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mercoledì 1 febbraio 2012

HO FATTO IL BOEUF BOURGUIGNON DELLA JULIA CHILD...:-)



Ebbene si l’ho cucinato : il boeuf bourguignon.
Erano anni che l’avevo segnato nella mia lista “to do” e nel frattempo mi ero (nell’ordine) guardata un bel po’  di volte il film “julia e julie” (ammetto che la ricetta del boeuf era anche una scusa…), scaricato l’ebook di “mastering of art of french”, tentato di leggerlo J, vagato sul web per copiare, imparare da altri che prima di me si erano cimentati in questa ricetta…, visto più volte il video della julia child in persona che cucina il BB…
Mi sono giudicata pronta per intraprendere la mia impresa…
Innanzi tutto di una cosa sono certa : la pentola che ho utilizzato per cucinarlo è uguale a quella della julia…quando l’ho vista qui nel video (che allego) mi sono detta : ma quanto sono avanti???
O forse….quanto sono indietro…visto che la pentola è visibilmente datata ma , perfetta per questo tipo di cotture.
Tenendo conto che il video sarà degli anni 50/60 , mi sento di dire che il mio boeuf è stato cucinato in una pentola, se non proprio d’antiquariato, vintage di sicuro!!!

Ma bando alle ciance veniamo alla ricetta…
L’ho tradotta , trovando poi nel web il corrispettivo italiano,  perfetto…vabbè…
In pratica anche degli ingredienti ne ho fatto una ricetta : un po’ del mio, un po’ del libro e un po’ dal web ecco la ricetta per il mio

Boeuf borurguigon :
Ingredienti:

- una fetta di bacon (compresa di cotenna)
1 cucchiaio di olio d'oliva
1Kg e 1/2 di manzo magro tagliato a cubetti di circa 4-5 cm di lato- (il mio era circa 1 kg scarso)
 1 carota affettata
 1 cipolla affettata
1 cucchiaino di sale
1/4 di cucchiaino di pepe
2 cucchiai di farina
1 bottiglia da 750ml di vino rosso giovane corposo-io ho usato un barbera Ceppi Vecchi 
450/500ml di brodo scuro di manzo
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
 2 spicchi d'aglio schiacciati
1/2 cucchiaio di timo
1 foglia di alloro sbriciolata
1 rametto di prezzemolo

PER LE CIPOLLINE-
Circa 25 cipolline bianche pelate ( - io ho preso una confezione di quelle borettane)
23g di burro
1 cucchiaio e 1/2 di olio
 120g circa di brodo di manzo (o vino rosso o vino bianco)
sale e pepe
prezzemolo
1/2 foglia di alloro sbriciolata
 1/2 cucchiaino di timo

PER I FUNGHETTI-
Funghi champignons (ho preso una confezione)
 2 cucchiai di burro
1 cucchiaio d'olio
sale e pepe

E adesso inizia il difficile, ma credetemi, quando dico così, intendo il difficile a scrivere il procedimento, perché poi, alla fine, posso affermare che , a parte il tempo di cottura, questo piatto è veramente facile…e se lo dico io, mi dovete credere…
Ho fatto molta più fatica a leggere le istruzioni che a fare , tanto che alla fine mi sono dimenticata di aggiungere il prezzemolo fresco al piatto e dalle foto capite che è vero! La spruzzata di verde sarebbe stata molto più scenografica e avrebbe dato al piatto quel sentore di fresco che ci stava….anyway…

Preriscaldare il forno a 250°
Per prima cosa togliere il grasso ( cotenna) dal bacon e tagliarlo a bastoncini.  e cuocerli  in 3,5 dl di acqua. Scolarli ed asciugarli con la carta da cucina.
Tagliare la carne a tocchetti abbastanza grandi e asciugarla con lo scottex

 E qui inizia il complicato : bacon e cotenna , nati fratelli siamesi, li abbiamo separati e separate continuano le loro storie :
il bacon  va rosolato con l'olio a fuoco moderato per 2-3 minuti, finchè non si brunirà leggermente, dopodiché va messo in una casseruola (di quelle che possono andare anche nel forno)
nello stesso grasso del bacon ci facciamo rosolare carota e cipolla affettate per qualche minuto.
il grasso (cotenna)  va messo in un’altra padella e rosolato o meglio, sciolto , senza superare la soglia di fumo . quindi si rosolano  i pezzi di carne pochi per volta da tutti i lati 
(se il grasso si asciuga troppo aggiungere un filo d’olio.)
Quando la carne è ben rosolata ,il tutto va aggiunto alla pentola dove abbiamo già messo il bacon.
Sempre in questa pentola aggiungiamo le cipolle e le carote rosolate nel bacon.
mettiamo sale e pepe e due cucchiai di farina   mescolando  bene in modo che tutta la carne sia ben infarinata.
Mettiamo la pentola in forno per cinque minuti, mescoliamo di nuovo e rimettiamo  in forno per altri cinque minuti.

