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giovedì 29 settembre 2016

COLORI E ISPIRAZIONI FASHION MOLTO ORIGINALI :-) PER QUESTA TORTA COPIATA ...


Il viola non è proprio il mio colore preferito ma spesso, tra le sue mille sfumature, ritrovo tinte che mi piacciono : un bordeaux "antico" oppure quel viola scurissimo che assomiglia al nero.
La prugna  ben rappresenta questo insieme e la dimostrazione è proprio questa torta che trasforma il viola "primordiale" di questo frutto in un rossiccio autunnale che mi piace tanto.

Torta copiata da questo SITO bellissimo proprietà di una signora bravissima, anzi di più...: Pandolcealcioccolato : blog sempre fonte di ispirazione per me, con ricette  che non potrò mai eguagliare ma che mi accontento di "copiare" !

Questa è la Torta all'acqua con le prugne  (ricetta che vi copio-incollo direttamente ):

Ingredienti
(per una ciambella da 24cm)

250g di farina 0
250g di zucchero di canna chiaro
3 uova grandi bio (a temperatura ambiente)
130g di olio di semi di Girasole
130g di acqua (a temperatura ambiente)
la scorza di un limone non trattato (o un cucchiaio di Rum)
10g di lievito in polvere
prugne fresche q.b.
zucchero di canna chiaro q.b.

Procedimento


Per prima cosa imburrare e infarinare lo stampo scelto (nota mia: io ho foderato la base della tortiera con la carta forno) . Lavare e asciugare le prugne, tagliarle a metà ed eliminare il nocciolo; adagiarle sul fondo della teglia e cospargere q.b. con dello zucchero di canna chiaro. Nella ciotola della planetaria (o con delle fruste elettriche), montare le uova con lo zucchero, si dovrà ottenere un composto ben areato, gonfio e spumoso, dal colore giallo chiaro; questo passaggio sarà fondamentale per ottenere una ciambella sofficissima, quindi non avere fretta di terminare il primo passaggio. Una volta che uova e zucchero saranno pronti, unire l' olio a filo e di seguito l' acqua. Amalgamare delicatamente, unire poi la farina e il lievito setacciati insieme, la scorza del limone (o il cucchiaio di rum). Amalgamare ancora praticando movimenti lenti, dal basso verso l' alto. Versare il composto nello stampo (sopra le prugne quindi) e cuocere in forno preriscaldato a 180°C per 45 minuti circa (farà fede la prova dello stecchino di legno). Sfornare e lasciare intiepidire; sformare, capovolgere e servire.




Mentre ordinavo le mezze susine dentro alla teglia mi perdevo già tra questi colori e stavo bene. Spesso al piacere puro di cucinare aggiungo quello cromatico in cui "sguazzo" felice.
Nessun bisticcio di colore per questo insieme molto autunnale, profumato e, perché no?, elegante.


Ma a felicità si aggiunge altra felicità quando mi capita di rovesciare impasti morbidi e voluttuosi dalla ciotola del mio fedele KA a tortiere ansiose di ricevere dolcezza.


E poi che dire di cosa si prova quando, sformando un dolce, si constata la leggerezza, la morbidezza ed, ebbene si, l'altezza del suddetto? Altra felicità!

L'ho assaggiata subito ed ho avuto la conferma che sapevo : questo è proprio il genere di torte che amo. Semplice , che sa "di casa" ma che è anche bella da vedere nel suo aspetto rustico ma chic.

Non ho potuto non condividerla con chi di "sciccheria" se ne intende : due carissime amiche proprietarie di un negozio di abiti molto glam della mia città. Chi meglio di loro poteva apprezzare la classe nascosta di questa torta?



E ispirata da questo clima  chic e di classe, ho inventato questo look che vi propongo.
Tessuti preziosi come la seta per una camicetta romantica e vagamente ottocentesca  e il taffetà stampato con posate antiche, per una gonna di fantasia arricchita con  grandissimi fiocchi di velluto...
Bè fantasia fino ad un certo punto perché vi confesso che io una gonna così la indosserei davvero, voi no ? ;-)



lunedì 9 maggio 2016

SONO CREATIVA PER COLPA DELLA VITA ;-) : CROSTATA AL CIOCCOLATO MELE E MARMELLATA D'ARANCIA "INVENTATA" AL VOLO...


Questa è stata la torta per il mio recentissimo compleanno : una torta che non dovevo fare , avendo deciso (strano ma vero) che sarei andata in pasticceria ed avrei acquistato una torta "standard" da compleanno (come le chiamo io) : pan di spagna, creme varie e immancabili frizzi e lazzi di panna.

Ma ultimamente (ehm, da sempre) quando decido o credo in qualcosa, automaticamente una sorta di energia contrastante, fa sì che accada l'esatto contrario.

Questa "simpatica"  costante di vita, mi ha fatto riflettere ultimamente  più di quanto io non faccia di solito.
Diciamo che il detto "la necessità aguzza l'ingegno" nel mio caso potrebbe trasformarsi in "i contrattempi della vita aguzzano la creatività".

