte con le mele. Perché? Voglio capire…
Diciamo che per me la torta di mele è la torta per antonomasia , quindi ok. Poi sono per lo più ricette facili e veloci, ok.  Le mele le ho a casa quasi sempre, ok. 

Diciamo che sono già tre buoni motivi aggiungendo che : faccio fatica a trovare spazio per me in cucina e faccio fatica a trovare tempo per fare spese mirate a ricette pensate e studiate.
Inoltre ,per me, la scelta di fare un dolce è spesso dettata da un bisogno impellente di comfort food, una necessità vitale di cose dolci, il bisogno di una caketherapy  immediata, quindi devo preparare una torta “hic et nunc"!

Quale soluzione migliore di una torta di mele? E aggiungiamoci anche queste libro bellissimo , regalo di un’amica specialissima . Libro che sfoglio e risfoglio mille volte perché anche solo a far così sto bene.


Morale: temporale in arrivo. Faccio una torta di mele. Semplice.

Ingredienti:
8 mele
250 gr di zucchero (ma la prossima volta ne metterò molto meno…per il mio gusto ,  150 gr sono sufficienti )
4 uova
Un cucchiaino di estratto di vaniglia
165 gr di farina setacciata
Zucchero a velo per guarnire (facoltativo)

Foderare una tortiera dai bordi alti di 24 cm di diametro. Sbucciare le mele e tagliare a tocchetti: metterli direttamente nella teglia che si riempirà per bene.
In una ciotola mettere le uova con lo zucchero e montare ben bene . Aggiungere l’estratto di  vaniglia e la farina.
Rovesciare questa sorta di pastella densa sulle mele . Picchiare il fondo della tortiera in modo che l’impasto si distribuisca bene.
Forno 180° per un’ora.
Dopo circa 10 minuti  ho coperto la superficie con un foglio di alluminio perché si stava già bruciando : regolatevi con i vostri forni.

Far raffreddare bene prima di sfornare la torta . la mia l’ho capovolta e cosparsa di zucchero a velo.

L’ho mangiata tiepida e mi è piaciuta un sacco.
Come potrete notare non c'è lievito: la torta rimane bella alta solo grazie alle mele.
E’ una torta “melosissima” , morbida e dolcissima: quello che ci vuole se avete bisogno di coccole zuccherose .



La mela ha un sapore confortevole e sicuro, proprio quello di cui ho bisogno ora.

Chiudo gli occhi mentre mi gusto la mia morbida fetta pronta a riconoscere il gusto inconfondibile che però mi sorprende sempre : la mela diventa dolce, asprigna, croccante, farinosa, compatta, aromatica ... in ogni dolce che preparo si trasforma : è sempre lei ma è comunque sempre diversa e buona.

E per finire questa mia "ode alla mela" ecco  un "petit exctrait" di un testo scritto da Karl Legeay per il "Carnet de croqueur de pommes" :

La meilleure amie de l'homme
c'est la pomme
le meilleur ami de l'humanité
c'est le pommier

Traduzione:

La migliore amica dell'uomo
è la mela
il migliore amico dell'umanità
il melo






domenica 8 marzo 2015

UN PAN BRIOCHE PERFETTO PER ME : IL PAN BRIOCHE PER TIPI PIGRI ;-)


Che la colazione sia il mio pasto preferito non è certo un segreto e se riesco anche a preparare un dolce da mangiare al mattino appena sveglia, allora è PERFETTA!
Tra le mie mille passioni ci sono i lievitati : pani e dolci.
Purtroppo ho spesso l'inconveniente di non avere il tempo necessario per dedicarmi a queste preparazioni che richiedono attenzione, pazienza e ore (tante) a disposizione.

Ma ogni tanto ce la faccio e, complice un libro che amo, sono riuscita a regalarmi questo favoloso pan brioche che mi renderà il lunedì meno difficile del solito .

Il libro è "Fragole a merenda" , libro che tengo sul comodino perché lo trovo non solo un libro di cucina ricco di ricette una più invitante dell'altra, ma anche un libro da leggere piacevolmente grazie alle sue pagine ricche di aneddoti e storie perfette come lettura serale per assicurarmi sogni sereni!
Il mix di foto bellissime , di ricette e di scrittura scorrevole, lo trovo assolutamente vincente. Posso aprire una pagina a caso e iniziare a leggere simpatici racconti oppure posso trovare  una di quelle immagini in cui perdermi (non dimentichiamo che la maggior parte sono foto di dolci!!!) e pianificare quando e come proverò quei biscotti o quel pane .


Quindi questa mattina dovevo assolutamente preparare la ricetta letta la sera prima che mi aveva colpito dal titolo:
"Pan brioche per tipi pigri". Ma allora è il mio, e la  prova ve la fornisco subito :
ecco qui la pagina con la ricetta e gli ingredienti a riprova che la mia indole "vagamente" pigra mi ha suggerito di fare una foto, piuttosto che trascrivere il tutto! ;-)


Grazie a questa foto ci sono anche i consigli dell'autrice , Sabrine d'Aubergine, particolare assolutamente da non sottovalutare!



Ed eccolo qui il mio impasto non impastato che lievita coperto dalla pellicola e da uno strofinaccio "ad hoc" :-)
Ma mentre preparavo questo pan brioche mi era venuto in mente che non avrei potuto rispettare i tempi di lievitazione in quanto avevamo previsto una piacevole gita al lago con amici con il conseguente aumento di ore a lei dedicati!
Ahi ahi...il mio povero pan brioche era a rischio di "flop" ma, da donna fiduciosa e ottimista (quale, di solito non sono!) ho confidato nell'impasto (quasi) certa di non sbagliarmi!

Appena rientrati  a casa  ho subito controllato la mia ciotola che mi ha regalato comunque un lievitato degno di questo nome! Un po' grumoso ma comunque morbido e facile da impastare e da trasformare in tre palle che ho riposto nello stampo.

Ho spennellato la superficie con latte anziché uova sbattute perché mi ero dimenticata di tenerne da parte un poco di quelle usate e l'ho infornato per i tempi indicati.


Ed ecco il risultato! Direi niente male! Ovviamente l'ho assaggiato e l'ho trovato perfetto.

Domani mattina me ne taglierò una fetta che farcirò con marmellata o con crema di nocciole e me la gusterò con il mio amato tè. 
Di certo domani sarà un lunedì dall'incipit piacevole che mi servirà ad affrontare meglio la giornata e la settimana!

Faccio parte delle persone che soffrono di "sindrome da lunedì": fin dai tempi del liceo, per me, la domenica notte è praticamente insonne al pensiero della settimana che inizia...

Confido in questo pan brioche per rendermi meno "blue" questo lunedì ...
Auguro invece a tutti voi : buona settimana!




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