giovedì 29 luglio 2010

CRISI D'ASTINENZA DA...FORNO! :-)

Eh si , ero proprio in crisi di astinenza da …forno! Da tempo ho una sorta di pigrizia estiva che mi tiene lontano da cucina e fornelli ma la nostalgia da forno , quella non mi abbandona mai ! Il caldo e mille cose da fare però mi hanno tenuta per troppo tempo lontano dall’elettrodomestico più amato!
Fino a ieri sera quando una arietta fresca e un cielo grigio sono diventati un’ottima scusa per pensare di fare un caldo dolce!
Ho pensato a questa “non ricetta”: è la torta di pane. Una torta dalle mille versioni, una torta per la quale faccio tutto ad occhio anche perché la partenza è il pane avanzato e la quantità cambia di volta in volta.
Eravamo tornati dal mare con una piccola scorta di pane (non l’ho pesato e non saprei quantificarlo…) e quindi l’ho ammollato nel latte quasi a coprirlo tutto e l’ho lasciato lì per mezz’ora (forse di più…)
Poi l’ho strizzato e l’ho messo in una ciotola nella quale ho aggiunto: una scatola di amaretti sbriciolati, 3 cucchiai di cacao in polvere , 2 cucchiai di zucchero, un uovo intero, un po’ di uvetta fatta ammollare nell’acqua e una bustina di pinoli.
Ho mescolato il tutto . Per capire se manca qualcosa in questo rustico impasto è doveroso assaggiarlo “da crudo”…o perlomeno io faccio così :-) . Alla mia torta mancava infatti un po’ di zucchero ,avendo usato un cacao particolarmente amaro. Quindi ho fatto la mia aggiuntina e ho trasferito il tutto in una teglia rivestita di carta forno.
Temperatura 150°/170° dipende dal vostro forno e comunque non troppo elevata. La torta di pane va cotta almeno 40 minuti e se vedete che brucia troppo , abbassate la temperatura.
La prova stecchino qui non vale, nel senso che uscirà sempre umido perché è un dolce che mantiene l’umidità anche da cotto ed è quella che dà morbidezza e gli conferisce quella consistenza tipica.
Questa volta l’ho tagliata a quadretti e li ho decorati con lo zucchero a velo.

L’ho cotta in una teglia particolare : era di mia nonna e lì ci ha cotto i dolci più buoni che io abbia mai mangiato ,in cima a tutti uno strudel speciale e unico .
Mi ricordo perfettamente quando sfornava con questa teglia che sa di lei e quindi sa di Amore.
Mia nonna l’adoravo e l’adoro. Era una donna dura, poco incline alle coccole e molto pratica. Carattere certo ma anche conseguenza di una vita difficile che ha saputo sempre gestire al meglio.
A me piaceva proprio per la sua concretezza e per l’assenza di smancerie che non ho mai retto (anch’io sono un po’ così e spesso passo per donna algida e insensibile! Caratteristiche invece che non mi appartengono .I sentimenti vengono custoditi dentro di me profondamente senza farli emergere troppo…e in questo un po’ di geni “nonneschi” ci sono!)



La teglia l’ho fotografata: di alluminio , rettangolare, con le maniglie , con tanta storia. Quante volte avrà accolto strudel, rosgnazze, pinze…tutti dolci caratteristici delle zone di mia nonna. Mia nonna era istriana e la sua cucina aveva molto della cucina austriaca così i suoi dolci sapevano di cannella e di spezie. Era impossibile avere una ricetta da lei, faceva tutto ad occhio e quando le chiedevo
“ ma dammi un’idea della quantità ! Quanto zucchero???”
E lei rispondeva : “un pluc”
E “pluc” è rimasta per me l’unità di misura ad indicare un poco, quel tanto che basta che è così soggettivo e personale che il “pluc” cambia da persona a persona e cambia il risultato finale del dolce che si sta preparando!
Donna semplice ma importante e unica per me . Sapeva di buono e anche nella sua casa c’era quel profumo misto di alloro, cannella, sapone di Marsiglia…che sapeva di antico, di buone cose.
Quando ero piccola pensavo: come farò quando mia nonna morirà ?Mi disperavo solo all’idea.
E quando è successo per davvero ho provato il senso del vuoto incolmabile che nessuno riempirà mai più.
Non le dedico questo dolce perché non le appartiene, le dedico questi pensieri nati dalla sua teglia!
Quando mi cimenterò nei “suoi” dolci, sperando di azzeccare i “pluc” tramandati , sarà un remember con i fiocchi !!! sarà l’ospite speciale del mio post…:-)
Utilizzare il forno, ricordare mia nonna mi ha resa felice ma anche un po’ malinconica, ma giusto un “pluc” poi passa…