Mi sono sorpresa a ricordare che anche i miei primissimi disegni  (avevo circa vent'anni) non erano scaturiti dal sacro fuoco dell'arte ma semplicemente dall'esigenza di trovare, dalla sera alla mattina, qualcuno che disegnasse gli inviti per una grigliata in piscina e mi ero trovata in quelle simpatiche situazioni in cui ci si caccia quando non si è capaci di dire "no" : " dai Robi disegna tu qualcosa!!!"
" io??? ma non sono capace..."
"ma si che sei capace ..."
e così iniziò la mia "carriera artistica" fatta sempre ( e sottolineo il "sempre") di urgenze dell'ultimo minuto.
"oggi compie gli anni mia mamma!!! mi disegni qualcosa per un biglietto!!!???"
"devo organizzare i compleanno della mia bambina mi dai una mano?", ovviamente due giorni prima!
Fino ad arrivare al fatidico periodo asilo-scuola, di mia figlia in cui ho realizzato/disegnato opuscoli per la scuola di  musica, inviti per i saggi di fine anno, dipinto magliette per balletti e recite ....
ovviamente tutto "al volo".

Volente o nolente la mia creatività doveva saltar fuori e quindi , con il tempo, mi sono "abituata" a considerarmi una "creativa". Ovviamente la cosa mi piaceva ( e mi piace) e più disegnavo "cose" più mi appassionavo...

Il passaggio dai disegni alla cucina è stato un attimo! La mia passione culinaria si è arricchita di versioni personali delle più note ricette , non tanto per ispirazioni cosmiche ma per , ehm , altri motivi ...
"ma dov'è il mascarpone ? dove ho messo il mascarpone !!!" quando dovevo preparare il tiramisù, oppure "Noooooo, scusate ma qualcuno ha finito il burro e non l'ha detto?????" quando dovevo fare una bella crostata ...
e così via. Situazioni simpaticamente imbarazzanti che mi hanno costretto ad inventarmi alternative , sempre in tempi strettissimi .

Avete presente quei film d'azione in cui c'è sempre quel maledetto timer che vi lascia solo pochi minuti per salvare il mondo? Ecco, la mia vita è stata spesso costellata da questi "timer" in ogni ambito : artistico, culinario, personale, lavorativo...

La creatività doveva saltar fuori.



Anche adesso urge un nuovo "esercizio filosofico molto creativo" . La causa : l'ennesimo cambio di vita (lavorativa) davvero epocale. A dire il vero dovrei cambiare aggettivo perché "epocale" lo sto già usando da diversi anni ( e il mio blog ne è la conferma) . "Epocale" lo si dice di un avvenimento straordinario, unico, raramente ripetibile...invece per me questa parola sta perdendo la sua connotazione di eccezionalità e sta prendendo quella di "ordinaria amministrazione" e vi assicuro che non è proprio bello , avendo inoltre questi "cambi" sempre una dose di "rotture di scatole" e "fastidi" abbastanza importanti ...(n.d.r.:"rotture di scatole" e "fastidi" sono eufemismi !!!)

Mentre preparavo questa torta pensavo a tutto questo insieme al fatto che la serata tranquilla con torta da pasticceria (= sbattimento zero) post parrucchiere si era trasformata in cena con figli (piacevolissima cosa per carità) e , ovviamente, torta fatta in casa perché quando ci sono loro amo preparare qualcosa fatto da me .
Si ma con cosa??? Rapido sguardo in dispensa e in frigorifero.
Burro  c'è (dai tempi ne tengo sempre quantità industriali che surgelo per non rischiare di rimanere senza )
farina: idem (di tutti i tipi, le forze, i colori)
cacaco-cioccolato: celo (non potrei farne senza. è il mio prozac ;-)

E poi? Poi , tra gli scaffali in cucina, vedo una marmellata di arance (made Ikea : mi piace un sacco! La trovo dolce -amara il giusto): la prendo.
Quali sono i dolci che amo di più? Ma quelli con le mele! Et voilà pure le mele avevo!





Quindi ecco qui la ricetta inventata "al volo" :

Ingredienti:
100 gr burro
150 gr farina
50 gr cacao amaro
100 gr zucchero
1 uovo intero
la punta di un cucchiaino di lievito per dolci
pizzico di sale
quasi 1 vasetto di marmellata di arance
2 mele tagliate a fini

Teglia diam. 24 cm - forno 180° - 30-40 minuti (dipende dal forno)

Preparare la pasta frolla : ho messo nella planetaria la farina, il cacao, lo zucchero, sale, il lievito e il burro a pezzetti. Ho utilizzato il gancio a foglia e ho reso il tutto un composto vagamente bricioloso. Ho aggiunto quindi l'uovo . Ho formato una palla (un po' schiacciata ) che ho fatto riposare in frigo mezz'ora circa.
Nel frattempo ho sbucciato e tagliato con la mandolina le mele .
Ho steso la pasta e ho rivestito una teglia imburrata (o coperta con carta forno). 
Ho steso uno strato abbondante di marmellata di arance che ho ricoperto poi con le mele. Mi è rimasto circa un terzo del vasetto di marmellata che ho allungato con un po' d'acqua per renderla leggermente più liquida e con questa ho ricoperto le mele.
Dato che mi era avanzata un po' di pasta frolla ho decorato con cuoricini (aggiunta artistica dettata dal fatto che non volevo buttar via quel poco di pasta...)
Forno a 180° e, per me , cottura di trentacinque minuti (dipende dal  vostro forno).

