Visualizzazione post con etichetta pesce. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta pesce. Mostra tutti i post

domenica 15 giugno 2014

UN SEMPLICE DISEGNO PER UNA SEMPLICE RICETTA : I BLINIS



Nulla di più semplice, nulla di più buono, nulla di più perfetto (ehm si dice???) per un aperitivo estivo!
Si vabbè, sono due giorni che piove e la temperatura è scesa di molto ma... l'idea ci sta per arricchire una cenetta fresca e informale.

In una ciotola mettete il tuorlo, con la panna e il latte. Io non ce l'avevo e l'ho sostituita con yogurt magro : perfetto!
Quindi versate la farina e il lievito, mescolate con una frusta e mettete a riposare almeno mezz'ora.
poi aggiungete il bianco d'uovo montato a neve.
Ungete una padella con poco pochissimo olio (o burro) e a cucchiaiate versate la pastella : se  ne usate una larga  ne potrete fare più per volta. L'impasto è compatto e non "scivola": appena si scalda , il vostro blinis manterrà la forma perfettamente.


Una volta cotti si possono utilizzare in mille modi.

Per me :
filetto di salmone freschissimo, creme fraiche (a d o r o !!!) e, per vezzo, un ciuffetto di aneto...

Accompagnare con vino bianco freschissimo e se vi piacciono le bollicine, sfogatevi pure : l'abbinamento è assolutamente alchemiko !! si, proprio con la "K" :-)






giovedì 3 aprile 2014

RELAX...




Se una sera torni a casa stanca , con la voglia di fare pari a zero...
e  non hai , stranamente, nemmeno voglia di mangiare se non solo
"qualcosa di..."

E ti vedi questi gamberi  che aspettano solo di essere grigliati. Punto.

Che fai?

Oltre ringraziare chi ha avuto questa idea così semplicemente geniale,
ti armi di limone e pepe e aspetti piccoli minuti prima di gustarteli
.

E tra un sano bicchiere di vino bianco e chiacchiere rilassanti ti
godi la cenetta  leggiadra.

Dopo,  solo un bel libro potrà concludere degnamente questa serata.


Relax...

sabato 9 novembre 2013

PARLIAMO DI FILM DI...ALTA CUCINA???








 
Ultimamente  mi piacciono solo film francesi…non so perché…

Lievi, tenere commedie nelle quali sguazzo e ci sto bene…

Avevo già parlato di “Emotivi anonimi”,  “Il segreto della felicità”, “Chef”…ed ora vi parlo de “La cuoca del presidente”.

Ho letto varie recensioni per capire da che parte mi sarei schierata e ho scoperto che non posso schierarmi con nessuna critica letta perché in nessuna mi ritrovo.

 In generale è un film che non è piaciuto  : lo hanno giudicato noioso a causa delle tante ricette presentate in modo maniacale (???) e per l’approccio al cibo in generale : troppo esagerato e totalizzante.
Non sono assolutamente d’accordo. Gli chef e chi cucina ad alti livelli hanno un rapporto con il cibo totalizzante , paranoico e pignolo nel senso positivo di questi concetti.
E  se il film lo dirige anche un regista ,Christian Vincent, che è anche appassionato di cucina e ,pare, ottimo cuoco, era ovvio che ogni immagine ,ogni scena rendesse il cibo un protagonista assoluto .

E sono proprio questi sentimenti che vengono descritti in questo film che per me invece è una chicca. 

Ho letto davvero di tutto nelle critiche : c’è chi ha paragonato il film alla prova del cuoco e Catherine Frot ad Antonella Clerici (????) …c’è chi ha addirittura visto un “amoreggiamento” tra il presidente e la sua cuoca …c’è chi ha trovato noioso  il film e algida la protagonista…
Per me nulla di tutto questo.

Hortense è una donna che lascia tutto per fare la cuoca del presidente della repubblica francese ,un incarico prestigioso che subito genera invidia agli altri chef dell’Eliseo (tutti uomini) generando inevitabili  lotte di potere.

Hortense ama la cucina e cucinare , è precisa , attenta, scrupolosa , rigida , questo si, nel suo considerarsi la migliore ( ed ha ragione). Proprio per questa sua “rettitudine” questo suo amore vero per il cibo e per il suo lavoro ,non resiste in quell’ambiente fatto di cattiverie e di sgambetti assai poco galanti.

I suoi piatti devono destare sentimenti e ricordi ,  devono  creare un legame sottile tra il cibo e il commensale perché è questo il messaggio  ,è questa la sua filosofia in cucina , è questo il suo modo per  dare , di  offrire, di regalare un’emozione, un piacere agli altri.

Il cibo è il tramite attraverso cui lei comunica ed è proprio per questo che tra lei e il presidente si crea un feeling speciale fatto di sapori riscoperti e di condivisioni intime comunicate attraverso una fetta di pane spalmata di burro e scaglie di tartufo, senza parlare 

Non è così che cucinano e lavorano gli chef dell’Eliseo e lei porta, inevitabilmente,  scompiglio con il suo modo di pensare e agire. 

Lascerà con dolore questa mansione per andare a fare la cuoca in Antartide  presso una base scientifica proponendo i suoi blasonatissimi piatti

Ogni suo gesto è intriso di passione verso quello che fa e proprio per questo si sente inadeguata per quel mondo che è più apparenza che sostanza, più opportunismo che generosità  e più maschile che femminile, ebbene si… la differenza tra i sessi io l’ho percepita in questo film in cui questo ruolo prettamente maschile nelle cucine, soprattutto se si tratta di cucine blasonate, viene tenacemente difeso a discapito della capacità di Hortense.


