venerdì 30 settembre 2011

MA SARA' AUTUNNO??? SOTTOTITOLO: UNA RICETTA COME PRELUDIO

foto dal web qui e qui

Secondo me no:  sul mio balcone il fico d’india sta figliando, l'ulivo è un ‘esplosione di vitalità e i piccoli fiori bianchi del solanum non smettono di fiorire.


solo le erbe aromatiche patiscono un po’ dopo averci regalato profumi abbondanti, bè a parte il basilico che ancora prorompe…
Ma siamo proprio sicuri , sicuro di essere in autunno???
Per crederci un pochino ho voluto cucinare una ricetta da preludio autunnale .
Tra gli ingredienti , i fichi, che con i loro colori ricordano i boschi con la bruma, il freddo umido, il tappeto di foglie secche e regalano un dolce e ricco sapore che scalda .
E poi io adoro gli abbinamenti dolci/salati e questo lo è ma in modo discreto. Trovo che l’affumicato dello speck si sposi perfettamente con la crema di fichi e anche se non amo particolarmente la carne , questo piatto mi è piaciuto proprio tanto.

FETTINE CON SPECK E FICHI
(da Sale&Pepe di settembre 2011)
Ricetta per 4 persone:
8 Fettine di lonza di maiale (io ho usato la lonza ma potete usare quello che preferite)
8 Fettine di speck
10 Fichi
Olio
Sale
Rosmarino
Vino bianco

Mettete una fettina di speck su ogni fetta di carne fermandola con uno stizzicandenti. Nel frattempo mettere la polpa dei fichi in una ciotola e ridurla in purea.
Fate insaporire l’olio in padella con un rametto di rosmarino e una volta ben caldo, mettete le fettine di carne appoggiate dalla parte senza speck. Fate cuocere bene e poi le girate.
Una volta cotte le togliete dalla padella e le tenete al caldo. Nella stessa padella mettete la purea di fichi e due dita di vino bianco. Sfumate e salate pochino.
Rimettete le fettine in padella con fichi e fate saltare pochi secondi.

La foto di questa ricetta non c’è…l’ho bellamente cancellata sia dalla macchina fotografica che dal computer e non chiedetemi perché: non saprei rispondervi. Ho quindi messo foto rubate dal web per presentare gli ingredienti principali…
Il bello di questa ricetta è il tempo che occorre per prepararla: super velox e d’effetto, quindi anche senza immagini “vere” vi consiglio di farla.
Attendo le sere d’autunno , ho voglia di tinte sfocate, di colori soffusi. Ho voglia di sentire il profumo delle stoppie bruciate nei campi, ho voglia di mettermi un caldo maglione, ho voglia di scottarmi le dita per sbucciare le caldarroste, ho voglia di bere un bicchiere di vino rosso corposo e voluttuoso, ho voglia di leggere un “classico”, magari un libro di poesie nel quale trovare, una parola, un pensiero, un oggetto, una sensazione , per descrivere il mio stato d’animo…

Sono più miti le mattine
e più scure diventano le noci
e le bacche hanno un viso più rotondo.
La rosa non è più nella città.
L'acero indossa una sciarpa più gaia.
La campagna una gonna scarlatta,
Ed anch'io,per non essere antiquata,
Mi metterò un gioiello.


E. Dickinson


dal suggerimento di un'amica e per una giustissima causa, partecipo al contest della stefania:


contest (st)renne gluten free


martedì 27 settembre 2011

UNA CALDA MACEDONIA PER L'MT


Si lo so, sono andata di sicuro fuori tema ma io non ce la faccio a non partecipare all'MT , perchè mai come in questo "gioco" , l'importante , per me,  è partecipare e quindi eccomi qui con questa calda macedonia e un "remember" , non vogliatemene !..
Il mio primissimo post di “cucina” non era degno di nota, l’avevo letto solo io e i “parenti stretti” . Era una sorta di prova tecnica per rendermi conto (incredula) che ero riuscita a “fare un blog”…
Questo primo post parlava di …frutta cotta , precismente mele cotte (che adoro!)
Non ho mai festeggiato i compleanni di blog , non amo particolarmente certe ricorrenze a meno non siano compleanni o anniversari epocali , ma questo MT mi ha dato lo spunto per ricordare quel post con tenerezza e per parlare della mia macedonia…cotta :-)
A parte le torte, quelle semplici “da casa”, il confort food per eccellenza, per me, sono le mele cotte (o la frutta ,in generale) con i chiodi di garofano e la buccia di limone.
Il profumo che si spande dal padellino che uso, rigorosamente di smalto , rigorosamente della mia nonna , è unico e mi riporta al passato. Mia nonna aveva sempre pronta la frutta cotta e me la proponeva per merenda, dopo pranzo, dopo cena…
Le mie amichette la mangiavano solo quando erano malate e ne parlavano come di una schifezza , e , dicevano “è un mangiare da ospedale”
Io le guardavo stupite perché , per me, era tra le cose che mi piacevano di più, insieme ai dolci, ovvio!
Quando dal cesto di frutta rimangono l’ultima pera, l’ultima mela …automaticamente vanno a finire nel mitico padellino con un po’ d’acqua, buccia di limone e chiodi di garofano e, quando sono un po’ “blue” , anche del sano zucchero…
Mi piace mangiarla sia tiepida che fredda , la frutta non deve essere cotta troppo , deve mantenere la giusta consistenza.
Più frutta si usa più la macedonia cotta più è buona e si può trasformare per davvero in un dessert piacevole e light (sarà un caso che l’etichetta scelta per il mio primo post di cucina, mele cotte, era stato “dolci” ?)
L’MT prevedeva una salsa, una riduzione, da accompagnamento e mi prendo una licenza poetica nel dire che l’acqua profumata nella quale la servo funge da salsina.
La frutta utilizzata : mele, pere e prugne "Regina Claudia" . Scorza di limone e chiodi di garofano per profumare.
Per questa occasione speciale, la accompagno a un nido di meringa con nevicata di cacao amaro perché , oltre a fare scena, si può sbriciolare nella ciotola assicurando una macedonia cotta dolce e sensuale, poco dietetica ma che regala una soddisfazione glicemica niente male!
Cara Fabiana , ti prego, non inorridire ! io mi inchino ai tuoi tagli e intagli che, simili a merletti , mi lasciano sempre senza parole e con una punta :-) di sana invidia, ma non sarò mai capace di tanto!
Quindi ho tagliato meglio che ho potuto la frutta che ho cotto beandomi del profumo limonoso e speziato che si spandeva nell’aria…
I nidi di meringa sono stati un esperimento non riuscito ( e quando becco la Csaba la sistemo!) : sono usciti bruciati, per questo era doverosa la nevicata di cacao amaro …ma avrei potuto dire che l’effetto era voluto per rendere più caldo tutto quel bianco che, in effetti, sparava un po’ troppo….:-))))))
Signora maestra non ne tenga conto per il voto :-) ! Valgono solo come eventuale proposta , come orpello decorativo…:-)
Dopotutto l’MT  parla di “macedonia” non di “mini pavlove”…vero?????

martedì 20 settembre 2011

DI CUPCAKES E DI FAVOLE...









Avevo scritto, qualche tempo fa, che mi ero stufata di cupcakes, bicchierini, fingers food, di monoporzioni in generale…ma si sa, la volubilità è femmina e io, fedelissima ai luoghi comuni eccomi qui con un' ode alle cupecakes. Why? Bè, innanzi tutto perché la Paola, un’altra carissima amica , mi è appena tornata da Londra con foto stupende, che pubblicherò presto : foto di dolci , soprattutto cupcakes…perché?? Perchè sono comunque di moda, arredano e fanno scena! Insomma W le cupcakes!
 Credete forse che l’avevo stressata prima di partire con frasi tipo “ti prego fai qualche bella foto di dolci!!” oppure pensate forse che le avevo chiesto “ehm…non è che mi porti uno di quei vasetti con tutte , ma proprio tutte, le spezie per fare un apple crumble come si deve?” Ebbene si,  ho fatto proprio così. La poverina è partita con le mie mille richieste , espresse con una sfrontatezza che , di solito, non mi appartiene , accompagnate dalla frase : "ma non sbatterti troppo!!! Per carità…”
Ovvio che celava un “ti prego, ti prego, ti prego…trovami quelle deliziose spezie e fammi foto di torte, tortine, pasticcerie …”
Così è stato! Le spezie , delle quali sono orgogliosissima, me le ha prese (angelo di ragazza) così pure arriveranno  le foto .
Che dire? Elegante e sofisticata donna, la Paola, mi ha fatto un regalo davvero grande, condividendo la sua vacanza londinese e ricordandosi di me . Un onore che merita un grazie pubblico!
Non so se la sua prossima gita “fuori porta” implichi un avviso alla sottoscritta :il rischio che le chieda altri ingredienti “introvabili ” dalle mie parti , è praticamente certo….:-)

Ma ,parlando di cupcakes, non potevo non riportare sul mio blog , a testimonianza che “buon sangue non mente” , l’avvenimento dell’anno ma forse anche del secolo: Marie Antoinette ha fatto le cupcakes!!!!!!!!!!!!



