
E come ogni cake therapy che si rispetti anche questa era arrivata puntuale verso le 22/23 di sera di circa 10 giorni fa…
Tassativamente torta, tassativamente dolce. Questa volta anche leggermente “svuotafrigo” vista l’imminente partenza per l’ultima settimana di ferie al mare.
La base una briseè leggera , burro permettendo! ;-)
E per farcirla un avanzo di marmellata di fichi e una purea di mele che avevo comperato al super, di quelle già pronte perché mi piaceva mangiarle belle fresche al posto del gelato illudendomi di tenere a bada le calorie. Avevo caricato questa purea di aspettative molto alte che sono state, ovviamente , disattese! Ammetto che spesso dopo aver divorato la mini porzione mi prendeva ancora più forte la voglia di dolci e farsi un cucchiaio di nutella o un biscotto, era la normale compensazione! Morale : le calorie immesse aumentavano così come i kg! Con la scusa che “ad una certa età”, si sa, il metabolismo cambia, ogni tanto mento a me stessa ( e agli altri!) dicendo che mi doso nel mangiare ma si vede che il mio fisico non se ne accorge e prosegue con i suoi nuovi bioritmi (antipatici e ingrassanti!).
La realtà è invece ben diversa! La scusa per la mia coscienza è un’altra : “ma con tutte le rinunce che già si devono fare nella vita vuoi che rinunci anche ad un pezzo di cioccolato (ad una fettina di torta, ad un assaggio di mousse, ad un prosecchino fresco con abbinati anacardi e noccioline e salatini e patatine?????) ?”
Non riesco a rinunciare al cibo sfizioso ( e non) soprattutto ai dolci e spesso mi dico che sei fossi davvero obesa non riuscirei lo stesso a mettermi a dieta ! Mi ritengo quindi fortunata a non avere nemmeno antipatiche intolleranze alimentari e ad essere “morbida” secondo i canoni della classica donna mediterranea , un sorta elogio alle tradizioni storiche del proprio paese, e non è cosa da poco !
Potrei essere definita una donna burrosa. Mi piace definirmi così perché questa definizione profuma di torta o almeno mi piace credere che sia così. Lascia anche ad intendere che io non sia particolarmente efebica e in effetti questo è...
La mia morbidezza, tutto sommato, rende la mia immagine scorrevole, priva di spigoli e angoli . Sono una arco a tutto sesto e questa fluidità nelle forme potrebbe permettermi di vivere scivolando e glissando gli ostacoli della vita anche se non è proprio così.
Non sempre sono state così le mie forme.
Come una statuetta di creta mi sono plasmata nel tempo aiutata dal vento, dal mare, dalle tempeste e dalle bonacce.
Sono anche stata una donna spigolo/angolo e quando ero così sopravvivere era molto difficile.Il cibo non mi interessava ed era anzi un problema! (anatema!!!!) Anche l’aria che mi soffiava contro poteva incastrarsi e farmi male, ogni lieve soffio si incuneava, l’acqua ristagnava e le carezze, non creavano armonie …
Sono trascorsi anni, sono trascorse “ere”…
Ora sto cercando di imparare ad accettarmi e a gustarmi le mie torte con meno sensi di colpa del solito, tanto a rinunciare manco se ne parla!!!. Il cammino è lungo e in salita ma…ci provo! :-)
Ma ,bando alle ciacole (come avrebbe detto mia nonna) ecco qui la ricetta della torta :

Titolo: CUORE SPEZZATO…
Sottotitolo: …DAL DOVEROSO ASSAGGIO DELLO CHEF (ehm…cioè io!)
Ingredienti:
per la pasta:
200 gr. Farina 00
100 gr di burro
100 ml acqua fredda
ripieno :
aprire frigo/visionare dispensa e farsi ispirare…
mia ispirazione :
marmellata (aperta da poco) di fichi
1 confezione di purea di mele
zucchero a velo
In una ciotola raccogliere la farina e il burro a pezzi e amalgamare creando un composto sbricioloso al quale verrà aggiunta l’acqua fredda per renderlo morbido ed elastico (se serve aggiungere farina)
Formare una palla e lasciar riposare almeno mezz’ora in frigo.

Mescolare nel frattempo marmellata e purea e dopo aver steso la pasta nella tortiera prescelta , farcire la crostata.
Cuocere nel forno a 180 ° per circa mezz’ora e comunque fino a quando la superficie del dolce non risulto bella dorata.
Far raffreddare e spolverare con zucchero a velo.
Io non riesco quasi mai a far raffreddare il dolce perché, amando all’impazzata spargere lo zucchero a velo, non resisto. :-)
Afferro con bramosìa lo “spargino” e …mi sfogo !
Non solo , non riesco a non assaggiare subito quello che faccio (a meno di situazioni che lo impongono ), ed è un classico scottarsi labbra, lingua, dita….ma vuoi mettere il gusto e la soddisfazione ???
Per la cake therapy poi è un must to do l’assaggio da “ius primae noctis” da parte di chi l’ ha cucinato !!!
Sola nella mia cucina , di notte o a tarda sera, silenzio : come rinunciare alla verifica del risultato personalmente e in perfetta calma , gustandosi appieno l’armonia degli ingredienti ???
Una donna burrosa ( e non) dopo questo assaggio sarà felice e in pace con se stessa perché …
“se nessuno ti vede mentre lo mangi, quel dolce non ha calorie”
(anonimo)