Devo ammettere che "correggere" la vita con la creatività non è brutta cosa, anzi! Aiutata sicuramente anche da geni famigliari molto "artistici" non poteva essere altrimenti per me! Ho una famiglia "creativa" in tutti i sensi: nel senso letterale del termine e anche nel senso di "originalità" :-)
Dalla mia carissima nonna , ai miei zii e infine anche in me scorre questa vena che ha trovato in tutti noi strade diverse: che sia stata la pittura vera e propria, la cucina, la moda, oppure un carattere particolare è un po' "bizzarro" ,ognuno di noi ha manifestato così la sua risposta alla vita. Eh, si perché in questa bella famiglia non è stato tutto semplice, anzi! Ma questa è un'altra storia, una vera e propria saga troppo lunga per essere anche solo accennata  e io la continuo grazie ai continui spunti che la vita mi dà ...eh, si son fortune !!! 




lunedì 28 marzo 2016

SBRICIOLOSA ALLA CREMA DI FRAGOLE E...MA QUANTE TORTIERE HO???


Di solito, al sabato sera, organizziamo cene informali tra noi amici. A volte siamo invitati, a volte invitiamo. Ogni volta ci sono ricette da "testare", ricette da condividere, ricette da copiare...
Questa torta è una torta che aveva portato la mia amica Rita ad una di queste cene . Buonissima e gradevolissima : croccante fuori e morbida dentro e subito avevo chiesto info  in merito. Lei , precisa come sempre, mi aveva dato sito/blog di riferimento, dosi e tempi che però la sottoscritta ha dovuto "rivisitare ".
Eh si, perché ho dovuto fare delle modifiche in corso d'opera che vi racconto e che purtroppo non mi consentono di essere precisa in merito alle dosi...
Ma andiamo con ordine.
Per Pasqua invece della colomba, che non amo particolarmente , volevo fare un dolce casalingo e diverso. Sfogliando i miei foglietti con ricette (ebbene si, nonostante l'era tecnologica io rimango legata anche a questi mezzi "antichi"...), vagando tra blog e libri di cucina, mi era venuta in mente questa torta che mi era sembrata perfetta : una pseudo frolla sbriciolosa e una crema con fragole che fanno sempre primavera, almeno per me!


Questa la ricetta "original":
TORTA SBRISOLA RICOTTA E FRAGOLE
Ingredienti per uno stampo da 20 cm:
300 g farina 00
100 g zucchero semolato
1 presa di sale
1 bustina di vanillina
1 bustina di lievito per dolci
100 g burro fuso
1 uovo

Per la crema alla ricotta:
350 g ricotta
50 g zucchero semolato
un pizzico di vanillina
1 uovo
200 g fragole

Preriscaldate il forno a 180°. Foderate uno stampo a cerniera con della carta forno (solo il fondo) Preparate la base sbriciolosa mescolando insieme la farina con lo zucchero, il sale, la vanillina ed il lievito. Unite il burro fuso e lavorate con un cucchiaio di legno o a mano. Unite un uovo sbattuto e continuate a mescolare il composto. Dovrete ottenere un impasto sgretolato e sabbioso. Provate a lavorarlo anche a mano per creare delle briciole di dimensioni diverse. Mettete da parte.
Per la crema alla ricotta, unite alla ricotta lo zucchero, la vanillina e l’uovo. Mescolate ed amalgamate per bene con un frusta a mano. Lavate e tagliate a pezzetti le fragole ed unite alla crema di ricotta.
Componete la sbriciolosa in questa maniera. Sul fondo dello stampo create uno strato di un cm di briciole. Compattate leggermente e non troppo, tanto le briciole si espanderanno e si uniranno tra loro in maniera grossolana. Versate al centro la crema di ricotta e con l’aiuto di un cucchiaio spalmatela senza coprire i bordi. La crema dovrà lasciare uno spazio attorno senza toccare il bordo dello stampo. Adesso coprire il tutto con le restanti briciole e come vedrete cadranno anche nello spazio che avevate lasciato vuoto, creando così il bordo della nostra sbriciolata. Infornate a 180° per 40 minuti. Attenzioni alla cottura in superficie. Eventualmente coprire con un foglio di alluminio. Sfornate e fate raffreddare anche un paio di ore di frigorifero così che la crema si solidifichi meglio e sia più facile affettarla.

Mi sono messa all'opera seguendo quanto sopra ma, al momento di "allestire" la torta pre-forno, mi sono accorta che la crema alla ricotta e fragole era tantissima per essere il ripieno di una tortiera diam. 20 cm e quindi ho preso , al volo,  quella da diam. 22 cm.
Ovviamente la "sbriciolata" non sarebbe stata sufficiente e quindi ho preparato, assolutamente ad occhio, una sorta di crumble aggiuntivo con farina e burro (diciamo circa 100 gr farina e 80 gr burro...) e l'ho aggiunto a quello che avevo preparato.
Sostanzialmente il concetto della ricetta è rimasto tale ma probabilmente la parte "biscottosa" è stata resa differente dalla mia variante.

Ecco la mia "versione" in cui ho anche omesso le bustine di vanillina (che non amo) 




La torta, nonostante tutto, è  venuta bene e, soprattutto,  è piaciuta!


Ho ovviamente chiesto alla mia amica come si era regolata con le dosi e lei mi ha detto che, avendo un'unica tortiera a cerniera dal diametro di circa 22-24 cm, quella aveva usato e ovviamente non aveva avuto problemi! Inoltre, aveva fatto uno strato di base molto più sottile del mio (da qui anche il fatto che a me la sbriciolata era  assolutamente insufficiente a coprire la crema) ...

