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domenica 1 ottobre 2017

TORTA ALLE MELE ( E NON SOLO) ...AD OCCHIO ;-)


Mai fatto una torta ad occhio? Io raramente, di solito peso tutto al grammo sapendo che la pasticceria è un arte esatta e le ricette vanno seguite scrupolosamente ( ehm..stendiamo un velo su quelle che seguo e che alla fine risultano essere dei flop) 
Dato che però io “esatta” non sono proprio, ogni tanto mi concedo delle libertà.
Magari arrotondo la quantità di un ingrediente e ne modifico un’altra oppure faccio sostituzioni insomma , diciamo che mi faccio guidare un pò dall’esperienza e dalla mia storia culinaria personale . Preparare una torta tutta tutta ad occhio però non l’avevo mai fatto, pur essendo la caratteristiche principale delle donne che cucinano o hanno cucinato nella mia famiglia.
Mia mamma ovviamente è esclusa dall’elenco perché la parola “cucina” le provoca un vago senso di nausea ma la mia povera nonna e la mia mitica zia Leru, sono state e sono le mie ispiratrici e maestre.
I loro ingredienti sono tutti : “un poco di”, “ma si ma poi ti regoli”, “ vedi tu”, ecc…

E quindi ho deciso di continuare questa simpatica tradizione e iniziare anch’io a fare le torte ad occhio.




Era rimasto in frigo ancora uno yogurt di quelli home made (da quando ho scoperto quanto sia facile non li compero più) e ho pensato di fare la torta classica , quella che si fa pesando gli ingredienti con il vasetto dello yogurt .

Ho recuperato  sul piano di lavoro :
farina autolievitante
un uovo
zucchero bianco (che stava finendo) 
zucchero di canna (che ho aggiunto perché quello bianco stava, appunto, finendo) 
il mio yogurt 

Senza stare troppo a pensare e soprattutto senza pesare nulla, ho messo nella ciotola lo zucchero bianco che avevo (sarà stato un cucchiaio abbondante) e ho aggiunto “a pioggia” quello di canna ( diciamo forse un paio di cucchiai)
Ho aggiunto l’uovo e ho sbattuto con le fruste il tutto, ottenendo il ben conosciuto “composto spumoso”.
Ho unito lo yogurt che ho amalgamato bene e poi ho messo la farina setacciandola ( ndr: da quando ho preso il setaccio è diventata una mania !) Ne ho messa poca e l’ho aggiunta mano a mano fino a raggiungere la consistenza , ben nota (saranno più di quarant’anni che faccio la torta di mele e una vaga idea dovrei averla !) .
Ho tagliato due mele (piccole) a cubozzi e li ho messi nell’impasto .
Ho unto con burro e poi infarinato,  una tortiera a cerniera (diametro 20cm) e ho versato la mia torta.
A questo punto scatta, quasi sempre, l’istinto creativo che è dettato un pò dal dna e un pò dalla psicosi da immagine carina .
Ho preso altre due mele e le ho sbucciate e tagliate a spicchi . Le ho inserite nell’impasto, formando una specie di raggiera (imprecisa) . Ho preso un cucchiaio abbondante di marmellata di pesche , l’ho allungata con un pò di acqua e l’ho versata delicatamente sulle mele.
Ho spolverizzato con cannella, fiocchi di avena e fiocchi di quinoa.
Altro zucchero di canna e riccioli  di burro qua e là . Non avendo messo nessun condimento nella torta mi sono sentita di osare questo burro che ha permesso allo zucchero di caramellare meglio.

Forno a 180° per circa mezz’ora : sempre valida la prova stecchino.



Premesso che a me le torte di mele piaccion tutte, ma proprio tutte. Tenendo conto che era davvero difficile sbagliare questa torta viste le miliardate di volte che l’ho preparata, quindi ho giocato facile, ma devo dire che è venuta proprio buona, ma buona buona davvero.
Innanzi tutto, consistenza perfetta : né troppo umida né troppo asciutta.
Le mele all’interno distribuite benissimo (raramente mi succede) . E che dire della “guarnizione” finale? Le ha dato quel leggerissimo tocco di croccantezza che ha completato il tutto.

Insomma che dire? Sono soddisfattissima della ricetta ben consapevole però che la prossima volta che mi cimenterò nella “torta di mele ad occhio” sarà diversa , innanzi tutto perché sicuramente mi verrà qualche altra idea per “rifinirla” o magari ci aggiungerò del cacao, della farina di mandorle ,….
In queste possibilità infinite ci voglio leggere un bel pensiero positivo: l’entusiasmo del fare e la curiosità nell’assaggiare mi stimoleranno ed arricchiranno il mio elenco di “torte ad occhio” in perfetto stile “larobifamily” facendomi sentire ancora più felice di far parte di questa famiglia che amo, forse un pò scombinata, ma unica .






lunedì 9 maggio 2016

SONO CREATIVA PER COLPA DELLA VITA ;-) : CROSTATA AL CIOCCOLATO MELE E MARMELLATA D'ARANCIA "INVENTATA" AL VOLO...


