sabato 28 gennaio 2012

MISE EN PLACE ORIGINALI OVVERO QUEL GENIO DI CARL KLEINER...



Oggi sono felice perché …piove. Avevo voglia di giornate da vero inverno e le previsoni mi illudono addirittura comunicandomi …neve a partire già da stasera…
Quindi stamattina mi sono alzata presto e sono andata a far la spesa per cucinare lungo tutto questo we uggioso, piovoso e magari nevoso.
Le ricette sono quelle che non si ha mai il tempo di fare…piatti elaborati, dai tempi lunghissimi e che necessitano di cure attente e costanti…se vi dico julia child per esempio? E se dico boeuf bourguignon ?? J  (vi farò sapere come andrà…)

Per questo post però nessuna ricetta, nessuna foto di cibo ma invece un tema che comuqnue con la cucina si sposa alla grande e del quale sono un’appassionata … food design,mise en place …ikea!:-)

Più volte ho scritto di questo magazzino svedese nel quale si esaudiscono desideri con minima spesa e massima resa…si può cambiare il look della propria casa con semplici ed economici tocchi qua e là…si possono rinnovare piatti e bicchieri senza svenire  per il prezzo. E poi l’ikea è un pozzo di creatività che coinvolge giovani designers sia per progettare i propri prodotti sia per iniziative pubblicitarie. Questo preambolo per parlare di Carl Kleiner  , designer e creativo, autore di un libro di food di ikea, “Hembakat är Bäst” ("Fatto in casa è meglio"), per ora in vendita solo in Svezia





Alcune immagini del libro prese da qui .  Quelle con sfondo colorato descrivono gli ingredienti e quelle con sfondo bianco rappresentano il piatto finito.  Probabilmente io ho qualche sfumatura autistica J che mi fa spesso ricercare nelle situazioni , negli oggetti numeri o sistemazioni geometriche quindi queste foto mi fanno impazzire e appagano questa mia  (ora non più) segreta caratteristica un po’ paranoica  J !!

Perdendomi nel web a leggere del Carl e delle sue opere , ho scoperto che il ragazzo è stato nuovamente contattato da ikea per commissionargli una nuova campagna pubblicitaria relativa agli oggetti : piatti, bicchieri e pentole e lui così li ha rappresentati senza tradire il suo mood : oggetti che diventano parti di una  foto come un quadro astratto, simmetrie e cromie studiate per rendere una mise en place un’opera d’arte moderna.
Le idee sono da copiare , magari apparecchiando non proprio come lui propone ma rubando  gli accostamenti di colore e gli oggetti scelti per il set.
Diciamo che queste originali mise e n place si discostano leggermente da quello che scriveva nel lontano 1877 la Marchesa Colombi :

la biancheria da tavola può essere di fiandra ricca senza guarnizioni come usava altre volte, può essere ricamata in giro , oppure ai due capi alla modo del medio-evo …..Ad ogni mdo deve avere le iniziali del padrone di casa, ricamate.
I tovaglioli si piegano semplicemente in quadrato colla cifra in evidenza. Tutti gli altri artifici di piegature sono volgarità da locanda. Le sottocoppe, pel momento, si usano non più d’argento , né di porcellana, ma assortite  alla biancheria da tavola, rotonde o quadrate colla cifra in mezzo. Una striscia lunga, assortita alla tovaglia, ma sempre ricamata a colori, si mette ora in diagonale traverso la tovaglia bianca. E’ l’ultima novità”

“La Gente per bene” Marchesa Colombi – interlinea edizioni

 Ne è passato di tempo e ,si sa, le mode cambiano… a voi la scelta per la vostra prossima mise en place : un look super moderno o scegliere un tuffo nel passato, da Marchesa Colombi, che può creare un allure speciale ad una tavola che rimanda a tempi andati e al fascino  dei fasti di allora…


venerdì 27 gennaio 2012

OCCHIO, MALOCCHIO, PREZZEMOLO E FINOCCHIO... AUGURI ALE!!!



« Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio,
ego me baptizzo contro il malocchio.
Puh! Puh!
E con il peperoncino e un po' d'insaléta
ti protegge la Madonna dell'Incoronéta;
con l'olio, il sale, e l'aceto
ti protegge la Madonna dello Sterpeto;
corrrrrno di bue, latte screméto,
proteggi questa chésa dall'innominéto. »




Non è facile scrivere un post di auguri di buon compleanno per una persona speciale.
Essendo il mio, un piccolo un blog nel quale si parla anche di cucina, non potevo non pensare di regalare alla mia amica Ale  un piatto scaramantico J
Ecco quindi il mio risotto alla melograna .
Prima di descrivere la semplice ricetta , solo una piccola nota per dimostrare ,con un certo orgoglio, un certo feeling con la festeggiata. Il  braccialetto che ho voluto fotografare accanto al piatto è il mio, lo porto sempre …e ,come potete notare ,è composto da charms…
Uno con la lettera identificativa (robi) e poi??? Cornetto e ferro di cavallo, dono di Marie Antoniette  a questa mamy che ogni tanto (spesso…) è vittima di sfighe qua e là..
Quindi cara Ale oltre a mille punti in comune , di cui vado immensamente fiera, eccone un altro del quale faremmo volentieri a meno : essere predilette dal destino…ehm, avverso…J
Per fortuna la nostra filosofia di vita ,allenata da dure prove ci permette di essere superiori e di affrontare al meglio gli intoppi che ci capitano….ma adesso basta!!!
Con un titolo di post così, un banner (bellissimo!!!) così, una poesia così…non c’è più storia!
Perché il melograno? Il melograno è un frutto magico che attira la fortuna,,,può bastare??? J
. Con il suo aspetto elegante arricchisce qualsiasi preparazione sia come orpello decorativo che come ingrediente vero e proprio. Volevo trovare per la mia amica Ale ,  un qualcosa che portasse bene ma che avesse  anche un’allure chic , perché  a lei, donna elegante, da perle e ballerine, si addice un’atmosfera simpatica senza però rinunciare alla classe.
Quindi ecco un piatto di cristallo perché volevo per lei qualcosa di prezioso, uno sfondo nero perché è il colore del mitico tubino di Givenchy (che ci piace un sacco!!!) e riso e melograno per augurarle oltre che buon compleanno una….fortuna cosmica!


