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domenica 14 dicembre 2014

BUONE FESTE !



 Anche se mi ero ripromessa di scrivere qualche post prima di Natale temo proprio di non farcela e quindi , con un discreto anticipo , vi faccio gli auguri di Buon Natale !

Una foto scattata velocemente proprio ora con il mio cellulare a dimostrazione (se mai ce ne fosse stato bisogno !) che amo le renne !!! (anche da prima che fossero "di moda")

In questa foto sono tutti regali che ho ricevuto da persone speciali...

Si potranno ritrovare in questa immagine che è una sorta di abbraccio .

Per l'anno che verrà, come sempre mi farò l'elenco dei buoni propositi, che puntualmente non manterrò sperando sia un anno più "simpatico" di quello passato...

Augurio che faccio anche a tutti voi a prescindere da come sia stato questo 2014 che volge alla fine.

Ritornerò a gennaio spero con qualche novità carina che condividerò con voi in questo spazio "magico" che mi fa star bene.

Spero che in questo nuovo anno la poesia vi ispiri, l'inverno vi riscaldi il cuore e vi prepari alle nuove stagioni che verranno. Spero che le nostre amate cucine diventino un luogo di pace per la nostra anima, che le parole lette sui libri ci facciano diventare persone migliori, che il tempo condiviso con chi si ama aumenti sempre di più, che ci si possa regalare attimi di "sana solitudine" perché anche di questa c'è bisogno, che si possa realizzare un sogno, anche se piccolo e sussurrato.

E infine, spero che,  sobrietà, eleganza, discrezione , rispetto, intelligenza,  bontà, semplicità, cultura,  diventino parole comuni, usate e ostentate.



Auguri a tutti voi!










sabato 21 dicembre 2013

BUONE FESTE



Un disegno per augurarvi Buone Feste e un Nuovo Anno Sereno in cui possa realizzarsi ogni vostro piccolo desiderio del cuore.

Nei prossimi giorni sarò piacevolmente  a cucinare per i miei , il pranzo del nostro tradizionalissimo Natale e finalmente starò in cucina, zona della casa da troppo tempo abbandonata.

Mi dedicherò durante le vacanze anche ad un sano relax del quale ho bisogno per riuscire a mettere in pratica i mille ( e forse più) buoni proponimenti per il 2014  che preferisco non dichiarare per non ritrovarmi , come sempre, a non rispettarne nemmeno la metà della metà.

Nonostante il 2013 sia stato per me un anno difficile e impegnativo posso affermare che si è concluso benissimo con soddisfazioni uniche e speciali ed è proprio con questo spirito che mi appresto ad affrontare l'anno che verrà...

un abbraccio cosmico...


sabato 15 dicembre 2012

FAR BRETON CON IL PANETTONE! E AUGURI DI BUONE FESTE!!!

 

 
Da sempre i dolci tipo clafoutis e far, mi incuriosiscono e mi piacciono. La consistenza morbida e dolce di queste torte mi fa impazzire. L’occasione di preparare questo far è stata una fetta (abbondante) di panettone avanzata  . Ho , in pratica, fato un mix di due ricette : quella dei panettoncini e quella del far. Il far breton , è un dolce tipico della Bretagna e si fa, di solito, con le prugne. Ma perché non provarla anche con questo ingrediente alternativo ?

Devo dire che il risultato non è male : nel dolce rimane la memoria dei profumi del panettone abbinata alla particolare consistenza del far breton !

Questi gli ingredienti dalla ricetta di Felder: 

Ingredienti:
4 uova
120 gr farina
15 gr burro
500 ml latte intero
100 gr zucchero
Un cucchio di rum
prugne

e questi i miei ingredienti, ricalcolati sulla base della tortiera che avevo deciso di utilizzare e dala quantità del panettone che avevo a disposizione: 

Ingredienti:
2 uova
60 gr farina
una noce di burro
100 ml latte + 125 ml panna
50 gr zucchero
un cucchiaino di estratto di vaniglia
1/8 abbondante di panettone (una bella fetta)
un cucchiaio di Grand Marnier
Il succo di un’arancia

 

Tagliare a tocchetti la  fetta di panettone e bagnarla con il succo d’arancia e un cucchiaio di Grand Marnier.
Nel frattempo preparare la pastella:in una ciotola mettere la farina e lo zucchero, quindi aggiungere le uova una alla volta e mescolare . Aggiungere il latte (nel mio caso latte + panna) e il cucchiaino di estratto di vaniglia amalgamando bene il tutto formando una sorta di pastella.
Con il burro ungere uno stampo rotondo di circa 22 cm di diametro, io ho usato invece una piccola pirofila rettangolare . Ho messo il panettone,  zuppo del liquido, spargendolo per la superficie e ho quindi versato sopra la pastella.
Ho infornato a 180° per circa mezz’ora. Ho fatto raffreddare il mio far e l’ho cosparso di zucchero a velo ( attività che mi piace da morire  J !!!)
La ricetta classica , come ho scritto,  prevede le prugne e il rum nella pastella :  non ho messo le prugne e nemmeno il rum avendo già imbevuto il panettone con il Grand Marnier.

