mercoledì 28 aprile 2010

LIGHT? NO THANKS...:-)

Spesso arrivo a casa alla sera con l’intenzione di cucinare qualcosa di light, sano e magari di andare prima a farmi una corsetta per scaricare lo stress della giornata e tenermi un po’ forma.
Spesso arrivo a casa alla sera affamata e stanca. Di andare a correre : voglia zero. A fatica sotto alla doccia che , per me , ha il potere di cancellare non solo la stanchezza ma anche i pensieri che non mi piacciono. Non vado a correre e nemmeno mi viene voglia di mangiare “light”, anzi!
Complici i wurstel presi per “emergenze” e un rotolo di pasta per pizza che avevo preso perché “non si sa mai”, ecco qui l’ideona ! :-)
Questi mini hot dog stonano in una tavola apparecchiata canonicamente ma sono perfetti per accompagnare un bel film (light, mi raccomando, almeno lui !!! niente polpettoni o film impegnati!!) , da godersi comodi sul…divano!

Ingredienti per 12 mini hot dog:

3 confezioni da 4 wurstel
1 confezione di pasta per pizza pronta

Incidere i wurstel per il lungo. Stendere la pasta e ricavare 12 strisce che andranno avvolte attorno ai wurstel.
Infornare a 180° per circa 20 minuti, o fino a quando la pasta diventerà dorata.
Sfornare e…mangiare!
A me piace accompagnarli con un’ insalata e una fresca birra cruda…

Bè…non male come “cenetta” light!e …a correre andrò domani! :-)

lunedì 26 aprile 2010

TUTTA "COLPA" DEL GLICINE



Il glicine è una della piante che preferisco. Mi piacciono i suoi fiori a grappolo, con quel colore pervinca,lilla e azzurro polvere e il loro profumo. Mi piace l’immagine eterea di questa pianta, mi piace il tronco nodoso che si attorciglia ovunque con una forza straordinaria capace di piegare anche il ferro! Il glicine mi sa di primavera e sa di mia zia Leru anche lei amante di questa pianta tanto che quando capita di stare insieme e vedere un glicine in fiore, sembriamo due pazze scatenate che lodiamo ed ammiriamo questo trionfo di primavera tra le sue volute capricciose e le soffici e ondeggianti chiome fiorite!
Questa pianta arriva dal lontano oriente, precisamente dalla Cina e dalla Mongolia.
“Essere o non essere. E’ come un glicine che si appoggia ad un albero”
recita un ko-an , ispirandosi alla caratteristica di questa pianta di appoggiarsi ad un albero, ad un muro, ad un pergolato…
Pare che il glicine sia un potente talismano contro le calamità, un filo magico che suscita le ispirazioni più sublimi e infonde la forza per poterle realizzare nel senso pratico.
Ma questa pianta è anche la scusa (un po’ tirata a dire il vero!) per parlare di una scrittrice che amo, una donna che è stata definita una delle donne più intelligenti della sua epoca,che ha vissuto negli Stati Uniti, in Svizzera, in Francia : Elisabeth von Arnim.
Il libro che me l’ha fatta conoscere è uno dei pochi libri che , periodicamente, rileggo : “Un incantevole aprile” E forse non è un caso che già dalla prima pagina si parla, appunto, di glicine?

Tutto ebbe inizio in un club per signore a Londra…Mrs Wilkins…scorrendo con occhio distratto la colonna degli annunci personali, vide questo annuncio:
“Per gli amanti del glicine e del sole. Piccolo castello medievale italiano sulle coste del Mediterraneo affittasi, ammobiliato per il mese di aprile. Servitù compresa….”