Ingredienti per due
160gr riso carnaroli
Brodo vegetale
2 piccoli formaggi caprini freschi(di quelli stra buoni)
2 melograni
Pepe
Olio extravergine d’oliva
Per prima cosa ho ho tolto i semi a due melograni e ne ho frullato una parte , diciamo ¼ , i chicchi rimanenti li ho poi usati come decorazione e aggiunti al riso.
Per questo risotto non ho fatto il soffritto, (mi capita spesso di fare così, si lo so…inorridite pure!)
Ho messo un poco d’olio in una padella e ho fatto imbiondire il riso qualche minuto. Ho aggiunto il succo del melograno filtrato.Ho quindi aggiunto il brodo vegetale , un mestolo per volta , aggiungendone un altro a liquido assorbito.
Dopo circa 15 minuti ho aggiunto i due piccoli formaggini caprini e ho cucinato il risotto ancora per 5 minuti fino a quando non è risultato cotto al dente.
L’allestimento è stato  aggiungere i chicchi del melograno rimasto e pepe a piacere.
E’ un risotto piacevolmente delicato, semplice ma originale e non sfigura in una cena blasonée J
Concludo questo post di auguri fatti con il cuore con questo proverbio spagnolo:
per te Ale, auguri!!!!
“Fare amicizia è un bene
Avere un’amicizia è un dono
Conservare un’amicizia è una virtù
Essere un amico è un onore “

domenica 22 gennaio 2012

EHM…QUASI TAGLIATELLE CON INCLUSIONI DI PREZZEMOLO PER UN (FATICOSO) BRODO DI PESCE…OVVERO : HO TOPPATO L’EMMETI!!!

mtgennaio

mtgennaio2


Mi sono accorta ora , mentre mi accingevo a scrivere il post per l’emmeti di gennaio che…ho clamorosamente …toppato!
Eh, si ….ero talmente concentrata sul fatto di tirare la sfoglia a mano che mi sono completamente dimenticata che dovevano essere solo…..tagliatelle….
E adesso???Non ce la posso fare a trovare tempo per dedicarmi con così tanto amore a rifarle sigh…(si, sto tentando di impietosire la giuria…e allora?????)
Quindi????
Io decido di raccontarvi lo stesso la ricetta e decido di intitolarla con un  “quasi tagliatelle” che inequivocabilmente non sono…
La pasta fatta in casa la faccio da anni ma, ahimè, mai tirando la sfoglia a mano.
Ho chiesto in giro “illuminazioni” in merito e ho ricevuto dei “ma è facilissimooooo!!!” e  dei “ma te sei matta!! A mano??? Ma và…..”
Quindi mi sono armata di pazienza e mi sono messa a guardare video su video su youtube sull’argomento…
E inoltre ,oltre alla prova della sfoglia mi sono anche cimentata nel brodo di pesce che mai avevo fatto …non amo avere a che fare con carne&pesce soprattutto se questo significa pulire, disossare, deliscare,ecc…
Dunque…si dia inizio alle…danze:
eh si perché per me tirare la sfoglia come si deve , è stato come imparare un passo di danza o una semplice sequenza da step, attività nelle quali sono da sempre negata.
Credo di essere la persona più scoordinata del mondo e in palestra è oramai un classico vedermi fare movimenti con la parte sinistra quando tutti stanno usando la destra e viceversa. Non ho senso del ritmo e non riesco ad associare movimento a musica.
Detto ciò guardare, su you tube,  signore giovani e meno giovani usare il mattarello con grazia, eleganza e coordinazione e creare sfoglie di pasta sottilissime mi era subito sembrata una mission impossibile per me. La tentazione di tirar fuori la mia Olimpia , la macchina per fare la pasta, confesso, è stata forte…tanto chi mi vedeva???
Ma oltre ad essere scoordinata sono, mannaggia a me, troppo onesta e mai e poi mai sarei stata capace di mentire in modo così spudorato pur avendone le possibilità: il web è per eccellenza il mondo degli avatar, delle bufale, dei mondi paralleli…
Ho ingaggiato la dolcemetà per fotografare la sottoscritta durante questa performance a testimonianza del tutto. Foto in diretta J rischiando il flop…infatti la mia sfoglia è stata fatta con un uovo solo in previsione di doverla rifare “n” volte…inoltre  il mio mattarello non era del modello “emiliano” e quindi non avrebbe supportato a dovere la sfoglia/lenzuolo che avrei certamente fatto con più uova  J (mi piace credere che avrebbe potuto essere così..)
Per la ricetta precisa vi rimando al post della ale.