Perfetta soluzione post feste per il panettone avanzato ma anche idea alternativa per presentare il dolce a Natale.
 
Con questo post ,il mio umile blog, se ne va in vacanza per un po’. Il mio regalo di Natale per voi sono due disegni di biscotti che dovrei preparare per i regali agli amici e ai parenti, anche se temo, visto il periodo particolarmente frenetico sul lavoro  per la sottoscritta, rimarranno …disegni e basta !ma , come si dice? …basta il pensiero J
 
 
 
 

Buon Natale e auguri per un nuovo anno sereno!

mercoledì 14 novembre 2012

STARBOOKS DI NOVEMBRE : CALDO NORD :-)

Che io avessi la “passione nordica” non è mai stato un segreto, che vorrei vivere all’ikea nemmeno . a questo possiamo aggiungere che, toccatemi tutte le feste ma non il Natale,  …quindi come non rimanere affascinata da un libro di cucina dal titolo. “Scandinavian  Christmas”??

È stato difficile scegliere tre ricette perché le avrei fatte tutte…e mi sono trattenuta dal non scegliere tutti dolci…
Prima però di presentare il mio piatto vi presento le ricette delle amiche dello Starbooks, assolutamente da non perdere per immergervi sempre più nella calda atmosfera nordica :

cristina vissi di cucina: Hallon cookies (biscotti al lampone)

Ale only kitchen : Spiced Christmas cake

Arricciaspiccia:meatballs e pickled beetroot

Arabafelice  Almond Iced Hearts

La Apple Pie di Mary Pie Apple Æbleskivers

Andante con gusto  Brown Cookies

 Menu turistico : Pepparkakor

 
e la favolosa Gaia??? la Gaia è in vacanza ma la aspettiamo prestissimo !!!
 
e ora tocca a me e  apro le danze di questo starbooks con questo favoloso :

Red Cabbage
Ingredienti:

50    gr di burro salato
2-2,5 kg di cavolo rosso ,senza la parte bianca coriacea , affettato finemente
1 cipolla tritata finemente
8 chiodi di garofano
2 foglie di alloro
100 gr di zucchero
1 stecca di vaniglia
100 ml di liquore di ribes nero  : ho utilizzato la creme de cassis de Dijon-“l’heritier guyot”(che vi consiglio anche per prepararvi un favoloso kir royal (con champagne) o un kir pétillant (con spumante) : proporzioni : 1/10 creme de cassis – 9/10 vino )
100 ml acqua
1 cucchiaio di grasso di anatra (omesso , sorry…)
Sale
Pepe nero 

La preparazione è semplicissima : sciogliere il burro in una casseruola capiente e mettere il cavolo tagliato fine, far cuocere fino a quando diventa lucido. Aggiungere quindi tutti i restanti ingredienti. Coprire e far cuocere a fuoco lento per almeno 2 ore. Prima di servire cospargere il cavolo con una generosa macinata di sale e di pepe.

 


Ci tengo a precisare che questa è una ricetta molto nordica, dal gusto molto particolare : il risultato è sostanzialmente un  cavolo dolce che profuma di ribes e accompagna elegantemente  carni e formaggi.
Si lo so non è un dolce ma ...è dolce lo stesso. Cosa ci posso fare se naturalmente mi viene da scegliere ricette poco saporite, non piccanti e inequivocabilmente dolci???
Confesso che a catturare la mia attenzione è stata anche la tinta superba di questo cavolo .

Un piatto insolito per sapore e colore : non il solito rosso natalizio ma una tinta più fredda , più modaiola che potrebbe rendere la tavola delle feste più “glam”!
Un piacere quindi non solo per il palato ma per la vista !

Un piatto che cucina lento e regala il piacere della sorpresa finale !Lentezza  della quale abbiamo bisogno  noi persone sempre di corsa con mille cose da fare.
Una lentezza che diventa un rifugio dove regalarci  tempo …e mentre il mio cavolo rosso cuoceva piano piano, sono riuscita a sfogliarmi con piacere questo libro dall'atmosfera calda e nordica, dalle immagini nevose e culinariamente invitanti , ma non solo!
Ho iniziato un piccolo lavoro all’uncinetto (vecchio amore), ho iniziato il libro della Alicia (Gimenez Bartlett – “Exit” – n.d.r.)  e mi sono anche “persa” a “giocare” con l’ipad…

Quindi consiglio questa ricetta soprattutto per prendersi il tempo per pensare a sé, per godersi due ore fuori dal mondo e riempirle solo di cose che ci piacciono. Una “cavolo rosso – therapy” che ci farà apprezzare ancora di più il gusto caldo e coccoloso di questo piatto… 



domenica 1 gennaio 2012

GELATINA DI MANDARINO E...ARTEMISIA GENTILESCHI...




