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domenica 8 febbraio 2015
I LOVE PASTINA ...
E' grave? :-)
Spero di no, perché io, da sempre, la pastina la amo.
Questo non è assolutamente un post per una ricetta quanto piuttosto di una certa "filosofia" di pensiero...
Innanzi tutto va detto che io , da bambina, sono cresciuta a zuppe. Inappetente e svogliata mangiavo volentieri dolci (eh...bè...) e minestre.
Campionessa di zuppe speciali era mia nonna che da buona "crucca" mi preparava minestre d'orzo, di crauti e fagioli, di patate e speck...tutte con profumi e sapori che non riesco più a ritrovare .
La "banale" minestrina era opera invece della mia mamma, che non ha mai amato cucinare anche se ,per dovere, sapeva essere una cuoca eccellente.
Adesso, sarà l'età :-) , mi viene sempre più voglia di questo piatto, se possiamo chiamarlo tale.
Stelline, anellini, "grumini", quadrucci, risoni, filini...ma che bei nomi hanno le paste per fare la pastina? Sembrano usciti da qualche fiaba...
E confesso anche che la preferisco con il brodo vegetale, quello leggero leggero che si fa veloce con la pentola a pressione mettendo una zucchina, una carota, una cipolla, un gambo di sedano e magari una piccola patata.
Non metto nemmeno il formaggio grattugiato, la mangio così .
Il vapore che esce dal piatto, e i formati di pasta così carini, la rendono quasi elegante . E se poi utilizziamo uno di quei bei cucchiai , un po' vecchi, pesanti, quelli delle nostre nonne, allora l'atmosfera mi piace ancor di più!
Più volte ho scritto e sostengo fermamente che sono le cose semplici ad essere le più appaganti.
Niente sofismi culinari ma solo una sorta di "tabula rasa" per azzerare ogni cosa.
Riparto dalla pastina e ritorno bambina, senza vergognarmi per questo. E mi sento bene.
Complice una foto scattata per caso e una prova "calligrafica" (non me ne vogliano gli esperti!!!) eccomi a pubblicare un post sulla pastina!!!
Cose strane succedono a Le Chat Egoiste!!!
mercoledì 4 luglio 2012
RISOTTO AL SALMONE E...NON CI SONO PIU' GLI UOMINI DI UNA VOLTA! PER FORTUNA :-)
Cosa c’entra un risotto con gli uomini di una volta? C’entra
c’entra perché a casa mia risotto uguale
a papà ,quindi uguale a uomo, quindi uguale a uomo di altri tempi.
Sempre più spesso mi capita di leggere articoli più o meno
leggiadri su donne che lamentano la scarsa attenzione, presenza , gentilezza
degli uomini d’oggi e parlano dell’uomo
all’antica come se fosse l’equivalente del principe azzurro.
Se penso agli uomini “all’antica”della mia famiglia non
riesco a trovarci un “plus” e questo
risotto, preparato peraltro da un uomo “moderno” (la dolcemetà), mi è da spunto
per far notare che “ai tempi”(diciamo intorno agli anni 60/70) ben pochi uomini si sarebbero messi ai
fornelli per cucinare qualcosa per le proprie mogli, compagne, fidanzate ma
sicuramente avrebbero messo i piedi sotto al tavolo pretendendo e
ordinando convinti della giustezza delle
loro pretese…
Remeber:
Quando ero una bambina il piatto “in” di casa mia era il
risotto.
Mia mamma lo cucinava/cucina
benissimo e mio papà era/è un estimatore di questo piatto.
È un piatto tipico delle mie zone (Piemonte/Lombardia) e
,oltre alle ricette classiche , mia mamma lo preparava in mille modi e anch’io
mi cimentavo ogni tanto .
I risotti della mia mamy riscuotevano sempre enorme
successo. Quando venivano ,di domenica, i miei zii a pranzo era ovvio lei
facesse il risotto che veniva votato simpaticamente dai commensali. i voti??? Altissimi. Sempre!
Tra le tante varianti che preparava , una era il “risotto
mare” come lo chiamava mio papà .
La situation comedy del risotto mare era pressappoco così (ogni santa volta)…
Sabato (si proprio solo al sabato) – ore 18 (si proprio
verso quest’ora)
Papà, seduto comodo sul divano,: "ma lo sai che io questa
sera mi mangerei un bel risotto mare???"
Mamy, che era già in cucina a preparare cena : "ma…non ho in
casa niente…"
Papà: "ah….però io lo mangerei davvero di gusto. Eh bambine??
Voi non avete voglia di un bel riosttino mare????"
Mamy:"dai, vado un salto al super …"
E infatti andava ,al volo, al supermercato che per fortuna
era/è ancora, vicino casa…
Ed eccola che tornava con ogni ben di Dio di pesce e tutta
“felice” si metteva ai fornelli per preparare il piatto al suo amato marito…
Ehm….correzioni:
“felice” : assolutamente no! La mia mamy, pur cucinando
molto bene, odiava/odia cucinare. Lei vivrebbe di panini e di conseguenza sai a
lei cosa gliene importava del risotto mare….
Amato: eh, si…mio papà era/è
amatissimo dalla mia mamy che
l’aveva/ha sempre assecondato in tutto, pendendo letteralmente dalle sue
labbra.
Non ho conosciuto nessuna mamma delle mie amichette di allora così innamorata
di suo marito!
Ma oggi chi di noi si comporterebbe così??? chi correrebbe a fare la spesa per soddisfare la voglia di un piatto desiderato dal proprio marito, fidanzato, compagno, magari dopo una giornata di lavoro bella tosta?? Azzardo a dire che forse, è pià facile che qualche uomo faccia pazzie del genere!
Il mio papy è un uomo d’altri tempi, di quelli che non hanno
mai fatto (e mai faranno) niente in casa, al quale tutto è dovuto e gli è sempre stato permesso dalle 3 donne “di casa”:io, la mia mamy e mia sorella : averci tutte al suo servizio era la normalità
per lui ma anche per noi!!!
