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martedì 20 settembre 2011

DI CUPCAKES E DI FAVOLE...









Avevo scritto, qualche tempo fa, che mi ero stufata di cupcakes, bicchierini, fingers food, di monoporzioni in generale…ma si sa, la volubilità è femmina e io, fedelissima ai luoghi comuni eccomi qui con un' ode alle cupecakes. Why? Bè, innanzi tutto perché la Paola, un’altra carissima amica , mi è appena tornata da Londra con foto stupende, che pubblicherò presto : foto di dolci , soprattutto cupcakes…perché?? Perchè sono comunque di moda, arredano e fanno scena! Insomma W le cupcakes!
 Credete forse che l’avevo stressata prima di partire con frasi tipo “ti prego fai qualche bella foto di dolci!!” oppure pensate forse che le avevo chiesto “ehm…non è che mi porti uno di quei vasetti con tutte , ma proprio tutte, le spezie per fare un apple crumble come si deve?” Ebbene si,  ho fatto proprio così. La poverina è partita con le mie mille richieste , espresse con una sfrontatezza che , di solito, non mi appartiene , accompagnate dalla frase : "ma non sbatterti troppo!!! Per carità…”
Ovvio che celava un “ti prego, ti prego, ti prego…trovami quelle deliziose spezie e fammi foto di torte, tortine, pasticcerie …”
Così è stato! Le spezie , delle quali sono orgogliosissima, me le ha prese (angelo di ragazza) così pure arriveranno  le foto .
Che dire? Elegante e sofisticata donna, la Paola, mi ha fatto un regalo davvero grande, condividendo la sua vacanza londinese e ricordandosi di me . Un onore che merita un grazie pubblico!
Non so se la sua prossima gita “fuori porta” implichi un avviso alla sottoscritta :il rischio che le chieda altri ingredienti “introvabili ” dalle mie parti , è praticamente certo….:-)

Ma ,parlando di cupcakes, non potevo non riportare sul mio blog , a testimonianza che “buon sangue non mente” , l’avvenimento dell’anno ma forse anche del secolo: Marie Antoinette ha fatto le cupcakes!!!!!!!!!!!!



Regina poco avvezza alle “cose di cucina” (da leggere in tono vagamente infastidito…) , blasonata figlia che non ha mai amato sporcarsi le mani con farina, uova, zucchero,ecc….ebbene, lei, proprio lei , durante una “trasferta” da amiche , lontana da casa, ad un mio sms nel quale le chiedevo come stava , mi ha risposto, udite udite : sto facendo le cupcakes!!!!!
( e carissimi amici (lei e loro) di blog mi sono testimoni!!!)
Il primo pensiero è stato: oddio cosa sta per succedere???
Ma non solo : è seguito mms con foto dei  deliziosi dolcetti, nel quale, in effetti, ammetteva la quasi estraneità all’azione ma io sono passata oltre e ho tenuto in considerazione solo ed unicamente il fatto che comunque lei era lì con le sue amiche , in una cucina, a gestire ingredienti, a pesare , a mescolare anche se da aiutante in seconda….
Le foto testimoniano il loro lavoro che devo dire : eccellente , creativo e, assolutamente, à la page!!
Una frase di Marie Antoinette, quando era piccina picciò era “mamma , guarda che si cambia!” e veniva detta di solito, quando le preparavo qualcosa da mangiare che fino al giorno prima piaceva e il giorno dopo rifiutava.
“ma come?” dicevo” non ti piaceva questa tal cosa?”
E lei “ma mamma, guarda che si cambia!”
La piccola filosofa aveva forse ragione? Vuoi mai che adesso la mia Marie Anoinette si metta a farsi da sola i… macarons??? ;-)
Ai tempi speravo di avere una figlia che amasse il disegno quando dipingevo ad acquerello e mettevo sul tavolo fogli, pastelli, pennelli convinta che avesse il sacro fuoco dell’arte…
Ai tempi speravo rimanesse incantata mentre impastavo il pane o decoravo una torta o che il profumo della marmellata sul fuoco la richiamasse , modello pifferaio magico, in cucina attratta dalla voglia di sapere cosa e come veniva preparata quella delizia…
Nossignori, non era proprio così, non è mai stato così…
Ma adesso di fronte a questo scoop degno dei migliori gossip , cosa posso pensare???
Di sicuro mi posso aggrappare alla possibilità che qualche minuscola fiammella io l’abbia accesa e nel profondo , scaldi una piccolissima passione che si potrebbe trasformare nell' aver voglia di cucinare qualche cosa per chi ami…
Insomma , vuoi mai che , prima o poi, la petite reine , mi prepari una torta …una torta per la sua mamy????
Quando e se mai sarà , organizzerò …un ballo al castello! Inviterò Cenerentola (sperando che adesso non se la tiri troppo) , Biancaneve con tutti i nani (anche se non credo si sentiranno a loro agio al castello,sono pur sempre boscaioli…) ,pure Raperonzolo (sperando che inciampi nei suoi favolosi capelli…si lo so , parlo per invidia ) e tutti i principi azzurri e pure i ranocchi ancora da trasformare, qualche fata, qualche strega (par condicio)…tutti a festeggiare la torta di Marie Antoinette che sarà bellissima e buonissima e soprattutto….fatta per me!
Si lo so, è il mio grande problema….nonostante tutto, credo ancora nelle favole!!!!!!!!!!! :-)