Questa è stata la torta per il mio recentissimo compleanno : una torta che non dovevo fare , avendo deciso (strano ma vero) che sarei andata in pasticceria ed avrei acquistato una torta "standard" da compleanno (come le chiamo io) : pan di spagna, creme varie e immancabili frizzi e lazzi di panna.

Ma ultimamente (ehm, da sempre) quando decido o credo in qualcosa, automaticamente una sorta di energia contrastante, fa sì che accada l'esatto contrario.

Questa "simpatica"  costante di vita, mi ha fatto riflettere ultimamente  più di quanto io non faccia di solito.
Diciamo che il detto "la necessità aguzza l'ingegno" nel mio caso potrebbe trasformarsi in "i contrattempi della vita aguzzano la creatività".

Mi sono sorpresa a ricordare che anche i miei primissimi disegni  (avevo circa vent'anni) non erano scaturiti dal sacro fuoco dell'arte ma semplicemente dall'esigenza di trovare, dalla sera alla mattina, qualcuno che disegnasse gli inviti per una grigliata in piscina e mi ero trovata in quelle simpatiche situazioni in cui ci si caccia quando non si è capaci di dire "no" : " dai Robi disegna tu qualcosa!!!"
" io??? ma non sono capace..."
"ma si che sei capace ..."
e così iniziò la mia "carriera artistica" fatta sempre ( e sottolineo il "sempre") di urgenze dell'ultimo minuto.
"oggi compie gli anni mia mamma!!! mi disegni qualcosa per un biglietto!!!???"
"devo organizzare i compleanno della mia bambina mi dai una mano?", ovviamente due giorni prima!
Fino ad arrivare al fatidico periodo asilo-scuola, di mia figlia in cui ho realizzato/disegnato opuscoli per la scuola di  musica, inviti per i saggi di fine anno, dipinto magliette per balletti e recite ....
ovviamente tutto "al volo".

Volente o nolente la mia creatività doveva saltar fuori e quindi , con il tempo, mi sono "abituata" a considerarmi una "creativa". Ovviamente la cosa mi piaceva ( e mi piace) e più disegnavo "cose" più mi appassionavo...

Il passaggio dai disegni alla cucina è stato un attimo! La mia passione culinaria si è arricchita di versioni personali delle più note ricette , non tanto per ispirazioni cosmiche ma per , ehm , altri motivi ...
"ma dov'è il mascarpone ? dove ho messo il mascarpone !!!" quando dovevo preparare il tiramisù, oppure "Noooooo, scusate ma qualcuno ha finito il burro e non l'ha detto?????" quando dovevo fare una bella crostata ...
e così via. Situazioni simpaticamente imbarazzanti che mi hanno costretto ad inventarmi alternative , sempre in tempi strettissimi .

Avete presente quei film d'azione in cui c'è sempre quel maledetto timer che vi lascia solo pochi minuti per salvare il mondo? Ecco, la mia vita è stata spesso costellata da questi "timer" in ogni ambito : artistico, culinario, personale, lavorativo...

La creatività doveva saltar fuori.



Anche adesso urge un nuovo "esercizio filosofico molto creativo" . La causa : l'ennesimo cambio di vita (lavorativa) davvero epocale. A dire il vero dovrei cambiare aggettivo perché "epocale" lo sto già usando da diversi anni ( e il mio blog ne è la conferma) . "Epocale" lo si dice di un avvenimento straordinario, unico, raramente ripetibile...invece per me questa parola sta perdendo la sua connotazione di eccezionalità e sta prendendo quella di "ordinaria amministrazione" e vi assicuro che non è proprio bello , avendo inoltre questi "cambi" sempre una dose di "rotture di scatole" e "fastidi" abbastanza importanti ...(n.d.r.:"rotture di scatole" e "fastidi" sono eufemismi !!!)

Mentre preparavo questa torta pensavo a tutto questo insieme al fatto che la serata tranquilla con torta da pasticceria (= sbattimento zero) post parrucchiere si era trasformata in cena con figli (piacevolissima cosa per carità) e , ovviamente, torta fatta in casa perché quando ci sono loro amo preparare qualcosa fatto da me .
Si ma con cosa??? Rapido sguardo in dispensa e in frigorifero.
Burro  c'è (dai tempi ne tengo sempre quantità industriali che surgelo per non rischiare di rimanere senza )
farina: idem (di tutti i tipi, le forze, i colori)
cacaco-cioccolato: celo (non potrei farne senza. è il mio prozac ;-)

E poi? Poi , tra gli scaffali in cucina, vedo una marmellata di arance (made Ikea : mi piace un sacco! La trovo dolce -amara il giusto): la prendo.
Quali sono i dolci che amo di più? Ma quelli con le mele! Et voilà pure le mele avevo!