Le avevo detto: " solo una tortiera a cerniera? ma come fai?"
Ma nello stesso momento in cui lo dicevo avevo pensato al mio "antro" delle tortiere&C , con un po' di vergogna e di vaga preoccupazione : vuoi mai che sia io ad essere un "filo" esagerata ?
Di tortiere a cerniera ne ho da 12 -18-20 -22- 26 cm , per non parlare della quantità di teglie con fondo amovibile o meno, tonde, quadrate, rettangolari...poi ci sono le pirofile di varie misure e dai bordi di varie altezze...bè poi ci sono gli stampi per dolci da quelli classici da torta a quelli per plumcake, muffins, madeleines, cannellés, ciambelline...

Mamma mia, ma quanti ne ho??? Ho pensato a mia nonna che con due teglie e una tortiera riusciva a fare di tutto : sempre perfetto, sempre buono. Mi è venuta in mente la Rachel Khoo che aveva iniziato a cucinare  (e a diventare famosa) nella sua mini cucina parigina (adorabile) con una piastra con due fuochi e un fornetto (che sarà stato certo super professionale ma fornetto era!)sfornando delizie!



Eppure nonostante queste considerazioni non riesco a trattenermi dall'acquistare qualsiasi oggetto che serva per cucinare, soprattutto dolci!

In questo caso, mi spiace ma il concetto del "Less is more" , a me tanto caro, non mi coinvolge ;-) , anzi, ho pensato che potrei rifare questa torta utilizzando uno stampo per mini tortine, preso anni e anni fa e, ma guarda?, mai utilizzato...

Il mio "antro" è una fonte inesauribile di ispirazione e sorprese e per fortuna che ogni tanto sono costretta ad utilizzare tortiere diverse (vedi in questa occasione) sentendomi pienamente soddisfatta nell'avere "quella volta là" acquistato "quello stampo speciale lì" per cucinare "forse" quella ricetta ... 

Però la mia amica Rita mi ha dato soddisfazione ! Questo week end, quando ci siamo viste per la solita cena mi dice: "Ma lo sai? Oggi c'era il negozio X che svendeva tutto e sai cos'ho comprato? una favolosa tortiera quadrata dal fondo amovibile!!! non ce l'avevo ancora ..."
E io l'ho guardata con occhietto furbetto con scintilla da manga giapponese : ah ah ah, caduta anche lei nella rete!!!
Ovviamente ho ritrovato nei suoi occhi la stessa scintilla manga che ha confermato (se mai ce ne fosse bisogno) il nostro feeling unico e imperituro !









domenica 20 marzo 2016

DELIZIOSA TORTA AGLI AMARETTI E...AMORE





Sempre durante il mio scorso week end da “delirio culinario” non potevo non cucinare un dolce.
Anzi a dire il vero da una ricetta ho ricavato ben tre torte.


Di certo son venute più basse dell’originale ma devo dire che sono perfette anche così.
La torta è una video ricetta (carinissima) di "A Gipsy in the Kitchen", blog che seguo e che trovo molto ricco di spunti.
La “proprietaria” è una persona che mi ispira per la sua freschezza e simpatia e mi piacciono le cose che fa, che scrive, che organizza…
Prima di passare alla ricetta un grazie doveroso a chi mi ha ispirato: qui il link a questo blog molto carino e piacevole che , sono certa, molti di voi conosceranno già : A Gipsy in the Kitchen.


Torta agli amaretti

200 gr di farina
200 gr di burro
200 gr di zucchero
200 gr di amaretti
200 gr di gocce di cioccolato (io ne ho messi 100 gr perché mi son sbagliata…ed è strano che io lesini proprio sul cioccolato! Mah?)
4 uova
Un pizzico di lievito

Montare con le fruste le 4 uova intere con lo zucchero (a me ha aiutato il fido KA). Nel frattempo sbriciolare gli amaretti e far fondere il burro ( io nel microonde, circa 1 minuto)
Versare quindi tutti gli ingredienti nella planetaria (o in una ciotola) tranne le gocce di cioccolato.
Una volta amalgamato il tutto, aggiungere le gocce di cioccolato sempre mescolando.
Imburrare una tortiera a cerniera da 24/26 e cuocere in forno a 180° per circa 40 minuti. Controllare perché ogni forno ha il suo carattere!

Invece di fare una torta io ne ho fatte tre : ho utilizzato tre tortiere a cerniera : una diametro cm 18 , una cm 16 e una piccina da cm 12.
Ho suddiviso l’impasto in modo da formare tre torte alte circa due dita/due dita e mezzo.
Ovviamente i miei tempi di cottura sono stato leggermente diversi : circa 20/30 minuti a seconda della tortiera che avevo infornato.
Sempre valida la prova stecchino!




Ho deciso poi di “disegnare” un cuore con lo zucchero a velo perché questa torta l’ho fatta soprattutto per i miei genitori che son vecchini e non sono proprio in forma. Li adoro e ho voluto racchiudere in questo dolce un po’ del mio amore…
Un’altra torta per una loro vicina di casa, che, gentilmente, si prende cura di loro quando non posso farlo io. Che sia fare la spesa o un saluto per bere insieme a loro un caffè. Piccoli gesti e presenze importanti , amicizie vere e condivisioni di vita che meritano un piccolo pensiero dolce.
E poi una piccina per me, perché son golosa e perché questa torta mi incuriosiva visto che amo gli amaretti! A me è piaciuta tantissimo! Gli amaretti donano un sapore originale e una piacevole consistenza finale a questa semplice torta.