lunedì 26 luglio 2010

AVANZI ;-)





Non sta bene parlare di avanzi dà subito un'accezione negativa o sconveniente al tutto. Io invece sono una fanatica degli avanzi! Quando cucino spero sempre che rimanga qualcosa per trasformarla in qualcosa di nuovo oppure ri-gustarmela una seconda volta! Per questo amo polpette, muffins, torte di pane dolci e salate, dove riutilizzare con creatività i....poveri resti !!
:-))) che macabra!!
In questo caso nessuna trasformazione alchemica però , solo un aggiunta di cetrioli all'insalata di pomodori (si scandalizzatevi pure...riesco a riciliare pure quella!!ma al max il giorno dopo!!!) e del tomino (che nella sera prima non compariva tra gli ingredienti della cena).
Innanzi tutto vorrei raccontare dell'insalata di pomodori, eh si, perchè ci sono pomodori e pomodori e questi sono ...pomodori neri.
???
li ho visti in un posto delizioso che è un casolare dotato di orti e frutteti in cui si possono acquistare i prodotti della terra proprio dal produttore al consumatore ! Solo frutta e e verdura di stagione appena colta! a volte quando manca qualcosa te la vanno a raccogliere al momento:
" ops, non ci sono più melanzane! aspetti che vado a prenderne un pò"
e l'omino sparisce , a volte in bicicletta (fantastico!!!) per ritornare con sporta carica di solanacee viola s t u p e n d e!! che sanno di terra e di sole!!!
Scusate, ho divagato ma questi posti sono poesia pure per me!!!
....dicevo, pomodori neri.
what...????
"che pomodori sono? " chiedo
"sono quelli neri, quelli per gli uomini."
la guardo incuriosita ( e non solo io. Tutti gli uomini presenti fingono indifferenza mentre allertano le loro antenne!!!)
"sono stati studiati geneticamente" (w gli ogm, penso) "per disturbi alla prostata...hanno un gusto particolarmente dolce e fanno bene "
(???)
bè, che fare ?? ovvio che li provo!!! E guardo sorridente la mia dolce metà (facente parte del gruppo di uomini presenti "indifferenti" )
Mi spiace non averli fotografati "dal vivo" perchè hanno davvero un colore bellissimo: rosso scuro con sfumature quasi viola .
Nel pranzo degli avanzi li ho dotati di cetrioli, dolcissimi e freschissimi!
Sempre in questo posto adorabile abbiamo preso anche delle mega cipolle, non so che tipo siano, sembrano delle cipolle di tropea ma dal colore più tenue e molto grandi.
Dolci anche queste sono state stufate con un goccio di olio e di vino bianco (e poi acqua per continuare la cottura) e, senza niente aggiungere, sono diventate la farcia protagonista assoluta di una torta salata di pasta brisè (presa pronta al supermercato...ehm...dopotutto si era al mare per un week end vacanzifero!!)
Non voglio prendermi il merito di questa ricetta che ha avuto il solo mio contributo per controllo fine cottura cipolla , riempimento base di pasta e cottura in forno !
La parte impegnativa di taglio cipolle (+ lacrime) ,primo allestimento padella (olio, vino, sale) e soprattutto l'idea, è stata della mia dolce metà . Diamo a cesare quel che è di cesare! :-)
Torta semplicissima fatta solo di cipolle dal gusto delicato e simpatico.
Alla sera abbiamo avuto la versione tiepida e per il parnzo degli avanzi abbiamo avuto la versione fredda : buone entrambe.
Il tomino fresco anche quello ben si accostava alla torta e all'insalata, regalandoci un dejeuner
di tutto rispetto.
Ha rallegrato la nostra tavola marina anche un micro mazzetto di gelsomino romanticamente rubato dal giardino e messo in un semplice bicchiere , nessun vaso ad hoc per questi bianchi fiori che sanno fare la loro figura anche avvolti...nella carta stagnola!
Dico questo perchè me li sono portati a casa così confezionati ed erano a loro agio facendo sembrare la banale carta d'alluminio un incarto studiato! :-)

