giovedì 22 dicembre 2011

MI PIACE SEMPRE ATTACCAR BOTTONE CON VOI :-) E... TANTI TANTI AUGURI...



Non so se il modo di dire "attaccare bottone" valga per tutta Italia... Dalle mie parti significa chiacchierare ma  con una "leggera" connotazione  da pesante logorrea :-) ma , ribadisco, qui nel blog,  mi piace un sacco attacar bottone con tutte voi tra post, commenti, botte e risposte in un turbinìo di parole, impressioni, battute...
 Ancora biscotti ma  a forma di bottone :-) per farvi gli auguri e per offrirveli (virtualmente,purtroppo) come petit cadeau.
Questa volta un’altra ricetta “rubata” ma non da un libro ma dal web .
Una ricetta sicura (riportata pari pari) che vi consiglio : il profumo che si espande in casa è favoloso perché mischiato al burro ci sono anche le clementine che fanno tantissimo Natale!

Ingredienti:
200 g di farina db 00
100 g di burro freddo di frigo
80 g di zucchero a velo setacciato
2 tuorli
la scorza grattugiata di 2 clementine non trattate
2 cm di zenzero fresco grattugiato (ehm…non ce l’avevo…e non l’ho messo, ovvio!)
1 pizzico di sale

Con la planetaria, (utilizzate il gancio a k) e a bassa velocità, lavorate lo zucchero a velo insieme al burro a pezzetti.Unite i tuorli, uno alla volta, quando si saranno incorporati aggiungete la farina setacciata, la scorza grattugiata delle clementine e lo zenzero ed un pizzico di sale. Impastate fino a quando gli ingredienti saranno amalgamati ed otterrete una pasta lavorabile. Prelevatela dalla ciotola, formate la classica forma a palla e avvolgetela nella pellicola alimentare. Lasciate riposare in frigorifero per almeno 2 ore. (io l'ho lasciata riposare una notte)
Trascorso questo tempo scaldate il forno a 180° e stendete la pasta su di una spianatoia infarinata portando la sfoglia ad uno spessore di circa 4 mm. Servendovi dell’apposito stampo a timbro ritagliate tante sagome dalla pasta frolla fino ad esaurimento di tutta la pasta. Disponete le sagome su di una teglia rivestita di carta da forno distanziandole di circa 2-3 cm in modo da non farle attaccare e trasferitele in frigo per circa 10 minuti. Cuocete una teglia alla volta dapprima a 200°C per i primi 6 minuti poi proseguite la cottura per altri 10 minuti a 180°C o fino a quando vedrete una leggera doratura superficiale (controllateli anche sotto, non dovranno scurire).

Quindi passo agli auguri ufficiali :-) auguri che faccio di cuore a tutte voi con le quali ho scoperto un mondo!
:-)
Sono nate amicizie sincere e profonde che ho colto come un grande dono e che mi rendono felice!
Anzi, a volte , me la tiro un po’ quando ricevo commenti da chi stimo e ritengo super toste della blogosfera! Mi dico : ma davvero scrivono proprio a me , mi commentano proprio loro??? Ma davvero ci siamo viste, frequentate, telefonate, mail-ate?davvero mi hanno invitata ad incontri carini tra blogger? Ma davvero chi riceve centinaia di commenti viene a fare un giretto a...le chat egoiste???:-)

A voi  e alle mie amiche del cuore "storiche" ,che mi leggono e seguono con affetto, regalo parole rubate ad un editoriale di Massimo Granellini che giro come augurio per questo nuovo anno alle porte ,del quale si ha un po’ “paura” , per il clima greve nel quale siamo immersi…e che nessuno , ma proprio nessuno, si stanca di farcelo notare...
Ma noi donne toste non disperiamo, abbiamo sempre mille risorse inaspettate per combattere e stupire tutti, in primis proprio noi stesse! .-)))

si possono fare cose sfiziose a chilometro zero. Per esempio afferrare il tempo, governarne la fluidità e plasmarla ai nostri scopi. Smettere di lamentarsi, di fare le vittime, di aspettarsi dagli altri la soluzione dei nostri problemi. Diventare adulti. Profondi ma leggeri. Voler bene alle persone a cui si è scelto di voler bene. Leggere Charles Dickens o chi volete voi, purché oltre alla tecnica abbia un’anima, oltre al cinismo un sogno. E per quanto riguarda le profezie dei Maya, scoprire che il 21 dicembre 2012 non finirà un bel niente, semmai comincerà qualcosa. Qualcosa che sarebbe meglio far cominciare già adesso, anche dentro di noi.”