E anche questa ricetta entrerà a far parte di quelle che rifarò di sicuro : veloce, facile ma soprattutto stra buona! Ma non solo! Secondo me si presta a possibili varianti : tipo ricoperta di svenevole cioccolata, assolutamente da provare!!!



domenica 29 marzo 2015

BEN ARRIVATA PRIMAVERA : TORTA AL LIMONE CON LA PENTOLA FORNETTO






Ancora lei : la pentola fornetto! Ebbene si, grazie a Giuliana del blog "Di cuore", da quando me l' ha fatta conoscere, sforno torte soffici, alte come non mai ma soprattutto , buonissime!!
E poi, ma quanto belle sono??
Questa, al limone, la definirei, "country chic"! I suoi ingredienti sono semplici e basic, l'aspetto è "tradizionale" , con il calore tipico delle cose "di campagna".
 Anche un semplice ciambellone diventa  elegante e perfetto non solo per una merende per i bambini ma anche per un tè con le amiche o per un brunch domenicale, com'è stato per la sottoscritta che ha festeggiato questo clima primaverile gustando qualche ( eh, si una sola non basta!!) fetta, questa mattina!

La ricetta è copiata  da quella di Giuliana e riportata qui, ma se volete ammirare il suo capolavoro vi consiglio di andare a vedere il post originale e a gustarvi il suo delizioso blog!



Come potete notare non ci sono uova quindi la magia è ancor più grande!

Ho preparato anche una glassa al limone al volo e con questo intendo senza dosi precise ma solo "sensazioni" : succo di limone (abbastanza) e zucchero a velo, emulsionati e poi fatti colare voluttuosamente sopra alla torta.
Ho aggiunto una coreografica pioggia di granella di zucchero e semi di papavero e la mia torta è diventata molto country chic!




Come potete notare da quest'ultima foto l'abbiamo gustata alla grande e confesso che non ci siamo fermati qui...;-)


sabato 14 marzo 2015

LA TORTA DEL BABBO...ANCHE SE PER ME E' DA SEMPRE LA TORTA DI PERE DELLA ZIA LERU


Ci sono dolci che non sono semplicemente "dolci". Non solo mero risultato di alchimie di ingredienti noti: burro, farina, zucchero uova e...pere.
No, questa torta è molto ma molto di più. Per me.
Devo ritornare indietro nel tempo e nemmeno di poco.
Ero una bambina di circa cinque o sei anni e come sempre trascorrevo qualche giorno al "mio" lago: il lago di Como (ramo di Lecco) in una delle case che ho amato e amo di più.

Ero insieme ai miei adorati zii e sapevo che mi sarei divertita  un sacco con mio zio, "bambino" inside, e avrei mangiato cose prelibate cucinate dalla mia zia Leru, cuoca eccellente e  mia zia preferita!

E proprio tra i mille manicaretti avevo assaggiato per la prima volta questa torta buonissima che da allora si è impressa nella mia mente e sarebbe diventata, per me,  la torta per eccellenza , una delle mie tante  madeleines di proustiana memoria.




Questa torta, in realtà, non è farina (giusto per rimanere in tema) del sacco della zia Leru ma è una ricetta di sua suocera (tipa "peperina" ma che era un'ottima cuoca) toscanaccia come suo marito e , ovviamente mio zio , il loro figliolo .
Il nome "ufficiale" di questo dolce è : "la torta del babbo", perché era la torta preferita del papà di mio zio (n.d.r.:cosa che ho scoperto pochi giorni fa!)

Ai tempi, nella casa al lago ci si ritrovava tutti, suoceri di mia zia compresi e quindi era d'obbligo preparare questa pseudo crostata visto che "il babbo" voleva solo questa!
E io ero ben felice di gustarne fette generose che sapevano di pere e di crema ma anche di giornate a scorrazzare tra i prati, di passeggiate tra gli ulivi con viste del lago mozzafiato, di partite a carte (si giocava a "famiglia" con carte che avevano come illustrazioni le farfalle...carte che sono ancora nei cassetti del mobile in cucina ), di serate piene di lucciole e di grilli canterini, di libertà di giocare , andare e venire in questo paesino senza auto e senza pericoli...

Per tanti anni l'avevo gustata con immenso piacere  ma era da tanto , troppo tempo che non la mangiavo e, pensandoci bene,  non avevo mai avuto la ricetta!

Una telefonata alla mia zia Leru ed ecco qui gli ingredienti ed esecuzione :

- Ciao zia come va? volevo chiederti la ricetta di quella buonissima crostata con le pere che facevi al lago ai tempi, ti ricordi?
- Robertina!!! (ehm, si mia zia mi chiama così...) Ti stavo pensando! Ma certo che mi ricordo della torta, l'ho fatto proprio qualche giorno fa...non è una crostata però...
- si vabbè...
- è la torta del babbo..
- del babbo?Ma dai? Per me è da sempre la tua torta di pere!!!
- eh no, è la sua !  la si faceva perché piaceva a lui. Era d'obbligo farla altrimenti lui se la prendeva! diceva : Io voglio la mi torta! e allora si doveva prepararla...
- la vorrei fare , mi dici gli ingredienti?
- Aspetta che vado a prendere il mio quaderno, che la mia memoria a volte va e viene, lì invece c'è scritto tutto!
allora prendi:

per la pasta :
100 gr di burro
200 gr di farina
1 tuorlo
100 ml d'acqua
un pluc di sale (n.d.r.: pluc: unità di misura usata dalla mia nonna e poi da tutte noi della famiglia che indica un "pizzico)

Lo sai no? Prima mescoli burro, sale e farina con le mani e riduci in briciole, poi metti il tuorlo e aggiungi l'acqua al bisogno. La pasta dovrà essere molto morbida.
Ungi una teglia e stendi con le mani la pasta. Deve essere più sottile possibile, mi raccomando!
Il babbo criticava sempre se la si faceva troppo alta!

poi tagli le pere a fettine sottili sottili e le sistemi bene ... poi tu sei un'artista e lo sai fare bene!!
-ma va, che artista !!!
- si, si tu sei un'artista, lo so...so tante cose io...
- che pere zia? qualsiasi?
- sarebbero perfette le williams o le abate ...ma van bene tutte, non facciamo i difficili!