Nota tecnica: mi sono comunque informata sul pomodoro nero e ho trovato queste notizie su internet:
il pomodoro nero detto anche "sun black" quando matura la sua buccia assume una colorazione viola tendente al nero grazie alla presenza degli antrociani (che non sono una colonia di microbi extraterrestri ma bensì ) potenti antiossidanti che contrastano i famosi radicali liberi e rallentano il processo di invecchiamento.
Importante : la ricerca non ha fatto ricorso a tecnologie OGM (chiedo scusa se l''avevo subito pensato!) ;-)
In questa notizia non ho letto nulla di relativo alla prostata ma tant'è...l'importante è crederci e soprattutto meglio mangiare della fresca verdura piuttosto che prendere pasticche varie e creme miracolose sperando di ritardare il tempo che passa, non più foriero di saggezza e di crescita interiore ma visto solo come decadimento e negazione della felicità .
Bisogna imparare a vivere ogni età cogliendo il meglio e cercando di diventare sempre più filosofi (beato chi ci riesce) ...io ,nel frattempo mi sono comperata kg e kg di pomodori neri antiossidanti... vuoi mai???? ;-))))

martedì 20 luglio 2010

MATRIMONIO PERFETTO

melanzanemt

La melanzana è tra le mie preferite, quindi quando ho visto che tra gli ingredienti della nuova sfida MT




era presente questo ingrediente, ero contenta! :-)
Melanzana uguale a estate uguale a sole uguale a mare uguale a ..festa.
Ho pensato quindi di organizzare un matrimonio ma un matrimonio… perfetto !
Gli sposi? Una coppia non così scontata come può sembrare !
La melanzana con il suo aspetto elegante e glam si sposa con il rude farro.
Lei raffinata come aspetto a dispetto di un gusto rustico mentre lui rozzo e ruvido fuori nasconde mille virtù interiori.
Le malelingue già spettegolano su come andrà questa storia ma è un’abbinata alchemica che lascia solo prevedere un roseo futuro .
Matrimonio reso ancora più completo dagli “invitati” : mozzarella di bufala : simpatica e generosa, pomodorini pachino : chiassosi e colorati , fior di capperi : originali e coreografici, e, special guest star: la menta : da tenere un po’ sotto controllo…si sa ,soffre un po’ di egocentrismo! Con il suo sapore deciso tende a prevaricare ma un abile e diplomatico regista la saprà gestire al meglio,in modo che lei sia gratificata ,senza diventare protagonista assoluta (ah, quanta pazienza con queste dive)
La location : sarebbe stato carino e assolutamente appropriato uno scorcio del mare blu da una finestra di un damuso con tenda di lino svolazzante…invece, la verità: arrivata a casa alle 20,40, preparato piatto e…praticamente fatto foto di notte…ehm…sul balcone di casa e in cucina !
Ecco qui l'effetto "by night" !!! che è comuqnue romantico e in un matrimonio, ci sta! ;-)

melanzane2mt

C'è stata ,in questa cerimonia, un’altra special guest star , Marie Antoinette, che mi ha aiutato a fare le foto…sempre con un sorriso sarcastico sulle labbra mentre cercavo di allestire il “set” : snobismo tipico da regina!
Non so quali di queste è opera sua ma sono orgogliosa di questo suo contributo che meritava una menzione speciale :-)
Ma, bando alle ciance, come diceva Paperon de Paperoni, ecco qui la ricetta (per 4 persone) di questo

melanzane3mt

MATRIMONIO PERFETTO:

