martedì 28 giugno 2011

KAKI-AGE ...MEDITATIVO

kaki3

kaki



Davvero difficile questo MT di giugno, per me. Una sfida in tutti i sensi …il fritto! Nonostante io faccia parte di una famiglia di friggitrici perfette : mia nonna Angela friggeva di tutto in modo perfetto, croccante e asciutto e come lei le sue 3 figlie : la mia mamy, la mitica zia Leru e la zia Rita ( creativa e vagamente “out of zucca” della famiglia)
Io ho il terrore dell’olio bollente sicuramente perché in una delle mie tante vite precedenti (eh…si) sono stata una strega, non una strega vera !!! semplicemente  avrò avuto qualche gatto  e di sicuro avrò cucinato per qualche MT del tempo…per questo forse sarò stata buttata nell’olio bollente…chissà…
Immagine cruenta ma, c’est la vie di noi che abbiamo un passato “storico”…
Anyway…
Sta di fatto che adesso mi devo cimentare in questo kaki-age , dove l’olio bollente è indispensabile .
A parte qualche esperimenti riuscito , in cui ciò che friggevo diventava davvero dorato e croccante il resto è “abbastanza sempre” un …flop.
Armata di tutta la cultura e la filosofia zen che mi ha accompagnata per diversi anni mi butto in questa impresa.
La ricetta è quella paro paro di Acquaviva, anzi mi vergogno un po’ a dire così…nel senso che ho deciso di non inventare nulla di strano perché era già un’impresa così….
Per le dosi della pastella vi rimando alla sua precisa ricetta.

I “miei” ingredienti sono stati:
gamberetti
zucchine
fiori di zucca

trasformati in nuvolette fritte

la salsa per accompagnare il tutto , ehm, non l’ho fatta io ma ho utilizzato la salsa di soia…

Tornata dall’ufficio, con temperatura di circa 30°  e umidità al 100% è stato davvero molto zen mettersi ai fornelli con una wok fumante
Nonostante cercassi nel suono primordiale “OM” l’armonia cosmica per permettermi di rilassarmi e di cucinare con consapevolezza, non è stato facile.
Ho tagliato le zucchine  con taglio mijingiri J e mi sono sentita “jap inside” !
La ricerca dell’ambientazione giusta è stata non facile. Il piatto che pensavo di utilizzare probabilmente è nascosto ancora in qualche scatolone vagante post trasloco e quindi ho dovuto inventarmi altro. Mi è venuto in aiuto un libro, un taccuino sul Giappone: disegni e acquerelli bellissimi . decido che questo libro farà parte del mio kaki-age perché il sottotitolo  è “taccuino del mondo fluttuante”, ukiyo, che esprime la transitorietà delle cose terrestri,l’impermanenza e la radicale instabilità di questo “basso mondo”…
E', in fondo, il solito concetto del carpe diem,per me difficile da accettare, ma questo kaki-age, inconsapevolmente mi ha dato un’ulteriore occasione per meditarci su…




venerdì 24 giugno 2011

FLOP DI MELANZANA DI UNA DONNA INEQUIVOCABILMENTE...DOLCE ;-)

Ebbene si , ancora melanzane…c’è un perché, oltre al fatto che mi piacciono un sacco….
Sarà un caso (???) ma continuo a leggere ricette con…le melanzane. Non lo faccio apposta!!!
Ma quando apro a caso una rivista di cucina in edicola, mi capita la pagina con una ricetta di melanzane!!!quando decido di sfogliare uno dei miei libri…ecco comparire una mega foto con…una melanzana! È destino! :-)
Persino in Francia, nella rivista “elle a table” che ho acquistato in aeroporto, ho trovato una ricetta con le melanzane !!! si, ovvio, ce n’erano anche mille altre ma quella che mi ha colpito è stata quella!!!
Una sorta di parmigiana bianca , che mi aveva subito incuriosita. Poco light com’è giusto  sia una parmigiana,
Anzi se proprio devo dirla tutta, la ricetta non prevedeva le melanzane impanate ma io avendone preparate una tonnellata il giorno prima ne avevo tenuta una parte da friggere il giorno dopo proprio per questo piatto che ho un po’ variato ed elaborato.

