mercoledì 30 maggio 2012

(ST)RENNINA ANCH'IO :UNA ROSA E' UNA ROSA E' UNA ROSA: NON E' VERO!


Ebbene si, ci sono anch’io nel gruppo delle (st)rennine e sono stra felice .!
Un grazie quindi per questo premio , alle (st)renne blasoneés : la stefania, l’ale e la dani, il massimo e l’annalu e ,the last but not the  list ,la mapi !
Ammetto che per il tema del mese sono partita avvantaggiata . tempo fa ,una mia amica del cuore, l’alda, mi aveva regalato un libretto carinissimo di ricette con i fiori. Ecco il titolo :

Cucinare con i fiori
centouno ricette profumate
autrice : lina marenghi
ed. priuli e verlucca


Il libro è doppiamente carino perché arriva da una libreria montana, piccola e deliziosa nella quale si trovano spesso originali chicche come questa e io sono fortunata perché l’alda ha una casetta proprio in quella località montana e spesso mi vizia con libretti unici e introvabili che parlano, ovviamente, di ricette!!!
Detto questo , prima di decidere quale ricetta  fare , tra le centouno (!!!!!)  descritte ,  ne è passato di tempo!”
“Questa no, fiori introvabili” “questa no, troppo banale” “questa no, troppo difficile”
E poi vedo questa… “gamberetti, mele e rose” : una ricette con le rose. Il mese è maggio quindi ,come non pensare alle rose???




La mitica Gertrude liquidava tutto con il suo “una rosa, è una rosa, è una rosa” a sottolineare l’ineluttabilità del reale , ... la realtà era la realtà e basta e quindi la parola “rosa” non rappresenta un sentimento, una passione ma il fiore e nulla più…

Io però ,con questa ricetta , mi sento di smentirla : I  fiori trascendono la loro immagine decorativa e diventano cibo ,non solo per gli occhi ma anche per l’anima perché dentro ad un fiore, ad una rosa , esiste un mondo legato a nostri ricordi, ai libri che abbiamo letto,a poesie che abbiamo amato, a giardini mai dimenticati,a mazzi galanti ricevuti…
Rosa, fiore “classico”, elegante, quasi “da sera” ed ecco che ,mano a mano che leggevo gli ingredienti, li trovavo perfetti per questa signora dei giardini…






Ingredienti :
¼ di spumante secco
Poco vino bianco
Una grossa manciata di petali di rose
6 gr di colla di pesce
20 gamberetti
Una piccola mela renetta
Menta per decorare 
Far scaldare ¼ di spumante secco e versarlo sopra ai petali di rosa che avrete messo in una ciotola
Lasciar riposare un paio d’ore. Filtrare e far scaldare ancora lo spumante, sciogliervi i 6 gr di colla di pesce amollata e strizzata ben bene.
Fate lessare in metà acqua e metà vino bianco (ho usato lo stesso spumante utilizzato per la gelatina) i gamberetti che andranno poi puliti e sgusciati.
Sbucciare e privare del torsolo una piccola mela renetta e tagliarla a cubetti.
Prendete quindi dei bicchieri abbastanza capienti, io ho utilizzato dei banali bicchieri per l’acqua , a voi la scelta, potrebbero essere molto scenografiche anche le coppe per lo champagne…
Mettete nei bicchieri, i gamberetti, le mele e qualche petalo di rosa, ricoprire con lo spumante gelatinato e mettere in frigo per alcune ore, io l’ho lasciato un giorno intero.
La menta fresca serve da decorazione e dà un ulteriore tocco di freschezza al tutto.
È un antipasto ma lo trovo perfetto anche per un fresco aperitivo estivo ambientato in un giardino segreto…dove le piante sono quelle scelte con il cuore e dove i profumi delle fioriture inebriano gli animi sensibili…e dove il sapore di un piatto fiorito puo’ diventare una madeleine  proustiana e portarci indietro in un  tempo lontano e felice,  dove vorremmo stare per sempre…
Chissà cosa penserebbe la Gertrude se assaggiasse questo piattino??? 
E dopo aver gustato la ricetta della prima (st)rennina  Roberta, e quella della Mai ecco la mia. Domani  toccherà alla  Eleonora e poi alla Patty!

domenica 27 maggio 2012

UNA CILIEGIA TIRA L'ALTRA...