Hortense è la bravissima attrice Catherine Frot che a me piace tanto… e certamente, la sua presenza ha contribuito a farmi piacere ancora di più questo film.

La storia è comunque ispirata ad una storia vera quella di Danièle Mazet-Delpeuch, cuoca personale del presidente Francois Mitterdand dal 1988 al 1990.

Il film si è avvalso anche della collaborazione attiva della stessa Delpeuch. Letto sul web:  «Ho trascorso una settimana al fianco di Danièle Delpeuch. Mi ha insegnato il piacere dei gesti, dei colori e delle forme delle pietanze. E ho imparato davvero a preparare il cavolo farcito al salmone. Era una delle scene importanti del film: si doveva vedere mentre lo preparavo», rivela l’attrice.
sempre la Delpeuch ha chiesto di cancellare dalla sceneggiatura dettagli troppo “reali” , il film doveva ispirarsi alla sua storia non a raccontarla per filo e per segno.(per questo c’è il libro “Mes carnets de cuisine, Du Perigord a l’Elysèe”) 

La ricetta che ho trovato sul web è quella diventata “un classico” di questo film, io non l’ho ancora fatta e non so se mai la farò ma trovandola sul web ve la scrivo… caso mai qualcuno volesse cimentarsi soprattutto dopo aver visto il film e aver preso la giusta ispirazione…

 
Cavolo farcito al salmone
(ricetta presa da qui)
Per sei persone: prendete un salmone di circa 2 chili, sfilettatelo, mettete la testa e le lische a cuocere in 4 litri d’acqua fredda con un bouquet garni. Fate bollire per 15 minuti e poi filtrate il brodo che dovrà essere molto chiaro. Tagliate i filetti in trance dello spessore di circa 1 cm, salatele e pepatele. Prendete un cavolo verza e mettetelo intero nell’acqua bollente per tre minuti, poi passatelo sotto l’acqua fredda e immergetelo nuovamente nell’acqua bollente per altri tre minuti. Staccate le foglie più grandi e più belle lasciandole intere. Adagiate una “étamine” – panno bianco da cucina usato anche per filtrare – sopra uno scolapasta e iniziate a stendere uniformemente le foglie del cavolo, poi sovrapponete uno strato di trance di salmone, poi ancora cavolo e ancora salmone fino ad esaurimento, terminando con un doppio strato di cavolo. Sollevate i lembi del panno e chiudetelo in alto ben stretto con uno spago da cucina in modo che si formi una palla. Immergetelo nel brodo di pesce bollente e lasciate cuocere per 15 minuti. Tagliate il cavolo farcito in fette verticali come fosse una torta e servitelo con carote della valle della Loira tagliate a rondelle e cotte con cipolla e grasso d’oca. Se non risultasse semplice procurarvi le carote della Loira oppure il grasso d’oca, vi consentiamo di utilizzare le carote del vostro orto cotte con burro e olio extravergine di oliva.


Un Coulée de Serrant vigne antiche è il perfetto vino per gustare questo piatto...presidenziale.
 
Bon Appétit !

 

 

lunedì 2 settembre 2013

SUSHI ...BREVE RIMINESCENZA ESTIVA ...




E se dico sushi cosa dite?
scoperto anni fa dopo che mi ero "dissociata" dai ristoranti cinesi è sempre un'ottima scelta per una cena leggera .




e se poi si scopre che alla spiaggia propongono il sushi per pranzo , bè, non resisto!
Quest'estate mi sono goduta fresche pause pranzo a base di sushi ,vista mare .



 vi assicuro che aveva un sapore diverso!
potere della suggestione dei luoghi !



domenica 19 maggio 2013

AVANZI: MA QUANTO E' BELLO MANGIARLI A PRANZO, LA DOMENICA!!! :-)



Ci si alza magari più tardi del solito, si va a fare una passeggiata in centro, un mini giro in bici (se il tempo lo consente)o semplicemente ci si muove in casa con quella calma che non ci è propria durante la settimana lavorativa.

E a pranzo quanto bello è aprire il frigorifero e ritrovare avanzi “blasonès” (ovviamente!) della cena della sera prima! Un cena condivisa con amici che non si vedevano da tempo, piacevole e semplice.
Innanzi tutto mi ritrovo parte del pane preparato (poco a dire il vero…) . pane bianco con semi di girasole e germe di grano.

 

Per entrè una piccola ed innocente scenografia che altro non è che pasta fillo sistemata “ad arte” negli stampi per muffins , creando dei mini cestini: niente di più semplice! Due o tre fogli sovrapposti ,unti con burro o olio, tagliati a quadrato e sistemati in modo da sembrare piccolo fazzoletti eterei. Una spennellata  d’uovo e 7- 8 minuti in forno a 180°.
Una volta raffreddati li si riempie con cosa si vuole: per me un’insalata di puntarelle con acciughe, olio, sale , aglio…



e poi...un bel tagliere rustico per ospitare un "sano" salamino , una ciotola di puntarelle (per fare il bis...non si sa mai...) e il guacamole fatto dalla dolcemetà, buonissimo....posterò al più presto la ricetta perchè merita!



