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martedì 31 maggio 2016

CHEESECAKE MERINGATA AL LIMONE : ODE ALL'ARMONIA COSMICA



Il modello di cheesecake che preferisco è quello senza cottura : questa per me è la cheesecake. Un dolce estivo, fresco che sa di sole e temperature miti.
Il caldo improvviso della settimana scorsa mi aveva ispirato per le due torte che avrei fatto per il we.
Una per sabato : cena a casa di amici per inaugurare la terrazza (prossimamente sul  blog )
Una per domenica : pranzo con i ragazzi ( i figli della famiglia allargata).

Che poi sia stato un we freddo e piovoso non diciamolo...oramai la spesa era stata fatta e così pure le torte preparate al sabato mattina iniziato con pallido sole che, sempre più pallido si è trasformato in temporale e quindi in pioggia torrenziale.

Ma questo fa parte del mio corredo cromosomico che prevede da sempre,  che nulla si incastri come dovrebbe! Ci sono abituata e non mi resta che adattarmi a questa dura realtà.


La prima cheesecake che vi racconto è questa : la meringata al limone.
Non è scenica? Proprio per questo, sfogliando il libro "Cheesecakes" di Hannah Miles, l' ho scelta!
A dire il vero i ciuffi di meringa erano diversi ma non ho ancora preso il "bocchettone" ad hoc e quindi ne ho utilizzato uno simile...

L'ho scelta anche per uno dei suoi ingredienti : il lemon curd. Non l'avevo mai assaggiato e mi incuriosiva. Non l'ho preparato "hand made" ma l'ho acquistato pronto.
Devo confessarvi che non mi fa impazzire ma io non amo in generale le torte troppo "limonose".
Però questa era davvero troppo intrigante da fare e in questa mi sono cimentata non senza un vago timore di...flop!



Gli ingredienti non sono pochi ma la ricetta , credete, è meno complessa di quello che sembra.

Ingredienti:

Per il guscio di biscotto:
300 gr di biscotti secchi tipo Digestive o integrali (per me biscotti secchi "normali")
150 gr di burro fuso
4 cucchiai (abbondanti) di lemon curd

Per il ripieno:
6 fogli di gelatina
300 gr di formaggio spalmabile
250 gr di ricotta
150 gr di panna acida (per me yogurt magro)
100 gr di zucchero
la scorza grattugiata e il succo di 2 limoni (medio piccoli)
60 ml di acqua

Per la copertura meringata:
150 gr di zucchero
60 gr di sciroppo di mais o golden syrup (per me golden syrup)
3 albumi

tortiera a cerniera di cm 23 di diametro , imburrata e rivestita di carta forno




Iniziare preparando il guscio e già qui io sono abbastanza imbranata. Devo scoprire il sistema per farlo regolare con lo stesso spessore sia per base che per i lati e se qualcuno di voi conosce il segreto vi prego di rendermi partecipe :-)
Tritare i biscotti nel robot da cucina per renderli fini . Versarli in una ciotola e unire il burro fuso. Mescolare, versate nella tortiera (imburrata e con carta forno) e formate il guscio foderando bene anche le pareti (almeno 3-4 cm) . Versate il lemon curd sulla base e mettete in frigorifero.

Ammollate i fogli di gelatina in acqua fredda. Lavorate il formaggio spalmabile, la ricotta, la panna acida (per me yogurt) e lo zucchero in una ciotola capiente fino ad ottenere un composto morbido e cremoso e unite la scorza del limone.

Mettete il succo del limone e 60 ml di acqua in una ciotola e scaldate a bagnomaria. Strizzate i fogli di gelatina e uniteli al succo di limone caldo mescolando finché non sono sciolti.
Passateli al setaccio e uniteli al composto di formaggio mescolando bene.

Versate il ripieno nel guscio e mettete in frigorifero per almeno 4-5 ore , meglio se tutta la notte .



Per la copertura meringata scaldate lo zucchero, lo sciroppo di mais (o golden syrup) e 4 cucchiai di acqua in un pentolino finché lo zucchero si scioglie e poi portate a bollore.
Montate a neve gli albumi. Versate lo sciroppo  di zucchero caldo negli albumi, poco alla volta e a filo, continuando a montare finché la meringa si raffredda ed è compatta e lucida. Ci vorranno circa 10 minuti.

Mettete la meringa nella tasca da pasticcere  e ricoprite la cheesecake di ciuffi alti. 
Colorite la meringa con il mitico (almeno per la sottoscritta!) cannello oppure mettetela sotto al grill caldo qualche minuto , fino a quando non si colora come desiderate.
Conservare la cheesecake in frigorifero se non la consumate subito.