Una giornata di sole dopo tante giornate di pioggia, ciliegie rosse e lucide : questo può bastare per sentirsi meglio!

Uno scolapasta “antico” dal caldo color vaniglia accoglie con eleganza i rossi frutti, dolci e buonissimi e più ne mangio più ne mangerei...
Adoro le ciliegie , preferisco mangiarle così, al naturale, ma adoro anche la marmellata fatta con poco, pochissimo zucchero perché mi piace percepire la memoria del frutto quando la mangio…


Per questo post solo immagini di colore e semplicità



Perché ho voglia di piccole cose, che mi fanno star bene perché mi piacerebbe ritrovare il coraggio di dire : sono davvero felice!


Buona settimana a voi


cherry...glam...

sabato 26 maggio 2012

IL "MIRACOLO" DELL'UOVO POCHE'...



Non sono mai e dico "mai", riuscita a fare un uovo in camicia come si deve .
Ho provato varie tecniche, ho modificato intensità di bollitura, vari tipi di aceto (vuoi mai?)…nothing to do…
L’uovo si disfava formando filamenti bianchi e giallini che si mischiavano nei vortici dell’acqua in ebollizione, creando masse ingestibili. Cercavo di recuperare il tutto con la schiumarola tentando di “comporre” un simil uovo ma i risultati erano pessimi e abbandonavo l’impresa buttando via tutto.
E dentro di me, soffrivo. Non è possibile non riuscire a fare un uovo in camicia !!! avevo  visto mille video , avevo letto mille trucchi del mestiere ma questa per me era sempre rimasta una “mission impossibile” fino a quando…

Gita lavorativa a Parigi (eh, si una volta nella vita era capitata proprio a me!!!) e tra le persone del gruppo avevo conosciuto  una simpatica coppia e avevo scoperto con piacere  , che erano ,non solo appassionati di cucina, ma che lui mi era fresco fresco di corso di cucina "blasoné".
E parla di qui e parla di là ecco saltar fuori il mitico uovo pochè. Altro non è che il “simpatico” uovo in camicia . O meglio , non è proprio la stessa cosa : l’uovo in camicia classico si fa con l’acqua che bolle, questo invece va fatto con l’acqua portata a bollore e poi spenta…mi sembra...
Vabbè, ma il “segreto” di questo mio uovo pochè non è assolutamente nell’ebollizione dell’acqua  ma nell’allestimento adottato per cuocerlo senza che si disfi tutto…
L’uovo va “confezionato” nella pellicola trasparente e così cotto!!!!
Fantastico vero???? Io adesso sono una donna felice e appagata! J a volte basta davvero poco nella vita…
Anyway
Ecco come ho fatto:
ho preso una tazza piccola e l’ho rivestita con un pezzo di pellicola abbondante. Ho rotto l’uovo dentro e l’ho sigillato formando un sacchettino con l’accortezza di far uscire bene l’aria (altrimenti il “sacchetto” una volta  messo nell’acqua, galleggia, l’ho provato personalmente !)
L’ho chiuso con quei laccetti dei sacchetti da freezer, altrimenti tendeva ad aprirsi.
Quando l’acqua si messa a sobbollire ho messo delicatamente il mio sacchettino nell’acqua. L’ho curato amorevolmente, girandolo ogni tanto aiutata da un cucchiaio affinché si cuocesse in modo omogeneo. Dopo circa 5 minuti abbondanti l’ho tirato fuori e , delicatissimamente, l’ho aperto.
Miracolo!!! Era intatto, forse un po’ mollino ma così deve essere, o no??? J