Un primo già fatto e ripetuto: ravioli di pesce, fatti dalla sottoscritta,  con sugo all’arancia e ai due basilici J (uno : il solito e l’altro quello greco trovato magicamente dalla dolcemetà)  la ricetta l’aveva già postata qui



Il dolce è stato un vassoio di paste portato da nostri amici che in questa domenica ci ha allietato il caffè…



Niente di più comodo e appagante che un pranzo di avanzi …ebbene si,  e  senza vergogna ammetto di essermelo goduto alla grande !
Buona settimana a tutti voi !


n.b..: le foto, come oramai sapete, sono rigorosamente fatte con il cellulare, senza particolari accorgimenti tecnici . E' una mia scelta , una mia "filosofia" delle immagini per "cogliere l'attimo" ...o forse più un'esigenza vista la mia totale negazione all'uso della macchina fotografica :-) 

sabato 3 novembre 2012

RAVIOLI RIPIENI DI PESCE,BUFALA E PATATE AL PROFUMO D'ARANCIA E BASILICO ...EHM, SENZA RICETTA :-)



 

 
Oramai lo so, ne ho la piena consapevolezza non sono una food blogger  affidabile…
Faccio le foto rigorosamente con il cellulare (per scelta)  e spessissimo, quando cucino , non ho MAI un taccuino dove appuntare dosi e metodi e  non sempre seguo una ricetta da un libro ,  quindi …improvviso!
 
Quando poi la ricetta in questione mi viene “raccontata” in modo personale e artistico da qualcuno , farne un post è davvero  una sfida!
Ma essendo  fermamente convinta dellE super capacità tecniche e professionali,  di chi naviga nel “food web”, sono certa che le mie approssimazioni verranno di sicuro interpretate alla perfezione da chi vorrà cimentarsi in questi ravioli ripieni di pesce, patate e mozzarella di bufala al profumo  di  arancio e basilico…perché sono favolosamente delicati e buonissimi.

La ricetta è del Simone Rugiati protagonista di  una (o forse più) trasmissione su sky che non riesco quasi mai a vedere. Spesso  però le sue ricette mi vengono raccontate dalla dolcemetà che sa cucinare  e quindi  il suo  racconto non manca di commenti, critiche, proposte di varianti e la conclusione è una ricetta comunque elaborata dalla personalissima versione di chi ha visto la trasmissione (leggi: dolcemetà) e  tassativamente senza…dosi!
 
 

Gli ingredienti quindi , non ho il coraggio di scriverli nel modo classico , in quanto le quantità precise  …non ci sono. Preferisco quindi raccontarli ,scrivendo il tutto come un capitoletto , senza numeri, senza liste…
In sostanza il ripieno è fatto da cubotti di pesce (quale ???)  crudo, patate bollite anche loro a cubetti e mozzarella di bufala a cubozzi pure loro+ sale + pepe, oltre alla a pasta all’uovo fatta in casa. Per questa io di solito utilizzo uova  e aggiungo la farina al bisogno…tipo un uovo per un etto di farina
 :-) .
Il ripieno è stato fatto con due mini filetti di sarago che vanno tagliati a cubetti piccini . Sempre a cubetti si taglia anche la mozzarella di bufala , dopo averla asciugata un po’ (che per me è un po’ uno spreco: una delle cose che amo è proprio il latte che sprigiona la mozzarella quando  ne si ruba un pezzetto  con la forchetta …)

Si devono far bollire le patate (ne ho usate due piccole) con la buccia, per poi spelarle e tagliarle a mini cubetti  (ho scoperto mentre mangiavo i ravioli, che la ricetta originale prevedeva le patate viola, “piccolo” particolare omesso nel racconto…anyway, trovo l’utilizzo della patata “normale” esageratamente snob in questi tempi dove la rincorsa all’originalità culinaria è all’ordine del giorno…)
Quando sono pronti tutti i nostri cubozzi ,si mettono  in una ciotola e si mescolano .
A questo punto si tira la pasta all’uovo e si preparano dei ravioloni  con  un cucchiaio abbondante del ripieno.
Cuocere i ravioli in acqua bollente : dovrebbero essere cotti in 5 minuti ma anche meno, dipende dalla grandezza : io li avevo fatti large …

In una padella mettere un po’ d’olio extravergine di oliva e quando “sfriguglia “ ben bene, mettere  l’arancia tagliata (ho saputo mentre scrivevo il post che si dovevano utilizzare i  kumquat...)  a spicchi piccoli compresa di buccia (dopo averla lavata J ) e il basilico che deve diventare croccantino…
 
 
Palette molto autunnale con un tocco green che la rinfresca…
 

In teoria, a questo punto,  i ravioli dovrebbero essere cotti a puntino, pronti per essere insaporiti da un breve giretto nella padella …

Serviti con del pepe nero regalano un gusto delicatissimo , mix perfetto tra pesce, patate e mozzarella di bufala ,  conditi da un vago profumo di agrume …
Le “non dosi”, sono per due…ma abbondanti. A me sono usciti circa sei mega tortelli a testa.

Come dicevo, questo post non ha la pretesa di essere una ricetta vera e propria  ma quella di raccontare una storia di , ehm, cucina creativa che ognuna di voi saprà sicuramente interpretare e rendere più “sua!

La fortuna di avere un blog “in sordina” , no profit J, assolutamente libero da banner e “controlli” è anche questa: poter scrivere una ricetta senza dosi precise, come la si racconta ad un’amica al telefono senza aver sotto mano appunti o libri di cucina…e poi, l’importante è che non lo sappia il Simone e su questo, vi assicuro, non ci saranno pericoli!!! J

mercoledì 12 settembre 2012

STARBOOKS DI SETTEMBRE 2012 : RACHEL KHOO

 
 
 
Che la Rachel Khoo mi incuriosisse era abbastanza normale. Vive in Francia, cucina in una micro cucina (almeno … au debut) ha un viso simpatico ,non porta la taglia 38…insomma erano tante le cose che me la facevano risultare simpatica ma mai, dico MAI, avrei pensato di entrare a far parte dello starbooks per provare le sue ricette!