Che dire? Per me è stata una soddisfazione creare  questa torta. E' stato bello vederla prendere forma passaggio dopo passaggio e ho raggiunto l'apoteosi nel momento in cui ho messo la meringa nella sac à poche e mi sono data alla pazza gioia creando simil girandole come se fossero rose, colorandole poi con il mio cannello, attrezzo che mi fa sentire una donna speciale in cucina!

La meringa preparata con questo sciroppo zuccheroso è buonissima! E' stata scambiata per soffice panna montata ed ha completato il mix di sapori e consistenze.

Dolce meringa, aspro limone, morbido ripieno, guscio croccante!

Contrasti che si bilanciano, opposti che si attraggono, diversità che si compensano per creare un'armonia cosmica che si percepisce fin dal primo assaggio e...costringe tutti, ebbene si, a chiedere il bis !!! 






domenica 17 gennaio 2016

PSEUDO TATIN ALLE CAROTE CHE E' STATA ANCHE UN'OTTIMA OCCASIONE PER LA SOTTOSCRITTA PER INTACCARE UNA CERTA SCORTA DI POMODORINI SECCHI...



Una torta salata molto originale e davvero buonissima! Facile e di sicuro effetto.
La ricetta l'ho letta in un blog che seguo da anni ed è quello dell'amica Sonia, fresco di restyling :-): OPSD
Ultimamente il  tempo in cucina per me si è trasformato in fugaci comparse nelle quali cerco di ritrovare tutto quel "quality time" che era la mia consuetudine. Non più torte cucinate alle undici di sera o cene studiate e preparate al rientro dell'ufficio potendo, un tempo, contare su orari assolutamente da privilegiata.
Ora i miei impegni lavorativi mi vedono in viaggio dall'alba al tramonto ( e oltre...) e arrivare stancherrima a casa  con la sola voglia di farmi una doccia e andare a letto.
Rimane il we che diventa un contenitore infinito di cose da fare (piacevoli e doverose)tra cui la cucina spesso precipita agli ultimi posti dell'elenco, ebbene si.

La scelta d questa ricetta è stata dettata  non solo dalla sua facilità e velocità di esecuzione ma anche dal fatto che sono quasi sommersa di pomodorini secchi e/o sott'olio. Questa "simpatica" situazione si è creata perché mia figlia si è sbagliata di dire a sua nonna, nonché mia mamma, che ama i pomodorini secchi.
Ovviamente ogni uscita per andare a fare la spesa ha visto mia mamma acquistare una confezione dei suddetti pomodorini, sia secchi che sott'olio, ovviamente dimentica del fatto di averli già presi qualche giorno prima.
Qualche confezione è finita nell'appartamento che mia figlia, studentessa universitaria,  divide con due coinquiline e temo possano finire in qualche angolo dimenticato , persi nell'oblìo...
Altre confezioni sono rimaste qui a casa ... correndo lo stesso rischio! Non è certo , per me, un ingrediente di utilizzo quotidiano...

Quindi non appena ho visto che tra gli ingredienti di questa "tatin" c'erano i famigerati pomodorini ho subito pensato: devo farla !
Felicissima per poter alleggerire le nostre scorte mi sono cimentata in questa torta salata che vi consiglio



Vi copio/incollo ingredienti e ricetta perché io l'ho fatta proprio così:
Tart capovolta di carote e brie

