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sabato 26 luglio 2014
E A ME QUESTA ESTATE "STRANA" PIACE...
Si lo so, verrò presa per pazza ma a me, questa finta estate, piace. Non mi dà fastidio che piova, che faccia freschino, che sembri quasi autunno, stagione che amo!
Se poi riesco anche ad avere tempo per cucinare, bè, è ovvio che mi metta a preparare un dolce con la conseguenza di accendere il forno!
Quindi, quando stamattina mi sono alzata e stava piovendo alla grande ero proprio contenta!
Potevo accendere il forno e sfogarmi con una delle mie attività preferite : fare torte.
Ho scelto una semplicissima crostata con pesche e frangipane e, dato che ho avanzato un po' di pasta ne ho fatta un'altra piccina con le albicocche.
Ingredienti:
per la frolla:
200 gr farina 00
100 gr burro
100 gr zucchero
1 uovo
buccia limone grattugiato (di circa metà limone)
un pizzico di sale
frangipane:
100 gr farina di mandorle
100 gr burro
100 gr zucchero
1 uovo
buccia limone grattugiata (di circa metà limone)
frutta : per me pesche e albicocche
Preparate la frolla impastando prima il burro a pezzetti con la farina e lo zucchero fino a formare un composto sbricioloso. Poi aggiungere la buccia del limone e l'uovo.Formare un panetto e mettere in frigo per circa mezz'ora.
Nel frattempo preparate il frangipane:
montare il burro con lo zucchero. Aggiungere quindi l'uovo montando bene. Infine la farina di mandorle e la buccia del limone.
Tagliate la frutta che preferite a piccoli spicchi.
Tirate fuori dal frigo la frolla e rivestite una tortiera imburrata (ho usato una pirofila dal diametro di 24 cm + una tortiera a cerniera da circa 15 cm )
bucherellate il fondo con una forchetta e versate il frangipane.
Infine mettete le fette di frutta a piacimento.
Forno 180° per circa 30/40 minuti.
Purtoppo il mio forno mi dà qualche problema in cottura e i miei tempi e le temperature variano di volta in volta.
Per me è un continuo controllare, abbassare i gradi o aumentarli, girare la tortiera...insomma , mea culpa, è stato un acquisto sbagliato.
Una volta sfornata la crostata se vi piace potete cospargerla di zucchero a velo.
Io, che adoro spargere lo zucchero l'ho fatto ,ma solo per la torta più grande, quella piccina, che ho farcito con le albicocche l'ho lasciata al naturale...
Le foto le ho fatte con un cielo grigio e minaccioso di pioggia ma ora pare che le nuvole abbiano lasciato spazio a qualche raggio di sole che cerca di imporsi con la sua luce e il suo estivo calore.
Un vento fresco mi accarezza le spalle mentre sto scrivendo e il profumo delle torte mi arriva dolce e insistente...
smetto di scrivere, mi taglio una fetta...foto veloce con il sole ...
mmmmm...buona! Nonostante il forno "ballerino" è cotta bene e il frangipane si sposa benissimo con le pesche!!!
Benvenuta estate e anche se quest'anno sei un po' strana , ti ritrovo quella di sempre , nel sapore di questo piccolo e semplice dolce ...e se l'aria è più fresca e la pioggia è un po' prepotente non mi dispero, anzi, mi piaci un po' "diversa" , ti sento più vicina al mio "mood" vagamente malinconico e autunnale :-)
domenica 5 maggio 2013
IL PASTICCIO DI MACCHERONI DELL'ARTUSI OVVERO...
...Il pasticcio di maccheroni della
zia Leru
Avete presente quelle giornate in famiglia dove si sta
proprio bene? in un ambiente rilassato e conosciuto a condividere serenamente
un pranzo da re ? Ecco ,qualche domenica fa per me è stato proprio così! Innanzitutto per essere stata tra persone che
amo ma anche perché in cucina c’era lei, la mia mitica zia Leru, cuoca esperta
e sopraffina . Da sempre i suoi piatti
sono una delizia e anche questa volta non ha deluso le aspettative! Ci ha
preparato nientepopodimenoche :il pasticcio di maccheroni. La ricetta è
quella storica del Pellegrino Artusi ,l’unica differenza apportata da mia zia è
stata quella di non mettere le animelle e i tartufi.
Attenzione e cura anche nella mise en place : servizio di
piatti “storico” e raffinato , posate della nonna
e un delizioso bouquet
floreale che ha ingentilito ancor più la tavola.