Innanzi tutto sono stra felice di far parte di questo gruppo e spero di esserne all’altezza.

Il primo piatto che posto è un semplicissimo piatto di pesce ,in pratica una non ricetta ma con quel quid in più, smaccatamente francais che rende queste moules speciali.

Le foto, per scelta, le ho fatte con il cellulare.
Personalmente non ho il coraggio  di  far parte delle blogger/fotografe professioniste (che confesso di invidiare "un petit peu")  a causa della mia totale incapacità di gestire una macchina fotografica e soprattutto dal riuscire a tirar fuori qualcosa di decente…quindi chiedo venia!

La ricetta è la seguente :

Moules Marinières
mussels with white wine

Ingredienti

2 kg di cozze
1 cipolla affettata sottilmente
1 bulbo di finocchio affettato sottilmente (se piace. la Rachel lo mette tra gli ingredienti perchè trova l’abbinata finocchio/creme fraiche perfetto)
1 cucchiaio di burro
1 foglia di alloro
2 rametti di timo fresco ( o anche secco)
160 ml vino bianco secco
160 gr di creme fraiche
Prezzemolo

Pulire le cozze . in una larga padella mettere la cipolla e il finocchio e far cuocere con il burro , aggiungere quindi la foglia di alloro e il timo. Quando la cipolla e il finocchio sono trasparenti, aggiungere il vino e in seguito le cozze pulite. Alzare il fuoco e coprire con un coperchio. Cuocere per 3 o 4 minuti, o fino a quando le cosse si saranno aperte.


Quindi togliere l’alloro e il rametto di timo e scartare le cozze che non si sono aperte.
Mescolare insieme alla creme fraiche e servire immediatamente cosparse di prezzemolo tritato .
Servire con fette di pane abbrustolito.

Questa non ricetta mi ha fatto scoprire la creme fraiche abbinata alle cozze che mai e poi mai avrei pensata. Devo ammettere invece che il sughetto che si crea è delizioso e vi assicuro che il “crusty bread” lo consumerete tutto per fare scarpetta lasciando il vostro piatto pulitissimo.



Un altro fatto positivo di questa non ricetta è il tempo : 15 minuti di preparazione e circa 10 minuti di cottura che ne fanno una rapida soluzione per cene improvvisate (previo passaggio al super o in pescheria per acquistare cozze freschissime)

Non so quanto sia francais questo piatto..personalmente, senza nessuna ricerca in merito, penso alle cozze alla marinara come un piatto mediterraneo…certo che il tocco “creme fraiche” fa la differenza!  e visto che con le foto sono un disastro non mi resta che prendere foglio e pennelli...J

e ora vi invito ad andare a gustarvi le altre ricette dello STARBOOK :

Menu Turistico: le Salse - Salse madri
Ale only Kitchen:  - Pissaladière
 La Gaia Celiaca  - Lentilles du Puy avec un fromage de chevre, betteraves et une vinaigrette d'aneth
Arabafelice in cucina - Creme Vichyssoisse au chou-fleur glacè
vissid'arte e di cucina - Cake au saucissons sec avec pistaches et prunes
l'applepie di mary pie - Endives au jambon
andante con gusto - Creme caramel


e...Bon Apetit !

mercoledì 4 luglio 2012

RISOTTO AL SALMONE E...NON CI SONO PIU' GLI UOMINI DI UNA VOLTA! PER FORTUNA :-)



Cosa c’entra un risotto con gli uomini di una volta? C’entra c’entra perché a casa mia  risotto uguale a papà ,quindi uguale a uomo, quindi uguale a uomo di altri tempi.

Sempre più spesso mi capita di leggere articoli più o meno leggiadri su donne che lamentano la scarsa attenzione, presenza , gentilezza degli uomini d’oggi e parlano  dell’uomo all’antica come se fosse l’equivalente del principe azzurro.

Se penso agli uomini “all’antica”della mia famiglia non riesco a trovarci un  “plus” e questo risotto, preparato peraltro da un uomo “moderno” (la dolcemetà), mi è da spunto per far notare che “ai tempi”(diciamo intorno agli anni 60/70)  ben pochi uomini si sarebbero messi ai fornelli per cucinare qualcosa per le proprie mogli, compagne, fidanzate ma sicuramente avrebbero messo i piedi sotto al tavolo pretendendo e ordinando  convinti della giustezza delle loro pretese…

Remeber: 
Quando ero una bambina il piatto “in” di casa mia era il risotto.
Mia mamma lo cucinava/cucina  benissimo e mio papà era/è un estimatore di questo piatto.
È un piatto tipico delle mie zone (Piemonte/Lombardia) e ,oltre alle ricette classiche , mia mamma lo preparava in mille modi e anch’io mi cimentavo ogni tanto .
I risotti della mia mamy riscuotevano sempre enorme successo. Quando venivano ,di domenica, i miei zii a pranzo era ovvio lei facesse il risotto che veniva votato simpaticamente  dai commensali. i voti??? Altissimi. Sempre!
Tra le tante varianti che preparava , una era il “risotto mare” come lo chiamava mio papà .