impasto10


Dopo aver fatto la sfoglia della quale sono  molto orgogliosa , mi sono fatta prendere dall’entusiasmo per questa ricetta e …chi si ricordava più che dovevano essere solo…tagliatelle??? l’ho tagliata in strisce di circa 4 dita , l’ho tirata ancora un po’ e ho appoggiato sulla metà le foglie di prezzemolo che avevo precedentemente lavato, asciugato e appiattito con il mattarello.
Ho ripiegato la metà della pasta senza prezzemolo , ho pigiato bene con mani facendola aderire  e l’ho ancora stesa con il mattarello.
Ho quindi tagliato la sfoglia in quadrotti, ehm, volevo dire , in quasi tagliatelle,  abbastanza grandi , in ognuno c’era una foglia di prezzemolo che si intravedeva.
impasto11

Avevo preparato (a fatica) il giorno prima il brodo di pesce.Ero andata in pescheria e mi ero fatta dare un merluzzo, una sogliola e delle cicale chiedendo al pescivendolo di pulirmi i pesci e di darmi le teste e le lische per il pesce.
Non posso scrivere come tante food writer blasonate  : “il mio pescivendolo di fiducia” ostentando non solo familiarità con la fauna ittica ma anche una certa competenza in materia tanto da meritarmi la considerazione del suddetto pescivendolo (di fiducia, of course…)
Non sono capace a cucinare il pesce, non lo conosco e non vado mai, quasi mai, dallo stesso pescivendolo…
Anzi se proprio devo dire la verità , sono andata lontano dalla mia zona a comperare il pesce… e ho fatto bene perché il pescivendolo ha incominciato a dirmi che questi pesci erano insufficienti per fare il brodo  e bla bla e bla bla…
Ho risposto “ma non devo fare un brodo brodo di pesce è un quasi brodo  nel quale il sapore del pesce deve essere molto molto vago…
Mi ha guardata male e con lui anche parte degi altri acquirenti, ma io forte del fatto di essere in “terra straniera” non me ne sono curata più di tanto e sono uscita con il mio pacchetto…
Con estremo coraggio ho preso teste e lische e cicale  e le ho messe sotto l’acqua corrente, nel frattempo in una padella ho messo un goccio d’olio (troppo poco) uno spicchio d’aglio (che ho poi tolto) e i gambi del prezzemolo.
Ho fatto tostare un attimo gli scarti del pesce e ho quindi versato dell’acqua . ho fatto cuocere il tutto per circa venti minuti. Ho filtrato il brodo.
Il sapore era delicatissimo e, devo dire, non male. Forse  chi ama il gusto del pesce più intenso l’avrebbe giudicato poco saporito ma l’ho ritenuto  perfetto per le mie , ehm, quasi  tagliatelle.

Sia giovedì che venerdì ammetto di aver guardato le ricette finora postate relative a questo emmeti e da vera stordita (quale spesso sono…) mi sono detta : “ma guarda che strano…tutte proprio tutte hanno fatte le tagliatelle.”
E non mi è nemmeno passato per la mente di andarmi a rileggere le regole !!!!…ma non solo,quando ho scovato l’idea per queste , ehm, quasi tagliatelle, ero tutta contenta per la…genialata!
Vabbè dai, stendiamo un velo pietoso …cosa altro posso dire???Sarà la menopausa? L’età che avanza? Una vaga superficialità che accompagna , a volte, la mia vita? Mentre scrivo mi viene da ridere…se  Marie Antoniette leggerà questo post sono fritta!!!
E’ già un “periodo” (anni???) che ha scarsa considerazione della sua mamy, chissà dopo questa mia perfomance cosa dirà la petite reine !!!
Per fortuna ho la quasi certezza che non navigherà da queste parti…VIVA twitter e FB…che , inconsapevoli,stanno salvando la mia faccia al..castello!!! J


mercoledì 18 gennaio 2012

MINESTRA NR. 2 E UN LIBRO, OVVERO, LA FINE DELLA DIETA !!! ;-)


Lo so. Lo so che certe foto sul blog non andrebbero pubblicate. Lo so che se voglio che il m io blog abbia (almeno) una parvenza di blog di cucina non dovrei postare ricette del genere, …
Forse la pseudo dieta che ho deciso di fare , mi obbliga a mangiare cose molto poco goduriose e la rabbia mi fa sragionare e ...rendere pubblica questa , ehm, ricetta.
Morale : questa la serata , questa la cena e….il dopo cena.
Arrivo a casa (Alone!!! Da tempo immemorabile…..) dopo essermi concessa (post ufficio) un giretto in libreria per spendere e , soprattutto, spandere, un buono regalatomi dalla grande Roby (mia amica del cuore).
Sono riuscita, ovviamente, ad uscire dal budget ma con una soddisfazione che non provavo da tempo. Complici gli sconti sul web, i miei giri in libreria si erano diradati facendomi quasi dimenticare il piacere perverso che si prova nel toccare le copertine dei libri, aprirli (con massima cura) e leggere qua e là frasi, parole che ti catturano al punto di farti decidere, d’istinto, l’acquisto.
Così mi piace comprare i libri. Non seguo classifiche dei più venduti, dei più regalati, no…vado a sensazioni tattili e visive.
E così tra i vari libri presi, c’era anche l’ultimo della Chiara Gamberale “l’amore quando c’era”, un romanzo/saggio sull’amore. poche pagine , scritte sotto forma di mail e di sms,…l’ho letto in due ore.


