venerdì 29 ottobre 2010

DI "GARDEN PARTY" E...DI UN TAVOLO DA PING PONG



Erano mesi che desideravo questo libro. Me lo guardavo on line (dove riuscivo ad avere qualche anteprima di pagina), lo inserivo negli ordini di libri (sempre on line) e…poi lo toglievo: sballava il budget! :-(
Poi mi sono detta : ma insomma un regalino non me lo posso fare??? E quindi mi sono collegata a internet e non solo ho preso questo favoloso “Garden party” ma ho aggiunto anche “frolla&sfoglia” e “Delizie divine”… è così facile “mettere nel carrello” e spedire con un “click” l’ordine …
Il libro della Nathalie e della Cléophée non l’ho letto subito ma l’ho trattato come si fa di solito con un oggetto desiderato da tempo: sfogliavo le pagine e ammiravo estasiata le foto, apprezzavo le mise en place, i colori, le atmosfere create con le immagini. Il primo approccio è stato più tattile e visivo che “letterario”, come spesso mi accade per questo genere di libri. Prima che essere testi da leggere sono oggetti cult (almeno per me) che mi godo anche solo a guardare le copertine !
Ma veniamo al testo….
Già dalla premessa si respira un’atmosfera “elevata” : le signore (le autrici) si sono incontrate ad una festa e , coincidenza, hanno deciso di scrivere questo libro. Niente di più facile! Non ditemi che a voi non capita mai! :-)
Poi leggo :
Preparazione delle camere:
Per gestire al meglio il soggiorno dei vostri ospiti, fate in modo che i letti delle camere siano sempre pronti….Mettete a disposizione negli armadi delle stanze, asciugacapelli, borsa e asciugamano da spiaggia, sacchetto per le scarpe, bollitore e un piccolo vassoio con bustine di tè, tisane, tazze, cucchiai e zucchero. Questi accorgimenti eviteranno alla vostra amica di attraversare tutta la casa con i capelli bagnati, di prendere la sua nuova borsa firmata per andare in spiaggia e di chiedervi qualcosa ogni due minuti.

ahia , questo libro non fa per me. È “troppo”…ma proseguo perché l’ho desiderato tanto e non posso giudicarlo (e liquidarlo) solo a pag 8 !!!!
e infatti leggo e mi appassiono a queste ricette pratiche, veloci e di gran scena.
Spiegate in modo essenziale , quindi si dà per scontato che chi legge “già sa” , ma comunque chiare e rapide! Quindi un libro che giudico un “must to have” nonostante descriva ambienti e occasioni che, personalmente, non credo che avrò mai il piacere di frequentare , ma il pregio sta nella possibilità di adattare questi preziosi suggerimenti alle nostre (mie!) possibilità.
Non ho ancora provato nessuna ricetta , ma prossimamente lo farò , perché devo giusto preparare una “party” (non “garden” però…) per 8 persone , numero minimo contemplato da questo libro per essere considerato un vero e proprio “party” (da leggere con tono leggermente enfatico !).
Ritengo che la maggior parte dei piatti proposti siano fattibili e che portino a risultati eccellenti…
Io proverò di sicuro le terrine : quella di tonno, di sgombro, di acciughe e di salmone.
Proverò anche la torta al limone e il moelleux di pistacchi e pere, e poi anche la torta di carote…
Cercherò di seguire anche qualche idea per l’allestimento anche se il mio compito non è proprio facile facile…anzi accetto ben volentieri, vostre proposte !!! anzi diciamo che vi darei un compito.

TEMA:
Il mio “no garden ? si party”
La location: casa d’epoca, salone con zona conversazione e tv e altra zona adibita a pranzo ma occupata solo da…un tavolo da ping pong!
Sa molto di scelta di architetto da avanguardia invece trattasi di sindrome da peter pan del proprietario (ehm…si dà il caso che lo conosca bene, per non dire benissimo: si, è la mia dolce metà!)
Dunque il buffet sarà allestito su questo “tavolo”…si, tranquille toglierò la rete !!! :-)
Sarà un apericena, nome che odio ma che rende bene l’idea di accomunare la spontaneità e la praticità di un’aperitivo con una cena intesa solo come portata più “importante” del tutto. Pensavo infatti che la parte “cena” poteva essere un semplice risotto , senza dimenticare la parte “dolce” (non potrei mai!) per la quale avrei pensato ad una sorta di tiramisù , monoporzione, piccino picciò giusto per concludere con un petit dessert.
L’ouverture del buffet assolutamente free, nel senso che …vale tutto: finger’s food, salumi , formaggi con frutta, assaggini caldi, terrine e muffins salati e l’immancabile pane fatto in casa (pensavo un bel pane alle noci e un pan di spezie da abbinare ai patè e ai formaggi erborinati…)
A parte ciò….come arredo ‘sto tavolo?????
Le tovaglie da escludere: mancherebbe sempre un pezzo e se ne esistesse una così grande darebbe l’idea del lenzuolo sopra ad un mobile di una casa abbandonata, o almeno a me darebbe questa idea.
Pensavo ai runners ….piccolo particolare : il fondo del tavolo è blu/azzurro con righe bianche che definiscono il campo da gioco (tipo campo da tennis…) help me!
Piatti : rigorosamente bianchi stile vintage (traduzione: servizio della mamma/nonna con bordino d’oro . da utilizzare in quanto unico servizio perfetto per numero di stoviglie …)
Bicchieri : volutamente diversi tra loro (traduzione: tra matrimoni, separazioni, traslochi e poca attenzione, di servizi completi ne rimangono ben pochi!)
Posate : idem come sopra (e poi non so perché i perdo sempre i cucchiaini!!! Ho forchette, coltelli, cucchiai, servizi non completi d’accordo ma sempre senza l’ombra dei cucchiaini!!….questo è bel mistero!!! Vabbè…)
Bene, date libero sfogo alla vostra fantasia e aiutate questa povera donna, cioè io, che non sa più dove sbattere la testa per inventarsi un qualcosa di sobrio, mestamente elegante che regga il confronto con…il ping pong!
Ah, dimenticavo è un party pure leggermente blasonato…quindi dovrei rendere elegante il tutto : noblesse oblige!
Tema difficile…accostare e abbinare in modo armonico ciò che armonico non è.
La voglia di cose discrete, toni soffusi è sconvolta da questo supporto sportivo che, seppur originale, mi condiziona .
A ben pensare le situazioni, gli oggetti a volte ci somigliano : a me piace passare inosservata, sono per gli oggetti lineari al limite della banalità … mi è difficile spesso accettare forme e colori che non mi appartengono e questo è riferito a cose e … persone. Il mio è un grosso limite , lo so, che mi condiziona non poco ! Donna difficile , drastica, critica , alla costante ricerca dell’armonia che nella vita fa fatica a trovare e quindi cerca almeno di trovarla tra gli oggetti che la circondano