Regina poco avvezza alle “cose di cucina” (da leggere in tono vagamente infastidito…) , blasonata figlia che non ha mai amato sporcarsi le mani con farina, uova, zucchero,ecc….ebbene, lei, proprio lei , durante una “trasferta” da amiche , lontana da casa, ad un mio sms nel quale le chiedevo come stava , mi ha risposto, udite udite : sto facendo le cupcakes!!!!!
( e carissimi amici (lei e loro) di blog mi sono testimoni!!!)
Il primo pensiero è stato: oddio cosa sta per succedere???
Ma non solo : è seguito mms con foto dei  deliziosi dolcetti, nel quale, in effetti, ammetteva la quasi estraneità all’azione ma io sono passata oltre e ho tenuto in considerazione solo ed unicamente il fatto che comunque lei era lì con le sue amiche , in una cucina, a gestire ingredienti, a pesare , a mescolare anche se da aiutante in seconda….
Le foto testimoniano il loro lavoro che devo dire : eccellente , creativo e, assolutamente, à la page!!
Una frase di Marie Antoinette, quando era piccina picciò era “mamma , guarda che si cambia!” e veniva detta di solito, quando le preparavo qualcosa da mangiare che fino al giorno prima piaceva e il giorno dopo rifiutava.
“ma come?” dicevo” non ti piaceva questa tal cosa?”
E lei “ma mamma, guarda che si cambia!”
La piccola filosofa aveva forse ragione? Vuoi mai che adesso la mia Marie Anoinette si metta a farsi da sola i… macarons??? ;-)
Ai tempi speravo di avere una figlia che amasse il disegno quando dipingevo ad acquerello e mettevo sul tavolo fogli, pastelli, pennelli convinta che avesse il sacro fuoco dell’arte…
Ai tempi speravo rimanesse incantata mentre impastavo il pane o decoravo una torta o che il profumo della marmellata sul fuoco la richiamasse , modello pifferaio magico, in cucina attratta dalla voglia di sapere cosa e come veniva preparata quella delizia…
Nossignori, non era proprio così, non è mai stato così…
Ma adesso di fronte a questo scoop degno dei migliori gossip , cosa posso pensare???
Di sicuro mi posso aggrappare alla possibilità che qualche minuscola fiammella io l’abbia accesa e nel profondo , scaldi una piccolissima passione che si potrebbe trasformare nell' aver voglia di cucinare qualche cosa per chi ami…
Insomma , vuoi mai che , prima o poi, la petite reine , mi prepari una torta …una torta per la sua mamy????
Quando e se mai sarà , organizzerò …un ballo al castello! Inviterò Cenerentola (sperando che adesso non se la tiri troppo) , Biancaneve con tutti i nani (anche se non credo si sentiranno a loro agio al castello,sono pur sempre boscaioli…) ,pure Raperonzolo (sperando che inciampi nei suoi favolosi capelli…si lo so , parlo per invidia ) e tutti i principi azzurri e pure i ranocchi ancora da trasformare, qualche fata, qualche strega (par condicio)…tutti a festeggiare la torta di Marie Antoinette che sarà bellissima e buonissima e soprattutto….fatta per me!
Si lo so, è il mio grande problema….nonostante tutto, credo ancora nelle favole!!!!!!!!!!! :-)

venerdì 16 settembre 2011

"GARDEN PARTY" 'S FLOP :-( E... CENE DI AMICHE SPECIALI...



Ultima cheesecake della stagione . l’occasione : una cena con amici.
Avrebbe dovuto essere la torta della copertina di “Garden party”…si, non inorridite .
Lo so che do prova di coraggio e sfrontatezza a dire questo , sappiate che non è facile ammettere flop di questo genere soprattutto relativo a questa ricetta che volevo riuscisse come si deve perché ho una sorta di venerazione per questo libro che regala ricette d’effetto facili e fattibili…ai più ma, in questo caso, non a me e poi era il dolce per una cena con le mie mitiche amiche (+ dolcimetà) Chiara, Elena e Monia.
Avevo gli stupendi biscotti rosa di Reims acquistati durante una gita en France dei quali ero orgogliosissima.
Ma non avevo lo stampo per bavarese che sarebbe stato quello idoneo al dolce e preso atto della mancanza , ho cercato un sostituto : pirofila troppo bassa e troppo larga ma quella c’era e quella ho usato.
Ho dovuto, sigh, rompere i biscotti in due sapendo già che l’effetto finale non sarebbe stato elegante e proiettato verso il cielo ma vagamente tozzo e …sgraziato.
Anyway….ero sicura che il biscotto blasonè avrebbe dato comunque il suo tocco chic e mi sono messa all’opera .
Questa la ricetta originale:

CHARLOTTE AI BISCOTTI ROSA


Per 8 persone
5 cucchiai di liquore al lampone (ho usato il Ratafià di Andorno)
24 biscotti rosa di Reims (tipo quelli della Maison Fossier)
6 fogli di gelatina
120 gr di zucchero
400 gr di formaggio bianco morbido
150 gr di mandorle in polvere (io non le ho messe)
1 cucchiaino di esgtratto di vaniglia
3 albumi (non li ho messi e ho usato la panna….mannaggia)
350 gr di lamponi

Versate il liquore ai lamponi in un piatto fondo ed aggiungere 2 cucchiai di acqua. Immergete velocemente i biscotti prima di foderarci uno stampo da charlotte, tagliando i biscotti. Immergete i fogli di gelatina in acqua fredda per 15 minuti. Portate ad ebollizione un bicchiere d'acqua con la metà dello zucchero, togliete dal fuoco e metteteci la gelatina scolata. Mescolate finché la gelatina non si è sciolta. Versatela poi sul formaggio bianco, unite le mandorle (non le ho messe) e la vaniglia e mescolate. Sbattete gli albumi a neve (per me : panna) . Quando sono quasi del tutto montati unite l'altra metà dello zucchero, sempre continuando a sbattere. Incorporate questo composto al formaggio bianco. Versatene metà nello stampo sui biscotti. Coprite con uno strato di lamponi ed aggiungete il composto rimasto. Appoggiate un piattino sulla charlotte e mettetela a rassodare in frigorifero. Al momento di servire, sformate la charlotte e decoratela con qualche lampone.