Ingredienti “veri” e -  modificati:
Melanzana a fetta grigliate – melenazana a fette impanate (più sottili sono meglio è…)
Mozzarella di bufala – mozzarella “normale” (quella avevo in frigo…)
Parmigiano – parmigiano
Basilico e timo – basilico e timo
Pinoli - nocciole
Olio EVO – olio EVO
Sale /pepe – sale grosso

Dopo aver preparato le melanzane, o grigliate o fritte, fate un simil pesto veloce e speedy :
nel mixer : basilico, timo ,sale grosso, nocciole , olio evo q.b.. frullate il tutto aggiustando l’olio.
Le quantità purtroppo non le posso mettere nel senso che vado ad occhio…esco sul balcone , raccolgo le due erbe in abbondanza secondo l’ispirazione del momento ma non quantifico mai il tutto….:-)
La ricetta prevedeva, giustamente, i pinoli (che non avevo) …guardando in dispensa (mi piace dire “dispensa” dà l’idea che io abbia un locale ad hoc, ordinato e perfetto. In realtà questo è il mio sogno…la verità è ben diversa…) è sbucato fuori un sacchetto di nocciole che ho preso e utilizzato subito giudicandolo assolutamente perfetto per questo pseudo pesto.
Quindi non mi restava altro che “costruire” questa parmigiana blanche …
Nella pirofila ho messo un po’ di pesto, quindi le melanzane, ancora pesto, ancora melanzane, il parmigiano, un giro d’olio e poi ancora melanzane, pesto….fino alla fine degli ingredienti.
Secondo me due strati sono già sufficienti ma nessuno vieta di farne di più…
Terminare col il parmigiano e qualche fiocchetto di burro. Infornare a 180° per circa 15/20 minuti.

Aspetto invitante…gusto…ehm…tremendo!!! Super mega unto !!! in una parola : immangiabile…
Il primo mio errore è stato quello di utilizzare le le melanzane impanate che hanno trattenuto per bene tutto l’unto che , inevitabilmente, ha rilasciato il pesto.
Di sicuro la melanzana grigliata va meglio. Il pesto lo farei molto più “erboso” cioè con molto meno olio di quanto ho utilizzato, una sorta di trito di erbe che verrebbe comunque reso umido dalla mozzarella che, svenendo, rilascerebbe la sua acqua.
Insomma un flop !
Già facendo la foto però mi ero accorta che l’aspetto non era quello che speravo e in effetti …
Ho imparato due cose:
primo: se vuoi provare una nuova ricetta attieniti alle dosi, ingredienti e preparazione . le modifiche, se mai, si faranno un’altra volta
secondo:ma l’esperienza non ti insegna niente ??? ma mentre allestivi ‘ste melanzane , cara roby, non ti sembrava un po’ troppo “mappposo” il tutto??? Il tuo vissuto di donna ai fornelli non ti suggeriva che forse quel pesto , abbinato al resto, avrebbe inevitabilmente dato questo risultato?

è finito tutto nel pattume, o rumenta, o scovazze, insomma, nel contenitore dell’umido…
Dimenticavo…erano anche senza sale!!! :-(
Donna delusa e provata da questo insuccesso mi sono messa subito a sfogliare il libro della Nigella , che mi mette di buon umore e si è sempre più rinsaldata in me la convinzione che sono una donna da dolce, torte, dessert, cioccolato, panna,….
Perché??? Innanzi tutto ,  fino ad ora, tutti i flop di “pasticceria” me li sono sempre…mangiati lo stesso!!
Passando sopra a creme troppo zuccherate, poco montate, torte lievitate poco ,a dolci non cotti abbastanza, a tatin non caramellate a dovere, …
Inoltre , preparare un dolce è molto più…voluttuoso, creativo, appagante. Almeno per me!
Insomma , w le melanzane ma….dolce è meglio!

p.s.: ho prestato la rivista en francais ad una mia amica e purtroppo non posso scrivervi la ricetta originale. cheila volesse mi scriva pure via mail...non appena tornerò in possesso di "elle a table" ve la darò...



lunedì 20 giugno 2011

LA MIA PRIMA MADELEINE...............