 
Upside down carrot tart recipe
AUTORE: 
TIPO DI RICETTA: Brunch
PORZIONI: 6 porzioni
COSA OCCORRE
  • 1 rotolo di pasta sfoglia
  • 1 piccola cipolla dorata
  • 350 g circa di carote
  • 100 g circa di pomodori secchi sott'olio
  • 100 g circa di brie
  • 20 g di burro + un po' per la tortiera
  • 2 cucchiai di zucchero grezzo di canna
  • timo fresco
  • sale
  • olio evo
COME PROCEDERE
  1. Riscalda il forno a 200°C
  2. Lava e pela le carote, tagliale a fette in diagonale e tieni da parte.
  3. Pela e taglia a fette sottili la cipolla.
  4. Versa un po' di olio in una padella e fai appassire dolcemente la cipolla con un pizzico di sale.
  5. Quando la cipolla sarà lucida e morbida trasferiscila in una terrina.
  6. Trita a coltello i pomodorini secchi con qualche fogliolina di timo fresco e metti tutto nella terrina con la cipolla. Mescola e tieni da parte.
  7. In una padella capiente fai sciogliere dolcemente il burro con lo zucchero, aggiungi le carote con un po' di acqua e cuoci fino a che l'acqua non sarà evaporata e le carote non si saranno rosolate e ammorbidite.
  8. Disponi un foglio di carta forno sul fondo di una tortiera o pirofila rotonda.
  9. Distribuisci dei fiocchetti di burro sul fondo della tortiera, aggiungi le carote in un'unico strato lasciando circa 1 cm dal bordo.
  10. Versa sulle carote le cipolle ed i pomodorini tritati e, sempre in un un'unico strato, distribuisci qualche fetta sottile di brie.
  11. Ricopri con la pasta sfoglia rimboccando i bordi vicino alle carote.
  12. Bucherella la superficie con uno stecchino.
  13. Inforna a forno caldo per circa 25-30 minuti o fino a che la superficie della torta non sarà dorata a sufficienza.
  14. Rimuovi la tortiera dal forno, lascia raffreddare qualche minuto dopodiché capovolgi la tart su un piatto da portata.
  15. Servi calda o tiepida con qualche fogliolina di timo fresco.


Ingredienti abbinati in modo perfetto in cui il contrasto dolce/salato la fa da padrone!
Amo questi contrasti e questa "pseudotatin" è subito finita tra le ricette che rifarò sicuramente doppiamente felice per poterla mangiare ancora e per poter utilizzare le nostre scorte di pomodorini.


Di certo non potrò raccontare a mia mamma l'ottima riuscita di questa ricetta .
Il rischio  di vederla tornare dal super con un nuovo bottino di pomodorini sarebbe altissimo!!!
"Allora non piacciono solo a tua figlia, eh !!!" e con occhietto furbetto  sarebbe capace di consegnarmi due o tre di confezioni dei famigerati , tutta soddisfatta di essere riuscita a "captare" questa nuova, mia segreta passione culinaria !!

La scrivo tranquillamente sapendo che la mia mamy mai leggerà questo post non essendo per  nulla tecnologica altrimenti sarei senz'altro accusata di essere un figlia ingrata!

Rimane in sostanza il fatto che questa ricetta mi ha reso particolarmente soddisfatta : mi ha permesso di stare in cucina , di cucinare un piatto davvero gustoso, di intaccare le scorte di pomodorini e mi ha dato anche lo spunto per scrivere un post per il mio adorato blog (altra situazione che risente del poco tempo a mia disposizione)What else?



lunedì 15 settembre 2014

ALTRA "SERATA CROQUES" : ALLEGRIA E FELICITA' ASSICURATE! :-)


Lo so, non è un post originale...nel senso che di serate "croque monsieur" ne avete già sentito parlare da queste parti ...
ma cosa ci posso fare se le trovo perfette per trascorrere del "quality time" con amici, senza troppo impegno , condividendo insieme a loro la preparazione creando così una pseudo cena a più mani in cui ci si rilassa e ci si diverte !!!

Come ho sempre sostenuto la differenza "vera" sta nel pane fatto in casa : questo renderà innegabilmente i vostri "croques" diversi e "glam", altro che banali toast!!


Quindi scegliete la ricetta che più vi piace e preparate il pane da voi.Oggi tutti lo sanno fare e per quelli meno esperti, esistono ottime macchine per pane che impastano, lievitano, cuociono il pane già nel formato "da toast" : what else???

Per questa serata non ho potuto non fare i soliti biglietti che caratterizzano queste mie  serate:
c'era stata la serata delle tovagliette disegnate e quella con i "ticket" per prenotarsi i croques in preparazione ...
questa volta ho disegnato dei piccoli menu ...


Ci vuole proprio poco, non serve essere artisti!! E poi i vostri ospiti avranno un ricordo carino di questa "quasi cena".