E per un gioco di coincidenze e strani incastri quattro donne diversissime tra loro si troveranno a dividere questa casa di vacanza . Tutte in fuga da situazioni o preoccupazioni quotidiane e grazie al sole , ai fiori , ai profumi imparano a lasciarsi andare e a conoscere di più loro stesse e il mondo che le circonda.
L’autrice con sapiente e spensierata irriverenza racconta di loro in modo moderno e anticonformista e queste donne inquadrate nell’austero formalismo dell’epoca scoprono la libertà di vivere senza preconcetti e limiti.
Bellobello, positivo, solare, mette allegria, voglia di fare, di sperare, di amare, voglia di mare, di fiori, di profumi…

Dopo questo libro ho letto subito “Il giardino di Elisabeth” e “Un’estate sola”, entrambi particolari, molto descrittivi . Li consiglierei a chi ama la natura, il giardinaggio , la lettura e la scrittura…


Il libro “Un’estate sola” edito da Bollati Boringheri ha una copertina bellissima, leggo che è una foto di Chery Koralic ed è un libro nel quale ho trovato una parte di me, il mio bisogno vitale di solitudine e mi sono ritrovata spesso nella protagonista , che è poi la stessa Elisabeth. Anche in questo libro le riflessioni della protagonista che a volte condivide con il marito (l’uomo di rabbia) o addirittura con le tre bimbe piccole ,sono descritte con intelligente ironia e in modo sottilmente sarcastico quasi da humor inglese.
L’incipit :

2 maggio. Ieri sera dopo cena, mentre eravamo in giardino , dissi : “voglio restare da sola per l’intera estate, e giungere all’essenza della vita. Voglio impigrirmi quanto più possibile, perché la mia anima abbia il tempo e l’agio di crescere….trascorrerò i mesi sui prati e nei boschi. Osserverò le cose che accadono in giardino e vedrò se e dove ho sbagliato. Nei giorni di pioggia mi addentrerò nel fitto della pineta, dove gli aghi sempreverdi rimangono asciutti e nei giorni di sole mi sdraierò sulla brughiera per vedere la ginestra sfolgorante sul fondale di nuvole. Sarò felice , nessuno verrà a disturbarmi. Là fuori sulla piana, tutto è silenzio e dove c’è silenzio, ho scoperto, c’è la pace”
“attenta a non bagnarti i piedi” disse l’uomo di rabbia , levandosi il sigaro dalla bocca.
"


Donna dotata di grande autoironia ma determinata e cocciuta nelle sue idee…
Si, bè…forse mi somiglia un po’ davvero . Amo la natura, i giardini, la solitudine ma…anche gli amici, i piaceri della vita e della tavola…
Per “Un incantevole aprile” imbandirei una tavola festosa, ricca di colori : pinzimonio, torte salate, pizze e focacce, melanzane alla parmigiana, pesci grigliati, spiedini , flan di spinaci…crostate di mele, pesche, albicocche…vini bianchi frizzanti e freschi…
Per “Un’estate sola” invece, cibi più “introspettivi”…peperoni e melanzane ripiene di carne e spezie , carpaccio di chianina con misticanza e mousse di gorgonzola dolce , riso venere con gamberetti e zucchine , insalata di spinaci freschi dell’orto conditi solo olio e limone, sale e tanto pepe, bruschette di pane di segale con pomodori appena colti, semifreddo al pistacchio con salsa al cioccolato e zenzero…e alla sera, tramonto sul giardino, un infuso di passiflora per trascorrere notti serene …
Il glicine saprà mai che cosa ha scatenato nella mia testa stasera? E mentre immagino le chiome fiorite di viola e pervinca , fluttuare nel vento del temporale in arrivo , mi chiudo in casa dopo aver cercato Eu (il gatto) invano … stasera per lui pura avventura per me forse un po’ di rilettura della Elisabeth…
p.s. dell'ultimo minuto : Eu (il gatto) rientrato ora ! :-)

sabato 24 aprile 2010

NON E' COME SEMBRA... ;-)