Quindi ecco qui la ricetta inventata "al volo" :

Ingredienti:
100 gr burro
150 gr farina
50 gr cacao amaro
100 gr zucchero
1 uovo intero
la punta di un cucchiaino di lievito per dolci
pizzico di sale
quasi 1 vasetto di marmellata di arance
2 mele tagliate a fini

Teglia diam. 24 cm - forno 180° - 30-40 minuti (dipende dal forno)

Preparare la pasta frolla : ho messo nella planetaria la farina, il cacao, lo zucchero, sale, il lievito e il burro a pezzetti. Ho utilizzato il gancio a foglia e ho reso il tutto un composto vagamente bricioloso. Ho aggiunto quindi l'uovo . Ho formato una palla (un po' schiacciata ) che ho fatto riposare in frigo mezz'ora circa.
Nel frattempo ho sbucciato e tagliato con la mandolina le mele .
Ho steso la pasta e ho rivestito una teglia imburrata (o coperta con carta forno). 
Ho steso uno strato abbondante di marmellata di arance che ho ricoperto poi con le mele. Mi è rimasto circa un terzo del vasetto di marmellata che ho allungato con un po' d'acqua per renderla leggermente più liquida e con questa ho ricoperto le mele.
Dato che mi era avanzata un po' di pasta frolla ho decorato con cuoricini (aggiunta artistica dettata dal fatto che non volevo buttar via quel poco di pasta...)
Forno a 180° e, per me , cottura di trentacinque minuti (dipende dal  vostro forno).

Devo ammettere che "correggere" la vita con la creatività non è brutta cosa, anzi! Aiutata sicuramente anche da geni famigliari molto "artistici" non poteva essere altrimenti per me! Ho una famiglia "creativa" in tutti i sensi: nel senso letterale del termine e anche nel senso di "originalità" :-)
Dalla mia carissima nonna , ai miei zii e infine anche in me scorre questa vena che ha trovato in tutti noi strade diverse: che sia stata la pittura vera e propria, la cucina, la moda, oppure un carattere particolare è un po' "bizzarro" ,ognuno di noi ha manifestato così la sua risposta alla vita. Eh, si perché in questa bella famiglia non è stato tutto semplice, anzi! Ma questa è un'altra storia, una vera e propria saga troppo lunga per essere anche solo accennata  e io la continuo grazie ai continui spunti che la vita mi dà ...eh, si son fortune !!! 




sabato 20 giugno 2015

ANCORA UNA TORTA DI MELE...MELOSISSIMA :-)


Ancora una torta di mele.
Mi ritrovo sempre, quasi sempre, a far torte con le mele. Perché? Voglio capire…
Diciamo che per me la torta di mele è la torta per antonomasia , quindi ok. Poi sono per lo più ricette facili e veloci, ok.  Le mele le ho a casa quasi sempre, ok. 

Diciamo che sono già tre buoni motivi aggiungendo che : faccio fatica a trovare spazio per me in cucina e faccio fatica a trovare tempo per fare spese mirate a ricette pensate e studiate.
Inoltre ,per me, la scelta di fare un dolce è spesso dettata da un bisogno impellente di comfort food, una necessità vitale di cose dolci, il bisogno di una caketherapy  immediata, quindi devo preparare una torta “hic et nunc"!

Quale soluzione migliore di una torta di mele? E aggiungiamoci anche queste libro bellissimo , regalo di un’amica specialissima . Libro che sfoglio e risfoglio mille volte perché anche solo a far così sto bene.


Morale: temporale in arrivo. Faccio una torta di mele. Semplice.

Ingredienti:
8 mele
250 gr di zucchero (ma la prossima volta ne metterò molto meno…per il mio gusto ,  150 gr sono sufficienti )
4 uova
Un cucchiaino di estratto di vaniglia
165 gr di farina setacciata
Zucchero a velo per guarnire (facoltativo)

Foderare una tortiera dai bordi alti di 24 cm di diametro. Sbucciare le mele e tagliare a tocchetti: metterli direttamente nella teglia che si riempirà per bene.
In una ciotola mettere le uova con lo zucchero e montare ben bene . Aggiungere l’estratto di  vaniglia e la farina.
Rovesciare questa sorta di pastella densa sulle mele . Picchiare il fondo della tortiera in modo che l’impasto si distribuisca bene.
Forno 180° per un’ora.
Dopo circa 10 minuti  ho coperto la superficie con un foglio di alluminio perché si stava già bruciando : regolatevi con i vostri forni.

Far raffreddare bene prima di sfornare la torta . la mia l’ho capovolta e cosparsa di zucchero a velo.

L’ho mangiata tiepida e mi è piaciuta un sacco.
Come potrete notare non c'è lievito: la torta rimane bella alta solo grazie alle mele.
E’ una torta “melosissima” , morbida e dolcissima: quello che ci vuole se avete bisogno di coccole zuccherose .



La mela ha un sapore confortevole e sicuro, proprio quello di cui ho bisogno ora.