Non so da quanto tempo, volevo preparare le madeleines. Non tanto per provare la ricetta in sé ma quanto per il …Proust! Mi ricordo nitida la prima volta che avevo letto la pagina che descriveva il momento diventato famoso :


"Ma nello stesso istante in cui il liquido al quale erano mischiate le briciole del dolce raggiunse il mio palato, io trasalii, attratto da qualcosa di straordinario che accadeva dentro di me. Una deliziosa voluttà mi aveva invaso, staccata da qualsiasi nozione della sua causa. Di colpo aveva reso indifferenti le vicissitudini della vita, inoffensivi i suoi disastri, illusoria la sua brevità, agendo nello stesso modo dell’amore, colmandomi di un’essenza preziosa: o meglio, quell’essenza non era dentro di me, IO ero quell’essenza. Avevo smesso di sentirmi mediocre, contingente, mortale. Da dove era potuta giungermi una gioia così potente? Sentivo che era legata al sapore del tè e del dolce, ma lo superava infinitamente, non doveva condividerne la natura. Da dove veniva? Bevo una seconda sorsata nella quale non trovo nulla di più che nella prima, una terza che mi dà un po’ meno della seconda. E’ tempo che mi fermi, la virtù del filtro sembra diminuire. E’ chiaro che la verità che cerco non è lì dentro, ma in me.”

Mi era piaciuto e non poteva essere altrimenti visto che a quell’epoca ,avevo circa 16 anni , ero innamorata della letteratura francese dell’800 e dei primi del ‘900. Leggevo pagine e pagine di romanzi (en francais, ca va sans dire!!) e mi perdevo tra le parole , le trame, le elucubrazioni…
Parallelamente nasceva la mia passione per la cucina che aveva avuto il suo incipit (giusto per stare in tema di libri) a 15 anni, durante un sabato piovoso nel quale mi ero cimentata nel mio primo piatto cucinato da sola che non poteva essere altro che un dolce : la zuppa inglese. Dolce trendy, ai tempi , che mi aveva dato una soddisfazione infinita…ma questa è un’altra storia…
Della pagina di Proust oltre al lato psicoromanticoletterario del tutto, mi aveva incuriosito questo dolcetto che avevo immaginato, in un primo momento, come una sorta di tortina  bassa e tonda, morbida e profumata…
Quando avevo scoperto che le madeleines avevano in realtà un’altra forma, ci ero quasi rimasta male! Non li avevo ritenuto dolci da tè e mi sembravano …bruttini e insignificanti.
Ma la moda era diversa…ero ancora negli anni ’70 quando non esistevano cupcakes, muffins, macarons….e le torte “belle” erano quelle che si prendevano rigorosamente in pasticceria alla domenica ,anzi la “modernità” consisteva nel prendere le paste invece del dolce .
Insomma la madeleine in quegli anni, per me, “stonava” e io non l’avevo presa in considerazione per i miei progetti culinari di allora.
Ma adesso è da tempo nella mia lista “to do” e, complice la mia cara amica Elisa , cuoca e devota al KA, che mi ha regalato un favoloso stampo per madeleines, ecco mettermi alla prova.
La ricetta l’ho copiata dal primo libro della cavoletta , con una piccola variante, non ho usato l’acqua di rose ma l’aroma di arancio e non ho usato il miele ma ho aumentato la dose di zucchero.
Inutile dire che ho deciso di farle senza prepararmi, cioè mi sono arrangiata con quello che avevo in casa senza pre-spesa ad hoc (insomma….come sempre!)