Le ricette provate sono sempre tratte dal mitico librino (che vi consiglio) :
"Croque- monsieur"
di Sylvie Girard-Lagorce
edito da Guido Tommasi

Questi i croque preparati:

Croque-monsieur al cheddar e chutney d'ananas
sapori particolari per questo croque! Il chutney ve l'ho già raccontato qui.
Il resto vien da sè : si spalma il chutney sulla fetta di pane e si adagia il cheddar quindi si copre con l'altra fetta . La ricetta dice di imburrare esternamente le fette di pane e di cuocere il croque in padella, io l'ho invece cotto nella griglia ad hoc senza imburrarlo. Direi buono lo stesso :-)

Croque -monsieur al prosciutto crudo e cantal con salsa alla senape e tarassaco
il cantale è un formaggio simile alla fontina ed è proprio questa che ho usato.
questa ricetta prevede anche un'ottima salsina che è andata a ruba anche da sola, spalmata su fette di pane abbrustolito !!!
cremina : 100 gr gherigli di noce - 4 cucchiai di panna  liquida - 2 cucchiai di senape :
tritate i gherigli di noce , mescolateli con la panna e con la senape .
spalmate questa salsa sulla fetta di pane .
sull'altra fetta mettete il tarassaco (io ho usato il cicorino) e dello scalogno, quindi aggiungete il prosciutto crudo ed il formaggio. Chiudete con la fetta spalmata di salsa e mettete nella griglia per toast.

Niente di più facile e simpatico per prepararli insieme ad amici .
E mentre si prepara, si beve un bel bicchiere di vino in compagnia, ci si racconta cose, si ride, si scherza e si ha la consapevolezza, chiara e ben nitida che  proprio nelle piccole cose si trova la felicità.
Un toast , un buon bicchiere , amici veri, chiacchiere e...io mi sento una donna fortunata!
Provate ad organizzare una serata croques e poi mi direte : allegria e felicità garantite!!!

sabato 17 maggio 2014

PER DIVENTARE UN PO' FILOSOFICI E SAGGI CI VUOLE...UN DOLCE A CUI AGGRAPPARSI, FORSE ...


Ci sono giorni in cui mi basta proprio poco per stare bene. Altri invece in cui non riesco a trovare soddisfazione in niente.
A volte una giornata di sole mi porta allegria e voglia di fare  ma a volte mi dà quasi fastidio  perché vorrei la luce fioca delle giornate autunnali e quel freddo che ti costringe a casa a pensare e a leggere.
Sono indubbiamente una donna “nordica” , preferisco il freddo al caldo, l’autunno alla primavera, vestirmi con caldi maglioni piuttosto che mettermi in costume…


Nonostante questo amo vedere un fiore che sboccia, 



sentire l’aria calda sul viso e  camminare scalza sulla sabbia, 


annusare l’aria che sa di mare,




godermi il crepuscolo estivo ricco di profumi con lo sfondo delle rondini che garriscono e si rincorrono tra i tetti…



E amo il sole che illumina la cucina nel centro della giornata, quando fa più caldo, quando c’è più luce , perché ogni piccola cosa si trasforma in qualcosa di diverso.






Le piccole ed elegantissime uova di quaglia diventano ancor più belle dentro al portapane di legno e se ci metto anche un tovagliolo di lino  a righe mi sembrano subito “da rivista”
E il semplice primosale , posto in un piattino di vetro  diventa un tutt’uno con la tovaglia a fiori e per mimetizzarlo ancor di più gli metto qualche petalo di fiore commestibile …

Pochi gesti, pochi oggetti, poche idee eppure bastano per rendere diverse le  atmosfere .

Come quando guardo fuori dalla finestra e vedo  le cose e le persone nel loro divenire :basta poco per cambiare scenario. Come nella vita.



autunno


inverno


primavera 



estate


Oggi mi sento filosofa e mi piacerebbe davvero diventare un po’ saggia ma non ci riesco … per essere veri saggi bisogna trovare in primis la pace dentro di sé e staccarsi un pochino dalle emozioni che inquinano  e poi servirebbe togliersi i piombini dalle tasche per poter volare più in alto e vedere la vita da una prospettiva diversa.


Proprio non ci riesco … i piombini rimangono e mi tengono ben salda a terra … nessuna possibilità di “volo libero”… forse se preparo una torta potrebbe aiutare …


lunedì 10 marzo 2014

CREAM-CHEESE POUND CAKE : OGGI ALLO STARBOOKS !



Oggi un dolce buonissimo! Un classico che vi piacerà di sicuro.
Dove? Ma allo STARBOOKS, of course!  Martha Stewart ci regala questa ricetta :  "anytime cake"!
Potete gustarla quando e come vi piace: colazione, snack , per il tea time, alla sera davanti alla tv o mentre leggete un buon libro...

I pound cakes hanno la classica forma dei plum cakes , che a me piace tantissimo!
L'ho provata per voi e vi posso assicurare che è sparita subito...morbida, umida il giusto e dal sapore delicato e ricco nello stesso tempo...
La ricetta????  Oggi allo STARBOOKS !

giovedì 21 novembre 2013

FRITTATA CHE SI CREDE UNA TORTA E...VOGLIO QUELLA BORSA!!!