Un altro uomo dei tempi, degno di nota, è il mio mitico zio
Marcello , ancora più maschilista del mio papy. Non solo non ha mai cucinato un
uovo sodo, ma ha sempre dato giudizi sui
piatti che cucinava (cucina) la mia zia Leru (che peraltro è bravissima) dando
voti, sparando sentenze a destra e a manca e , soprattutto usando sempre come
metro di paragone “la sua mamma” anzi “ la su mamma” (visto che è toscano)
semplicemente da mettergli le mani addosso (in senso violento!!)
E mi fermo solo ad aneddoti “culinari”
Un ‘altra storiella carina riguarda sempre il mio papy che è
rimasto famoso per i “suoi gnocchi”
“ah, gli gnocchi che fa l’Arnaldo!!!!”
Allora, il mio papy
ha “fatto gli gnocchi solo una , dico una, volta, durante la quale mia mamma ha
preparato tutto: patate bollite, le ha impastate con farina e uovo e lui, ha
messo nell’impasto un goccio di grappa (il segreto dello chef) e basta.
Mi è stato raccontato che per questa occasione era tutto
“bardato” con grembiule ad hoc e che il
gesto del versare il liquore nell’impasto era stato molto scenico e..solenne!
Bè, di quegli gnocchi si parla ancor oggi e risalgono agli
anni 60 ed io ero piccina picciò e quindi non ho nemmeno avuto l’onore di
assaggiarli!!!
Uomini “seri, responsabili, che avevano la famiglia come
primo pensiero…questa era la facciata , poi che fossero così integerrimi, io
non ci credo e il “pensare alla famiglia” non faceva certo loro rinunciare ad approfittare di tutti
i “benefit” che questo comportava…a partire da un conclamato servilismo da
parte delle mogli, devote, sottomesse e per questo…spose felici!
Così doveva essere.
Oggi ci si lamenta che “non esistono più gli uomini di un tempo” e io dico “per fortuna”ed ho analizzato molto superficialmente e solo “culinariamente parlando”, due uomini della mia famiglia, uomini dei “favolosi anni ’60.
Tonando al risotto quello di cui vi parlo non è proprio il
risotto mare dei parents , ma sempre di pesce si tratta e se proprio devo dirla
tutta non è nemmeno farina del mio sacco ma della dolcemetà…
Pur avendo gusti culinari assolutamente opposti, ogni tanto
scovo dei punti di contatto e tra questi
c’è il risotto. Di questo sono felice perché riesco finalmente a mangiare
quello che mi piace , che in sintesi sarebbe : primi piatti e dolci. Lui
ovviamente preferisce: carne e pesce.
Insomma due universi paralleli…ma essendo un uomo “moderno”,
lui cucina ,perché oggi di uomini che “mettono le gambe sotto al tavolo” e
basta ne esistono molto ma molto pochi.
E questo è un bene…
Anyway……
Doppio piacere per questo riso che oltre ad essere “riso” (per cui per me poteva essere sufficiente) era pure buonissimo perché quando lui cucina non è avaro di condimenti che esaltano il sapore mentre io cerco sempre di dosarmi un po’ a scapito del gusto.
Ingredienti::
per il brodo di pesce :
cipolla
bianca o bionda
1 costa
di sedano
1 carota
3-4
rametti di prezzemolo
mezzo
cucchiaino di sale grosso (5 grammi)
un
cucchiaino di pepe nero in grani
500 g di
teste e di lische di pesce
2 litri
d’acqua
Sbucciare la cipolla.
Lavare la costa di sedano, affettarlo nello
spessore di 2-3 centimetri.
Lavare la
carota, eliminare le estremità ed affettarla nello spessore di mezzo
centimetro.
Lavare i
rametti di prezzemolo.
Mettere
tutte le verdure in una capace pentola, unire il sale grosso, il pepe, le teste
e le lische di pesce e coprire con l'acqua.
Mettere
la pentola sul fuoco e portarla a bollore.
Abbassare
il fuoco al minimo e lasciar sobbollire lentamente 30 minuti coperto.Trascorso
il tempo di cottura spegnere il fuoco, scolare le verdure e il pesce e filtrare
il brodo attraverso un colino a maglie fini.
(scusate la spiegazione asettica ma non l’ho peparato io e
non è una delle mie specialità )
Ingredienti per il risotto (4 persone) :
350 gr riso carnaroli
Olio extravergine di oliva
Burro
Cipolla
Trancio di salmone tagliato e tocchetti
Prezzemolo
Buccia di limone grattugiata
Brodo di pesce
Ci si comporta come qualsiasi risotto per il quale è
preferibile un leggero soffritto di cipolla nell’olio evo e una punta di burro.
Dopodiché si fa imbiondire il riso e poi si inizia ad innaffiarlo con profumato
brodo di pesce . Quando si è a metà cottura circa, si mettono i pezzetti di
salmone che si sfalderanno un pochino con la cottura. Ma non bisogna
disperarsi! Il pesce rosa si mescolerà perfettamente tra i chicchi di riso
insaporendoli ancor di più.
Quando il risotto è pronto prendiamo il coraggio di
aggiungere un altro pezzo di buon burro e mescoliamo mantecando il tutto. Alla
fine , solo alla fine, una spruzzata di coreografica buccia di limone e di
prezzemolo.
Che profumo delizioso!
Quasi quasi invito il mio papy…..
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domenica 27 novembre 2011
ZUPPA DI LIMONE : UNA RICETTA "RUBATA" E..."PICCOLE" MANIE :-)
Spesso mi succede di strappare le pagine da giornali vari, quando vedo una ricetta che mi interessa Lo faccio per non costringermi a tenere quantità esagerate di riviste anche se questo espediente non mi esime dall’avere una libreria quasi a loro dedicata! Subisco il fascino dell’edicola in modo devastante! E quando mi capita di entrare in quei bellissimi store che vendono libri e riviste italiane ed estere la debacle finanziaria è certa!
Arrivo sempre alla cassa con un discreto numero di riviste e pure qualche libro non previsto a preventivo…Ma mentre i libri mai e poi mai li butterei, mai e poi mai potrei strappar loro pagine, con le riviste vado giù più piatta J e strappo e butto… J))
Ultimamente però mi capita di farlo anche con riviste non…mie!