Auguri di Buon Natale e Sereno Nuovo Anno



foto presa dal web

domenica 18 dicembre 2011

PRODUZIONE NATALIZIA DI BISCOTTI HOMEMADE...QUASI :-) UN FLOP...


Nel pieno delirio dei regali di Natale che per me significa…home made!
Ed eccomi qui ad impastare e infornare biscotti dolci e salati.
Mi piace perdermi in questo lavoro frenetico scandito da tempi di lievitazione, di cottura, di riposo in frigo . Tempi che si incastrano uno nell’altro , ottimizzando l’utilizzo del forno, del mio mitico KA, di teglie e di stampi.
Io che mi muovo leggiadra (si fa per dire) tra tutto questo : dò un’occhiata alla ricetta, peso gli ingredienti, controllo la cottura nel forno e…mi accorgo che le favolose palline di farina di riso e pistacchi che avevo amorevolmente impastato e decorato ,  si sono unite tutte formando un unico ammasso !!! Ma come??? Nella ricetta, tratta da un libro conosciutissimo, di una blogger famosissima, non c’era un minimo accenno al fatto che l’impasto avrebbe potuto “lasciarsi andare “ e non un consiglio per mettere questo impasto, per esempio, in stampini da cioccolatini per mantenere la forma e soprattutto per evitare questa terribile …sorpresa!
Ho fatto comunque concludere la cottura e , dopo aver lasciato raffreddare il tutto, ho separato (per quanto fosse possibile) i “biscotti” …il gusto non male,  ma come presentarli???
Alle amiche del cuore , visto l’affetto che ci lega, ho confessato il fattaccio e ho osato presentarli lo stesso : siamo in piena crisi economica quindi non si butta via nulla, anche se indubbiamente, l’immagine dei miei doni è stata compromessa e, chi mi conosce, sa che questo è abbastanza uno smacco per la sottoscritta  J
Mi è sorto spontaneo il dubbio  : che forse non tutte le ricette riportate nei libri, riviste ,ecc…vengono effettivamente realizzate ? E mi è sorta spontanea la certezza che spesso le spiegazioni delle ricette siano molto, ma molto vaghe…anche da fonti insospettabili.
Non voglio fare la polemica perché siamo a Natale ma ammetto che la voglia di esternare qualche serena rimostranza ce l’avrei….anyway…
Per  la mia giornata biscottifera avevo scelto ben tre ricette da questo libro è la media di riuscita è stata di una su tre…
I biscotti erano:

biscotti di farina di riso ai pistacchi (di cui sopra…sigh! L )

sablés au fleur de sel (L)

girelle con tapenade, limone e parmiggiano  (ma si dai…)

E’ vero ho sbagliato. Possiedo libri con ricette di biscotti favolosi, uno su tutti “biscuits, sabés, cookies” della Martha (Stewart) , non solo, appena riesco acquisto la rivista “Elle a table” e io dove vado a prendere la ricetta per i sablés au fleur de sel????
Il risultato , che dalla foto non traspare , è un biscotto davvero molto secco, troppo…almeno per come intendo io la consistenza dei sablé!
Per i biscotti meglio riusciti una foto frettolosa , visto che li ho serviti quasi appena sfornati e ne ho tenuti  da parte  proprio quattro .