Ingredienti per circa 50 mini madeleines : il mio stampo è per questo tipo: petites et gracieuses :-)


farina 120g
uova 2
burro 100g
zucchero 60 gr
lievito per dolci 1 cucchiaino scarso
aroma fiori d’arancio 1 boccettina
sale una presa

Rompere le uova in una ciotola capiente, unire lo zucchero, il sale e sbattere con una forchetta.. Unire il burro morbido e l’aroma di arancio, sbattere ancora. Aggiungere poi la farina e il lievito, mescolare . Tenere questo composto al frigorifero per una notte. (io l’ho lasciato 2 ore circa)
Cottura (e qui è il complicato):
accendere il forno e portarlo a 250°, distribuire l’impasto nelle formine da madeleines e infornare. Dopo 5 minuti circa le madeleines dovrebbero essere gonfie, abbassate subito il forno a 180° e sfornate dopo 5 minuti. Le madeleines devono essere dorate ma non troppo, giusto sui bordi. Lasciar raffreddare su una griglia .
Così ho fatto e devo dire che qualche “gobbetta” è riuscita bene, devo perfezionare il tutto, ma come prima volta sono abbastanza soddisfatta.

Ho già puntato un libretto interessante di ricette di sole madeleines sia dolci che salate e mi intriga molto…basta poco, in effetti, a farmi intrigare da un libro , se è di cucina poi, con foto carine…è fatta! Vediamo se per queste madeleines , sarà un vero amore o sarà un cotta passeggera , per Proust , ai tempi, era stato amore per le prime pagine per poi diventare quasi “leggera insofferenza” mano a mano che andavo avanti nella lettura…ma non si poteva dire! E quindi lo decantavo come andava fatto… anche le madeleines le ritengo un po’….sopravvalutate (non è il caso di Proust, sia chiaro, è un parere molto personale il fatto che non mi faccia impazzire!) ma è indubbia la loro originalità della forma che le promuove tra il dolcetti trendy del momento e noi ben sappiamo quanto questo influenzi gli esperimenti culinari di noi cuoche glamour !!! :-)



giovedì 16 giugno 2011

MELANZANE ...INVENTATE :-)




Le melanzane io le adoro. Mi piace il colore, il sapore, mi piacciono stufate, fritte, alla griglia,in caponata …

Quando ho visto sul banco del verduriere le melanzane belle come dico io, è stato un attimo acquistarle!
Le più belle erano quelle tonde, con la buccia color ciclamino e quindi quelle ho preso!
La ricetta è una ricetta inventata , l’ho pensata a cuor leggero sapendo che non avevo nessuna cavia all’infuori di me ed , essendoci la melanzana, avrei mangiato comunque qualsiasi cosa fosse mai risultata!
Devo dire invece che la pensata non è stata niente male: un piatto che si può mangiare caldo ma anche freddo, che può accompagnare un buon formaggio sia fresco che stagionato o servire come condimento per una pasta.

Ingredienti:
1 melanzana tonda media
1 piccolo scalogno
4/5 capperi sotto sale
Olive verdi e nere denocciolate (che sono più comode da mangiare)
Pinoli tostati
Un pluc di concentrato di pomodoro
Olio
Sale

Mettere in una padella dell’olio extravergine di oliva e farci imbiondire lo scalogno tagliato fine.
Tagliare le melanzane a cubetti piccoli (mi piace la verdura tagliata a brunoise : piccina picciò…) e metterli in padella facendoli insaporire un po’. Versare quindi un po’ d’acqua (per far stufare la melanzana) con un pluc di concentrato di pomodoro. Aggiungere poi i capperi sciacquati e scolati, le olive tagliate e far cuocere circa 5 minuti .Nel frattempo fate tostare i pinoli e aggiungeteli al tutto.
Fine.
Veloce, saporito e carino anche da vedere.
Da piatto cucinato solo per me è invece diventato il contorno per una cena improvvisata con amici e non mi ha fatto sfigurare, per questo ho pensato di condividerlo con voi :-)
Nonostante siano giorni che non riesco a commentare i vostri blog e a caricare foto e scrivere post come vorrei non mi dò per vinta e continuo a provare purtroppo con scarsissimi risultati per ora! Volevo avvisare che vi leggo e vorrei anche poter dire la mia ma pare che il web non ne voglia sapere :-(
Ultimamente la tecnologia mi è nemica come anche il tempo che corre e le mancate coincidenze fortuite che spesso aiutano ...
Tra le tante cose che vorrei fare e condividere c'è anche quella di piantare i pomodori …sul balcone, in vaso! Saranno contenti di crescere in questo “orto anomalo”? Vi farò sapere anche questo (tecnologia permettendo!) , documentando la vittoria o la sconfitta del mio pomodoro…
Alla prox