La situation comedy del risotto mare era pressappoco così (ogni santa volta)…
Sabato (si proprio solo al sabato) – ore 18 (si proprio verso quest’ora)
Papà, seduto comodo sul divano,: "ma lo sai che io questa sera mi mangerei un bel risotto mare???"
Mamy, che era già in cucina a preparare cena : "ma…non ho in casa niente…"
Papà: "ah….però io lo mangerei davvero di gusto. Eh bambine?? Voi non avete voglia di un bel riosttino mare????"
Mamy:"dai, vado un salto al super …"
E infatti andava ,al volo, al supermercato che per fortuna era/è ancora, vicino casa…
Ed eccola che tornava con ogni ben di Dio di pesce e tutta “felice” si metteva ai fornelli per preparare il piatto al suo amato marito…
Ehm….correzioni:
“felice” : assolutamente no! La mia mamy, pur cucinando molto bene, odiava/odia cucinare. Lei vivrebbe di panini e di conseguenza sai a lei cosa gliene importava del risotto mare….
Amato: eh, si…mio papà era/è   amatissimo dalla mia mamy che l’aveva/ha sempre assecondato in tutto, pendendo letteralmente dalle sue labbra.
Non ho conosciuto nessuna mamma  delle mie amichette di allora così innamorata di suo marito! 

Ma oggi chi di noi si comporterebbe così??? chi correrebbe a fare la spesa per soddisfare la voglia di  un piatto desiderato dal proprio marito, fidanzato, compagno, magari dopo una giornata di lavoro bella tosta?? Azzardo a dire che forse, è pià facile che qualche uomo faccia pazzie del genere! 

Il mio papy è un uomo d’altri tempi, di quelli che non hanno mai fatto (e mai faranno) niente in casa, al quale tutto è dovuto e  gli è sempre stato permesso dalle  3 donne  “di casa”:io, la mia mamy e  mia sorella :  averci tutte al suo servizio era la normalità per lui ma anche per noi!!!
Un altro uomo dei tempi, degno di nota, è il mio mitico zio Marcello , ancora più maschilista del mio papy. Non solo non ha mai cucinato un uovo sodo,  ma ha sempre dato giudizi sui piatti che cucinava (cucina) la mia zia Leru (che peraltro è bravissima) dando voti, sparando sentenze a destra e a manca e , soprattutto usando sempre come metro di paragone “la sua mamma” anzi “ la su mamma” (visto che è toscano) semplicemente da mettergli le mani addosso (in senso violento!!)
E mi fermo solo ad aneddoti “culinari”
Un ‘altra storiella  carina riguarda sempre il mio papy che è rimasto famoso per i “suoi gnocchi”
“ah, gli gnocchi che fa l’Arnaldo!!!!”
Allora,  il mio papy ha “fatto gli gnocchi solo una , dico una, volta, durante la quale mia mamma ha preparato tutto: patate bollite, le ha impastate con farina e uovo e lui, ha messo nell’impasto un goccio di grappa (il segreto dello chef) e basta.
Mi è stato raccontato che per questa occasione era tutto “bardato” con  grembiule ad hoc e che il gesto del versare il liquore nell’impasto era stato molto scenico e..solenne!
Bè, di quegli gnocchi si parla ancor oggi e risalgono agli anni 60 ed io ero piccina picciò e quindi non ho nemmeno avuto l’onore di assaggiarli!!!

Uomini “seri, responsabili, che avevano la famiglia come primo pensiero…questa era la facciata , poi che fossero così integerrimi, io non ci credo e il “pensare alla famiglia” non faceva  certo loro rinunciare ad approfittare di tutti i “benefit” che questo comportava…a partire da un conclamato servilismo da parte delle mogli, devote, sottomesse e per questo…spose felici!

Così doveva essere.

Oggi ci si lamenta che “non esistono più gli uomini di un tempo” e io dico “per fortuna”ed ho analizzato molto superficialmente e solo “culinariamente parlando”,  due uomini della mia famiglia, uomini dei “favolosi anni ’60.

Tonando al risotto quello di cui vi parlo non è proprio il risotto mare dei parents , ma sempre di pesce si tratta e se proprio devo dirla tutta non è nemmeno farina del mio sacco ma della dolcemetà…
Pur avendo gusti culinari assolutamente opposti, ogni tanto scovo dei punti di contatto  e tra questi c’è il risotto. Di questo sono felice perché riesco finalmente a mangiare quello che mi piace , che in sintesi sarebbe : primi piatti e dolci. Lui ovviamente preferisce: carne e pesce.
Insomma due universi paralleli…ma essendo un uomo “moderno”, lui cucina ,perché oggi di uomini che “mettono le gambe sotto al tavolo” e basta ne esistono molto ma molto pochi.

E questo è un bene…


Anyway……

Doppio piacere per questo riso che oltre ad essere “riso” (per cui per me poteva essere sufficiente)  era pure buonissimo perché quando lui cucina non è avaro di condimenti che esaltano il sapore  mentre io cerco sempre di dosarmi un po’ a scapito del gusto.