La mia mamy me lo avevo detto che nella vita andava così : passano gli anni e volano via i fremi inibitori… quindi eccomi andare dal parrucchiere e strappare pagine pure dalle sue riviste. L’educazione mi fa però chiedere il permesso…
“scusa Franco, posso strappare la pagina di questo giornale?” chiedo con un sorriso reso ancora più ebete dal fatto che ho i capelli divisi in ciocche contenute in carta stagnola e fermate qua e là da mollettoni …
Lui gentile annuisce ma a volte mi fa notare che il giornale è proprio quello nuovo, non posso proprio aspettare di strapparla la prossima volta?
Eh no, caro Franco , la psicotica raccoglitrice di pagine di giornali deve avere subito l’oggetto del desiderio, non posso aspettare…
Invece : “ah, già scusa….andrò in edicola a prendere questo numero”
Grrrrrrrr
Inutile dirvi che uscita dal parrucchiere vado davvero a comperare la rivista incriminata
.Il problema grande è però dove mettere tutte queste pagine volanti, come raccoglierle in modo pratico, ordinato e possibilmente…elegante ! (noblesse obblige, sono pur sempre la mamma di Marie Antoinette! J )
Allora vado alla ricerca di “porta listini” (ho scoperto si chiamano così) sorta di raccoglitori con buste di plastica nelle quali inserire i fogli . Ovviamente cerco quelli con più “pagine” e personalizzo le copertine ad hoc : ecco lanciarmi su internet scaricare un po’ di foto d’autore (trad: qualsiasi purchè NON mia!!!) e, utilizzando Photoshop o similia, creo copertine a tema : “primi piatti” “ dolci” “ to do” (di questi “porta listini” ne avrò non so quanti) “menu importanti”, ecc…..
Questi vanno riposti nella libreria delle riviste e la giusta rotazione sarebbe :
prendo le riviste di cucina che mi ispirano, le tengo intonse per qualche anno , poi durante pomeriggio domenicale uggioso, piovoso, grigio, prendo il malloppo e inizio le mie “scelte editoriali” strappando pagine a destra e a manca , cercando già di dividerle per tema .
a queste si devono aggiungere anche le pagine volanti che raccolgo ogni tanto (ogni giorno???) da giornali, stampate da internet,ecc….
lo scenario che si presenta mi vede seduta per terra in mezzo a montagne di fogli e foglietti, impegnatissima e serissima e, soprattutto, soddisfattissima quando butto via i “poveri resti” dei giornali e risistemo la libreria con la selezione effettuata convinta di aver creato nuovi spazi per ….nuove riviste. Il più delle volte rimango amaramente delusa perché lo spazio ottenuto è molto inferiore alle aspettative anche perchè il numero delle riviste che ritengo "da buttare" è sempre molto esiguo e i “porta listini” nuovi sostituiscono bene o male lo spazio occupato precedentemente dai giornali e oltretutto, stilisticamente parlando J, non sono proprio belli da vedere. Da qui un ulteriore studio per cercare di capire se è meglio metterli di taglio o di piatto…
insomma come potete immaginare non è cosa semplice , soprattutto è molto ma molto difficile trovare una ricetta perché non mi ricordo MAI dove posso averla archiviata , per cui, ogni tanto prendo una “raccolta” a caso e scopro pagine dimenticate e trovo idee insperate…
tra le mie pagine volanti (ancora da archiviare) ecco questa :
Zuppa di limone
(dosi per 4 persone)ingredienti:
2 cucchiai di maizena1 lt brodo di pollo
4 cucchiai di riso
1 limone
2 uova
Noce moscata
Sale
pepe
Sciogliere i 2 cucchiai di maizena in una ciotola con parte del brodo di pollo .
Il rimanente lo mettete sul fuoco e , al bollore, buttate i 4 cucchiai di riso. Per 10 minuti li fate cuocere a pentola coperta a fuoco basso. Poi togliete il coperchio e fate cuocere per altri 10 minuti abbondanti. Nel frattempo grattugiate la buccia del limone e ne se spremete metà, tenendo il tutto da parte.In una ciotola sbattete le uova con una piccola frusta versando il succo del limone poco alla volta.
Regolate di sale e pepe profumate con la noce moscata e aggiungete la buccia del limone precedentemente grattugiata.
Quando il riso sarà ben cotto, più del normale , versate il poco brodo nel quale avevate fatto sciogliere la maizena e mescolate con una frusta e frullate il tutto con il minipimer ottenendo una crema alla quale aggiungerete anche la “salsa” al limone .
Rimettere la zuppa a fiamma bassa per far addensare e servire.
A me questa zuppa è venuta densissima quindi ritengo un “di più” aggiungere la maizena. Già il riso frullato dà la giusta densità a questo piatto, almeno , secondo me.
L’ho assaggiata molto curiosa e mi è piaciuta tantissimo! Veloce da fare e d’effetto.
Perfetta con una veste rustica ma non male anche in veste più glam, servita in tazze bianche moderne e lineari ma senza dimenticare un tocco di “ancien” che fa chic ed ecco perfetti i mestoli della nonna per servirla !
Il preambolo a questo piatto per dirvi che la ricetta di oggi proviene dalla pagina strappata ad una rivista …del mitico parrucchiere…ma lui non lo sa…
di sicuro lo sa la signora che era seduta vicino a me che mi aveva guardata malissimo ma ho cercato di far finta di niente , non senza fatica .In effetti non ero proprio a mio agio ma anche per questo, la mia mamy, mi ha detto che con l’età si migliora! Passando gli anni dovrei riuscire a fare anche un sorrisino alla signora in causa e magari fare anche qualche battutina ironica!!! Wow!! Non vedo l’ora di avere 80 anni!!!
lunedì 9 maggio 2011
FUGA DI COMPLEANNO...:-)
Festeggiare il compleanno mi è sempre piaciuto ma negli ultimi anni mi accorgevo ad essere la sola a godere di questa mia festa!!! Solo io ci tenevo alla torta , a spegnere le candeline a cantare “ tanti auguri a te…”
Gli altri erano un corollario dovuto (erano parenti stretti!!!) e partecipanti più per dovere che per piacere. Dico questo senza tristezza o vittimismo ma solo con oggettiva consapevolezza e d’altro canto, per me l’unica cosa importante era farmi la festa!!! :-)
Ma quest’anno è un anno “strano”. È un anno nel quale mi vorrei diversa e nel quale mi piacerebbe perdere tutte le mie cattive abitudini e i miei modi di pensare sbagliati. Un anno per osare senza i soliti sensi di colpa (veramente troppi!) .