Al momento di capovolgere il dolce mi è venuta una tristezza infinita!!! Ma quanto era brutto??? :-(((
Ho sbriciolato sopra qualche biscotto (che era avanzato) per dargli un effetto mimosa ma da qui ad avere l’altezza (in tutti i sensi) del dolce descritto dal libro, ce ne vuole!
Ma non solo!!! Quando lo abbiamo mangiato una vago (ma nemmeno poi tanto vago) sentore di acido rovinava il tutto….temo la panna andata a male…
Per fortuna gli amici avevano portato il gelato che è subito diventato IL dessert…
Che smacco, che onta, che delusione ma soprattutto che rabbia!!!Lo sapevo che non dovevo prendere la panna in offerta!!! Compero sempre la panna di una marca fidata che non mi ha mai deluso , come mai questa scivolata imperdonabile???? Le  “vittime” dell’orrendo dessert : la Monia , la Elena, e la Chiara con le rispettive dolci metà… nonostante tutto , mi salutano ancora :-)
Direi che con i cheesecake non ci azzecco molto quindi confido in temperature più autunnali per ritrovare le certezze di un dolce ben riuscito : una crostata, un crumble , un torta classica insomma un confort cake necessario alla mia autostima!
Di certo mi rimetterò alla prova (direi l’estate prossima…) nel frattempo pubblico le foto di un altro cheesecake , che non è opera mia, ma di una della amiche, la Chiara, che hanno subìto il mio con panna acida…


 
La cena della Chiara e del Davide , è stata perfetta : per la mise en place, per le delizie preparate e soprattutto per il dolce finale uno splendido cheesecake come si deve, perfettamente dosato che ha regalato gusti in equilibrio cosmico tra loro.
La serata è trascorsa serena e tranquilla complice anche la location: una deliziosa casetta in campagna, arredata in stile classico/moderno, nei toni soft che fanno bene all’anima senza dimenticare un tocco di colore deciso e originale. Il clima ha permesso anche di gustare il caffè all’aperto sotto ad un pergolato romantico .

 

I piatti clou? La cheesecake sicuramente ma anche i baci di dama salati (divorati!) ripieni di crema al caprino e al basilico , le mini tarte al gorgonzola piccante  e i branzini cotti al bbc dall’esperto Davide!
Ma visto che si parla anche di cene tra amiche come non parlare di un’altra mitica cena?

 Questa era stata a casa della Elena e del Paolo . Che dire? Un’altra serata perfetta, un’altra mise en place trendyssima.
Il suo stupendo loft ha fatto da cornice ad una cena ricca di profumi d’estate, colorata e fresca.
I piatti clou? Le orecchiette con erbette e pomodorini freschi con generosa grattugiata di ricotta salata !! Il dessert non poteva che essere à la page: bicchierini con fondo di digestive e amaretti sbriciolati. La crema un sapiente mix di yogurt greco e miele e la immancabile spolverata di cannella che ci piace un sacco e dà quel tocco scenico che ci sta!
In attesa di organizzare una cena dalla Monia che dire di queste mie amiche???
Bè innanzi tutto che insieme stiamo bene, ci divertiamo un sacco e soprattutto il feeling è altissimo!
Rappresentiamo l’universo femminile, scusate se è poco, perché in noi si trovano ,in pratica, tutte le caratteriste (positive, ovvio) e le simpatiche manie di noi donne…c’è quella più romantica, quella più sicura, quella più trendy, quella che legge, quella che va in palestra, quella più pigra, insomma ci completiamo a vicenda , ci ascoltiamo, ci comprendiamo, ci consigliamo…
Ritagliare tempo per noi è difficile abitando tutte in città/paesi diversi, ma magicamente, riusciamo sempre a trovare l’occasione per incontrarci e arricchire ancora di più questa amicizia speciale, tra questi incontri sono comprese anche fughe da Zara e H&M,  per shopping sfrenato , senza troppi sensi di colpa (ma questa è un'altra storia...) ;-)
Anche loro rientrano nel mio “pacchetto fortuna” rendendomi  felice e  consapevole di questo dono!:-)

martedì 13 settembre 2011

SE IL BUONGIORNO SI VEDE DAL MATTINO...