L’ ho accompagnato ad una crema di piselli fredda che adoro pur non amando particolarmente questa leguminosa .
Ecco la veloce ricetta:
Ingredienti:
250 gr piselli (io ho usato quelli surgelati)
Sale
olio
Panna vegetale
Ho cotto i piselli in una padellina con un filo d’olio . a cottura ultimata ho aggiunto la panna vegetale (che risulta più leggera e anche più liquida e per questo è perfetta)  e il sale.
Ho quindi frullato il tutto con il minipimer.
Fine.
Volendo fare i "sofistici" si potrebbe passare al colino il tutto per rendere questa crema vellutata e senza grumi (perché un po’ ce ne sono) ma a me piace la sua aria pseudo rustica , la sua consistenza materica che si sposa perfettamente con la morbida  presenza dell’uovo poché.
Insomma questa ricetta facile facile rischia di diventare un mio cavallo di battaglia e se poi ci si aggiunge anche una piccola manciata di germogli di trifoglio ( eh, si ho preso il germogliatore…ma questa è un’altra storia e probabilmente un altro post….) allora ecco che l’immagine di questo piatto diventa very chic!!!!!
Insomma anche con un banale ovetto si rischia un figurone tra i commensali…quindi assolutamente ricettina "to do"!

ed ecco il mio "saggio" set di polyvore...


meglio un uovo oggi...

martedì 22 maggio 2012

REMINISCENZE NEW AGE PER I MIEI BUDINI DELL'EMMETI....

DSC_4153
Budino salato??? Proprio io??? No, non ce la posso fare…per me il budino è dolce. Punto.
Ma, come sempre accade nella mia vita, non esiste situazione nella quale sono fermamente convinta di una cosa per fare esattamente il contrario!
Quindi eccomi qui!
Dunque budino salato, con verdure, legumi, frutta e poi con anche un “complemento”, biscotto, chutney, salsa….
Belli, bellissimi i budini della Francesca !!!
Uhm….qui c’è da pensarla bene! Fermo restando che il mio motto per l’MT è “l’importante è partecipare” , questa volta ho provato ingredienti studiati per trovare un connubio di sapori interessante.Mi ha aiutato il mio passato "new age" e macrobiotico che mi ha portato ad acquistare una confezione di seitan a fette, una sorta di "imitazione" di prosciutto che lo ricorda solo per l'immagine e assai poco per il gusto. Ho sempre amato il seitan e ancora oggi , ogni tanto, lo cucino. è un ingrediente eclettico , sano e che regala ricette sfiziose! 

DSC_4152


L’aspetto dei miei budini non rende l’idea del suo contenuto , pur avendo avuto Marie Antoinette come assistente alle foto :  l’ora tarda non ci ha aiutate e quindi il colore (nonostante qualche aggiustata con Photoshop) non è proprio quello  “live” J

Ingredienti per 6 budini :
100gr ricotta
2 uova

100 gr seitan a fette (si trova nei negozi di prodotti biologici,macrobiotici,ecc...)
Mezza scatola di ceci
Prugne secche
Sale (poco)
foglioline di menta

Ho tritato fine il seitan, ho tritato fini 4 prugne secche, ho frullato (con un goccio d’acqua) i ceci.
Ho messo le mie “polpe” in tre ciotoline. Ho poi mescolato la ricotta con le due uova , ottenendo una bella crema alla quale ho aggiunto le mie tre polpe. Ho assaggiato e ho regolato di sale  
Ho riempito uno stampo in silicone ad hoc e ho cotto , come da disposizioni, i miei budini in forno a bagno maria per circa mezz’ora.
Ho preso altre prugne e le ho tagliate grossolanamente con qualche foglia di menta e con questo composto ho servito i budini.
Curiosa come una volpe ho voluto assaggiare subito questo piatto, inventato per l’occasione  confidando nell’abbinata dolce/salata che mi piace sempre tanto.
Bè, erano mangiabilissimi!!!:-) Marie Antoinette mi aveva , ovviamente, bocciato le prugne! Lei regina pragmatica e “classica”, non ama questi voli pindarici culinari tanto che , ha bellamente scartato la mia decorazione e composta annessa…
A parte la ricetta , in questa serata ci siamo proprio divertire a fare le foto creando set personalissimi , criticando sempre l’ideee dell’altra…  lei più dissacrante e volutamente lontana dalle mie idee modello "DonnaHay"...
Ho scelto alla fine una foto molto molto classica per i miei budini, ma vi regalo anche queste , scattate dalla petite reine un po’ “innovative” e poco “food stylist” J


 
“mamma ma pubblica una foto diversa dal solito!!!! Le fai tutte uguali!!!!”
E mentre io mi cimentavo tra macchina fotografica e …cellulare, click, ecco il suo scatto J


 
“ma noooo, non devi fotografare me!!!!” ho detto
E lei ridendo continuava a bersagliarmi di foto ! inutile dirvi che non amo essere fotografata ma mi sono divertita un sacco nel fare foto, improbabili ( e impresentabili)  per il blog,  ma che sono rimaste nel mio archivio a memoria di una serata carina e simpatica.

