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venerdì 3 luglio 2015

GELATO SUPER FACILE E...W LE VACANZE LEGGIADRE : FASHION, VALIGIE, BIKINI :-)


Costantemente in ritardo su tutto anche nel chiudere il blog per ferie: ques’anno supero davvero me stessa.
Il tempo passa e non mi accorgo che siamo già a metà luglio! Presa sempre da mille cose da fare dimentico le cose, perdo pezzi , non sono sincronizzata con il mondo attorno a me. 
Ho bisogno di vacanza!

E a proposito di mare e vacanze , caldo e voglia di refrigerio ecco una ricetta per un gelato super veloce e super facile l’ho copiata dalla mia amica speciale e bravissima Chiarapassion e vi rimando alla sua pagina  :oltre a questo gelato troverete mille ricette e idee chic!


Ho usato la ricetta che cita di Martha Stewart  e ne ho fatte due versioni: uno con la vaniglia e l’altro con le amarene sciroppate…

I gelati sono molto cremosi e, visti gli ingredienti, un po’ “sostanziosi”, ma vi assicuro che si gustano molto volentieri!

E sempre in  tema di vacanze … avete già pensato alla valigia??? Io odio farla e proprio per questo la mia è sempre molto “minimal”. Se vi va di leggere qualche mio piccolo consiglio a proposito, non perdete il numero di luglio della rivista “Fior Fiore in cucina” alla quale collaboro.


Un numero all’insegna del mare e dei suoi colori, ricco come sempre di articoli e ricette interessanti. Si lo so, sono un po’ di parte, ma se mi conoscete un pochino sapete che mai mi sbilancerei se non fossi convinta di quello che scrivo. 
Ci sono le mie “tipette” vestite con un look stile Capri , molto eleganti , ci sono espadrillas disegnate con  mille fantasie e c’è anche la mia idea di bikini spaiato che fa parte di me da…sempre.
Benedico sempre il momento in cui le aziende avevano deciso che sarebbe stato possibile acquistare il “pezzo sopra” del costume  separato dal “pezzo sotto”: great idea!!!
Da ragazza impazzivo perché avevo la taglia più piccola sotto  e non trovavo mai un costume perfetto adesso ho lo stesso problema ma…inverso :-) : taglia più grande sotto (ah ah ah)…
Inoltre mi piace tantissimo mischiare colori e fantasie nei costumi e quindi per me entrare nei negozi equivale a sfogare la mia passione creativa !


(ops sotto al disegno si intravede un'ape...che fa parte di un altro disegno...Questo è il mio quadernetto Moleskine dove mi appunto le idee...quindi è "artisticamente" disordinato :-) 
so che mi capite...)

Tinte unite completano fantasie fiorate, i disegni geometrici li gemello con rigati in un mixi di modelli e colori in cui mi perdo!
E inoltre, particolare da non sottovalutare, possiamo scegliere un modello di “pezzo sopra” che ci sta particolarmente bene senza il suo “pezzo sotto” che, al contrario, proprio non fa per noi .

Insomma discorsi da ombrellone che ci fanno alleggerire i pensieri e fanno proprio vacanza.
Perché sono utili anche loro e perché è di questo che , a volte, si ha  bisogno :  io di sicuro!!
Non mi resta quindi che augurare a tutti  una vacanza leggiadra : buona estate!





(tutte le foto sono, come sempre, fatte con il mio cellulare )

sabato 25 aprile 2015

UN CLAFOUTIS PERFETTO PER UNA CENA CON LE AMICHE DEL CUORE



Avete  presente quando trovate la ricetta perfetta per un risotto, per una mousse, per un dolce, insomma, per un qualsiasi piatto che avete provato più volte e che vi usciva , si bene , ma mancava qualcosa…?
A volte erano i tempi di cottura a non convincerci, a volte la proporzione degli ingredienti oppure il gusto non proprio come avrebbe dovuto essere…
Ebbene,  io ho finalmente trovato la ricetta perfetta per uno dei dolci che più mi piacciono!
Il clafoutis io lo amo. Da sempre. Mi piace la consistenza, il dolce sapore di crepes ma con “spessore” e soprattutto mi piace perché è abbinato alla frutta , ingrediente che mi fa apprezzare ancor di più tutti i dolci che lo contemplano.
Questo che ho trovato è dosato perfettamente : uova, zucchero, frutta, consistenza, cottura  : tutto come piace a me.
E’ un dolce che sa di primavera e infatti tra i blogs , di questi tempi, se ne trovano parecchi in varie versioni.
Ed è proprio vagando sul web , tra i miei angolini preferiti  che scopro questa ricetta (che vi copioeincollo)