Ovviamente al mattino non ho tempo da perdere anzi. Faccio sempre più fatica ad alzarmi e poi devo fare le corse per arrivare in ufficio ad un’ora , quantomeno, decorosa!
Stamattina alle solite “cose da fare” se n’erano aggiunte due : fare la foto alla torta (anche perché sarebbe stata la mia colazione e quindi l’avrei tagliata e mangiata…) e doccia&capelli che pigramente avevo saltato la sera .
Tempo a disposizione: un’ora o giù di lì.
Mi sono svegliata alle 6 e , come faccio sempre, rimanendo a letto , ho iniziato a programmare la giornata : foto, trucco e parrucco, look della giornata…
Ho pensato a come ambientare la foto, come farla, che oggetti recuperare, se farla con il cellulare o prendere la super blasonata macchina fotografica della dolcemetà (che non so usare…), poi ho pensato a come mi sarei vestita….si lo so è da paranoia, molto da paranoia….ma io mi devo alzare a devo avere già un’idea di come mi agghinderò. Lasciamo perdere che nove volte su dieci la camicia che voglio mettere è da stirare da lavare e dato che me ne accorgo al momento della “vestizione” scatta automatico il panico da look , proprio come questa mattina.
La causa scatenante? Un semplicissimo abitino nero, scollo tondo , maniche a tre quarti, corto il giusto, che avevo deciso (nella mente) sarebbe stato perfetto per oggi , visto che , in pausa pranzo vado(PURE!) in palestra e non voglio complicanze nello svestirmi e rivestirmi (il tempo, come sempre, è cronometrato!)
Ma …sorpresa! L ‘abitino nero non si trova . dove sarà? Sta a vedere che l’ho lasciato al mare, si, è proprio così. Ed ecco che …ha inizio il delirio che mi vede aprire armadio e cassetti guardare disperata il tutto e pronunciare la fatidica frase “ …sgrunt, non ho niente da mettermi!!” segue un tornado di cambi, degno di un backstage di una sfilata di haute couture.
Magliette, pantaloni, gonne, cinture, abiti e anche scarpe (da abbinare, of course!) intorno a me che , disperata, mi sento inadeguata in ogni capo che indosso, oltre a continuare a guardare l’orologio per rendermi conto che il tempo passa inesorabilmente e dovrei darmi una mossa …
Invece di decidere in fretta, tutto si complica per la disperazione legata alla mia persona del tipo: sono grassa, non sto bene con niente, guarda che fianchi, guarda che rughe, odio il mio doppio mento che mi invecchia di cent’anni (come minimo!), come sto male con ‘sta gonna, che schifo ‘sti pantaloni…e così via fino a quando mi accorgo che , per fortuna, ho già fatto la doccia ma, per sfortuna, non ho ancora asciugato i capelli….
Lascio in stand by scelta look e corro in bagno per il secondo delirio della mattina: i capelli.
Ho sempre invidiato chi con un colpo di spazzola e un giro di phon è perfetta…onde che cadono morbide dove vuoi tu, capelli dritti e lisci naturalmente…i miei capelli sono né lisci né dritti ma sicuramente crespi e sicuramente pieni di rose in posti assurdi. Se li asciugo naturalmente potrei sembrare la sorella gemella di maga magò (ma lei sarebbe la sorella bella) , se tento una piega è sempre una sorpresa. Potrebbe uscirmi perfetta o un disastro, la mia capigliatura non assicura nulla, dipende …dal tempo, dall’umidità, dall’umore (forse), da non so cosa….
Stamattina , avendo approcciato al phon con già una discreta carica di stress, i miei poveri capelli ne hanno risentito regalandomi uno pseudo carrè scalato (bel taglio, per carità) mosso dove non doveva essere, piatto dove non doveva essere ma uniformemente crespo :-(
Esco dal bagno e ripiombo in camera , guardo il delirio di vestiti sul letto....oh perdincibacco (no, non ho detto così….) le foto!!!!!!
Vado in cucina , guardo la torta già tagliata perché …già mangiata…anyway…
Prendo il cellulare così faccio prima….impossibile ! Troppa poca luce ed escono solo foto mosse …sento i capelli che si stanno increspando sempre di più…
Corro a prendere macchina fotografica super mega tecnologica professionale e riprovo…accendo computer per scaricare i miei capolavori e controllare esito …su 15 foto 3 sono a fuoco le altre no, no comment…
Mi prende lo sconforto: ok le foto vanno bene così…
Carico foto su chiavetta, spengo computer, ritiro macchina fotografica…
Ritorno in camera, guardo orologio: gasp!! tempo scaduto, da un bel po’ !!!!!
Scelgo d’istinto : si è lui, come ho fatto a non pensarci prima!!!L’abito di Michelle Obama !Eh, si, scusate se ho comperato un abito (fondo nero con pois beige e bluette ) uguale a quello indossato dalla first lady americana durante un intervista in tv, precisamente al Today show della nbc. Lei lo portava con cintura corallo (inclusa) io l’ho tolta. È un abito comodissimo, simpaticamente romantico, perfetto con ballerine o sandali super semplici .
Preferirei sentirmi Jackie ‘O (che è una delle mie icone preferite) ma anche la Michelle mi va bene…esco finalmente da casa in super ritardo, prendo la macchina , “ acc…ma com’è sporca qui urge lavaggio” (ehm…un’altra mia mania, la macchina pulita!)
Salgo, accendo e mi dirigo in ufficio. Lungo il tragitto c’è un autolavaggio, che faccio???
Bè, tardi per tardi…
Arrivata in ufficio (non dico quando…) con macchina lucida e splendente e vestita da first lady sono soddisfatta e , finalmente, rilassata…
Bè rilassata è una parola grossa….tanto che mi stavo bellamente dimenticando della

TORTA YOGURT E MARMELLATA DI PRUGNE
(unità di misura : il vasetto dello yogurt)
yogurt intero naturale: 1 vasetto
olio di semi di mais: 1 vasetto
zucchero semolato fine: 2 vasetti
farina 00: 3 vasetti
uova: 2
marmellata: 2 o 3 cucchiai
latte: 1/3 di vasetto
lievito vanigliato: 1 bustina

Accendete il forno a 180°. Imburrate e infarinate uno stampo da plumcake. Versate in una ciotola lo yogurt, l'olio, lo zucchero, la farina setacciata, le uova intere e il latte. Lavorate con lo sbattitore elettrico finché il composto non è ben gonfio. Aggiungete il lievito setacciato e mescolate bene. Vesate nello stampo , mettete le cucchiaiate di marmellata e girate con un cucchiaino formando dei pseudo disegni a spirale, in modo da distribuirla, in ordine sparso, nell’impasto . infornate subito. Cuocete per 35-40 minuti e lasciare raffreddare su una gratella.