Cosa c’entra Artemsia Gentileschi con la gelatina al mandarino???? C’entra, c’entra…
Non so se capita anche  a voi quando cucinate qualcosa che implica un qualcosa di ripetitivo e poco interessante (come ad esempio, sbucciare un discreto tot di patate, di frutta,…o di spremere una quantità di mandarini indefinita , con lo scopo, appunto, di fare una gelatina) di mettervi ad…elucubrare.
Secondi, minuti, nei quali di solito la mia mente vaga tra gli argomenti più disparati : questa volta è toccato alla Artemisia…
Sono andata  a vedere la mostra,a lei dedicata,  a Palazzo Reale  (Milano).
Quella pittrice,  mi aveva affascinato dopo la lettura del  romanzo “La passione di Artemisia” di Susan Vreeland e poi per essere stata considerata un'icona del femminismo a causa del processo per stupro che l’aveva vista lottare per ottenere la condanna dell’Agostino Tassi, suo stupratore.
Il volantino che accompagna la mostra recita : “…Artemisia ha dovuto aspettare oltre tre secoli per vedere riconosciuto il suo status di artista…”
Bè, guardando la mostra (allestita anche con la collaborazione dalla regista Emma Dante che, secondo me, ha dato quel  tocco teatrale che l’ha resa ancor  più coinvolgente), dicevo, guardando i quadri della pittrice , tutto traspariva tranne che la figura di una donna vittima e incapace di affermare le sue capacità artistiche. Anzi, se proprio devo dirla tutta, l’impressione che ho avuto guardando i quadri esposti, è stata quella di aver di fronte l’opera di un’artista completamente consapevole delle sue capacità oltre ad essere una donna che sapeva come muoversi negli ambienti artistici e pure reali (nel senso di re e regine…)   dell’epoca. Insomma una che, secondo me,  sfruttava anche il suo fascino per …scopi artistico-lavorativi :-) . Vagando su internet ho letto  che infatti , ci sono dubbi riguardo allo stupro subito :lei fanciulla inquieta e ,pare, in rapporti torbidi tra il padre e l’Agostino  Tassi, appunto…mah? Mentre spremevo mandarini pensavo che ogni epoca ha le sue donne in carriera pronte a tutto e, secondo me, la Artemisia era una di quelle.
Opere affascinanti, di dimensioni considerevoli a riprova che la pittrice aveva a sua disposizione uno studio bello grande e un discreto numero di ragazzotti di bottega che la aiutavano.
Mentre pensavo che l’Artemisia avrebbe dovuto essere l’emblema del femminismo non per la storia dello stupro ma piuttosto per le sue capacità manageriali e artistiche che la consacrarono tra i grandi della sua epoca,i mandarini erano finiti e quindi la mia ricetta aveva bisogno della mia attenzione e pertanto lasciavo  nell’etere, attraverso queste righe,  queste mie “riflessioni” e continuavo la mia ricetta…
Non inorridite ma ho usato il fruttapec. Dopo anni durante i quali le mie marmellate e le mie gelatine mi tenevano incollata per ore  davanti alla pentola ,con mestolo in mano continuando a mescolare, a mescolare, a schiumare, a schiumare, per…ore, ho sperimentato il fruttapec ed è diventato per me un must have per le  mie confetture , conferendo alle stesse più sapore dovuto al brevissimo tempo di cottura .Troppo spesso mi capitava di avere marmellate di prugne, mele, fichi che, sostanzialmente, avevano tutte lo stesso sapore L causato dai tempi lunghissimi di cottura che disperdevano nello zucchero (che caramellava troppo) e per l’aere,  l’essenza della frutta impiegata. Non la uso però per tutte le marmellate indistintamente…ma per le gelatine si!
E anche in questo caso ecco prendere una bustina di fruttapec, aggiungerla a 400 gr di zucchero (io uso quello fine, fine, il più fine che c’è…)e metterla in 750 cl di succo di mandarino filtrato, in una pentola. Ho portato ad ebollizione e ho fatto cuocere per circa 3 minuti dopo i quali ho fatto la famosa prova del piattino , mettendo un po’ di gelatina e facendola raffreddare, per scoprire se la consistenza fosse quella giusta (così a me è successo) altrimenti, recitava la busta J , aggiungere il succo di mezzo limone e far cuocere per 2 minuti , quindi rifare la prova.
La gelatina va messa in vasetti sterilizzati riempiti fino all’orlo, chiusi e capovolti su uno strofinaccio per almeno 5 minuto. Così si farà il sottovuoto che proteggerà la vostra gelatina.