giovedì 2 giugno 2011

LA "PRIMA" TORTA...FINALMENTE! :-)


"Ogni lungo viaggio inizia con un piccolo passo
Non ricordo più dove ho letto questa frase e chi sia l’autore, potrebbe essere qualche reminiscenza del mio periodo new age durante il quale acquistavo manuali filosofici e frequentavo corsi olistici , il concetto ben si sposa con i pensieri di quegli anni e , giustamente , il mio inconscio me l’ha ricordato proprio ora
Erano giorni che , post trasloco, non riuscivo a cucinare, o meglio, ad aver voglia, entusiasmo di mettermi ai fornelli e creare qualcosa di buono. nemmeno i dolci mi intrigavano e le mie cake therapy erano un ricordo. Guardavo il mio KA inattivo da troppo tempo ma nulla mi stimolava ad aprire ante e antine e a tirar fuori l’armamentario da pasticceria…
Tutto mi sembrava difficile, avevo per la testa altre priorità e una stanchezza inside prendeva il sopravvento su qualsiasi mia vaga intenzione di cucinare
Lo so di essere esagerata ma per me , i traslochi sono sempre stati devastanti : per la fatica, per i ricordi, per il cambiamento. Forse perché non sempre mi portavano a migliorare la mia condizione sia logistica che personale (credo faccia parte del pacchetto “fortuna” che mi hanno dato alla nascita )
Nonostante ne abbia fatti di diversi ,sarei, per natura , quella che non cambierebbe mai casa, tana, rifugio quindi abituarmi al “nuovo” per me è sempre un’impresa non facile.
Avevo letto tempo fa in un libro questa frase: “Non c’è niente di meno opportuno del trauma subito senza conforto gastronomico” (forse, ma non ne sono sicura , è tratta dal libro della Calvetti “Né con te né senza di te”)
E sono state proprio queste parole a farmi fare il piccolo passo: fare la prima torta nella nuova casa:
E allora ieri sera , sistemando i miei archivi culinari , ecco spuntare un foglio con la ricetta della torta più soffice del mondo, che avevo “copiato” da uno dei miei blog preferiti:

Ingredienti:
250 gr di farina
160 gr zucchero
3 uova
130 gr olio di semi
10 gr acqua
1 bustina di lievito

Mettere le uova e lo zucchero nel robot e montarle fino a formare un composto soffice e spumoso, quindi aggiungere l’olio, l’acqua , la farina sempre mescolando . per ultimo mettere la bustina di lievito.
Il composto risulterà morbido tipo una crema densa.
Imburrare una tortiera con cerniera da 20 cm di diametro e infornare a 180° per circa 40 minuti.

E’ stato bello ritrovare i profumi del dolce appena sfornato! Ho fatto fatica a non mangiarne subito una fetta perché era davvero tardi , quindi stamattina prima che il tempo ci regalasse ancora pioggia, ho allestito un petit dejouner con il mio “primo” dolce…sul balcone, accompagnato dalla lettura, o meglio dalla “sfogliatura”, di un libro fantastico “Bisciuts,sablés,cookies – la bible de tout petits gateaux” di Martha Stewart edito da Marabout, fonte inesauribile di idee per sfornare deliziosi biscotti.


Un must have per gli amanti dei dolci e delle piccole coccole zuccherine da vera cake therapy! Lo consiglio :-)
A metà mattina è arrivata la notizia che stasera ci saranno i ragazzi per cena ( i due fanciulli della dolcemetà più Marie Antoinette) e quindi ho pensato di “abbigliare” la mia simply cake , da …sera.