p.s.: doverosa precisazione , giusto per ridimensionare il tutto : l’abito è di una catena low cost : H&M, ! :-)

domenica 11 settembre 2011

DI LIBRI



Non sapevo se pubblicare o meno questo post proprio oggi ma poi ho pensato al caso di aver terminato il libro proprio in questi giorni  , una coincidenza forse...
“Molto forte incredibilmente vicino” credo sia uno dei libri più belli che io abbia mai letto. Un libro doloroso ma non triste.
Il libro parla dell’attentato alle torri gemelle  o meglio parla di un bambino che ha perso il padre quel 11 settembre . Dell’autore avevo letto, quando era uscito ,“ogni cosa è illuminata” ,non mi aveva fatto impazzire  forse perché era stato acclamato troppo e  avevo troppe aspettative , non tolgo all’autore  però il merito aver saputo  gestire trame e personaggi al limite del surreale in modo intelligente e originale.
Anche in “molto forte, incredibilmente vicino” Jonathan Safran Foer intreccia personaggi e storie particolari. Protagonista è il  piccolo Oskar che ha perso il padre nell’attentato del 11 settembre. Un bambino geniale, sensibile, devastato da questa morte .  Scopre una busta tra le cose del padre , all’interno una chiave ed un nome “Black”…da lì inizia una ricerca spasmodica per ritrovare  questo sig. Black sperando di ritrovare anche un po’ del padre scomparso.
Persone che si cercano, si ritrovano, se ne vanno, si rincorrono.
Ogni parola del piccolo Oskar,  ogni suo gesto esprime dolore o almeno io è questo che ho avvertito. Questo avvenimento tremendo mi aveva letteralmente scioccato e mi è rimasto dentro…ancora oggi faccio fatica  a guardare le immagini, i video, a leggere articoli sulle torri gemelle, non ci riesco .
In questo libro ho rivissuto le sensazioni che avevo provato e mi sono ritrovata nell’angoscia di Oskar, nei suoi pensieri, nel suo dolore celato dai suoi comportamenti distruttivi o nelle sue meravigliose creazioni geniali.
Una su tutte :inventare delle tubazioni collegate ai cuscini di tutti i letti di NY per raccogliere le lacrime di chi piange prima di dormire e riversarle poi nel laghetto di central park per mostrare, ogni giorno, il livello di sofferenza della propria città.
Mi sono ritrovata nella madre di Oskar, un personaggio che acquista un carattere e un ruolo solo nelle ultime pagine del libro facendoci scoprire una donna forte e dignitosa. Mi sono ritorovata nella nonna di Oskar, una donna abbandonata dal marito capace di amare nonostante tutto , mi sono ritrovata nel nonno di Oskar con la  sua inadeguatezza e la sua fuga sofferta, mi sono ritrovata ,un poco, in tutti i personaggi che incontra Oskar .
Un libro impaginato in modo particolare: alcune pagine hanno solo due parole, altre hanno immagini  ed è proprio la serie di immagini finali che mi hanno commosso
Non aspettatevi un libro melenso, non lo è assolutamente, anzi è divertente e coinvolgente .
Ecco per voi , poche righe dell’incipit:

E un bollitore per il tè? Con il beccuccio che, all'uscita del vapore, si apre e si chiude come una bocca e sibila belle melodie, o recita Shakespeare, o semplicemente si scompiscia dal ridere con me? Potrei inventare un bollitore che legge con la voce di papà, così riuscirei ad addormentarmi, o magari un intero servizio di bollitori che cantano il ritornello di Yellow Submarine, una canzone dei Beatles, che mi piacciono perché l'entomologia è una delle mie raisons d’être, un'espressione francese che conosco


giovedì 8 settembre 2011

CADEAU GOURMAND?...SI GRAZIE!!!

                                                              (foto dal web)

Fin da tempi non sospetti, e con questo intendo, quando non sapevo ancora che inside covavo questa natura da pseudo cuoca, amavo ricevere e fare , regali mangerecci.
Poteva essere un dolce acquistato in una pasticceria rinomata oppure un chutney o un patè (e, quando avevo preso coraggio, anche cosette cucinate dalla sottoscritta…)
Trovavo e trovo il regalo mangereccio intimo, gentile, da coccola e , soprattutto, destinato a pochi e questo innalza il valore del semplice dono : un dono destinato a chi può capire e quindi persona da  annoverata tra quelle con maggior feeling e , per questo,  persone speciali! .-)
Con gli anni, il cadeau gourmand è diventato chic e alla moda e a me non ha smesso di interessare , anzi.
Il panorama degli articoli di food interessanti e originali si allarga sempre più e spesso diventa un complemento ad un qualcosa cucinato da noi stessi , che si tratti di un pane, di una terrine , di una marmellata , di biscotti…
Presentarsi ad una cena con un dono è una regola del galateo e se poi il pacchetto nasconde sapori e profumi d.o.c. è un gesto che , di norma, viene molto apprezzato.
Io spesso mi faccio questi cadeaux gourmands da sola :-) nel senso che adoro scovare posti che vendono cibo e oggetti di cucina , ne rimango letteralmente affascinata ed è pressoché impossibile che io esca da questi luoghi a mani vuote.
Mi faccio preparare i pacchetti e …me li regalo! Sono troppo contenta di arrivare a casa e mettere in bella mostra la mia salsina, la mia bottiglia di vino, di olio oppure anche lo strofinaccio (altra mia mania!)  in tela di juta a righe marinare che sembra vissuto e consumato dalla salsedine o la coppia di bicchieri in vetro soffiato coloratissimi   o  il frullino per montare il latte pro cappuccino d.o.c…..Tutto questo per introdurre un posticino carino che ho scovato per caso quando ero al mare…