E quindi anche il mio compleanno doveva essere “diverso”. Un po’ aiutata e spinta da alcune mie amiche d’ufficio (si, ho questa fortuna non solo colleghe ma anche amiche!!) ho programmato una “fuga di compleanno”.
Quindi nessun pranzo preparato negli sprazzi di tempo, correndo qua e là per trovare ingredienti e “picicherìe” per allestimenti tavola originali…nessuna scelta di tovaglia con solita disperazione per constatare che sarebbe ora di rinnovare il “corredo”, nessuna ansia da bicchieri e piatti spaiati…
Nulla di tutto ciò. Ho avvisato Marie Antoinette (che non mi è sembrata particolarmente disperata) e poi solo una telefonata alla mamy : “questo week end vado al mare….sai prima del trasloco, così mi riposo”
“Braaaaaaaava,, cara! Fai solo bene…non preoccuparti per LE feste… faremo un’altra volta !!”
“LE feste???”
“Ma si, domenica è anche la MIA festa : quella della mamma!!!!!”
È vero!!! È una festa che non ho mai retto e della quale non mi interessa un emerito…al contrario della mia mamy che onora qualsiasi festa soprattutto quelle in cui è la protagonista...facendo la solita parte di quella alla quale non importa ma guai a dimenticarsi di farle gli auguri!!!!
Mi sono, stranamente, fatta scivolare il tutto , mare arrivo: ho preparato una borsa ikea blu invece del solito trolley, proprio per connotare ancora di più l’eccezionalità e l’originalità della mia fuga: very wild…..per quanto io possa essere wild!!!! ;-)
Il giorno fatidico era sabato e la dolcemetà ha preparato il barbecue che sa di mare, vacanza, leggerezza, vita easy…
Giornata di sole ma fresca : perfetta per mettersi al sole per la prima abbronzatura !
Nessuna ricetta sfiziosa o glamour , solo un branzino alla griglia con dei peperoni oliati e agliati abbondantemente e qualche gambero qua e là !
Torta??? Nessuna torta!!! Non è possibile !! Proprio io che vivrei di dolci (farli e mangiarli) e poi proprio al mio compleanno senza torta??? Ebbene si!
Siamo andati al super al mattino e ho preso una torta pseudo sintetica bella e confezionata . Gusto?? Crema e amarene.
Una micro torta , diametro 15, che mi sono accorta, una volta arrivati a casa, essere anche gluten free…
Mi sono venute in mente le trasmissioni televisive, i libri , le riviste patinate che seguo e parlano di cucina, di mise en place, di accostamenti di gusti e colori, di galateo , di chef, di ricette speciali .
Mi sono guardata intorno: terrazza , costume con canotta e shorts di jeans, barbecue fumante, tavola semplice , torta “finta”, invitati…ehm….2 !
Che dire???? Ho trovato questo mio compleanno troppo… snob!
Una festa intima e assolutamente diversa da quanto ero abituata.
Una festa che non mi ha vista ai fornelli e a girare come una trottola per preparare tutto perfetto e in tinta come piace a me …
Ma non ho potuto resistere ad un tocco chic (sono pur sempre la mamma di Marie Antoinette) e per l’occasione ( era pur sempre il mio compleanno) , ho indossato un cappello da ... Ascot :-), rigorosamente con il look marino sopra descritto e… pure scalza!!!
Ditemi voi se questo non è stato un compleanno very very snob!!! :-)
lunedì 18 aprile 2011
QU'EST-CE QUE C'EST? MAIS, UNE RILETTE... NATURELLEMENT :-) !
“Rilette” è un nome che già di per sé mi piace : è più trendy di “mousse” che è un po’ inflazionata . Inoltre questa rilette fa parte di un libro che adoro : per le foto, le ambientazioni e la semplicità e la fattibilità delle ricette riportate : provare per credere!
Il libro è “Garden party”, “leggermente” blasoné (chi di voi non ha un podere in Normandia/Bretagna dove invitare amici per feste chiccosissime presentando deliziosi piatti cucinati da voi ????) del quale avevo parlato qui
La pagina delle rilettes l’avevo segnata subito : una più invitante dell’altra e una più semplice dell’altra: c’è quella al salmone, al tonno, alle sardine e quella allo sgombro.
Eccomi dunque ad organizzare un pranzo per il compleanno di mia sorella con nostri parents e parenti.
Tempo poco , casa non ancora come dovrebbe essere ma mi sono impegnata ugualmente anche se non ho potuto soddisfare tutte le mie mille manìe che sfodero quando si deve apparecchiare, presentare, cucinare…
Non dispongo (e non ho mai disposto!) di tante e belle stoviglie , di tanti e bei servizi di posate e bicchieri, di tovaglie e argenterie e quindi da sempre le mie sono state tavole creative …per forza!
Ma come diceva un mio insegnante , è proprio nei limiti che esce la creatività vera . Parole sante e forte di questo concetto, mi sono sempre inventata abbinamenti e presentazioni sfruttando di base quello che avevo, aggiungendo, qua e là, vari orpelli decorativi…
Per esempio nel caso specifico , eravamo in 9 con solo 6 sottopiatti uguali…e gli altri 3???
Ne ho presi altri super economicissimi (6) diversi e li ho alternati. La fortuna vuole che nei miei acquisti , non mi discosti dai soliti colori che riesco ad abbinare senza choc cromatici! (come faccio peraltro anche nel mio abbigliamento : difficile non riuscire ad abbinare nero, beige, grigio e bianco….)
Dato che siamo in primavera la tavola è stata ecru, bianco e varie tonalità di verde .
Sottopiatti di legno chiaro e sottopiatti di rafia verde scuro , piatti bianchi, tovaglioli verde prato con fiocchetto di rafia naturale, tovaglia ecru e coprimacchia bianca con radi disegni (tipo stencil ) verdi …very simple.