p.s..nella foto c'è anche una focaccia "improvvisata": mi ero accorta di non avere a casa il pane e...nemmeno la mia farina 0 !!!  Avevo solo farina integrale che miscelo con quella bianca ...ma in mancanza di quest'ultima , con estremo coraggio ho preparato focaccia con tutta farina integrale e lievito istantaneo...bè, non è certo paragonabile alle stupende focacce che ultimamente ho visto nei blog (anzi in uno dei miei  blog  più amati!) . il gusto è risultato, come dire ? ,  un pò "stopposo" e troppo "integrale" ma sono riuscita a mangiarla  lo stesso trovando addirittura un connubio perfetto con le mie ricche melanzane ! ...basta crederci!!! ;-)




sabato 11 giugno 2011

POLPO 4 SEASONS



Dopo due giornate di piacevole , interessante , istruttiva, trasferta lavorativa, avevo proprio voglia di mettermi ai fornelli.
Sono stata in Francia, vicino Parigi e di questo mio viaggio di lavoro vi parlerò prossimamente perché ha avuto un piacevole risvolto  gourmand …ma non voglio anticipare nulla…
Dicevo… oggi avevo proprio voglia di cucinare qualcosa di sfizioso e complice la dolcemetà che mi aveva  “relazionato” sulle ricette seguite in tv in mia assenza, eccomi prendere spunto da una ricetta del mitico Simone (sky gambero rosso).
Non so cucinare il pesce e questo compito lo lascio volentieri a chi lo sa fare dedicandomi ad altro e anche questa volta la cottura del polpo non è opera mia .
Di questa ricetta innanzi tutto mi ha incuriosito l’abbinamento polpo/asparagi e quando ho iniziato a pulire e tagliare gli asparagi , la palette di verdi che avevo sotto agli occhi, ha aggiunto un altro punto a favore di questo piatto. Assolutamente “schiava” delle armonie cromatiche  ho trovato il verde perfettamente abbinato al rosa scuro del polpo e ai  tocchi di giallo pallido delle patate bollite e subito il pensiero è andato al colore del piatto in cui servire questa ricetta : BiancoJ avevate dubbi???


Nella semplicità è insita l’eleganza e questa ricetta dai mille profumi e dai tanti colori  non poteva che chiedere un’ambientazione …minimal !
È una ricetta relativamente veloce e di sicuro effetto. Si può mangiare calda, tiepida e anche fredda.
A voi la scelta.

Ingredienti:
1 polpo di circa 800 gr decongelato
500 gr di asparagi
2 patate
basilico
sale grosso
olio extravergine d’oliva
aglio

Mettete il polpo in acqua fredda con sale e uno spicchio d’aglio. Portate a bollore e far cuocere per circa 40/50 minuti ,poi spegnere e far raffreddare nell’acqua.
Il polpo decongelato cuoce prima perché il congelamento lo frolla  e fa rimanere il polpo morbido.
Mentre il pesce cuoce , fate bolire le patate che taglierete poi a piccoli pezzi.
Preparate quindi gli asparagi: con un pelapatate li pulite , poi tagliate la parte più dura (quella  bianca).e li tagliate a piccole rondelle fino alla punta che taglierete invece per il lungo (in 3 o in 4 parti)
Fate scaldare in una padella l’olio extravergine con uno spicchio d’aglio e quando “sfriguglia” (ehm…scusate il termine tecnico) mettete gli asparagi che vanno rosolati e cotti per circa 10 minuti  non di più. Devono risultare cotti ma al dente. Salate alla fine.
Il polpo, una volta cotto, va tagliato a pezzi , più o meno grandi, andrebbe  fatto grigliare per renderlo più...sfizioso, ma non è obbligatorio: va benissimo anche solo bollito.