*** * ***

CLAFOUTIS  DI AMARENE E PERE

INGREDIENTI PER 6 PERSONE CIRCA

300 g di pere williams
120 g di amarene sciroppate
160 g di farina 00
200 ml di panna fresca
120 ml di latte
3 uova
150 g di zucchero
qualche goccia di estratto di vaniglia

burro per ungere lo stampo
Accendete il forno a 180°. Tagliate le pere a fettine sottili. Sbattete le uova con lo zucchero, poi aggiungete la farina setacciata mescolando. Unite a filo il latte e la panna, sempre mescolando e aggiungete l’essenza di vaniglia. Ungete una pirofila da forno oppure una padella di ghisa che vada in forno con del burro, disponete le pere sul fondo, poi versate il composto ed infine le amarene. Cuocete per 40 minuti circa, fino a quando vi sembrerà dorata.
*** * ***

Ma non solo! Scopro un blog bellissimo con foto romantiche, dai colori “antichi”, scattate con luci eleganti e inquadrature studiate con finta nochalance,  nelle quali traspare  la professionalità e l’arte dell’autrice : Antonella di Fotogrammi di zucchero.
Antonella è diventata subito  il mio nuovo mito soprattutto perché mi ha fatto questo regalo : il clafoutis perfetto! Un grazie pubblico a lei e al suo blog che vi consiglio di andare a vedere!

Questo clafoutis  però è perfetto due volte perché è stato il dolce per una cena tra amiche , organizzata al volo.
Dobbiamo sempre incastrare mille cose e quindi risulta sempre difficile trovare “la” sera che vada bene a tutte … Magicamente è saltato fuori un mercoledì che ci ha viste libere tutte e quindi, come non approfittare???
Le mie amiche del cuore sono tante e non sempre riusciamo a trovarci proprio tutte . L’invito era solo per due di loro (quelle che riesco a frequentare di più)  e qualcuna di voi le conosce già, ne avevo parlato qui e anche qui. 
Una cena veloce, al limite del “frugale” . Tornata dall’ufficio con la mia super bici (chi mi segue su istagram ,la conosce bene, immortalandola quasi ogni giorno!)mi sono subito messa all’opera. A cucinare? Ma no! A disegnare  i menu!!! ;-)


Ho questa mania fin dai tempi antichi , tanto che riuscivo a disegnarli persino per le grigliate che si organizzavano ai tempi del liceo! Ovviamente allora facevano ridere queste cose  e venivano apprezzate solo da qualche amica. La maggior parte dei foglietti veniva “archiviata” nel sacco dei rifiuti dopo un rapido sguardo (ma forse nemmeno) . Io, che ero un cuor contento  e non mi curavo di tutto questo, imperterrita continuavo i miei … sfoghi creativi.



Gli anni sono passati, non sono più tanto “cuor contento” ma la mania per queste cose mi è rimasta ,tanto che per me è quasi impossibile non preparare un menu, o altre “cose disegnate”, per le cene che organizzo (ricordate le serate croque? qui e qui )
Diciamo quindi che l’impegno più grande è stato fare i disegni ;-)perché la cena era composta da :
asparagi con uova al tegamino (a d o r o )
burrata giusto per rinfrescare (deciso di presentarla dopo che avevo già scritto il menu!!! Disguidi che capitano !)
pane fatto in casa (ma con preparato per pane casereccio del pennymarket! Che comunque mi sento di consigliare!)


e poi il mitico calfoutis , preparato la sera (ehm ,notte) prima e solo spolverato (con grande mio piacere) di zucchero a velo per renderlo più elegante .




Inutile dirvi che ci siamo divertite tanto a parlare di tutto : cose belle , cose meno belle, remeber  e tutta una serie di argomenti , rigorosamente scollegati tra loro ma tra i quali , noi donne, ci  ritroviamo sempre senza perderci. In un susseguirsi di rimandi, collegamenti, affinità, metafore, le nostre parole “saltellavano” allegre tra abiti, profumi, figli, lavoro, mariti, temi sociali (ebbene si), botox (di altre), cellulite (nostra , sic!),vacanze, libri,sogni,...
Un vortice da  cui è bello farsi catturare e trasportare  in ogni dove…

domenica 29 settembre 2013

A COSA SERVONO LE MARMELLATE??? :-)



Ad essere mangiate, gustate, godute? Si, certo anche questo ma lo scopo principale delle marmellate è , possiamo dire, più elevato e altamente terapeutico: aumentano la nostra autostima.

La prima marmellata della mia vita risale a qualche decennio fa (sono volutamente vaga anche se mi ricordo esattamente dove, come e quando…ma non siamo qui a far precisi conti matematici,no?)

Anyway, dicevo la mia prima marmellata è stata quella di fichi , che adoro e che mi aveva regalato una sorpesa inaspettata : favolosi vasetti colmi di una delizia pura! Incredibile ,proprio io,  avevo fatto una marmellata!