La mia soluzione al tavolo da ping pong sarebbe, per esempio, buttar via il tavolo (ops…intendevo dire : nasconderlo, archiviarlo per l’occasione) e prendere delle tavole di legno naturale , dipingerle di bianco (effetto decapato) da appoggiare su cavalletti shabby chic…una cosetta da niente che implica “solamente” la ricerca delle travi “perfette”, la verniciatura, l’allestimento…ma…vuoi mettere l’effetto??? Persino i piatti, i bicchieri e le postate “sopravvissuti” acquisterebbero una nuova immagine! Attendo fiduciosa i vostri suggerimenti sicura che mi illumineranno…d’immenso! Grazie!!!
(n.d.r.: le ultime due foto le ho rubate sul web, non so dove, non so quando...ma rendono l'idea dei colori e allestimenti che mi piacciono...)



lunedì 25 ottobre 2010

FANTASIA DI ...MOUSSE AU CHOCOLAT ;-)


A volte mi capita di girovagare tra i blog per ore (e non è un eufemismo!) . Spazio tra quelli nostrani a quelli oltreoceano…un po’ aiutata dai suggerimenti dei blog che seguo un po’ dalla spirale infinita che si crea partendo da un blog per andare in un altro e poi in un altro …e così via…
Tutta questa tiritera per trasmettere una considerazione che mi è balenata nella mente mentre mi perdevo, tempo fa, in un blog, mi sembra australiano o neozelandese, non ricordo…in cui vengono presentati solo dolci …foto goduriose ed eleganti di torte con glasse al cioccolato, mousse, crumble ricchissimi , gelati vari (che a me, non acchiappano tanto ma tant’è…) autore: un uomo, neanche malaccio direi! ;-)
La considerazione è la seguente : ma che bello sarebbe essere la vicina di casa dell’autore di un blog così????
Perché, mi dico, qualcuno dovrà pur mangiare tutto quel ben di Dio, soprattutto per il fatto che i post sono frequentissimi e in pratica si mangiano mega dolci un giorno si e uno no!!!!
Lasciamo pure da parte che sia un uomo, particolare irrilevante (n.d.r.: quando si tratta di dolci!!!!), ma ci rendiamo conto della fortuna che sarebbe ???
Arrivate a casa dopo una giornata d’ufficio, magari avete guidato ore nel traffico e già sulle scale sentite il profumo di torta sfornata, di caramello appena fatto, di cioccolato fuso, di cannella, vaniglia, arancio, crema…..solo questo basta a farvi star meglio.
Ma non è finita qui! Il vostro vicino (continuiamo ad immaginare pure che sia uomo. Rende più “pink” la faccenda!) , sentendo il vostro passo sulle scale (ebbene si, è anche un uomo sensibile !) apre la porta e si presenta con un piatto (vogliamo dire di villeroy&boch??? Si, diciamolo…) con una fetta di dolce al cioccolato ,pluristrato, farcito al caramello
“Finalmente sei arrivata!! Non vedevo l’ora di conoscere la tua opinione!!”
E ci porge con un sorriso smagliante il cucchiaino con un pezzo della goduriosissima torta!


E voi che nel salire le scale già lo sapevate che lui sarebbe stato lì con il dolce del giorno in mano, il dolce del suo blog , con le foto stupende che vengono guardate con desiderio da tutti e, voi, solo voi, avete l’onore di assaggiare i capolavori di questo artista culinario che è il vostro vicino!
Io mi vedo bene nella scena mentre lascio cadere borse, borsine e borsone e assaggio lì sul pianerottolo il dolce nel piattino tenuto a 4 mani !!! (anzi a 3 perché una dovrà tenere il cucchiaino, o no???)
Sublime… Io sento già di amarlo, ma proprio tanto! :-) Voi no???
A questo punto compare dietro alle sue spalle l’altro lui, l’autore delle foto, nonché compagno del pasticcere…
Niente di nuovo sotto il sole, dopotutto, un uomo così non poteva che essere gay…
Dopo questo brevissimo flash “modello telenovela” ( il seguito alla prossima…) , non mi resta che preparare al più presto un dolce …primo perché ormai mi è venuta voglia e poi perché basta trovare una scusa carina per concedersi un po’ di coccole glicemiche!
E cosa c’è di meglio che una fantastica mousse al cioccolato???

Ricetta ;-)
Prendere una confezione di Mousse au chocolat della Lindt e seguire le istruzioni che recitano pressappoco così:
aggiungere 250ml di latte alla busta , montare con fruste per circa 3/4 minuti.
Mettere in frigo per circa un’ora affinchè la mouse raggiunga la giusta consistenza


La decoro con meringhette color lillà…che Marie Antoinette mi aveva regalato : piccole rosette chiccose ed eleganti !

Ho appena finito (compresa l’ora di frigo) e suona il citofono. È Marie Antoinette che torna dall’università. Prendo una cocottina di mousse e le vado incontro sulle scale:
“Finalmente sei arrivata!! Non vedevo l’ora di conoscere la tua opinione!!”
E le porgo un cucchiaino colmo di mousse…ma…ho quasi una sensazione di déjà vu…e mi blocco!
“buuuuuona! Tutto bene mamma? Ti vedo strana…”
Eh si cara figlia mia sapessi…alla faccia del gioco delle parti tanto caro al Pira (ndello!)…
A volte ci si comporta con gli altri come vorresti che gli altri si comportassero con te, dopotutto è una rivisitazione/correzione del precetto della nostra religione : “ non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te” .
Spesso mi capita di fare così in effetti , ma evidentemente il mio messaggio (inconscio) non deve risultare abbastanza forte e chiaro :-)
I meccanismi psicologici che influenzano le nostre vite sono imperscrutabili, a volte…e forse ci ostiniamo (mi ostino) a cavar sangue dalle rape perdendo il contatto con la (dura) realtà che è tutto fuorché imperscrutabile…
Ci sono comunque spesso assonanze che mi rimettono in pace con il mondo come il fatto che, dopo l’assaggio sul pianerottolo, io e Marie Antoinette ci siamo fatte per… aperitivo (ebbene si!) una cocottina di mousse au chocolat a testa!!
E se esistesse il mio vicino pasticcere gay, ci starebbe anche lui ad aperitivare con noi, ne sono sicura!!! ;-)

sabato 23 ottobre 2010

ZUCCA ALONE...MA NON PROPRIO :-)