Togliamo la pentola dal forno e portiamo la temperatura  a 160°.
A questo punto copriamo la carne con il vino rosso e il brodo affinchè sia tutta coperta.
Aggiungiamo il concentrato di pomodoro, le erbe aromatiche (timo, alloro sbriciolato e qualche foglia intera) e l’aglio
rimettiamo in forno e cuociamo per circa 3/4 ore, controllando ogni tanto che il liquido non assorba troppo (credo sia impossibile…)

Io ho tenuto la pentola coperta per circa 2 ore e l’ultima ora (l’ho cotto per 3 ore) ho lasciato la pentola scoperta.

E mentre il nostro boeuf cuoce lentamente lentamente , si posso preparare cipolline e funghi :
Cipolline:
In un tegame riscaldiamo l'olio e il burro finchè non sfrigoleranno, quindi buttiamo le cipolline e facciamo rosolare per 10 minuti .
Versiamo  il liquido : (io ho messo un pluc (pochino)  di vino e il resto brodo) ,aggiungiamo  sale e pepe, e erbe aromatiche. Copriamo e lasciamo  sobbollire piano piano per 50 minuti (girando di tanto in tanto)  : il liquido dovrà essere assorbito tutto o quasi.
Funghetti:
Tagliarli a fettine regolari. Scaldiamo  in un tegame l'olio e il burro, quando sono caldi farvi saltare i funghi.

Il tempo di cottura non è poco ma nel frattempo io sono riuscita a farmi una maschera al viso (avvenimento straordinario più che fare il boeuf bourguignon !),rispondere a mail, sistemare foto sul pc e ho anche  letto qualche pagina dell’ultimo tomo in lettura “il fiume dell’oppio “ di Amitav Gosh…e dite se questo non vuol dire ottimizzare i tempi…

Intanto fuori inziava a nevicare aggiungendo pathos a questa ricetta che vuole, esige, pretende, temperature fredde e paesaggi invernali…
Quando il tempo stava per scadere , ecco arrivare un sms della petire reine che comunicava al castello la sua presenza per cena!!
Ciambellani e valletti si erano  messi subito all’opera per allestire una tavola degna di Marie Antoinette e il cuoco di corte (ehm…io)  era tutto contento per la ricetta particolare che aveva  preparato, senza   sapere che avrebbe avuto l’onore di essere assaggiata dalla regale fanciulla…

Siamo ai tocchi finali :
togliamo la casseruola dal forno , filtriamo il fondo di cottura, tenendo da parte la carne e il resto.
Facciamo restringere la salsa (se serve. a me non era servito..)
Rimettiamo la carne nella casseruola con cipolline e funghi  e versiamo sopra la salsa ben densa…
Una “spruzzata” di prezzemolo tritato di fresco sopra il tutto e…
The end!!!


Io l’ho servita con riso integrale bollito e condito con un filo d’olio extravergine d’oliva.

Avevo  annunciato in modo enfatico il piatto a Marie Antoinette che, arrivata in perfetto orario, già sedeva a tavola.
“et voilà” questa sera boeuf bourguignon “ detto con toni altisonanti
E lei : “bef …cheee?”
E io “ ma quello della julia e julie”
“ e…chi sono?”
Essendo pur sempre la madre della petite reine, ho incassato regalmente il colpo basso infertomi
Poi ho pensato che , in effetti, la regina aveva ragione a non conoscere questa ricetta….vuoi mettere l’immagine del boef e quella dei….macarons?????
Ha comunque apprezzato pure lei questo piatto che per me è stata una sorpresa di gusto…
Il vino (abbondante) ha regalato un sapore forte e deciso senza risultare pesante grazie alla lunga cottura che ha mantenuto solo i profumi e l’essenza del favoloso barbera che avevo utilizzato…
E la neve scendeva…e la serata era diventata regalmente magica …anche senza …macarons!

lunedì 20 giugno 2011

LA MIA PRIMA MADELEINE...............


Non so da quanto tempo, volevo preparare le madeleines. Non tanto per provare la ricetta in sé ma quanto per il …Proust! Mi ricordo nitida la prima volta che avevo letto la pagina che descriveva il momento diventato famoso :


"Ma nello stesso istante in cui il liquido al quale erano mischiate le briciole del dolce raggiunse il mio palato, io trasalii, attratto da qualcosa di straordinario che accadeva dentro di me. Una deliziosa voluttà mi aveva invaso, staccata da qualsiasi nozione della sua causa. Di colpo aveva reso indifferenti le vicissitudini della vita, inoffensivi i suoi disastri, illusoria la sua brevità, agendo nello stesso modo dell’amore, colmandomi di un’essenza preziosa: o meglio, quell’essenza non era dentro di me, IO ero quell’essenza. Avevo smesso di sentirmi mediocre, contingente, mortale. Da dove era potuta giungermi una gioia così potente? Sentivo che era legata al sapore del tè e del dolce, ma lo superava infinitamente, non doveva condividerne la natura. Da dove veniva? Bevo una seconda sorsata nella quale non trovo nulla di più che nella prima, una terza che mi dà un po’ meno della seconda. E’ tempo che mi fermi, la virtù del filtro sembra diminuire. E’ chiaro che la verità che cerco non è lì dentro, ma in me.”