È da tempo che non riesco a dedicarmi ai fornelli come vorrei…e quindi spesso cucino velocemente senza potermi permettere ricette blasonate da copiare a parte il discorso Starbooks (grazie di esistere) che mi regala momenti di immensa felicità nei quali posso ritornare la donna in cucina che ero…
Anyway…
Le rare volte che ho la cucina libera è difficile io abbia il tempo per “sfogarmi” e quindi mi ritrovo ad inventare piatti veloci e “parodiani” J…(n.d.r. : da Parodi) 
Come è stato per questa frittata che si crede una torta! Quandol’ho sfornata ho pensato ad un dolce mentre invece… 
Premetto che non sono una donna da ”secondi”. Amo fare tutti i tipi di dolci , poi arrivano i primi piatti e gli antipasti/assaggini/mise en bouche .
Ma i secondi proprio faccio fatica anche a pensarli. Unica eccezione :le verdure .
Apro il frigo sconosciuto, cerco di capire cosa c’è…pochi gli ingredienti famigliari ma controllando meglio ne trovo qualcuno  che chiede di essere utilizzato J ….
Ed ecco quindi che mi trasformo in una parodi per di più svuotafrigo (attività, quest’ultima, che amo tantissimo e mi dà una soddisfazione indicibile)
Un po’ mi vergogno a postare una ricetta così con tutto quello che si vede ultimamente sul web, ma ho sempre detto (e lo ribadisco) che questo mio blog è umile e senza pretese …si parla di cucina ma soprattutto con il cuore e senza sedersi su nessuna cattedra…J anzi!
Prendo 6 uova , un avanzo di gorgonzola , un avanzo di parmigiano.
Mi trasferisco nel reparto freezer e prendo (ebbene si, inorridite pure ) un sacchetto di cuori di carciofi surgelati che per preparazioni come queste son perfetti.
ed ecco le dosi per questa ricetta  molto creativa :
 
Ingredienti:
 
6 uova
 
Un pezzo di gorgonzola (sarà stato un etto) o usate qualsiasi formaggio vi piaccia nella dose che più vi ispira (trattasi di ricetta creativa …vi avevo avvisato) però deve avere carattere per contrastare il “dolce” dei carciofi
 
2 cucchiai di pane grattugiato
2 cucchiai di latte
2 cucchiai di farina autolievitante
(n.d.r. : i 2 cucchiai non sono studiati, né fanno parte di proporzioni doverose, come dicevo è una ricetta creativa e quando preparavo questa frittata mi sembrava che i 2 cucchiai fossero la dose giusta )
una confezione di cuori di carciofo surgelata (circa 300 gr)
 
aglio
 
olio extravergine di oliva
 
sale
 
mandorle
 
per prima cosa dovete far stufare i carciofi: olio + aglio in una padella . aggiungere i carciofi. Far cuocere per 5 minuti a fuoco vivo e poi coprire abbassando il fuoco.Salare alla fine . Non dovrebbero attaccarsi perché, essendo surgelati, rilasceranno poco per volta l’acqua  “inside”.
Dopo circa 20 minuti dovrebbero essere cotti (verificate! Non c’è niente di peggio di un surgelato cotto poco!!!) e fate raffreddare
Nel frattempo sbattete le 6 uova in una terrina e aggiungete : il formaggio a pezzi grossolani, il latte, il pane grattugiato, la farina, un pizzico di sale.
Trasferite questa "pastella" in una teglia (io pirofila , diametro 24 cm) rivestita di carta forno.
Quindi mettete gli spicchi di carciofo  a raggiera o come preferite.
Una spolverata di parmigiano e una ,abbondante, di mandorle tritate grossolanamente.
Forno a 180° per mezz’ora (controllate. Ogni forno ha i suoi tempi…)




 
 
La frittata , credendosi una torta, lieviterà anche un pochino aiutata dalla farina autolievitante e diventerà più “densa” inventandosi una consistenza simile ad un cake salato ma molto, molto più morbido…
Le mandorle ci faranno credere di decorare una torta  che sa di autunno e quando la sforneremo,  anche il colore, caldo, abbrustolito,  ci rimanderà a ricordi dolci … 
 
Tempi di realizzazione : al max un’oretta tra tutto. Quindi direi ottima per le serate in cui, post lavoro, si arriva trafelate e magari, con poca voglia di cucinare.
 