La località è conosciuta e super frequentata e non è il mio ideale di luogo marino, anzi, è tutto quello che non amo dei posti di mare ma è vicinissima alla nostra casetta e ogni tanto, ci scappa un giro.
Avevo, in realtà, ricevuto un dono (graditissimo) proveniente da questo negozio:
un barattolo di fiori secchi commestibili (di quelli che si usano per decorare i piatti…) : un barattolo dalla linea essenziale, pulita, elegante, perfetta , da esibire con orgoglio sulle  mensole in cucina.
Quindi il passaggio per visionare dal vivo questo negozio ci stava.
Bello. Uno di quegli spazi dove io dico che ci abiterei…innanzi tutto per il colore (bianco ) , per lo stile e per i prodotti sfiziosi esposti.
“Galateo & friends” è uno store di prodotti d.o.c. presentati con una veste di design elegante e accattivante: sono stata in quello di Alassio.
I prodotti sono mangerecci ma vendono anche piatti, oggetti, mobili di gusto country chic provenzale ma con un tocco di “moderno” che me li fanno piacere ancora di più.
Mi sono innamorata del tavolo in legno bianco decapato, semplice, grande , da cene tra amici senza nemmeno utilizzare la tovaglia tanto è bello così al naturale…
Nessuna pubblicità velata ma ho trovato questo negozio piacevole ed è una miniera di idee per i “famosi” cadeaux gourmands : massima resa ,minima spesa…
Diciamo che mi è venuta voglia di parlare di questo luogo anche per la simpatia e competenza di Monica che ci ha parlato dei prodotti, dell’olio, del design …
Un feeling nato subito che ci ha viste perfettamente allineate nei gusti e in qualche altra caratteristica di…vita! Non so se leggerà il post ma un glielo dedico lo stesso : è sempre piacevole incontrare persone così!
I consigli di Monica per un regalo gourmand? Bè…il barattolo di pastiglie di sale (sapientemente dosate per servire per 1 litro caduna ) abbinato ad una pasta artigianale al doppio germe di grano e un vasetto di pesto speciale.
Un semplice sacchetto di carta con i manici in corda contiene il tutto rendendo easy un pensiero qualitativamente speciale!
E ancora : un bel cesto con vasetti di pepe e sale: miscela di pepi : nero sarawak,szechuan e pepe lungo dell’indonesia…, fior di sale di Sicilia,sale marino danese affumicato,sale marino nero dell’isola di molokai, sale marino del Madagascar con vaniglia bourbon….
Altro regalo : una bottiglia d’olio e una di aceto da scegliere tra oli extravergine e oli tratufati , aceto di vino di champagne  e aceti balsamici invecchiati…
Olio extravergine di olive taggiasche in bottiglie di design in porcellana bianca da portare direttamente in tavola anche per pranzi e cene very chic .
Insomma tutto un mondo di delizie e di grande appeal.
Chiedo venia ma le mie  foto non rendono onore al negozio.
Mi sono presa appunti per i prossimi cadeaux di natale !! Illusa :-) :  come ogni anno il giorno prima mi troverò a correre a destra e a manca per fare i regali, TUTTI i regali….
Anyway, l’importante è il pensiero……………o no???:-)

lunedì 5 settembre 2011

MUFFINS AL CIOCCOLATO SEMPLICI E VERY FITNESS :-)))



I muffins si sa , sono abbastanza inflazionati tanto che , sempre più spesso, si leggono ricette qua e là con ingredienti originali per rendere questo semplice dolcetto meno banale e…monotono.
Ma invece io dei muffins apprezzo proprio le ricette-base , in primis, quella con le gocce di cioccolato e quando ieri, complice una giornata di pioggia e “varie&eventuali”, ho pensato proprio a loro.
Non immaginatevi una scena del tipo…ero sdraiata mollemente sul divano con un bel libro da leggere e sentivo la pioggia cadere romanticamente sui tetti. Avevo la finestra aperta per godermi ancora di più la fresca temperatura regalata dalle gocce che abbondanti cadevano e , all’improvviso ecco l’idea: faccio un dolce. E con un movimento languido e calmo ecco dirigermi verso la amata cucina…
No, non è andata proprio così ma piuttosto: tornati alle cinque e mezza del pomeriggio dal mare che ci ha regalato un week end di tempo variabile. Arrivati a casa il cielo era grigio e carico di nuvole. Smontata valigia e fatta subito lavatrice nonostante tempo a rischio di nubifragio che è iniziato proprio quando ho schiacciato il tasto “start” : tempismo perfetto non c’è che dire!
Mi stavano già salendo i nervi quando , non chiedetemi perché, mi sono fermata un attimo in cucina , mi sono guardata intorno e mi sono detta “faccio i muffins”, dato che avevo poco da fare ed ero perfettamente riposata :-)
Come prima cosa mi sono fatta prendere dal panico (quando mai nella vita?) per il sicuro ingrediente mancante (mi capita spessissimo di voler fare una ricetta e mi manca un ingrediente…da qui a trasformami in cuoca creativa è un attimo…) ma, li avevo tutti, comprese le gocce di cioccolato , indispensabili !

