E poi questi biscotti mi piacciono tanto "fisicamente" nel senso che, da donna superficiale quale sono, amo il loro aspetto estetico ,classico, rassicurante.
La ricetta è facilissima: è in pratica la solita pasta frolla. Impasto che ognuno ha il suo, un po' come il sugo al pomodoro. Io uso sempre quello della mia zia Leru :
1 etto di burro
2 etto di farina
1 etto di zucchero (ma a volte anche meno)
1 uovo intero
un po' di buccia di limone grattugiata
un pizzico di sale
Ho proporzionato le dosi in quanto avevo mente di farne una discreta quantità anche perché ,questo biscotti vanno "doppiati" e quindi ne servono tanti.
Una volta composti , utilizzando una marmellata di fichi neri, acquistata durante uno dei miei tour francesi ,avevo avanzato ancora un po' di pasta frolla oltre a tutti i piccoli "tondini" che avevo dovuto togliere per fare il buco.
Quindi ecco "inventare" (si fa per dire) tre mini crostatine :ho rivestito alcuni stampini con la frolla, ho riempito con marmellata di pesche e ho "chiuso" le tortine con i "tondini" avanzati .
Ho fatto anche qualche cuoricino ricavandolo dall'impasto perché per la forma a cuore , nei dolci, ho una predilezione ...un po' come i pois che metterei dappertutto!
Quando preparo questi dolci semplici mi sento proprio in pace con il mondo.
Non mi devo cimentare in ricette difficili dall'esito incerto ma, al contrario, trovo la pace nel compiere gli stessi gesti, misurare le solite quantità, utilizzare gli stessi ingredienti come una sorta di rituale o di mantra .
Forse mi piace rifugiarmi in queste torte che sanno di casa, di cose non urlate, che sono un elogio all'essenziale ma soprattutto al semplice.
Sarà perché sono un po' stufa di estetismi culinari sempre più frequenti tra i blog , in tv , nelle riviste ,che mi fanno sentire sempre più "diversa" da chi cucina e lo fa da vero e proprio chef !
Forse anche per questo Le chat egoiste , ha voluto quest'anno cambiare un po' : non solo cucina (non sono davvero in grado di star dietro al livello delle bloggers bravissime e irraggiungibili ) ma anche altro . E quando decido di pubblicare una ricetta non lo faccio con l'intenzione di presentare un virtuosismo ,anche perché non sarei in grado ,ma piuttosto per condividere la mia normalità, le mie non ricette o magari perché , con la scusa della cucina , parlo di altro...
Anche in questo post quindi i biscotti sono una scusa.
Sono una scusa perché rappresentano un cambiamento .: li ho preparati per portarli in ufficio , il mio ex ufficio , per i miei colleghi, miei ex colleghi...
Da pochi giorni ho cambiato lavoro, mansioni, ufficio, colleghi, mondo...
Sono felice perché questo passo potrebbe significare avere ancora un futuro nella mia azienda , non ci sono certezze ma ci si deve aggrappare a tutto.
Però lasciare le persone che hanno condiviso con me , non solo il lavoro vero e proprio, ma i miei momenti carini e non , mi dispiace.
E non ho potuto far altro che preparare un dolce perché mentre impastavo e usavo gli stampini e componevo i biscotti aggiungevo anche un po' di me stessa .
Spero non siano stati indigesti per qualcuno...non si sa mai ...ah ah ah..
A me fare questi biscotti ha fatto bene : la cake therapy è per me fondamentale da sempre e la consiglio vivamente , anzi, faccio di più...ho fatto un piccolo disegno, una sorta di "tutorial" che, con ironia, fa capire ancor di più la semplicità di questi dolcetti.