Salsina:
Olio extravergine  ,basilico e sale grosso

Mettere il basilico insieme al sale grosso nel bicchiere del minipimer e azionare a scatti.. Il sale  fa si che il basilico si triti in minor tempo evitando il surriscaldamento delle lame che lo  farebbe annerire .
Quando il basilico è quasi tritato del tutto, aggiungere l’olio extravergine a filo fino a formare una salsina piuttosto liquida che, una volta pronta, si può anche filtrare , ottenendo così un composto meno denso .io non l’ho filtrata perché la preferivo così , diciamo che la densità di questo pseudo pesto è a scelta.

E ora veniamo alla parte più divertente e creativa : l’impiattamento  che è assolutamente libero, nel senso che nessuno vieta di tenere ben divisi i 3 sapori creando una sorta di 3 “cupole” : una di polpo, una di asparagi e una di patate : il tutto irorato dalla salsina…
Oppure creare una base di patate …o di salsina….
Io ho scelto come “base” gli asparagi, poi il polpo e infine qualche  cubetto di patata.
La salsina al basilico l'ho messa sopra a tutto…
Il verde chiaro che accoglie il rosa carico reso luminoso dal giallo tenue e infine un verde più carico che ,senza essere invadente,  abbraccia il tutto.
Il sapore è delicato e raffinato. Nessuno dei  sapori  è prepotente ma convivono in perfetta armonia regalando un piatto originale ed equilibrato.
Servito freddo: perfetto per una calda sera d’estate e servito caldo è l’ideale per una cena d’inverno, quando si ha nostalgia di mare e di sole : insomma un vero polpo da 4 stagioni, ops , da 4 seasons (fa più cool!!!) :-)

domenica 5 giugno 2011

PIOVEVA E AVEVO VOGLIA DI MARE...