Chiudo gli occhi mentre mi gusto la mia morbida fetta pronta a riconoscere il gusto inconfondibile che però mi sorprende sempre : la mela diventa dolce, asprigna, croccante, farinosa, compatta, aromatica ... in ogni dolce che preparo si trasforma : è sempre lei ma è comunque sempre diversa e buona.

E per finire questa mia "ode alla mela" ecco  un "petit exctrait" di un testo scritto da Karl Legeay per il "Carnet de croqueur de pommes" :

La meilleure amie de l'homme
c'est la pomme
le meilleur ami de l'humanité
c'est le pommier

Traduzione:

La migliore amica dell'uomo
è la mela
il migliore amico dell'umanità
il melo






martedì 6 gennaio 2015

LA PRIMA TORTA DEL 2015 : UNA TORTA DI MELE OVVIAMENTE . UNA CROSTATA? FORSE , PERCHE' NON E' QUELLO CHE SEMBRA :-)


Il mio primo post "culinario" non poteva non essere un dolce , non poteva non avere come ingrediente principale le mele, non poteva che essere una crostata , per me, la torta per eccellenza!

E se complice ci aggiungiamo anche un libro bellissimo "tremendamente" francais, che contiene solo ricette di dolci con le mele e che mi è stato regalato da un' amica del cuore, allora preparare subito una torta è stato il minimo!

Innanzi tutto vorrei sprecare due parole sul libro : molto, molto  carino! Foto, disegni e impaginazione, lo rendono simpatico e originale e devo dire che la casa editrice Marabout mi sorprende sempre piacevolmente con i suoi libri. Che si tratti di cucina o altro.

Spesso mi perdo sul loro sito e ad ogni pubblicazione che mi ispira ( e son davvero tante!)  il rischio "aggiungi a carrello" è davvero altissimo! Per questo cerco di navigare in quelle acque con moderazione ... 

Tornando alla ricetta : sembra una normale crostata ma non lo è ! Piccole differenze la rendono diversa sia come preparazione che come gusto!

Ecco quindi di cosa si tratta :








Torta del Bistrot

3 ore di preparazione di cui 1,10 di cottura e 1 di riposo
per 4-6 persone

Ingredienti:

    150 gr di farina
   1 pizzico di sale
   1 cucchiaino di lievito per dolci
    25 gr di zucchero
    metà di un uovo sbattuto
    2 cucchiaini di latte
    75 gr di burro morbido + un tot per ungere la tortiera

   Mele:
   2 kg di mele (ho usato le mele golden)
   1 cucchiaio di zucchero
   1 limone

   3 cucchiai di gelatina di mele o 6 di marmellata di albicocca (ho usato la marmellata di albicocca)

Scaldare il forno a 200°.
Mettere la farina, il sale e il lievito in una ciotola e in centro versare il latte, l'uovo e lo zucchero. Mescolare e poi aggiungere il burro a tocchetti e impastare il tutto (io ho usato il mio mitico Kitchen Aid)

Formare una palla e mettere a riposo in frigo per 1 ora.

Quindi stendere la pasta in uno stampo da 26 cm di diametro (io ho usato uno stampo da 22 cm e mi è avanzata un po' di pasta che ho utilizzato come vedrete poi...), copritela con la carta forno e mettete i pesetti di argilla per le cotture in bianco (se li avete. Io non li ho e quindi ho usato i classici e sempre perfetti fagioli secchi!) cuocete per circa 10 minuti , poi sfornate, togliete la carta e i pesetti/fagioli e rimettete in forno per circa 5 minuti.

Nel frattempo pelate e tagliate a cubetti 4-5 mele a cui aggiungerete il limone e il cucchiaio di zucchero . Fate cuocere  a fuoco dolce per circa 15-20 minuti, fino a quando le mele non saranno morbide . Riducetele in purea  che metterete sul fondo della torta.

Pelate e tagliate a spicchi fini le altre mele e disponetele a raggiera sopra la composta.
Abbassare il forno a 180° , infornare e cuocere per circa 35 minuti.

Fate scaldare la marmellata o la gelatina con 3 cucchiai di acqua e con questo "sciroppo" bagnate la torta appena uscita dal forno.

La prova assaggio è assolutamente superata! La composta  sul fondo le dona l' "umidità" giusta e il lievito nell'impasto lo rende morbido e perfetto per accogliere le mele tagliate fini fini.
Una crosta ben cotta e croccante dà quel tocco in più che completa la torta del bistrot : morbida, croccante, dolce , "melosa"... perfetta per un tè !

Come dicevo , ho avanzato un po' di pasta con cui ho fatto uno spartanissimo raviolo che ho farcito con la marmellata che ho utilizzato.





Adoro avanzare qualcosa quando cucino! Non sarà chic, ma spesso preparo piccoli assaggi dolci o salati davvero unici e irripetibili, sempre apprezzati dalla sottoscritta che si sente anche in pace con la coscienza nell'utilizzare gli ingredienti senza inutili sprechi!

Ebbene si ho un animo "green" fin da tempi antichi! Il mio passato vegetariano e macrobiotico nonché "new age", mi ha formato positivamente regalandomi profondo rispetto per la natura che ci circonda e le sue risorse.