Oggi giornata “milanesa”, giro tra i negozi glamour ,lustrata di occhi qua e là . Abiti, borse, gioielli ma alla fine mi sono soffermata davanti alla vetrina di una caffè pasticceria famoso in via Montenapo pieno di torte e tortine , poi mi sono persa al piano terra della Rinascente :apoteosi del design soprattutto applicato alla casa/cucina, cooking’s books e sono rimasta in adorazione davanti al “mio” kitchen aid… c’era proprio quello che vorrei, del colore che vorrei…
Di tutto ciò ho fatto 3 foto con il cellulare (da vera fotografa!) che però stasera non riesco a scaricare… :-)
E cosa c’entra la foto di questo post? Bè è un’ispirazione venuta da un film …un film che ho visto giorni fa, che mi è piaciuto tanto e che stasera, complice una leggera stanchezza e una voglia di divano, mi rivedo… :-)
Dvd perfetto per questa serata che mi vede mangiare …uno yogurt ! si, ma uno yogurt che recita una parte , quella del dolce “leggermente” afrodisiaco del mio film : “Soul kitchen” .
Come immagine potrebbe essere lui…ma non posso far finta di aver preparato un’ottima mousse alla vaniglia e cannella con fragole , panna ,zucchero a velo …
Non parlo di questa ricetta quindi ma di questo film che ha avuto il premio leone d’argento al festival di Venezia oltre ad altri riconoscimenti. Fatih Akin, regista francese di origini turche, ambienta il film ad Amburgo e ci fa conoscere l’universo di Zinos, il greco protagonista nonché proprietario di un capannone industriale trasformato in un ristorante , il “Soul Kitchen” appunto. Il livello del locale è bassino. Si servono fritti e pasticci fatti senza amore attenzione ma per i clienti, rozzi tipi di periferia, va benissimo. Un’ernia al disco di Zinos lo costringe a trovare un altro chef. Ne arriva uno un po’ sui generis che quando non lavora fa il lanciatore di coltelli e che trasforma il locale cucinando piatti creativi utilizzando i soliti ingredienti ma presentandoli in modo diverso e rivisitato.
Nel frattempo l’aristocratica fidanzata di Zinos si trasferisce per lavoro a Shanghai dove lui pensa di raggiungerla. Come fare con il locale? Il fratello del protagonista, in prigione ma in libertà vigilata è la soluzione per la gestione del “Soul kitchen” che, nel frattempo, grazie al nuovo chef, è diventato un locale di tendenza dove la cucina ,diventata raffinata e originale e la musica scelta ,riempiono il locale ogni sera. Peccato che il fratello galeotto abbia il vizio del gioco e …perda a poker il ristorante…Zinos non parte per Shanghai e cerca in tutti i modi di riprendersi il locale in mano a delinquenti pronti a venderlo ad un immobiliarista senza scrupoli, compagno di scuola di Zinos…
Riusciranno i nostri eroi…?
Un misto di cibo, sesso, alcool, musica “giusta” , personaggi”strani” e buone intenzioni , rendono simpaticamente surreale la trama. Da vedere!!
N.d.r. : ehm…non è vero che ho mangiato solo uno yogurt… :-)

martedì 20 aprile 2010

DI TORTE, DI MELE, DI TUTTO , DI PIU' ...

.




Dopo l’ennesimo tentativo, peraltro fallito, di fare la tarte tatin, ho deciso di lasciar stare per un po’. Non riesco proprio a capire il modo giusto per far caramellare le mele e ogni prova è un disastro!
Mi vengono tutte un po’ “tisiche”…il gusto è buono ma ,ovvio, NON è la tatin dei miei sogni!
Adoro le torte di mele, tutte e quindi per una piccola voglia di riscatto e per aiutare un po’ la mia scarsissima autostima ho deciso di fare una torta sprint che non delude mai :

Ingredienti:
pasta brisè pronta
mele (circa 4)
marmellata (avevo quella di pere “imperiali” : così recita l’etichetta!)
zucchero a velo


Stendete , o meglio, srotolate la pasta brisè pronta (yuppi!!!) poi mettete una manciata di biscotti secchi sbriciolati (per far assorbire un po’ d’acqua delle mele) poi tagliate le mele a spicchi sottili e mettete li a raggiera .
Infine allungate la marmellata con un po’ di acqua tiepida e mescolate fino ad ottenere una pseudo gelatina che spalmerete sopra le mele.
Forno a 180° per circa 20 minuti mezz’ora.
Lasciate raffreddare leggermente e poi spolverizzare con zucchero a velo : il massimo della realizzazione personale, per me, in cui mi sento molto artista dal tocco magico !