I fiori, ca va sans dire, sono quelli del florido balcone
dei miei zii dove mughetti, alberi da frutto, glicini e ulivi crescono
rigogliosi …e siamo a Milano!
Per la ricetta e gli ingredienti vi devo riportare la
ricetta dell’Artusi in quanto la zia Leru mai, e dico mai, pesa e misura…lei fa tutto ad occhio (ma è di
famiglia, anche mia nonna era così…)
Il bello è che ogni cosa lei cucini viene perfetta e questo,
per me che vivo sempre con la bilancia in mano, è un mistero…
Il Pellegrino dice che è un “piatto complicatissimo e
costoso, ma eccellente se viene fatto a dovere” e così è stato…
“eccovi le dosi di un pasticcio all’uso di Romagna, per
dodici persone, che voi potrete modificare a piacere, poiché in tutti i modi,
un "pasticcio" vi riuscirà sempre :
maccheroni gr.350
parmigiano gr.170
animelle gr.150 (omesse)
burro gr.60
tartufi gr.70 (omessi)
prosciutto grasso emagro gr.30
un pugnello di funghi secchi
le rigaglie di 3 o 4 polli e i loro ventrigli,i quali
possono pur anche servire, se li scattivate dai tenerumi.(mia zia ha usato i fegatini)
Optionals : “Se avete
oltre a ciò creste, fagiuoli e uova non nate, meglio che mai “(questi no…J )
Odore di noce moscata
Tutto questo non vi spaventi perché sparirà sotto alla pasta
frolla (occhio non vede …. : che uomo di
humor straordinario!!)
La ricetta è una sorta di ricetta dentro alla ricetta in
quanto serve preparare un ragu (ricetta) una besciamella (ricetta) una pasta
frolla (ricetta) . Dando per scontato che ognuno di noi sa preparare queste
ricette secondo le proprie usanze non le
spiegherò (anche perché sono certa che ne sapete molto di più della
sottoscritta che si avvicina al cibo soprattutto per golosità e poi per passione ma non per professionalità
od onniscienza culinaria) ma racconterò
i passaggi come il Pellegrino narra (si, credo sia il verbo giusto) nel suo
libro.
Imbiancare i maccheroni, dare cioè una “mezza cottura” nell’acqua
salata, scolateli e passateli nel ragu che avrete preparato finchè siano cotti
(farli risottare)
Preparate la besciamella.
Quindi cuocete le rigaglie di pollo con il burro, sale ,pepe.
Aggiungete il prosciutto tagliato a striscioline, i tartufi a fette sottili, i
funghi fatti prima rinvenire nell’acqua calda e la noce moscata. Mescolate il
tutto.
“ la pasta frolla suppongo l’abbiate già pronta, avendo essa
bisogno di qualche ora di riposo”
La pasta frolla deve avere l’aroma di limone e deve essere
dolce .
“ed ora che avrete preparato ogni cosa cominciate ad
incassare il vostro pasticcio”
La mia zia Leru utilizza da sempre una tortiera a cerniera
che unge per bene con burro e fodera con
la pasta frolla tenendone da parte un po’
che servirà da “coperchio” per il pasticcio.
La frolla non deve essere stesa troppo sottile perché dovrà “reggere”
un ripieno importante! Si riempie con uno strato di maccheroni e ragu ,
parmigiano, burro a pezzeti, uno stato di “rigaglie” e besciamella, e così via , ripetendo gli strati fino alla
fine degli ingredienti.
A questo punto coprite il vostro pasticcio con un “coperchio”
di frolla che potrete decorare secondo la vostra fantasia . spennellate con
rosso d’uovo e mettete in forno a 180°
per almeno 35/40 minuti.
Sul tempo il pellegrino non fa cenni lasciando alla cuoca la
valutazione in base al forno di casa e questo vi consiglio : controllate
attentamente il vostro pasticcio prima di estrarlo dal forno in base alla
vostra esperienza e al vostro forno.
Non sformare fino a quando non diventa tiepido ed incrociare
le dita prima di farloJ
…il pericolo è che la frolla si rompa per il peso e l’umidità del ripieno che
proprio per questo deve essere fatto a dovere : non troppo liquido ma nemmeno
troppo denso.
Deve rimanere compatto al taglio e come potete ben vedere da
questa foto, la mia zia Leru è stata
bravissima.
Il gusto di questo pasticcio è di quelli che non si
dimenticano! Se avrete la fortuna di assaggiarne una fetta rimarrà per sempre
nell’archivio dei vostri ricordi culinari : impossibile scordare l’abbinamento
del dolce della frolla con l’intensità saporita del ricco ripieno : indimenticabile!
