Come dico sempre, non posso fare a meno di partecipare all’emmetì
perché per me significa mettermi alla prova ogni volta. Mai avrei provato alcune ricette senza lo stimolo di questa “gara” sui generis che ha per me l’unico scopo di “lottare” contro me stessa per riuscire ad affermare, quando riesco, la mia scarsa autostima.
perché per me significa mettermi alla prova ogni volta. Mai avrei provato alcune ricette senza lo stimolo di questa “gara” sui generis che ha per me l’unico scopo di “lottare” contro me stessa per riuscire ad affermare, quando riesco, la mia scarsa autostima.
Questa volta un grazie gigante e speciale va alla Stefania, vincitrice dell’ultimo emmetì nonché “ideatrice” dei profiteroles della sfida.
Grazie per la sua dettagliata, professionale, generosa ricetta con la quale sono riuscita a fare dei bignè di nome e di fatto! Mi ha regalato la stupenda sensazione che tutti noi proviamo quando riesce un piatto nuovo o che giudichiamo difficile e infattibile . Quando ho infornato i bignè temevo il flop, me lo aspettavo. Ma quando ho visto che invece i miei mucchietti di impasto si stavano gonfiando assumendo quel colore dorato da veri bignè, stentavo a crederci!!! Quindi questa magia la devo a lei !
Per la ricetta vi rimando al suo precisissimo post (che ho seguito come un vangelo) e riporto le varianti della mia ricetta :
Salsa al cioccolato fondente per il ripieno :
100 gr cioccolato fondente 70%
0,3 dl di panna
1 noce di burro
Tanto semplice quanto buona e perfetta per questo ripieno che doveva mitigare la colata dolcissima di crema al latte. Tagliare a pezzi i cioccolato e farlo fondere a bagnomaria con la panna e il burro. Quando gli ingredienti sono ben amalgamati la crema è pronta.
Crema di latte per la glassatura:
100 gr cioccolato bianco
1 goccio di latte
Stesso semplice procedimento per la crema al latte che altro non è che cioccolato bianco fuso sempre a bagnomaria con l’aggiunta di solo un pluc (goccio) di latte e nulla più.
La crema risulta densa, una sorta di latte condensato (ed è proprio questo il suo sapore) e non deve ricoprire tutti i bignè. L’ho lasciata voluttuosamente colare e andare dove voleva, anche perché era difficile ammansirla e obbligarla a percorsi definiti.Il tocco trendy (con un colore che , ultimamente, è tra i miei preferiti ) è un verde pistacchio ,tritato grossolanamente che ha “arredato” i miei profiteroles.
Ambientazione decò , ricercata e voluta per sfruttare la luce nostalgica del tardo pomeriggio d’autunno.
Un oggetto di famiglia per presentare questo dolce , per dare quella giusta poesia che hanno “le cose” con una storia e questi profiteroles entreranno sicuro nella storia della mia umile cucina nella quale mi sono sentita un pò pasticcera per questo successo inaspettato che mi ha premiato (emmetì a prescindere :-) ) con il bignè che più bignè non si può !!!