Nel frattempo , tra una pagina letta e una riflessione, ho preparato anche questa minestra nr.2

Ingredienti:
1 zucchina
1 patata
1 broccolo (grande)
4 rosette di cavolfiore
Dado vegetale
Pastina all’uovo

Tagliare le verdure a piccoli pezzi e mettere nella pentola con acqua e dado. Far bollire per 15 minuti. Frullare il tutto con minipimer. Rimettere sul fuoco , portare ad ebollizione e versare una manciata di pastina…
Dato che nel momento in cui stavo versando la pastina , ero distratta dal libro, non ho controllato la quantità che, una volta cotta si è rivelata spaventosamente …esagerata.
Anyway… adoro le minestre “spesse” :-)

Ho mangiato questa minestra accompagnata al tè verde, del quale sono oramai una fan sfegatata. Tutti i giorni mi presento in ufficio con thermos di tè verde che bevo ,ligia, durante il giorno. Anti radicali liberi, anti cancro, anti...tuttoilmaledelmondo, questa bevanda mi fa sentire ancora più “santa” (o forse martire???) per lo sforzo volto alla mia purificazione :-) e disintossicazione :-)

Una riflessione spontanea mentre mangiavo: ma non è che mi sto creando problemi quando ,in realtà, non ne avrei donde????Mi sto complicando la vita (leggi: dieta , detox) perché forse solo così mi sembra di fare un qualcosa di utile, di giusto per ottenere un risultato, una gratifica ???
E per il gioco perverso delle coincidenze leggevo proprio in quel momento :

“…valgo qualcosa solo se mi entusiasmo. Ma nello stesso tempo, mentre mi entusiasmo, proprio perché mi entusiasmo e perchè l’entusiasmo porta con sé date di scadenza precise e micidiali,rischio l’avvelenamento. E per non rovinarmi, mi rovino.

Persone come noi, persone incapaci di stare davvero bene mentre stanno bene, rendono perfetto solo quello che hanno già vissuto o che potranno vivere.
...
Il nostro modo di essere un problema per noi stessi, e dunque forse di avere un senso, è questo.

Chiara gamberale – L’amore quando c’era

Gulp….
Ho sparecchiato, ho sistemato la cucina e mi sono diretta al mobile con l’anta lunga.
L’ho aperta. Ho preso una scatolina di plastica trasparente, stretta e alta. L’ho aperta e ho versato nella mano una manciata super abbondante del contenuto : pistacchi di Bronte ricoperti di cioccolato fondente.
Ho preso un libro di quelli appena acquistati (NON più quello della Gamberale, l'avevo finito, per fortuna!) : un confortante, lussuoso, patinato, invitante libro di cucina. Blasoné quanto basta per farmi ritornare il sorriso e per farmi forse decidere di piantarla lì con ‘sta dieta……
Mentre sfogliavo questo libro (n.d.r. “Merry Christmas” della Csaba) e mi godevo i pistacchi cioccolatosi, la mia moleskine si arricchiva di nuove liste “to do” e, vi assicuro, le calorie non si contano :-) e non vedo l’ora di mettermi all’opera!!!!

p.s.: il libro della Gamberale però mi è piaciuto e mi sento di consigliarlo perchè pur nei ragionamenti contorti che contiene , ci regala pensieri sull'amore di una ovvietà disarmante che fa comunque riflettere.

domenica 15 gennaio 2012

UNA QUASI TORTA DI NIGELLA PER UN DICIOTTESIMO COMPLEANNO (PERFETTA DOPO UNA SEDUTA DALL'ESTETISTA ...)



Ho sempre amato i compleanni. I miei e quelli degli altri. Da sempre, nella mia famiglia, i compleannI sono stati ricordati e festeggiati come una bella festa.
Mia nonna non si è mai scordata una data di nascita della nostra grande (un tempo…) famiglia, una ricorrenza, un anniversario e adesso io , mia mamma e le mie zie portiamo avanti questa…filosofia di vita.
Quando mi capita di sentire qualcuno che dice che non ama festeggiare il suo compleanno mi sembra un’assurdità. “com’è possibile?” penso.
E quindi sono sempre ben disposta ad organizzare festeggiamenti per queste occasione ma soprattutto sono sempre dispostissima a fare torte!
Possono essere dei classici o new entry che, gli trasformano gli ignari festeggianti in cavie inconsapevoli…
La torta che ho fatto  era una torta importante perché era per un diciottesimo compleanno e dato che per la sottoscritta,  i 18 anni sono stati favolosi e avevano rappresentato un traguardo ambito, li considero sempre speciali !
Il festeggiato era uno dei due “bambini” della dolcemetà , il quale poverino, si è sorbito più festeggiamenti (destino, a volte, dei figli di separati) tra i quali avrà di sicuro preferito quello solo con gli amici J ! Ma io non potevo non fargli una torta e quindi….gli è toccata !!
Io ero agitata come lo sono sempre quando ho gente …ma lo ero ancor di più perché ho sperimentato una torta nuovissima sia come ricetta che come “genere”, ma soprattutto perché ho fatto una torta della mia mitica Nigella …con varianti.
L’idea era quella di fare una torta “americana” e con questo intendo quelle bellissime immortalate nelle riviste nelle quali mi perdo (quelle della Martha (Stewart) della Donna (Hay) e via dicendo…) e simile a quelle che sempre più spesso diventano le copertine di libri come “Magnolia bakery cookbook” ,(cito questo perché l’ho visto di recente…)
Insomma doveva essere una torta a più strati coperta di morbida panna….
E così è stato J