Il cesto colmo di frutta che andava lavata, pulita, tagliata, cotta, si era trasformata …lo zucchero era stato il catalizzatore che aveva permesso questa alchimia .

Non mi sembrava vero che con pochi gesti, pochi ingredienti e solo  un po’ di pazienza avevo preparato una marmellata !

E da donna con l’autostima sempre sotto ai piedi, risalivo un po’ la china della considerazione personale , sentendomi gratificata da questa preparazione “storica”, che sa di tempi andati e che mi faceva ( e fa ) sentire sempre “brava” nel prepararla in casa invece che acquistarla al super…

Da allora sono diventata dipendente dal far marmellate e nel corso degli anni ne ho provate tante :  ho avuto, come succede nella vita, innamoramenti folli , delusioni devastanti …ho ripetuto come una paranoica  la marmellata di melone  che mi aveva assolutamente soggiogata , e ho buttato via con rabbia da donna tradita, chili di  marmellata di pomodori verdi  più volte provata e mai riuscita come volevo. Nonostante tutto ciò, fare la marmellata per me, è sempre stato terapeutico e ,a parte qualche “disfatta”,devo ammettere che i risultati mi hanno sempre soddisfatta e la mia autostima ringraziava felice !

Quanto guardare con infinito amore i vasetti sistemati a dovere nella dispensa!! E pensare : li ho fatti io!

Etichette studiate ad hoc, nastrini di rafia o gros grain rendono questi vasetti dei piccoli oggetti eleganti e personali che racchiudono in sé dolci preparazioni “fait maison” che li rendono ancor più speciali.

Piacere duplice , triplice : sono naturali, sono ecologiche perché spesso si usa la frutta che altrimenti marcirebbe , o peggio, verrebbe gettata. Io amo la marmellata con poco zucchero , quella che puoi mangiare a cucchiaiate direttamente dal vasetto , possibilmente ad occhi chiusi …perché solo così diventano più nitidi i ricordi della frutta : senti il profumo dell’aria tiepida densa , “vedi” i colori dei frutti, il verde dei campi, senti il vociare dei bambini che giocano all’aria aperta, i raggi del sole tiepido ti sfiorano …apri gli occhi e…dal tuo balcone vedi le gocce di pioggia che inesorabili scendono, l’aria è umida e freddina, la luce è fioca e ovattata.
 
 

 

Pur amando queste atmosfere autunnali,  questa marmellata mi ha regalato un attimo di estate, mi ha ricordato il giorno in cui l’avevo preparata e cosa avevo pensato mettendola nei vasi : chissà quando la mangerò dove sarò, con chi sarò, che tempo farà,…

L’ho mangiata oggi durante un’umida domenica di pioggia, l’ho mangiata con mia figlia e in sua compagnia ho fatto anche un pain brioche che ho farcito proprio con questa marnellata di amarene.
Una piccola briochette (la ricetta prossimamente ) perfetta per una merenda in casa a guardar le gocce di pioggia sui vetri…
 




 
 
 
Marmellata di amarene

Da una ricetta di Christine Ferber – “Mes Confitures”

Ingredienti:
1,250 kg di amarene (1 kg netto)
800 gr di zucchero (io ne ho messi 600 gr)
Il succo di un limone piccolo
200 gr di gelatina di mele verdi (così recita la ricetta ma io ho utilizzato la pectina …dosandola come le istruzioni sulla busta)

 
Lavare le amarene e sciugarle bene. Denocciolarle e dividerle in due .mescolarle in una terrina con lo zucchero e il succo del limone. Dopo un’ora , mettere in una pentola e portare lentamente ad ebollizione. Spegnere il fuoco, mettere in una terrina e lasciar riposare una notte.

L’indomani filtrare il tutto,tenendo da parte la parte “solida” (le amarene un po’ disfatte)

Alla parte liquida aggiungete la pectina e portate ad ebollizione. Schiumate bene (togliete cioè quella sorta di schiuma bianca che si forma in cottura) , aggiungete le amarene e portate nuovamente ad ebollizione e mantenete la cottura a fuoco vivo per cinque minuti continuando a mescolare delicatamente. Schiumate ancora , se necessario , controllate la consistenza (facendo scorrere una goccia di marmellata su un piattino se scende a fatica , è pronta …)
Invasate fino all’orlo , chiudete bene i vasi (precedentemente sterilizzati) quindi metteteli a testa in giù fino a quando non saranno freddi (per fare il sottovuoto).

Una volta ben raffreddati, potete mettere le etichette , nastri e nastrini alla vostra marmellata oppure…potete mangiarla subito ma tenetene sempre un vasetto per i mesi freddi in cui sarà sufficiente una sola cucchiata per tornare indietro nel tempo e sentire i profumi dell’estate .

 





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