Quindi l’unica ricetta che riporto è proprio questa:
150 gr di farina
90 gr di burro
50 gr di parmigiano
Buccia grattugiata di un  limone (ne ho messa mezza: è più che sufficiente, per me)
Tapenade : che io ho fatto frullando 100 gr di olive nere denocciolate, un po’ di pasta d’acciughe, un cucchiaino di capperi sotto sale sciacquati e strizzati, olio.
Mescolare la farina con il parmigiano, la buccia di limone e un pizzico di sale. Aggiungere il burro a pezzetti e mescolare con mani fino ad ottenere un composto “bricioloso” al quale aggiungerete 2 o 3 cucchiai di acqua (io vi direi : fredda da frigo) per ottenere un impasto morbido che stenderete con il mattarello su un piano infarinato, formando un rettangolo di uno spessore di circa mezzo centimetro  (io l’ho fatto un po’ più sottile).
Quindi spalmate sopra la tapenade e arrotolate  formando un rotolo (ovvio! J ). Prendete un foglio di pellicola e avvolgetelo  e  mettete a riposare in frigo per circa un’ora (la ricetta dice due ore)
Trascorso il tempo di riposo in frigo , tagliate a rondelle che metterete su una placca con carta forno e cuocerete in forno a 180° per circa 20/25 minuti.
Confermo che usciranno circa 20 biscotti.
A parte questa “piccola” defaillance , la produzione di biscotti natalizi proseguirà nei prossimi giorni probabilmente anche  di…notte, visti i miei  impegni!!!
Ma anche così è bello ed ha comunque il suo perchè…: mi fa sentire un po’ folletto di Babbo Natale, instancabile e al lavoro senza sosta tutto il giorno e tutta la notte, con Eu (il mio gatto) che mi assiste (ma ogni tanto si lascia andare e si addormenta sulla sedia…) felice per poter mangiare qualche briciola caduta (è golosissimo di dolci) e contento di giocare con nastri, file di perline, carta velina con i quali impacchetto i biscotti .
Le prossime saranno le mie ricette “storiche” per Natale : pan di spezie in primis e poi toccherà ai patés e alle mousses…in attesa di farvi gli auguri “ufficiali” per le feste ! Alla prox…J

domenica 11 dicembre 2011

IL MIO PRIMO BISCUIT, QUALCHE PENSIERO PRE NATALIZIO E...VORREI ESSERE COME NIGELLA...