Pioveva e avevo voglia di mare. Forse perché in effetti al mare ci dovevamo andare ma, complice il tempo instabile e decisamente brutto , siamo rimasti a casa. Di cose da fare ne avevamo comunque tante, non c’era che l’imbarazzo della scelta ma, come sempre accade quando il tempo a disposizione è troppo …ci si perde. Nel senso che i mille bei proponimenti che mi ero fatta sono andati tutti a farsi benedire lasciando il posto ad attacchi da ameba sul divano (tra un acquazzone e un altro) e piccoli sprazzi di delirio da sistemazione casa .Non mi sono però fatta mancare un piccolo e “innocente” giretto con Marie Antoinette ad un outlet qui vicino :l’apertura di nuovi negozi  implica sempre un giro per visionare la qualità e la convenienza, che poi convenienza è una parola grossa : di grossi affari all’ outlet  io non li ho mai fatti, gli sconti non sono mai strabilianti (almeno per quanto mi riguarda) ma il vantaggio è che trovi un po’ di tutto, soprattutto è un’ottima  occasione …per spendere ! Come dicevo, giretto innocente , con poche spese ma solo perché non ho trovato la mia taglia: c’erano solo small, taglia 1ma, 2nda…vorrei dunque sapere perché continuano a propinarci modelli femminili filiformi quando , pare, che la donna media non lo sia  e le taglie che rimangono sul gobbone e vanno dritte agli outlet sono microscopiche e destinate a poche…vabbè…
Qualche sprazzo di sole in questo week end di ponte (io avevo infatti preso ferie per potermi godere il mare…) servito più che altro a fare commissioni in giro tra le quali anche la spesa.
Dopo una visita ai miei , che abitano vicino ad un super abbastanza ben fornito, abbiamo deciso di andare  proprio lì’ per rifornire la nostra dispensa. Cielo grigio ma senza pioggia almeno fino al momento in cui siamo usciti, ovviamente carichi di sacchetti…un vero diluvio! Ma dentro alle nostre borse avevamo preso un piccolo pezzo di…mare!
Alici, ciuffi di totano e acquadelle per farci un fritto nel quale trovare il conforto per il weekendone marino mancato.
Tutti bagnati per bene siamo arrivati a casa e , magicamente la pioggia ha smesso di cadere e un bel sole si è messo a splendere. In contemporanea una mia amica che era al mare da giorni mi manda sms con scritto che era in spiaggia e si stava da re, solo c’era troppa gente!!!
Grrrrrrr!!!!
“Lo sapevo, dovevamo andare! Almeno avrei preso un po’ di sole! C’ho la faccia cadaverica ! e poi mi sarei riposata e avrei finalmente iniziato uno dei venti libri che ho comprato ultimamente e non ho ancora letto…”
Mentre facevo la pentola di fagioli, borbottando come mi viene bene di solito, la dolcemetà ,incurante dei miei lamenti ,proponeva menu per la cena : “le alici le faccio impanate mentre i ciuffi li infarino e li friggo poi possiamo fare……”
Mi sono subito sentita un po’ “donna incompresa” ma per sentirmi subito dopo una “donna rompi….” e ho quindi subito seguito la conversazione con tema : cena di pesce . sottotitolo: se c’è da friggere, allora cucina lui! J
Dato che il pesce acquistato non era poco abbiamo invitato una coppia di amici e in un sabato più autunnale che estivo, abbiamo giocato al…ristorante di pesce in riva al mare e devo dire che la serata è stata davvero carina .Cibo perfetto annaffiato con vinelli freschi  e reso più piacevole da amene chiacchiere e divertenti speteguless , tipicamente da…ombrellone!


Stamattina ci siamo svegliati con una pioggia torrenziale da far paura, con tuoni, fulmini e saette con temperatura da fine estate !!!
La domenica volge al termine e il tempo si è rasserenato  perfettamente per far sì che domani si possa andare in ufficio con una splendida giornata di sole da  vera estate … no comment!

Alici impanate

Una non ricetta che ha l’inconveniente che il pesce, ebbene si, va pulito bene .
Poi si impana come più vi piace e si frigge.
Io, cioè, noi….ehm….cioè lui (la dolcemetà) l’ha impanato così: ha  messo la buccia di limone a pezzi nell’uovo sbattuto , ci ha imbevuto (si dice così???) le alici e le ha poi passate nel pangrattato grattugiato grosso.

Ciuffi di totano e acquadelle  fritte:

queste invece li ha semplicemente infarinati , mettendo la farina in un sacchetto di carta dentro al quale ha messo poi i pesci (pochi per volta). Ha agitato il sacchetto et voilà il pesce perfettamente  infarinato J
 I pesci sono stati fritti nella wok (che la dolcemetà adora!!!) con un olio di semi e serviti bollenti nei piatti di portata e salati da ognuno secondo i propri gusti.

Dato che gli amici sono arrivati mentre si stava (ehm…mentre lui stava) friggendo e io stavo apparecchiando, non ho fatto le foto “in diretta” ma ho fotografato quel che è….rimasto!
ciuffi  di totani e acquadelle…finiti in un lampo lampante J

giovedì 2 giugno 2011

LA "PRIMA" TORTA...FINALMENTE! :-)