C’e un momento dell’anno in cui cucinare mi piace più del solito. La voglia di starmene rintanata tra le mie quattro mura raggiunge livelli elevatissimi e dedicarmi alla cucina è un bisogno indispensabile…non solo ,in questo periodo amo cucinare utilizzando monotonamente gli stessi ingredienti facendo spesso le stesse ricette : dolci (come sempre), pani, pasticci/polpette/polpettoni…
Preferiti: mele, noci, nocciole, zucca, funghi…per i loro colori, per i loro sapori confortanti, caldi, coccolosi..
È un momento di introspezione culinaria, una voglia di solitudine creativa (come la chiamo io) in cui non si vuole escludere il mondo ma si desidera un piccolo spazio per sé, dove rigenerarsi e dove star bene. Pochi possono capire questo mio stato d’animo . Non è normale che durante i week end , o alla sera post ufficio , una (cioè io!) voglia chiudersi in casa senza fare nulla, senza voler vedere nessuno per….cucinare e, al massimo, quando cuociono i preparati , leggere degli ottimi libri!!!
Il clima aiuta : umido, primi freddi, cielo grigio e giornate sempre più corte .
Aiutata poi dalla mia atavica pigrizia cerco scuse su scuse per non muovermi da casa. Mi invento persino grandi pulizie da fare, cosa che odio con tutto il cuore e rimando sempre a data da destinarsi senza nemmeno tanti sensi di colpa! Ma non sempre ci riesco...
Un qualsiasi sabato : Mia mamma mi telefona “passi un salto qui oggi pomeriggio?”
Ho uno o due nanosecondi di tempo per trovare una scusa plausibile ,che non la ferisca troppo e che non mi faccia sentire un’egoista ignobile!
“il garage mamma, devo a tutti i costi sistemarlo! Non entro quasi con la macchina…ma se finisco presto arrivo…”
“vabbè…se ce la fai altrimenti fa niente “ tono leggermente scocciato ma con l’intenzione di trasmettere invece una comprensione infinita verso questa figlia che a volte le sfugge e non sempre riesce a comprendere.
Mamy: “ti piace cucinare??? Non capisco…come …fai!” tono al limite dello schifato. Mi fa impazzire mia mamma quando fa così, quando si comporta da nobildonna alla quale ogni ordinaria mansione femminile (tipo: cucinare) risulta degna solo al volgo ! è una donna pratica , casalinga, precisa e ordinatissima ma da qui a dire che le piaccia e le sia sempre piaciuto sarebbe una colossale bugia!
Pertanto non comprende come mai io, sangue del suo sangue, possa trarre piacere dal cucinare, trafficare tra creme e impasti, inventare piatti, scoprire gusti nuovi, invitare gente a pranzo e a cena, preferire stare chiusa in casa a dilettarmi tra queste attività, quando esistono al mondo un sacco di altre cose più interessanti da fare. L’unica cosa che abbiamo in comune (o meglio, una delle poche) è leggere : siamo entrambe fagocitanti di libri che ci scambiamo e che compriamo, spesso, doppi !
Rimanere sola senza Marie Antoinette è più facile ! lei oramai nel week end ha imparato ad organizzarsi alla grande ! uscire di casa è un bel (bellissimo) modo per esprimere la sua indipendenza e io mamma con un passato “femminista” (si lo confesso, facevo parte del collettivo femminista del mio liceo!! ) sono solo contenta di questo! mamma anomala che quasi si dispera se la propria figlia non esce al sabato sera! Eh già, perché poi come faccio a preparare il pane alle noci, una fantastica mousse al cioccolato e magari ,anche fare i baci dama….senza che nessuno sia testimone dei miei deliri culinari in cui tanto mi piace lanciarmi…
Pazienza se Eu (il gatto) mi guarda in mezzo a ciotole, spatole, bastardelle, taglieri, lui non parla e non commenta anzi, dopo un po’ miagola come un micio innamorato (anche se è, come dire?, leggermente castrato!) davanti alla porta perché vuole uscire e io lo capisco a mille ! anche lui , come me, ha bisogno di una sorta di solitudine creativa in cui bighellonare tra le strade intorno a casa e magari cacciare qualche topino…
Mia dolce metà: un santo…e non commento altro!
Un giovedì sera post ufficio ho iniziato a preparare questo polpettone di zucca e funghi che faccio oramai da anni (come questa ricetta che ripeto ogni autunno!) è una ricetta facile ma un po’ lunghetta…

Ingedienti:
zucca modello con buccia verde tutta a gobbe , dimensioni medie
un sacchetto di funghi porcini secchi
parmigiano reggiano
pane grattugiato
formaggio che piace (fontina, toma, tilsit,…)

Metto a bagno i funghi secchi, taglio la zucca a fette lasciando la buccia e la cuocio nel forno a 180° per circa mezz’oretta , fino a quando la zucca diventa tenera.
Quando è cotta togliere la buccia è facile e veloce e metto la polpa in una ciotola capiente e dopo averla frullata aggiungo parmigiano ( a occhio!), sale, pepe, un uovo e infine il pane grattugiato fino a che raggiungo una consistenza tipo polpettone molle (ma non troppo!)
Prendo la carta forno e stendo il composto formando un rettangolo (formato tipo foglio A4)
Poi preparo i funghi: li scolo dall’acqua e li cuocio in padella con olio uno spicchio d’aglio. Faccio sfrigolare un po’ e poi , aggiungo un po’ d’acqua e li faccio stufare fino a quando non sono belli teneri.
Dopodiché li stendo sopra al mio rettangolo di zucca e poi ci metto il formaggio a cubetti.
Aiutandomi con la carta forno formo un rotolo che inserisco in uno stampo da plumcake .
Cuocio in forno a 180° per mezz’ora.
Sforno, lascio raffreddare benissimo, taglio a fette che metto in una pirofila che scalderò un po’ al momento di mangiare il suddetto rotolo.




E’ un mix di sapori azzeccato e autunnale: il dolcino della zucca comunque reso saporito dal parmigiano è perfetto con il sapore dei funghi reso accattivante dai cubozzi di formaggio.
Pochi condimenti per non dire nulli a parte qualche fiocchetto di burro che , se si vuole, si può mettere sul polpettone prima di cuocerlo in forno.

Adesso che ci penso però questa ricetta non l’ho fatta proprio sola soletta, come vorrebbe il momento (il mio momento ) : avevo fatto cuocere la zucca e l’avevo mipimerata rendendola un composto omogeneo, una sera in cui discorrevo piacevolmente con la mia dolce metà poi l’avevo messo nel frigo (il composto di zucca , non il fidanzato) :-)
La sera successiva invece ho preparato la ricetta vera e propria e nel mentre chiacchieravo con Marie Antoinette che mi raccontava impressioni, dubbi e curiosità dei suoi primi giorni universitari.
Poi la terza sera ho tagliato il polpettone a fette, ho fatto le foto e l’ho fatto scaldare in forno per una cenetta in famiglia (c’era anche il gatto, rientrato, stranamente, dalla sua vita randagia)
Quindi una ricetta alone per niente!
Vedrò quindi di rifarmi in questo sabato uggioso in cui è facile mi prenda forte la voglia di fare un dolce…Marie Antoinette non c’è…il gatto dorme sul divano …
Suona il telefono : “ciao cara! Io e il papà stiamo tornando (da una settimana di terme. N.d.r.) ti aspettiamo da noi ! quando arrivo ti esseemmeesso " (quanto è moderna la mia mamy???)
Ok, respiro o meglio sospiro e mi preparo ad uscire tra poco… lo so, dopo andrò anche a fare un giro al super con dolce metà e di sicuro uscirà una cena con amici alla quale non dirò (diremo) di no (tanto sono/siamo già fuori)…
La mia pausa (culnario-creativa) dal mondo è saltata...:-(
Ma il prossimo week end mi darò al cake/eremitaggio…giuro! ;-)

martedì 19 ottobre 2010

L'APPLE PIE DELL'MT...DA FAVOLA!