Il menu tradizionale (il parentado è abbastanza “old” e non ama le novità culinarie…sigh!) quanto basta per poter introdurre un qualcosa di nuovo :
lasagne al pesto e ricotta (un classico)
vitel tonné (da menu anni ’70 ma veramente buono…carne tenerissima e salsa tonnata perfetta! Mi faccio i complimenti da sola perché io la carne non la so cucinare e ogni volta che ci azzecco mi sembra…un miracolo!)
rotolo di pan carrè con salmone e rucola (grazie a ely)
classica frittata con la mentuccia (toscana! Quella “vera”!!!!)
la mitica rilette di sgombro : new entry
dolce: la charlotte della zia leru (che ha portato da milano, fatta cone le sue mani d’oro) anche questa molto anni ’70 e molto , per noi di famiglia, classica per i compleanni (vedi compleanno della mia mamy)
Devo dire che questa rilette ha avuto un successo insperato! Servita con crostini di pane abbrustolito ha fatto la sua bella figura e , sapendo che era una ricetta del “Garden party” io ero molto soddisfatta di averla proposta ai miei , ….che nemmeno hanno la più pallida idea di cosa sia “Garden party”, anyway….!
Quando l’ho portata in tavola e ho detto “ Qui poi c’è anche una rilette di sgombro” con finta nonchalance cercando di darmi un po’ di tono blasonè :-) , mio zio mi ha guardato preoccupato e mi ha detto “ una che????”
e io “una rilette…” e poi non lo volevo dire ma ho aggiunto” una specie di mousse”
Un “ahhhhh” rilassato è uscito dalle sue labbra che tradotto voleva dire: stiamo tranquilli allora….
Anche perché anni fa avevo proposto , sempre a questo zio, durante un pranzo, un tortino di verdura e di miglio che lui aveva trovato buono ma quando aveva saputo gli ingredienti si era seriamente offeso e mi aveva detto “Ma come???? Mi dai da mangiare la roba che si dà ai canarini????”
Quindi era seriamente preoccupato della natura della “rilette” e probabilmente ha temuto si trattasse della pappa di Eu (mon chat egoiste !!!)
Marie Antoinette non ama troppo il pesce ma ha gradito, anche solo per il nome francais… :-)
E devo dire che ieri ha addirittura posato la sua regale corona per darmi una mano sia a servire che a sparecchiare…temo in arrivo glaciazioni improvvise da “The day after tomorrow”…
Ma forse è solo la mia cattiveria e ingratitudine a farmi parlare così : dovrei essere onorata del comportamento della petite reine che con grazia ed eleganza mi ha sparecchiato piatti e bicchieri persino con il sorriso sulle labbra…mah???
Potere della blasonata rilette???
Ingredienti:
2/4 sgombri (circa 1 kg)
timo (io avevo l'origano...)
alloro
50 gr burro morbido
1 bicchiere vino bianco
il succo di 1 limone
150 gr crème fraiche
1 mazzetto erba cipollina (che non avevo...)
4 scalogni
sale e pepe
accendere in forno a 210° (così dice la ricetta, io l'ho messo a 180°). lavare gli sgombri e metterli in una pirofila con timo (io,origano) scalogni tritati, alloro e bagnarli con il vino. cucocerli in forno per circa 15 minuti. fate raffreddare in un piatto :togliere la pelle, le lische, i profumi e schiacciate i filetti con una forchetta incorporando il burro morbido. salate e pepate unite il sugo di cottura (io non l'ho fatto...) , il succo del limone, la crème fraiche e l'erba cipollina (che ci stava di un bene!!!ma io non avevo...) mescolare bene il tutto , schiacciare in una terrina e mettere in frigo per almeno 12 ore (conviene prepararla il giorno prima così sarà perfetta!)
Il libro è “Garden party”, “leggermente” blasoné (chi di voi non ha un podere in Normandia/Bretagna dove invitare amici per feste chiccosissime presentando deliziosi piatti cucinati da voi ????) del quale avevo parlato qui
La pagina delle rilettes l’avevo segnata subito : una più invitante dell’altra e una più semplice dell’altra: c’è quella al salmone, al tonno, alle sardine e quella allo sgombro.
Eccomi dunque ad organizzare un pranzo per il compleanno di mia sorella con nostri parents e parenti.
Tempo poco , casa non ancora come dovrebbe essere ma mi sono impegnata ugualmente anche se non ho potuto soddisfare tutte le mie mille manìe che sfodero quando si deve apparecchiare, presentare, cucinare…
Non dispongo (e non ho mai disposto!) di tante e belle stoviglie , di tanti e bei servizi di posate e bicchieri, di tovaglie e argenterie e quindi da sempre le mie sono state tavole creative …per forza!
Ma come diceva un mio insegnante , è proprio nei limiti che esce la creatività vera . Parole sante e forte di questo concetto, mi sono sempre inventata abbinamenti e presentazioni sfruttando di base quello che avevo, aggiungendo, qua e là, vari orpelli decorativi…
Per esempio nel caso specifico , eravamo in 9 con solo 6 sottopiatti uguali…e gli altri 3???
Ne ho presi altri super economicissimi (6) diversi e li ho alternati. La fortuna vuole che nei miei acquisti , non mi discosti dai soliti colori che riesco ad abbinare senza choc cromatici! (come faccio peraltro anche nel mio abbigliamento : difficile non riuscire ad abbinare nero, beige, grigio e bianco….)
Dato che siamo in primavera la tavola è stata ecru, bianco e varie tonalità di verde .
Sottopiatti di legno chiaro e sottopiatti di rafia verde scuro , piatti bianchi, tovaglioli verde prato con fiocchetto di rafia naturale, tovaglia ecru e coprimacchia bianca con radi disegni (tipo stencil ) verdi …very simple.
Il menu tradizionale (il parentado è abbastanza “old” e non ama le novità culinarie…sigh!) quanto basta per poter introdurre un qualcosa di nuovo :
lasagne al pesto e ricotta (un classico)
vitel tonné (da menu anni ’70 ma veramente buono…carne tenerissima e salsa tonnata perfetta! Mi faccio i complimenti da sola perché io la carne non la so cucinare e ogni volta che ci azzecco mi sembra…un miracolo!)
rotolo di pan carrè con salmone e rucola (grazie a ely)
classica frittata con la mentuccia (toscana! Quella “vera”!!!!)
la mitica rilette di sgombro : new entry
dolce: la charlotte della zia leru (che ha portato da milano, fatta cone le sue mani d’oro) anche questa molto anni ’70 e molto , per noi di famiglia, classica per i compleanni (vedi compleanno della mia mamy)
Devo dire che questa rilette ha avuto un successo insperato! Servita con crostini di pane abbrustolito ha fatto la sua bella figura e , sapendo che era una ricetta del “Garden party” io ero molto soddisfatta di averla proposta ai miei , ….che nemmeno hanno la più pallida idea di cosa sia “Garden party”, anyway….!