Questa torta potrei tranquillamente mangiarla tutta da sola in una sera…è sottilissima, in pratica è solo frutta (illusa!) e una fettina tira l’altra…
Se la abbino poi alla lettura di un libro che mi prende e ad alla solita tisana serale, è fatta. Può succedere di tutto intorno a me (figlia, gatto, dolce metà, varie&eventuali,…non esistono) e io non sento nulla, serena nel mio nirvana mi godo il dolce e ,in questo momento la “Agnes nonna”, anche se devo dire che mi sta guardando anche la “mia” Némirovsky con il suo “Due”, e faccio fatica a non iniziare pure quello!
Cerco di leggere un libro per volta solo per dare una parvenza di ordine nella mia vita, anche se sul mio comodino ci sono almeno tre libri che mi aspettano… oltre a varie riviste, a qualche libro di cucina, vari quadernetti dove annoto le mie liste :eh si sono una “malata” di liste, lunghi elenchi di cose da fare, di cose che mi piacciono, mi piacerebbero, liste di frasi che ho trovato interessanti, liste di piatti che vorrei preparare, liste di oggetti da comperare (prima o poi), liste di siti da vedere, liste di pensieri sparsi…
La serata top per le liste è la domenica , in cui, piena di belle speranze, metto giù la fatidica lista per la settimana: incombenze e commissioni varie che, regolarmente, non rispetto, ma il solo fatto di mettere nero su bianco mi fa stare meglio e ,soprattutto, mette tranquilla la mia coscienza.
Anzi quando mi capitano settimane intense sono tutta felice di quel mega carico di cose da fare…salvo poi perdermi al primo impegno che sostituisco con qualsiasi altra faccenda NON riportata nella lista.
Esempio banale e aggiornato ad oggi: post ufficio dovevo andare dal carrozziere perché mi hanno rigato la macchina (con chiave o cacciavite o altro. Simpatici!!!) ma è un modello di impegno che non mi fa impazzire. Quindi è stato sostituito con chiacchierata con amica prima della spesa.
Scusanti: primo è lunedì ed è già un pesante fardello. Poi ho avuto una giornata "stressante" in ufficio (quando mai?) non posso andare ANCHE dal carrozziere !!!
Mi sono ricordata che non ho più matite (???) in casa (ehm, l’amica suddetta ha una cartoleria….)
Chiacchiera amabile e liberatoria con amica del cuore che ha aperto tutti i miei chakra bloccati (si, proprio tutti!!!) e mi ha quindi permesso di fare la spesa più leggiadra e di fare anche questa fantastica torta di mele supervelox!

Chi diceva che le regole sono fatte per essere infrante? Bene…condivido appieno ma…continuerò a fare le mie indispensabili liste. A proposito ….domani :pausa pranzo : banca - post ufficio : mercatino dell’usato, portare mia figlia a fare un po’ di scuola guida, telefonare a…..

Riusciranno i nostri eroi…….?

domenica 18 aprile 2010

RISOTTO VERDE : CROMOTERAPIA :-)


Il primo piatto che ho cucinato da sola , avevo 15 anni, è stato, ovviamente ,un dolce (la zuppa inglese!) ma il secondo è stato, ebbene si, un risotto !
Mia mamma è specialista di questo piatto e mio papà ne è un goloso estimatore, quindi spesso a casa mia si mangiava il risotto. Mi piaceva stare in cucina quando mia mamma cucinava ed ho imparato a fare il riso guardando lei.
Con gli anni ho imparato a farlo meglio, a cuocerlo con un brodo sopraffino utilizzando gli ingredienti migliori, le pentole giuste, i tempi giusti, riuscendo in mantecature giuste…
Il risotto che ho fatto questo week end è del modello“veloce”, nel senso che ho utilizzato un semplice e “vergognoso” brodo di dado che peraltro non disdegno. Preferisco i dadi vegetali (senza glutammato e biologici) perché con il loro gusto delicato danno il giusto apporto di sapore senza inquinare troppo gli altri ingredienti del piatto.
E poi avevo voglia di "verde" , colore che evoca la tranquillità e la pace , ma di questo dirò dopo...