E questo significa anche godersi questo "raviolo" inaspettato e, per questo, ancor più buono!








giovedì 4 settembre 2014

TORTA SEMPLICE : NON CI SONO DA PESARE GLI INGREDIENTI E TUTTO DIVENTA PiU' FACILE

foto by my cell

Una torta semplice , una ricetta segnata sul mio librino delle ricette di anni e anni fa (allora i blog non esistevano!!!). Librino che  custodisco gelosamente , al quale sono affezionatissima!
La torta di un’amica, che ora non c’è più e mi ha insegnato tanto anche se ci eravamo frequentate poco . Donna impegnatissima, con una forte personalità, intelligente ,coraggiosa, entusiasta della vita  , dalla cultura immensa  ; viveva sei mesi l’anno , insieme al marito, in Africa , scorrazzando tra oasi e deserti con un camper attrezzato ad hoc .Coppia alchemica che frequentavo  quando rientravano dai loro viaggi. Erano persone speciali , dinamici, atletici pur avendo, allora,  60 anni e oltre …
Io allora ero giovincella e da poco mamma e amavo stare ai fornelli come lei.
Avevano una casa bellissima in collina dove orto biologico, frutteto e roseto la facevano da padroni.
Il loro prato veniva rasato da…due caprette ! Niente rasaerba per loro!!! Lei mi aveva fatto conoscere ed apprezzare le rose antiche grazie al mitico vivavio di Anna Peyron , sua amica e tante ricette natural style che apprezzavo  particolarmente essendo allora immersa nel mio periodo new age J
Cucinava benissimo. Ogni suo piatto aveva una storia  : una crema di nocciole (del suo giardino ovvio!) raccontava anche di un simpatico scoiattolo che le rubava dall’albero o una tajine di agnello e prugne che profumava di paesi lontani   era una scusa per parlare dei   loro viaggi…
E questa torta è una sua ricetta, una delle tante che aveva condiviso con me...
” torta semplice” , la intitolo perché si fa a cucchiaiate, perché gli ingredienti non sono “particolari” e non si pesano, perché mi trasmette il ricordo di lei e della sua solare semplicità
Ingredienti:
3 mele
3 pere
1 banana
6 cucchiai di zucchero
2 cucchiai di brandy 
1 cucchiaino di lievito per torte
4 cucchiai di farina
4 uova
1 cucchiaio di cannella
4 biscotti sbriciolati (ho usato i petits beurre)
1/2 bicchiere di latte
Affettate la frutta e mettetela in una terrina e quindi aggiungere : 6 cucchiai di zucchero e 2 cucchiai di brandy. Coprire e lasciar riposare per almeno un'ora.
Spolverizzare con un cucchiaio di lievito in polvere. Aggiungere i 4 cucchiai di farina, le 4 uova e il cucchiaio di cannella. Mescolare e unire i biscotti sbriciolati e il 1/2 bicchiere di latte.
versare in una teglia a cerniera imburrata diametro 24 cm- forno 180° - 45 minuti
La torta è del tipo morbido-umido quindi la prova stecchino non vale :-) 

 foto by my cell
E’ la prima volta che la faccio nonostante io l’abbia trascritta davvero tanti e tanti anni fa.
Non so perché quest’ultimo week end  mi  è venuta voglia di preparare  proprio questo dolce , di sfogliare quel librino vecchiotto e rovinato dove scrivevo e appiccicavo le ricette che mi piacevano.
Questa torta è  profumatissima di cannella  mi ha trasportato  nei racconti esotici della mia amica,   nei ricordi delle lunghe chiacchierate sotto il pergolato d’uva di casa sua o delle pagine scritte fitte fitte delle lettere che ci scrivevamo (non c’erano mail…) che ho ancora tutte .
La torta è buonissima,  morbida e “umida” come piacciono a me, sa tanto di cannella e credo che una cucchiaiata di cacao amaro ci starebbe bene e sono certa  che la mia amica apprezzerebbe anche questa versione…
Probabilmente avremmo assaggiato questa “new version” cioccolatosa sotto il suo pergolato, chiacchierando amabilmente, immerse nella natura, dimenticando i problemi e sognando un futuro migliore per tutti…


foto by my cell

domenica 3 agosto 2014

HO COMPRATO UNA TORTIERA NUOVA E UN GRAZIE AD ANAIS NIN...

photo by me with mobile

Ho comprato una tortiera nuova. L'ho comprata con il fondo amovibile. L'ho comprata quadrata, un formato "moderno" per le torte che di solito amo fare : le crostate.
Si lo so, sarò una donna scontata e monotona, ma quando io penso ad una torta mi viene in mente la crostata.


 photo by me with mobile

Ero a zonzo con la mia mamy quando ho visto questo stampo. Piccolo il giusto (20x20), elegante, simmetrico, pulito, essenziale . Ho pensato: è di questo che ho bisogno...