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Difficile… difficile, la sfida di questo mese , questa volta perché…troppo semplice la ricetta e trovare l’interpretazione originale e carina, non è, facile…per niente facile…
l'avete pensata bella ragazzi !
L’apple pie è…l’apple pie e basta!
Non sono riuscita a trovare altre chiavi di lettura per questa ricetta alla quale sono affezionata nella sua veste tradizionale e classica perché così me l’ha insegnata un’amica inglese la quale oltre a questa ricetta me ne ha insegnate di altre e inoltre mi ha fatto conoscere un mondo sconosciuto nel quale queste torte sono protagoniste : il mondo di Boscodirovo……e mentre penso all’apple pie più strano da fare (ma ci riuscirò??) , non so perché, mi viene voglia di sfogliare questi libretti che sono poesia pura con i loro disegni ad acquerello che tante volte ho copiato…..mi metto comoda e apro il libro…

A Boscodirovo c’è fermento…si sta organizzando una grande festa per l’arrivo dell’autunno alla palazzo della vecchia quercia . I topini si preparano all’evento cucendo nuovi abiti eleganti ma soprattutto cucinando prelibatezze e specialità ma soprattutto cuocendo meravigliosi dolci.




C’è n’è per tutti i gusti : torte pannose, muffins deliziosi, biscotti di avena, frollini ricoperti di cioccolato ma la torta che piace di più, quella che meglio rappresenta l’autunno è, per i topini di Boscodirovo, l’apple pie.
Ecco che la farina viene trasportata nella cucina della signora Pomelli direttamente dal mulino… , ed ecco che il burro viene portato da Peverino sulla carriola fresco fresco …e le mele? Bè quelle arrivano dall’emporio Tronchetti,dove il signor Pomelli le sceglie una per una per garantire alla torta un magico sapore…
All’interno della sfoglia (
ricetta: 400 gr. Farina , 200 gr burro e 100 ml acqua freddissima.)la signora Pomelli ci metterà le mele tagliate fini fini,almeno 6 o 7 aiutandosi con una mandolina , e poi metterà ancora qualche fiocco di burro, e qualche cucchiaio di ottima marmellata , andrà benissimo quella che Papaverina porterà : quella che ha fatto quest’estate, sarà di pesche e conserverà il profumo delle calde sere d’estate. E poi ci sarà un ingrediente magico: un mix di spezie che arriva da lontano…
Cannella, pepe, coriandolo,noce moscata,zenzero (ground mixed spice : a blend of aromatics spices with a warm sweet flavour…)
Poi la signora Pomelli, ricoprirà il tutto con un disco di sfoglia che decorerà con foglie e bacche di pasta briseè…e poi la infornerà (
180° per circa 50 minuti) profumando tutta Boscodirovo…tutti i topini andranno in giro con il naso all’insù seguendo questo aroma dolce, meloso e speziato che li condurrà nel cuore della festa :la cucina del palazzo della quercia vecchia! È lì che si festeggerà l’autunno è lì che si brinderà con sciroppo di mirtillo e succo d’uva fragola è lì che il signor De Topis farà il solito discorso che nessuno ascolterà perché nel frattempo si guarderà con l’acquolina tra i baffi l’apple pie in attesa di tagliarla e mangiarla!
E che gran festa quando i topini riusciranno a gustare la torta!!!! Il sapore di mela speziata si confonderà con la frolla morbida e burrosa…e felici e sazi i topini si lanceranno in danze sfrenate fino a tarda notte …

Yawn….yawn…
Ma che ore sono??? Oh My God!!! Ma dovevo preparare la torta per l' MT e mi sono addormentata!!!!
Che disastro!!! Sono le 2 di notte!! Vado in cucina , accendo la luce e……..
L’apple pie appena sfornato sta fumando sopra il mio tavolo…allora le favole esistono !!!
Allora questo dolce sarà magico come credo? Lo assaggio e riconosco lo stile della signora Pomelli. Ci azzecca sempre con le dosi, quella topina esperta ! ed è sempre un piacere mangiare le sue torte!!! (anche se questa volta la torta le è venuta un pò bassina!) :-)
Ehm….vale lo stesso per l’MT , se questa classicissima apple pie , non l’ho proprio fatta io????? ;-)

domenica 17 ottobre 2010

DI LIBRI...


Avevo letto, ad agosto, un articolo su questo libro prossimo in uscita e mi aveva incuriosito la trama e, come sempre, mi aveva colpito la copertina: questa donna sottile, elegante, di profilo .Una donna preoccupata, pensierosa ma che trasmette forza, determinazione.