Quindi ecco l’ennesima magia dell’Emmeti : una scusa per condividere momenti di vita con chi si ama  e se poi si tratta pure di una blasonata come solo Marie Antoinette sa essere, la magia diventa ancora più….magica! J

banner gara


venerdì 18 maggio 2012

UNA TORTA DEDICATA AL MIO AMICO ERNST KNAM...:-)



Ebbene si, scusate se sono amica di Ernst Knam…
Da poco bazzico su FB dove riesco (a fatica) a gestire qualche contatto in più perché lì con un “mi piace” fai capire che ci sei, sei sul pezzo e ,visto il periodo frenetico,  mi consente di dare segnali  di vita a chi voglio bene con un …click!
Fagocitata da un mondo  che poco mi appartiene ogni nanosecondo che passa è vitale soprattutto se riguarda argomenti che mi piacciono, ed ecco che FB, twitter, pinterest, arrivano in aiuto…
Tornando a Ernst… come spesso succede sul social network più famoso al mondo mi esce un giorno  la “proposta” : potresti conoscere Ernst Knam chiedi l’amicizia ...
Chi io???? Penso
Poi, in un lampo lampante, vado sul suo profilo e ritrovo tanti nomi amici e altri  più o meno conosciuti , con tanto di commenti , foto, ricette e mi dico : why not? Io che sono così restìa a concedere amicizie, a condividere pubblicamente, io che sono così “orsa” e non amo apparire eccomi cliccare ed inviare la mia richiesta di amicizia a ‘sto uomo che, oltre ad essere pasticcere ( e quindi per me parte già con mille punti di bonus) non è nemmeno malaccio…

Il giorno dopo , come sempre, vado in ufficio .Quando proprio non ce la faccio a reggere più l’ambiente&lagente,   mi “assento” con il mio mega (o forse dovrei dire “mela”)  cellulare ;-) e vado a leggere le notizie delle mie amiche su FB ed ecco che leggo: Ernst Knam ha accettato la tua amicizia, scrivi sulla sua bacheca.
Cosa??? Ha accettato proprio la mia, dico, la mia amicizia!!! Che carinoooooooooooo!!!
Pensa la donna stordita (cioè io) fermamente convinta che lui, proprio lui, digiti e invi nell’etere le richieste di amicizia, sicuramente filtrate dopo attento studio (di che cosa poi???) e giunga a volere me nella sua “cumpa” di FB!!!!
Lo so sono stupida ma io voglio continuare a pensarla così, tanto non faccio male a nessuno…guardo sul mio diario feisbucchiano la sua foto(appppperò)che indica che tra le mie ultime attività J c’è l’essere in una certa confidenza con lui.
E son soddisfazioni!!!!!

Detto ciò , è ovvio, anzi, è ovvissimo, che sono andata subito a ripescare alcuni suoi  libretti che avevo  acquistato e in onore di questa nostra amicizia così manifesta e pubblica , avevo programmato una serie di ricette in suo onore…
Ma il tempo è tiranno e la vita ci gioca sempre brutti scherzi e …vabbè, morale …non ho studiato! Non sono preparata…non ce l’ho fatta a fare proprio una sua ricetta ma ho fatto un dolce e , giuro, l’ho pensato intensamente, ma così intensamente che alla fine mi sono convinta che questa è la ricetta che lui avrebbe voluto fare o che avrà sicuramente fatto senza pubblicizzarla troppo perché fa parte di quelle piccole , semplici chicche che regala solo a pochi intimi J….