Io , ovviamente, il giorno dopo ho aperto il vasetto e l’ho assaggiata (come resistere a quel colore dorato e …natalizio, in queste giornate ancora sature di atmosfera di festa?) : Dosi quasi perfette , forse avrei messo  un po’ meno zucchero ma è un dettaglio. La consistenza gelatinosa da manuale.L’ ho accompagnata al pane che avevo da poco sfornato : un semplice pane con semi di girasole e, rimandando l’inizio della dieta a settimana prossima , mi sono anche preparata un ottimo cappuccio per questa merenda da gourmet !
Un ottimo inizio d’anno non c’è che dire J tra sapori dolci e confortanti e la tranquillità di una giornata casalinga soft e nello stesso tempo piena di energia per le mille idee che mi frullano per la testa , proponimenti per l’anno nuovo stimolanti e creativi che mi appresto a scrivere nell’ennesima adorata lista “to do” …

giovedì 22 dicembre 2011

MI PIACE SEMPRE ATTACCAR BOTTONE CON VOI :-) E... TANTI TANTI AUGURI...



Non so se il modo di dire "attaccare bottone" valga per tutta Italia... Dalle mie parti significa chiacchierare ma  con una "leggera" connotazione  da pesante logorrea :-) ma , ribadisco, qui nel blog,  mi piace un sacco attacar bottone con tutte voi tra post, commenti, botte e risposte in un turbinìo di parole, impressioni, battute...
 Ancora biscotti ma  a forma di bottone :-) per farvi gli auguri e per offrirveli (virtualmente,purtroppo) come petit cadeau.
Questa volta un’altra ricetta “rubata” ma non da un libro ma dal web .
Una ricetta sicura (riportata pari pari) che vi consiglio : il profumo che si espande in casa è favoloso perché mischiato al burro ci sono anche le clementine che fanno tantissimo Natale!

Ingredienti:
200 g di farina db 00
100 g di burro freddo di frigo
80 g di zucchero a velo setacciato
2 tuorli
la scorza grattugiata di 2 clementine non trattate
2 cm di zenzero fresco grattugiato (ehm…non ce l’avevo…e non l’ho messo, ovvio!)
1 pizzico di sale

Con la planetaria, (utilizzate il gancio a k) e a bassa velocità, lavorate lo zucchero a velo insieme al burro a pezzetti.Unite i tuorli, uno alla volta, quando si saranno incorporati aggiungete la farina setacciata, la scorza grattugiata delle clementine e lo zenzero ed un pizzico di sale. Impastate fino a quando gli ingredienti saranno amalgamati ed otterrete una pasta lavorabile. Prelevatela dalla ciotola, formate la classica forma a palla e avvolgetela nella pellicola alimentare. Lasciate riposare in frigorifero per almeno 2 ore. (io l'ho lasciata riposare una notte)
Trascorso questo tempo scaldate il forno a 180° e stendete la pasta su di una spianatoia infarinata portando la sfoglia ad uno spessore di circa 4 mm. Servendovi dell’apposito stampo a timbro ritagliate tante sagome dalla pasta frolla fino ad esaurimento di tutta la pasta. Disponete le sagome su di una teglia rivestita di carta da forno distanziandole di circa 2-3 cm in modo da non farle attaccare e trasferitele in frigo per circa 10 minuti. Cuocete una teglia alla volta dapprima a 200°C per i primi 6 minuti poi proseguite la cottura per altri 10 minuti a 180°C o fino a quando vedrete una leggera doratura superficiale (controllateli anche sotto, non dovranno scurire).

Quindi passo agli auguri ufficiali :-) auguri che faccio di cuore a tutte voi con le quali ho scoperto un mondo!
:-)
Sono nate amicizie sincere e profonde che ho colto come un grande dono e che mi rendono felice!
Anzi, a volte , me la tiro un po’ quando ricevo commenti da chi stimo e ritengo super toste della blogosfera! Mi dico : ma davvero scrivono proprio a me , mi commentano proprio loro??? Ma davvero ci siamo viste, frequentate, telefonate, mail-ate?davvero mi hanno invitata ad incontri carini tra blogger? Ma davvero chi riceve centinaia di commenti viene a fare un giretto a...le chat egoiste???:-)

A voi  e alle mie amiche del cuore "storiche" ,che mi leggono e seguono con affetto, regalo parole rubate ad un editoriale di Massimo Granellini che giro come augurio per questo nuovo anno alle porte ,del quale si ha un po’ “paura” , per il clima greve nel quale siamo immersi…e che nessuno , ma proprio nessuno, si stanca di farcelo notare...
Ma noi donne toste non disperiamo, abbiamo sempre mille risorse inaspettate per combattere e stupire tutti, in primis proprio noi stesse! .-)))

si possono fare cose sfiziose a chilometro zero. Per esempio afferrare il tempo, governarne la fluidità e plasmarla ai nostri scopi. Smettere di lamentarsi, di fare le vittime, di aspettarsi dagli altri la soluzione dei nostri problemi. Diventare adulti. Profondi ma leggeri. Voler bene alle persone a cui si è scelto di voler bene. Leggere Charles Dickens o chi volete voi, purché oltre alla tecnica abbia un’anima, oltre al cinismo un sogno. E per quanto riguarda le profezie dei Maya, scoprire che il 21 dicembre 2012 non finirà un bel niente, semmai comincerà qualcosa. Qualcosa che sarebbe meglio far cominciare già adesso, anche dentro di noi.”