 Ingredienti::

per il brodo di pesce :

cipolla bianca o bionda
1 costa di sedano
1 carota
3-4 rametti di prezzemolo
mezzo cucchiaino di sale grosso (5 grammi)
un cucchiaino di pepe nero in grani
500 g di teste e di lische di pesce
2 litri d’acqua 
Sbucciare la cipolla.
 Lavare la costa di sedano, affettarlo nello spessore di 2-3 centimetri.
Lavare la carota, eliminare le estremità ed affettarla nello spessore di mezzo centimetro.
Lavare i rametti di prezzemolo.
Mettere tutte le verdure in una capace pentola, unire il sale grosso, il pepe, le teste e le lische di pesce e coprire con l'acqua.
Mettere la pentola sul fuoco e portarla a bollore.
Abbassare il fuoco al minimo e lasciar sobbollire lentamente 30 minuti coperto.Trascorso il tempo di cottura spegnere il fuoco, scolare le verdure e il pesce e filtrare il brodo attraverso un colino a maglie fini.
(scusate la spiegazione asettica ma non l’ho peparato io e non è una delle mie specialità )

Ingredienti per il risotto (4 persone) :
350 gr riso carnaroli
Olio extravergine di oliva
Burro
Cipolla
Trancio di salmone tagliato e tocchetti
Prezzemolo
Buccia di limone grattugiata
Brodo di pesce

Ci si comporta come qualsiasi risotto per il quale è preferibile un leggero soffritto di cipolla nell’olio evo e una punta di burro. Dopodiché si fa imbiondire il riso e poi si inizia ad innaffiarlo con profumato brodo di pesce . Quando si è a metà cottura circa, si mettono i pezzetti di salmone che si sfalderanno un pochino con la cottura. Ma non bisogna disperarsi! Il pesce rosa si mescolerà perfettamente tra i chicchi di riso insaporendoli ancor di più.

Quando il risotto è pronto prendiamo il coraggio di aggiungere un altro pezzo di buon burro e mescoliamo mantecando il tutto. Alla fine , solo alla fine, una spruzzata di coreografica buccia di limone e di prezzemolo.

Che profumo delizioso!

Quasi quasi invito il mio papy…..


seaside...

giovedì 28 giugno 2012

MERCATINI: LUOGHI PERFETTI PER LA MIA SPESA PREFERITA!


mercatino a Valbonne

mercatino a Nizza
Se c’è una cosa che amo alla follia è far la spesa nei posti che mi piacciono, soprattutto adoro i mercati, quelli piccoli, curati, con i banchetti ricchi di cose buone e ,possibilmente, anche convenienti…

Nella mia città, a dire il vero non ne esistono , … persino lo storico “mercato coperto” ha perso molto del fascino e , purtroppo, della qualità che aveva un tempo e così vale anche  per  il “mercatino del macello”, piccolo, quasi chic ma senza più l’allure che tanto mi piaceva anni fa… nonostante tutto , entrambi rimangono un punto di riferimento interessante per alcuni prodotti.

Ma quando vado al mare è diverso.


 
Avevo già parlato tempo fa in questo post di questa azienda agricola che vende al pubblico prodotti assolutamente di stagione, super naturali. Nessuna location glamour per questo cassero che diventa una sorta di spaccio di frutta e verdura per “pochi” intimi che se ne escono con il sorriso sulle labbra con cassette colme di primizie a prezzi davvero convenienti!
Ovviamente i proprietari producono anche un ottimo olio extravergine di oliva , delicato  come l’olio ligure sa essere. Si riesce ad avere solo se la fortuna decide di volgere lo sguardo dalle vostre parti : la produzione è limitata e finisce subito!

Durante l'ultimo we marino non poteva mancare l’appuntamento da questo verduriere speciale e quindi ecco prendere le cipolle dolci, quelle grandi che sono di una qualità antica, così mi spiega la signora così come un certo tipo di pesca (non mi ricordo nome preciso) scura dentro , che sembra quasi marcia, ma buonissima.


Poi ho preso le patate , quelle vere , quelle che resistono tanto e sono belle sode e hanno sapore. Poi le carote, quelle con il bel ciuffo che si mangia sempre bugs bunny, poi le melanzane viola scurissimo (very glam), le mitiche trombette, le zucchine lunghe e strette tipiche della zona ,fiori di zucca, pomodori cuori di bue dalle mille sfumature di colore dal verde al rosso vivo, pere piccoline e profumate, basilico a profusione, prezzemolo….


Un trionfo per gli occhi e per lo stomaco…

Subito mi vengono in mente mille ricette da fare e mi riprometto di mettermi subito all’opera …poi , il mare, il sole, la voglia di relax ,  fanno optare per altre scelte…
Ed ecco che arriva in aiuto  un altro negozio carino , quello della pasta fresca …

Trenette fatte al momento ! eh, si l’omino prende la sfoglia già pronta e la mette nella macchina et voilà …ecco la pasta desiderata prendere forma.


E già che ci siamo perché non prendere anche due ravioli al branzino da condire  solo con olio buono e nulla più per non perdere il delicato sapore del pesce ?

foto by instagram

Un we all’insegna del dolce far niente senza perdere l’occasione di mangiare bene.

Ecco cosa ci siamo gustati con la nostra spesa marina, oltre ai ravioli (veramente delicati e buoni)

foto by instagram

Tagliolini con le gallinelle
Simply&easy

La cosa più “sbatti” è stata fare il pesce (fatto pulire dal pescivendolo)  che è stato semplicemente cotto in padella con un filo d’olio e spicchi d’aglio ( e confesso di aver passato la palla, pardon, le gallinelle,  alla dolcemetà )

In questa padella ci sono finiti i tagliolini una volta bolliti  accompagnati da una pioggia di prezzemolo fresco e profumato.

Nulla più.

Letture piacevoli, sole, bagni, cibo fresco e sano, la mente libera da pensieri, da elucubrazioni che inquinano : ecco questi momenti sono un dono che ogni tanto ci arriva inaspettato e, per questo, ancor più gradito.

mercoledì 30 maggio 2012

(ST)RENNINA ANCH'IO :UNA ROSA E' UNA ROSA E' UNA ROSA: NON E' VERO!