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Complice il tempo autunnale (che persevera) ho subito preparato una crostata (qui la ricetta). Un dolce utile per portare a zero le scarse risorse di una dispensa pre vacanze.
Avevo una mela, una pesca, un avanzo di burro e qualche etto di farina .
Uova , quelle c'erano.
Entusiasta del mio nuovo acquisto mi sono messa all'opera e, come sempre, quando cucino soprattutto torte e pane, elucubro...
Mi sorprendo sempre quando mi entusiasmo per piccole cose , insignificanti ai più, sentendomi anche un po' "stupida".
Anche una banale tortiera, dalla forma "nuova" , viene accolta   come  oggetto prezioso e unico che  entrerà a far parte delle mie numerose  e amate "ktchen's stuff" sempre con mio grande piacere e soddisfazione.
Guardo il mio nuovo acquisto e mi sento una "donna nuova" come se , da adesso in poi , la mia vita non sarà più la stessa grazie a questa tortiera ... come quando azzecco una crema per il viso, leggo un un libro "illuminante" o trovo un pantalone perfetto che mi rende magrissima!(ah ah ah)


photo by me with mobile

O come quando sforno la solita crostata e mi sento felice per questo regalo :  miracolo alchemico che si compie nel mio forno (che non è nemmeno tanto in forma...).
Ma quante ne ho fatte di crostate? Quante ne ho sfornate? Ho accolto sempre tutte con lo stupore della prima volta, guardando compiaciuta la cottura , il colore della frutta come piace a me , i "bordini" seghettati che hanno reso come speravo o la "formina" in centro carina e tenera come non me l'aspettavo!

photo by me with mobile

E non importa se a volte la crostata mi esce un po' "irregolare" , mi piace, per questo, ancora di più .
 A volte, la spolvero di zucchero a velo  aggiungendo felicità a felicità :  al piacere di sfornare la torta si abbina , per la sottoscritta, il piacere unico di spargere lo zucchero a velo che è un'attività che mi fa letteralmente impazzire...spargerei zucchero ovunque...
Polvere di fata che trasforma ogni cosa e la rende diversa ai nostri occhi...

 photo by me with mobile

La realtà che ci circonda è realtà diversa per ognuno di noi. Basta poco per dare vari significati  a ciò che abbiamo intorno.

Vi regalo questa bellissima frase di Anais Nin che trovo perfetta per rendere il mio pensiero e forse giustifica anche il mio entusiasmo per una semplice tortiera !

"Non vediamo le cose come sono.
Vediamo le cose come siamo."
(Anais Nin)

martedì 13 maggio 2014

APPLE PIE : PERCHE' NON CONTROLLO MAI GLI INGREDIENTI PRIMA DI CUCINARE??



Cucino con il cuore, questa non è una novità. Cucino soprattutto dolci e anche questa non è una novità.
Ultimamente il tempo scarseggia e quindi le mie puntate in cucina sono ridotte al minimo ma in questo “minimo” non ci può non stare, ogni tanto,  una torta con le mele, in assoluto la mia preferita.
Che sia una semplice crostata, un crumble o una tatin…tutte sono perfette.
Ma la mia torta “mito” è quella di Nonna Papera, quella che sognavo quando da bambina leggevo le storie di Paperopoli  (dove volevo vivere) e ancora non sapevo fosse la famosa apple pie.
Adesso queste torte vanno di modissima complice anche quel luogo favoloso : il California Bakery , ispiratore   di un libro (che ovviamente ho preso!) , che ci ha fatto appassionare ancor più ai dolci della tradizione americana e ci ha fatto sfornare  cheesecakes, angelcakes, applepies , ecc….

 

E’ scoppiata la mania di stampi particolari perché per il bundcake ci vuole proprio quello stampo lì…perché queste torte , oltre che essere un piacere per il palato ,lo sono anche per gli occhi !
E quindi questi dolci fanno bella mostra su alzatine varie, piatti della nonna in porcellana vintage , su taglieri di legno dai vari colori (possibilmente il più “natural style” possibile)

Questi dolci hanno ancor di più un’atmosfera “comfort” che ci fa bene e ci fa dimenticare le calorie (tante!!!) che ci regalano.
Quantità di burro incredibili, zuccheri  vari, uova a profusione … queste si che son torte vere!


Per quanto riguarda l’apple pie ho provato varie ricette e poi alla fine, una sceglie la “sua” che è un mix di quello che ha letto, di quello che ha sperimentato.
Ammetto che tra quelle   che ho fatto ,quella della Martha rimane sempre la migliore ma non disdegno provare anche altre ricette .

Quindi per la ricetta   vi rimando al link del Mile -High apple pie 


Quest’ultima direi che poteva essere perfetta perché la pasta era  sottile il giusto , le mele le avevo tagliate fini ma non troppo ma il problema è stato che non avevo mele a sufficienza!
Quindi : mea culpa! (spesso mi capita di fare un dolce e accorgermi solo cammin facendo che non ho tutti gli ingredienti necessari...e questo la dice lunga su quanto io non sia affatto una food blogger come si deve!!!)
Quindi mi  ero  accorta già  prima di infornarla che la mia apple pie non era “ripiena” a dovere!