2 melanzane tonde
4 hg di pasta al farro
2 mozzarelle di bufala
pomodorini pachino (quantità a …scelta!)
fiori di capperi
menta
olio extravergine d’oliva
sale

prendete le 2 melanzane e tagliatele a metà, svuotatele della polpa (senza distruggerla troppo) lasciando un bordo di circa 1cm. Tagliate la polpa a cubetti. Mettete un po’ di sale sia sulle 4 calotte che sui cubetti e lasciar riposare.
Nel frattempo fate cuocere la pasta e mettete in una ciotola gli altri ingredienti: i pomodorini tagliati, la mozzarella di bufala a cubozzi, la menta (poca) tagliata fine , fior di capperi .
Fate cuocere al vapore per circa 10/15 minuti le calotte e i cubi di melanzana.
Scolate la pasta che metterete nella ciotola condendola con olio e sale.
Una volta pronte le melanzane , aggiungete quella a tocchetti nella ciotola e utilizzate le calotte per presentare nei piatti la pasta che metterete un po’ dentro alla melanzana e un po’ che esce in cascata!
La pasta si può servire calda, tiepida o fredda come si preferisce!

Ricetta semplice e fresca che ci ricorda i profumi mediterranei.
E se mangiando questa pasta sentirete forte le essenze del cisto e del mirto nell’aria e ,in sottofondo un frinire di cicale e magari anche il calore del sole sulla pelle…non preoccupatevi, è tutto normale!
La magia che nasce da un piatto dai gusti in pura sintonia gioca strani scherzi a volte! :-)

venerdì 16 luglio 2010

UN LIBRO PER SOGNARE...anche se ce la caviamo benissimo da sole! :-)



Con questo caldo non si ha voglia di fare nulla ma la voglia di sognare, quella, resiste strenuamente per tanti !
Io vivo perennemente presa dai miei sogni e mi sto accorgendo che sempre più spesso e soprattutto in questo periodo, mi capita di leggere che non sono la sola! In più il tipo di desiderio è comune se non ...uguale! Cambi di vita epocali nei quali poter davvero fare quello che si desidera, per esempio aprire pasticcerie, librerie , caffetterie, bakery... un sogno di molte.
Quindi, come non condividere e proporre questo libro che ho preso un mesetto fa dal titolo invitante e pieno di belle promesse?
"La bottega dei desideri" di Karen Weinreb
sottotitolo: Il mondo che si capovolge in un istante. La forza segreta di una donna. La speranza di un sogno che diventa realtà.
bè, complimenti all'editorial manager!
In queste tre righe c'è tutto per farci catturare! in ogni riga c'è un pezzo di noi...a chi non è mai successo un cambio di vita improvviso? chi non si sente (sotto sotto) una donna forte? e soprattutto chi non ha un sogno da realizzare?
In più copertina accattivante...toni soft, stampa in dissolvenza...le mani di una donna che stringono una tazza dalla quale esce...polvere di fata???
Mi sono sentita come se qualche forza magica mi spingesse a prendere quel libro...e nei miei sogni il tutto avrebbe dovuto proseguire con la mia vita che si intrecciava con quella della protagonista del libro portandoci , entrambe allo stesso...happy end....
(scusate se l'ho anticipato ma un libro così non poteva non avere una felice conclusione!:-)
ed è per questo che si comprano certi libri. o no?)
anyway...
Non è andata per niente così (strano però.... :-) ) ma mi sono lo stesso beata di certe descrizioni e di certe situazioni descritte nel libro, anche se si parla di un mondo dorato che , non solo non mi appartiene, ma non mi intriga nemmeno tanto : falsità, invidie e gelosie sono gli ingredienti principali del milieu descritto nel quale sbucano, qua e là, mosche bianche che fanno la differenza (nel libro....nella vita reale non credo esistano!)
Però si parla anche di tante cose che ci piacciono....ricette, dolci ipercalorici, organizzazioni di festricciole glam, preparazione di marmellate fatte in casa, sistemazioni di giardini favolosi,restauri di vecchie case e acquisti di nuove...c'è pure la martha (stewart) vicina di casa delle tipe del libro....e scusate se è poco!
In sostanza: questo libro non mi ha fatto impazzire ma mi piace leggere di sogni che diventano realtà. Certo in questi romanzi c'è sempre qualche magico incastro che sistema i problemi impellenti...i soldi magicamente saltano sempre fuori così come gli amici veri disposti ad aiutarti in tutto e per tutto, però alla fine sono stata proprio contenta che la Nora (la protagonista) sia riuscita a tirar fuori le....ops....abbia dimostrato, nelle difficoltà, il suo vero valore , coltivando il suo talento (cucinare dolci) e sapendo mixare la grinta con la sua sensibilità d'animo rendondola una donna nuova , diversa e migliore di prima grazie anche alla sua classe innata che la trasformerà in un'icona di stile .