“La notte ha cambiato rumore” è un libro che parla di affetti, di guerra, spionaggio, di amore ,ambientato tra Teutàn, in Marocco , Madrid e poi a Lisbona, durante la prima metà del secolo scorso nei terribili momenti della seconda guerra mondiale e della guerra civile in Spagna.
Sira ,la protagonista, è una timida e sprovveduta sartina che,a causa di varie vicissitudini si trova a diventare una spia al servizio degli inglesi.
Nel mezzo c’è un amore sbagliato, una vita ricostruita a Teutàn dove si respira l’aria esotica e profumata di quelle zone, un tempo protettorato spagnolo, in cui si intrecciano le vite di politici, di militari, di uomini di malaffare, di persone senza né arte né parte che cercano di sopravvivere . Capita così anche a Sira che, grazie alle sue capacità ,riesce ad aprire un atelier che diventa in breve tempo famoso e importante e le permette di frequentare “il bel mondo” tra cui una donna che diventerà sua grande amica : Rosalinda Fox (personaggio realmente vissuto) amante di un uomo che diventerà il ministro degli esteri nella dittatura di Franco .
Sira tra un’impuntura e un’altra, tra uno sbieco e un plissè , riesce anche ad uscire dalla sua mediocrità culturale grazie al suo vicino Felix che la indottrina di geografia,storia, pettegolezzi, politica … è una sarta che viene però invitata dalle sue ricche (e tedesche) clienti alle feste e ai ricevimenti fastosi perché è una bella donna, elegante, discreta e soprattutto è rinomata per le sue creazioni che le varie “gran dame” si contendono.
Di cose ne succedono tante , sono pur sempre 660 pagine di romanzo, e non sto ad elencarle tutte , dico però che scorrono veloci insieme alla vita di Sira che cambia, si trasforma, diventa Arish una donna sicura di sé, intelligente, che sa mentire, che diventa una spia e che sa muoversi con padronanza e intelligenza anche nelle situazioni più rischiose.
Amo queste storie avventurose che si svolgono spesso in ambienti ricchi ed esclusivi (il “mio” james bond docet!!!) tra lusso sfrenato, grandi firme, donne affascinanti e uomini galanti. In questo romanzo c’è anche un po’ di questo ma molto mitigato dal clima pesante di una guerra devastante.
Mi fanno sognare questi libri : mi piacerebbe essere una donna come Sira ma, so che mai e poi mai potrei fare la spia , l'agente segreto: leggendo la pagina in cui l’incaricato la erudisce (in un giorno!!!) su tutto ( per metterci contatto devi andare là, fare così, fare cosà….se porti la borsetta sulla destra vuol dire una cosa se la porti sulla sinistra un’altra, ecc) ho capito che non sarei mai in grado di recepire tutte quelle informazioni…senza dimenticarne un pezzo, ma anche due !!!
Di sicuro sbaglierei a mettere la borsetta (destra? sinistra?) e mi dimenticherei i passaggi esatti da fare “in caso di… “
E poi, tutto a memoria?? Io che mi scrivo tutto, ma proprio tutto anche le normali cose di tutti i giorni… niente da fare: depenno tra le cose che vorrei fare da grande : spia/agente segreto! :-(
Per questo leggo questi romanzi, per sognare, per immedesimarmi nei protagonisti che compiono imprese che mi affascinano, che hanno vite assurde che riescono a gestire al meglio .
Amore: pensavo ci fosse anche una storia d’amore che scorresse,magari, parallela, alle altre vicende…una storia passionale e “sbagliata”…invece no. L’amore c’è ma è il grande amore della vita , discreto e casto, lontano e improvviso…
Quindi direi romanzo piacevole e leggero, senza infamia nè lode, a parte la fine : io sono una donna che ha bisogno di certezze :-) e quindi la conclusione (??) non mi è piaciuta, mi ha lasciata un po’ lì…
Lascio la sorpresa di scoprirla a chi vorrà darsi alla lettura di questo libro .
E poi avrei preferito la traduzione letterale del titolo spagnolo : “El tiempo entre costuras” : “Il tempo fra le cuciture”, perché nasconde un’ attinenza (che si scoprirà solo leggendo questo romanzo) tra l’attività di sarta e il lavoro di spia della protagonista.
Confesso che mentre leggevo,pensavo alla trasposizione cinematografica del libro e cercavo la protagonista ideale. Sicuramente influenzata dalla copertina del libro, mi sono vista bene nel ruolo della protagonoista Sira/Arish , Audrey Tautou e per il ruolo dell’amica Rosalinda, Cate Blanchett…sui protagonisti maschili sono dubbiosa anche perché sono molti …ci devo ancora pensare un po’….:-)))

Vi scrivo l’incipit e vi consiglio (se piace il genere) di leggere questo libro perché scorre veloce (e questo è un pregio vista la foliazione!), la trama è avvincente e Sira/Arish è una donna che mi è piaciuta, che è diventata forte e sicura senza perdere il modo discreto ed educato che aveva quando era un’umile sartina regalandole un’allure di classe ,di eleganza e un’ intelligenza proprie delle donne consapevoli del loro valore.

LA NOTTE HA CAMBIATO RUMORE

Una macchina da scrivere ha sconvolto il mio destino. Era una Hispano-Olivetti, da cui mi ha separato per settimane la barriera di una vetrina. A pensarci oggi, affacciandomi agli anni trascorsi,mi è difficile credere che un semplice oggetto meccanico avesse in sé il potere di cambiare la rotta di una vita e mandare all’aria in pochi giorni tutti i piani fatti per seguirla. Ma andò così e non potei far nulla per impedirlo.
In realtà quelli che avevo in serbo allora non erano grandi progetti. Soltanto le aspirazioni raggiungibili,quasi domestiche,coerenti con le coordinate di spazio e tempo che mi era capitato di vivere; piani per il futuro alla mia portata,che sarebbero stati accessibili allungando appena la mano. Allora il mio mondo girava lentamente attorno a poche presenze che credevo salde e sicure. Mia madre era sempre stata la più solida di tutte. Era una sarta,impiegata come lavorante in un atelier che serviva una clientela distinta.

giovedì 14 ottobre 2010

ANCORA PANE...


Eh, si, ancora pane! Sarà il freddo, sarà la luce, sarà la voglia di casa, la voglia di forno e poi a me impastare e fare il pane piace, mi gratifica , mi illumina!! Si , mi illumina perché mentre sono con le mani in pasta :-) e mi rilasso piano piano , penso…penso…e spesso mi vengono delle illuminazioni filosofiche che mai avrei avuto in situazione di vita “normale”…
Sono una persona contorta, insicura, mi faccio mille e mille paranoie su tutto. Spesso credo di essere convinta di una cosa e subito dopo penso esattamente il contrario. Mentre faccio il pane, spesso tutto mi sembra chiaro e definito, i dubbi scivolano via come le gocce di pioggia sul vetro , sento il profumo del lievito (che mi fa impazzire!!! Più del bulgari jasmine noir : il mio preferito !!!) che, probabilmente influisce sui miei neuroni e sinapsi e mi rende più rilassata e ben disposta verso il mondo. I problemi trovano (quasi sempre) una soluzione o perlomeno un’idea di possibile soluzione.
E' un processo lungo che cammina ,mano nella mano, con l’impasto, la prima lievitazione, la seconda , la cottura e termina con lo “sfornamento” : apoteosi …divina.
In questa iperbole scorrono le mie elucubrazioni. Sono delle più varie : spaziano da Marie Antoinette (ha iniziato l’università e siamo in mega crisi : sarà stata la scelta giusta?) ,a problemi famigliari, al lavoro, alla cellulite+rughe (eh,si anche questo!), alla dolce metà, al tempo che non basta mai, alla insoddisfazione della vita, …insomma chi più ne ha più ne metta…
Possono essere pensieri stupidi, paranoie ataviche, non-problemi…
A volte però il mio pane è proprio un pane “problematico” e non mi piace sia così perché nel prepararlo immetto la mia energia sottile del momento e si rischia la mal riuscita, si rischia di avere un pane pesante, greve, che ha assorbito quest’onda grigia .
E quando capita (perché capita!), è un pane al quale non ho dato la meritata attenzione dimenticando qualche ingrediente : il classico è farlo senza sale.
E qui psicologicamente parlando, potremmo aprire una conferenza a tema.
Un panetto che lievita, ha “in nuce” la sua realizzazione futura, è già l’oggetto che sarà, e se manca un ingrediente come il sale è sintomatico . Se l’ottimismo è profumo della vita il sale metaforico è quello che la rende più gustosa, più saporita e più piacevole ed è inconsciamente normale dimenticarlo mentre sono assorta in bui pensieri perché non lo vedo, non riesco a farlo entrare nei miei meccanismi mentali che stanno, in quel momento, analizzando i miei pensieri in modo “sciapo” , senza entusiasmo.
Questo è quello che accade quando parto male a preparare i miei lievitati : non metto il sale .Mai. Poi in corso d’opera il mio umore migliora sempre ma , oramai, il danno è fatto!