Cuocendosi, la torta  avrebbe dovuto assumere la caratteristica forma a cupola, ma in realtà si è "abbassata" perdendo "l'effetto scenico" che ho sempre invidiato a Nonna Papera!
Poco male, il gusto era comunque ottimo ma non era come la volevo.
Cosa fare? Semplice! Riprovare, farne un’altra e ancora un’altra e magari un’altra ancora….
Mi assicurerò così dolci momenti in cui gustarmi le mie “prove tecniche” : con un buon tè per una colazione carina o magari per un piccolo vizio dopo cena quando mi trasferisco nel mio regno tra fogli, pantoni, computer , libri … 

In ogni modo , inseguendo la mia apple pie perfetta, proverò e riproverò…





Quando vedo le mele nel cesto in mezzo al tavolo della cucina penso sempre di utilizzarle per una torta . Se poi le guardo da questo particolare scorcio (sto uscendo dalla "lavanderia") mi viene ancora più voglia di trasformarle in una torta che cucinerò  e poi fotograferò (con il cellulare , ovvio...) sfruttando questa  calda luce che entra prepotente dalla finestra e che rende speciale ogni piccola cosa...apple pie compresa!




martedì 21 gennaio 2014

UN DOLCE ADORATO? MA IL CRUMBLE ,OF COURSE!

                                                   photo by my cell - disegniegrafismi by me 


Che amo le torte di mele lo sanno tutti ma in testa alla mia classifica ci metto il crumble! Da quando l’ho scoperto è diventata la mia torta comfort che più comfort non si può!

La ricetta me l’ha data la mia amica inglese e da allora la ripeto sempre uguale.
Di solito utilizzo una pirofila tonda, alta, tipo quelle da soufflé, diametro 24 cm ,
la riempio con le mele tagliate fini fini con la mandolina per circa ¾ e poi termino con il crumble :

dosi “standard”:
175 gr. di farina 
75 gr di burro
75 gr di zucchero + un cucchiaio da "spolverare" (va bene anche lo zucchero di canna)
per la parte "frutta" : 
2 cucchiai di marmellata gusto a scelta (io di solito pesca)
un cucchiaino di cannella in polvere ( anche di più se piace) 
6/7 mele ma anche di più , diciamo che mi baso sulla pirofila : quando
raggiungo il livello dei ¾ ,la mia dose di mele è perfetta!


Per il mini crumble di oggi ho utilizzato però  una pirofila rettangolare 21x14 e quindi ho “ridimensionato “ le dosi del tutto , ve le scrivo qualora vi andasse di preparare una quantità più ridotta :

80 gr farina
35 gr di burro
20 gr zucchero + un cucchiaino da "spolverare" (va bene anche lo zucchero di canna)
3 mele
Un cucchiaio di marmellata
Cannella in polvere

Tempi : circa mezz'ora (ma anche di più: la superficie deve essere bella dorata)
forno : a 200° i primi 5 minuti e poi abbassare a 180°.

E’ un dolce da cucchiaio che servo in ciotoline , possibilmente tiepido. A volte (ma raramente) lo accompagno con una pallina di gelato alla vaniglia ma lo preferisco “nature”.
Non è forse bello da presentare ma il mix di mela cotta , dolce e profumata abbinata alla sbriciolata di frolla è semplicemente fantastica.

photo by my cell 

Lo consiglio per un pomeriggio uggioso e magari anche piovoso, per una serata davanti alla tv accompagnato da una calda tazza di buon tè, per un pomeriggio tra amiche (fidate e di vecchia data alle quali non importerà la vostra mise en place poco elegante) e chiacchiere in
libertà…

Questo mio mini crumble , era destinato alla mia adorata “bambina”  che ama questo dolce. La mia "Marie Antoinette" è alle prese con esami universitari ed ha bisogno di coccole glicemiche che le infondano l'energia giusta !
Una piccola porzione da portarsi nella sua casetta nella big apple nostrana,  per ritrovare un po' di profumo di casa...





giovedì 31 ottobre 2013

REPETITA IUVANT??? :-)

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foto by my instagram 

No nessuna ricetta di pane alle noci.