Poi devi preparare la crema :
30 gr di burro
100 gr di zucchero
1 uovo

sta a sentire bene come devi farla : metti il burro in un pentolino e fai sciogliere bene e lo fai rosolare per bene .
- come rosolare?
- quasi come fare il burro fuso...ma non troppo eh! A questo punto ci versi lo zucchero e , sempre sul fuoco, mescoli bene. Quando è tutto mescolato togli dal fuoco e metti l'uovo intero e mescoli ben bene. Versi questa crema sulla torta sopra alle pere. Forno medio...
- medio quanto?
- medio...diciamo 170-180 gradi, per circa 45 minuti. Dovrà avere un aspetto dorato, ben cotta!
- dai ci provo, poi ti faccio sapere
- ti verrà buonissima...e poi è facilissima
- si, per te tutto è facile...
- quello che ci piace è sempre facile!
...




E così ho fatto. Ho seguito tutto alla lettera. Ho usato una teglia di 24 cm di diametro . La pasta è venuta sottile (non sottilissima come diceva mia zia Leru ma perfetta ugualmente)
La base assomiglia molto ad una sfoglia ma più "corposa" : fantastica.
La "crema" descritta non è una vera e propria crema : l'aspetto è quello dell'uovo sbattuto con lo zucchero. A cucchiaiate  si versa sopra alle pere fino ad esaurimento.

Il sapore di questa torta mi ha portata lontano. La dolcezza dell'insieme della pasta con  le pere e la crema è unica!Non c'è che dire, "il babbo" la sapeva lunga e mia zia è davvero la memoria storica delle ricette di tutta la mia famiglia. 

In questa torta ci metto tanti miei amori: in primis, la zia Leru, poi la casa del lago, i bei ricordi, il preparare dolci...
e vi regalo questa ricetta che vi consiglio di provare : poi mi direte!!!





martedì 9 dicembre 2014

TORTA GLAM CON PERA CARAMMELLATA E GRANO SARACENO , PROGETTI E IDEE PER GUARDAROBA A/I 2015


Di solito non ho bisogno di scuse per fare un dolce ma le lezioni di inglese serali lo sono diventate
Vi avevo già parlato dei muffins  e ora vi racconto questa torta “glam”.
Eh, si perché l’autrice del libro, dal quale ho preso la ricetta, è Amber Rose che è stata chef a casa di Jude Law e Stella Mc Cartney!


Di sicuro questi due personaggi  sono sensibili alla vita “natural style” perché la nostra Amber cucina in modo attento alla materia prima e alle possibili alternative “integrali” dei cibi, ma soprattutto dei dolci.
Argomento che mi intriga visto che cucino spesso torte e C.,  e sapere della possibilità di prepararle in modo più “healty” mi fa ancor più piacere.

Poi però , le torte son torte, e quindi concediamoci dolci sapori e profumi burrosi perché , si sa, fanno bene anche all’anima.
E questo la Amber lo sa e quindi “corregge” sostituendo la farina bianca con quelle più “alternative” e al posto dello zucchero usa lo sciroppo d’acero (che fa un gran bene!) ma il burro rimane burro, che , per me, è una gran cosa!

Inoltre ha un gusto elegante e basic , che amo molto. Perfetto per questi dolci che sanno di casa, di forno “normale” , senza sofismi  e senza attrezzature particolari.

TORTA CON PERA CARAMMELLATA E GRANO SARACENO

Ingredienti per 8-10 persone
150 burro ammorbidito
75 gr farina di grano saraceno setacciata
2 uova grandi da allevamento all'aperto
1/2 cucchiaino di lievito in polvere
75 gr di mandorle finemente tritate
una buona presa di cannella macinata
125 gr di sciroppa d'acero o di miele

PER LE PERE CARAMMELLATE
3 pere (meglio se Conference)
2 baccelli di cardamomo (facoltativi...io non li ho messi)
25 gr di burro
2 cucchiai di sciroppo d'acero o di miele

Preriscaldare il forno a 170°. Ungete e infarinate una tortiera da 22 cm di diamtero con il fondo removibile. (io ne ho utilizzate 2 : una da 16 cm e l'altra da 18 cm)

Si inizia con le pere caramellate: sbucciatele, tagliatele in 4 parti e togliete il torsolo.Se utilizzate i semi di cardamomo, tritateli in un mortaio fino a ridurli in polvere. Scaldate una padella e metteteci i semi macinati, il burro e lo sciroppo d'acero (o il miele). Non appena il composto comincia a sciogliersi e a sfrigolare, disponete le pere in circolo (lato piatto ricolto verso il basso e parte sottile che converge verso il centro (questo consente di dare un colore uniforme alle pere e ad evitare che si disfino). Cuocete 5-6 minuti per ogni lato . Quindi, togliete la padella dal fuoco.