Risotto verde con spinaci e gorgonzola

Ingredienti:
riso carnaroli
spinaci bolliti
gorgonzola
parmigiano reggiano
olio extravergine d’oliva
burro
scalogno
1 dado vegetale
vino bianco


Preparate il brodo vegetale : acqua + dado. Nella padella fate scaldare l’olio extravergine d’oliva e aggiungete lo scalogno tritato. Quando diventa biondo mettete il riso è fate tostare qualche minuto poi aggiungete il vino bianco e fate evaporare.
Poi aggiungete il brodo e mescolate fino a che non sia assorbito e poi aggiungete altro brodo , così fino a fine cottura (circa 20 minuti)
Dopo dieci minuti di cottura, mettete gli spinaci tritati grossolanamente.
Quando il riso è cotto spegnete il fuoco aggiungete il burro ,il parmigiano e il gorgonzola a pezzetti fate mantecare qualche minuto.
Poi mettete nei piatti e decorate con pezzetto di gorgonzola.

La cottura del riso è un gran dilemma. A me, per esempio , piace al dente e quindi continuo ad assaggiarlo per bloccare la cottura al punto giusto (per me!)
Non ho messo le quantità degli ingredienti non per mancanza di precisione (io peso tutto al grammo e mi diverto pure !) ma perché con il riso vado ad occhio…nel senso che peso il riso a tazzine del caffè, ma vale proprio la tazzina che uso io che è leggermente cilidrica e un po’ più grande del normale…una a commensale…
Gli spinaci : ne ho bolliti circa un chilo ma non li ho utilizzati tutti per il risotto, ne ho presi…un po’! sicura che sapete benissimo quantificare questo “po” :-)
Idem il gorgonzola : ne ho preso una fetta, una bella fetta (mi piace il gorgonzola!!! Quello bello “svenevole”…) ma anche in questo caso, non l’ho utilizzato tutto…
Insomma è una ricetta approssimativa, lo so e chiedo venia.
Poi ,come ben si sa, non sono proprio un mago con le foto e quando devo fotografare quello che cucino mi viene sempre una leggera gastrite…quando ho fatto questa foto il riso era appena fatto e fumava ancora…non ho aspettato e ho fatto la foto che sembra sfocata ma, vi giuro, è il vapore !!!
Purtroppo non avevo scatti alternativi, nel senso che tutti avevano il medesimo “effetto flou” e quindi… :-)

Il risotto in questione è un risotto , come ho detto,"verde" : i colori nell'alimentazione sono importanti perchè sono "energia sottile" e trasmettono grazie al potere alchemico della cucina i loro effetti .
Negli anni 40 il giapponese Georges Ohsawa giunse alla conclusione che "noi siamo quello che mangiamo" e fu allora che mise a punto il tipo di alimentazione che chiamò "macrobiotica" dal greco macro (grande) e bio (vita)
Anche la luce e i colori sono mossi dai movimenti YIN e YANG.
La frequenza elettromagnetica del colore verde è la più equilibrante di tutte essendo centrale nello spettro e contenendo le energie yin e yang allo stato potenziale.Il raggio verde ci riporta ipoteticamente verso quello stadio di immobilità energetica che si traduce in equilibrio e armonia.

Quindi non solo il risotto ci ha fatto star bene perchè, diciamolo, era proprio buonino in sè, ma di sicuro anche il "verde" ha aiutato!

E poi...com'è che si dice? Basta crederci!!! :-)

mercoledì 14 aprile 2010

PERCHE????