Auguri di Buon Natale e Sereno Nuovo Anno



foto presa dal web

domenica 18 dicembre 2011

PRODUZIONE NATALIZIA DI BISCOTTI HOMEMADE...QUASI :-) UN FLOP...


Nel pieno delirio dei regali di Natale che per me significa…home made!
Ed eccomi qui ad impastare e infornare biscotti dolci e salati.
Mi piace perdermi in questo lavoro frenetico scandito da tempi di lievitazione, di cottura, di riposo in frigo . Tempi che si incastrano uno nell’altro , ottimizzando l’utilizzo del forno, del mio mitico KA, di teglie e di stampi.
Io che mi muovo leggiadra (si fa per dire) tra tutto questo : dò un’occhiata alla ricetta, peso gli ingredienti, controllo la cottura nel forno e…mi accorgo che le favolose palline di farina di riso e pistacchi che avevo amorevolmente impastato e decorato ,  si sono unite tutte formando un unico ammasso !!! Ma come??? Nella ricetta, tratta da un libro conosciutissimo, di una blogger famosissima, non c’era un minimo accenno al fatto che l’impasto avrebbe potuto “lasciarsi andare “ e non un consiglio per mettere questo impasto, per esempio, in stampini da cioccolatini per mantenere la forma e soprattutto per evitare questa terribile …sorpresa!
Ho fatto comunque concludere la cottura e , dopo aver lasciato raffreddare il tutto, ho separato (per quanto fosse possibile) i “biscotti” …il gusto non male,  ma come presentarli???
Alle amiche del cuore , visto l’affetto che ci lega, ho confessato il fattaccio e ho osato presentarli lo stesso : siamo in piena crisi economica quindi non si butta via nulla, anche se indubbiamente, l’immagine dei miei doni è stata compromessa e, chi mi conosce, sa che questo è abbastanza uno smacco per la sottoscritta  J
Mi è sorto spontaneo il dubbio  : che forse non tutte le ricette riportate nei libri, riviste ,ecc…vengono effettivamente realizzate ? E mi è sorta spontanea la certezza che spesso le spiegazioni delle ricette siano molto, ma molto vaghe…anche da fonti insospettabili.
Non voglio fare la polemica perché siamo a Natale ma ammetto che la voglia di esternare qualche serena rimostranza ce l’avrei….anyway…
Per  la mia giornata biscottifera avevo scelto ben tre ricette da questo libro è la media di riuscita è stata di una su tre…
I biscotti erano:

biscotti di farina di riso ai pistacchi (di cui sopra…sigh! L )

sablés au fleur de sel (L)

girelle con tapenade, limone e parmiggiano  (ma si dai…)

E’ vero ho sbagliato. Possiedo libri con ricette di biscotti favolosi, uno su tutti “biscuits, sabés, cookies” della Martha (Stewart) , non solo, appena riesco acquisto la rivista “Elle a table” e io dove vado a prendere la ricetta per i sablés au fleur de sel????
Il risultato , che dalla foto non traspare , è un biscotto davvero molto secco, troppo…almeno per come intendo io la consistenza dei sablé!
Per i biscotti meglio riusciti una foto frettolosa , visto che li ho serviti quasi appena sfornati e ne ho tenuti  da parte  proprio quattro .