Su questo blog l’avrò postata più di una volta di certo…come le crostate di mele …
 
 



o il pain brioche


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foto by my instagram 

Ma questo post non vuole essere un post da vera food blogger , quale non sono e mi sto accorgendo di questo sempre di più,  ogni giorno che passa …

È una riflessione di quanto io adori le “repetita”

Ecco le mie “preferite” :

Andare in vacanza sempre negli stessi luoghi
Andare nei ristoranti che conosco da una vita per ritrovare l’atmosfera famigliare che tanto mi piace
Fare le stesse strade

 
Ho guardato 100 volte questi film :



 
Tutto può succedere :(casa favolosa, e lei, la diane : un mito!!! È la donna che vorrei essere…)
C’è posta per te : (la Meg che mi piaceva e una storia  nella quale mi perdevo e che volevo anche per me)
007: la morte può attendere  (per un Pierce strepitoso!!!)
Gli Aristogatti (ricordi legati alla mia infanzia e anche a quella di mia figlia . quante volte lo abbiamo visto insieme cantando le canzoncine   conoscendo a memoria le battute)

 
 E poi i libri…ecco quelli che rileggo :
 


Cime tempestose : la storia d’amore per antonomasia
1984 : duro e crudo , spietatamente attuale , sempre.
Un incantevole aprile: un libro che mi mette sempre il buon umore e che alla fine mi fa stare meglio sia psicologicamente che fisicamente …
 

Sarà il bisogno di certezze, di luoghi sicuri, di sapere come va a finire

Da ragazza leggevo sempre l’ultimo capitolo dei libri prima di iniziarli quasi per paura della sorpresa finale, invece così ero tranquilla perché sapevo cosa mi aspettava e leggevo ugualmente  con piacere  persino i gialli …non che capissi sempre tutto dalle ultime pagine ! era più che altro una manìa che ho mantenuto per tantissimo tempo… 

Non ho problemi se qualcuno mi “spoilera” un film…anzi! Non provo il gusto per la sorpresa quanto assapori invece  il sapere già cosa mi aspetta, in un’attesa che non sa di ansia ma di dolce scorrere del tempo …non vorrei  colpi di scena nella mia vita.

Forse perché ne ho vissuti di grandi, assurdi, esagerati che mi hanno vista impotente a subire il volgere della situazione.

Avrei preferito saperlo…avrei voluto essere avvisata… 

Avvenimenti personali a prescindere credo che io sia proprio nata così…e quindi le novità mi spaventano, non mi eccitano. Le “sorpresone” mi danno fastidio e non mi presto volentieri a far parte di questo genere di esternazioni , passando così  per una burbera, snob, asociale…ma non è così ;-)  

Ritornando al cibo , anche qui ho i miei “classici” che cucino ( e mangio) più spesso di altri ma , al contrario della mia vita,  la cucina mi intriga e mi incuriosisce e ,pur rimanendo una “tranquilla” anche in questo campo, mi concedo, ogni tanto,  qualche strappo alla regola…

Non per questo mi considero una donna “scontata” anzi! Dentro me alberga una donna inquieta e complicata …ma questa è un’altra storia…e la fine non è ancora stata scritta J



domenica 27 gennaio 2013

PIES DI MELE SEMPLICI E COMFORT: PERCHE' OGGI NE AVEVO BISOGNO...


Oggi immagini e poche parole per questo post di domenica.
Una domenica di doveroso riposo nella quale avevo il bisogno, la necessità di sentire il profumo di torta appena sfornata.
Quindi il pensiero è stato :  crostatine di frolla semplici e …comfort!
La ricetta? Quella di Michel Roux, ca va sans dire !


Ai tempi la ricetta della frolla era quella di mia zia Leru che ,in pratica, è uguale a quella di Roux , ma senza l’acqua e con una dose di zucchero diversa.
La zia Leru è sempre tra i primissimi posti dei miei affetti  e non mi sento di “tradirla” usando da tempo quest’altra versione per la pasta frolla :

Ingredienti:
250 gr di farina
125 gr di burro, ammorbidito ,tagliato a pezzettini
1 uovo
1 cucchiaio di zucchero
½ cucchiaino di sale
40 ml di acqua fredda

Riporto le indicazioni di Roux:
versate la farina a fontanan sul piano di lavoro. Mettete al centro il burro, l’uovo ,lo zucchero  e il sale, poi mescolateli e lavorateli con la punta delle dita.

Lavorate l’impasto delicatamente finchè assume una consistenza grumosa. A ggiungete l’acqua fredda e incorporatela delicatamente con la punta delle dita finchè l’impasto comincia a stare insieme.

Spingete lontano da voi l’impasto con il palmo della mano, lavorando di polso, per 4 o 5 volte, finchè è liscio. Formate una palla, avvolgetela nella pellicola e mettetela in frigorifero fino al momento dell’uso.
(Frolla&Sfoglia – Michel Roux)

Io ho farcito le mie pies con mele tagliate a cubozzi , mescolate con cannella, un ricciolo di burro e un cucchiaio di marmellata di prugne.




Le ho spennellate con uovo sbattuto e le ho ricoperte con un velo di zucchero di canna granuloso.
15 minuti in forno a 180°



Per le foto centrini fatti all’uncinetto dalla mia adorata nonna Angela.



per questa tortina , piccoli cuori per un bordo romantico...


per questa tortina un classico intreccio...


per questa invece un cuore rubato ...


Tortine per l’anima , per sentire vicini gli affetti veri che saranno sempre nel mio cuore.
Per respirare il caldo profumo della cannella e del burro come essenza vitale per guardare la vita con un sorriso. Nonostante tutto.




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