Se proprio non abbiamo gli ingredienti , una scappata al super vicino casa riusciamo sempre a farla  …come riusciamo, “per esempio”,  a far stare la corsa nel negozio del centro in cui abbiamo visto una borsa che dobbiamo assolutamente comprare anche a costo di presentarci un minuto prima della chiusura …per sentirci dire che proprio oggi ...l’abbiamo venduta signora!
 

Ma come???? Ma forse la riassortiremo però son borse particolari…non sappiamo..
e uscendo quasi con la morte nel cuore per non avere la borsa tra le mani , ci avviamo verso casa dove troveremo la realizzazione solo cucinando in tempi brevi questa frittata che si crede una torta con in mente la borsa che, mannaggia, non è nostra….ma domani sera post ufficio ripasseremo, vuoi mai che l’abbiano riassortita???



domenica 22 settembre 2013

UVA FRAGOLA + ROSMARINO +...= UNA FOCACCIA SPECIALE!



Uva fragola e rosmarino…facile decidere cosa fare!

Basta un poco di zucchero e…la focaccia che mi faceva la mia zia Leru è pronta!

Bè non proprio così immediata è la faccenda …

Gli ingredienti però credetemi sono pochi e speciali con i quali si otterrà , ovviamente, una focaccia speciale.

Nella mia adorata famiglia convivono tradizioni culinarie molto diverse tra loro : la cucina di mia nonna Angela : veneto triestina con discendenze astroungariche (con la quale sono cresciuta), la cucina piemontese novarese , del mio papà e la cucina toscana di mia zia Leru o meglio , di suo marito, fiorentino doc che nonostante una vita vissuta( e “vivente”) a Milano dai tempi che furono ,non ha ancora perso la favolosa “parlata” toscana e il sense of humor che la completa!

Quindi la mia zia Leru ha dovuto imparare per filo e per segno la cucina toscana (alla quale mio zio non ha mai rinunciato) e devo dire che è diventata bravissima , ma lei è la “cuoca” di famiglia e a me piace pensare di aver ereditato da lei  la mia passione ai fornelli.

Tutte le ricette “base” del mio bagaglio culinario sono il frutto degli insegnamenti della mia nonna adorata e della mia zia Leru e infatti quando ho bisogno di consulenza o di ritrovare ingredienti e metodi per ricette dei tempi andati, lei è il porto sicuro in cui sono sempre sicura di trovare quello che cerco.

Questa focaccia la mangio da tantissimo tempo …andavo spesso dai miei zii a pranzo e questo era il periodo della focaccia con l’una fragola (o con l’uva da vino,ma non è facile da trovare…) che io, semplicemente, adoravo.

Non l’avevo mai provata ma ieri sera complici una serie di formaggi straordinari acquistati in quel luogo di perdizione che è “Cheese” ( a Bra) , mi è venuta in mente , trovandola un abbinamento fantastico …e così è stato!
 

Ingredienti: 

pasta di pane
la mia per la pizza/focaccia :
250 farina 00
250 farina 0
Una bustina di lievito liofilizzato
Un cucchiaino e mezzo di sale
325 ml di acqua calda
(ricetta della pasta magica di Hugh dal libro: river cottage every day – vedi starbooks :e proprio QUI vi rimando per la preparazione)
Aghi di rosmarino
Duo o tre bei cucchiai di zucchero (dipende da quanto grande sarà la vostra focaccia)
Olio extravergine di oliva abbondante
Uva fragola (non l’ho pesata ma tenete conto che dovete cospargere tutta la focaccia)

 
Una volta stesa la vostra pasta di pane , copritela con gli acini (puliti e asciugati).

Cospargete di abbondante olio exravergine di oliva (preferibilmente toscano : che , confesso, è quello che preferisco)

Mettete quindi gli aghi di rosmarino e infine zucchero semolato con generosità: dovrà un po’ caramellare e rendere unico questo  mix di sapori.
 
 

 

Forno a 250° per circa venti minuti /mezz’ora ma controllate !!! ogni forno ha il suo “carattere” e potrebbe essere necessario abbassare un po’ la temperatura per evitare di bruciare la focaccia. Ognuno di noi conosce il proprio e quindi lascio alla vostra esperienza il dosaggio dei tempi di cottura che è, né più né meno, quello che utilizzate per le pizze…
 
 
 

Devo dirvi che per casa si spande un profumo dolcino che sa un po’ di vino dolce, un po’ di torta di fragole, un po’ di focaccia? Devo dirvi che una volta sfornata e tagliata non resisterete a mangiarne subito un pezzetto ?ve lo dico! E aggiungo che l’abbinamento con i formaggi l’ho trovato perfetto!
 