Perché ho deciso di fare questo dolce iper calorico e dolcissimo alle 11 di sera?
Semplice: giornata di palta in ufficio (come accade spesso purtroppo) dove è sempre normale assistere alla ascesa di persone incompetenti e prepotenti a discapito di chi si fa il mazzo ed è gentile…lo so non sono originale a raccontare queste cose!
Dopo questa giornata fantastica, a razzo (perché ero, ovviamente, in ritardo) al colloquio generale con i prof.
Chi ha figli in età scolare avrà senz’altro l’idea di cosa sono questi colloqui : ressa assurda, code chilometriche, genitori che salgono e scendono dalle scale tenendo in mano un foglietto sul quale sono riportati i nomi dei prof, la materia, le classi, l’aula dove (magicamente) trovarli…
Corridoi gremiti di gente che legge, manda sms, chiacchiera…io stasera ero modello zombie (ma leggermente incazz…perché non riesco mai a staccarmi dai pensieri in fretta quando mi fanno arrabbiare) appoggiata al muro, con borsa (valigia ) a tracolla e giubbotto in mano, con la faccia stanca e sconvolta…
Mi dicevo “dai, è l’ultimo anno di liceo .ultimi colloqui!” Ma quando entravo dai prof mi veniva quasi il magone a pensare che anche questa tappa di vita si è già quasi conclusa e tra saluti e abbracci e auguri e “sua figlia va benissimo” (che questo è l’importante!!!) sono arrivate le 20.15 !
Mando un sms alla bravissima (scolasticamente parlando!) figlia : sono ancora qui.
Risposta : ?perchè?
Perche??????? Come perché?????La mente umana si sa, è imperscrutabile e la sua lo è ancor di più…
Anyway….
Torno a casa e preparo cena super velox . Apro frigo, scansione rapida…tiro fuori (nell’ordine): 3 tipi di formaggio con marmellatina di mandarino, insalata valeriana + rucola, uovo (che mi farò poi sodo) …tortellini al prosciutto (per la “secchiona”)…
Finiamo di mangiare verso le 21,30…il tempo di sistemare la cucina, di fare quelle due o tre cosette di routine (stendino: biancheria da svuotare, altra lavatrice da fare, gatto da sfamare che arriva da giornata on the road…)
L’umore non è ancora al meglio aggravato da leggero mal di testa dovuto a stanchezza (boh? Si dice sempre così…)Urge "cake-terapy" ,oramai consolidata da anni. Di solito l’ora preferita è verso le 23/23,30 ma non è determinante; il fatto fondamentale è il bisogno indispensabile di sentire nell’aria il profumo di vaniglia, cioccolato, cannella, zucchero….di usare le mani per impastare, stendere , decorare…di fare qualcosa di dolce, creativo, rilassante…di regalarsi una coccola perché … perché si!
Quindi scatta l’operazione dolce! La scelta di solito non cade su ricette particolarmente difficili o complicate (visto l’ora e il pre-giornata!) ma devono essere abbastanza “ricche” , devono compensare le arrabbiature,lo sconforto, il senso di vuoto che abbiamo :-)
E questa sera proporzionale alle nubi che avevo addosso , ecco qua una super bomba calorica!
Avevo trascritto questa ricetta tempo fa da non mi ricordo dove e l’ho ritrovata di recente in un blog per caso…

Ingredienti
160 gr di burro morbido
60 gr di zucchero
200 gr di farina 00
Pizzico di sale
Vanillina
Dulce de leche (che ho preso in vasetto per i momenti difficili…come questo)
200 gr di cioccolato fondente


Si impasta il burro morbido con lo zucchero, si aggiungono poi la farina, il pizzico di sale e la vanillina.
Si fodera una tortiera (preferibilmente rettangolare ) io ho usato una di quelle teglie rettangolari di alluminio usa e getta di cm 30 x 20 circa.
Si inforna a 180° per circa mezz’ora.
Si fa raffreddare e poi si cosparge con il dulce de leche.
E’ già qui si incomincia a stare bene!
Poi si fonde a bagnomaria il cioccolato e lo si spalma sopra.
Qui poi la rilassatezza e il benessere sono unici. Il profumo del dolce ti cattura e i pensieri grevi spariscono !
Prima che il cioccolato diventi troppo duro si taglia la torta in quadrati (che possono anche conservarsi in frigo 2 o 3 giorni)
Tassativamente, se ne deve mangiare un quadrato o due prima di andare a dormire.
Non rimarrà assolutamente sullo stomaco e dormiremo benissimo , sogni d’oro inclusi nel pacchetto!!!
Provare per credere!!!
Buona notte…
;-)

lunedì 12 aprile 2010

APRITI SESAMO ! :-)