Quindi l’unica ricetta che riporto è proprio questa:
150 gr di farina
90 gr di burro
50 gr di parmigiano
Buccia grattugiata di un  limone (ne ho messa mezza: è più che sufficiente, per me)
Tapenade : che io ho fatto frullando 100 gr di olive nere denocciolate, un po’ di pasta d’acciughe, un cucchiaino di capperi sotto sale sciacquati e strizzati, olio.
Mescolare la farina con il parmigiano, la buccia di limone e un pizzico di sale. Aggiungere il burro a pezzetti e mescolare con mani fino ad ottenere un composto “bricioloso” al quale aggiungerete 2 o 3 cucchiai di acqua (io vi direi : fredda da frigo) per ottenere un impasto morbido che stenderete con il mattarello su un piano infarinato, formando un rettangolo di uno spessore di circa mezzo centimetro  (io l’ho fatto un po’ più sottile).
Quindi spalmate sopra la tapenade e arrotolate  formando un rotolo (ovvio! J ). Prendete un foglio di pellicola e avvolgetelo  e  mettete a riposare in frigo per circa un’ora (la ricetta dice due ore)
Trascorso il tempo di riposo in frigo , tagliate a rondelle che metterete su una placca con carta forno e cuocerete in forno a 180° per circa 20/25 minuti.
Confermo che usciranno circa 20 biscotti.
A parte questa “piccola” defaillance , la produzione di biscotti natalizi proseguirà nei prossimi giorni probabilmente anche  di…notte, visti i miei  impegni!!!
Ma anche così è bello ed ha comunque il suo perchè…: mi fa sentire un po’ folletto di Babbo Natale, instancabile e al lavoro senza sosta tutto il giorno e tutta la notte, con Eu (il mio gatto) che mi assiste (ma ogni tanto si lascia andare e si addormenta sulla sedia…) felice per poter mangiare qualche briciola caduta (è golosissimo di dolci) e contento di giocare con nastri, file di perline, carta velina con i quali impacchetto i biscotti .
Le prossime saranno le mie ricette “storiche” per Natale : pan di spezie in primis e poi toccherà ai patés e alle mousses…in attesa di farvi gli auguri “ufficiali” per le feste ! Alla prox…J

domenica 11 dicembre 2011

IL MIO PRIMO BISCUIT, QUALCHE PENSIERO PRE NATALIZIO E...VORREI ESSERE COME NIGELLA...



Ecco iniziate le giornate frenetiche prima di Natale. Ogni anno mi riprometto di impegnarmi prima per i regali, di rifiutare troppi inviti per cene e aperitivi e brindisi, di vivere in modo più distaccato lo tsunami delle feste.
Ma invece no, non ci riesco . i regali che ho iniziato a prendere li ho presi per priorità…o meglio, sono partita da quelli più facili : zii e parents. Per tutti , da anni, un pensiero gastronomico che dalle mie parti si traduce con un bel sacchetto da 5 kg di ottimo riso  J e un libro : alla mamy la Parodi (chiedo venia ma è proprio il libro per lei!!!) , al papy un libro fotografico sulla nostra città, di cartoline d’epoca.
Poi c’è il regalo per Marie Antoinette : impresa difficile , potete immaginare! Ma quest’anno c’è stata una sua richiesta specifica che ho subito colto e quindi non rimane che completare il tutto con un pensierino balsonè per far sì che la mia petite reine,  abbia una piccola sopresa…
Inutile dirvi che stilo, quotidianamente, liste di regali che sono in costante “workinprogress” J è tutto un fare e disfare senza arrivare a nulla…per ora! So già , quasi con certezza matematica, che al 24 dicembre correrò come una pazza per trovare i regali mancanti, prenderò cose che non mi  piacciono e che pagherò carissime. In più quest’anno Natale si farà da me e quindi vuol dire che non mi toccherà fare solo la mousse di prosciutto e il patè di fegatini, della serie “poca spesa tanta resa”J, no, quest’anno sarà a mia cura allestimento e pranzo .
Devo confessare che adoro occuparmi di queste cose il problema è il solito tempo! Il dono dell’ubiquità sarebbe un plus che apprezzerei ma temo di dover trovare alternative per gestire il tutto…
Il nostro pranzo di Natale è dai tempi antichi sempre lo stesso, un po’ stile anni ’70, rimodernato da qualche ricetta proposta per lo più dalla sottoscritta , ma in sostanza le portate e i piatti sono sempre quelli.
Io lo amo da sempre questo pranzo . la mia famiglia tutta riunita intorno a piatti noti, distribuiti sempre nello stesso ordine , facendo sempre gli stessi commenti, mi fa impazzire J . Potrei sovrapporre le parole e le immagini dei miei Natali e credo che le differenze sarebbero minime a me tutta questa ripetitività piace.
Ma quest’anno , per rimanere in linea con questo mio 2011 ricco di cambiamenti epocali, cambierà anche il nostro pranzo di Natale!
Cambieranno i piatti, cambieranno le portate, cambieranno i “fornitori”…insomma come ogni nuova gestione che si rispetti , proporrò piccole news alla mia famiglia super tradizionale .
Ho detto “piccole” news perché anche per me, guai a toccare il classico pranzo natalizio!
Non potrano mancare : l’insalata russa (very anni ’70) , le uova alla mimosa (anche queste molto “cucina italiana 1970”), il mio pane alle noci  fatto in casa (novità introdotta da una decina d’anni…) e per fortuna mancherà il panettone preso da mio papà…
L’uomo, che adoro, anzi di più, dopo un passato da vero intenditore di pasticcerie &affini (era anche il suo lavoro)  durante il quale acquistava solo prodotti super speciali e raffinatissimi, mi è scivolato nel delirio dei panettoni da iperstore , della serie “più farciti e strani sono, meglio è” L
Abbiamo tra i ricordi alcuni Natali festeggiati brindando davanti a d un non ben identificato panettone (???) a forma di magnum di cioccolato ripieno di creme alla fragola…Per me, uno shock ! Io sono per il classico panettone , il più standard possibile , per il quale, potrei vagare tra mille pasticcerie fino  a trovare quello  giusto!!!
E proprio in tema di dolce eccomi, in questi giorni,  sfogliare alcune riviste per farmi venire qualche idea carina …”Elle à table” mi propone una serie di bisquit ,uno meglio dell’altro,  e quindi in questa domenica tranquilla mi metto all’opera .
Non sarà il dolce che proporrò a Natale ,perché ci dovrà essere IL panettone J , ma oggi è il bisquit che voglio fare , anche perché non l’ho mai fatto!
Ingredienti:
3 uova
100 gr farina 00
20 gr cacao in polvere
120 gr zucchero
Ripieno:
Marmellata di arance
Copertura:
Cioccolato fondente
panna
Separare i tuorli dagli albumi e montarli con lo zucchero. Mescolar il cacao con la farina e aggiungerla alle uova. Poi montare i bianchi a neve ferma e incorporarli nell’impasto.
Prendere una teglia rettangolare (la mia 35x25 ca), foderarla con carta forno e stendere il composto livellandolo bene.
Forno a 200° per 10 minuti.
Dopodiché lo sfornate e lo mettete su un altro foglio di carta forno, staccando l’altro . arrotolate subito il bisquit da caldo con la carta forno e poi lo arrotolate ancora con uno strofinaccio umido, ben stretto fino a quando non è freddo.
A quel punto, lo srotolate e lo farcite. io ho usato la marmellata di arancia . lo riavvolgete e lo coprite con la ganache al cioccolato che ho fatto , ehm a occhio, mettendo a fondere a bagnomaria circa 100 gr di cioccolato . ho fatto raffreddare e ho aggiunto un tot di panna fino ad ottenere una crema morbida e spalmabile con la quale ho coperto il mio bisquit…
Non l’ho ancora assaggiato,a parte  “pulire” i cucchiai e le spatole dalla ganache e mangiucchiare i pezzi di biscquit che ho tagliato per pareggiare il rotolo…
In questo momento confesso il desiderio di voler essere come la  Nigella che si cucina un dolce a tarda sera , se lo porta a letto e se lo mangia di gusto , soddisfatta e serena : un dolce preludio per una notte costellata di sogni.
Appena finirò di scrivere farò proprio  come lei sperando di :non rovesciare il dolce sulle lenzuola, digerirlo senza problemi  e ,soprattutto ,non avere una notte costellata da…incubi anziché da sogni !!