Non so se questa è la “vera” ricetta di questa focaccia, non sono solita cercare tra libri e siti le possibili varianti o le ricette storiche che faccio. Cucino con il cuore non con la testa e questo non mi annovera tra le tante super esperte tra i blog , che seguo e  ammiro, lo so J

Questa focaccia è a focaccia della mia zia Leru che così la prepara e se mio zio la mangia soddisfatto e senza trovar da ridire , per me significa che così doveva essere fatta…

E poi sono proprio i sapori che volevo ritrovare e che ho ritrovato.

Come farsi prendere per mano da una stretta sicura, della quale ci si fida, alla quale si vuole bene…

 








 

 
 
 
 

 

lunedì 29 aprile 2013

UN SANO PIATTO DI PIZZOCCHERI E...REMEMBER LACUSTRE




Piatti primaverili??? Ma stiamo scherzando???
Non riesco nemmeno a pensare di fare un’insalata ! quindi sapete cosa ho preparato ieri? Un sano piatto di pizzoccheri!
Mi fanno impazzire! La pasta di farina di grano saraceno ha un gusto originale che ben si sposa con la verza (e le erbette :io uso queste) e il formaggio  “casera” o “bitto” , il tutto ben condito da burro fuso con uno spicchio d’aglio , abbondante pepe e ci metto anche due o tre foglie di salvia.

Vi riporto la ricetta “ufficiale” dell’Accademia del pizzocchero di Teglio :

Ingredienti (dosi per 4 persone)

400 g di farina di grano saraceno
100 g di farina bianca
200 g di burro
250 g di formaggio Valtellina Casera dop
(den.ne di origine protetta)

150 g di formaggio in grana da grattugia
200 g di verze
250 g di patate
uno spicchio di aglio, pepe

Preparazione:

Mescolare le due farine, impastarle con acqua e lavorare per circa 5 minuti.
Con il mattarello tirare la sfoglia fino ad uno spessore di 2-3 millimetri dalla quale si ricavano delle fasce di 7-8 centimetri. Sovrapporre le fasce e tagliarle nel senso della larghezza, ottenendo delle tagliatelle larghe circa 5 millimetri.

Cuocere le verdure in acqua salata, le verze a piccoli pezzi e le patate a tocchetti, unire i pizzoccheri dopo 5 minuti (le patate sono sempre presenti, mentre le verze possono essere sostituite, a secondo delle stagioni, con coste o fagiolini).

Dopo una decina di minuti raccogliere i pizzocheri con la schiumarola e versarne una parte in una teglia ben calda, cospargere con formaggio di grana grattugiato e Valtellina Casera dop a scaglie, proseguire alternando pizzoccheri e formaggio.
Friggere il burro con l'aglio lasciandolo colorire per bene, prima di versarlo sui pizzoccheri.
Senza mescolare servire i pizzoccheri bollenti con una spruzzata di pepe.


Specialità, in effetti,  più montana ,  i pizzoccheri mi sanno però ugualmente  di giornata lacustre grigia e bigia, di quelle belle umide in cui ti prende  la voglia di scaldarti con un piatto calorico annaffiato da un generoso bicchiere di Inferno : un rosso vino pieno di carattere , che nasce nelle viti della zona di Sondrio.

Confesso di non aver preparato con le mie mani i pizzoccheri ma li ho acquistati al super J e inoltre non ho usato le verze ma delicate erbette e qualche foglia di spinacio.
Il risultato finale però è stato ugualmente soddisfacente.


Inutile dire che i pizzoccheri valtellinesi fanno parte del mondo lacustre che amo: quello del lago di Como. 




Lago che frequento fin da bambina grazie all’ospitalità dei miei zii che hanno una splendida casa a Gittana , tra Varenna e Bellano.


  

Per completare il mio remeber dedicato al lago di Como ho scritto una mail alla cara amica Elena del Varenna cafè , (delizioso bar in Varenna che vi consiglio di cuore ) per un saluto


e una lettura rilassante di uno dei libri di Andrea Vitali, storico medico condotto di Bellano convertitosi alla scrittura e al successo letterario, come ,per esempio,  “Galeotto fu il collier”



Basta in fondo poco per ricreare un’atmosfera rilassata che ci fa stare bene in compagnia di ricordi a noi cari :  affetti del cuore che non ci lasceranno mai.








mercoledì 27 marzo 2013

STARBOOKS: SANDWICH ALCHEMICO AL CIOCCOLATO



E’ inutile questo uomo è un mostro! Un mostro di bravura, eleganza, classe.
L’ultima ricetta provata fa parte del capitolo “alchimie” e infatti, questo sandwich è davvero un mix alchemico di contrasti e sapori.