Diverso è quando mi approccio alla mia adorata panificazione con spirito più leggero e spensierato. Già dall’impasto sprizzo gioia e voglia di fare e anche se il mio cervellino macina sempre (ubi maior…), sono già in fase “risolutiva” e fare il pane contribuisce ancora di più a trovare rimedi, soluzioni perfette, ai fastidi della vita. Questi pani/dolci/focacce/ecc…sono buonissimissimi…lievitano in modo perfetto, si lasciano impastare docilmente e prendono obbedienti le forme che decido di dare loro. Nella seconda lievitazione danno soddisfazioni insperate, per terminare con un gran finale dopo la cottura, regalandomi pani gonfi e morbidi, croccanti e colorati , profumati e fragranti.
Mi innamoro ogni volta di questi pani e sono orgogliosa di me (grosso successo per una che ha l’autostima sotto ai piedi!) Quando porto il pane in tavola , sentendomi forte e infallibile la mia frase storica è “ scusate, non posso farci niente se questo pane mi è venuto perfetto” ;-)

Questo che ho fatto è una pane ai cereali la ricetta è la stessa di questo (senza le nocciole) : la differenza sta nell'utilizzo di una farina ai cereali che avevo preso in Francia. L'intreccio invece l'ho copiato da questo interessante blog

Quando ho tagliato e assaggiato la prima fetta, i pensieri si sono dissolti e sono saliti in alto insieme al vapore che usciva dall’impasto (si, lo assaggio quando è sempre troppo caldo !) : scomparsi casini famigliari, rotture di lavoro, introspezioni psicologiche pesanti, …solo una sorta di nulla cosmico che dura giusto il tempo di gustarmi quella prima fetta…
“mamma…mamma….MAMMA (crescendo di tono)…ti sei accorta vero che è completamente senza sale?”
ops…
Marie Antoinette (lo assaggia anche lei subito!! Qualche gene mio ce l’avrà no???) mi ha portata alla dura realtà ma io con sguardo sognante me ne sono infischiata di questo piccolo particolare…lo farcirò con prosciutti e formaggi saporitissimi, o creme e cioccolati dolcissimi.
La catarsi si è compiuta anche questa volta Lo ammetto, ero partita male,molto male a preparare questo pane , colpa di pensieri dolorosi che fanno male e prosciugano…ho fatto il pane lo stesso e, seppur senza il solito sale, è stato, come sempre, terapeutico .

Finchè al mondo esisterà il pane fresco…le cose non potranno mai guastarsi in maniera irreparabile”
“la regina dei sogni” C.B.Divakaruni

domenica 10 ottobre 2010

COSE...





Ho comperato una zuccheriera. Ho comperato una zuccheriera e un’alzatina. Ho comperato una zuccheriera, un’alzatina e mini stampini in silicone. Ho comperato una zuccheriera, un’alzatina,mini stampini in silicone e un set di cucchiaini di plastica colorati.
Cose. La necessità (prima) e la scusa (dopo) era la zuccheriera. Da tempo ne avevo bisogno e ne utilizzavo una in vetro presa senza sentimento che per fortuna :-) si è rotta…
La volevo “anonima”, ovviamente bianca e adattabile a qualsiasi tazza, tazzina ,tazzona.
Quelle che avevo adocchiato in giro erano firmatissime e costosissime. Più erano essenziali, come piace a me, più erano care : un antipatico controsenso significativo nel dimostrare che nella linearità e nella pulizia delle forme spesso è insita la vera eleganza e la firma di designers di classe.
Nella vita ho imparato che l’arte di arrangiarsi mista ad un briciolo di gusto dà risultati insperati e quindi, piena di belle speranze mi sono messa alla ricerca della simply zuccheriera. E quando dico “simply” è “simply” in tutto : design, materiale, colore e…prezzo.
E con un briciolo di fortuna, che non guasta mai, eccola :in uno scaffale di un supermercato (nemmeno troppo “in”!) . Faceva parte di uno stock di un altro store che, tempo fa,apparteneva allo stesso proprietario di questo nuovo super che, evidentemente, si è trovato qualche giacenza da smaltire…
Lo scaffale aveva un cartello : tutto al 50%.
La mia vista debole si è subito trasformata in un raggio laser a scansione rapidissima e precisissima: lo scaffale andava sondato al meglio! Ed ecco comparire l’alzatina , che nascosta dietro, ma proprio dietro , è diventata un pezzo indispensabile per la mia casa!
La prendo. Piccola, di sicuro poco pratica ma…perfetta per fare scena con mini dolcetti per caffè o per foto blog!



Ma non è finita qui ! sempre in questo luogo “banale” non certo foriero di oggetti glamour e trendy vedo…i pirottini in silicone a forma di…cuore: come resistere!! Si lo so, ne ho a casa altri più grandi, tondi, di carta, di pirex e anche in silicone ma…di un altro colore!!! Presi.
Poi altro raptus : e se tornassi indietro al “mitico” scaffale delle offerte? Vuoi mai che mi sono persa qualcosa??? Infatti…ecco in mezzo alle tovaglie (???) buttati lì per sbaglio o forse messi lì da una acquirente indecisa, un set di tre cucchiaini di plastica colorata (rosa fragola ,verde pistacchio e nero liquirizia) di sicuro l’ultimo “tris” rimasto e disdegnato dai più, ma non da me!!! Presi!!
Felice per questo piccolo malloppo ho continuato la mia spesa.
Minima spesa massima resa!!! Questo lo slogan coniato per l’occasione ! E sono riuscita a non rompere nulla! Ho temuto fino all’ultimo di fare una delle mie solite “volpate” :il classico è farmi scivolare il sacchetto per terra proprio quello con le bottiglie di vetro o con le uova ! Oppure metto quello che ritengo delicato nella mia borsa (giro sempre con borse/valigie) che scaravento, quando torno a casa, con gesto liberatorio dentro una culla antica che funge, in anticamera, da refugium peccatorum ;-) Spesso sento un “pling” o un “tonk” : “…..ops…..le uova! “ …acc….gli occhiali (senza custodia, ovvio!)….”
Invece non ho rotto nulla. Tutto integro e perfetto.
Per la foto ho usato anche un tovagliolo di carta…ehm…un’altra mia mania!!!Fonte di sostentamento : Ikea. Ce ne sono di quadrati grandi, quadrati piccoli, rettangolari... In tinta unita e a fantasie…non resisto : ne prendo a pacchi….sono leggeri e soprattutto non c’è il rischio di …romperli!!! :-)

giovedì 7 ottobre 2010

SOLO UN SENTORE HIMALAYANO...;-)