"Ogni lungo viaggio inizia con un piccolo passo
Non ricordo più dove ho letto questa frase e chi sia l’autore, potrebbe essere qualche reminiscenza del mio periodo new age durante il quale acquistavo manuali filosofici e frequentavo corsi olistici , il concetto ben si sposa con i pensieri di quegli anni e , giustamente , il mio inconscio me l’ha ricordato proprio ora
Erano giorni che , post trasloco, non riuscivo a cucinare, o meglio, ad aver voglia, entusiasmo di mettermi ai fornelli e creare qualcosa di buono. nemmeno i dolci mi intrigavano e le mie cake therapy erano un ricordo. Guardavo il mio KA inattivo da troppo tempo ma nulla mi stimolava ad aprire ante e antine e a tirar fuori l’armamentario da pasticceria…
Tutto mi sembrava difficile, avevo per la testa altre priorità e una stanchezza inside prendeva il sopravvento su qualsiasi mia vaga intenzione di cucinare
Lo so di essere esagerata ma per me , i traslochi sono sempre stati devastanti : per la fatica, per i ricordi, per il cambiamento. Forse perché non sempre mi portavano a migliorare la mia condizione sia logistica che personale (credo faccia parte del pacchetto “fortuna” che mi hanno dato alla nascita )
Nonostante ne abbia fatti di diversi ,sarei, per natura , quella che non cambierebbe mai casa, tana, rifugio quindi abituarmi al “nuovo” per me è sempre un’impresa non facile.
Avevo letto tempo fa in un libro questa frase: “Non c’è niente di meno opportuno del trauma subito senza conforto gastronomico” (forse, ma non ne sono sicura , è tratta dal libro della Calvetti “Né con te né senza di te”)
E sono state proprio queste parole a farmi fare il piccolo passo: fare la prima torta nella nuova casa:
E allora ieri sera , sistemando i miei archivi culinari , ecco spuntare un foglio con la ricetta della torta più soffice del mondo, che avevo “copiato” da uno dei miei blog preferiti:

Ingredienti:
250 gr di farina
160 gr zucchero
3 uova
130 gr olio di semi
10 gr acqua
1 bustina di lievito

Mettere le uova e lo zucchero nel robot e montarle fino a formare un composto soffice e spumoso, quindi aggiungere l’olio, l’acqua , la farina sempre mescolando . per ultimo mettere la bustina di lievito.
Il composto risulterà morbido tipo una crema densa.
Imburrare una tortiera con cerniera da 20 cm di diametro e infornare a 180° per circa 40 minuti.

E’ stato bello ritrovare i profumi del dolce appena sfornato! Ho fatto fatica a non mangiarne subito una fetta perché era davvero tardi , quindi stamattina prima che il tempo ci regalasse ancora pioggia, ho allestito un petit dejouner con il mio “primo” dolce…sul balcone, accompagnato dalla lettura, o meglio dalla “sfogliatura”, di un libro fantastico “Bisciuts,sablés,cookies – la bible de tout petits gateaux” di Martha Stewart edito da Marabout, fonte inesauribile di idee per sfornare deliziosi biscotti.


Un must have per gli amanti dei dolci e delle piccole coccole zuccherine da vera cake therapy! Lo consiglio :-)
A metà mattina è arrivata la notizia che stasera ci saranno i ragazzi per cena ( i due fanciulli della dolcemetà più Marie Antoinette) e quindi ho pensato di “abbigliare” la mia simply cake , da …sera.


Ed ecco preparare al volo una pseudo marmellata con un cestino di fragole tagliate a pezzi e 3 cucchiai di zucchero (a occhio…) . ho messo sul fuoco e ho fatto cuocere fino a quando lo zucchero carammellandosi un po’, mi ha regalato una marmellata in dose perfetta per farcire il dolce.
Ho fatto sciogliere a bagno maria del cioccolato con un pezzetto di burro e ho cosparso il dolce con la crema di cacao cercando di creare con la forchetta dei piccoli riccioli “artistici”
Presenterò la torta con 2 fette mancanti per…esigenza di blog :-)
Ho assaggiato entrambe le versioni:
torta semplice accompagnata ma marmellata di amarene per colazione e la sua versione farcita con marmellata di fragole e copertura di cioccolato per la soirée !


Devo dire che si sono lasciate mangiare..con piacere .
il primo passo è stato fatto : piccolo, discreto, poco impegnativo ma doveroso…
si riparte….
:-)

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