Quando l’ho portata in tavola e ho detto “ Qui poi c’è anche una rilette di sgombro” con finta nonchalance cercando di darmi un po’ di tono blasonè :-) , mio zio mi ha guardato preoccupato e mi ha detto “ una che????”
e io “una rilette…” e poi non lo volevo dire ma ho aggiunto” una specie di mousse”
Un “ahhhhh” rilassato è uscito dalle sue labbra che tradotto voleva dire: stiamo tranquilli allora….
Anche perché anni fa avevo proposto , sempre a questo zio, durante un pranzo, un tortino di verdura e di miglio che lui aveva trovato buono ma quando aveva saputo gli ingredienti si era seriamente offeso e mi aveva detto “Ma come???? Mi dai da mangiare la roba che si dà ai canarini????”
Quindi era seriamente preoccupato della natura della “rilette” e probabilmente ha temuto si trattasse della pappa di Eu (mon chat egoiste !!!)
Marie Antoinette non ama troppo il pesce ma ha gradito, anche solo per il nome francais… :-)
E devo dire che ieri ha addirittura posato la sua regale corona per darmi una mano sia a servire che a sparecchiare…temo in arrivo glaciazioni improvvise da “The day after tomorrow”…
Ma forse è solo la mia cattiveria e ingratitudine a farmi parlare così : dovrei essere onorata del comportamento della petite reine che con grazia ed eleganza mi ha sparecchiato piatti e bicchieri persino con il sorriso sulle labbra…mah???
Potere della blasonata rilette???
Ingredienti:
2/4 sgombri (circa 1 kg)
timo (io avevo l'origano...)
alloro
50 gr burro morbido
1 bicchiere vino bianco
il succo di 1 limone
150 gr crème fraiche
1 mazzetto erba cipollina (che non avevo...)
4 scalogni
sale e pepe
accendere in forno a 210° (così dice la ricetta, io l'ho messo a 180°). lavare gli sgombri e metterli in una pirofila con timo (io,origano) scalogni tritati, alloro e bagnarli con il vino. cucocerli in forno per circa 15 minuti. fate raffreddare in un piatto :togliere la pelle, le lische, i profumi e schiacciate i filetti con una forchetta incorporando il burro morbido. salate e pepate unite il sugo di cottura (io non l'ho fatto...) , il succo del limone, la crème fraiche e l'erba cipollina (che ci stava di un bene!!!ma io non avevo...) mescolare bene il tutto , schiacciare in una terrina e mettere in frigo per almeno 12 ore (conviene prepararla il giorno prima così sarà perfetta!)
venerdì 8 aprile 2011
"VIA COL VENTO"...IN BICICLETTA...
Giuro. Ieri sera volevo cucinare qualcosa di carino da pubblicare sul blog ma non ce l’ho fatta…
La giornata era iniziata bene, piena di energia : ho portato macchina a lavare: erano mesi che mi ripromettevo di farlo e finalmente ce l’ho fatta. Poi visto che il discount vicino casa apre alle 8 ho fatto una mini spesa veloce e poi sono andata in ufficio e uscita da questo luogo di sangue sudore e ,soprattutto, lacrime , ho lasciato la voiture a marie antoinette e ho preso la bici per andare a trovare la mia mamy che non è proprio in forma a causa di una brutta bronchite.
Abitiamo ai due poli opposti della città e quindi, con zelo sportivo, mi sono messa a pedalare tutta felice per questa botta di fitness piacevole e che sa di primavera.
Per raggiungere la mamy non devo attraversare il bosco come cappuccetto rosso ma il centro cittadino, nonchè isola pedonale nonché ricco di negozi e, quindi, di tentazioni.
Inutile dirvi che mi sono fermata in libreria e credo , questa volta, di avere davvero superato me stessa. Ho preso un libro che avevo già in confezione cartonata (rigida, che a me non piace) .
La nuova edizione economica è in formato leggermente più piccolo e soprattutto in brossura (che adoro!!) : non ho saputo resistere ! Mi sono però ripromessa di regalare la versione cartonata ad una mia amica !:-) Poi mi sono presa due libri in edizione economica genere archeologico/avventuroso tipo “codice da vinci” che a me piacciono .
Niente di grave se non per il fatto che nel pomeriggio collegandomi ad amazon sono scivolata sui tomi della Julia Child….ebbene si, anche a costo di leggerli con il vocabolario al mio fianco (il mio english lascia molto a desiderare…) non ho resistito e me li sono regalati (ma quanto mi voglio bene????) insomma giornata intensa come attività e anche come acquisti letterari.
Inutile aggiungere che dalla mia mamy faccio arrivare i libri che ordino su internet e oggi , oltre ad andare a trovare la “ragazza” andavo anche a ritirare un libro di cucina ordinato la settimana scorsa .
Ma non è per me è un regalo!!!!!!!!!!!!!!!!! :-)))
Insomma in bicicletta con le borse cariche di libri,l’esercizio fisico ne ha giovato e mentre pedalavo progettavo cosa avrei potuto cucinare una volta arrivata a casa.
E invece …il nulla cosmico. Mi sono persa in mille cose che avevo da fare (arretrato!!!) e poi, senza nemmeno cenare, mi sono buttata (letteralmente) sul divano e ho guardato una trasmissione/droga (per me) su realtime. No, non è “come ti vesti?” ma “cerco e vendo casa disperatamente”!!!
Ho già detto della mia passione nell’arredare case e quindi sono un architetto mancato e guardare questo programma soddisfa questa mia passione e poi ho un debole per la Paola Marella che lo conduce. Mi piace tutto di lei , la trovo una donna elegante che ha le borse che vorrei :-) e che mette le ballerine (come me!!!) e sta benissimo!!! Fisico invidiabile e capello da copiare , la Paola gratifica il mio lato snob con il suo modo di essere che potrebbe risultare anche un filo antipatico ma a me piace un sacco.