Mi capita spesso, troppo spesso, di arrivare a casa dopo una giornata da delirio in ufficio, di avere fame, di avere voglia di mangiare qualcosa di carino, di avere una figlia da sfamare, di avere pochissimo tempo,ecc,ecc….quindi invece che tirare fuori la solita pizza surgelata , mi sono inventata dei piatti che soddisfano il palato, si fanno in pochissimo tempo e ,a volte, fanno pure scena!
Il primo della serie è :
Sentore himalayano su rollata di carne agli spinaci con contorno di primo autunno
(eh???? Non male come titolo !!! )
Prendere uno di quei rotoli di carne già pronto (diciamolo pure : il bonrol ) ,io l’ho trovato farcito di spinaci.
Tagliarlo a fette piuttosto spesse dovrebbero uscirne circa 8. Se non servono tutte (come nel mio caso) le avvolgo una per una in un foglio di carta oleata e poi le metto in un sacchetto che surgelo (per la prossima emergenza!!)
Infarino le mie fette e le faccio rosolare ben bene in una padella con un po’ d’olio.
Quando sfrigugliano per bene (scusate questi termini molto, troppo, tecnici !) bagnare con un po’ di vino bianco o di birra o di brandy o di …niente! Insomma quello che avete a disposizione. Tempo circa : 15 min ma anche meno…
Non aggiungo altro anche perché questi preparati sono già abbastanza saporiti di loro.
Nel frattempo ho tagliato con la mandolina dei funghi champignons e li ho conditi con olio, sale , pepe e un goccio di limone. Ci avrei messo anche del prezzemolo ma Marie Antoinette non lo ama (forse perché teme il famigerato verde tra i denti???orrore puro!!)
Tempo : 10 min. (ma nel frattempo già cuoceva la carne…)
Poi ho fatto cuocere al vapore una verde zucchina che ho condito poi con olio e sale .
Tempo : circa 15 min (ma nel frattempo già cuoceva la carne e già affettavo i funghi)
Nel mio piatto ho decorato e insaporito le zucchine con la inflazionatissima riduzione di aceto balsamico che però a me piace tanto! Devo dire che l’abbinamento con la zucchina semplicemente cotta al vapore non è stato male!(non ho fatto foto perché...mangiavo..ma non è stata una grande perdita!!!)
Tempo di esecuzione del tutto, diciamo mezz’oretta per avere una cena non solo veloce ma anche leggera, oserei dire light!
Impiattamento ;-) : al centro una fetta di bonrol, ops, pardon, di rollata di carne agli spinaci, sulla quale va messo qualche grano di sale rosa himalayano ! (e qui sta la differenza !)
Decorare intorno con gli champignons e le zucchine, creando una sorta di aiuola bicolore…
Bè, vi dirò che non è stato niente male trovarsi davanti un piatto presentato così . L'ho trovata una cosa carina e anche se sembravo un po’ Taz (il diavolo della Tasmania! ) mentre preparavo il tutto, il risultato è stato da sufficienza piena.
Senza aspettarsi sapori sopraffini e ricercati è stato un connubio di tutto rispetto.
Non mi resta che dire…..bon appetit ! ;-)

n.d.r.: Taz : il diavolo della tasmania , quello dei cartoni animati looney tunes, famoso anche per sua incredibile velocità . ;-)

domenica 3 ottobre 2010

TOUJOURS NOISETTE ET... PORQUOI PAS , ASSIETTE ;-)


Quest’autunno , è per me, l’autunno delle nocciole! Ho avuto autunni/funghi, autunni/uva, autunni/sciroppo d’acero…
È iniziato con questa torta ed è continuato con un bel sacchetto colmo di nocciole che mi ha portato una cara amica. Solo a vederle le nocciole sono belle: il loro colore, la forma , peccato non ce ne siano alcune con il loro “cappellino” di foglie verde chiaro e magari attaccata a qualche rametto…un po’ ne ho messe in un cestino per arredare un angolo della cucina e un po’ le utilizzate per fare una delle cose che amo di più cucinare : il pane.
La ricetta non c’è, o meglio, dopo anni di prove e di “studi” ho una mia ricetta standard alla quale aggiungo vari ingredienti.

Ingredienti:
500 gr farina manitoba
1 cubetto di lievito o una bustina di lievito liofilizzato
Zucchero (un pluc)
½ cucchiaio di sale
100 gr nocciole tritate fini
300 ml circa di acqua tiepida
Uovo e nocciole per guarnire



Per l’impasto oramai ci pensa il mio fantastico KA ma non riesco, una volta tolta la palla di pasta dalla ciotola, a non impastarla un po’ anch’io! E’ un piacere unico al quale non rinuncio!
Fate sciogliere nell’acqua tiepida il lievito con un po’ di zucchero. Mettete nella ciotola la farina, le nocciole tritate e il sale. Fate un buco nel mezzo e versate l’acqua con il lievito e iniziate ad impastare o azionate il vostro robot preferito! :-)
Quando l’impasto è liscio ed elastico mettetelo a lievitare coperto da un telo per almeno un paio d’ore.
Controllate ogni tanto e se doveste accorgervi che è lievitato stupendamente in meno tempo, meglio! Deve quasi raddoppiare di volume.
Una volta lievitato prendete il vostro panetto (che profuma già di nocciole!) e lo impastate nuovamente per sgonfiarlo un pochino. Date la forma desiderata e mettete sulla teglia del forno coperto da un tela per ancora un’oretta.
Quando lo scoprirete il vostro pane vi avrà regalato un’ulteriore lievitatura ! non resta che spennellarlo con l’uovo e decorarlo con nocciole sgusciate.
Metterlo in forno a 180°/200° (dipende dal vostro forno) per circa mezz’ora, fino a quando sarà diventato di un bel colore dorato.

Questo è stato il pane di una cena con amici , menu (c’è da chiederlo?) autunnale:
prosciutto crudo e fichi
risotto alla zucca e salsiccia
cotechino con castagne
dischetti di polenta con gorgonzola
crostata coperta di mele cotte e fichi

il tutto annaffiato da uno stupendo Teroldego di Rotaliano (il mio rosso preferito), mentre per il dolce un classico e raffinato Ferrrari!