Ecco iniziate le giornate frenetiche prima di Natale. Ogni anno mi riprometto di impegnarmi prima per i regali, di rifiutare troppi inviti per cene e aperitivi e brindisi, di vivere in modo più distaccato lo tsunami delle feste.
Ma invece no, non ci riesco . i regali che ho iniziato a prendere li ho presi per priorità…o meglio, sono partita da quelli più facili : zii e parents. Per tutti , da anni, un pensiero gastronomico che dalle mie parti si traduce con un bel sacchetto da 5 kg di ottimo riso  J e un libro : alla mamy la Parodi (chiedo venia ma è proprio il libro per lei!!!) , al papy un libro fotografico sulla nostra città, di cartoline d’epoca.
Poi c’è il regalo per Marie Antoinette : impresa difficile , potete immaginare! Ma quest’anno c’è stata una sua richiesta specifica che ho subito colto e quindi non rimane che completare il tutto con un pensierino balsonè per far sì che la mia petite reine,  abbia una piccola sopresa…
Inutile dirvi che stilo, quotidianamente, liste di regali che sono in costante “workinprogress” J è tutto un fare e disfare senza arrivare a nulla…per ora! So già , quasi con certezza matematica, che al 24 dicembre correrò come una pazza per trovare i regali mancanti, prenderò cose che non mi  piacciono e che pagherò carissime. In più quest’anno Natale si farà da me e quindi vuol dire che non mi toccherà fare solo la mousse di prosciutto e il patè di fegatini, della serie “poca spesa tanta resa”J, no, quest’anno sarà a mia cura allestimento e pranzo .
Devo confessare che adoro occuparmi di queste cose il problema è il solito tempo! Il dono dell’ubiquità sarebbe un plus che apprezzerei ma temo di dover trovare alternative per gestire il tutto…
Il nostro pranzo di Natale è dai tempi antichi sempre lo stesso, un po’ stile anni ’70, rimodernato da qualche ricetta proposta per lo più dalla sottoscritta , ma in sostanza le portate e i piatti sono sempre quelli.
Io lo amo da sempre questo pranzo . la mia famiglia tutta riunita intorno a piatti noti, distribuiti sempre nello stesso ordine , facendo sempre gli stessi commenti, mi fa impazzire J . Potrei sovrapporre le parole e le immagini dei miei Natali e credo che le differenze sarebbero minime a me tutta questa ripetitività piace.
Ma quest’anno , per rimanere in linea con questo mio 2011 ricco di cambiamenti epocali, cambierà anche il nostro pranzo di Natale!
Cambieranno i piatti, cambieranno le portate, cambieranno i “fornitori”…insomma come ogni nuova gestione che si rispetti , proporrò piccole news alla mia famiglia super tradizionale .
Ho detto “piccole” news perché anche per me, guai a toccare il classico pranzo natalizio!
Non potrano mancare : l’insalata russa (very anni ’70) , le uova alla mimosa (anche queste molto “cucina italiana 1970”), il mio pane alle noci  fatto in casa (novità introdotta da una decina d’anni…) e per fortuna mancherà il panettone preso da mio papà…
L’uomo, che adoro, anzi di più, dopo un passato da vero intenditore di pasticcerie &affini (era anche il suo lavoro)  durante il quale acquistava solo prodotti super speciali e raffinatissimi, mi è scivolato nel delirio dei panettoni da iperstore , della serie “più farciti e strani sono, meglio è” L
Abbiamo tra i ricordi alcuni Natali festeggiati brindando davanti a d un non ben identificato panettone (???) a forma di magnum di cioccolato ripieno di creme alla fragola…Per me, uno shock ! Io sono per il classico panettone , il più standard possibile , per il quale, potrei vagare tra mille pasticcerie fino  a trovare quello  giusto!!!
E proprio in tema di dolce eccomi, in questi giorni,  sfogliare alcune riviste per farmi venire qualche idea carina …”Elle à table” mi propone una serie di bisquit ,uno meglio dell’altro,  e quindi in questa domenica tranquilla mi metto all’opera .
Non sarà il dolce che proporrò a Natale ,perché ci dovrà essere IL panettone J , ma oggi è il bisquit che voglio fare , anche perché non l’ho mai fatto!
Ingredienti:
3 uova
100 gr farina 00
20 gr cacao in polvere
120 gr zucchero
Ripieno:
Marmellata di arance
Copertura:
Cioccolato fondente
panna
Separare i tuorli dagli albumi e montarli con lo zucchero. Mescolar il cacao con la farina e aggiungerla alle uova. Poi montare i bianchi a neve ferma e incorporarli nell’impasto.
Prendere una teglia rettangolare (la mia 35x25 ca), foderarla con carta forno e stendere il composto livellandolo bene.
Forno a 200° per 10 minuti.
Dopodiché lo sfornate e lo mettete su un altro foglio di carta forno, staccando l’altro . arrotolate subito il bisquit da caldo con la carta forno e poi lo arrotolate ancora con uno strofinaccio umido, ben stretto fino a quando non è freddo.
A quel punto, lo srotolate e lo farcite. io ho usato la marmellata di arancia . lo riavvolgete e lo coprite con la ganache al cioccolato che ho fatto , ehm a occhio, mettendo a fondere a bagnomaria circa 100 gr di cioccolato . ho fatto raffreddare e ho aggiunto un tot di panna fino ad ottenere una crema morbida e spalmabile con la quale ho coperto il mio bisquit…
Non l’ho ancora assaggiato,a parte  “pulire” i cucchiai e le spatole dalla ganache e mangiucchiare i pezzi di biscquit che ho tagliato per pareggiare il rotolo…
In questo momento confesso il desiderio di voler essere come la  Nigella che si cucina un dolce a tarda sera , se lo porta a letto e se lo mangia di gusto , soddisfatta e serena : un dolce preludio per una notte costellata di sogni.
Appena finirò di scrivere farò proprio  come lei sperando di :non rovesciare il dolce sulle lenzuola, digerirlo senza problemi  e ,soprattutto ,non avere una notte costellata da…incubi anziché da sogni !!




lunedì 5 dicembre 2011

ROSE E VIOLE A DICEMBRE...


La colpa è sua solo sua. Di quel meraviglioso attrezzino che mi pela il limone in un attimo regalandomi ciuffi eterei di buccia gialla.
Era nella mia wish list da anni ma, si sa, la vita è fatta di priorità L e il mio grattugino veniva sempre scalato da oggetti più “urgenti”…
Mandavo messaggi nell’etere che ,però, non venivano mai colti fino a quando , durante una delle mie elucubrazioni culinarie con  il mio amico Carlo Maria  è uscito fuori questo argomento:bucce di limone e arance…
Lui ,sensibile quanto me a ingredienti e oggettini da maniaci culinari ( e non son cose brutte… J ),  ha colto subito e mi ha regalato questo oggetto del desiderio!!!
Molto, molto felice quando l’ho ricevuto ,oltre al dono in sé, per questo feeling speciale che ci unisce e che rende questa amicizia importante.
Da quando posseggo questa magica grattugia mi impegno a cercare ricette che contemplino l’atto del grattugiare le scorze degli agrumi…
Cosa che peraltro mi capita di fare anche in ricette in cui non è richiesto, ma questo si chiama “tocco dello chef” che poi, se vogliamo, è quello che fa la differenza!!! J
Ritornando alle ricette ,  ecco capitarmi tra le mani (ehm sempre dalparrucchiere ) questi:
dolcetti soffici glassati al mandarino o meglio:

Rose soffici alla glassa al mandarino

Ingredienti:
120 gr burro morbido
120 gr zucchero
120 gr di farina 00
2 cucchiaini di lievito (io ho usato la farina autolievitante)
2 uova
Il succo di un mandarino

Glassa:
succo di 3 o 4 mandarini
80 gr zucchero


Montare il burro con lo zucchero quindi aggiungere le 2 uova, il succo del mandarino e la farina con il lievito. Versare il composto negli stampini , io ho usato quelli a forma di rosa, regalo di Marie Antoinette ma la ricetta prevedeva di utilizzare gli stampini in alluminio per babà, quelli piccoli (diam. 4 cm).
Cuocere in forno a 180° per circa venti minuti.
Nel frattempo preparare la glassa cuocendo a fiamma media lo zucchero con il succo dei 4 mandarini fino ad ottenere un composto bello denso.
Sfornati i dolci si mettono su una gratella e si ricoprono con lo sciroppo al mandarino.
Profumati e eleganti ,perfetti per un tè con le amiche ma anche per una colazione ricca e chic.
Il “tocco dello chef” è stato, grattugiare con la mitica grattugia di cui sopra, un po’ di buccia di limone che ho messo nell’impasto…non troppa però altrimenti mi sfalsava il sapore, nascondendo l’aroma del mandarino.
Non ho grattugiato la buccia del mandarino perché avevo quelli con buccia sottilissima e non si prestavano…magari con le clementine si riesce a fare! Ci proverò di sicuro…
Tutte le bucce grattugiabili ora sono allo studio J e diciamo che mi va di lusso visto il periodo natalizio nel quale il sapore agrumato ci sta eccome…di sicuro queste nuvole di bucce finiranno nel mio classico pandispezie, così come pure nel mio classico patè di Natale, creando una sorta di “rivisitazione”  necessaria per rendere più nuove queste mie vecchie ricette e per utilizzare più spesso la mitica grattugia…J
Un Natale che arriva in sordina regalandoci giornate con temperature molto al di sopra della media tanto che nei miei piccoli balconi le viole fioriscono prorompenti.


Mi hanno detto che la viola è un fiore d’inverno, che non teme il gelo ma anzi si fortifica grazie a lui ed è per questo che l’ho scelta aspettando nebbie e temperature glaciali  che tardano ad arrivare . Nel frattempo mi godo questo anomalo  cielo azzurro che sa di primavera e mi godo anche queste rose alla glassa di mandarino dal sapore dicembrino, in attesa di vedere la neve soffice e leggera come …la nuvola di limone della mia mitika grattugia….:-)


giovedì 1 dicembre 2011

SFORMATINI DI ZUCCA E UN "7 LINKS" MANCATO...:-)