Ecco quindi la mia  torta cubettosamente alle mele, dedicata a lui, il mio amico Ernst Knam :

Ingredienti
Mele (quante?dipende da quanto farete grande la torta…)
Zucchero rapadura
Marmellata
poco burro per cuocere le mele
Pasta brisè secondo la propria ricetta . la mia (per una torta di circa 24 cm di diametro):
200 gr farina
100 gr burro
50 ml acqua fredda da frigo
a volte aggiungo un po’ di zucchero

ecco come faccio la mia pasta brisè super velox : metto in una ciotola il burro e la farina ( a volte aggiungo lo zucchero ma questa volta non l’ho messo) e con le mani mescolo il tutto con le mani, fino a creare un composto sbricioloso. A questo punto verso l’acqua fredda da frigo e mescolo al fine di ottenere un  impasto bello morbido ed elastico che stendo subito nella teglia unta di burro e metto in frigo per almeno 1 oretta.
Nel frattempo ho tagliato  le mele a cubetti e le ho fatte cuocere leggermente in una pentolina con burro e qualche cucchiaio di zucchero rapadura, che  è uno zucchero che si trova comunemente nei supermercati ed ha un sapore di caramello che lo rende particolarmente profumato .Una volta raffreddate le mele ho aggiunto un cucchiaio di marmellata (avevo aperto :pesche e fichi: un'abbinata blasonata del Moreno )
Ho quindi preso la mia base di pasta brisè dal frigo e ci ho messo le mele.
In forno a 180° per circa mezz’ora.
Di solito mi piace spolverare di zucchero a velo le mie torte di mele, in prims  perché adoro usare lo spargizucchero J e poi perché quel tocco di bianco dona eleganza ,ma in questo caso ho preferito lasciare la mia tortina al naturale, priva di orpelli;  dopotutto è pur sempre una torta che ho dedicato ad un uomo!!! ;-)


un pò sciura...

lunedì 14 maggio 2012

DI LIBRI...


 foto presa da qui


È un po’ di tempo che non parlo di libri. Rispetto a tempo fa  leggo di meno …purtroppo.
Ma quando magicamente riesco a trovare tempo per me, un  angolo di pace  nascosto al mondo dove  perdermi tra le mie passioni, ecco che la lettura diventa frenetica e mi beo nell’essere attorniata dai libri e nel leggere pagine e pagine e pagine…
Complice una settimana di doverosa pausa per rigenerarmi un poco, ecco i titoli dei libri che ho letto.

Gli occhi gialli dei coccodrilli : da tempo avevo preso questo libro che giaceva in libreria dimenticato…

Hunger games - : perché bisogna stare al passo con i tempi  con i prodotti mediatici “di moda”

Bel ami : ad un classico non si dice mai di no

Non avevo capito niente – diego de silva : non so perché J ma questo titolo mi aveva ispirato….

Un discreto numero di pagine lo ammetto ma sono scivolati lisci come l’olio…

 

BEL AMI : che dire di questo capolavoro di sentimenti, opportunismi,  quanto mai attuale? Scrittura elegante e raffinata degli scrittori d'altri tempi, "bel ami" rappresenta , tramite georges duroy, l'ambizione sfrenata, l'arrivismo senza scrupoli che alla fine risulta la strategia vincente per riuscire nella vita...
il personaggio che ho preferito? madeleine forestier, donna intelligente , affascinante e astuta con discrezione, assolutamente moderna e fuori dagli schemi.
Di questo romanzo è appena uscita la versione cinematografica che vorrò prima o poi vedere. L’attore scelto come protagonista (il famoso vampiro della saga ) non mi sembra adatto al ruolo…avrei visto meglio , per esempio, un jude low .
Il ruolo invece  della “mia” Madeleine ce l’ha Uma Thurman : perfetta!