Ebbene si, ci sono anch’io nel gruppo delle (st)rennine e sono stra felice .!
Un grazie quindi per questo premio , alle (st)renne blasoneés : la stefania, l’ale e la dani, il massimo e l’annalu e ,the last but not the  list ,la mapi !
Ammetto che per il tema del mese sono partita avvantaggiata . tempo fa ,una mia amica del cuore, l’alda, mi aveva regalato un libretto carinissimo di ricette con i fiori. Ecco il titolo :

Cucinare con i fiori
centouno ricette profumate
autrice : lina marenghi
ed. priuli e verlucca


Il libro è doppiamente carino perché arriva da una libreria montana, piccola e deliziosa nella quale si trovano spesso originali chicche come questa e io sono fortunata perché l’alda ha una casetta proprio in quella località montana e spesso mi vizia con libretti unici e introvabili che parlano, ovviamente, di ricette!!!
Detto questo , prima di decidere quale ricetta  fare , tra le centouno (!!!!!)  descritte ,  ne è passato di tempo!”
“Questa no, fiori introvabili” “questa no, troppo banale” “questa no, troppo difficile”
E poi vedo questa… “gamberetti, mele e rose” : una ricette con le rose. Il mese è maggio quindi ,come non pensare alle rose???




La mitica Gertrude liquidava tutto con il suo “una rosa, è una rosa, è una rosa” a sottolineare l’ineluttabilità del reale , ... la realtà era la realtà e basta e quindi la parola “rosa” non rappresenta un sentimento, una passione ma il fiore e nulla più…

Io però ,con questa ricetta , mi sento di smentirla : I  fiori trascendono la loro immagine decorativa e diventano cibo ,non solo per gli occhi ma anche per l’anima perché dentro ad un fiore, ad una rosa , esiste un mondo legato a nostri ricordi, ai libri che abbiamo letto,a poesie che abbiamo amato, a giardini mai dimenticati,a mazzi galanti ricevuti…
Rosa, fiore “classico”, elegante, quasi “da sera” ed ecco che ,mano a mano che leggevo gli ingredienti, li trovavo perfetti per questa signora dei giardini…






Ingredienti :
¼ di spumante secco
Poco vino bianco
Una grossa manciata di petali di rose
6 gr di colla di pesce
20 gamberetti
Una piccola mela renetta
Menta per decorare 
Far scaldare ¼ di spumante secco e versarlo sopra ai petali di rosa che avrete messo in una ciotola
Lasciar riposare un paio d’ore. Filtrare e far scaldare ancora lo spumante, sciogliervi i 6 gr di colla di pesce amollata e strizzata ben bene.
Fate lessare in metà acqua e metà vino bianco (ho usato lo stesso spumante utilizzato per la gelatina) i gamberetti che andranno poi puliti e sgusciati.
Sbucciare e privare del torsolo una piccola mela renetta e tagliarla a cubetti.
Prendete quindi dei bicchieri abbastanza capienti, io ho utilizzato dei banali bicchieri per l’acqua , a voi la scelta, potrebbero essere molto scenografiche anche le coppe per lo champagne…
Mettete nei bicchieri, i gamberetti, le mele e qualche petalo di rosa, ricoprire con lo spumante gelatinato e mettere in frigo per alcune ore, io l’ho lasciato un giorno intero.
La menta fresca serve da decorazione e dà un ulteriore tocco di freschezza al tutto.
È un antipasto ma lo trovo perfetto anche per un fresco aperitivo estivo ambientato in un giardino segreto…dove le piante sono quelle scelte con il cuore e dove i profumi delle fioriture inebriano gli animi sensibili…e dove il sapore di un piatto fiorito puo’ diventare una madeleine  proustiana e portarci indietro in un  tempo lontano e felice,  dove vorremmo stare per sempre…
Chissà cosa penserebbe la Gertrude se assaggiasse questo piattino??? 
E dopo aver gustato la ricetta della prima (st)rennina  Roberta, e quella della Mai ecco la mia. Domani  toccherà alla  Eleonora e poi alla Patty!

domenica 22 gennaio 2012

EHM…QUASI TAGLIATELLE CON INCLUSIONI DI PREZZEMOLO PER UN (FATICOSO) BRODO DI PESCE…OVVERO : HO TOPPATO L’EMMETI!!!