La zucca è tra gli “oggetti” che preferisco. Dico “oggetto” perché già prima di assaggiarla , mi piaceva la sua forma, il suo colore, la sua…ambientazione.
Ho imparato a conoscerla meglio, anni e anni fa, quando la mia amica inglese jenny , mi aveva fatto assaggiare una torta ,con la zucca appunto,e da lì è stato amore a prima vista…
Oltre ad essermi regalata ,sempre ai tempi, un favoloso abbonamento alla rivista inglese “waitrose food illustraded”, ad essere rimasta affascinata dalla cucina inglese che credevo, erroneamente, pressoché pessima, ho iniziato a  provare ricette, dolci e salate,  con protagonista …la zucca!
Questo preambolo per dire che più di dieci anni fa , la zucca , non era propriamente “a la page” come ultimamente…e i miei “esperimenti” erano giudicati addirittura “strani” oltre a far sì che i miei piatti venissero assaggiati ( e mangiati) solo…da me e dalla mia amica Jenny! J
Anyway…con il tempo le abitudini alimentari sono cambiate e la zucca è diventata un ingrediente normale per zuppe, tortini, dolci,ecc…
Io ho fatto di tutto con lei : dai dolci (ovvio!) a rotoli salati e saporiti, a pani , a minestre e vellutate …e oltre a gustarla in queste preparazioni me la godo spessissimo preparata in questo modo vergognosamente semplice ma, vi assicuro, buonissimo!
Prendete una bella zucca mantovana, la pulite dai semi, la tagliate a fette senza togliere la buccia le stendete su una teglia coperta con carta forno. Un bel giro d’olio extravergine, del rosmarino (meglio se fresco tagliato a rametti sparso qua e là)
Forno a 180° per circa mezz’ora/45 minuti…quando la zucca è abbrustolita, senza essere bruciata ed è cotta (provate a punzecchiarla con una forchetta: dovrà risultare tenera con la consistenza tipo una patata bollita), la togliete dal forno, mettete sale e una generosa macinata di pepe nero et voilà, pronta per essere gustata!
Io tolgo la buccia che, dopo la cottura in forno, si leva facilmente ma la mia amica inglese la mangiava “con”
…de gustibus…
Io in questo sapore dolce/salato mi perdo e proprio la zucca così preparata è la base per questi mini soufflé alla zucca e parmigiano
Purtroppo per questa ricetta non ho le dosi precise anche se, di solito,  peso sempre tutto…
Sono però sicura che la semplicità estrema di questi soufflé renderà chiunque in grado di prepararli…dosi a prescindere J

Ingredienti: per 6 soufflè
mezza zucca mantovana di dimensioni medie ….ma non so indicarvi il peso
1 uovo intero
1 cucchiaio di farina autolievitante
Una generosissima grattugiata di parmigiano (tanto ma proprio tanto)
Una piccola robiola
Sale
Pepe
 alla zucca precedentemente cotta al forno va tolta la buccia e va resa in purea (a mano o con il robot) dopodiché si aggiungono tutti gli ingredienti fino a formare un composto della consistenza della polenta.
Le dosi in realtà non sono “fisse” e non dico questo per darmi una giustificazione per non aver pesato i miei ingrdienti J , nel senso che la zucca potrebbe essere più o meno umida e richiedere più o meno parmigiano , più o meno farina…quindi è d’obbligo farsi aiutare da un po’ di sano istinto!
Ho riempito uno stampo di silicone per 6 muffins e ho infornato a 180° per circa mezz’ora.
I miei soufflé non sono venuti perfetti…ho messo troppo poca farina e quindi , una volta sfornati, sono risultati mollissimi e si sono quasi rotti mentre li toglievo dallo stampo…
Per ovviare  a ciò, potrebbe servire , utilizzare i pirottini di carta forno da infilare negli stampini prima di mettere il composto di zucca, così , caso mai, risultassero un po’”mollini” sarebbero comunque contenuti dal pirottino senza rompersi , diventando ancora più gradevoli per una presentazione scenica degna di una rivista patinata…
Non è stato il mio caso …anzi l’aria rustica e un po’ “decandente” (nel senso “architettonico” del termine…) si è abbinata perfettamente agli ingredienti di accompagnamento che avevo previsto…
I salumi , very country :-),  non sembra si siano offesi per l’aspetto “grunge” dei miei soufflè alla zucca , anzi, hanno contribuito con “professionalità” a  questo insieme di sapori perfetto!

7LINKS:
n.b.:volevo scusarmi con chi mi ha gentilmente coinvolto nel simpatico gioco dei 7 links…ma non ci riesco !!! innanzi tutto perché ,pensandoci bene , non ho un post “controverso” , non ho un post che ha avuto un “successo” particolare ,e non so nemmeno dire quale avrebbe dovuto averlo , e non saprei nemmeno dire quale sia il più bello…
Diciamo che ,in effetti, ho scoperto di avere un blog …anomalo con post che non hanno una connotazione particolare  (ehm...o forse l'anomala sono io) J
Il mio blog è volutamente “in sordina” sapendo di non poter offrire quello che i vostri  blog offrono…quindi vi ringrazio per aver passato anche a me il testimone dei 7 links, mi sento “importante” per questo, ma non me ne vogliate se ...passo! J


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