Il titolo della ricetta è (come riporta il libro della nigella  “Delizie divine”):
TORTA AL CIOCCOLATO CON PANNA ACIDA E GLASSA ALLA PANNA ACIDA
Ma il titolo della mia torta è:
TORTA AL CIOCCOLATO  …SPETTINATA DI PANNA
Diciamo subito che ho copiato solo la torta al cioccolato e nemmeno tanto fedelmente
Torta :
Ingredienti:
200 gr farina
200 gr zucchero
¾ di cucchiaino di lievito (io ho usato una bustina)
¼ di cucchiaino di bicarbonato di sodio (io non l’ho messo)
½ cucchiaino di sale
200 gr burro morbido
40 gr cacao amaro
150 ml panna acida (io ho usato lo yogurt magro)
2 uova grandi
1 cucchiaino ½ di estratto di vaniglia (io ho usato la bacca ) 
Mescolare farina, lievito zucchero, bicarbonato e sale in una ciotola, poi con uno sbattitore elettrico incorporare il burro.
In una caraffa sbattere cacao, panna acida , le uova e la vaniglia. Quindi versare il composto nella ciotola con la farina e il resto degli ingredienti,e amalgamare il tutto.
Prendere 2 tortiere dal diametro di 20 cm (io ho utilizzato quelle di alluminio usa e getta), ungerle bene e versare l’impasto.
Infornare per circa 30 minuti nel forno già caldo a 180°.
Quindi farle intiepidire  nello stampo e poi sfornarle per farle raffreddare ben bene. 
Mousse al cioccolato:
ingredienti:
2 uova intere
2 tuorli
200 gr di cioccolato fondente
2 cucchiai di zucchero vanigliato
60 gr di burro
Sciogliere il cioccolato a bagnomaria e mescolare con lo zucchero vanigliato, il burro morbido e i 4 tuorli. Montare a neve ben ferma i due albumi e incorporarli al resto.
Mettere in frigo qualche ora.
La parte più difficile di questo dolce è stata ,almeno per me, tagliare le torte in due…
La ricetta diceva di sovrapporre le due torte ma le mie , forse perché avevo messo più lievito, sono uscite abbastanza alte e quindi impensabile sovrapporle.
Morale di due torte divise in due , per un totale di 4 strati, ne ho usati solo tre…pareggiandoli meglio di un geometra ! o quasi…
Allestimento:
se fossi una donna precisa, sarei dotata di attrezzatura ad hoc, senza dimenticare i must have della pasticceria ,ma invece non è così…pertanto il coppa pasta dal diametro 20 cm, che mi avrebbe permesso di farcire al meglio la mia torta non ce l’ho e quindi,  non sarò “donna precisa” ma “donna creativa” si, quindi …
ho preso un cartoncino  (no, non è vero, non era proprio un cartoncino ma un foglio di carta  abbastanza grande che ho piegato più volte per renderlo più spesso. Ho creato una striscia alta circa 10 cm . ho messo lo scotch per tenere fermo il tutto e….)che ho tagliato nella misura che mi serviva , ne ho fatto un cerchio che ho rivestito con alluminio…certo era un po’ “sbirolo” (poco …circolare) ma ha assolto pienamente la sua funzione J !!!
ho messo quindi nel mio personalissimo coppa pasta un cerchio di torta, ho messo la mia mousse in un sac a poche (usa e getta) , ho tagliato semplicemente la punta e ho messo metà della mousse di cioccolato ,formando una spirale in modo da ricoprire bene tutta la base …ho quindi messo il secondo cerchio di torta , ho messo la rimanente mousse e ho messo il terzo cerchio di torta …
questa impalcatura è stata in frigo un giorno e la sera dopo (quella fatidica della festa)
ho montato la panna con un cucchiaio di zucchero a velo e ho quindi ricoperto il dolce dando una sorta di spettinatura al tutto, creando dei “baffi” qua e là…
per finire : spolverata di cacao…
ho rimesso in frigo…fino al momento del brindisi!!! 
So che ho già scritto tanto ma questa la devo proprio dire…tra l’uscita dell’ufficio e il rientro a casa durante il quale:  ho finito/decorato  il dolce ,sistemato tavolo (già pre allestito dalla dolcemetà) , “arredati” gli antipasti e messo in forno arista alle mele (fatta dalla dolcemetà) e gratin di coste (preparato la sera prima)….ecco, dicevo, prima di arrivare a casa,  sono andata dall’estetista … ebbene si!
Avevo ricevuto in regalo per natale, un favoloso massaggio corpo con scrub dalla mia mamy e avevo prenotato senza ricordarmi della festa….
Mi scocciava disdire il giorno prima (perché solo allora mi ero accorta della …sovrapposizione!!!) e quindi, uscendo mezz’ora prima dall’ufficio (non esageriamo!!!!) avevo calcolato che…ce la potevo fare!
In effetti ce l’ho fatta ….sono arrivata a casa con una faccia beatamente sconvolta, con la (segreta ma doverosa)  voglia di continuare il relax iniziato dall’estetista, sul divano…
Mi sono data una pseudo sistemata ai capelli e al look e poi …voilà, mi sono presentata con uno sguardo languido, vagamente da triglia , conseguenza del relax …
anyway…l’importante è che la torta sia piaciuta .
A me si…ed è proprio lì che mi sono lasciata andare continuando il rilassamento post scrub, gustandomi generose cucchiaiate di torta morbida e cioccolatosa…ho fatto pure il bis !!
Tanto ho già prenotato un massaggio snellente e anticellulite !!!
Che donna previdente!!!