Ebbeno si, lo confesso, ho un passato da sfegatata seguace della “new age”… anni fa avevo frequentato ogni tipo di corso : dallo yoga (il minimo che potessi fare) ai fiori di Bach, alla psicomagia (Jodorowsky), alla macrobiotica, all’aurasoma, allo studio dei chakra, all’aromaterapia, alla meditazione, …insomma spaziavo da una seduta di visualizzazione zen ad un corso di cucina tibetana…di tutto questo periodo mi è rimasto l’interesse verso tutto ciò che ha a che fare con la natura : sia che si tratti di cibo, di fiori e piante o di erbe officinali profumate e preziose.
Per questo motivo ,sabato sono rimasta incantata da un banchetto di spezie ed erbe trovato per caso in un delizioso paesino , Eze, in Costa Azzurra che però sa già di Provenza .
Tra i colori e i profumi mi sarei comperata tutto. C’erano vari tipi di sale, erbe per tisane e infusi, spezie che profumavano di terre lontane. Peccato che i prezzi non erano proprio a buon mercato e per portarsi a casa un po’ di sane erbette avrei dovuto fare un leasing (soprattutto perchè ne avrei prese a vagonate!!!)…anyway, è stata una delizia per gli occhi e per lo spirito.
Coltivare l’animo e cercare di essere saggi e staccati dalle “cose” del mondo è il segreto che può portare alla felicità (beata new age!)
Purtroppo non è facile .
Ho intravisto nel colorato banchetto, dei semi di sesamo e non li ho comperati, visto il prezzo, pur sapendoli un cibo sattvico (secondo l’ayurveda) cioè che porta alla felicità e al benessere (del corpo ma anche dello spirito) :-)
Ho cercato di trovare la felicità altrove : in una fresca insalata nicoise mangiata in un barettino carino, con i tavolini in ferro battuto sistemati su scalini arroccati il tutto accompagnato da una fresca birra…
Devo dire che l’effetto è stato simile ad una post seduta di hata yoga e forse anche meglio di una golata di rescue remedy…

Però nel prossimo pane che farò credo ci metterò i semi di sesamo… ;-)

domenica 4 aprile 2010

CLAFOUTIS ... C'EST PLUS FACILE ;-)


Che fatica proporre un menu primaverile, da Pasqua, in questa giornata di pioggia torrenziale, tormenta e freddo polare! Bè forse ho un pò esagerato ma il tempo è davvero da lupi!
Ho fatto mille piatti carini ma come sempre finisco con il "fotografare" solo il dolce!
E quindi di questo vi parlo :-)
Clafoutis...solo il nome è dolce :-)Da tempo questo tipo di torta mi incuriosiva ma non l'aveo mai fatta. Il mese scorso sono andata in edicola e ho comperato l'ennesima rivista di cucina (una new entry)e ho visto questa ricetta.
L'ho un poco modificata et volià les ingredients, dopotutto, il est francais ...n'est pas? :-)

Ingredienti :
3 mele
100 gr di zucchero
75 gr farina 00 setacciata
3 uova intere
2 dl di latte
2 dl di panna liquida
25 gr di burro
1 baccello di vaniglia
1 pizzico di sale
zucchero a velo


Imburrare una teglia/pirofila/tortiera. Scaldate il latte e la panna con il bacello di vaniglia ,tagliato in due e privato dei semi. Quando il tutto bolle, spegnere il fuoco e lasciar raffreddare, quindi, filtrare.
Sbattere le uova con lo zucchero fino ad ottenere una crema bella spumosa.
Aggiungete la farina , un pizzico di sale e infine, un pò alla volta, il latte e la panna aromatizzati alla vaniglia.
Sbucciare le mele e tagliare a tocchetti. Disporle nella teglia/pirofila/tortiera e versare la crema coprendo il tutto.
Mettete fiocchetti di burro qua e là e infornate a 200° per circa 20 minuti, poi abbassate a 180° per altri 20 minuti.
Una volta sfornato il clafoutis spolverizzate con zucchero a velo .