Non resta che "regalarvi" l'incipit, una bella idea consigliatami dalla stefania, attenta ,raffinata ed elegante amica di blog :-) oltre a sperare che davvero per qualcuna di voi si realizzi "IL" sogno che ha nel cuore...

PROLOGO
A Bedford, nello stato di New York, era la stagione dei lamponi. Le madri dei ragazzi della scuola privata locale che non erano sulle spiagge degli Hamptons, a Long Island, o sull'isola di Martha's Vineyard per il fine settimana avevano lasciato i figli a sguazzare nella piscina di casa con la tata e stavano parcheggiando le loro Chevrolet e Range Rover e Bmw lungo il viale d'accesso della villa di Nora Banks. Le auto mobili si allineavano con precisione lungo il cordolo di mattoni rossi anche senza l'aiuto di un parcheggiatore. Tutte rigorosamente di sinistra, in modo che chi voleva andarsene prima delle altre potesse passare sulla destra e fare inversione intorno alla rigogliosa aiuola in fondo al viale.
Nonostante i centocinquanta metro ci acciottolato a disposizione, le ultime ospiti dovettereo parcheggiare nel paddock libero di Nora, il recinto erboso per i cavalli.
...

giovedì 15 luglio 2010

DI KA,DI AMERICAN FOOD WRITER,DI LIBRI...


E' inutile. di cucinare non se ne parla! Non ci riesco. Questo caldo mi atterra e complice la mia salute non proprio al massimo , in questo momento, non ho inspirazioni culinarie....tranne per la preparazione (a breve) di un fresco piatto per una sfida famosa ... ;-)
A parte la lettura , in questi momenti, mi capitano strane "voglie" o forse "manìe" non proprio da calura estiva!
Sono le "grandi manovre" e con questo intendo i grossi lavori tipo svuotare e sistemare libreria, svuotare e sistemare mobiletti cucina...
Premessa: odio i lavori di casa, quelli routinari ma le grandi manovre mi...esaltano! Mi danno soddisfazione oltre a permettermi di buttare via una discreta dose di oggetti inutili (altra mia passione : buttare!!) e alla fine mi sento piacevolmente svuotata di cose vecchie e pronta per immagazzinarne di nuove! Non solo! Questa è una pulizia modello feng shui : nell'ordine, l'energia si muove meglio, l'armonia nelle cose genera armonia nell'anima e per me è così di sicuro.
E mentre sistemavo la cucina mi è venuta l'ispirazione (come ai grandi fotografi!!! ah ah ah) di fare la foto di questi utensili cult (almeno per me!) e così ecco la scusa per parlarne! Era un graditissimo regalo di compleanno , un anticipo a quello che sarà il mio acquisto del 2010 , il mitico kitchen aid...
Ammetto che non sapevo assolutamente che esistessero anche questi oggetti marchiati KA . Sicuramente super professionali mi hanno lasciato però un dubbio: ma che razza di mani devono avere i fruitori di tali aggeggi?? Hanno una presa da...gigante...eh, bè, son tedeschi...
Soddisfatto a mille il mio senso estetico, un pò meno quello pratico...
Al contrario la multisuper grattugia,invece, è tostissima: taglia, affetta, "mandola", benissimo ed è dotata di praticissimo contenitore che si incastra sotto per contenere perfettamente l'ingrediente grattugiato .
Il colore: il rosso non è il mio colore anche se, ammetto, che il KA mi piace immaginarlo colorato perchè dovrebbe spiccare nella mia cucina rigorosa nel suo bianco vaniglia + nero antracite (del piano di lavoro)...anche se a volte, penso che prenderlo un classico "crema" sia la scelta migliore...vedremo...:-)
comuqnue, colore a parte, a me basta vedere la scritta "kitchen aid" (e qui sta "un pò" la paranoia) che sto bene e mi vengono subito in mente le ricette della Nigella ,nelle quali mi perdevo anni e anni fa e mi perdo ora per il suo modo di fare e ,soprattutto, per il suo KA !!!
Ho visto che anche la mitica Martha (Stewart n.d.r.!) nei suoi programmi ,ostenta, non uno ma ben due KA e il colore cambia, di trasmissione in trasmissione...e scusate se un pò la odio! :-)))
Sempre perfetta, sempre in tinta con il mondo, con idee originali ed eleganti...è riuscita persino a passare indenne la sua "bufera finanziaria" (peraltro agli arresti domiciliari in mega podere da non so quanto acri!!!)
vabbè....'ste donne americane (e ci infilo anche la Donna Hay) alle quali ,in teroria dovremmo insegnare la classe europea, per non dire italiana, ci bagnano il naso nel saper offrire al pubblico piatti, allestimenti e “di tutto di più” diventando meritate icone del food stylist....