lunedì 9 gennaio 2012

LA VERA (?) FOCACCIA : TENTATIVO NR. 1

 photo by Marie Antoinette

Evidentemente per me ,la parola “ dieta” ha un significato particolare…
Vista la ricetta che non solo posto oggi , ma che ho bellamente e abbondantemente assaggiato …
Diciamo che nella vita esistono delle priorità e il mio piccolo blog è assolutamente sul podio .
Complice una bellissima giornata genovese trascorsa con persone speciali , durante la quale abbiamo mangiato (eh bè….) e parlato di cibo ( eh bè…), eccomi tornare a casa con la vera ricetta per fare la focaccia genovese/ligure. Quella bella unta e stra unta, morbida che la mangi e non la smetti più…
Cioè, il segreto era , in realtà, custodito dalla dolcemetà che aveva seguito attentamente la spiegazione del marito di una cara amica, nonché autrice di uno dei blog più tosti che esistano, che, in onore di questo, diventa, de facto,  esperto pure lui del “da mangiare”…
Il segreto riportatomi consiste nel cuocere nel forno la focaccia quasi in…salamoia, cioè coperta completamente di acqua ,”e forse, poco olio…”avevo aggiunto io, “No, solo acqua.. Ma proprio coperta completamente. Devono “uscire” solo le “montagnole” che si formano pizzicando la pasta” riportava la dolcemetà.
E qui mi tocca ammettere un mio limite, che di sicuro, ha origini psicologiche…
Spesso, anzi, sempre, quando leggo una ricetta che giudico “troppo” , non ho il coraggio di attenermi a quanto scritto. Per “troppo” intendo ricette con , per esempio, un numero spropositato di…uova , una quantità di burro…imbarazzante, tempi di cottura eccessivi, insomma particolari di sicuro determinanti per la riuscita che a me …spaventano e mi bloccano.
Soffro di blocco da…eccesso.
Ricordo ancora una ricetta riportata in un libro della Ruth Reichl, non ricordo bene quale fosse (li ho letti tutti…) nel quale, in una ricetta per una torta, erano previste 12 uova, ma forse erano di più. Il mio primo pensiero era stato “mai potrei fare una torta che preveda tutte quelle uova”
Perché, mi chiedo (ogni tanto), perché reagisco così????
Anche per questa focaccia le sicure direttive della dolcemetà mi erano sembrate “troppo”
“come… TUTTA coperta d’acqua?????” avevo chiesto
“ Tutta.” la risposta
Ma non ce l’ho fatta…mettevo l’acqua sulla superficie con un piccolo pennellino piatto (che mi piace un sacco), quasi fossero spennellate di…fard.
E lui “ma no! Di più!”
“ma guarda che il pennello ne trattiene di acqua!!! Ne scende, sai!”
“si ma se deve essere coperta devi rovesciarla l’acqua!”
Rovesciarla???? Solo sentire quella parola così, rovinosamente onomatopeica, stavo male….solo alla fine ho inclinato un poco la ciotola dell’acqua ,facendola scorrere, piano ,piano , sempre aiutata dal fido pennellino…ma non ce l’ho fatta a metterla tutta.
“ dai, per questa volta proviamo (plurale…:-)…) a metterne poca e vediamo come viene…”
E con questa frase ho infornato la mia/nostra focaccia.


Bè, la foto (opera della petite reine!!!) parla da sola! È venuta buonissima ma, in effetti non morbida e “umida” come avrebbe dovuto e so perfettamente che la “colpa” (metto tra virgolette perché “colpa” è un sostantivo che giudico “troppo” …:-) o no???? ) è solo mia…
La dolcemetà non ha infierito e persino Marie Antoinette che era presente prima, durante e dopo il film della focaccia, l’ha giudicata buona anche se un po’…secca, mentre se la mangiucchiava con piacere (sempre dosato e non troppo manifesto : noblesse oblige!!!)
Inutile dire che, dieta a prescindere, dovrò riprovare la ricetta anche perché proprio oggi un’altra mia cara amica ,la Nadia, ligure pure lei, mi ha dato anche la sua versione che prevede , ebbene si, che si metta acqua abbondante , ma, emulsionata con l’olio (4 parti di acqua e 1 olio ) e non proprio a copertura totale…
Ma non solo ! Mi ha fornito anche la ricetta “very original” della focaccia di Recco, quella della Manuelina che , cito , “praticamente l’ha inventata”.
E allora non resterà che seguire passo, passo, le preziose dritte della Nadia…e vi farò sapere.
Insomma proverò tutte le versioni del mondo fino a trovare quella perfetta …:-)
E se dovrò sforare la dieta sarà solo ed esclusivamente per esigenza di blog, sia chiaro…
Ubi maior….;-)