Ed ecco preparare al volo una pseudo marmellata con un cestino di fragole tagliate a pezzi e 3 cucchiai di zucchero (a occhio…) . ho messo sul fuoco e ho fatto cuocere fino a quando lo zucchero carammellandosi un po’, mi ha regalato una marmellata in dose perfetta per farcire il dolce.
Ho fatto sciogliere a bagno maria del cioccolato con un pezzetto di burro e ho cosparso il dolce con la crema di cacao cercando di creare con la forchetta dei piccoli riccioli “artistici”
Presenterò la torta con 2 fette mancanti per…esigenza di blog :-)
Ho assaggiato entrambe le versioni:
torta semplice accompagnata ma marmellata di amarene per colazione e la sua versione farcita con marmellata di fragole e copertura di cioccolato per la soirée !


Devo dire che si sono lasciate mangiare..con piacere .
il primo passo è stato fatto : piccolo, discreto, poco impegnativo ma doveroso…
si riparte….
:-)

giovedì 12 maggio 2011

À BIENTôT...

Come foto un collage di torte rubate dal sito di un “nonostantetuttounmito” : la Martha.
Torte perché adoro i dolci , perché solo a guardarli sto bene e questa cake therapy , anche se solo visiva e virtuale, ha comunque su di me un influsso positivo coccoloso.
Torte non fatte dalla sottoscritta perché il KA è già imballato e tutte i miei kitchen stuff, irrinciattrabili …e il tempo per dedicarsi ai fornelli è pura utopia.
Ebbene si …il d-day è quasi giunto…ci sono un po’ di cose già imballate, un po’ in disordine sparso, tante ancora da sistemare. C’è da capire cosa buttare (azione che ….adoro!!!) , cosa conservare…
Ancora tanti fastidi perché nei cambi epocali di vita ti capita di avere a che fare con persone di passaggio sgradevoli che mai avresti voluto incontrare…nonché casotti burocratici da vero stato borbonico…(perdonate il tono polemico ma sarà la stanchezza..)
Dovrò mettere in stand by il mio amato blog , il luogo virtuale in cui trovo pace, comprensione, dove mi diverto, mi emoziono, mi commuovo, dove ho tante amiche vere che mi mancheranno e lo dico con il cuore e senza piaggerìa, perché lo penso davvero.
Quindi chiudo (solo per un po’) per ... trasloco.
Non solo volto una pagina di vita ma chiudo un tomo e ne apro un altro : nuovo, con una copertina in tinta soft, delicata, con una carta calda e liscia da accarezzare con le parole che lo riempiranno …
fingers crossed :-)

A presto

Aneddoto: In questi giorni di delirio ,vagando nel web, sono capitata in un sito del tipo “premi qui e leggi un pensiero per te” (e non chiedetemi perché…)
Ecco il risultato (giuro!!!) :

Dovete essere il cambiamento che volete vedere nel mondo

M.Gandhi

Apppperò, niente male come coincidenza …

lunedì 4 aprile 2011

SEMPLICEMENTE POMODORO...


Quando inizio ad avere voglia di mangiare le insalate vuol dire che è giunto il disgelo, che l’inverno è finito e arriva prorompente la primavera!
L’aria è tiepida e , stranamente, non mi viene la voglia di accendere il forno che nella bella stagione va un po’ in vacanza .
Tra un cacciavite, un martello, e vari ammennicoli, eravamo tutti intenti a lavorare quando ci siamo accorti che era passata da mò l’ora del pranzo e lo stomaco in effetti, stava dando qualche segnale di impazienza.
Tempo poco per mettersi ai fornelli e creare qualcosa di carino, quindi abbiamo aperto il frigo e ci siamo trovati davanti ad un’immensità di…..insalate!
La dolcemetà ama cenare con una bella ciotola di “verde” ma spesso si dimentica che le scorte le ha già fatte e quindi acquista ancora….insalata.
Che non ha certo il pregio di resistere per giorni e giorni e quindi ci si deve trasformare in caprette per non sprecare quel ben di Dio…io però non posso concedermi troppe abbuffate di verdure crude , la mia salute non ne giova e devo comunque sempre abbinarle a qualcosa tipo pane, pasta o riso altrimenti mi viene mal di stomaco.
Anyway…davanti , dicevo, a tonnellate di insalate che cosa mi è venuto in mente di preparare?
Una semplice , quanto colorata e , diciamolo, patriottica insalata con pomodori e cipollotti!
Le tinte sprizzano primavera da tutti i pori , la croccantezza delle foglie e il profumo dei pomodorini fa il resto.
Abbiamo abbrustolito il pane e ci siamo goduti questa non ricetta, questo piatto svuotafrigo (necessario) con grande piacere anche perché , fermarsi un attimo dal delirio dei lavori di casa, è una pausa dal sapore diverso . Mentre mangi in quell’angolo di tavolo rimasto libero, ti guardi intorno e vedi ….il caos! Imballaggi buttati in un angolo, pezzi di cucina (nel caso specifico) , mensole, tende, da montare, viti divise per tipologie a gruppetti qua e là…fogli e foglietti con istruzioni (svedesi!) e nostri appunti con misure varie.
I discorsi però non riescono a staccarsi dalle cose da fare, dai tempi&metodi, dai “spostiamo quel tavolo da lì ”, “mettiamo il divano di là”, “il letto va girato”… mille idee, mille progetti che nascono ,quasi tutti dalla mia mente perversa e sempre in pista , che pensa, ripensa, cambia, ricambia … Energia che scorre e trasforma il pensiero in azione, che ti fa vedere, toccare quello che avevi immaginato: a volte è fin meglio di quello che pensavi a volte purtroppo si rivela un flop.
E in mezzo a questa selva di elucubrazioni ci salva questa insalata che rinfresca e rende allegri per i colori e per il sapore di sole che riesce persino a cancellare la stanchezza .
Mentre gusto il fresco insieme delle verdure mi viene in mente una pagina di un libro che mi è piaciuto tantissimo “ Estasi culinarie” della Muriel Burberry. In un capitolo parla del pomdoro e rende perfettamente l’idea di quanto possa essere godurioso, appagante e piacevole mangiare un semplice pomodoro!