In una ciotola lavorate il burro con un frullino elettrico fino a quando sarà chiaro e soffice. Aggiungete 2-3 cucchiai di farina e le uova, una alla volta, sbattendo. Continuate fino ad ottenere un composto soffice e spumoso (se vi sembra sul punto di impazzire aggiungete un altro cucchiaio di farina).
Mescolate il resto della farina, il lievito , le mandorle, la cannella e lo sciroppo d'acero (o il miele).

Trasferite il composto nella tortiera e spianate la superficie con il dorso di un cucchiaio o una spatola.
Facendo attenzione a non romperle, sistemate le pere sopra il composto a raggiera e versate sopra il liquido (sugoso ! )  rimasto.
Infornate 40-50 minuti o fino a quando uno stecco infilato nel centro non uscirà asciutto.

Togliere dal forno e lasciar raffreddare 10 minuti nella tortiera prima di estrarre il dolce. Quindi lasciatelo raffreddare completamente sopra ad una griglia metallica.

La Amber consiglia di servire questa torta con panna montata a neve non troppo ferma o con un cucchiaio di creme fraiche.  Questo perché la torta non è particolarmente dolce (anzi) e proprio per questo trovo che la spolverata di zucchero a velo, oltre a conferirle un'aria romanticamente chic, sia doverosa e necessaria!




Come vedete dalle foto di torte ne ho fatte però due….
Una ,più grande, per i corso di english mentre l’altra,  più piccina, era per la mia “amicadellago” .

Ci siamo viste per un piacevolissimo sabato creativo durante il quale abbiamo parlato di torte e biscotti (ovvio), di progetti creativi,                                                                                    




(e questa foto è un'anteprima ...stay tuned!!!!)

Abbiamo parlato anche di libri di cucina (of course) di scarpe e vestiti (siam sempre donne !)…
Il tempo è volato e la mia wish list per look invernale è aumentata grazie ai preziosi suggerimenti della mia amica che adesso giro a voi !

A/I 2014-2015

Questa borsa “nordica” abbastanza capiente come tutte le mie borse peraltro : soffro di sindrome da lumaca (devo portarmi sempre dietro la mia casa …ah ah ah)


Modello super basic del brand  "5 Preview" (acquistabile anche su internet sul sito ufficiale!)


Queste calze stupende , da mettere rigorosamente con slip –on o con mocassino moda!
Collezione Alessandro Dell’Acqua




Questa gonna romanticamente rosa che vedo perfetta con un pull nero basic
sempre della Collezione Alessandro Dell'acqua





foto piccina ma non ne ho trovate di più grandi e nitide su internet (chiedo venia).
Ma è talmente bella questa gonna che ho voluto anche solo farvela immaginare un pochino...


Riassumendo : -)

Torta glam, vagamente scenografica ma con ingredienti "poveri" e semplici . Da concedersi prima delle prossime abbuffate natalizie e perfetta per la colazione!
                         
Progetti carini per rendere ancora più piacevole il tempo al Varenna Caffè Bistrot
 ( istagram.com/varennacaffe) ...ne parlerò tra pochissimo sul mio blog anche per farvi respirare l'aria di Natale sul lago , con gli allestimenti ad hoc che, grazie al gusto e alla classe della mia amica (nonché proprietaria del bistrot), sono sempre eleganti e chic.

E per finire , piccoli consigli  per qualche regalo  da trovare sotto l'albero.

Un post che mescola cose carine con il comune denominatore di far bene al cuore, allo spirito , agli occhi.
Circondarsi di cose belle, che ci fanno stare bene è un privilegio ma anche un diritto che dobbiamo concederci.

Una fetta di questa torta accompagnata ad una tazza di latte caldo , mentre si sfoglia il libro di Amebr Rose è già molto ... provatela e capirete!




giovedì 4 settembre 2014

TORTA SEMPLICE : NON CI SONO DA PESARE GLI INGREDIENTI E TUTTO DIVENTA PiU' FACILE

foto by my cell

Una torta semplice , una ricetta segnata sul mio librino delle ricette di anni e anni fa (allora i blog non esistevano!!!). Librino che  custodisco gelosamente , al quale sono affezionatissima!
La torta di un’amica, che ora non c’è più e mi ha insegnato tanto anche se ci eravamo frequentate poco . Donna impegnatissima, con una forte personalità, intelligente ,coraggiosa, entusiasta della vita  , dalla cultura immensa  ; viveva sei mesi l’anno , insieme al marito, in Africa , scorrazzando tra oasi e deserti con un camper attrezzato ad hoc .Coppia alchemica che frequentavo  quando rientravano dai loro viaggi. Erano persone speciali , dinamici, atletici pur avendo, allora,  60 anni e oltre …
Io allora ero giovincella e da poco mamma e amavo stare ai fornelli come lei.
Avevano una casa bellissima in collina dove orto biologico, frutteto e roseto la facevano da padroni.
Il loro prato veniva rasato da…due caprette ! Niente rasaerba per loro!!! Lei mi aveva fatto conoscere ed apprezzare le rose antiche grazie al mitico vivavio di Anna Peyron , sua amica e tante ricette natural style che apprezzavo  particolarmente essendo allora immersa nel mio periodo new age J
Cucinava benissimo. Ogni suo piatto aveva una storia  : una crema di nocciole (del suo giardino ovvio!) raccontava anche di un simpatico scoiattolo che le rubava dall’albero o una tajine di agnello e prugne che profumava di paesi lontani   era una scusa per parlare dei   loro viaggi…
E questa torta è una sua ricetta, una delle tante che aveva condiviso con me...
” torta semplice” , la intitolo perché si fa a cucchiaiate, perché gli ingredienti non sono “particolari” e non si pesano, perché mi trasmette il ricordo di lei e della sua solare semplicità
Ingredienti:
3 mele
3 pere
1 banana
6 cucchiai di zucchero
2 cucchiai di brandy 
1 cucchiaino di lievito per torte
4 cucchiai di farina
4 uova
1 cucchiaio di cannella
4 biscotti sbriciolati (ho usato i petits beurre)
1/2 bicchiere di latte
Affettate la frutta e mettetela in una terrina e quindi aggiungere : 6 cucchiai di zucchero e 2 cucchiai di brandy. Coprire e lasciar riposare per almeno un'ora.
Spolverizzare con un cucchiaio di lievito in polvere. Aggiungere i 4 cucchiai di farina, le 4 uova e il cucchiaio di cannella. Mescolare e unire i biscotti sbriciolati e il 1/2 bicchiere di latte.
versare in una teglia a cerniera imburrata diametro 24 cm- forno 180° - 45 minuti
La torta è del tipo morbido-umido quindi la prova stecchino non vale :-) 