Mi era piaciuto e non poteva essere altrimenti visto che a quell’epoca ,avevo circa 16 anni , ero innamorata della letteratura francese dell’800 e dei primi del ‘900. Leggevo pagine e pagine di romanzi (en francais, ca va sans dire!!) e mi perdevo tra le parole , le trame, le elucubrazioni…
Parallelamente nasceva la mia passione per la cucina che aveva avuto il suo incipit (giusto per stare in tema di libri) a 15 anni, durante un sabato piovoso nel quale mi ero cimentata nel mio primo piatto cucinato da sola che non poteva essere altro che un dolce : la zuppa inglese. Dolce trendy, ai tempi , che mi aveva dato una soddisfazione infinita…ma questa è un’altra storia…
Della pagina di Proust oltre al lato psicoromanticoletterario del tutto, mi aveva incuriosito questo dolcetto che avevo immaginato, in un primo momento, come una sorta di tortina  bassa e tonda, morbida e profumata…
Quando avevo scoperto che le madeleines avevano in realtà un’altra forma, ci ero quasi rimasta male! Non li avevo ritenuto dolci da tè e mi sembravano …bruttini e insignificanti.
Ma la moda era diversa…ero ancora negli anni ’70 quando non esistevano cupcakes, muffins, macarons….e le torte “belle” erano quelle che si prendevano rigorosamente in pasticceria alla domenica ,anzi la “modernità” consisteva nel prendere le paste invece del dolce .
Insomma la madeleine in quegli anni, per me, “stonava” e io non l’avevo presa in considerazione per i miei progetti culinari di allora.
Ma adesso è da tempo nella mia lista “to do” e, complice la mia cara amica Elisa , cuoca e devota al KA, che mi ha regalato un favoloso stampo per madeleines, ecco mettermi alla prova.
La ricetta l’ho copiata dal primo libro della cavoletta , con una piccola variante, non ho usato l’acqua di rose ma l’aroma di arancio e non ho usato il miele ma ho aumentato la dose di zucchero.
Inutile dire che ho deciso di farle senza prepararmi, cioè mi sono arrangiata con quello che avevo in casa senza pre-spesa ad hoc (insomma….come sempre!)

Ingredienti per circa 50 mini madeleines : il mio stampo è per questo tipo: petites et gracieuses :-)


farina 120g
uova 2
burro 100g
zucchero 60 gr
lievito per dolci 1 cucchiaino scarso
aroma fiori d’arancio 1 boccettina
sale una presa

Rompere le uova in una ciotola capiente, unire lo zucchero, il sale e sbattere con una forchetta.. Unire il burro morbido e l’aroma di arancio, sbattere ancora. Aggiungere poi la farina e il lievito, mescolare . Tenere questo composto al frigorifero per una notte. (io l’ho lasciato 2 ore circa)
Cottura (e qui è il complicato):
accendere il forno e portarlo a 250°, distribuire l’impasto nelle formine da madeleines e infornare. Dopo 5 minuti circa le madeleines dovrebbero essere gonfie, abbassate subito il forno a 180° e sfornate dopo 5 minuti. Le madeleines devono essere dorate ma non troppo, giusto sui bordi. Lasciar raffreddare su una griglia .
Così ho fatto e devo dire che qualche “gobbetta” è riuscita bene, devo perfezionare il tutto, ma come prima volta sono abbastanza soddisfatta.

Ho già puntato un libretto interessante di ricette di sole madeleines sia dolci che salate e mi intriga molto…basta poco, in effetti, a farmi intrigare da un libro , se è di cucina poi, con foto carine…è fatta! Vediamo se per queste madeleines , sarà un vero amore o sarà un cotta passeggera , per Proust , ai tempi, era stato amore per le prime pagine per poi diventare quasi “leggera insofferenza” mano a mano che andavo avanti nella lettura…ma non si poteva dire! E quindi lo decantavo come andava fatto… anche le madeleines le ritengo un po’….sopravvalutate (non è il caso di Proust, sia chiaro, è un parere molto personale il fatto che non mi faccia impazzire!) ma è indubbia la loro originalità della forma che le promuove tra il dolcetti trendy del momento e noi ben sappiamo quanto questo influenzi gli esperimenti culinari di noi cuoche glamour !!! :-)



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