Secondo me, la morte sua è con le ciliegie (che io snocciolerei, anche se tante ricette le propongono come ...natura crea! quindi con nocciolo!)
Ma oggi, a parte la stagione sbagliata, mi ispiravano le mele...hanno quest'aria vagamente autunnale (che ci sta!)

E a proposito di stagioni...oggi ho finito di leggere il libro della Baresani ,che non mi ha fatto particolarmente impazzire, ma mi ha fatto scoprire un poeta.
Ecco quindi un piccolo assaggio nel quale traspaiono i miti prediletti dell'autore ( e non solo di lui!!!) : il sole e l'estate.
E vorrei fossero un augurio per tutti ! :-)


"Mattino domenicale" di W. Stevens

"Non troverà, o sole, nei tuoi agi,
In agri frutti e in ali d’oro verde,
Nei balsami e le grazie della terra,
Cose da amare quasi idea del cielo?
Vivere deve il dio dentro di lei:
In passioni di pioggia, ansie di neve,
Crucci di solitudine, trionfi
Di boschi in fiore, brividi notturni
Sulle vie rugiadose dell’autunno;
In pena e in gioia, ricordando il ramo
Verde d’estate e arido d’inverno."

"lusinghe di vestaglia, a ora tarda
caffè e arance sulla sedia al sole"

sabato 3 aprile 2010

DOLCE DI ..."PRIMAVERA" :-)


Questa giornata autunnale :-) mi ha ispirato questo dolce ai…marroni!
Questo è il periodo del trionfo dei gialli, dei verdini pallidi, dei rosa fucsia e a me invece, viene in mente il marrone! Anyway…Complice questo cielo grigio, la temperatura non certo primaverile e il fatto che castagne e marroni mi piacciono un sacco e sfogliando il mio tomo di ricette , ho trovato questa…l’avevo scaricata da un blog che seguo : la cucina di calycantus (non so perchè ma non riesco a "linkarlo" uff...)


Ingredienti :
1 barattolo di crema di marroni da 500 gr (io l’ho trovata da 400 gr)
100 gr di burro
100 gr di cioccolato (fondente al 70%)
3 uova intere
1 cucchiaio di farina
Zucchero a velo

Fate sciogliere il cioccolato con il burro a bagnomaria. In un recipiente mescolate la crema di marroni, le uova e la farina. Quando il composto burro e cioccolato si è raffreddato, incorporarlo agli altri ingredienti. Versate in uno stampo , mettete in forno a 180° per 40/45 minuti.
Spolverizzate di zucchero a velo.

Io ho lasciato i miei tortini 45 minuti nel forno ma gli ultimi 10 minuti ho abbassato a 150°. Il composto è morbido (tipo budino) e , controllando la cottura, mi sono accorta che l’impasto ,dopo mezz’ora, era ancora troppo “molle”. Per non rischiare di bruciare il tutto ho preferito abbassare la temperatura per far sì che i tortini cuocessero bene all’interno.
Morale : i tempi e la temperatura del forno sono indicativi, vi consiglio di verificare “dal vivo” sia che decidiate di farne una torta o dei dolcetti come quelli che ho fatto io.

Languidi tortini che appena sfornati e leggermente raffreddati si possono mangiare addirittura con il cucchiaio (io , ovviamente , non ho resistito e il primo l’ho assaggiato caldo… svenevole e morbidissimo) . Se invece li facciamo raffreddare ben bene , rimangono più compatti pur mantenendo un dolcissima natura soft.
Il gusto della crema di marroni (forse i 100 gr in meno hanno modificato il gusto originale!) non è però così intensa come immaginavo sovrastata dal cioccolato , ma ciò non toglie che il sapore è fantastico lo stesso.
Non faranno parte del menu di Pasqua, per quello mi ostinerò a preparare tutti quei piatti colorati, allegri che fanno tanto primavera anche se pare che domani pioverà dirotto! Bah, magari hanno sbagliato le previsioni…e comunque ci ritroveremo a mangiare freschi antipasti, insalatine leggere, uova proposte in mille vesti creative come se ci fosse il sole…
E a proposito di colori:

(Sono una piccola ape furibonda)
Mi piace cambiare di colore
Mi piace cambiare di misura

Alda Merini

Buona Pasqua!

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