domenica 26 dicembre 2010

AUGURI!!!

Solo un piccolo augurio ispirato da questo favoloso biglietto che ho ricevuto…
È una wonder renna natalizia e trovo che rappresenti bene , ehm corna a parte, la mitica wonder woman nella quel mi ritrovo spesso ma non per doti da super eroe ma piuttosto per riuscire a fare e disfare mille cose e in un nanosecondo. So di non essere sola in queste imprese titaniche che spaziano dalla gestione della casa che vogliamo perfetta, al lavoro nel quale dobbiamo dare il massimo, dai sentimenti che spesso non riusciamo (riesco) a gestire perse/a nelle complicazioni della (mia) vita agli amici ai quali dedichiamo (dedico) troppo poco tempo…
Più guardo questa wonder renna più mi fa impazzire!!! :-)….a partire dal morbido fianco largo u g u a l e a me !:-)) Poi dovrà sopportare le altre renne ( e non oso immaginare) per non parlare di babbo natale che chissà quanto sarà nervosetto e magari anche un po’ arterio…bè qualche anno ce l’ha pure lui , poi vogliamo dimenticare la noia del paesaggio artico senza un misero centro commerciale per fare un po’ di sano shopping!!! Insomma vita mica facile per la wonder renna!
Ha una faccia troppo simpatica e mi voglio illudere che nei vorticosi casini nei quali spesso mi ritrovo riesca ad essere un po’ simpatica anch’io come lei!
Sulle corna mi riservo un diplomatico “no comment” diciamo che potrebbero rappresentare tutte le cose antipatiche che dobbiamo subire e che non necessariamente colloco nella sfera sentimentale e anche in questo caso la wonder renna le porta con elegante nonchalance anche perché lei è pur sempre …una renna!!!:-)
A tutte le wonder woman più o meno manifeste , a tutte voi che un po’ lo siete (anche perché se oltre la gestione ordinaria ci aggiungiamo la gestione dei blog…..altro che super eroe!!) auguro Buone Feste !. Auguri rigorosamente in ritardo perché non si riesce ad arrivare a tutto anche per una wonder woman ( per di più di una certa età!!!) !!
All’anno prossimo! :-)

