“Rilette” è un nome che già di per sé mi piace : è più trendy di “mousse” che è un po’ inflazionata . Inoltre questa rilette fa parte di un libro che adoro : per le foto, le ambientazioni e la semplicità e la fattibilità delle ricette riportate : provare per credere!
Il libro è “Garden party”, “leggermente” blasoné (chi di voi non ha un podere in Normandia/Bretagna dove invitare amici per feste chiccosissime presentando deliziosi piatti cucinati da voi ????) del quale avevo parlato
qui
La pagina delle rilettes l’avevo segnata subito : una più invitante dell’altra e una più semplice dell’altra: c’è quella al salmone, al tonno, alle sardine e quella allo sgombro.
Eccomi dunque ad organizzare un pranzo per il compleanno di mia sorella con nostri parents e parenti.
Tempo poco , casa non ancora come dovrebbe essere ma mi sono impegnata ugualmente anche se non ho potuto soddisfare tutte le mie mille manìe che sfodero quando si deve apparecchiare, presentare, cucinare…
Non dispongo (e non ho mai disposto!) di tante e belle stoviglie , di tanti e bei servizi di posate e bicchieri, di tovaglie e argenterie e quindi da sempre le mie sono state tavole creative …per forza!
Ma come diceva un mio insegnante , è proprio nei limiti che esce la creatività vera . Parole sante e forte di questo concetto, mi sono sempre inventata abbinamenti e presentazioni sfruttando di base quello che avevo, aggiungendo, qua e là, vari orpelli decorativi…
Per esempio nel caso specifico , eravamo in 9 con solo 6 sottopiatti uguali…e gli altri 3???
Ne ho presi altri super economicissimi (6) diversi e li ho alternati. La fortuna vuole che nei miei acquisti , non mi discosti dai soliti colori che riesco ad abbinare senza choc cromatici! (come faccio peraltro anche nel mio abbigliamento : difficile non riuscire ad abbinare nero, beige, grigio e bianco….)
Dato che siamo in primavera la tavola è stata ecru, bianco e varie tonalità di verde .
Sottopiatti di legno chiaro e sottopiatti di rafia verde scuro , piatti bianchi, tovaglioli verde prato con fiocchetto di rafia naturale, tovaglia ecru e coprimacchia bianca con radi disegni (tipo stencil ) verdi …very simple.
Il menu tradizionale (il parentado è abbastanza “old” e non ama le novità culinarie…sigh!) quanto basta per poter introdurre un qualcosa di nuovo :
lasagne al pesto e ricotta (un classico)
vitel tonné (da menu anni ’70 ma veramente buono…carne tenerissima e salsa tonnata perfetta! Mi faccio i complimenti da sola perché io la carne non la so cucinare e ogni volta che ci azzecco mi sembra…un miracolo!)
rotolo di pan carrè con salmone e rucola (grazie a
ely)
classica frittata con la mentuccia (toscana! Quella “vera”!!!!)
la mitica rilette di sgombro : new entry
dolce:
la charlotte della zia leru (che ha portato da milano, fatta cone le sue mani d’oro) anche questa molto anni ’70 e molto , per noi di famiglia, classica per i compleanni (vedi
compleanno della mia mamy)
Devo dire che questa rilette ha avuto un successo insperato! Servita con crostini di pane abbrustolito ha fatto la sua bella figura e , sapendo che era una ricetta del “Garden party” io ero molto soddisfatta di averla proposta ai miei , ….che nemmeno hanno la più pallida idea di cosa sia “Garden party”, anyway….!
Quando l’ho portata in tavola e ho detto “ Qui poi c’è anche una rilette di sgombro” con finta nonchalance cercando di darmi un po’ di tono blasonè :-) , mio zio mi ha guardato preoccupato e mi ha detto “ una che????”
e io “una rilette…” e poi non lo volevo dire ma ho aggiunto” una specie di mousse”
Un “ahhhhh” rilassato è uscito dalle sue labbra che tradotto voleva dire: stiamo tranquilli allora….
Anche perché anni fa avevo proposto , sempre a questo zio, durante un pranzo, un tortino di verdura e di miglio che lui aveva trovato buono ma quando aveva saputo gli ingredienti si era seriamente offeso e mi aveva detto “Ma come???? Mi dai da mangiare la roba che si dà ai canarini????”
Quindi era seriamente preoccupato della natura della “rilette” e probabilmente ha temuto si trattasse della pappa di Eu (mon chat egoiste !!!)
Marie Antoinette non ama troppo il pesce ma ha gradito, anche solo per il nome francais… :-)
E devo dire che ieri ha addirittura posato la sua regale corona per darmi una mano sia a servire che a sparecchiare…temo in arrivo glaciazioni improvvise da “The day after tomorrow”…
Ma forse è solo la mia cattiveria e ingratitudine a farmi parlare così : dovrei essere onorata del comportamento della petite reine che con grazia ed eleganza mi ha sparecchiato piatti e bicchieri persino con il sorriso sulle labbra…mah???
Potere della blasonata rilette???
Ingredienti:
2/4 sgombri (circa 1 kg)
timo (io avevo l'origano...)
alloro
50 gr burro morbido
1 bicchiere vino bianco
il succo di 1 limone
150 gr crème fraiche
1 mazzetto erba cipollina (che non avevo...)
4 scalogni
sale e pepe
accendere in forno a 210° (così dice la ricetta, io l'ho messo a 180°). lavare gli sgombri e metterli in una pirofila con timo (io,origano) scalogni tritati, alloro e bagnarli con il vino. cucocerli in forno per circa 15 minuti. fate raffreddare in un piatto :togliere la pelle, le lische, i profumi e schiacciate i filetti con una forchetta incorporando il burro morbido. salate e pepate unite il sugo di cottura (io non l'ho fatto...) , il succo del limone, la crème fraiche e l'erba cipollina (che ci stava di un bene!!!ma io non avevo...) mescolare bene il tutto , schiacciare in una terrina e mettere in frigo per almeno 12 ore (conviene prepararla il giorno prima così sarà perfetta!)