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domenica 29 settembre 2013

A COSA SERVONO LE MARMELLATE??? :-)



Ad essere mangiate, gustate, godute? Si, certo anche questo ma lo scopo principale delle marmellate è , possiamo dire, più elevato e altamente terapeutico: aumentano la nostra autostima.

La prima marmellata della mia vita risale a qualche decennio fa (sono volutamente vaga anche se mi ricordo esattamente dove, come e quando…ma non siamo qui a far precisi conti matematici,no?)

Anyway, dicevo la mia prima marmellata è stata quella di fichi , che adoro e che mi aveva regalato una sorpesa inaspettata : favolosi vasetti colmi di una delizia pura! Incredibile ,proprio io,  avevo fatto una marmellata!

Il cesto colmo di frutta che andava lavata, pulita, tagliata, cotta, si era trasformata …lo zucchero era stato il catalizzatore che aveva permesso questa alchimia .

Non mi sembrava vero che con pochi gesti, pochi ingredienti e solo  un po’ di pazienza avevo preparato una marmellata !

E da donna con l’autostima sempre sotto ai piedi, risalivo un po’ la china della considerazione personale , sentendomi gratificata da questa preparazione “storica”, che sa di tempi andati e che mi faceva ( e fa ) sentire sempre “brava” nel prepararla in casa invece che acquistarla al super…

Da allora sono diventata dipendente dal far marmellate e nel corso degli anni ne ho provate tante :  ho avuto, come succede nella vita, innamoramenti folli , delusioni devastanti …ho ripetuto come una paranoica  la marmellata di melone  che mi aveva assolutamente soggiogata , e ho buttato via con rabbia da donna tradita, chili di  marmellata di pomodori verdi  più volte provata e mai riuscita come volevo. Nonostante tutto ciò, fare la marmellata per me, è sempre stato terapeutico e ,a parte qualche “disfatta”,devo ammettere che i risultati mi hanno sempre soddisfatta e la mia autostima ringraziava felice !

Quanto guardare con infinito amore i vasetti sistemati a dovere nella dispensa!! E pensare : li ho fatti io!

Etichette studiate ad hoc, nastrini di rafia o gros grain rendono questi vasetti dei piccoli oggetti eleganti e personali che racchiudono in sé dolci preparazioni “fait maison” che li rendono ancor più speciali.

Piacere duplice , triplice : sono naturali, sono ecologiche perché spesso si usa la frutta che altrimenti marcirebbe , o peggio, verrebbe gettata. Io amo la marmellata con poco zucchero , quella che puoi mangiare a cucchiaiate direttamente dal vasetto , possibilmente ad occhi chiusi …perché solo così diventano più nitidi i ricordi della frutta : senti il profumo dell’aria tiepida densa , “vedi” i colori dei frutti, il verde dei campi, senti il vociare dei bambini che giocano all’aria aperta, i raggi del sole tiepido ti sfiorano …apri gli occhi e…dal tuo balcone vedi le gocce di pioggia che inesorabili scendono, l’aria è umida e freddina, la luce è fioca e ovattata.
 
 

 

Pur amando queste atmosfere autunnali,  questa marmellata mi ha regalato un attimo di estate, mi ha ricordato il giorno in cui l’avevo preparata e cosa avevo pensato mettendola nei vasi : chissà quando la mangerò dove sarò, con chi sarò, che tempo farà,…

L’ho mangiata oggi durante un’umida domenica di pioggia, l’ho mangiata con mia figlia e in sua compagnia ho fatto anche un pain brioche che ho farcito proprio con questa marnellata di amarene.
Una piccola briochette (la ricetta prossimamente ) perfetta per una merenda in casa a guardar le gocce di pioggia sui vetri…
 




 
 
 
Marmellata di amarene

Da una ricetta di Christine Ferber – “Mes Confitures”

Ingredienti:
1,250 kg di amarene (1 kg netto)
800 gr di zucchero (io ne ho messi 600 gr)
Il succo di un limone piccolo
200 gr di gelatina di mele verdi (così recita la ricetta ma io ho utilizzato la pectina …dosandola come le istruzioni sulla busta)

 
Lavare le amarene e sciugarle bene. Denocciolarle e dividerle in due .mescolarle in una terrina con lo zucchero e il succo del limone. Dopo un’ora , mettere in una pentola e portare lentamente ad ebollizione. Spegnere il fuoco, mettere in una terrina e lasciar riposare una notte.

L’indomani filtrare il tutto,tenendo da parte la parte “solida” (le amarene un po’ disfatte)

Alla parte liquida aggiungete la pectina e portate ad ebollizione. Schiumate bene (togliete cioè quella sorta di schiuma bianca che si forma in cottura) , aggiungete le amarene e portate nuovamente ad ebollizione e mantenete la cottura a fuoco vivo per cinque minuti continuando a mescolare delicatamente. Schiumate ancora , se necessario , controllate la consistenza (facendo scorrere una goccia di marmellata su un piattino se scende a fatica , è pronta …)
Invasate fino all’orlo , chiudete bene i vasi (precedentemente sterilizzati) quindi metteteli a testa in giù fino a quando non saranno freddi (per fare il sottovuoto).

Una volta ben raffreddati, potete mettere le etichette , nastri e nastrini alla vostra marmellata oppure…potete mangiarla subito ma tenetene sempre un vasetto per i mesi freddi in cui sarà sufficiente una sola cucchiata per tornare indietro nel tempo e sentire i profumi dell’estate .

 





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