Per stare in tema mi sono proprio comperata ieri un libro dalla copertina bellissima ed invitantissima ....un libro che di sicuro sarà una stupidata ma...come resistere a quanto anticipato in 4ta di copertina e nell'aletta interna?
protagonista : donna, 50 anni,sola con prole, famosa esperta di food con tanto di seguita trasmissione televisiva...
trama: crisi d'età, cambiamenti lavorativi e pare anche nel resto ( e sarà,con somma originalità : l'ammmmore!!)
Insomma una ricetta studiata con tutti gli ingredienti perfetti per giornata (possibilmente marina o sotto quercia secolare ) di sola lettura , in compagnia, al massimo ...di un sorbetto!!! ma in tinta con la copertina , please!!! :-)
Vi farò sapere...potrebbe anche rivelarsi un libro simpatico e che mette il buonumore oppure il classico flop...
anyway...in estate tutto è lecito soprattutto quando si aggiunge anche la scusa del caldo torrido che fa sragionare :-)
alla prox...spero con ricettina...perchè ce la posso fare...ce la devo fare ... :-)

giovedì 8 luglio 2010

"NON RICETTA" ESTIVA :-)


Fa caldo. Troppo, almeno per me. Lo so, lo so avevo voglia di estate, anche se non è le “mia” stagione, volevo che il freddo e il tempo brutto la smettessero di rovinare le giornate che volevo “consone alla stagione”…ma di questa afa e questa umidità pesante sono già stufa. Di cucinare voglia zero , o meglio, mi vengono in mente tante ricette carine e sfiziose che vorrei…mangiare, ma da qui a mettermi all’opera è dura ! Non è pigrizia e proprio che non ce la posso fare. Complice anche qualche fastidioso malessere (e se dico gastroenterite + mal di testa devastante credo di rendere bene l’idea!!!) che mi atterra togliendomi anche la pochissima energia che ho , vago tra divano , letto e computer (perché non voglio sentirmi proprio un’ameba) non proprio al massimo della mia forma.
Giusto per non perdere le buone abitudini però posto questa “non ricetta” ,e dico “non” solo perché è straconosciuta, stracollaudata, strasemplice ma la considero LA ricetta dell’estate.
E’ una classica pasta fredda con pomodoro e mozzarella ma fatta con gli spaghetti. Eh??? Spaghetti freddi?? Vi capisco. Anch’io quando anni fa l’aveva proposta mia mamma su consiglio di mia zia (che allora frequentava la famosa scuola di cucina Cordon Bleu per noia…pensate un po’!!! la potessi fare io!!! Vabbè…) ero scettica ma, l’avevo ,ovviamente, assaggiata e…da allora mi si è aperto un mondo! :-)