mtgennaio

mtgennaio2


Mi sono accorta ora , mentre mi accingevo a scrivere il post per l’emmeti di gennaio che…ho clamorosamente …toppato!
Eh, si ….ero talmente concentrata sul fatto di tirare la sfoglia a mano che mi sono completamente dimenticata che dovevano essere solo…..tagliatelle….
E adesso???Non ce la posso fare a trovare tempo per dedicarmi con così tanto amore a rifarle sigh…(si, sto tentando di impietosire la giuria…e allora?????)
Quindi????
Io decido di raccontarvi lo stesso la ricetta e decido di intitolarla con un  “quasi tagliatelle” che inequivocabilmente non sono…
La pasta fatta in casa la faccio da anni ma, ahimè, mai tirando la sfoglia a mano.
Ho chiesto in giro “illuminazioni” in merito e ho ricevuto dei “ma è facilissimooooo!!!” e  dei “ma te sei matta!! A mano??? Ma và…..”
Quindi mi sono armata di pazienza e mi sono messa a guardare video su video su youtube sull’argomento…
E inoltre ,oltre alla prova della sfoglia mi sono anche cimentata nel brodo di pesce che mai avevo fatto …non amo avere a che fare con carne&pesce soprattutto se questo significa pulire, disossare, deliscare,ecc…
Dunque…si dia inizio alle…danze:
eh si perché per me tirare la sfoglia come si deve , è stato come imparare un passo di danza o una semplice sequenza da step, attività nelle quali sono da sempre negata.
Credo di essere la persona più scoordinata del mondo e in palestra è oramai un classico vedermi fare movimenti con la parte sinistra quando tutti stanno usando la destra e viceversa. Non ho senso del ritmo e non riesco ad associare movimento a musica.
Detto ciò guardare, su you tube,  signore giovani e meno giovani usare il mattarello con grazia, eleganza e coordinazione e creare sfoglie di pasta sottilissime mi era subito sembrata una mission impossibile per me. La tentazione di tirar fuori la mia Olimpia , la macchina per fare la pasta, confesso, è stata forte…tanto chi mi vedeva???
Ma oltre ad essere scoordinata sono, mannaggia a me, troppo onesta e mai e poi mai sarei stata capace di mentire in modo così spudorato pur avendone le possibilità: il web è per eccellenza il mondo degli avatar, delle bufale, dei mondi paralleli…
Ho ingaggiato la dolcemetà per fotografare la sottoscritta durante questa performance a testimonianza del tutto. Foto in diretta J rischiando il flop…infatti la mia sfoglia è stata fatta con un uovo solo in previsione di doverla rifare “n” volte…inoltre  il mio mattarello non era del modello “emiliano” e quindi non avrebbe supportato a dovere la sfoglia/lenzuolo che avrei certamente fatto con più uova  J (mi piace credere che avrebbe potuto essere così..)
Per la ricetta precisa vi rimando al post della ale.

impasto10


Dopo aver fatto la sfoglia della quale sono  molto orgogliosa , mi sono fatta prendere dall’entusiasmo per questa ricetta e …chi si ricordava più che dovevano essere solo…tagliatelle??? l’ho tagliata in strisce di circa 4 dita , l’ho tirata ancora un po’ e ho appoggiato sulla metà le foglie di prezzemolo che avevo precedentemente lavato, asciugato e appiattito con il mattarello.
Ho ripiegato la metà della pasta senza prezzemolo , ho pigiato bene con mani facendola aderire  e l’ho ancora stesa con il mattarello.
Ho quindi tagliato la sfoglia in quadrotti, ehm, volevo dire , in quasi tagliatelle,  abbastanza grandi , in ognuno c’era una foglia di prezzemolo che si intravedeva.
impasto11

Avevo preparato (a fatica) il giorno prima il brodo di pesce.Ero andata in pescheria e mi ero fatta dare un merluzzo, una sogliola e delle cicale chiedendo al pescivendolo di pulirmi i pesci e di darmi le teste e le lische per il pesce.
Non posso scrivere come tante food writer blasonate  : “il mio pescivendolo di fiducia” ostentando non solo familiarità con la fauna ittica ma anche una certa competenza in materia tanto da meritarmi la considerazione del suddetto pescivendolo (di fiducia, of course…)
Non sono capace a cucinare il pesce, non lo conosco e non vado mai, quasi mai, dallo stesso pescivendolo…
Anzi se proprio devo dire la verità , sono andata lontano dalla mia zona a comperare il pesce… e ho fatto bene perché il pescivendolo ha incominciato a dirmi che questi pesci erano insufficienti per fare il brodo  e bla bla e bla bla…
Ho risposto “ma non devo fare un brodo brodo di pesce è un quasi brodo  nel quale il sapore del pesce deve essere molto molto vago…
Mi ha guardata male e con lui anche parte degi altri acquirenti, ma io forte del fatto di essere in “terra straniera” non me ne sono curata più di tanto e sono uscita con il mio pacchetto…
Con estremo coraggio ho preso teste e lische e cicale  e le ho messe sotto l’acqua corrente, nel frattempo in una padella ho messo un goccio d’olio (troppo poco) uno spicchio d’aglio (che ho poi tolto) e i gambi del prezzemolo.
Ho fatto tostare un attimo gli scarti del pesce e ho quindi versato dell’acqua . ho fatto cuocere il tutto per circa venti minuti. Ho filtrato il brodo.
Il sapore era delicatissimo e, devo dire, non male. Forse  chi ama il gusto del pesce più intenso l’avrebbe giudicato poco saporito ma l’ho ritenuto  perfetto per le mie , ehm, quasi  tagliatelle.

Sia giovedì che venerdì ammetto di aver guardato le ricette finora postate relative a questo emmeti e da vera stordita (quale spesso sono…) mi sono detta : “ma guarda che strano…tutte proprio tutte hanno fatte le tagliatelle.”
E non mi è nemmeno passato per la mente di andarmi a rileggere le regole !!!!…ma non solo,quando ho scovato l’idea per queste , ehm, quasi tagliatelle, ero tutta contenta per la…genialata!
Vabbè dai, stendiamo un velo pietoso …cosa altro posso dire???Sarà la menopausa? L’età che avanza? Una vaga superficialità che accompagna , a volte, la mia vita? Mentre scrivo mi viene da ridere…se  Marie Antoniette leggerà questo post sono fritta!!!
E’ già un “periodo” (anni???) che ha scarsa considerazione della sua mamy, chissà dopo questa mia perfomance cosa dirà la petite reine !!!
Per fortuna ho la quasi certezza che non navigherà da queste parti…VIVA twitter e FB…che , inconsapevoli,stanno salvando la mia faccia al..castello!!! J


LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...