mercoledì 4 gennaio 2012

MINESTRONE NR.1 : EBBENE SI, SONO (ALMENO UN PO') A DIETA...:-(



E’ ufficiale. Sono a dieta. Mai nella mia vita ero arrivata a tanto ma…ubi maior…
E’ da troppo tempo che i miei pantaloni mi stanno sempre più stretti, le gonne si accorciano perché quello che era il “giro fianchi” sta diventando pericolosamente il “giro vita” , i golfini bon ton, gentili e chic, sembrano striminziti sopra a forme sempre più … giunoniche. Non va bene ! io sono un ex magra, anzi, ex magrissima. Ricordo con nostalgia, le pseudo diete per ingrassare ! Inside sono ancora una magra, tanto che quando mi capita di andare in giro per negozi ed acquistare un capo senza provarlo (cosa che faccio spesso…) me lo immagino indossato e mi vedo in un certo modo che non assomiglia nemmeno lontanamente alla triste realtà che vedo davanti allo specchio di casa quando mi guardo . L’effetto di “morbida caduta” che immaginavo ,in realtà diventa un effetto fortemente …strech…orribile. Se è possibile lo passo a Marie Antoinette , dal fisico da modella , alla quale sta bene ogni ciofeca che indossa…
Capita di sovente, di acquistare entrambe lo stesso articolo : l’unica cosa che cambia è la taglia !
Ricordo, qualche anno fa, durante una nostra uscita di shopping sfrenato (bè, si fa per dire…) , appena giunte  casa , avevamo aperto sacchetti e sacchettoni per ammirare il nostro bottino e ci eravamo accorte che avevamo acquistato , in pratica, una sorta di “doppione” di quello che avevamo già solo con qualche piccola e impercettibile differenza…: il pull con scollo a V beige aveva qualche bottoncino in più ai polsi oppure la nuance era leggermente diversa da quello che era già ben riposto nell’armadio !La palette dei colori per entrambe spazia dal beige, marrone, grigio, nero e i modelli che ci piacciono sono, quasi sempre , i soliti … e se fino a qualche anno fa potevo (con orgoglio) rubare i suoi jeans  ora è una mission impossibile !
Certo la mia blasonata figlia ama arricchire il suo armadio con capi alla moda , di tendenza che per me escono ,giustamente, dal seminato ai quali non potrei comunque attingere , taglia a parte, per un discorso di…età !
Non voglio assolutamente dire che sono una “bigotta della moda”, anzi! Amo le signore agées che stanno al passo con i tempi e anzi, a questo proposito ho scoperto un blog sul look delle over anta  (ma molto ott… anta!)(advancedstyle) , favoloso! Foto rubate per strada a donne con gusto , a volte eccentrico, ma assolutamente originali e ironiche, a discapito degli anni e di un fisico non più da top model!
Insomma ho solo  voglia di sentirmi ancora a mio agio in un bel paio di jeans , per nulla stretti ma, morbidi al punto giusto , possibilmente strizzati un po’ in vita da una cintura blasonée oppure di rimettermi il mio adorato tubino nero smanicato senza sentire il contorno manica stringermi sulle spalle e sulle ascelle , con la possibilità di respirare tranquillamente senza sentire cuciture che premono . Mi piacerebbe rimettermi 3 pull (leggeri, per carità) uno sopra l’altro come un tempo…per avere quel effetto multistrato che fa molto shabby-finto hippie –ballerina di danza classica , che mi fa impazzire!
Bene , detto,questo, ecco la “ricetta” che ufficializza l’inizio della mia dieta…o meglio, l’inizio di un approccio al cibo cercando di contenersi almeno un po’ senza perdere la voglia e la passione di sperimentare ricette nuove e la necessità di trasgredire ogni tanto…altrimenti che vita è????

Minestrone di verdura nr.1

I minestroni sono tutti uguali e tutti diversi. Le verdure si susseguono in elenchi vari e variabili . ecco trasformare patate e carote in una zuppa di legumi , aggiungendo , chessò, lenticchie, fagioli o ceci.
Oppure diventare un minestrone “benessere” ai “radicali liberi” (che più liberi non si può…) aggiungendo cavoli, cavolfiori, cavolini di bruxelles e broccoli…
Questo temo (sigh…) sarà il mio minestrone nr 1 , il primo di una lunga serie che accompagnerà questo  percorso di “remise en forme”, nel quale voglio credere.

Ingrdienti:
patate
zucchine
carote
cavolfiori
broccoli
dado vegetale

tocco finale : lenticchie

mettere le verdure a bollire in una pentola d’acqua e far cuocere per circa mezz’ora.
Io ci metto un dado vegetale e poi frullo il tutto con il minipimer. Questa volta, avevo avanzato un pugno di lenticchie e le ho stufate a parte , con uno spicchio d’aglio, un goccio d’olio e due foglie di alloro.
Le ho poi aggiunte (senza frullarle) al passato.
A chi piace (a me no) grattugiare prima di servire del buon parmigiano e condire con un filo d’olio extravergine d’oliva.

Per me  ecco l’inizio di una “sofferenza” . Ma se mi accorgo che dopo mesi (diciamo tre…) di sacrifici non vedo nulla…mi darò alla caccia sfrenata di ricette super ingrassanti e mega caloriche!!! Alla faccia dei jeans e del tubino….w i caftani!!! J

domenica 1 gennaio 2012

GELATINA DI MANDARINO E...ARTEMISIA GENTILESCHI...