Semplicissimo e raffinato questo sandwich ben si presta a serate tra amici aperti alle novità ai quali proporre questa “chicca gourmande”.
Anche un elegante “dejeuner sur l’herbe” potrebbe avere nel suo cestino di vimini questi “panini” perché anche in mezzo ad un prato possiamo stupire con ricette “blasonée” nientepopodimenoche di uno dei migliori maitre chocolatier del mondo.




Certo è che questo sandwich andrebbe mangiato caldo o perlomeno, fatto al momento.
Vi dirò che io ho provato (a fatica) a non mangiarne uno per vedere come si presentava il giorno dopo. Che dire? Un leggera (ma proprio leggera) scaldata al forno (perfetti anche i micro fornetti per scaldare le brioches al mattino) giusto per riportare gli ingredienti ad una tiepida temperatura (senza esagerare : il formaggio NON deve fondere)  e il sandwich era perfetto.
Ma ecco la ricetta :

Sandwich stilton, bacon e cioccolato

Ingredienti:
4 fette spesse di pane bianco tagliate a mano (io ho usato il pane fatto da me al germe di grano)
Burro salato
50 gr di cioccolato fondente del Venezuela al 72%
6 fette di bacon magro
75 gr di stilton (io ho utilizzato , vistala zona dove abito, del buonissimo gorgonzola naturale, stagionato)

Preriscaldate il grill a temperatura elevata e tostate entrambe le fette di pane su entrambe le facce , quindi spalmatene la metà con il burro salato.
Grattugiate sulle altre il cioccolato e ricollocatelo sotto al grill fino a farlo sciogliere facendo attenzione a non bruciarlo. (Per evitare questo, io ho sciolto il cioccolato a bagnomaria . Non ho voluto rischiare ,o meglio, non ho voluto bruciare il cioccolato perché, per me,  era cosa certa!)
Mettete il bacon sotto al grill fino a farlo diventare croccante , trasferitelo sulle fette di pane (coperte di cioccolato) e terminate generosamente con il formaggio a pezzetti . Sovrapponete le fette imburrate pressandole un poco. Servite :-), assaggiate ...e vi stupirete di quanto buono sia questo sandwich !



Tiriamo le somme: difficile per me. Lo ammetto, sono di parte. Ho amato da subito questo libro e il suo autore e l’ho amato ancor di più quando ho visto la sua foto!
Un uomo di altri tempi, gentile e delicato, dallo sguardo curioso.
Bilancio delle ricette : per me più che positivo. Ho questo libro da qualche anno e  ne avevo provate anche altre , quindi mi sento di promuoverlo, non solo per le ricette,  ma per come il libro è scritto: un’esaustiva introduzione per niente noiosa ma doverosa ,ci accoglie in questo magico mondo del cioccolato.
Un’impaginazione e un’impostazione grafica originale lo rendono ancor più piacevole . Pensate che un libro che parla di cioccolato dall’inizio alla fine, che comprenda ricette dolci e salate possa essere esagerato? Possa “nauseare” un po’? assolutamente!

Vi scrivo le parole di Paul a questo proposito:
“si potrebbe pensare che gustare lo stesso alimento più volte ogni giorno dopo un po’ finisca per venire a noia : non quando si tratta di cioccolato,e non per me, comunque. ogni giorno consumo e gusto cioccolato…
...
Con questo libro mi prefiggo di offrirvi la possibilità di compiere un viaggio alla scoperta del cioccolato…se non vi spingerete oltre al primo capitolo che riporta le mie ricette per la realizzazione di classici…non ne avrò il cuore spezzato ma se vi appassionerete ad altre più audaci ricette…sarò molto orgoglioso di voi!”

Credo che che Paul possa essere orgoglioso di tutte noi dello Starbooks ! mi pace immaginare che Paul sia andato a leggere tutti i nostri post e stia sorridendo soddisfatto gustandosi una delle sue favolose ganache dal gusto “innovativo”…certo che però un piccolo commento ce  lo poteva lasciare, però !!!
Ed ora vi invito a fare il giro dalle mie amiche cioccolatose …

Vissi di cucina - Crostata al cioccolato salato e noci pecan caramellate



con questo post auguro buona Pasqua a tutti e...preparatevi per una sorpresa davvero speciale per aprile...:-)



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