Ho apparecchiato con piatti “standard” di tutti i giorni presi alla mitica Ikea dove spesso bazzico perché posso , a prezzi ragionevoli, regalarmi un’immagine nuova di casa sia che si tratti di tende, cuscini che di stoviglie e io mi perdo tra queste cose e se potessi ogni giorno, ma proprio ogni giorno, comprerei qualcosa per la casa, per la cucina ! MA …è arrivato nella mia città un “pericolo” !!! Hanno aperto uno store che fa parte di quella catena di centri commerciali che ha il nome della famiglia veneziana che ne è la proprietaria ;-) e ha il reparto casa stupendo! Prezzi non proprio da ikea ma ,ogni tanto una piccola concessione ce la possiamo fare! Oggetti dal gusto raffinato ed elegante e poi, lo ammetto, ho già adocchiato due o tre o forse anche quattro, cosette niente male…
Certo che l’acquisto piatti diventa anche necessario per scopi blog-eschi! Non posso fotografare ogni cosa che cucino sempre negli stessi piatti ! Ma non posso nemmeno comperarmi , chessò, cinque servizi diversi!
Ecco l’idea : prendo un servizio da sei completamente “spagnato” ! traduzione : scelgo sei piatti fondi e sei piani e, bè già che ci sono anche, sei piattini dessert , che più mi piacciono anche se fanno parte di servizi diversi e, qui sta il bello, l’originalità del nuovo servizio starà appunto nella totale differenza (= spagnatura!) delle stoviglie!!!
Che ideona, vero??? Quando si dice : la necessità aguzza l’ingegno!
Sono certa che se qualche designer famoso lo proponesse diventerebbe molto “in”, “trendy” e anche “cult” , apparecchiare così…
In attesa di investire in questo nuovo acquisto utilizzerò come basi per i miei piatti supporti “creativi”… sapete cosa ho fatto??? Ho preso una cassetta di legno , quelle brutte della frutta&verdura e…l’ho dipinta di bianco …eh, si un bellissimo effetto decapato molto shabby chic !!!
Ehm…si capisce che tra le mille crisi che mi attanagliano in questo periodo (no comment) c’è anche quella….economica?? ;-) no, vero???
Bè e poi dopo i piatti…toccherà alle tovaglie… mi butterò sul riciclo dote famigliare (traduzione: mamma hai per caso delle tovaglie che non usi???) molto molto “vintage”…
;-))))))

sabato 2 ottobre 2010

DI LIBRI...


In questo sabato che sto trascorrendo tra i fornelli preparando una piacevole cena per amici, per distrarmi un po’ dalla cucina , vorrei parlare di libri. Il libro è “Da qualche parte versola fine” di Diana Athill. L’autrice di questo libro è classe 1917 ,l’argomento : la vecchiaia e annessi&connessi :cosa avrebbe raccontato e scritto questa anzianotta intrigante?
Dico subito che non sono d’accordo su quanto scritto in 4ta di copertina : spensierato e ironico…”
Di sicuro è tutto tranne che “spensierato e ironico” anzi, tratta tutti gli argomenti più antipatici, difficili e tristi di questo periodo della vita , però li tratta in modo così razionale, così “tanto non ci si può far nulla”, che potrebbe sembrare, in effetti, quasi spensierato.
Soprattutto è un libro che non è adatto a tutti e con questo intendo tutti coloro i quali una certa ansia per la morte ce l’hanno e hanno paura del passare degli anni e di tutti gli annessi&connessi.
Io tra le tante (???) fortune che ho non provo questo genere di emozioni nei confronti della morte, della mia morte e tantomeno della mia vecchiaia . E’ ormai storica la mia frase : “non vedo l’ora di avere 80 anni” (n.d.r.: ho sempre pensato di essere un po’, come dire,immortale , quindi per me arrivare agli 80 anni è il minimo…) :-) . Ritengo (o forse lo spero!) che, se la salute regge, sia un’età nella quale si dovrebbe essere avulsi da paranoie e si dovrebbe essere più grati per le piccole cose che la vita ti dà avendo oramai capito che stressarci, correre, dannarsi non serve a nulla : anche i minimi e impercettibili avvenimenti , dovrebbero assumere un significato di “infinito” e di “bello” che prima ,mai e poi mai ,avremmo colto.
Scrive, a questo proposito, in un “post scriptum” ,l’autrice:
“la felce arborea: adesso ha nove fronde di circa trenta centimetri l’una…non la vedrò mai diventare una pianta dalle grandi dimensioni, ma non credevo che avrei provato tanta gioia nell’osservarla per quello che è ora, una semplice felce. È valsa la pena comprarla”

E’ una donna colta che ha avuto una vita ,tutto sommato, normale ma ricca di incontri stimolanti ed è sempre stata sicura delle sue ideee, delle sue scelte, determinata e pratica. E’ una donna che racconta degli anni che passano con un realismo disarmante parlando di desiderio sessuale, di acciacchi più o meno gravi, di pensieri "concreti" che sono normali per una persona che ha passato da tempo gli ottant’anni e ne parla in modo cristallino senza voli pindarci o scappatoie letterarie.
Ci racconta della sua irreligiosità, delle sue storie d’amore ,avute anche in tarda età, che si sono trasformate, con il suo ultimo compagno, in un percorso di affettuosa amicizia nella quale ci si aiuta e ci si sostiene, parla di libri e cultura. Ci parla anche del dolore della morte delle persone care ma ne parla con un sereno distacco che , a me personalmente, non disturba e non giudico “freddo”, ma fa parte dell’osservazione razionale di un’eluttabilità dalla quale nessuno può sfuggire e lei ne parla con la gentilezza d’animo adatta per affrontare certi argomenti. Non ho mai percepito durezza o “algidità” ma, al contrario una dolce e serena accettazione molto “cristiana” anche se lei si dichiara “irreligiosa”.
E in questa sorta di “distacco” traspare la consapevolezza della fine ma anche la voglia e l’entusiasmo di fare cose nuove nonostante gli anni.
Una donna che parla quindi di rimpianti, di passioni, di amicizie, di famiglia, di lavoro,di giardinaggio, di scrittura, che fa una sorta di bilancio della propria vita senza però voler giungere a conclusioni filosofiche o cattedratiche, perché a farti diventare “filosofa” ci pensa la vita :-)
A mia mamma non è piaciuto il libro,ma dovevo immaginarlo. Mia mamma odia invecchiare e odia i vecchi (come dice lei!) e’ una bella donna , con qualche acciacco fastidioso ma sempre curata ed elegante ed evita accuratamente di entrare in discorsi troppo “intimi” e introspettivi che hanno per tema la vecchiaia . Questo è per lei un libro crudo e che dice un sacco di balle, “da vecchi (calcando su questo termine con toni dispregiativi!) si sta male e basta!” dice. E non si direbbe a guardarla mentre dice questa frase elegantemente vestita , trucco zero o quasi, gioielli originali con una verve che sprizza energia !
Io credo invece che le abbia dato fastidio l’assoluta sincerità della Diana (Athill) e la sua calma e rassegnata constatazione dell’avere 90 anni senza rimpiangere la perduta gioventù!
A me non è spiaciuto questo libretto, ammetto che mi aspettavo di più, magari una lettura più originale , ma mi sono ritrovata in molti dei pensieri dell’autrice e quindi voglio ben sperare per il mio futuro da vecchina : se queste considerazioni mi accompagneranno anche negli anni a venire probabilmente dovrei essere serena nella mia assoluta consapevolezza del passare degli anni e della fine .
“cio che muore non è il valore di una vita, bensì il contenitore consumato (o danneggiato) del sé, … è così per tutti”
Concludendo: ritengo che la lettura di questo libro, sia per tanti ma non per tutti.
Handle with care !
Sento un preoccupante odore di bruciato…scappo….mi ero dimenticata la torta in forno…..:-(

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