"Il pomodoro crudo divorato appena colto in giardino è la cornucopia delle sensazioni semplici, una cascata che sciama in bocca riunendo ogni piacere. La resistenza della buccia tesa quanto basta, i tessuti che si sciolgono in bocca, il liquore ricco di semi che ci cola agli angoli delle labbra e che asciughiamo senza paura di sporcarci le dita, quella piccola sfera carnosa che riversa in noi fiumi di natura. Ecco il pomodoro, ecco l’avventura."

martedì 29 marzo 2011

1MO TEST PER FORNO : PANE AI SEMI DI GIRASOLE


Difficile trovare tempo per sé, difficile ma…non impossibile! :-) se la stanchezza non mi stronca , facendomi addormentare secca sul divano ecco che dentro di me scatta la voglia irrefrenabile di cucinare qualcosa e quando mi capita, al 90% significa : pane. Come più volte detto , mi annoto una marea di ricette ma quando mi prendono questi “raptus” non penso minimamente a quelle … anche perché gli ingredienti per preparare il pane sono pochi e sempre presenti : farina, acqua, sale, lievito ai quali, si può aggiungere di tutto.
Ma l’altra sera ho utilizzato solo farina e acqua , eh si, avendo acquistato tempo fa una confezione di farina per pane ai semi di girasoli alla quale si deve aggiungere solo acqua!

Questa ricetta ha avuto però un valore aggiunto importantissimo perché era quello di testare il forno “nuovo”. Ho messo le virgolette perché ,in effetti, il forno è tutt’altro che fresco di giornata…essendo ubicato da tempo nella magione della dolcemetà nonché mia futura casa. I mobili della cucina di suddetta casa facevano parte del pacchetto “tutto compreso” e alla mia dolcemetà la cosa era andata bene…peccato che io ,invece, quando avevo visto questa cucina old, mi ero quasi sentita male. La mia cucina (sigh, dovrò dire ex cucina) era nuova di pacca, bianca (come sognavo da sempre) ,lineare, comoda, insomma bella . Nulla faceva ancora presagire eventuali convivenze e quindi non avrei mai pensato di trovarmi ad abbandonare il mio regno dei fornelli…ma ubi maior…
Quando da due case , dotate di ogni confort , se ne deve tirar fuori una ,è inevitabile avere dei “doppioni” che non possono convivere. È stato il caso, molto combattuto , delle nostre due cucine.
La sua cucina era stata fatta su misura (anni, anni e anni fa) e quindi smantellarla sarebbe stato un costo che,al momento, non possiamo permetterci. La suddetta cucina è immensa (esagero un po’ , ma è davvero molto grande) tanto che, per assurdo, ci sarebbe stata benissimo anche la mia completa! E in un primo momento avevo deciso così: non volevo lasciarla e mi ero convinta che sarebbe stata benissimo. Senonchè un giorno Marie Antoinette mi dice : “mamma ma la nostra cucina lì non c’entra niente. Sembrerebbe di entrare in un esposizone di mobili! Non è la prima volta che lasci cose che ti piacciono per cambi epocali….quindi basta! Volta pagina e lascia perdere ”
Tuffo al cuore e piccola consapevolezza che forse la petite reine non aveva tutti i i torti.