 foto by my cell
E’ la prima volta che la faccio nonostante io l’abbia trascritta davvero tanti e tanti anni fa.
Non so perché quest’ultimo week end  mi  è venuta voglia di preparare  proprio questo dolce , di sfogliare quel librino vecchiotto e rovinato dove scrivevo e appiccicavo le ricette che mi piacevano.
Questa torta è  profumatissima di cannella  mi ha trasportato  nei racconti esotici della mia amica,   nei ricordi delle lunghe chiacchierate sotto il pergolato d’uva di casa sua o delle pagine scritte fitte fitte delle lettere che ci scrivevamo (non c’erano mail…) che ho ancora tutte .
La torta è buonissima,  morbida e “umida” come piacciono a me, sa tanto di cannella e credo che una cucchiaiata di cacao amaro ci starebbe bene e sono certa  che la mia amica apprezzerebbe anche questa versione…
Probabilmente avremmo assaggiato questa “new version” cioccolatosa sotto il suo pergolato, chiacchierando amabilmente, immerse nella natura, dimenticando i problemi e sognando un futuro migliore per tutti…


foto by my cell

domenica 3 agosto 2014

HO COMPRATO UNA TORTIERA NUOVA E UN GRAZIE AD ANAIS NIN...

photo by me with mobile

Ho comprato una tortiera nuova. L'ho comprata con il fondo amovibile. L'ho comprata quadrata, un formato "moderno" per le torte che di solito amo fare : le crostate.
Si lo so, sarò una donna scontata e monotona, ma quando io penso ad una torta mi viene in mente la crostata.


 photo by me with mobile

Ero a zonzo con la mia mamy quando ho visto questo stampo. Piccolo il giusto (20x20), elegante, simmetrico, pulito, essenziale . Ho pensato: è di questo che ho bisogno...

 photo by me with mobile

Complice il tempo autunnale (che persevera) ho subito preparato una crostata (qui la ricetta). Un dolce utile per portare a zero le scarse risorse di una dispensa pre vacanze.
Avevo una mela, una pesca, un avanzo di burro e qualche etto di farina .
Uova , quelle c'erano.
Entusiasta del mio nuovo acquisto mi sono messa all'opera e, come sempre, quando cucino soprattutto torte e pane, elucubro...
Mi sorprendo sempre quando mi entusiasmo per piccole cose , insignificanti ai più, sentendomi anche un po' "stupida".
Anche una banale tortiera, dalla forma "nuova" , viene accolta   come  oggetto prezioso e unico che  entrerà a far parte delle mie numerose  e amate "ktchen's stuff" sempre con mio grande piacere e soddisfazione.
Guardo il mio nuovo acquisto e mi sento una "donna nuova" come se , da adesso in poi , la mia vita non sarà più la stessa grazie a questa tortiera ... come quando azzecco una crema per il viso, leggo un un libro "illuminante" o trovo un pantalone perfetto che mi rende magrissima!(ah ah ah)


photo by me with mobile

O come quando sforno la solita crostata e mi sento felice per questo regalo :  miracolo alchemico che si compie nel mio forno (che non è nemmeno tanto in forma...).
Ma quante ne ho fatte di crostate? Quante ne ho sfornate? Ho accolto sempre tutte con lo stupore della prima volta, guardando compiaciuta la cottura , il colore della frutta come piace a me , i "bordini" seghettati che hanno reso come speravo o la "formina" in centro carina e tenera come non me l'aspettavo!

photo by me with mobile

E non importa se a volte la crostata mi esce un po' "irregolare" , mi piace, per questo, ancora di più .
 A volte, la spolvero di zucchero a velo  aggiungendo felicità a felicità :  al piacere di sfornare la torta si abbina , per la sottoscritta, il piacere unico di spargere lo zucchero a velo che è un'attività che mi fa letteralmente impazzire...spargerei zucchero ovunque...
Polvere di fata che trasforma ogni cosa e la rende diversa ai nostri occhi...

 photo by me with mobile

La realtà che ci circonda è realtà diversa per ognuno di noi. Basta poco per dare vari significati  a ciò che abbiamo intorno.

Vi regalo questa bellissima frase di Anais Nin che trovo perfetta per rendere il mio pensiero e forse giustifica anche il mio entusiasmo per una semplice tortiera !

"Non vediamo le cose come sono.
Vediamo le cose come siamo."
(Anais Nin)

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