Morale : cosa pubblicare su questo mio umile blog che , ogni tanto vuole credere di essere anche un blog di cucina???? Ehm…..le foto del mio balcone con i primi acquisti floreali ,rigorosamente bianchi , e del piccolo angolo di aromatiche (per ora: timo, salvia, rosmarino e mentuccia) per i quali ho acquistato dei vasi in cotto dei quali sono molto soddisfatta.
Questo post è un casotto, lo so. Salta dal palo in frasca, parla di bici, di mamy, di libri, di ricette che non riesco a fare, di stanchezza , di fiori, di piante, di divano e pure di “realtime”…e in questo vortice di cose io sto nel centro a ben rappresentare questo momento!
Per fortuna è venerdì , spero di rilassarmi nel week end durante il quale fuggirò al mare con la dolcemetà. Fuga doverosa per ritrovare ritmi umani in modo da iniziare la settimana, piena di belle speranze come la Rossella O’Hara : “…domani è un altro giorno…”
domenica 28 novembre 2010
SCOOP: LA RICETTA DELLA PANISCIA DELLA MIA MAMY!!!!

Innanzi tutto diciamo la verità : questa paniscia non l’ho fatta io ma l’ho solo fotografata durante una cena tra amici in una trattoria tipica.
L’immagine la fa sembrare più simile ad un minestrone che ad un risotto ma vi assicuro che dopo pochi minuti ,il riso si manteca il giusto e l’aspetto diventa all’onda e cremoso come deve essere.
La mia colpa è stata quella di non aver aspettato a fare la foto, ma, come potevo? Tutti che mangiavano alla grande e io ferma immobile ad aspettare la consistenza perfetta per avere un’immagine degna del piatto , no non potevo!!! poi ero tra amici ma non amici-amici che ti conoscono da tanto, che sanno le tue manie, che sanno soprattutto del blog…erano amici della dolcemetà quindi conoscono lui non la sottoscritta . Infatti quando ho tirato fuori il cellulare e ho scattato le foto subito una signora presente dice “ Ma cosa fai? Fotografi la paniscia???” con un tono da “ma questa è fuori come un balcone”
E io:” si, poi vi spiego…c’è un preciso motivo perché la fotografo.”
Pensando di instillare una certa curiosità con la possibilità di essere considerata un soggetto/oggetto (??) quantomeno originale. Assolutamente non è stato così. Hanno preso atto di questa mia “performance” e nulla più…ritornando ai loro argomenti che francamente non mi appartengono più di tanto. Ero inoltre seduta in mezzo tra il gruppo di uomini (alla mia sinistra ) e al gruppo di donne (alla mia destra) e già la disposizione dei posti la dice lunga ! Captavo un po’di discorsi da una parte e un po’ dall’altra cercando di inserirmi in quelli più affini…è stata dura. Mi sono salvata quando si è parlato di gatti e quindi ho potuto raccontare del mio chat egoiste Eu, selvaggio e anafettivo ma poi …nulla più.
Non voglio sembrare una vecchia zitella snob ma ritengo che se gli uomini vogliono parlare di argomenti da bar dello sport con modi ad hoc , lo facciano pure ma senza coinvolgere chi non è affine a loro. E con questo non intendo le donne in genere (anche perché le altre signore erano perfettamente a proprio agio!!!) ma intendo solo me stessa medesima. La dolcemetà , ovviamente, si allineava simpaticamente alla tavolata goliardica e , diciamo, vanziniana (ma è un complimento!) perché sono suoi amici da tempo, perché lui ha la capacità di sentirsi a suo agio sia tra i camalli (n.d.r.: scaricatore di porto) che tra i prìncipi , sia tra 18enni che tra matusalemme : è un’indubbia dote che a me manca completamente. Queste situazioni anzi, tirano fuori il peggio che c’è in me regalandomi un’immagine di bigotta (che non sono), di “puzza sotto al naso (che non ho), di incontentabile (lungi da me ).
Certo ammetto di aver fatto fatica a mantenere un’espressione quantomeno normale quando in tavola hanno portato un favoloso piatto di antipasti caldi : tra cui ottimi cotechini e salamini che hanno subito destato commenti pesantissimi da parte ….delle signore!!! Lì, c’è chi ha tirato fuori il cellulare è ha immortalato il salame e, giuro, non ero io, ma un’altra lady…con relativi commenti che vi lascio immaginare!
Il versante maschile, inizialmente era più pacato e discuteva coloritamente di calcio bè per poi scivolare su altro…appoggiato dalle signore che commentavano, allo stesso livello maschile: quando si dice la parità dei sessi!
A parte queste “piccole” sfumature la serata è andata bene e le persone sono di base simpatiche, intelligenti, generose , buone e soprattutto sono amici della dolcemetà e quindi vanno pazientemente sopportati, civilmente accolti nel tuo mondo anche se , diciamolo, il feeling è lontano…
Anche se la paniscia non l’ho fatta la ricetta la conosco alla perfezione perché la mia mamy, maestra in questo piatto, l’ha fatta così tante volte che l’avevo già imparata da bambina.
Premessa: di questo piatto ne esistono diverse versioni anche perché è un piatto antico che si preparava con quello che dava la terra e con gli avanzi dei salami…
Ci sono poi due versioni: quella novarese (che è questa della ricetta) e quella vercellese, che è fatta solo con lardo e fagioli.
Ma bando alle ciance, ecco qui la ricetta:
L’immagine la fa sembrare più simile ad un minestrone che ad un risotto ma vi assicuro che dopo pochi minuti ,il riso si manteca il giusto e l’aspetto diventa all’onda e cremoso come deve essere.
La mia colpa è stata quella di non aver aspettato a fare la foto, ma, come potevo? Tutti che mangiavano alla grande e io ferma immobile ad aspettare la consistenza perfetta per avere un’immagine degna del piatto , no non potevo!!! poi ero tra amici ma non amici-amici che ti conoscono da tanto, che sanno le tue manie, che sanno soprattutto del blog…erano amici della dolcemetà quindi conoscono lui non la sottoscritta . Infatti quando ho tirato fuori il cellulare e ho scattato le foto subito una signora presente dice “ Ma cosa fai? Fotografi la paniscia???” con un tono da “ma questa è fuori come un balcone”
E io:” si, poi vi spiego…c’è un preciso motivo perché la fotografo.”