Mia (ex)cucina : laccata bianca lucida con top grigio antracite
Cucina della dolcemetà: legno ciliegio + isola e  top in marmo “pepe/sale”
…come abbinare il tutto???

La dolorosa decisione di lasciare a mia volta nell’appartamento la mia cucina è arrivata poco a poco insieme alla scelta di acquistare comunque qualche pezzo nuovo per riporre le mi batterie culinarie ( e per “batterie” non intendo solo pentole ma tutto quello che voi sicuramente potete immaginare)
Cosa abbinare ad una cucina old style (per fortuna senza troppo frizzi e lazzi dei tempi andati!) creando un insieme comunque armonico?
Acciaio. Tecnico, lineare, professionale, a suo modo , un classico. Quindi ecco nascondere le piastrelle di cotto tra le basi e i pensili della cucina old, con lastre di acciaio inox e aggiungere mobili in acciaio con top nero/grigio scuro. Le 4 pareti bianche sono state dipinte 2 in grigio scuro e 2 bianche e sono ancora alla ricerca di particolari e ammennicoli vari per renderla gradevole …a me ! (sono iper critica e paranoica, lo so)
E tra le mie tante paranoie ce n’era una alla quale ho fatto fatica a rinunciare : volevo portare almeno il mio forno, quello che mi ha regalato tanti momenti di soddisfazione durante le mie cake therapy, quello che non mi ha mai sbagliato una cottura, non mi ha mai bruciato un arrosto…
Quindi abbiamo preso mobili nuovi tra cui uno per forno ad incasso. Nel momento in cui ho dovuto mettere in vendita la mia amata cucina mi sono trovata davanti all’impossibilità di offrire una cucina completa di ogni cosa tranne il forno! Quindi ho dovuto accettare questa dura, durissima realtà : lasciare per sempre il mio forno e adattarmi anche al forno old…

Prima nota negativa : il suddetto forno è ubicato sotto ai fuochi, il mio era ad altezza occhi, comodo e perfetto per controllare la cottura.
Seconda nota negativa : era conciato da buttar via
Terza nota negativa : piangevo quando lo guardavo pensando al mio…
Quarta nota negativa: il mobile appena acquistato previsto per (il mio ex)  forno ad incasso ha dovuto essere sostituito …
Prima nota positiva: mi sono accorta solo in questi giorni che è un forno blasonato
Seconda nota positiva: è di dimensioni maggiori del mio : è più largo
Terza nota positiva : avevo cucinato, qualche giorno fa, dei dolcetti ikea surgelati e, ammetto, sono usciti perfetti.

Quindi mi sono messa all’opera è ho compiuto un’opera di trasformazione rendendolo ….nuovo e brillante. Non vi dico quanto ho faticato ma sono soddisfatta del mio risultato.
Ora non restava che metterlo alla prova , la prova più difficile : la cottura del pane.
Quindi eccomi qui con il mio panetto lievitato , agitatissima e speranzosa nella buona riuscita…
Questo forno è più potente del mio , quindi la prossima volta dovrò abbassare la temperatura. Nel mio forno tenevo 180° ed era perfetto , in questo 180° sono troppi…
Il pane si è cotto bene ed era bello croccante ma l’interno non era cotto come dico io. C’è da dire che questi preparati per pani ai quali si aggiunge solo acqua, danno come risultato una pane che io chiamo “tedesco” e con questo intendo con un gusto particolarmente acido, lievitano poco perché hanno una percentuale di farina di segale e/o integrale e rimangono leggermente “umidi” e con l'interno abbastanza "compatto",  tutte caratteristiche che mi piacciono, per carità, ma non sono quelle del “mio” pane.

Direi primo test : passato. Urge però metterlo alla prova con un lievitato fatto come si deve …non so quando ma ci riproverò anche perché questo forno diventerà “il” forno e dovrò imparare a conoscerlo bene per tirar fuori il meglio di lui.
Una nota dolente che rimarrà tale for ever è la posizione: in effetti avere il forno alto è miliardi di volte più comodo, averlo in basso mi costringe a piegamenti ai quali non ero più abituata e, alla mia età, potrebbe essere problematico e rischioso. Il colpo della strega per controllare i miei manicaretti al forno sarebbe davvero troppo.,…;-)






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