HUNGER GAMES: potevo non portarmi in vacanza un libro/film? E con questo intendo quei libri, senza pretese letterarie, che ti regalano il piacere dello svago puro,  equivalente al guardarsi un bel film d’azione .Amo i racconti ambientati in mondi futuri, in realtà assurde ma forse non così impossibili Senza infamia nè lode ma ammetto   coinvolgente e appassionante : un reality show  :gli "hunger games" : con una selezione particolare :i "predestinati" hanno solo una regola : sopravvivere. Solo uno sarà il vincitore ,quello che rimarrà in vita. Lo trovo perfettamente adatto ad una versione cinematografica (come in effetti è stato) . ricco di immagini scenografiche, personaggi originali e ben connotati , lotte senza regole, il tutto condito con un pò di sentimentalismo che fa di questo libro un cocktail perfetto per un pubblico che ama i video games e i film d'azione con la morale di sempre : i buoni vincono. Sempre.
L’idea non è male e soprattutto è molto al passo con i tempi che vede i reality come fortunata forma di intrattenimento(???)…dopotutto il passato insegna : gladiatori e fiere fameliche riempivano il colosseo!!!
“panem et circenses” era  quello che ci voleva ai tempi dei romani ,   per un popolo che doveva dimenticare (e forse non sapere) i problemi politici ,sociali e laide faide degli imperatori dell’epoca. Che anche  oggi sia tristemente  così ???
Scusate la divagazione…tornando al libro , sappiate che fa parte di una trilogia e quindi la fine è…sospesa!!! L



NON AVEVO CAPITO NIENTE :ma quanto è bravo Diego De Silva? ma quanto è simpatico e, soprattutto, quanto scrive bene?ironico, pungente, sarcastico, intelligente. il protagonista del suo romanzo si chiama vincenzo malinconico, un avvocato fallito, separato da poco con due figli che si trova inaspettatamente a difendere un piccolo boss mafioso . questo fatto gli offre l'occasione di credere più in se stesso e aumentare un poco la sua autostima (oltre a far colpo su una collega molto carina e giudicata irraggiungibile) e mentre la trama scorre ,vincenzo filosofeggia sulla vita, la musica, il cibo, le persone,i figli, ...
tra le sue "elucubrazioni filosofiche" questa perla  : "mi debilitano i faccia a faccia con me stesso. specie quando ha ragione quell'altro" , anche a me capita sempre di giungere alla stessa conclusione !! J
da leggere .




Gli occhi gialli dei coccodrilli – se avessi dovuto acquistare questo libro per il titolo e per la copertina (orrenda) non l’avrei mai letto. Prova ne è che pur consigliato da un’amica fidata , giaceva da tempo nella mia libreria. Non mi ispirava.
Poi , come mi capita spesso, mi è venuta una voglia irrefrenabile di leggerlo . Niente di che, per carità e forse un carosello di troppi personaggi che all’inizio rischiano di confondere ma poi tutto diventa scorrevole. I protagonisti impari a conoscerli e a trattarli come conoscenti e diventi curioso di sapere come vanno a finire le loro vicende. Sono talmente “entrata” nel libro che mi sento quasi una vicina di casa di Josephine e ho bisogno di sapere gli sviluppi del tutto…inutile dire che ho già acquistato il secondo volume della trilogia. Per il terzo,  aspetto l’edizione economica non ancora in commercio , bello si ma non da “investire” per  la prima edizione!!! J

 

Aggiungo anche un titolo di un libro abbandonato : L'ULTIMA RIGA DELLE FAVOLE di Massimo Gramellini - ma cosa mi ha combinato il mio massimo gramellini??? quello che mi fa sorridere (a denti stretti) tutti i giorni con i suoi pungenti editoriali? questo libro per me è un inno alle banalità, una favola new age, una "profezia di celestino" del secondo millennio...non ce l'ho fatta a leggerlo tutto. Frasi fatte,luoghi comuni,  considerazioni scontate...proprio non mi è piaciuto e mi ha delusa !

Per ora è tutto...ed ecco il set di polyvore ...mix ideale di comodità , relax e, ovviamente libri...



di libri...

giovedì 10 maggio 2012

INVIDIA :-) IN INSALATA ..."STRANA"