Pensando di instillare una certa curiosità con la possibilità di essere considerata un soggetto/oggetto (??) quantomeno originale. Assolutamente non è stato così. Hanno preso atto di questa mia “performance” e nulla più…ritornando ai loro argomenti che francamente non mi appartengono più di tanto. Ero inoltre seduta in mezzo tra il gruppo di uomini (alla mia sinistra ) e al gruppo di donne (alla mia destra) e già la disposizione dei posti la dice lunga ! Captavo un po’di discorsi da una parte e un po’ dall’altra cercando di inserirmi in quelli più affini…è stata dura. Mi sono salvata quando si è parlato di gatti e quindi ho potuto raccontare del mio chat egoiste Eu, selvaggio e anafettivo ma poi …nulla più.
Non voglio sembrare una vecchia zitella snob ma ritengo che se gli uomini vogliono parlare di argomenti da bar dello sport con modi ad hoc , lo facciano pure ma senza coinvolgere chi non è affine a loro. E con questo non intendo le donne in genere (anche perché le altre signore erano perfettamente a proprio agio!!!) ma intendo solo me stessa medesima. La dolcemetà , ovviamente, si allineava simpaticamente alla tavolata goliardica e , diciamo, vanziniana (ma è un complimento!) perché sono suoi amici da tempo, perché lui ha la capacità di sentirsi a suo agio sia tra i camalli (n.d.r.: scaricatore di porto) che tra i prìncipi , sia tra 18enni che tra matusalemme : è un’indubbia dote che a me manca completamente. Queste situazioni anzi, tirano fuori il peggio che c’è in me regalandomi un’immagine di bigotta (che non sono), di “puzza sotto al naso (che non ho), di incontentabile (lungi da me ).
Certo ammetto di aver fatto fatica a mantenere un’espressione quantomeno normale quando in tavola hanno portato un favoloso piatto di antipasti caldi : tra cui ottimi cotechini e salamini che hanno subito destato commenti pesantissimi da parte ….delle signore!!! Lì, c’è chi ha tirato fuori il cellulare è ha immortalato il salame e, giuro, non ero io, ma un’altra lady…con relativi commenti che vi lascio immaginare!
Il versante maschile, inizialmente era più pacato e discuteva coloritamente di calcio bè per poi scivolare su altro…appoggiato dalle signore che commentavano, allo stesso livello maschile: quando si dice la parità dei sessi!
A parte queste “piccole” sfumature la serata è andata bene e le persone sono di base simpatiche, intelligenti, generose , buone e soprattutto sono amici della dolcemetà e quindi vanno pazientemente sopportati, civilmente accolti nel tuo mondo anche se , diciamolo, il feeling è lontano…
Anche se la paniscia non l’ho fatta la ricetta la conosco alla perfezione perché la mia mamy, maestra in questo piatto, l’ha fatta così tante volte che l’avevo già imparata da bambina.
Premessa: di questo piatto ne esistono diverse versioni anche perché è un piatto antico che si preparava con quello che dava la terra e con gli avanzi dei salami…
Ci sono poi due versioni: quella novarese (che è questa della ricetta) e quella vercellese, che è fatta solo con lardo e fagioli.
Ma bando alle ciance, ecco qui la ricetta:
LA MITICA PANISCIA DELLA MIA MAMY
Ingredienti per 4 persone :
per il “brodo”:
350 gr di fagioli secchi borlotti
1 bella cipolla
1 o 2 gambi di sedano
1 verza piccola oppure metà di una grande
2 carote medie
(le quantità sono indicative : si possono aumentare le dosi della verdura preferita, oppure,per esempio, a chi non piace la verza , la si può sostituire con erbette, coste…ma non è la setssa cosa ;-) )
400 gr riso Carnaroli
1 scalogno per soffritto
1 bicchiere di vino rosso (un “Ghemme” o un “Gattinara” per stare in zona, altrimenti qualsiasi buon vino è perfetto)
100 gr di lardo
Burro
Sale
1 salamino della duja
(E qui è doverosa la parentesi per spiegare cos’è a chi non lo conosce :
è un tipico salume piemontese che, una volta insaccato, viene introdotto in orci di terracotta, le “duje”.
Il salame viene ricoperto di strutto fuso che, raffreddandosi, si solidifica e conserva il salame.
Prima di utilizzarlo va “pulito” dal grasso e va spelato.
E ottimo servito con sottoaceti ed è indispensabile per questo piatto.)
La mamy dice:
la sera prima metti a bagno i fagioli borlotti. La mattina seguente prepari il brodo di verdure in questo modo:
tagli a pezzetti le verdure e le metti in acqua fredda senza salare insieme ai fagioli (sciacquati).
Fai cuocere a fuoco dolce per 2 ore . Quando i fagioli sono cotti (li assaggi) e sali q.b.
Una volta pronto il brodo si può iniziare a fare il risotto:
In una larga padella metti un pezzetto di burro , il lardo e fai rosolare lo scalogno. Quando diventa biondo sbutta il riso e lo “tosti” qualche minuto affinchè assorba bene il condimento.
Sfumi con il bicchiere di vino e prosegui la cottura aggiungendo i mestoli di brodo poco per volta : quando si aggiunge il brodo, si mescola e si aspetta che il riso assorba tutto il liquido prima di aggiungere il successivo mestolo, continuando a mescolare dolcemente fino a cottura del riso (circa 20 minuti).
Quando mancano circa 5 minuti alla fine cottura , metti il salame della duja sbriciolato con le mani . Il riso va lasciato molto morbido (in effetti , come ho scritto sopra, potrebbe sembrare quasi un minestrone) perché in breve tempo si aggiusta da solo, mantecandosi e prendendo la giusta consistenza.
Formaggio grattugiato o meno, aggiunta di pepe o meno, è un piatto delizioso che sa di rustico passato e scalda i cuori…ottimo per una giornata nevosa piovosa come oggi…
Quasi quasi la preparo per cena…
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