Ingredienti:
spaghetti numero che volete (c’è chi preferisce quelli fini ,chi quelli più grossi…è indifferente :va a gusto)
pomodorini
mozzarella
aglio (se vi va )
basilico (tanto!)
olio
sale

non ho messo le dosi perché c’è chi preferisce più pomodoro, chi ci mette più formaggio, ecc.. insomma è una ricetta “free” !
mentre fate bollire l’acqua per cuocere la pasta, prendete una ciotola capiente (che vi servirà anche per portare in tavola la pasta) e “passatela” con uno spicchio d’aglio schiacciato che poi getterete, così la pasta verrà profumata senza correre il rischio di mangiarsi lo spicchio scambiandolo per mozzarella (già capitato!)
dopodiché tagliate i pomodori e la mozzarella, salateli , irorateli (ehm…si dice? Boh? Mi piaceva…) con un filo d’olio e metteteli nella ciotola. Non appena gli spaghetti saranno cotti al punto giusto (né troppo al dente perché non hanno modo di “aggiustarsi” nella cottura aiutati da un sugo caldo o da un breve salto in padella, né troppo scotti con il rischio di incollarsi tra loro che manco l’olio riesce a districarli un pochino…) dicevo…una volta cotti , sciacquate rapidamente sotto l’acqua fredda gli spaghetti ,versateli nella ciotola insieme ai pomodori e alla mozzarella,condite con olio extravergine d’oliva e mettete (abbondante, per me) basilico fresco spezzettato.




Niente di più semplice , niente di più fresco e saporito. Vi stupirete di quanto siano buoni gli spaghetti freddi e di quanto “pagnino” (licenza poetica) bene con questi ingredienti.
Ovviamente mia zia cordon bleu non ostentava più di tanto questa ricetta, troppo facile e “banale”…ci proponeva , quando veniva a trovarci, creme malakoff in mille versioni , boeuf bourguignonne e una quantità di piatti complicatissimi dagli ingredienti speciali, buonissimi per carità ma troppo , come dire?, …blasonati.
Io umile fanciulla country-inside, ho sempre preferito raffinate semplicità …in primis nel cibo. Penso alle scampagnate da bambina con superbe michette (pane) con salame .Per i grandi un sano bicchiere di rosso e a noi piccole l’acqua ma con …l’idrolitina!! Eh, si questa è storia, preistoria direbbe Marie Antoinette (mia figlia!) e di sicuro pochi se ne ricorderanno : era una bustina (a base di bicarbonato di sodio…) che si aggiungeva all’acqua del rubinetto e la rendeva acidamente frizzante… e dopo ,per concludere , c’era la crostata di mele della zia Leru (l’altra mia zia, ottima cuoca …senza essere Cordon Bleu) anche questa un vero mito di sapori genunini e che sapevano di …famiglia ! Ancora oggi quando vado da lei è questo il dolce che le chiedo e lei lo prepara sempre allo stesso modo regalandomi insieme al piacere del gusto , i ricordi dei tempi .
Bene, mi rendo conto che sono andata dal palo in frasca, o fuori tema, se preferite, oppure mi sono lasciata trasportare….dal mal di testa che ha voluto riportarmi in luoghi sicuri della mia mente facendomi rinvangare tempi passati…ma il comune denominatore per tutto è la semplicità delle piccole cose che ci fanno star bene , a parte il mio mal di testa che imperterrito resiste :-(

giovedì 1 luglio 2010

PETIT DEJEUNER E BALLERINE...