Un’altra madeleine proustiana che arrichisce ricordi e sensazioni che faranno sempre parte di me.
domenica 15 aprile 2012
UNA FRANGIPANE DATATA ...2001 :-) PER L'EMMETI' ovvero:PEACH IN SYRUP FRANGIPANE TARTLETS
Per me ci voleva una domenica così ! Una domenica per stare in casa senza cercare troppe scuse, una domenica per trovare il tempo di fare tutto quello che non si riesce durante la settimana comprese le cose carine J !!!
Piove ,piove e la gatta non si muove…tranne Eu il mio gatto che ,agitato come sempre, reclama l’uscita. Eh no caro gattone, oggi a casa pure tu !!E dopo averlo “gentilmente” invitato ad uscire sul balcone sotto scroscio torrenziale (traduzione: preso e messo sotto l’acqua per qualche secondo!) per fargli capire che forse era meglio desistere, l’ho visto meditare un sano ripensamento (traduzione : miagolata terrificante, della serie ma che……fai??? ) che l’ha visto dirigersi , come una saetta, sul divano.
Bene: gatto sistemato , beato e “tranzollo” e io? Bè io mi dedico all’emmetì di aprile, of course!!Come dico sempre : a me questa sfida ha insegnato e insegna tanto e se devo trovare il merito principale a questa iniziativa è proprio quella di dare l’opportunità di mettersi alla prova e di sperimentare ricette mai fatte. Il frangipane era una di quelle cose (come milioni di altre…) che avevo segnato nei miei quaderni “to do” di questi ultimi … dieci anni! Anzi, a dire la verità dovrei dire undici anni! Come faccio ad essere così precisa?? Anno 2001 , rivista “ Waitrose food illustrated”, mese : agosto : tra le pagine trovo foto bellissime e ricette interessanti tra cui quella delle “Apricot frangipane tartlets”. La ricetta o meglio, l’idea di provare questa ricetta me la porto dietro da quell’anno e doveva capitare questo emmetì per farmela ritrovare ma soprattutto di farmi venire la voglia di metterla in pratica , finalmente!
Ho seguito la ricetta di Ambra per quanto riguarda la frolla e il frangipane e quindi vi rimando al suo precisissimo post per dosi&metodi e poi ho seguito la english recipe…
(Unica nota : nella mia crema frangipane non ho messo nessun profumo se non un po’ di buccia di limone ,come nella frolla) .
Essendo la rivista del mese di agosto e prevedendo albicocche fresche mi ha un po’ spiazzato…guardando fuori dalla finestra vedevo immagini che mi facevano pensare al freddo e grigio autunno e intanto cercavo di trovare un’alternativa carina e originale per le mie tartlets…nessun lampo di genio , nessun ingrediente magico ma improvvisamente mi viene in mente di un acquisto fatto tempo fa (NON nel 2001, tranquille!!) con la scusa del “non si sa mai”. Sto parlando di un vaso di pesche sciroppate, delizia per Marie Antoinette (ebbene si…) ma assolutamente “out” per me, ma ingrediente che spesso mi aveva risolto un dessert veloce per ospiti improvvisi.Quindi le mie sono diventate :
peach in syrup frangipane tartlets.
dopo aver cotto in bianco le tortine (ho usato stampi antiaderenti , imburrati a dovere e infarinati) ho messo nei “gusci”(ehm…pastry caseJ ) la crema frangipane . ho tagliato le pesche in piccoli spicchi e li ho sistemati “on top” J
Ho cotto le tortine per circa 20 minuti (abbondanti) nel forno a 170° (il mio che è super potente…altrimenti credo vada benissimo un classico 180°)
Queste tartlets mi hanno dato una grandissima soddisfazione soprattutto dopo averle assaggiate: ma che delizia è la crema frangipane??? Che mix unico la frolla con questa crema alle mandorle??? Mangiavo la mia tortina quasi ad occhi chiusi, stupita per questo gusto così avvolgente…
E proprio mentre mi gustavo questo dolce ecco venirmi in mente nuove possibili varianti per farcire questa torta : marmellate, cioccolati aromatizzati, frutta di tutti i tipi…idee che puntualmente ho segnato sul quaderno “to do”del 2012 …chissà se dovrò aspettare ancora dieci anni per metterle in pratica?e questo è il mio contributo "glam" per l'emmetì di aprile...
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