Cosa c’entra Artemsia Gentileschi con la gelatina al mandarino???? C’entra, c’entra…
Non so se capita anche  a voi quando cucinate qualcosa che implica un qualcosa di ripetitivo e poco interessante (come ad esempio, sbucciare un discreto tot di patate, di frutta,…o di spremere una quantità di mandarini indefinita , con lo scopo, appunto, di fare una gelatina) di mettervi ad…elucubrare.
Secondi, minuti, nei quali di solito la mia mente vaga tra gli argomenti più disparati : questa volta è toccato alla Artemisia…
Sono andata  a vedere la mostra,a lei dedicata,  a Palazzo Reale  (Milano).
Quella pittrice,  mi aveva affascinato dopo la lettura del  romanzo “La passione di Artemisia” di Susan Vreeland e poi per essere stata considerata un'icona del femminismo a causa del processo per stupro che l’aveva vista lottare per ottenere la condanna dell’Agostino Tassi, suo stupratore.
Il volantino che accompagna la mostra recita : “…Artemisia ha dovuto aspettare oltre tre secoli per vedere riconosciuto il suo status di artista…”
Bè, guardando la mostra (allestita anche con la collaborazione dalla regista Emma Dante che, secondo me, ha dato quel  tocco teatrale che l’ha resa ancor  più coinvolgente), dicevo, guardando i quadri della pittrice , tutto traspariva tranne che la figura di una donna vittima e incapace di affermare le sue capacità artistiche. Anzi, se proprio devo dirla tutta, l’impressione che ho avuto guardando i quadri esposti, è stata quella di aver di fronte l’opera di un’artista completamente consapevole delle sue capacità oltre ad essere una donna che sapeva come muoversi negli ambienti artistici e pure reali (nel senso di re e regine…)   dell’epoca. Insomma una che, secondo me,  sfruttava anche il suo fascino per …scopi artistico-lavorativi :-) . Vagando su internet ho letto  che infatti , ci sono dubbi riguardo allo stupro subito :lei fanciulla inquieta e ,pare, in rapporti torbidi tra il padre e l’Agostino  Tassi, appunto…mah? Mentre spremevo mandarini pensavo che ogni epoca ha le sue donne in carriera pronte a tutto e, secondo me, la Artemisia era una di quelle.
Opere affascinanti, di dimensioni considerevoli a riprova che la pittrice aveva a sua disposizione uno studio bello grande e un discreto numero di ragazzotti di bottega che la aiutavano.
Mentre pensavo che l’Artemisia avrebbe dovuto essere l’emblema del femminismo non per la storia dello stupro ma piuttosto per le sue capacità manageriali e artistiche che la consacrarono tra i grandi della sua epoca,i mandarini erano finiti e quindi la mia ricetta aveva bisogno della mia attenzione e pertanto lasciavo  nell’etere, attraverso queste righe,  queste mie “riflessioni” e continuavo la mia ricetta…
Non inorridite ma ho usato il fruttapec. Dopo anni durante i quali le mie marmellate e le mie gelatine mi tenevano incollata per ore  davanti alla pentola ,con mestolo in mano continuando a mescolare, a mescolare, a schiumare, a schiumare, per…ore, ho sperimentato il fruttapec ed è diventato per me un must have per le  mie confetture , conferendo alle stesse più sapore dovuto al brevissimo tempo di cottura .Troppo spesso mi capitava di avere marmellate di prugne, mele, fichi che, sostanzialmente, avevano tutte lo stesso sapore L causato dai tempi lunghissimi di cottura che disperdevano nello zucchero (che caramellava troppo) e per l’aere,  l’essenza della frutta impiegata. Non la uso però per tutte le marmellate indistintamente…ma per le gelatine si!
E anche in questo caso ecco prendere una bustina di fruttapec, aggiungerla a 400 gr di zucchero (io uso quello fine, fine, il più fine che c’è…)e metterla in 750 cl di succo di mandarino filtrato, in una pentola. Ho portato ad ebollizione e ho fatto cuocere per circa 3 minuti dopo i quali ho fatto la famosa prova del piattino , mettendo un po’ di gelatina e facendola raffreddare, per scoprire se la consistenza fosse quella giusta (così a me è successo) altrimenti, recitava la busta J , aggiungere il succo di mezzo limone e far cuocere per 2 minuti , quindi rifare la prova.
La gelatina va messa in vasetti sterilizzati riempiti fino all’orlo, chiusi e capovolti su uno strofinaccio per almeno 5 minuto. Così si farà il sottovuoto che proteggerà la vostra gelatina.


Io , ovviamente, il giorno dopo ho aperto il vasetto e l’ho assaggiata (come resistere a quel colore dorato e …natalizio, in queste giornate ancora sature di atmosfera di festa?) : Dosi quasi perfette , forse avrei messo  un po’ meno zucchero ma è un dettaglio. La consistenza gelatinosa da manuale.L’ ho accompagnata al pane che avevo da poco sfornato : un semplice pane con semi di girasole e, rimandando l’inizio della dieta a settimana prossima , mi sono anche preparata un ottimo cappuccio per questa merenda da gourmet !
Un ottimo inizio d’anno non c’è che dire J tra sapori dolci e confortanti e la tranquillità di una giornata casalinga soft e nello stesso tempo piena di energia per le mille idee che mi frullano per la testa , proponimenti per l’anno nuovo stimolanti e creativi che mi appresto a scrivere nell’ennesima adorata lista “to do” …

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...