Questa torta non si può chiamare con altro nome: tortabuonissima,
tutto attaccato. Peccato che non la mangerò mai più. Eh si, perché è una di
quelle torte fatte con ingredienti un po’ “recuperati”, con dosi imprecise e
per questo mai più ripetibili…
Oltre a questo, anche l’atmosfera di questa sera ha reso questa torta speciale
,perché anch’essa è un ingrediente spesso irripetibile…
C’era una volta una signora che amava molto stare tra sé e
sé…non era una misantropa o una acidissima donna (???) ma adorava godersi
quella sorta di tempo sospeso nel quale non esistono rumori (tv, musica,ecc…)
non esistono parole (dette e subìte) non esistono doveri, non esistono
giustificazioni, non esistono sensi di colpa … quel tempo che spesso, troppo spesso, manca e
concedersi attimi di “fuori dal mondo” è un lusso irraggiungibile.
Erano giorni, mesi, forse anni che non le accadeva una
serata così.
La signora era quasi agitata alla prospettiva di avere per
sé, solo per sé qualche ora solitaria nella quale perdersi.
La signora (chissà chi sarà mai J ) non poteva quindi
non festeggiare preparando una torta : fare i dolci e mangiarli è una delle
cose che ama di più !
Nessuna ricetta studiata, nessuna spesa premeditata solo
quello che trovava in casa, nella dispensa, nel frigo…
È così che nascono le tortebuonisisme perché oltre agli
ingredienti soliti si aggiunge l’estremo piacere, la gioia assoluta, il senso
di leggiadra libertà che coinvolge chi, come questa signora, apprezza i momenti
di solitudine creativa.
Ebbene si la signora in questione è la sottoscritta ;-) e
questa è la ricetta che vi scrivo pur sapendo che non sarà precisa ma forse anche
tra di voi ci sarà qualche altra signora che prenderà spunto dai miei
ingredienti e li arricchirà con altri e ,nel suo tempo sospeso, creerà un’altra
torta buonissima…
Ingredienti
200 gr di farina 00
2 uova
2 cucchiai di zucchero
1 cucchiaio di cedro candito
1 cucchiaio di arancia candita
2 cucchiai di uvetta
Latte q.b. (circa 150 ml)
Grissini ricoperti di cioccolato
2 cucchiaini di lievito per dolci
A natale ci erano stati regalati dei grissini rubatà
ricoperti di cioccolato fondente della pasticceria Barbero di Asti. Prodotto
gourmet e blasonè che avevo assaggiato apprezzandone il binomio dolce salato
che tanto mi piace. Questi grissini però erano stati un po’ “dimenticati” prova
ne è che proprio stasera mentre cercavo i canditi dentro alla dispensa , ecco
sbucare il sacchetto con questi grissini.
Oh My
God!!! Che spreco!!! Come ho fatto a dimenticarmi di questa
prelibatezza!!!
Sacchetto aperto, fraganza che si è andata perdendo…
Automaticamente sono entrati a far parte della rosa degli
ingredienti per la tortabuonissima .
Erano circa 6 o 7 grissini che ho tritato.
Ho aggiunto al trito la farina, lo zucchero, i canditi e
l’uvetta (che avevo tutti messi a mollo nell’acqua tiepida),il lievito e ho
mescolato.
Ho quindi unito le due uova e il latte fino a formare un
impasto morbido ma con carattere.
Ho foderato uno stampo da plum cake piccolo (cm 22x10) con
la carta forno .
Forno a 180° per circa dieci minuti, poi l’ho abbassato un
pochino e ho fatto cuocere il dolce per altri venti minuti. Ho fatto la prova
dello stecchino , ho introdotto cioè uno
stuzzicadenti nell’impasto e quando è uscito asciutto ho sfornato la torta.
Innanzi tutto è cotta benissimo : bella fragrante fuori e
morbida dentro: una goduria! È la prima volta che questo forno (che ho da
quest’estate) cuoce così bene un dolce!
E poi il sapore!!! Dolce il giusto, i canditi e l’uvetta non
sono stati prevaricanti ma hanno dato freschezza al dolce con il loro morbido
sapore di frutta (assolutamente da far ammollare nell’acqua prima di metterli
nell’impasto!). I grissini blasonès hanno regalato un profumo di cioccolato
dosato ed elegante.
Ma che tortabuonissima!!! Il profumo della torta insieme al
silenzio irreale mi fa star bene come da tempo non mi accadeva. Mi muovo
leggera, silenziosa e riesco a sentire rumori lontani che mai percepisco…una
bicicletta scivola sul porfido , i passi frettolosi di qualcuno che si avvia
verso casa, un gufo (credo) lontano (che abiti le vecchie soffitte delle
antiche case del centro?)
Eu questa sera non miagola noioso per uscire; dopo avermi
assistito durante la preparazione del dolce si è messo qui vicino e
dorme beato, solo il rumore dei tasti
del mio computer disturba questa quiete…
Una fetta di torta, una tisana, pensieri che per questo
tempo sospeso si trasformano in sogni leggiadri, in speranze per un futuro
migliore, in progetti carini in cui voglio credere…