mercoledì 22 dicembre 2010

IL MIO SOLITO PAN DI SPEZIE DI NATALE


Ebbene si , il pan di spezie non si è bruciato nel forno come temevo (causa mia pausa di relax … vedi mio post precedente)
Quindi posso mostrare il risultato.
Quest’anno niente formine, tortine, mini porzioni. No. Quest’anno una bella teglia rettangolare , quella di mia nonna, che mi ha permesso di sfornare un bel rettangolo di dolce da tagliare in modo “rustico” (nel senso: senza usare il righello e la squadra!) e da confezionare in modo molto famigliare e semplice!
Mi sto un po’ stufando delle mono porzioni e dei finger’s food, mi ri-piacciono le torte che vanno tagliate e distribuite in storiche fette triangolari .In questo momento anche i cake salati preferisco farli negli stampi da plum cake piuttosto che distribuire l’impasto negli stampi muffins.
Di tutte le ricette che leggo nei blog, sulle riviste, sui libri , scarto quelle monoporzione a meno non siano le classiche tartine o crostini. Insomma il mio è un ritorno ai piatti vintage, agli anni ’70 dove le monoporzioni erano filosoficamente impensabili e i piatti erano opulenti e da condividere con la famiglia , istituzione salda e moralmente perfetta . Alla domenica di quegli anni, , tutte le domeniche, si mangiavano il risotto “giallo” (alla milanese) , l’arrosto con le patate al forno e la zuppa inglese.
La “botta di vita” era, ogni tanto, uno pseudo antipasto nel quale non mancavano mai i grissini con la fetta di crudo arrotolato e gli involtini fatti con il prosciutto cotto e l’insalata russa (che adoro!!!).
L’alternativa alla zuppa inglese per noi era spesso un vassoio di paste che il mio papà portava “dal lavoro” .Ebbene si lavorava tra pasticceri e pasticcerie vendendo, tra tante buone cose, cioccolato blasonato (che inizia con “C “e finisce con “affarel”) e se penso che avrei potuto lavorare con lui ma , per scelta, non ho voluto, mi viene oggi un vago senso di malessere per non dire altro…a parte questi ricordi , di sicuro le migliaia di formine, stampini di tutti i tipi e di tutti i materiali comprati in questi ultimi anni , li archivierò per un po’, almeno fino al mio prossimo cambio di rotta culinario. :-)
Sono fatta così, cambio umore e gusti in tempi brevissimi:sarà forse perché sono nata di lunedì, giorno della …luna??? . Non amo le parole come “assoluto”, “unico”, “per sempre” e questo mio modo fluttuante di pensare si ripercuote in ogni ambito del mio vivere.
A volte è una sensazione leggiadra a volte no… e ultimamente a questo mio umore altalenante si è aggiunto anche un “vago” senso di …storditezza che inizia a preoccuparmi .Ieri mattina a causa di questa mia “vaghezza” , che non voglio pensare legata all’età , ho lasciato a casa il cellulare …e oggi, non trovo più …le mie pastiglie per la pressione (alta, ovvio!!!) …ma si può??? Dove le avrò messe??? Di sicuro si trovano in qualche luogo estraneo al loro essere , tipo cassetto della biancheria oppure cassetto attrezzi cucina…chissà…di certo dovrò subito telefonare al mio medico per farmele prescrivere al volo . Quindi tra le mille cose che ho fatto stasera ho dovuto aggiungere : attraversare la città per raggiungere il medico, riattraversarla per andare in farmacia (si perché devo andare nella mia farmacia preferita, dove ci lavora un’amica, così ho approfittato per farle gli auguri e ho preso anche crema viso che ho finito … ) poi ultimi regali “a volo” e blitz al super…insomma il delirio di impegni continua e continuerà fino al mitico Natale!
Chiedo dunque, già venia, per la mia assenza nei prossimi giorni dal mio amatissimo e terapeutico spazioblog…: non so che ne sarà di me….:-)

Pan di spezie

Ingredienti
250 gr di farina auto lievitante
150 gr zucchero
Cannella, zenzero, noce moscata , pepe nero, anice stellato (quantità a scelta, secondo i vostri gusti)
125 gr miele
2 dl latte
Pizzico di sale

In una ciotola mettere la farina, lo zucchero,le spezie e il pizzico di sale.
Scaldate il latte con il miele, dopodiché versatelo nella ciotola e mescolate bene.
Travasate il tutto o in uno stampo unico oppure in mini stampi (tipo muffins)
In forno a 180° per circa 45 minuti per una teglia grande oppure 25 minuti per stampi piccoli.
Il dolce è pronto quando supera la prova stecchino che deve uscire asciutto dall’impasto.
Si conserva perfettamente per giorni in scatole di latta e profuma di…Natale! Fantastico! ;-)

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