Che cosa c’entra le petit dejeuner con le ballerine? C’entra, c’entra…soprattutto per un discorso di “francesità”…e di cose che mi piacciono…
Non voglio assolutamente discutere sulla simpatia o meno dei francesi, non voglio fare discorsi, sociali, men che meno politici…
Ci sono situazioni, oggetti, colori, che, non so perché, associo alla “francesità”.
E' un concetto molto personale non oggettivo, potrei non trovare “francesI” i ponti sulla Senna ma i tetti con sfondo di cielo grigio si , a prescindere dal luogo in cuI si trovino, oppure le librerie piccole sono per me “francesi” , così come le rare (dalle mie parti) sale da te.
Alcune vetrine allestite in modo particolare, alcuni colori, alcuni sapori, tipo il burro soprattutto, hanno in sè la "francesità".
Insomma niente di razionale, di scientificamente e geograficamente provato, frutto della mia mente… diciamo,...creativa! :-)))
Quindi parlare di petit dejeuner è il minimo! Primo per il nome così francesamente musicale e poetico e poi perché è il pasto che amo di più e che non potrei mai saltare, soprattutto per un problema di calo di zuccheri, quindi , durante la settimana , anche se di fretta è un appuntamento obbligatorio.
Ma il vero piacere della colazione esce in tutto il suo splendore durante le vacanze o durante il week end quando il tempo può scorrere più lento e ci si può permettere il lusso di un petit dejeuner come piace a noi. Basta poco per me : te o caffè , pane ,burro e marmellata come la colazione della foto che ho scattato in un delizioso bar di Nizza .
E magari un bel libro (il giornale no, mi mette troppa ansia oltre a sporcarmi le mani di inchiostro!!)
O una rivista patinata di cucina , arredamento, insomma quelle che di solito si comperano (che compro) e non si ha mai il tempo di leggere (che non ho mai il tempo di leggere) che si accumulano ,a volte , ancora cellophanate . Magari accanto alla persona alla quale si vuole bene , una presenza che allieta questo momento senza intaccare la pseudo solitudine della lettura . Una persona alla quale si può donare uno sguardo di affetto mentre si imburra una fetta o si beve un buon caffè. Una sorta di tempo sospeso fatto di silenzi (in questo momento doverosi), di sguardi, di gustose e dolci coccole sotto forma di torte e biscotti .
Ogni tanto fa parte del mio petit dejouner una torta che ho fatto la sera prima , oppure compaiono una serie di confetture nuove e particolari .
A volte ho il pane fresco fatto da me: alle noci, ai cerali, al latte : a volte lo abbrustolisco e lo spalmo di burro (quello speciale !!!) che si scioglie subito al contatto del calore del pane che lo assorbe diventando ancora più buono. Poi è il turno della marmellata che metto poca perché altrimenti mi sparisce il sapore del burro che voglio sentire…:-)
Queste sensazioni, questi sapori racchiudono nella loro raffinata semplicità l’eleganza che è insita nella piccole cose che rendono preziosi questi momenti.

Il mio quadretto sulla “francesità” termina con l’elogio alle ballerine , le mie scarpe “ufficiali” da …sempre, con leggera concessione ai mocassini…comunque mai tacchi (non sono in grado!!!)…e credo che da questa foto si capisca!!!


Quando tempo fa mi era preso il raptus da sistemazione armadio , mi ero dedicata anche alla sistemazione scarpe e le scatole erano quasi tutte “pretty ballerinas” una fonte inesauribile di colori, idee, fiocchi, fibbie, che rendono speciale e unico ogni modello!
Le ultime sono beige con fiocco di corda (per non smentirmi nemmeno sul colore!!!) ma ne ho adocchiate già un paio color lampone di camoscio, morbidissime!!! Un colore per me azzardato che però potrei concedermi per accendere di luce estiva i miei beige, bianco, grigio polvere…:-)
Vedrei bene l’abbinamento dei colori delle mie ballerine con altrettanti macarons (tipicamente francesi!!!) in tinta , dolci che mi fanno impazzire per la loro immagine (non ne ho mai mangiato uno e mai mi metterò a farli!)



Da queste parole (troppe???) forse traspare anche il fatto che sono in leggero stand by per quanto riguarda ricette e cucina e …
E’ un momento “strano”, non proprio facile …che passerà…
Panta rei!
Mi accingo a voltare un’altra pagina e ad incominciare un altro foglio bianco della mia vita…

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