Ingredienti per 12 muffins:

220 g di farina autolievitante ( oppure farina 00+ ½ bustina lievito per dolci)
200 gr gocce cioccolato fondente
100 g di zucchero semolato
120 g di burro fuso
1,2 dl di latte
1 uovo grosso
pluc di sale

In una ciotola mescolate gli ingredienti secchi: la farina setacciata, lo zucchero semolato, il lievito ed un pizzico di sale. In un secondo contenitore lavorate il burro sciolto (che avrete fatto fondere), il latte, l’uovo leggermente sbattuto . Incorporate gli ingredienti liquidi a quelli solidi, unite le gocce di cioccolato (tenendone da parte 1/3) e mescolate sommariamente, il poco che basta per amalgamare il composto .
Versate il composto negli appositi stampini da muffin rivestiti con i pirottini di carta riempiendoli fino a un po’ meno del bordo, mettetevi sopra un pluc di gocce di cioccolato tenute da parte. Fate cuocere nel forno già caldo a 180° per circa 20 minuti, fateli raffreddare su una griglia per dolci.

Dopo aver preparato i muffins magicamente aveva smesso di piovere e ho quindi steso, dopodiché ho acceso il forno .
Mentre stavo facendo tutto ciò, anche in questo caso non chiedetemi perché, la dolcemetà stava impostando alla playstation il programma fitness, quello con gli esercizi da fare con bende alle braccia e gambe davanti al tutor televisivo (modello wi fit) per … noi.
Perché?? Non lo so ma ad un certo punto:
“dai vieni che provi l’allenamento”
“provo cosa?”
Vado in sala e tutto avrei voluto fare tranne che infilarmi bracciali e cavigliere telematiche ed infatti è stato quello che ho fatto, iniziando subito il programma “allenamento base”
“ma devo infornare i muffins!”
“si vai, che intanto ti imposto l’allenamento personalizzato”
Perché??
“dai, che inizia vieniiiiii”
Arrivo trafelata (perche???) e mi metto a fare il primo allenamento “step-ballo1” (perché??)
Dopo 5 minuti
“scusa vado a vedere i muffins” corro in cucina : tutto ok…
“si ma fai in fretta che inizia…”
Ritorno in sala e incomincio allenamento “step-ballo1”, dopo qualche minuto
“no, questo l’hai già fatto…”
E intanto che programma l’allenamento di “boxe” ricorro in cucina….muffins, ok…
Inizio a sudare ma ecco che devo essere pronta per tirare i pugni, ganci e uppercut…mi sfogo non poco (chissà perché??) tanto che mi accavallo un qualcosa alla spalla (ma lo scoprirò solo più tardi…)
Ritorno in cucina per controllare i miei dolcetti che iniziano a spandere il loro soave profumo…
“dai adesso c’è la mountain bike!!!”
“come… la bici???”
“si dai, segui quello che dice….in discesa stai accucciata, poi quando devi far fare i salti alla bici salti anche tu….bene in alto !!! e quando devi fare la salita corri forte sul posto….”
Perché??
Sudata, con in  testa i miei muffiuns ecco che mi chino, salto (cerco di saltare), corro sul posto portando i battiti a 200 (così appariva a video)
“dai, salta! Salta!!!! Se non salti la bici non lo fa il salto!!!!”
Sconvolta, vado a guardare per l’ultima volta il forno. Spengo .
Ritorno in sala e tolgo tuttol’armamentario da robocop…
“ma non hai mica finito!!!”
Vado in cucina prendo un muffin bollente lo mangio con gusto
“io vado a fare la doccia…..” e scompaio nell’ala ovest del castello…….
Si lo so, sono una donna ingrata! C’è chi ha programmato, impostato (cancellando il suo personale account di allenamento) ,seguito con amore, allestito con fascette varie le tue braccia e le tue gambe , tifato per te e tu????
Penso ai mangiare i dolci e farmi la doccia dopo aver guidato per metà strada dal mare a qui , disfatto valigia, fatto lavatrice, steso panni, cucinato dolci …..
Non si fa così!!! O forse si :-)
Anyway….ritornando ai miei amati dolci…


I muffins sono dei dolcetti aggiusta-cuore oltre ad essere carini da presentare, arredano benissimo le alzatine e trovo che quelle in cristallo antiche e magari con una bella storia , siano le migliori per loro. Non disdegnano la veste moderna e colorata anzi, la rendono ancora più trendy ed è così che li ho “arredati” per la mia colazione abbinandoli al viola e a vezzosi pois bianchi…
Stamattina è stato bello iniziare il lunedì assaporando questi semplici dolcetti…e , a parte la spalla bloccata (programma “boxe” della playstation fitness), ritengo che la settimana sia iniziata in modo ..splendido! :-)

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