Voglia di estate, di piatti freschi e colorati senza essere chiassosi .
Fino a che il tempo tiene (pare in arrivo ancora freddo e tempo così cosà) ecco una bella idea per un’insalata particolare che a me piace tanto.
La preparo da anni , da quando la mia amica rita me l’aveva “raccontata” e da allora è diventata la mia insalata “strana” J
Ingredienti:
indivia belga
noci
uvetta passa ammollata nell’acqua
sale
pepe (se vi va)
olio extra vergine di oliva 
preparare le insalate è la cosa più semplice del mondo e le quantità dei singoli ingredienti è a discrezione e secondo i proprio gusti.
Io amo tantissimo il binomio dolce/salato e quindi abbondo di uvetta che ben contrasta l’amaro dell’indivia e il condimento salato.
Noci: anche qui mi piace abbondare perché quel senso croccantino che ti capita in bocca arricchisce ancor di più il sapore.
L’indivia va tagliata a striscioline fini per rendere il piatto …chic! J
È un’insalata che non teme il tempo e con questo intendo che , se anche la preparate e condite un po’ prima , diventa ancor più buona perché gli ingredienti , nel frattempo, fanno amicizia e si amalgamano ancor meglio!
La foto è stata  fatta usando un banale tagliere di legno chiaro ma ho da tempo una sana invidia  causata  dalle  bellissime tavole dipinte di bianco decapato, azzurro polvere, rosa cipria che vedo tra i blog…figli di uno stylist sempre più accurato e glam!
Mi sono già “schedulata” in agenda un giretto al bricocenter per farmi tagliare  rettangoli di assi (plurale!!! Non uno solo!!!esagerata!!!)  di legnaccio e ho già preso nota delle nuances di colore che vorrei prendere per dipingerle.
Oltre a questo senso di inadeguatezza per il mio  style life ci aggiungo anche quello per la tipologia di “ricette” che posto…Mi prende  la vergogna per quello che propongo  davanti ai piatti che vedo nei blog per nulla inferiori alle opere dei grandi chefs !!! ma come si fa a cucinare tutti i giorni , o quasi, prelibatezze del genere ??? come fate??? Qual è il segreto???
Io da tempo completamente assorbita dal mio schifo di lavoro (che mi prosciuga ogni energia vitale senza la minima soddisfazione…ovvio, ma che ve lo sto a dire????) faccio fatica a cucinare anche una semplice pasta in bianco!!!

Quindi mi piacerebbe sapere quando andate a fare la spesa , come fate a calcolare perfettamente ingredienti , quantità, programmazione piatti e soprattutto quando cucinate , quando preparate croissants che devono lievitare 14 ore, quando preparate la sfoglia che va tirata a dovere, quando mi cucinate pesci, carni, verdure  protagonisti di ricette blasonate e  impegnative, quando preparate ravioli, pasta fatta in casa , quando mi fate  i capolavori in pasta di zucchero che mi incanto a vedere ??
È la mia invidia che parla : quando?????????:-)
Io che se compilo liste per la spesa dimentico sempre qualcosa e spesso proprio l’ingrediente principale del piatto che volevo fare!!! Per non parlare della “programmazione” dei miei piatti…
“stasera, cascasse il mondo, cucino ! arrivo a casa, doccetta , non guardo in faccia a nessuno e mi chiudo in cucina (nemmeno il gatto voglio!) e …creo!”
Immediatamente arriva la telefonata o la mail.
“stasera ci sono i ragazzi a cena  e , dato che dopo c’è la partita magari viene anche qualche loro amico, va bene???”
E subito dopo, ecco l’sms:
“mamy stasera ci sono a cena! Dopo viene anche l’arianna così ce la contiamo un po’ su tranquille”
Serie di faccine con sorrisi e cuoricini …che mi fanno sciogliere!!!
Quindi la mia serata pseudo solitaria (perché solitaria davvero non lo è mai) , diventa una serata con minimo 5 persone a cena, 1 cane e 1 gatto (che ogni tanto litigano )
La cena diventa una cena per gggggiovani J quindi : patatine, pasta con sughi easy, spiedini, bistecche impanate …
La cena 90 volte su 100 non la preparo io , a me tocca il riassetto post cena…
E la poesia , l’ispirazione da chef  svanisce, si volatilizza e io mi ritrovo, dopo aver sistemato tutto , ad accendere il mio computer o ad usare il mio blasonato ipad J e a guardare con invidia benevola i vostri blog perfetti, ricchi , interessanti, fashion….e allora vado in cucina e, disperata,  mi mangio…una fiesta!!!
E non va bene…………..
J
verde invidia

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